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Vapor pressure deficit (VPD) Cos’è e a cosa serve?

Chi coltiva cannabis indoor in grow box o grow room dispone inevitabilmente di tutti i dispositivi di controllo per la gestione dei parametri ambientali fondamentali quali luce, temperatura ed umidità per performare al massimo il ciclo produttivo ed ottenere generosi raccolti di qualità. Eppure, sono ancora pochi i grower che investono nella piena automazione e controllo dei loro ambienti di coltivazione.

Come vedremo a breve, non è la sola gestione indipendente di questi parametri ambientali a fare la differenza, bensì un insieme di sinergie tra loro che possono portare la pianta ad ottimizzare la propria traspirazione e di conseguenza l’assimilazione ottimale dei nutrienti necessari al loro ciclo vitale.

Parliamo dunque del VPD, Vapor Pressure Deficit che sta letteralmente per differenza di pressione del vapore acqueo. In sostanza indica la differenza tra l’ammontare di acqua che l’atmosfera (aria) è in grado di contenere (ad una certa temperatura) e l’ammontare di acqua in essa contenuta in un dato momento. Al pari della pressione, l’unità di misura è il kilopascal (Kpa).

Se osserviamo il fenomeno della condensa, ci rendiamo conto che questa avviene perlopiù quando le temperature sono basse e l’umidità relativa anche se non 100%, ci porta a vedere condensa sulle pareti della nostra area di coltivazione; ciò avviene quando l’aria, alla sua temperatura di rilevazione ha raggiunto un livello di saturazione tale da non poter più contenere acqua allo stato di vapore acqueo. Tanto più la temperatura dell’aria è alta, maggiore sarà la quantità di acqua che potrà contenere l’aria stessa prima di arrivare a saturazione e creare condensa e viceversa, quando le temperature si abbasseranno, sarà più facile raggiungere livelli di saturazione e quindi innescare il fenomeno.

Provvedendo a dare alla nostra grow room o grow box il giusto equilibrio tra temperatura ottimale per la crescita e l’umidità dell’ambiente riusciremo a ottimizzare il processo che permette alle piante di assorbire i nutrienti sia dall’aria per mezzo dell’apparato figliare, sia dal substrato (qualunque esso sia) ottenendo come risultato una pianta sana, in salute ed estremamente prorompente nella sua crescita e fioritura.

In questo grafico si possono osservare i valori ottimali da bilanciare tra temperatura e umidità relativa al fine di ottimizzare al massimo la crescita e lo sviluppo delle vostre piante.

In verde sono riportati i valori ottimali, in giallo quelli che permettono sì alla pianta di procedere nel suo sviluppo, ma con delle riserve di potenziale che non verranno mai espresse. Fuori da questi indici possiamo parlare di pianta in sofferenza, di fatto rientrando in tali valori potrete notare voi stessi un assetto non vigoroso, una crescita stentata ed un aspetto che non lascia pienamente soddisfatti i nostri occhi, foglie curve, turgidità compromessa etc.

Con valori di VPD compresi tra 0.8 e 1 le piante tenderanno ad aprire i loro stomi, ovvero piccoli organi sotto fogliari che le permettono di traspirare.

Questi organi, aprendosi svolgono due importanti e fondamentali funzioni, quello di immettere nell’aria piccole e costanti quantità di acqua per regolare la propria temperatura interna scambiando calore, e assorbire CO2 permettendole di penetrare all’interno dei tessuti.

stomi

L’acqua, fuoriuscendo dalla pianta creerà una condizione di depressione tra i liquidi interni delle cellule. La fisica farà il resto, facendo riequilibrare questo scompenso di pressione aspirando nuova acqua attraverso l’apparato radicale. Questo meccanismo di compensazione non è altro che il sistema che permette alle piante di aspirare verso l’alto i fluidi presenti nel substrato, compresi gli elementi nutritivi in essi disciolti.

Non dimentichiamo infatti che i vegetali non posseggono organi o muscoli in grado di muoversi.

Facciamo anche una precisazione, ovvero che non corrisponde a condizione ottimale spingere al massimo assoluto la traspirazione in quanto il ripristino degli equilibri di pressione interna non sono meccanismi istantanei e la pianta avrà quindi bisogno di un po’ di tempo per sfruttarne i benefici. Deduciamo pertanto che un eccesso di traspirazione repentina può causare un’eccessiva disidratazione o che al contrario, un eccesso al ribasso possa invece bloccarla, entrambe le condizioni comprometteranno il benessere generale della pianta e quindi le sue rese finali.

Nella foto qui di seguito potete osservare una giovane pianta in fase seedling (primi 10 giorni di vita

Quali strumenti sono necessari per gestire il VPD?

Ti occorrerà poco, un termometro per rilevare la temperatura (meglio ad infrarossi per rilevare anche la temperatura fogliare) un umidificatore, un estrattore di aria e per il massimo risultato una centralina che possa gestire la temperatura (incrementando o diminuendo estrazione di aria dalla room) e l’umidità, ad esempio un igrostato collegato ad un umidificatore o ad un deumidificatore.

Impostate i valori sulle centraline seguendo la tabella che avete appena visto ed il gioco è fatto! Se non disponete del termometro ad infrarossi, basatevi sulla temperatura ambiente, ma sappiate che il massimo della performance lo avrete impostando i valori VPD prendendo la temperatura dirattamente dalla superficie fogliare. Tutto questo potete farlo anche manualmente senza l’ausilio di centraline, ma l’onere e la fatica per mantenere il più possibile costanti questi valori non è da sottovalutare.

Per darvi un’idea dei possibili costi, posso dirvi che su Amazon, 2 centraline, 1 per la gestione della temperatura, e 1 per la gestione dell’umidità, accompagnate da 1 termometro ad infrarossi corrisponde all’incirca a 90€ di acquisti, decisamente nulla rispetto al beneficio che apporteranno alla vostra coltivazione!

In questa foto potete vedere 2 controller; 1 per la gestione della temperatura (a sinistra) e 1 dell’ umidità relativa (a destra). In alto visualizza il dato corrente, in basso il target che voi avete impostato.

Con queste nozioni di base potrete ora fare quel passo in avanti che vi manca per sfruttare l’intero potenziale delle vostre piante.

Autore:

Mr.Di

keep on growing….always

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