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	<title> &#187; ventilazione</title>
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		<title>Ventilazione della growroom</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:03:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[nella coltivazione indoor è molto importante l'impianto di ventilazione della grow room. Prevedere una corretta aerazione garantisce ottimi risultati sia in terra che in idroponica.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="estrattore" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/ventilazione-della-growroom/"><img class="size-full wp-image-1354 alignleft" style="margin: 4px;" title="estrattore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/estrattore.jpg" alt="estrattore" width="180" height="144" /></a>L&#8217;aerazione corretta è un fattore essenziale per evitare accumuli di calore ed umidità frequenti nelle coltivazioni indoor.<br />
Ma come è composto un buon impianto di ventilazione?<br />
Innanzitutto da un <a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a> adeguato al volume della vostra growroom, tenendo presente che la portata dovrà consentire l&#8217;estrazione di tutta l&#8217;aria in 5 minuti.<br />
Potete fare due conti voi stessi o rivolgervi ad un negozio specializzato per la scelta.<br />
Assicuratevi di avere tutti i dati utili per aiutare chi di dovere a consigliarvi il prodotto più adatto a voi:  volume della stanza, lunghezza e diametro dei tubi di ventilazione, presenza o meno di filtri, wattaggio supportato dal vostro impianto.</p>
<p>Ricordate inoltre nel calcolare gli spazi che per evitare condensa e danni conseguenti l&#8217;estrattore andrà montato in verticale, parallelamente al muro.<br />
<span id="more-1352"></span></p>
<div id="attachment_1353" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1353" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1-150x120.png" alt="organizzazione growroom" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>L&#8217;<a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a>, come suggerisce il nome stesso, renderà possibile l&#8217;uscita dell&#8217;aria esausta. Dobbiamo quindi dotarci di uno strumento per immettere aria fresca, ovvero una <a href="http://italgrow.com/ventilazione_cat-39.aspx" target="_blank">ventola</a>.<br />
La ventola avrà la stessa portata dell&#8217;estrattore e garantirà un ricircolo corretto.<br />
Per sfruttare al massimo il potenziale del nostro impianto va posta particolare attenzione al diametro dei <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">tubi</a>, che sia perfettamente compatibile con quello dell&#8217;estrattore e della ventola senza perdite. Non vanno inoltre posizionati oggetti nelle immediate vicinanze di questi ultimi, per evitare che il flusso d&#8217;aria sia interrotto.</p>
<p>I tubi che veicolano l&#8217;aria vanno scelti del diametro adatto ai vostri apparecchi, devono essere corti il più possibile e impiegare, qualora fossero necessari, raccordi a Y e mai a T.<br />
Ne esistono in commercio di<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> fonoassorbenti</a> per limitare il rumore della turbolenza.</p>
<p>Per muovere l&#8217;aria all&#8217;interno della growroom al di fuori del flusso garantito da estrattore e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=ventilatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventilatore</a> si può ricorrere ad un ventilatore oscillante, che crei una gentile brezza.<br />
Questo garantirà l&#8217;eliminazione dei cosiddetti hot spots, punti di ristagno del calore e dell&#8217;umidità, e una buona distribuzione del biossido di carbonio (CO2) .</p>
<p>Come norma generale, l&#8217;estrattore andrà posizionato in alto ad una estremità della stanza, mentre la ventola sarà dal lato opposto, in basso. Il ventilatore soffierà nella stessa direzione dell&#8217;aria in entrata. Per essere certi dell&#8217;efficienza del proprio impianto sarà necessario misurare temperatura ed umidità in vari momenti (luci accese/spente) in diversi punti della stanza.</p>
<p>Il monitoraggio avviene attraverso il <a href="http://italgrow.com/temperatura_e_umidit_cat-63.aspx" target="_blank">termometro e l&#8217;igrometro</a>, che andranno posizionati nel punto di maggiore umidità e con la temperatura più alta (fra le foglie e vicino alle luci, ad esempio).<br />
Strumenti con memoria di punto minimo e massimo garantiscono il migliore controllo.<br />
Sonde e strumenti non vanno messi in contatto diretto con fonti di calore o con superfici bagnate.</p>
<p>Mantenere i valori ottimali sarà più semplice con un numero di piante moderato.</p>
<p>Per automatizzare la ventilazione bisognerà fornirsi di umidostato e <a href="http://italgrow.com/controllo_temperatura_cat-127.aspx" target="_blank">termostato</a>, anch&#8217;essi da collocare nei punti più caldi/umidi della growroom.<br />
Durante le ore di luce essi attiveranno la ventilazione quando la temperatura raggiungerà i 27 gradi o l&#8217;umidità salirà fino al 70%.<br />
Se il clima è costantemente molto caldo e umido potrebbe essere necessario lasciare sempre inserita la ventilazione con la sola regolazione di un timer.</p>
<p>Se nonostante tutto la temperatura fosse ancora alta potete provare a spostare le ore di luce artificiali durante la notte, per non sommare le alte temperature del giorno con quelle delle lampade.<br />
Se è possibile sostituite le lampade con modelli <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+phytolite+cfl+&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">fluorescenti</a>, e se ancora il clima non è sopportabile riducete le ore di luce.<br />
Come ultima opzione, dotatevi di un condizionatore.<br />
E se fosse troppo freddo? Provate ad attivare meno spesso le ventole di immissione, soprattutto di notte, o prelevate l&#8217;aria da un&#8217;altra stanza invece che direttamente dall&#8217;esterno. Anche qui l&#8217;ultima chance è pre-riscaldare l&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;impianto di ventilazione può rivelarsi complesso sia da progettare che da montare, e le componenti possono avere prezzi elevati. La consulenza di un esperto in questi casi è caldamente consigliata.</p>
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		<title>Estrattori: mai più senza.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 12:52:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[l'estrazione e la circolazione dell'aria sono fondamentali!! Quindi: NIENTE RICIRCOLO NIENTE FRUTTIFICAZIONE per una serie di conseguenze dovute alla limitazione della fotosintesi ed a una inevitabile necrosi dell'apparato fogliare.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Lorenzo &#8220;Lollo&#8221; Lettini<a rel="attachment wp-att-799" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/05/estrattori-mai-piu-senza/estrattore/"><img class="alignright size-full wp-image-799" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="estrattore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/estrattore.jpg" alt="estrattore" width="151" height="142" /></a></strong></p>
<p><a href="http://www.growshopanovara.com" target="_blank"><em>www.growshopanovara.com</em></a></p>
<p>Spesso se non quasi sempre viene lasciato da parte chiaramente dai neofiti dell&#8217;indoor l&#8217;argomento &#8220;TRATTAMENTO ARIA&#8221; e viene avvantaggiato l&#8217;argomento semenze, luce, terra, nutrimenti base, booster ecc.</p>
<p>Beh&#8230;voglio sfatare questa leggenda metropolitana: l&#8217;estrazione e la circolazione dell&#8217;aria sono fondamentali!! Quindi: NIENTE RICIRCOLO NIENTE FRUTTIFICAZIONE per una serie di conseguenze dovute alla limitazione della fotosintesi ed a una inevitabile necrosi dell&#8217;apparato fogliare.</p>
<p>Quasi sempre mi vengono rivolte nel mio Bio-gardening le stesse domande da parte dei clienti: troppi nutrimenti? Le foglie si arriciano verso l&#8217;alto e le punte sono gialle, la fruttificazione è in ritardo, ho delle bruciature. Troppo azoto?</p>
<p><span id="more-798"></span></p>
<p>Sappiate che nella maggior parte dei casi non è cosi quindi&#8230;Quali vantaggi porta l&#8217;acquisto di un buon estrattore? Direi enormi anzi,scordatevi una buona produzione senza estrazione.</p>
<p>Cosa può fare o più precisamente, quante funzioni ha un estrattore?</p>
<p>1) Pensate all&#8217;aria come se fosse un nutrimento liquido, come se fosse un booster di fioritura/fruttificazione e sarete sulla strada giusta;</p>
<p>2) L&#8217;aria durante il periodo di luce deve essere costantemente estratta affiancando anche un buon ventilatore all&#8217;interno della grow box</p>
<p>Vantaggi:</p>
<p>1) Ottimizzazione della fotosintesi (funzione primaria della pianta)</p>
<p>2) Il ricircolo e l&#8217;estrazione ottimizzano la conversione del carbonio presente nell&#8217;anidride carbonica co2 dell&#8217;aria che insieme alla conversione dell&#8217;idrogeno presente nell&#8217;acqua vengono convertiti in zuccheri (nutrimento organico della fotosintesi)</p>
<p>3) In parole semplici: avremo molecole di co2, molecole di acqua e grazie al loro equilibrio e all&#8217;energia solare si convertiranno nello sviluppo della pianta più le molecole di ossigeno; se viene a mancare una delle parti avviene un blocco, se il co2 è insufficente la fotosintesi rallenta drammaticamente perché le percentuali sono in squilibrio tra loro e non c&#8217;è sinergia o peggio ancora se il co2 dovesse essere bassissimo il processo si ferma.</p>
<p>4) Il ricircolo elimina il pericolo di muffe nella fioritura</p>
<p>5) Permette di ottimizzare il rapporto aria/umidita&#8217; interna</p>
<p>6) Permette di collegare l&#8217;estrattore ad un sistema &#8220;AIR COOLED&#8221;..ovvero l&#8217;uso di un riflettore cool tube che collegato all&#8217;estrattore raffredda l&#8217;aria intorno al bulbo eliminando quindi la possibilità di gravi bruciature e dando la possibilità di avvicinare del 50% il bulbo alle infiorescenze/frutti con un conseguente aumento di produzione pari al 20/25 per cento</p>
<p>7) Ossigenazione costante delle radici (fondamentale per evitare marcescenze/necrosi)</p>
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		<title>Test: pastiglie di CO2 a lento rilascio</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 20:22:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Christian Cantelli Il test di Giardinaggio Indoor del mese si occupa di un nuovo rivoluzionario tipo di pastiglie di anidride carbonica a lento rilascio. LA CO2 Innanzitutto è il caso di spendere due parole sull&#8217;uso della CO2 per una coltivazione domestica ed i suoi benefici: tutte le piante sono costituite da tre macro elementi [...]
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<p>Il test di Giardinaggio Indoor del mese si occupa di un nuovo rivoluzionario tipo di pastiglie di anidride carbonica a lento rilascio.</p>
<p>LA CO2<br />
Innanzitutto è il caso di spendere due parole sull&#8217;uso della CO2 per una coltivazione domestica ed i suoi benefici: tutte le piante sono costituite da tre macro elementi fondamentali, Idrogeno, Ossigeno e Carbonio; I primi due elementi, presenti nell&#8217;acqua (composta da due molecole di Idrogeno ed una di Ossigeno) sono assorbiti dalla pianta tramite l&#8217;apparato radicale, mentre il Carbonio viene prelevato dall&#8217;aria. Nello specifico la pianta scompone le molecole di anidride carbonica (altrimenti detta CO2 dalla sua composizione molecolare o bi-ossido di Carbonio) tenendo una parte di Carbonio e rilasciando due parti di Ossigeno grazie al processo di fotosintesi clorofilliana.<span id="more-259"></span></p>
<p>L&#8217;USO<br />
Saturare un microclima di anidride carbonica permetterà alla pianta di assorbire una maggiore quantità di carbonio e di conseguenza avere maggior materiale di costruzione disponibile per la sua crescita: un ambiente saturo di CO2 permetterà alle piante una crescita rapida e rigogliosa.<br />
I sistemi professionali per la somministrazione di anidride carbonica comprendono solitamente una bombola di gas, un timer per regolarne il rilascio e possibilmente uno strumento per la misurazione della concentrazione del gas nell&#8217;ambiente. Le quantità ottimali di CO2 sono di circa da 1600 fino a 2000 parti per milione durante la fase vegetativa e tra 1000 e 1500 parti per milione durante la fase di fioritura. Per avere un&#8217;idea della quantità di CO2 necessaria per integrare quella normalmente presente in un ambiente chiuso e ristretto come potrebbe essere una tipica istallazione per la coltivazione domestica basti pensare che il livello medio di anidride carbonica solitamente si assesta tra le 300 e le 500 parti per milione. E&#8217; bene inoltre far notare che in assenza di un adeguato sistema di ventilazione le piante esauriscono molto velocemente la scorta di anidride carbonica presente nella grow-room rimanendo presto a corto di carbonio. La crescita della pianta sarà quindi lenta e stentata.<br />
Ad una maggior concentrazione di CO2 nell&#8217;ambiente deve corrispondere una più elevata temperatura in quanto il carbonio è più efficacemente metabolizzato in questo modo. Se una pianta ad esempio necessita di una temperatura di 24-26 gradi in presenza di un&#8217;elevata concentrazione di biossido di Carbonio la stessa pianta avrà bisogno di 30-32 gradi. Durante la fase di fioritura invece, essendo necessaria una minore concentrazione di anidride carbonica, le temperature potranno tornare tra i 26 ed i 28 gradi anziché degli ipotetici 22-24 gradi necessari con un&#8217;atmosfera non arricchita.<br />
Un&#8217;ulteriore appunto da ricordare per il coltivatore domestico è che le piante, in presenza di una maggiore temperatura e di un metabolismo accelerato dalla saturazione di CO2 , avranno anche bisogno di una quantità maggiore di acqua e di fertilizzanti. Inoltre, se le piante sono allevate in coltura idroponica è bene far sì che esse ricevano anche un supplemento di Ossigeno tramite l&#8217;apparato radicale, aggiungendo una pompa con Ossigenatore o addizionando l&#8217;acqua di Ossigeno.</p>
<p>LE PASTIGLIE<br />
Per una piccola coltivazione domestica non è sempre possibile avere a disposizione un impianto di somministrazione di gas professionale, ma si può comunque usufruire dei benefici dell&#8217;arricchimento dell&#8217;atmosfera utilizzando le pastiglie di anidride carbonica presenti in commercio. Queste pastiglie possono essere usate sia per somministrazione radicale nelle vasche idroponiche (le piante possono assorbire una percentuale del loro fabbisogno di CO2 tramite le radici) oppure essere disciolte in un recipiente d&#8217;acqua all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di coltivazione per permettere al biossido di Carbonio in esse presenti di essere rilasciato nell&#8217;aria. Ovviamente più lento sarà il processo di rilascio del gas migliore sarà la diffusione e la saturazione dell&#8217;ambiente da parte dello stesso.</p>
<p>UN METODO PRATICO<br />
Per poter sfruttare al meglio le pastiglie di anidride carbonica all&#8217;interno di una piccola coltivazione domestica si può procedere in questo modo: all&#8217;accensione delle luci le piante si &#8220;sveglieranno&#8221; ed apriranno gli stomi, questo è il momento di miglior e maggior traspirazione, e sarà il miglior momento per somministrare ad esse una dose di CO2. Sarà opportuno fermare temporaneamente l&#8217;impianto di areazione per evitare che il gas sia trascinato via, in questo modo avverrà anche un rapido aumento di temperatura  che favorirà ulteriormente la metabolizzazione del Carbonio. Lasciando disciogliere una pastiglia o due in un recipiente basso e largo pieno d&#8217;acqua una dose di anidride carbonica sarà rilasciata nell&#8217;aria che ne diverrà quindi satura. Se le temperature non raggiungeranno picchi troppo elevati sarà opportuno lasciare l&#8217;impianto di areazione fermo per un paio d&#8217;ore per garantire un ottimale assorbimento del gas. Dopodiché si potrà riavviare la circolazione d&#8217;aria.<br />
Questo piccolo trattamento garantirà alla pianta una crescita eccezionale ed un metabolismo accelerato, piccola spesa, grandi risultati.</p>
<p>UN PO&#8217; DI MATEMATICA<br />
Ma di quanta anidride carbonica c&#8217;è bisogno?  Certo che con un misuratore di CO2 è tutto più semplice, ma in mancanza d&#8217;altro si può calcolare la quantità di gas necessaria a saturare la nostra grow-room.</p>
<p>1) 	Innanzitutto occorre calcolare il volume dello spazio di coltivazione moltiplicando altezza x larghezza x profondità.<br />
2)	Stimiamo una concentrazione di CO2 di 400 parti per milione e se dobbiamo raggiungere le ipotetiche 1500 parti per milione dovremo alzare la concentrazione di 1500-400=1100 ppm<br />
3)	Moltiplichiamo il volume della stanza per 0,0011 (1100 parti per milione uguale 0,0011) ed otterremo il volume di anidride carbonica necessaria per saturare l&#8217;ambiente.</p>
<p>Esempio: grow-room 100cm x 100 cm x 200cm volume 200 cm cubi moltiplicato 0,0011 dà 0,22 cm cubi di biossido di Carbonio necessari ad alzare la concentrazione da 400 a 1500 ppm.</p>
<p>IL TEST<br />
Per il nostro test abbiamo provato la velocità di discioglimento di tre tipi di pastiglie di anidride carbonica. Le tradizionali sulla destra, a lento rilascio al centro ed il nuovo rivoluzionario tipo sulla sinistra. Presi tre bicchieri di semplice acqua del rubinetto alle 16:00 parte l&#8217;esperimento, per ogni recipiente un tipo diverso di pastiglia.<br />
Sin dal primo minuto si nota quanto velocemente venga rilasciato il gas dalla pastiglia tradizionale, non solo, si nota anche quanto residuo lasci in superficie.<br />
In un tempo record di 3 minuti e dieci secondi la pastiglia tradizionale è completamente disciolta, essa ha rilasciato molto velocemente tutto il gas.<br />
La pastiglia a lento rilascio si comporta decisamente meglio con un&#8217;azione più lenta e graduale, mentre il nuovo tipo rilascia soltanto qualche bollicina per volta.<br />
Dopo altri dieci minuti le pastiglie sono ancora entrambe in azione, ma la differenza tra le due comincia a diventare notevole, la sfida non assomiglia già più ad un testa a testa.<br />
Oltre trenta minuti dopo l&#8217;immersione nell&#8217;acqua la pastiglia a lento rilascio sta ancora cedendo gas ma è ormai agli sgoccioli, un rilascio molto più lento è ormai evidente nel nuovo tipo di pastiglia, e quando l&#8217;orologio segna le 13:35 rimane una sola concorrente per il nostro test.<br />
La pastiglia a lento rilascio ha agito comunque per oltre trenta minuti in più della pastiglia tradizionale, già un ottimo risultato.<br />
Quindici minuti dopo la pastiglia di nuova generazione ancora resiste.<br />
Alle 17:15 la pastiglia sale in superficie, poi scende, risale. In altri quindici minuti infine si dissolve definitivamente.<br />
Ha resistito un&#8217;ora e trenta minuti, contro i tre minuti della pastiglia tradizionale ed i trenta di una a lento rilascio. Un risultato strabiliante.<br />
Notiamo inoltre una quasi assenza di residuo in entrambe le pastiglie a lento rilascio se paragonate a quella tradizionale.</p>
<p>Una ulteriore piccola quantità di anidride carbonica sarà rilasciata dall&#8217;acqua nelle successive 2 o 3 ore, questo è il tempo necessario ad una completa evaporazione;<br />
Un lento rilascio risulterà migliore per saturare progressivamente l&#8217;ambiente mentre la pianta metabolizza il carbonio, e la piccola ulteriore quantità di gas manterrà il livello ottimale per il tempo necessario. Un trattamento giornaliero con l&#8217;arricchimento dell&#8217;aria con CO2 ci garantirà risultati eccezionali con le nostre piante.</p>
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		<title>Il filtro della nuova era</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 19:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama OdorSok, ed è destinato a rivoluzionare il mercato dei filtri dell&#8217;aria. Si tratta di un&#8217;invenzione semplice e al tempo stesso geniale, un uovo di Colombo che semplificherà la vita non solo dei growers ma anche, decisamente, dei rivenditori. Lo slogan lo fa subito capire: &#8220;non crederai a quanto questo filtro sia efficiente finché [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-806" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2007/06/15/il-filtro-della-nuova-era/odorsok8-l/"><img class="alignleft size-full wp-image-806" title="odorsok" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/odorsok8-l.gif" alt="odorsok" width="267" height="141" /></a>Si chiama OdorSok, ed è destinato a rivoluzionare il mercato dei filtri dell&#8217;aria.<br />
Si tratta di un&#8217;invenzione semplice e al tempo stesso geniale, un uovo di Colombo che semplificherà la vita non solo dei growers ma anche, decisamente, dei rivenditori.</p>
<p>Lo slogan lo fa subito capire: &#8220;non crederai a quanto questo filtro sia efficiente finché non l&#8217;avrai provato&#8221;, e a detta del grande popolo degli operatori del settore questo prodotto non delude le aspettative.</p>
<p>Prima ancora di aprire la confezione c&#8217;è un particolare che colpisce: la scatola è leggera, maneggevole, poco ingombrante.<span id="more-234"></span><br />
Si capisce subito che nello spazio occupato da un filtro tradizionale è possibile mettere a scaffale in tutta tranquillità una decina di OdorSok, senza fare sforzi titanici e senza paura di danneggiare nulla.<br />
Ma come è possibile?<br />
Una volta disposto sul tavolo il contenuto del pacco possiamo cercare di carpire il segreto: ci troviamo di fronte ad un cilindro realizzato con uno speciale tessuto, costituito da filamenti e fibre di carbone attivo, in grado di bloccare anche le più piccole particelle. E&#8217; molle e può essere compresso fino ad occupare pochissimi cm, e non pesa praticamente nulla.<br />
Per sostenere il nostro filtro troviamo un rotolo di una particolare rete adattabile e leggera, che porremo all&#8217;interno: OdorSok inizia a ad avere una forma ma è ancora poco solido.<br />
Prendiamo allora quelle che sembrano essere bacchette dritte e le assembliamo in modo che formino dei cerchi, infine inseriamo questi robusti anelli dentro alla rete.<br />
A questo punto abbiamo lo strumento pronto per essere montato sull&#8217;aspiratore, possiamo posizionarlo, fissarlo e utilizzare il nastro compreso nella confezione per scongiurare eventuali spifferi alla connessione.</p>
<p>In poche mosse e una manciata di minuti da una piccola scatola abbiamo tirato fuori un filtro per gli odori, che fino ad oggi era un oggetto ingombrante, pesante, fragile, ostico da maneggiare e spedire, che richiedeva grandi spazi per lo stoccaggio e con una rotazione di vendita piuttosto bassa.</p>
<p>Ma le doti di questo prodotto non si fermano qui.<br />
OdorSok è dotato di un filtro che agisce come una singola, grossa particella di carbone attivo, permettendo un grande passaggio di aria al suo interno.<br />
Somma alle prestazioni dei filtri tradizionali una maggiore capacità di assorbimento, e utilizza fino a trenta volte meno carbone attivo per ottenere gli stessi risultati nello stesso lasso di tempo di un anno.<br />
La rete che costituisce il corpo è flessibile e permette di indirizzare il flusso dell&#8217;aria, il tessuto del filtro è lavabile e OdorSok può lavorare in sicurezza anche con il 99% di umidità.</p>
<p>Un filtro facile da montare e smontare, economico, pratico da stoccare, spedire e trasportare e che offre altissime performance: ora c&#8217;è.</p>
<p>Sul sito del produttore (<a href="http://www.odorsok.net" target="_blank">www.odorsok.net</a>) sono presenti anche le istruzioni per il montaggio con foto e video.</p>
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		<title>La ventilazione nelle colture domestiche</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 19:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Christian Cantelli. Una questione vitale per la salute delle piante Ci sono un paio di considerazioni da fare quando si progetta la ventilazione di una grow-room, concetti piuttosto semplici ma spesso trascurati. In primo luogo, bisogna ricordasi che l&#8217;aria più calda salirà naturalmente nella parte superiore dell&#8217;area di coltivazione e che l&#8217;aria più fredda [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-809" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2007/06/15/la-ventilazione-nelle-colture-domestiche/growbox/"><img class="alignleft size-full wp-image-809" style="margin: 2px;" title="growbox" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/growbox.jpg" alt="growbox" width="237" height="226" /></a>Di Christian Cantelli.</em></p>
<p>Una questione vitale per la salute delle piante</p>
<p>Ci sono un paio di considerazioni da fare quando si progetta la ventilazione di una grow-room, concetti piuttosto semplici ma spesso trascurati.</p>
<p>In primo luogo, bisogna ricordasi che l&#8217;aria più calda salirà naturalmente nella parte superiore dell&#8217;area di coltivazione e che l&#8217;aria più fredda scenderà naturalmente verso la parte inferiore.<br />
Progettando la ventilazione per qualunque spazio bisogna inoltre ricordarsi che il volume (VOLUME, in metri cubi  [ larghezza x profondità x altezza]) di aria che va DENTRO, anche deve uscire; non si può pensare di arieggiare uno spazio di coltura semplicemente forzando l&#8217;aria dentro  non fornendo uno sfiato.<span id="more-231"></span></p>
<p>Il ricircolo d&#8217;aria è assolutamente necessario in una camera di coltivazione.<br />
Poiché l&#8217;obbiettivo è  rimuovere più aria calda possibile e sostituirla con aria fresca, sarà più efficiente disporre lo scarico vicino alla parte superiore dello spazio e disporre la presa d&#8217;aria più vicino possibile alla parte inferiore.</p>
<p>Il metodo più semplice consiste nell&#8217;installare una ventola in uscita e praticare un foro per l&#8217;entrata dell&#8217;aria. Questo tipo di sistema è conosciuto come scarico attivo / presa d&#8217;aria passiva.<br />
Montando la ventola in uscita, aspirare l&#8217;aria dalla stanza avrà vari effetti:<br />
Poiché lo scarico è nella parte superiore della zona di coltivazione, il ventilatore succhierà via l&#8217;aria  calda in primo luogo, e se il tasso d&#8217;umidità esterno sarà inferiore a quello interno (molto probabile) il ricircolo d&#8217;aria garantirà una diminuzione dell&#8217;umidità all&#8217;interno con conseguente minore insorgenza di problemi come muffe e marciume.<br />
La ventola abbasserà la pressione dell&#8217;aria all&#8217;interno della grow-room, così facendo tutti i fori ed ingressi d&#8217;aria o giunture lasceranno passare l&#8217;aria all&#8217;interno. Se la ventola spingesse dentro, quei fori e perdite permetterebbero all&#8217;aria potenzialmente carica di odori non desiderati di uscire FUORI.</p>
<p>La presa d&#8217;aria passiva dovrebbe essere un po&#8217; più grande dello scarico. Tenendo a mente che tutta l&#8217;aria estratta sarà sostituita dalla stessa quantità di aria in entrata, avere un foro più grande in entrata permette che l&#8217;aria ricevuta sia ad una velocità più bassa, il che ottimizza la miscelazione dell&#8217;aria nella zona di coltivazione. Inoltre permetterà al ventilatore di funzionare più efficientemente.</p>
<p>Le ventole e gli estrattori sono valutati in metri cubi l&#8217;ora (m3/h) questo significa che un ventilatore di 240 m3/h sposterà 4 metri cubi di aria in un minuto.<br />
Il vostro ventilatore dovrebbe essere abbastanza grande da spostare il volume delle vostra zona di coltivazione 2 &#8211; 3 volte ogni minuto. Un ventilatore di 240 m3/h sarebbe sufficiente per una zona di  circa 3  metri cubi e sarebbe ottimale per una zona di 2 metri cubi (tipico set-up domestico con 1 x 1 x 2).  Per calcolare il vostro volume cubico basta moltiplicare (in metri) la lunghezza per la larghezza per l&#8217;altezza.</p>
<p>In certi casi le prese d&#8217;aria non saranno sufficienti ad apportare la necessaria quantità di aria fresca: nel caso in cui i fori di ingresso non possano essere praticati della misura necessaria o nel caso in cui l&#8217;ambiente da cui è prelevata l&#8217;aria sia esso stesso sprovvisto del necessario volume d&#8217;aria, come ad esempio una piccola stanza. Sarà quindi necessario forzare aria all&#8217;interno con una piccola ventola, prendendola e portandola all&#8217;interno della grow-room attraverso condotte apposite. Sarà molto importante però che il volume d&#8217;aria in entrata non ecceda il volume d&#8217;aria in uscita, per evitare un aumento della pressione all&#8217;interno ed una conseguente fuoriuscita indesiderata di odori dagli &#8220;spifferi&#8221; della nostra zona di coltivazione.</p>
<p>Se la temperatura a luci spente è bassa e l&#8217;umidità non troppo elevata, potete semplicemente fare in modo che l&#8217;estrattore o ventola si accenda assieme alle luci attaccandolo allo stesso timer che controlla le luci con una presa multipla, quando si accenderà la lampada si accenderanno anche i ventilatori. Nel caso in cui si riscontri un elevato tasso di umidità durante le ore di buio, eventualità probabile e potenzialmente molto dannosa soprattutto nella fase di fioritura, sarà opportuno impostare un timer dedicato al ricircolo d&#8217;aria per permettere all&#8217;estrattore / ventola di asciugare l&#8217;ambiente. Un quarto d&#8217;ora ogni ora nelle ore notturne (nei timer tradizionali una tacchetta ogni quattro) dovrebbe essere sufficiente a tenere l&#8217;umidità sotto controllo se l&#8217;estrazione d&#8217;aria è adeguata. Durante il periodo di luce l&#8217;aria dovrebbe circolare costantemente.</p>
<p>Il ricircolo d&#8217;aria può anche essere utilizzato per regolare la temperatura oltre che l&#8217;umidità.<br />
Nel caso in cui le temperature all&#8217;interno della zona di coltivazione salissero eccessivamente si potrebbe utilizzare l&#8217;estrazione dell&#8217;aria per raffreddare la lampada intubandola con uno speciale riflettore (cooltube). In questo modo il flusso d&#8217;aria passa attorno alla lampadina ed attraverso una condotta espulso fuori impedendo alla lampadina stessa di surriscaldare l&#8217;aria all&#8217;interno.</p>
<p>Un ventilatore mobile all&#8217;interno di una piccola grow-room potrebbe risultare superfluo se il ricircolo d&#8217;aria è stato impostato in modo ottimale, potrebbe però risultare molto utile in casi di &#8220;sovraffollamento&#8221; cioè nel caso in cui vi siano troppe piante o che siano cresciute troppo, per mantenere l&#8217;aria in movimento e favorire l&#8217;evaporazione dalle foglie / fiori. Un buon movimento d&#8217;aria irrobustisce le piante sin da giovani e ne favorisce lo sviluppo. ? bene ricordarsi però che solo un ventilatore all&#8217;interno della grow-room senza un adeguato ricircolo d&#8217;aria è totalmente inutile, NON diminuisce il tasso di umidità e NON abbassa la temperatura all&#8217;interno.</p>
<p>Rendere il sistema di ventilazione più silenzioso può essere una considerazione importante ed è importante ricordarsi che l&#8217;aria che si muove attraverso le prese e gli scarichi fa rumore, così come l&#8217;estrattore in sé. Parte del rumore dell&#8217;estrattore dato dalla vibrazione può essere eliminato montando il ventilatore in un modo non rigido. Si possono utilizzare gommini da mettere dove l&#8217;estrattore è fissato oppure usare gommapiuma autoadesiva da mettere nei punti dove eventualmente l&#8217;estrattore tocchi e provochi vibrazioni. In alcune installazioni è possibile appendere l&#8217;estrattore con un filo o ancora meglio un grosso elastico, questo annulla completamente il rumore dato dalla vibrazione.<br />
Generalmente, l&#8217;aria che si muove attraverso la canalizzazione o le tubazioni può diventare rumorosa, specialmente se l&#8217;aria si muove ad una velocità elevata. Più le prese d&#8217;aria ed il foro di uscita saranno piccoli più ci sarà rumore, con una presa d&#8217;aria inadeguata inoltre l&#8217;estrattore non lavorerà in modo ottimale con conseguente minore efficacia e durata.<br />
Anche se popolare e facile usare, il tubo flessibile &#8220;a fisarmonica&#8221;, utilizzato comunemente per collegare gli estrattori agli sfiati esterni non è sempre la scelta migliore, poiché causa la moltissima resistenza all&#8217;aria, (facendo anche lavorare gli estrattori più del dovuto) e l&#8217;aria che li attraversa è generalmente più rumorosa della canalizzazione più liscia. Esiste però una versione fono-assorbente che consta di un doppio tubo fornito di un&#8217;intercapedine imbottita il quale rappresenta un buon compromesso mantenendo la flessibilità ed adattabilità a qualunque spazio tipica del tubo a fisarmonica pur garantendo un&#8217;efficace assorbimento acustico.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di un buon filtro ai carboni attivi è un buon metodo di controllo dell&#8217;odore che può essere il peggior difetto di un&#8217;installazione al contrario discreta. Il filtro a carboni attivi può essere montato all&#8217;interno della grow-room, facendo in modo che l&#8217;estrattore vi sia collegato tramite condotta e che  prenda l&#8217;aria attraverso di esso, oppure all&#8217;esterno, sempre collegato all&#8217;estrattore. Ovviamente l&#8217;estrattore / ventola dovrà avere una potenza adeguata per risucchiare / spingere l&#8217;aria attraverso il filtro senza eccessivo sforzo. Riguardo a questo alcuni nuovi tipi di filtri sono stati sviluppati proprio per offrire una minore pressione aerea, il che significa maggior portata d&#8217;aria e minor usura dell&#8217;impianto di ricircolo.</p>
<p>Se consideriamo l&#8217;esperienza di coltivazione come un rapporto diretto e domestico con la natura dobbiamo considerare che ogni pianta in quanto essere vivente necessita assolutamente degli elementi per vivere e prosperare, quindi così come nessuno si sognerebbe di poter far crescere una pianta senza acqua o luce, allo stesso modo non dovrebbe mancare nemmeno l&#8217;aria, altrettanto importante.</p>
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