Coltivare funghi in casa

di shesparticular (aka Kate Jackson)

funghi shiitake

funghi shiitake

I funghi forniscono una buona fonte di proteine ed altri nutrienti, oltre ad essere gustosi. Io ho scelto di coltivare le mie qualità preferite: Shiitake e Oyster. Si tratta di funghi assai diversi tra loro quanto a sapore e aspetto.

Ovviamente ci sono tantissime altre varietà tra cui scegliere, la maggior parte delle quali possono essere coltivate senza grossi problemi seguendo gli stessi criteri. Sarà sufficiente informarsi sul tipo di substrato preferito dal vostro fungo e sarete a posto.

Il medium di coltivazione sarà scelto anche in base allo spazio a disposizione, oltre alla varietà di funghi da coltivare.
Io ad esempio vivo in un monolocale in città, senza spazio esterno, e non ho quindi molto spazio da dedicare alla coltivazione nel mio appartamentino.

Si possono trovare online molti kit completamente pronti per avviare la coltivazione.
Il substrato è composto da segatura, mais o trucioli in sacchi o scatole; oppure ci sono vecchi ceppi di legno preinoculati con le spore. Avendo tempo e spazio e la possibilità di procurarsi pezzi di legno di ciliegio o rovere si può anche provare ad inoculare da se’ le spore.
Io ho deciso di fare un po’ a modo mio e, come vedrete, di utilizzare anche un rotolo di carta igienica.

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Uva idroponica

Nuovo importante progetto di ricerca finanziato al gruppo di ricercatori dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Il Ministero delle politiche agricole ha ammesso a finanziamento il progetto di ricerca e sperimetnazione presentato da un giovane agricoltore di Noicattaro, in provincia di Bari, che per i prossimi tre anni studierà nuove tecniche senza suolo per la produzione di uva da tavola.

Coltivazione idroponica dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura”. E’ questo il titolo del progetto presentato da un giovane imprenditore di Noicattaro (Bari) che è stato ammesso a finanziamento dal Ministero delle politiche agricole alimentali e forestali (MIPAAF). Il progetto di ricerca e sperimentazione sarà seguito dal gruppo di ricerca dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Read more…

Luci neon per seminare piante grasse

di Stranepiante
http://stranepiante.blogspot.com/

Queste prime giornate fredde mi fanno pensare all’inverno, mi rattrista un pò pensare al periodi di stasi di crescita, ma buttando uno sguardo al mio pseudogerminatoio ritrovo subito l’allegria! è vero la luce dei neon non può minimamente essere comparata alla luce solare, ma riguardo alle semine indoor fa un ottimo lavoro.

[ Preparatevi ad un poema, la prima parte è teoria, se avete fretta leggete gli ultimi paragrafi...]

Ebbene si alle semine effettuate tra ottobre e aprile serve la luce per iniziare e continuare a crescere correttamente, dopo aver sudato tanto per reperire i semi, preparare la composta e i contenitori se non vogliamo o possiamo seminare all’esterno dobbiamo provvedere ad alimentare i nostri semenzali con il loro cibo preferito, la Luce… Read more…

Ortobotanica idroponica in pillole

di J.Lewis

Le rose
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.
Innanzitutto l’acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.
In caso di coltivazione indoor la formula d’illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l’alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l’ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene spesso cresciuta in impianti su larga scala all’interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia). Read more…

Peperoncini, piccante passione

peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà.
Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura.
Adatti per l’outdoor in posizioni assolate, danno però risultati davvero eccellenti in serra; richiedono tempi di maturazione abbastanza lunghi, è quindi necessario calcolare al meglio il momento della semina perchè i frutti abbiano modo di svilupparsi completamente prima che le giornate si accorcino e il clima si raffreddi. Una buona idea è piantare all’inizio della primavera in un propagatore riscaldato e trapiantare quando l’ultimo freddo è finito. Read more…

Come nasce la permacoltura

Bill Mollison, l’ideatore della permacultura (o permacoltura) , è nato a Stanley, un piccolo villaggio di pescatori in Tasmania, nel 1928. Come tutti gli altri abitanti del suo paese, ha imparato a fare ogni sorta di lavoro necessario per la sopravvivenza: pescare, coltivare, cacciare, lavorare il metallo, fare il pane, realizzare abiti, scarpe, mobili, abitazioni…
All’età di circa 28 anni passava tutto il suo tempo in montagna o nel mare. Pescava e cacciava per vivere. Fu soltanto negli anni ’50 che iniziò a osservare che alcune parti del mondo in cui viveva stavano sparendo. I pesci e le alghe vicino alla costa a scarseggiare. Grandi aree del bosco iniziarono a morire. Fino ad allora non si era mai accorto di quanto fosse affezionato a tutto quello che lo circondava, innamorato del suo paese. Read more…

Il mio orchidario

di Luca Giordani

Eccolo qui, finalmente! Dopo circa 25 giorni di lavoro….
Dopo aver letto mille articoli, mille libri e milioni di discussioni sui vari forum presenti in internet, sono riuscito a progettare e realizzare la casa delle mie orchidee.
Da dove comincio…. dunque, a parte le misure, che -se servissero a qualcuno- sono tutte trascritte, ho iniziato il progetto dal più grosso sottovaso che ho trovato, cioè 105 cm x 55  alto 6 cm.
Ho cominciato a costruirgli un vestito addosso, in legno per la base e il cappello, e il vetro sui 4 lati.  Read more…

Le piante grasse

di Mario Cecarini
www.cactusedintorni.com

Sono dette GRASSE, o più correttamente succulente, quelle piante che hanno sviluppato tessuti contenenti liquidi, che immagazzinano: nelle foglie, nel fusto, nelle radici, allo scopo di sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Per cui “succulente” (non nel senso di gustose), è il nome più corretto dal momento che il rigonfiamento è costituito da succo senza alcuna presenza di grassi. Tuttavia da tempo in alcuni paesi, fra i quali l’Italia, è invalso il termine piante grasse per cui non sarà facile cambiarlo.
Spesso si usa fare la distinzione fra cactacee e succulente non cactacee, per indicare da un lato quelle piante appartenenti alla famiglia delle cactaceae e dall’altro tutte le altre famiglie.
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Piante carnivore (terza parte)

di Fabio D’Alessi
A.I.P.C. Associazione Italiana Piante Carnivore

Introduzione alla coltivazione

Dopo aver imparato a riconoscere i principali generi di piante carnivore, vediamo ora di imparare la coltivazione almeno delle specie più semplici.

Per centinaia di anni, sin dai primi tentativi di coltivazione, le piante carnivore sono sempre state ritenute piante di difficilissima coltivazione. Difficili da tenere, difficilissime da riprodurre, quasi impossibili da far nascere da seme.

Ciò avveniva in quanto spesso gli esploratori che riportavano queste piante in Europa non accompagnavano le piante da informazioni sull’ambiente in cui le avevano trovate. Le piante carnivore, così, finivano coltivate come se fossero state delle normali rose, morendo in brevissimo tempo.

Fortunatamente, mano a mano che si sono accumulati più dati sugli ambienti nativi di queste piante e che si sono cercate di riprodurre artificialmente le condizioni naturali più favorevoli alla loro crescita, si è scoperto che le piante carnivore non sono, in generale, così difficili da coltivare come potrebbe sembrare. Sono particolari, non difficili. Read more…

Piante carnivore (seconda parte)

di Fabio D’Alessi
A.I.P.C. Associazione Italiana Piante Carnivore

Continuiamo dal numero scorso l’articolo sulle piante carnivore. Dopo l’introduzione e la presentazione delle varietà, riprendiamo con la categorizzazione.

PIANTE CON TRAPPOLA AD ASCIDIO

E qui passiamo dal regno del “piccolo e carino” al regno del “grande e meraviglioso”.

Innanzitutto, cos’è’ una trappola ad ascidio? Tecnicamente l’ascidio e’ una foglia modificata in modo da formare una specie di contenitore con la forma più’ o meno di un bicchiere. Qui le prede vengono intrappolate e digerite lentamente. L’ascidio e’ prodotto dalle foglie che si ripiegano su se stesse, richiudendosi. Read more…

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