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	<title> &#187; varietà colturali</title>
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		<title>Action Mutant: led nel terrario delle carnivore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 14:35:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guida fai da te per costruire un pannello a led per l'illuminazione di un terrario di piante carnivore.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Tratto dal blog Action Mutant</a></p>
<p>Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?<a title="led-illuminazione-piante-carnivore" rel="attachment wp-att-1265" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/25/action_mutant_led_nel_terrario_delle_carnivore/stripled/"><img class="alignleft size-full wp-image-1265" style="margin: 4px;" title="led-illuminazione-piante-carnivore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/stripled.jpg" alt="led-illuminazione-piante-carnivore" width="270" height="203" /></a><br />
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa  per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.</p>
<p><strong>Come funzionano ?</strong><br />
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.  La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.</p>
<p><span id="more-120"> </span></p>
<p>Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).<br />
<span id="more-1264"></span><br />
Le piante utilizzano lunghezze d’onda da 400 nm (luce blu) a 700 nm (luce rossa) dunque tutte le normali lampade di  crescita emettono una buona parte di luce che le piante non sfruttano efficacemente.</p>
<p>Vi sono inoltre altri svantaggi nell’uso di lampade normali:</p>
<ul>
<li>il calore emesso che impedisce di collocare la fonte di luce troppo vicino alle piante</li>
<li>l’elevato consumo energetico</li>
<li>la durata della fonte di luce ( i neon andrebbero sostituiti ogni anno perchè perdono la loro luminosità)</li>
</ul>
<p>Da pochi anni si stanno sperimentando coltivazioni indoor con <strong>lampade a LED</strong> (Light Emitting Diode) ,  li ha utilizzati anche la NASA per illuminare colture idroponiche nello spazio!</p>
<p>Non presentano tutti gli svantaggi delle tradizionali lampade, ma molti benefici:</p>
<ul>
<li><strong>consumi bassissimi di energia </strong>( si può risparmiare fino al 90% rispetto ad una normale lampada a incandescenza o fluorescenza)</li>
<li><strong>durata elevata</strong> (dagli 8 ai 15 anni di vita)</li>
<li><strong>poco calore</strong> emesso ( si evitano così problemi di surriscaldamento, consentendo di posizionare le luci vicino alle piante)</li>
<li><strong>basse tensioni</strong> di alimentazione, come 12 Volt</li>
<li><strong>copertura uniforme</strong> delle superfici illuminate, grazie all’angolo di proiezione della luce</li>
<li>possibilità di sperimentare differenti combinazioni di colori (proporzione variabile fra luci rosse e blu)</li>
</ul>
<p>In vendita si possono trovare pannelli di LED costruiti a questo scopo, relativamente economici (un pannello da 900 LED misti circa 120 euro). Basta una semplice ricerca in internet (cercando “LED grow lamp”).</p>
<p>Per il mio piccolo terrario ho deciso di costruire due piccoli pannelli a LED, in modo da poter sperimentare questa innovativa tecnologia di illuminazione sulle mie piante carnivore.</p>
<p>Ecco cosa ho utilizzato per la realizzazione di un pannello luminoso di 48 LED alimentato a 12 Volt :</p>
<ul>
<li>una basetta preforata per circuiti</li>
<li>12 LED blu ad alta luminosità (3.3V) con lunghezza d’onda di 465nm (nanometer)</li>
<li>36 LED rossi ad alta luminosità (2 V) con lunghezza d’onda di 650nm (nanometer)</li>
<li>4 resistenze da 120 ohms</li>
<li>6 resistenze da 1 ohms</li>
<li>un alimentatore 12 V DC</li>
<li>un timer meccanico per gestire accensione e spegnimento delle luci</li>
<li>saldatore, filo e stagno</li>
</ul>
<p>Per calcolare il circuito e le resistenze ho utilizzato un comodo <a title="LED series/parallel array wizard" href="http://led.linear1.org/led.wiz" target="_blank">tool online</a> con il quale si possono progettare altre varianti.</p>
<p>Come supporto per i pannelli luminosi ho riciclato un lampadario Ikea, che ha il vantaggio di essere dotato di due porta lampade orientabili in ogni direzione e movibili sulle guide di supporto, le quali servono anche per portare l’ alimentazione. La sicurezza dell’impianto è garantita dalla bassa tensione utilizzata, 12 Volt, che otteniamo dal trasformatore  la cui accensione è regolata dal semplice ed economico timer meccanico.</p>
<p>Dopo poco più di una settimana dalla realizzazione del terrario e dalla messa in funzione dell’illuminazione le piante carnivore sembrano gradire molto le luci.</p>
<p>A presto nuovi aggiornamenti !</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Per vedere le immagini  originali e commentare con l&#8217;autore visita il blog Action Mutant</a></p>


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		<title>Mostra nazionale della camelia invernale</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:41:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 5 e 6 dicembre a Verbania, si terrà la IX mostra nazionale della camelia invernale promossa da Fiori Tipici Lago Maggiore


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Lago Maggiore fiorisce nel cuore dell’inverno. Il 5 e 6 dicembre a Verbania, in occasione della IX mostra nazionale della camelia invernale, <a rel="attachment wp-att-1247" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/12/mostra-nazionale-della-camelia-invernale/hinode-gumo/"><img class="alignright size-medium wp-image-1247" style="margin: 4px;" title="camelia Hinode-Gumo" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Hinode-Gumo-1200x899.jpg" alt="camelia Hinode-Gumo" width="259" height="194" /></a>l’ottocentesca Villa Giulia  e il suo parco sul lago si coloreranno di migliaia di petali di camelie: dal rosso della camelia Hiryu, al rosa della camelia Cleopatra, al bianco della Camelia Hinode gumo, senza dimenticare i piccoli fiori della più nota camelia sinensis dalle cui foglie si ricava il tè.</p>
<p>La IX mostra della camelia invernale è promossa da Fiori Tipici Lago Maggiore (primo Consorzio in Europa nella coltivazione di camelie con oltre un centinaio di aziende) in collaborazione con il Comune di Verbania. Ha il patrocinio della Società Italiana della Camelia ed il supporto di Regione Piemonte, Provincia e Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola, Distretto Turistico dei Laghi, Verbania Garden Club, Avis Verbania e VCO Formazione.<br />
<span id="more-1246"></span><br />
Originaria del Giappone e probabilmente introdotta in occidente dai monaci buddisti, la camelia invernale sin dal 1800 ha trovato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore terreno e clima ideali, tanto da diventare una produzione d’eccellenza (con il marchio Fiori Tipici del Lago Maggiore), richiesta in Italia e all’estero per le abbondanti fioriture tra ottobre e febbraio e per i delicati profumi.</p>
<p>Floricoltori, proprietari dei più importanti giardini privati e aperti al pubblico (isole Borromee, Villa Taranto, Villa Pallavicino, …), collezionisti anche della vicina Svizzera faranno a gara per esporre a Verbania le più belle varietà di questa pianta.</p>
<p>Grande attesa per lo scenografico allestimento di fiori di camelia firmato da Elio Savioli: oltre un centinaio di varietà &#8211; tra note, insolite e rare &#8211; tutte nomenclate e oggetto di raffinate composizioni floreali.</p>
<p>Dopo i successi della camelia alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 (fiore ufficiale della kermesse) e della camelia “Princess Grace” dedicata all’indimenticabile Grace Kelly, quest’anno all’attenzione viene portata la Camelia  Vernalis  “Yuletide” che con il suo colore rosso acceso costituisce un’ideale proposta di regalo di Natale. Questa varietà, selezionata negli Stati Uniti negli anni ’60. ha nel nostro clima una fioritura costante per tutto l’inverno con un picco durante il periodo natalizio; la pianta ha un portamento compatto che ben si presta sia come pianta in vaso di piccole dimensioni, che come esemplare su terrazzi o giardini.<br />
La camelia Yuletide è stata studiata, insieme ad altre 50 cultivar, da un’equipe del Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio dell’Università degli Studi di Torino. Dopo tre anni di ricerche e sperimentazioni in collaborazione con il Consorzio Fiori Tipici del Lago Maggiore, è stata messa a punto la monografia ”Le camelie invernali”, edita da Regione Piemonte. Si tratta del primo testo completo e preciso sulle camelie a fioritura invernale che si prefigge l’obiettivo di colmare le conoscenze su questa specie, sino ad oggi poco nota. Il volume,  rivolto a specialisti ed appassionati, sarà presentato in anteprima dagli autori a Villa Giulia sabato 5 dicembre alle ore 15.30. Al termine sarà servito il tè dal Garden Club di Verbania.</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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/* 468x15, creato 05/02/09 */
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<p><script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"></script></p>
<p>A Villa Giulia si potranno acquistare esemplari di camelie provenienti dai maggiori vivai del Lago Maggiore ed avere informazioni e consigli sulla loro coltivazione direttamente dai floricoltori, mentre libri a tema floreale saranno proposti presso il book shop allestito da Libreria Alberti. Sabato e domenica pomeriggio si terrà il laboratorio per i bambini per conoscere le camelie e i loro profumi. Le camelie non sono, infatti, generalmente profumate. Tra le eccezioni la Camellia lutchuensis, ritenuta la più profumata, e per questo usata nei programmi di miglioramento genetico. L’unica camelia ad avere una vasta gamma di varietà che emanino profumi differenti è la Camellia sasanqua, dalla profumazione lieve ma intensa ed avvolgente.</p>
<p>Come di consueto la mostra della camelia di Verbania sarà abbinata ad un evento collaterale. In occasione dei 300 anni dalla nascita della più antica Maison di profumi del mondo - Farina - produttrice dell’Acqua di Colonia, gli organizzatori hanno voluto rendere omaggio agli abitanti del territorio del Lago Maggiore che sin dal XVII scrissero la storia di questa celebre fragranza.</p>
<p>La mostra “I 300 anni dell’Acqua di Colonia”, allestita dal Comune di Santa Maria Maggiore e Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, illustra attraverso pannelli, documenti e oggetti d’epoca la straordinaria epopea di generazioni di profumieri che, lasciata la Valle Vigezzo in cerca di fortuna trovarono fama e ricchezza sino a diventare fornitori ufficiali di imperatori e regine. La “formula”, inventata nel XVII secolo da Gian Paolo Feminis di Crana (1666-1736) come “aqua mirabilis” dalle proprietà curative e divenuta poi “eau de toilette”, ebbe una tappa importante nel XIX secolo con Giovanni Maria Farina (1786-1864), abilissimo commerciante al punto da annoverare tra i suoi migliori clienti Napoleone Bonaparte e la regina Vittoria. Ancora oggi l’eau de cologne è proposta dall’VIII generazione dei Farina di Colonia e da Roger&amp;Gallet (oggi Yves Saint Laurent Beauté).</p>
<p>Rimanendo in tema di profumi, uno spazio sarà dedicato alle fragranze e ai cosmetici alla camelia del Lago Maggiore. Si tratta delle raffinate creazioni proposte da Acqua di Stresa, che da anni predilige l’impiego dei fiori tanto amati da Cocò Chanel.</p>
<p>Nell’ambito della IX mostra nazionale della camelia saranno organizzati corsi di degustazione di vini piemontesi su prenotazione e a pagamento (Info: Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249).<br />
Le camelie abbelliranno anche la città di Verbania. Per ricordare Francesco Ardizzoia, noto floricoltore prematuramente scomparso, sarà organizzato un concorso floreale riservato a fioristi professionisti che si cimenteranno nella realizzazione di composizioni floreali.</p>
<p>La visita alla Mostra della Camelia di Verbania offre l’occasione per soggiornare sul Lago Maggiore, affascinante anche nei mesi invernali. Diverse, le iniziative in programma sul territorio: dai mercatini natalizi, agli eventi sportivi e culturali come la mostra degli artisti Urs Lűti e Franco Garelli in programma a Villa Giulia (Info, pacchetti turistici e menu a tema presso ristoranti: Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249).</p>
<p>Ufficio Stampa: LoStudio Tel. 0323 840769 - info@lostudiovco.com</p>
<p>IX Mostra Nazionale della Camelia Invernale  - 5/6 dicembre 2009<br />
Località: Verbania Pallanza (VB), Villa Giulia - Corso Zanitello 10. Ingresso gratuito<br />
Orario: sabato 5/12, 10.30 - 18; domenica 6/12, 9.30-18. Inaugurazione:5 dicembre 10.30<br />
In programma: esposizione di camelie, mostra “I 300 anni dell’Acqua di Colonia”, presentazione libro “Le Camelie invernali”, punto vendita di camelie, libri a tema floreale e prodotti cosmetici alla camelia, concorso floreale “Francesco Ardizzoia”, corsi di degustazione di vini, laboratorio bambini.<br />
Info: <a href="www.camelieinmostra.it">www.camelieinmostra.it</a> - Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249.</p>


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		<title>Piante officinali ed aromatiche</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:40:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa si terrà Venerdì 23 Ottobre 2009 l'incontro tecnico a frequentazione gratuita Piante officinali ed aromatiche, dalla raccolta al prodotto finito


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1243" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/05/piante-officinali-ed-aromatiche/ciraa/"><img class="alignleft size-full wp-image-1243" title="ciraa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/ciraa.gif" alt="ciraa" width="120" height="132" /></a>In collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa si terrà Venerdì 23 Ottobre 2009 l&#8217;incontro tecnico a frequentazione gratuita <strong>Piante officinali ed aromatiche, dalla raccolta al prodotto finito</strong>.</p>
<p>Sede: Aula Prof. Antonio Benvenuti, Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”, via Vecchia di Marina 6 – San Piero a Grado, Pisa.<br />
Coordinate: (43° 40’ 49” N – 10° 20’ 46” E);</p>
<p>Istruzioni per raggiungere la sede:<br />
<a href="http://www.avanzi.unipi.it/comunicazione/come_raggiungerci/come_raggiungerci.htm" target="_blank">http://www.avanzi.unipi.it/comunicazione/come_raggiungerci/come_raggiungerci.htm</a></p>
<p><span id="more-1242"></span><br />
Destinatari e scopi: tecnici di settore, amministratori, ricercatori, studenti.<br />
Obiettivi: l’incontro consentirà di fare il punto su alcuni temi innovativi e il confronto tra diverse competenze coinvolte nel problema.<br />
Attestato: al termine dell’incontro, se richiesto, verrà rilasciato un attestato di presenza.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Programma:</span></p>
<p>09:00 Registrazione dei partecipanti<br />
09:30 Indirizzi di saluto e apertura dei lavori<br />
Interverranno:<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><br />
<strong><em>Mario Macchia</em></strong>, Università di Pisa: Le piante medicinali: aspetti agronomici<br />
<strong><em>Mauro Cornioli</em></strong>, Laboratori Biokyma, Anghiari (AR): Le piante medicinali oggi e domani: il punto di vista di un imprenditore<br />
<strong><em>Alessandra Bertoli</em></strong>, Università di Pisa: La qualità nella produzione di droghe vegetali e derivati<br />
<strong><em>Cristina Nali</em></strong>, Università di Pisa: Piante medicinali ed inquinamento dell’aria: <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=13" target="_blank">il caso dell’ozono</a><br />
<strong><em>Daniela Monti</em></strong>, Università di Pisa: Utilizzo di prodotti di origine vegetale in ambito cosmetico<br />
<strong><em>Andrea Lugli</em></strong>, Planta Medica s.r.l., Pistrino (PG): Gli integratori alimentari a base di piante officinali: dalla tradizione al futuro<br />
<strong><em>Marinella Trovato</em></strong>, Società Italiana Scienze e Tecniche Erboristiche: La regolamentazione nazionale ed europea di integratori alimentari e cosmetici a base di piante officinali<br />
<em><strong>Luisa Pistelli</strong></em>, Università di Pisa: L’offerta formativa universitaria nel settore delle piante medicinali<br />
Seguono discussione e conclusioni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Informazioni:</span></p>
<p>CIRAA-UNIPI – tel. 050 2210500, e-mail: eventi@avanzi.unipi.it<br />
Angela Lippi ARSIA – tel. 050/8006234, e-mail: angela.lippi@arsia.toscana.it</p>
<p>Questa iniziativa rientra nel programma di attività per l’anno 2009 della Rete dei Poli per il collaudo e il trasferimento della innovazione, promossa dall’ARSIA, di cui fa parte il CentroInterdipartimentale “Enrico Avanzi” di San Piero a Grado (PI).<br />
Per maggiori informazioni potete visitare le pagine web dedicate alla Rete <a href="http://retepoli.arsia.toscana.it" target="_blank">http://retepoli.arsia.toscana.it</a><br />
<strong>La partecipazione è gratuita</strong></p>


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		<title>Bacche e Camelie invernali</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:02:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), ospiterà la seconda edizione de “La giornata delle bacche e delle camelie invernali”, manifestazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 8 novembre 2009, dalle ore 10 alle 18, la splendida Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), ospiterà <a rel="attachment wp-att-1238" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/01/bacche-e-camelie-invernali/camelie/"><img class="alignright size-full wp-image-1238" style="margin: 4px;" title="camelia" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/camelie.jpg" alt="camelia" width="135" height="180" /></a>la seconda edizione de “La giornata delle bacche e delle camelie invernali”, manifestazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e dedicata a tutti coloro che anche in inverno non vogliono rinunciare alla bellezza di uno dei fiori più amati e raffinati: la camelia.</p>
<p>L’idea di allestire, sempre negli spazi di Villa Bozzolo, anche una versione “autunnale” de “Le Giornate delle Camelie” – appuntamento primaverile ormai irrinunciabile per amatori, vivaisti e collezionisti, giunto quest’anno alla sua diciassettesima edizione &#8211; nasce dalla volontà di far conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più numeroso questo fiore dalle qualità uniche e dalla storia affascinante, presentandone in particolare specie che offrono una fioritura anche in inverno.</p>
<p><span id="more-1237"></span></p>
<p>Durante la manifestazione verranno messe in mostra – in collaborazione con l’Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese &#8211; numerose varietà di camelie, proposte dai migliori specialisti del settore e classificate secondo la specie, la varietà, la forma e il colore, mentre nel “giardino segreto” della Villa verranno esposte e messe in vendita piante di camelie di diverse qualità, provenienti dai più stimati specialisti italiani del settore e si potranno acquistare anche piante a fioritura scalare, tali da poter realizzare un giardino sempre fiorito.</p>
<p>Grande attenzione sarà inoltre rivolta alla presentazione di altre piante che sopportano bene i climi rigidi e agli addobbi per le prossime festività natalizie.</p>
<p>Per i bambini: durante la giornata esperti animatori intratterranno i piccoli ospiti con il laboratorio creativo “Fiori nascosti”. Le attività si svolgeranno al coperto, quindi anche in caso di maltempo.</p>
<p>Orario: dalle ore 10.00 alle 18.00.</p>
<p>Ingresso: Adulti  € 6,00; Ragazzi (4-12 anni)  € 3,00;</p>
<p>Per informazioni: FAI &#8211; Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)  tel. 0332/624136;</p>
<p>e-mail: faibozzolo@fondoambiente.it.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="http://www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>CAMELIA: SCHEDA BOTANICA</p>
<p>La “Camelia” prende il nome da George Kamel, un gesuita missionario che importò la pianta in Europa di ritorno dai suoi viaggi in Cina, Giappone e India, nel 1740; ed è nota, simbolicamente, anche come la rosa del Giappone. Delle innumerevoli varietà coltivate in Giappone, solo alcune hanno un profumo distinto, ma delicato e sottile che può essere rilevato solo annusando il fiore molto da vicino.</p>
<p>La popolarità di questo fiore è intimamente legata alla letteratura dell&#8217;800, in particolare al romanzo di Alexandre Dumas (figlio), &#8220;La signora delle camelie&#8221;, dove si racconta come un&#8217;elegante donna mondana avesse l&#8217;abitudine di portare una camelia sul vestito per indicare ai suoi amanti la disponibilità ad amare: se il fiore era bianco, ciò significava che era disponibile, se era rosso, significava che era indisposta. Da allora, si diffuse la moda di portare una camelia per ornare scollature ed orli degli abiti o i cappelli e rimase in auge fino agli anni ’30 del Novecento. Con l&#8217;andare del tempo e il mutare dei costumi l&#8217;interesse per questo fiore si spegne e per almeno altri 40 anni l&#8217;unico utilizzo che ne viene fatto è quello legato alla produzione di una delle bevande più bevute nel mondo, il tè. Questo si ottiene, infatti, dalle foglie di alcune varietà di Camellia sinensis. L&#8217;uso di bere tè è molto antico in Cina e nasce nell&#8217;800 a.C.. La raccolta delle foglie per la produzione del tè avviene quando la pianta ha raggiunto il terzo anno di vita, il ciclo produttivo prosegue poi sino a 50 anni. Vengono raccolti solo i teneri germogli terminali e tutte le forme di tè derivano dalle foglie della stessa pianta, ma è diverso il procedimento per ottenerle. Oggi il tè continua ad essere la bevanda più apprezzata dai cinesi, che lo bevono senza zucchero, né latte o limone, a qualsiasi ora del giorno e in qualunque luogo.</p>
<p>Nell&#8217;antichità la camelia aveva un ruolo molto importante nella vita quotidiana. L&#8217;olio di semi di camelia, estratto dai frutti carnosi, difficilmente si essicca e ha una straordinaria capacità di trattenere l&#8217;idratazione, perciò era largamente usato sia nei prodotti per i capelli che per il trattamento per la pelle, per proteggere dall&#8217;aridità e dalle screpolature. E ancora oggi viene utilizzato nella cucina cinese e ritenuto tradizionalmente superiore all&#8217;olio extra-vergine di oliva.</p>
<p>La camelia è simbolo di perseveranza in amore e di grazia, di bellezza. Storicamente, pare che il primo esemplare arrivato in Italia risalga al 1760, ancora in vita, nel parco della Reggia di Caserta. La camelia è un arbusto sempreverde che può vivere fino a 500 anni, coltivabile in terra o in vaso, con fusto durissimo e compatto e foglie graziose e lucenti. La pianta cresce bene in climi temperati, in posizioni riparate dal gelo e dai venti del nord.</p>
<p>Nome scientifico: Camelia Japonica</p>
<p>Nome comune: Camelia</p>
<p>Famiglia: Theaceae</p>
<p>Diffusione: Molte delle specie di camelie sono state ottenute per ibridazione, ma i capostipiti sono originali della Cina e del Giappone e in alcuni casi anche nella penisola indiana.</p>
<p>Dimensioni: La pianta ha portamento arbustivo, può raggiungere 5-6 metri di altezza; molto più contenute le dimensioni delle piante coltivate in vaso.</p>
<p>Fiori: La tipologia dei fiori varia moltissimo a seconda delle diverse specie; possono essere di grandi dimensioni, larghi, semplici, doppi e di varie colorazioni, dal bianco al rosa, al rosso, etc; solitari (singoli) o riuniti in piccoli gruppi (2 o 3). La fioritura avviene all’estremità dei getti, meno frequentemente in posizioni intermedie, tra la fine dell’inverno e la primavera (da febbraio a fine aprile – maggio).</p>
<p>Foglie: Persistenti, lamina ovoidale con apice acuminato di consistenza curiosa, di colore verde brillante intenso e lucida soprattutto nella pagina superiore; i margini fogliari sono finemente dentati o debolmente seghettati.</p>


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		<title>Inizi di inverno. Sapori, profumi, colori</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:40:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 Villa Necchi Campiglio ospiterà la prima edizione de “Inizi di inverno. Sapori, profumi, colori”, mostra-mercato organizzata dal Fondo Ambiente 


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;"><a rel="attachment wp-att-1231" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/01/inizi-di-inverno-sapori-profumi-colori/200804030417_fai/"><img class="alignleft size-full wp-image-1231" style="margin: 4px;" title="FAI-fondo per l'ambiente italiano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/200804030417_fai.jpg" alt="FAI-fondo per l'ambiente italiano" width="253" height="240" /></a></span></strong></span>Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 Villa Necchi Campiglio ospiterà la prima edizione de “Inizi di inverno. Sapori, profumi, colori”, mostra-mercato organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo a Villa Necchi.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">La manifestazione permetterà di conoscere e acquistare fiori, frutti e prodotti dell’orto della stagione invernale e si svilupperà nel giardino della Villa, oltre che in alcuni spazi interni e nel campo da tennis opportunamente coperto. Protagonisti dell’esposizione una trentina di espositori – accuratamente selezionati dall’Accademia Piemontese del Giardino sulla base della qualità e della tipicità territoriale – che presenteranno a Villa Necchi i prodotti dell’eccellenza orticola piemontese, come pere madernasse, mele renette, peperoni di Carmagnola, patate blu di montagna, zucche, porri di Cervere, in una cornice colorata e profumata di viole, ellebori precoci, camelie sasanque, orchidee rare, ciclamini, bergenie bulmi, arbusti da bacca. In mostra, fra gli altri, collezioni di rosmarini in fiore, aromi da cucina, erbe aromatiche per minestroni e peperoncini piccanti.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;"><span id="more-1230"></span></p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">E ancora, raffinati ricami floreali per il giardino, erbari botanici pressati dell’artista inglese Stuart Thornton e una selezione di acquarelli botanici della pittrice Silvia Molinari.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Nel corso della manifestazione verranno inoltre organizzati numerosi incontri e conferenze sul tema degli orti e dei giardini, secondo il seguente programma:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Sabato 28 novembre:</p>
<ul type="disc">
<li style="text-align: justify;">alle ore 15 Francesca Marzotto Caotorta, scrittice e giornalista, presenterà l’ultimo libro di Paolo Pejrone, “La pazienza del giardiniere” (Einaudi).</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore  16.30 dimostrazione di composizioni di frutta e ortaggi a cura di Margherita Angelucci di Foglie, fiori e fantasia. In collaborazione con Gardenia.</li>
</ul>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Domenica 29 novembre:</p>
<ul type="disc">
<li style="text-align: justify;">alle ore 11.30 dimostrazione di composizioni di frutta e ortaggi a cura di Margherita Angelucci di Foglie, fiori e fantasia. In collaborazione con Gardenia.</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore 15 presentazione della Agenda 2010 di Gardenia, illustrata da Silvia Molinari.</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore 16 Julius Höh, Amministratore Delegato STIHL, parlerà di “Ecologia applicata – Mulching, compostaggio e carburanti ecologici”.</li>
</ul>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: center;">La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Orario di apertura al pubblico:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17.30).</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Biglietti di ingresso:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Mostra–mercato: Adulti € 5; Ridotti (4-12 anni) € 4; Iscritti FAI € 4.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Mostra–mercato + Villa: Adulti € 10; Ridotti (4-12 anni) € 6; Iscritti FAI € 4.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt;">Per informazioni:</p>
<p style="margin-left: 0pt;">Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 – Milano tel. 02.76340121; <a href="mailto:fainecchi@fondoambiente.it">fainecchi@fondoambiente.it</a></p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="http://www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>


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		<title>Coltivare funghi in casa</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 16:16:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E' facile ed economico coltivare funghi come Oyster e Shiitake in casa. Ecco le istruzioni passo per passo.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di shesparticular (aka Kate Jackson)</em></p>
<div id="attachment_1181" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><a rel="attachment wp-att-1181" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/shiitake-funghi/"><img class="size-full wp-image-1181" title="shiitake-funghi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/shiitake-funghi.jpg" alt="funghi shiitake" width="166" height="109" /></a><p class="wp-caption-text">funghi shiitake</p></div>
<p>I funghi forniscono una buona fonte di proteine ed altri nutrienti, oltre ad essere gustosi. Io ho scelto di coltivare le mie qualità preferite: Shiitake e Oyster. Si tratta di funghi assai diversi tra loro quanto a sapore e aspetto.</p>
<p>Ovviamente ci sono tantissime altre varietà tra cui scegliere, la maggior parte delle quali possono essere coltivate senza grossi problemi seguendo gli stessi criteri. Sarà sufficiente informarsi sul tipo di substrato preferito dal vostro fungo e sarete a posto.</p>
<p>Il medium di coltivazione sarà scelto anche in base allo spazio a disposizione, oltre alla varietà di funghi da coltivare.<br />
Io ad esempio vivo in un monolocale in città, senza spazio esterno, e non ho quindi molto spazio da dedicare alla coltivazione nel mio appartamentino.</p>
<p>Si possono trovare online molti kit completamente pronti per avviare la coltivazione.<br />
Il substrato è composto da segatura, mais o trucioli in sacchi o scatole; oppure ci sono vecchi ceppi di legno preinoculati con le spore. Avendo tempo e spazio e la possibilità di procurarsi pezzi di legno di ciliegio o rovere si può anche provare ad inoculare da se&#8217; le spore.<br />
Io ho deciso di fare un po&#8217; a modo mio e, come vedrete, di utilizzare anche un rotolo di carta igienica.</p>
<p><span id="more-1176"></span>Coltivando due diverse tipologie di funghi, ho dovuto procedere diversamente nella coltivazione.</p>
<div id="attachment_1183" class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><a rel="attachment wp-att-1183" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/oyster-funghi-2/"><img class="size-full wp-image-1183" title="oyster-funghi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/oyster-funghi1.jpg" alt="funghi oyster" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">funghi oyster</p></div>
<p>Gli Shiitake infatti sono preinoculati nel loro ceppo di legno, li ho acquistati già così per esigenze di tempo e di spazio.<br />
Per gli Oyster ho utilizzato la carta igienica.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio cosa serve:</p>
<p>Shiitake:<br />
-Un ceppo preinoculato con le spore (io ho comprato <a href="http://shiitakemushroomlog.com/cgi-bin/store/commerce.cgi?product=mushroomlogs&amp;cart_id=3608924.3361%27" target="_blank">questo</a> ).<br />
-Un contenitore ampio per bagnarlo<br />
-Una scatola per mantenere umido il ceppo, nonchè un luogo fresco e non troppo luminoso per conservare la scatola. (vedremo in seguito come costruire una semplice scatola di plexiglass. Anche un vecchio acquario potrebbe andare bene).<br />
-Un piatto appena più largo del ceppo<br />
-Uno spruzzatore<br />
-Acqua fresca senza cloro</p>
<p>Oyster:<br />
-Un rotolo di carta igienica<br />
-Un <a href="http://www.fieldforest.net/store/index.php?main_page=index&amp;cPath=1_17_28 " target="_blank">teepee kit</a> oppure acquistate separatamente spore, sacchetti di plastica con filtro ed elastici.<br />
-Una scatola in cui riporre il rotolo e tenerlo umido, e lo stesso ambiente fresco e buio visto prima.<br />
-Un piatto più ampio del rotolo<br />
-Uno spruzzatore e acqua fresca senza cloro.</p>
<p>Io purtroppo non ho avuto scelta e ho dovuto comprare il mio tronco preinoculato con gli Shiitake.<br />
Se voleste farlo voi stessi ecco come procedere:</p>
<p>-Procuratevi un ceppo (rovere, ciliegio, albero da frutta o legno duro) lungo 30-60 cm e con un diametro non inferiore a 50 cm.<br />
E&#8217; importante che il legno sia fresco, sano e pulito.<br />
-Acquistate dei &#8220;plugs&#8221; inoculati con le spore e della cera per sigillare.<br />
-Col trapano praticate dei fori nel ceppo, profondi una ventina di cm.<br />
-Infilate i &#8220;plugs&#8221;nei fori con delicatezza aiutandovi con un martello di gomma e sigillate con la cera.<br />
-Posizionate il ceppo in una zona ombreggiata, possibilmente all&#8217;esterno.<br />
-Annaffiate regolarmente (almeno ogni due settimane) con acqua priva di cloro.<br />
-Pazientare da sei mesi ad un anno.</p>
<p>Torniamo a noi ediniziamo a costruire la scatola di plexiglass in cui coltivare i funghi.<br />
Serviranno:</p>
<p>-Plexiglass spesso (circa 4 cm) tagliato in sei pezzi. Calcolate la misura tenendo presenti le dimensioni del vostro piatto, che dovrà essere contenuto all&#8217;interno, e l&#8217;altezza del ceppo/rotolo.<br />
-2 cardini.<br />
-26 piccole viti <a rel="attachment wp-att-1177" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/3-2/"><img class="alignright size-full wp-image-1177" style="margin: 4px;" title="scatola-coltivazione-funghi-shiitake-oyster" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/3.jpg" alt="scatola-coltivazione-funghi-shiitake-oyster" width="207" height="241" /></a><br />
-26 dadi<br />
-10 staffe ad elle<br />
-Silicone non tossico<br />
-Un trapano</p>
<p>Ecco come procedere:</p>
<p>-Accostate i pezzi e decidete quale pezzo sarà davanti e quale sopra.<br />
-Segnate i punti e trapanate i fori per i cardini sulla parte frontale e sul coperchio. Mettere dei cardini aiuterà parecchio la manutenzione, consentendo di bagnare agevolmente e mantenendo la giusta umidità.<br />
-Segnate i punti e trapanate per le staffe ad elle.<br />
-Assemblete la scatola fisando le varie facce con le staffe.<br />
-Sigillate il tutto con il silicone.<br />
-Avvitate i cardini e montate l&#8217;ultima parete della scatola.<br />
-Trovate un luogo buio e fresco nella casa in cui riporre la vostra scatola e crescere i funghetti.</p>
<p><strong>Shiitake</strong></p>
<p>Come abbiamo detto, ho acquistato il micelio già inoculato nel ceppo di legno.<br />
Per iniziare la coltivazione dei funghi, ecco come procedere:</p>
<p>-Mettere il ceppo in un contenitore (io ho usato un secchio) , coprendolo poi di acqua ghiacciata priva di cloro. Riporre il tutto in frigo per 12 ore.<br />
Il legno tende a galleggiare per cui può essere necessario porvi un oggetto pesante sopra affinchè sia completamente immerso.<br />
-Passate le 12 ore mettete il legno sul piatto e nella scatola di plexiglass. Posizionate la scatola in ombra, dove non sarà mai esposta al sole diretto.<br />
-Dopo 6-10 giorni si inizieranno a vedere le prime piccole sporgenze. Il legno va mantenuto umido, nebulizzatelo con lo spruzzatore che conserverete nel frigo. L&#8217;acqua infatti deve essere fredda e ovviamente priva di cloro.<br />
-Raccogliete gli Shiitake tagliandoli alla base appena raggiungono i 5/10 cm.<br />
-Finita la raccolta potete riniziare il ciclo e &#8220;schockare&#8221; nuovamente il ceppo con l&#8217;acqua ghiacciata e le 12 ore in frigo.</p>
<p><strong>Oyster</strong></p>
<p>-Le spore già inoculate in materiale idoneo, sacchetti di plastica trasparente con filtro (un buco sigillato con della garza, per permettere l&#8217;aerazione ma non la contaminazione) ed elastici. Il tutto è contenuto nel <a href="http://www.fieldforest.net/store/index.php?main_page=index&amp;cPath=1_17_28 " target="_blank">TeePee Kit</a> ma può essere acquistato separatamente<br />
-Un rotolo di carta igienica priva di disegni e possibilmente non sbiancata.<br />
-Una grossa pentola per bollire l&#8217;acqua.<br />
-Pinze da cucina<br />
-Una superficie idonea per fare scolare e raffreddare il rotolo<br />
-il restante del materiale menzionato per gli Shiitake</p>
<p>Ecco passo per passo cosa fare:<a rel="attachment wp-att-1180" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/4-2/"><img class="alignright size-full wp-image-1180" style="margin: 4px;" title="coltivare-funghi-in-casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/4.jpg" alt="coltivare-funghi-in-casa" width="257" height="192" /></a><br />
-Riempire la pentola d&#8217;acqua e portare a bollore.<br />
-Rimuovere il tubo di cartone centrale dal rotolo di carta igienica.<br />
-Togliere la pentola dal fuoco e, con le pinze, immergere il rotolo nell&#8217;acqua bollente finchè non sarà ben inzuppato.<br />
-Mettere il rotolo bagnato a raffreddare e scolare.<br />
-Quando la carta non sarà più troppo calda inseritela all&#8217;interno del sacco di plastica, assicurandovi di avere le mani molto pulite.<br />
-Riempite la parte centrale del rotolo versando i grani contenenti le spore.<br />
-Sigillare il sacchetto con l&#8217;elastico, assicurandosi di averlo stretto più in alto di quanto si trovi il filtro.<br />
-Ora si può mettere il sacchetto co, suo contenuto sul piatto e quindi nella scatola di plexiglass. Come per gli Shiitake l&#8217;ambiente dovrà essere umido e buio.<br />
-Entro tre settimane il rotolo apparirà coperto di micelio. Potete a questo punto seguire il corso naturale dello sviluppo o accelerare i tempi metendo il sacchetto in frigo 48 ore.<br />
Se per sbaglio avete preparato troppi rotoli potete conservarli nel frigorifero fino a sei mesi.<br />
-Trascorse le 48 ore mettete il sacchetto a temperatura ambiente, in un ambiente illuminato e apritelo, promuovendo il ricircolo dell&#8217;aria. Il rotolo va sempre mantenuto umido con l&#8217;aiuto dello spruzzatore<br />
-In una settimana i funghi saranno pronti, basterà torcerli alla base per raccoglierli.<br />
-Dopo la raccolta potrete chiudere nuovamente il sacchetto, attendere il micelio e ripartire.</p>
<p>Con ogni acquisto di spore è possibile ottenere diversi cicli di funghi. La scatola di plexiglass si può riutilizzare, mantenendo i costi della nostra coltivazione indoor al minimo.</p>
<p>L&#8217;articolo è stato liberamente tradotto col consenso dell&#8217;autrice. La versione originale è disponibile <a href="http://www.instructables.com/id/Growing-Mushrooms/" target="_blank">qui.</a></p>


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		<title>Uva idroponica</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 17:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[frutticoltura]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuovo importante progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle politiche agricole, per i prossimi tre anni verranno studiate nuove tecniche senza suolo per la produzione di uva da tavola.


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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2008/06/07/ortobotanica-idroponica-in-pillole/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ortobotanica idroponica in pillole'>Ortobotanica idroponica in pillole</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-a-scuola/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Idroponica a scuola'>Idroponica a scuola</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo importante progetto di ricerca finanziato al gruppo di ricercatori dell’<a href="http://noria.ba.cnr.it" target="_blank">Azienda Sperimentale &#8220;La Noria&#8221;</a>. <a title="uva idroponica" rel="attachment wp-att-513" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/07/uva-idroponica/uva-idroponica/"><img class="alignright size-medium wp-image-513" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="uva-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/uva-idroponica.jpg" alt="" width="269" height="218" /></a>Il Ministero delle politiche agricole ha ammesso a finanziamento il progetto di ricerca e sperimetnazione presentato da un giovane agricoltore di <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=noicattaro,+bari&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=17.012457,46.098633&amp;ie=UTF8&amp;z=12&amp;iwloc=addr" target="_blank">Noicattaro</a>, in provincia di Bari, che per i prossimi tre anni studierà nuove tecniche senza suolo per la produzione di uva da tavola.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2008/06/07/ortobotanica-idroponica-in-pillole/" target="_blank">Coltivazione idroponica</a> dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura&#8221;. E’ questo il titolo del progetto presentato da un giovane imprenditore di Noicattaro (Bari) che è stato ammesso a finanziamento dal Ministero delle politiche agricole alimentali e forestali (MIPAAF). Il progetto di ricerca e sperimentazione sarà seguito dal gruppo di ricerca dell’<a href="http://noria.ba.cnr.it" target="_blank">Azienda Sperimentale &#8220;La Noria&#8221;</a>.<span id="more-512"></span><br />
Con decreto ministeriale n. 2065 il 13 febbraio 2008 fu avviata la procedura concorsuale per la selezione di progetti di ricerca, sperimentazione e sviluppo nel settore dell’agricoltura proposti da piccole e medie imprese condotte da giovani imprenditori agricoli, da realizzarsi attraverso la collaborazione di Istituzioni pubbliche di ricerca per un importo complessivo di finanziamento pari a 4 milioni di euro, a cui si aggiunsero successivamente altri 4.100.000 di euro.<br />
Il 30 gennaio scorso il <a href="http://www.politicheagricole.it/default.html" target="_blank">MIPAAF</a> ha ammesso a finanziamento 53 progetti tra cui quello presentato dall’Azienda Boccuzzi e coordinato da Pietro Santamaria, ricercatore del Dipartimento di scienze delle produzioni vegetali dell’Università di Bari.<br />
L’idea di questo progetto di ricerca nasce dalla precisa necessità di supporto all’innovazione di una tipica azienda di produzione di uva da tavola, localizzata in un’area altamente specializzata (Noicattaro, Mola e Rutigliano). In particolare l’azienda proponente, condotta da un giovane agricoltore, ha percepito la necessità di implementare nuove tecniche per affrontare e risolvere i problemi (comuni a tutti i produttori del comprensorio) legati alla coltivazione di questa specie (stanchezza dei terreni, calendario di produzione e qualità).<br />
L’Azienda Boccuzzi ha l’ambizione di proporre una tecnica innovativa di coltivazione e cercare soluzioni altrettanto innovative per alcuni di questi problemi. L’obiettivo del progetto è studiare le problematiche legate alla coltivazione e produzione dell’uva da tavola &#8220;fuori suolo&#8221;. In letteratura esistono diversi lavori sperimentali sulla vite condotti con tecniche di allevamento senza suolo. Raramente però è stata indagata la possibilità di realizzare l’intero ciclo di produzione dell’uva da tavola con questi sistemi.<br />
La necessità di studiare l’allevamento della vite fuori suolo nasce dalle seguenti esigenze:</p>
<ol>
<li>Mettere a punto un protocollo per la produzione (precoce e/o tardiva) senza suolo di uva da tavola nei nostri ambienti.</li>
<li>Formulare una soluzione nutritiva idonea attraverso lo studio dell’assorbimento degli elementi nutritivi in condizioni controllate.</li>
<li>Studiare gli aspetti quantitativi e qualitativi della produzione di differenti cultivar di uva da tavola con la tecnica di <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2007/04/13/coltivazioni-fuorisuolo-le-fragole/" target="_blank">coltivazione fuori suolo</a>.</li>
</ol>
<p>Il progetto, quindi, affronta i punti più critici della viticoltura pugliese: gli aspetti fitosanitari del materiale di propagazione e la produzione di uva da tavola extra-stagionale di qualità.</p>
<p><a href="http://noria.ba.cnr.it/37.334.0.0.1.0.phtml" target="_blank"><em>Fonte: Azienda Sperimentale La Noria</em></a></p>


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		<title>Luci neon per seminare piante grasse</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 22:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[piante grasse]]></category>
		<category><![CDATA[varietà colturali]]></category>

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		<description><![CDATA[tecniche di illuminazione specifiche per le piante grasse.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Stranepiante</em><br />
<a href="http://stranepiante.blogspot.com/2008_09_01_archive.html" target="_blank">http://stranepiante.blogspot.com/</a></p>
<p>Queste prime giornate fredde mi fanno pensare all&#8217;inverno, mi rattrista un pò pensare al periodi di stasi di<a rel="attachment wp-att-358" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2008/11/07/luci-neon-per-seminare-piante-grasse/mammillaria00/"><img class="alignright size-medium wp-image-358" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="mammillaria" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/mammillaria00.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a> crescita, ma buttando uno sguardo al mio pseudogerminatoio ritrovo subito l&#8217;allegria! è vero la luce dei neon non può minimamente essere comparata alla luce solare, ma riguardo alle semine indoor fa un ottimo lavoro.</p>
<p>[ Preparatevi ad un poema, la prima parte è teoria, se avete fretta leggete gli ultimi paragrafi...]</p>
<p>Ebbene si alle semine effettuate tra ottobre e aprile serve la luce per iniziare e continuare a crescere correttamente, dopo aver sudato tanto per reperire i semi, preparare la composta e i contenitori se non vogliamo o possiamo seminare all&#8217;esterno dobbiamo provvedere ad alimentare i nostri semenzali con il loro cibo preferito, la Luce&#8230; <span id="more-356"></span>il vero problema che deve risolvere anche un coltivatore esperto abituato a seminare all&#8217;aperto è quale e quanta luce serve? Anche se la luce da sola basta a far germinare e crescere le piante, in certi casi: temperatura bassa, problematiche estetiche, madri/mogli, ecc è preferibile costruire un germinatoio chiuso, che si mimetizza con l&#8217;ambiente domestico, non è questo comunque l&#8217;argomento di questo articolo, che è già abbastanza lungo e riguarda unicamente la scelta delle luci per le semine!</p>
<p>Che luce serve per le semine?</p>
<p>Bisogna distinguere subito tra luce fredda e luce calda, la fredda è più brillante ed ha uno spettro più accentuato sul blu, la calda è meno brillante ed ha uno spettro più sul rosso/arancio. Il caldo o freddo della luce è definito dalla tonalità o temperatura di colore, questa è misurata in °K (gradi kelvin).</p>
<p>Inoltre le luci possono essere considerate fredde o calde oltre che per la tonalità, per la vera e propria emissione di calore: storicamente le luci fredde sono i neon e i led, le luci calde sono le lampadine ad incandescenza o a filamento, ma ormai da diversi anni sono in commercio neon capaci di fornire luce con tonalità calda, che non liberano calore come le lampade ad incandescenza.</p>
<p>Per le semine devono essere utilizzate solo ed esclusivamente luci neon o led per i più esosi poi dato che i neon comuni emettono una luce che non viene sfruttata al massimo dalle piante serviranno anche neon specifici.</p>
<p>Premetto che le basi in acquariofilia mi hanno aiutato in questo, vedere il differente comportamento delle piante d&#8217;acquario in base al neon utilizzato è interessante, la questione &#8220;luci per semine&#8221; è poco trattata, negozianti e vivai vi riderebbero dietro: &#8220;perchè sprecare la corrente se posso seminare con la bella stagione senza sborsare un euro?&#8221;.</p>
<p>Per una produzione su larga scala fornire luce artificiale diventa dispendioso, anche se necessario in certi casi, ma per tenere qualche semina in casa la spesa è più che sostenibile, nel mio caso il carico sulla bolletta è quasi nullo dato che il lampadario della mia camera fornito di luci alogene consuma circa 100w e da quando ho le semine in camera non lo accendo quasi più.</p>
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<p>Tornando al tipo di luce necessario per le semine, questa deve essere intensa, per evitarne la dispersione deve essere vicina ai contenitori per la semina cosa impossibile con le lampadine ad incandescenza, perchè producono molto calore, per questo abbiamo scelto di utilizzare dei neon.</p>
<p>I neon sono di diverso tipo sia per forma che per luce emessa. Le forme principali sono il tubo e le compatte (dette comunemente lampadine a risparmio energetico). I tubi al neon sino a pochi anni fa erano l&#8217;unica possibilità dato che le lampadine compatte sono entrate in commercio solo negli ultimi anni (queste sono le cose che ti fanno capire che stai invecchiando <img src='http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ), e solo ultimamente si iniziano a trovare compatte specifiche per la crescita delle piante, ma ancora con un pò di difficoltà.</p>
<p>Le lampadine a risparmio energetico non sono altro che tubi neon ripiegati, la grande innovazione delle lampadine a risparmio energetico sta nel fatto che basta avvitarle in un portalampada, non necessitano di collegamenti e di altri strumenti per funzionare come invece accade per i tubi al neon.</p>
<p>Per accendere un neon a tubo è necessario un reattore ed uno starter, più una basetta per starter e fili per i collegamenti; oppure un reattore elettronico, che riduce i consumi, aumenta le prestazioni, ma costa molto molto di più. Attacchi stagni, portaneon o plafoniera generalmente rendono i collegamenti più semplici oltre che più sicuri. I reattori tradizionali necessitano di uno starter, che deve essere appropriato (stessi w) al neon e al reattore.</p>
<p>Per accendere una lampadina a risparmio energetico è sufficiente un portalampada perchè il reattore elettronico è inserito nella base bianca sempre presente tra la lampada e la filettatura.</p>
<p>A questo punto analizziamo le differenze tra le compatte e i tubi al neon:</p>
<p>Per una resa di 30w circa</p>
<p>Tubo neon<br />
-Costo iniziale: Per un neon bianco 10-15 euro, per un neon Gro 20-30 euro<br />
-Costo gestione:Costo di sostituzione della lampada, e solo occasionalmente sostituzione del reattore e/o starter<br />
-Facilità di montaggio: Facile per chi lo ha già fatto, in 10 minuti è tutto pronto; il primo montaggio deve essere eseguito con attenzione e solo se si è in grado di farlo.<br />
-Emissione di calore: Elevata, ma limitata al reattore (se di tipo convenzionale); anche gli estremi del tubo si scaldano, ma non eccessivamente. Il pro è che facendo i collegamenti sono io a decidere dove posizionare il reattore, e posso sfruttarlo ad es per produrre calore sotto le semine<br />
-Caratteristiche luce: Il grande pro dei tubi al neon è che essendo utilizzati da decenni in acquariologia sono disponibili in decine di varianti di spettri di luce emessa, e sarà quindi possibile combinare tubi diversi per ottenere il tipo di luce desiderata.<br />
-Reperibilità: In tutti i negozi di elettricità si trovano quelle bianche o super bianche, in quelli più forniti si trovano anche le lampade specifiche per piante, nei negozi di acquari c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p>Lampadina compatta<br />
-Costo iniziale: luce bianca 5-30 euro, modello Gro 10-35 euro<br />
-Costo gestione: La lampada compatta va sostituita interamente quindi il costo è pari al primo acquisto<br />
-Facilità di montaggio: Facilissima basta avvitare come una qualsiasi lampadina<br />
-Emissione di calore: Modesta, limitata al corpo bianco dato che il reattore elettronico si trova al suo interno, il contro è che non è scindibile dalla lampadina, quindi dove sarà indirizzata la luce andrà anche il calore.<br />
-Caratteristiche luce: Purtroppo queste lampade sono in commercio relativamente da poco, e solo poche case hanno iniziato a produrle con specifici spettri; la maggior parte delle volte non è possibile conoscere lo spettro di una compatta.<br />
-Reperibilità: Quelle bianche a spettro sconosciuto si trovano in qualsiasi supermercato, negozio di elettronica o mercato rionale.<br />
i problemi iniziano quando si cercano quelle specifiche per le piante, che al momento sono reperibili solo in qualche negozio di acquariofilia, sono facilmente reperibili online, ma spesso a prezzi proibitivi inoltre gravati dalla spedizione.</p>
<p>Quindi che scelgo?</p>
<p>Neon a tubo se ho intenzione di costruire un germinatoio stabile e di dimensioni medio-grandi, compatte se voglio provare, o se la zona da illuminare è piccola-media.</p>
<p>Ho parlato di spettri, di luci bianche e di luci dedicate alle piante&#8230; che confusione!</p>
<p>Lo spettro è un analisi della luce emessa da una lampada, che permette di apprezzare visivamente tramite un grafico, di quali lunghezze d&#8217;onda è la luce emessa da una lampada. Per spettro di luce visibile si intende lo spettro di luce che l&#8217;occhio umano riesce a vedere; l&#8217;arcobaleno può essere visto come lo spettro della luce solare all&#8217;interno dell&#8217;atmosfera, che per una serie di riflessioni e rifrazioni viene divisa nei colori che la compongono. Lo spettro visibile va circa da 400 a 700 nanometri, lo spettro elettromagnetico è molto più vasto, agli estremi di quello visibile ci sono gli ultravioletti e gli infrarossi, che generalmente non sono visibili all&#8217;occhio umano.</p>
<p>Le luci bianche sebbene apparentemente tutte uguali all&#8217;occhio umano sono diverse a livello dello spettro e quindi alcune vanno meglio di altre se utilizzate per la crescita di piante. La maggior parte dei neon bianchi comuni emettono un ampio spettro di luci, con priorità nella lunghezza d&#8217;onda del blu.</p>
<p>Le luci dedicate alle piante sono luci meno luminose per l&#8217;occhio umano, emettono una luce rosata, con lunghezza d&#8217;onda che &#8220;piace&#8221; alle piante, ossia lo spettro è meno ricco ed è concentrato nella lunghezza d&#8217;onda del rosso.</p>
<p>Quindi più che la quantità di luce, è importante la qualità, la lunghezza d&#8217;onda, della luce che forniamo, probabilmente le semine crescerebbero bene sotto 4 neon da 30 w a luce bianca con spettro omogeneo, ma crescerebbero ugualmente bene sotto un neon per piante + uno bianco, quindi perchè spendere di più?.</p>
<p>Quindi che spettro deve avere la luce per una crescita ottimale delle piante?</p>
<p>Lo spettro deve avere la maggior parte della luce nella lunghezza d&#8217;onda dell&#8217;arancio/rosso e una parte nel blu, le altre lunghezze d&#8217;onda sono meno utili, in particolare il verde, ma devono comunque essere presenti in minima parte; bisogna dare priorità al rosso/arancio e al blu perchè la clorofilla assorbe la luce di queste lunghezze d&#8217;onda. Se ricordate un minimo le nozioni di base di fisica, vi ricorderete che l&#8217;occhio vede i colori riflessi dall&#8217;oggetto osservato, se si guarda un oggetto bianco, questo appare bianco perchè tutta la luce viene riflessa, se osserviamo un oggetto nero, questo appare tale perchè tutta la luce viene assorbita, una semplice prova di questo potete farla lasciando al sole un vaso bianco e un vaso nero, al tatto dopo qualche tempo, il vaso nero sarà molto più caldo di quello bianco, appunto perchè ha assorbito la radiazione luminosa. Un oggetto verde assorbe tutta la luce tranne quella nella lunghezza d&#8217;onda del verde, lo stesso accade per le piante.</p>
<p>Per ottenere uno spettro ottimale in una coltivazione indoor dovremo sommare gli spettri offerti da differenti tipi di luci, quindi metteremo una luce bianca ed una luce specifica per piante, la luce prodotta dalle due lampade avrà uno spettro ampio con picchi sul blu e sull&#8217;arancio/ rosso è importante che lo spettro sia ampio e non solo blu e rosso, perché oltre alla clorofilla esistono altri pigmenti che assorbono altre lunghezze d&#8217;onda.</p>
<p>Ciò non significa che sotto neon rosati o sotto neon bianchi le piante non crescerebbero, entrambe le lampade hanno uno spettro più o meno completo, ma è bene sfruttarle al massimo, abbinandole, in questo modo si risparmia in elettricità e si è sicuri di fornire una qualità di luce ottimale per le piante. Per capirci due neon bianchi o due neon rosati danno risultati peggiori di un abbinamento neon rosato+neon bianco, ma il consumo di elettricità è lo stesso.</p>
<p>Riguardo ad i neon bianchi ho detto che non tutti hanno lo stesso spettro, bisogna scegliere quelli molto luminosi con una temperatura di colore il più possibile tendente a 10000°K nei negozi di acquari si trovano facilmente anche se volte sono più cari rispetto a quelli venduti da elettricisti ben forniti. Non è tanto importante la scelta del neon bianco, dovendo scegliere tra un neon bianco da 3 euro (elettricista) e un o da 10 (acquariologia) sceglierei (normalmente scelgo!) il più economico, l&#8217;importante che abbia uno spettro ampio.</p>
<p>Volendo esiste un solo neon, chiamato True Light, sarebbe quello più appropriato perchè con spettro più simile alla luce solare, si tratta di un neon professionale, normalmente non utilizzato per scopo amatoriale a causa del costo molto elevato, è utilizzato per avere una visione dei colori ottimale anche in ambienti chiusi. Ha una temperatura di colore di 5500°K sarebbe uno schiaffo alla povertà utilizzarlo per la crescita di piante, ma il risultato sarebbe buono. Probabilmente ridurrebbe i consumi perchè basterebbe una sola lampada&#8230; ma secondo me non ne vale la pena, anche perchè con due neon raddoppiamo la superficie illuminata.</p>
<p>Il problema dei neon è che devono essere il più vicino possibile alle semine, ma questo in realtà non è un problema per i tubi, perchè accesi scaldano, ma non così tanto, normalmente vengono posizionati a circa 20 cm dalle piante, anche 5-10 cm vanno bene, l&#8217;importante è che non tocchino le piante. In un germinatoio chiuso è preferibile proteggere i collegamenti dei neon con appositi attacchi venduti nei negozi di acquariologia a 10-15 euro. Questo può diventare un problema se il neon è una compatta utilizzata in un germinatoio chiuso. Se avete avuto la pazienza di leggere tutto, prima ho scritto che le compatte avendo il reattore elettronico vicino al bulbo irradiano calore oltre che luce, in un germinatoio chiuso questo incrementerebbe notevolmente la temperatura (e dovremmo prendere maggiori accorgimenti per controllarla) e l&#8217;umidità, che a sua volta andrebbe ad interagire pericolosamente con il reattore elettronico.</p>
<p>La distanza delle lampade dalle semine è importante anche in orizzontale oltre che verticale, ho notato che semenzali situati oltre 5 cm dal tubo tendono a piegarsi verso la luce, anche se non filano.</p>
<p>Normalmente ho calcolato che ogni neon a tubo illumina efficacemente circa i 12 cm perpendicolari al tubo, quindi sotto due neon le semine sono posizionate in fila per due, max 3 o 4 se si usa un riflettore, quindi l&#8217;area disponibile sotto 2 neon da 100 cm è circa 100&#215;24 cm. Ipoteticamente, possedendo contenitori da 10 cm di lato, due neon bastano per 20 semine.</p>
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<p>Ho l&#8217;abitudine di ruotare e/o invertire la posizione dei contenitori ogni volta che bagno le semine.</p>
<p>Sulle lampade compatte utilizzabili per la semina di piante grasse purtroppo ho poco da dire, perchè generalmente non sono accompagnate dallo spettro generato, in pochi casi è possibile trovare sul sito della casa produttrice maggiori informazioni. Inoltre quelle specifiche per piante a luce rosa sono ancora poco diffuse, ne ho trovate solo di tre tipi, non escludo che ne esistano altre: Envirolite, che sono le più famose, SonLight simili alle precedenti (di queste due il formato minimo è 125w, ed hanno un costo che va da 40 a 70 euro, probabilmente non sono sfruttabili al massimo per le semine), e un altro tipo più economico Hasse, forse più indicato, il prezzo è di circa 10-30 euro ed esistono da 15 e 30w. Accenno solo al fatto che ho visto nei mercati lampadine compatte a luce rosa a 2-3 euro, ma non avendo idea del loro spettro, ne di come misurarlo, non mi azzardo a consigliarle.</p>
<p>Personalmente ho utilizzato le compatte solo per brevi periodi, per emergenze, o per incrementare la luce su alcune semine. Da poco le ho montate su un acquario: 2 rosa da 30 w e 5 bianche (2 da 30w e 3 da 11w) le piante acquatiche hanno ovviamente gradito, ma il motivo principale è che adesso ricevono 150w di luce contro i 60w offerti da due tubi neon, ho dovuto aumentare i w perché a causa della conformazione del tubo ripiegato delle compatte, due compatte da 30 w coprono una superficie minore rispetto a due tubi neon, ma illuminano più intensamente. Poi per sfruttare al massimo le compatte è indispensabile un riflettore, ma è bene usarlo anche per i tubi. Uno schema di montaggio delle compatte utilizzando lampade da 15w può essere configurato in larghezza o in lunghezza (negli schemi in Rosso le aree che ricevono illuminazione ottimale, in Grigio la struttura di un ipotetico telaio).</p>
<p>Le rosate dovranno essere posizionate più centralmente, meglio non agli estremi.</p>
<p>Quindi a mio avviso le compatte hanno il pregio di essere facili da gestire, inoltre dovendo scegliere più lampade rispetto ai 2-3 neon a tubo, si potranno scegliere lampade con caratteristiche diverse (sia di spettro che di w) posizionandole dove preferiamo, ma allo stesso tempo il costo di gestione e il costo iniziale saranno maggiori.</p>
<p>Mini germinatoio: un altro pregio delle luci a risparmio energetico è che essendo appunto compatte, utilizzandone solo due (una rosata e una bianca) si può ottenere un mini-germinatoio, per chi è alle prime armi e vuole provare a seminare, ma non è convinto di continuare a farlo&#8230;</p>
<p>Quali luci uso sulle semine indoor?</p>
<p>Questo articolo sarebbe potuto essere limitato al prossimo concetto: Per ottimizzare le luci su una semina è necessario intervallare una luce rosata ad una bianca, per illuminare un&#8217;area di circa 100&#215;25 cm sono sufficienti 2 neon a tubo da 30 watt l&#8217;uno, ma si è legati per le dimensioni alla lunghezza del tubo (esistono anche più corti, da 15w x 50cm, bastano per un area di 50x 25 cm), con le compatte potremo gestire gli spazi come vogliamo creando ad es un germinatoio quadrato, ma i watt totali dovranno essere leggermente maggiori a parità di superficie illuminata.</p>
<p>Sulle mie semine ho:</p>
<p>- [1 Gro-lux + 1 Cool Daylight]: per germinazione e primi mesi.</p>
<p>- [1 Gro lux + 1 Polilux 40 + 1 Daylight]: per il successivo periodo di crescita.</p>
<p>Le Grolux offrono la maggior parte della luce rosata, la Cool Daylight aggiunge blu e completa lo spettro, anche se l&#8217;arancio è poco, ma il rosso è molto.</p>
<p>La Polylux e la Daylight sono da 4000 e 5000 °K hanno spettro abbastanza omogeneo per tutte le lunghezze d&#8217;onda, ma il blu è più accentuato, e il rosso meno (tanto è fornito dalla Gro-lux).</p>
<p>Tempo di accensione e spegnimento sono gestite da un timer che dà 14 ore di luce al giorno, il minimo è 12 ore se ad es al mattino la zona delle semine riceve luce da una finestra. Si può forzare la crescita tenendo le luci accese 18 ore, ma il costo in bolletta non giustifica i benefici.</p>
<p>Sostituzione: le lampade neon perdono potenza con il passare dei mesi, in acquariologia i più fanatici le sostituiscono ogni 5-6 mesi, ma ritengo che 8 mesi un anno per le semine vadano bene. Per limitare le variazioni di luminosità è consigliabile sostituire una lampada per volta, e non tutte le lampade in blocco; le lampade eliminate sono ancora buone e possono durare anche più di due anni prima spegnersi definitivamente, quindi sono utilizzabili per altri scopi, o potrete lasciarle sulle semine aggiungendone però una nuova.</p>
<p>Cercando la temperatura di colore della Grolux Sylvania (che non ho trovato) ho trovato l&#8217;Aquastar Sylvania che è una 10000°K che simula lo spettro della luce tropicale, in pratica una Gro-lux, ma con più blu, potrebbe essere interessante per una prova anche se le differenze potrebbero essere poco apprezzabili.</p>
<p>Volendo si potrebbero perdere ore ed ore ad analizzare i vari spettri dei tubi in commercio, e probabilmente si troverebbero associazioni migliori di quelle che utilizzo, ma dato che mi sono trovato bene, è da qualche anno che vado avanti così, le piante crescono sane e colorite senza segni di eziolatura; ho visto che esistono due tipi di lampade Osram che potrebbero rivelarsi interessanti, la Fluora e la Biolux, magari abbinate perchè in entrambe il rosso non è molto accentuato (sicuramente è più accentuato rispetto ad altre), ma non ho ancora provato, inoltre da poco è uscita la Skywhite, potrebbe essere un valido sostituto della Cool Daylight nella prima coppia, in quanto la quantità di rosso è simile, ma la Skywhite ha più blu.</p>
<p>Sotto queste luci ho ottenuto con successo moltiplicazione per talea oltre che le semine; per brevi periodi (qualche mese) hanno illuminato piante di qualche anno, che dimostravano crescita attiva anche in inverno senza segni di eziolatura, ma non ho mai provato a lasciarle per un anno intero, quindi non so se sarebbe verificata in seguito.</p>
<p>Ho utilizzato la stessa postazione per la germinazione e primi mesi di crescita di peperoncini comuni e tropicali, sempre con successo, credo che sia adatta a qualsiasi tipo di pianta.</p>
<p>Attenzione!!! Qualsiasi genere di collegamento facciate per un germinatoio chiuso o aperto, ricordate sempre che state giocando con l&#8217;elettricità, collegamenti sbagliati possono provocare le migliore dei casi la bruciatura del tubo che non sarà più utilizzabile, o anche la sua esplosione. Dove ci sono le piante, c&#8217;è l&#8217;acqua e questa si sa non va d&#8217;accordo con l&#8217;elettricità, quindi fate sempre in modo di non lasciare assolutamente fili scoperti, di proteggere con guaine o attacchi appositi tutti i collegamenti, e con guaine e/o attacchi stagni tutti i collegamenti che si troveranno all&#8217;interno di un germinatoio dove inevitabilmente si crea una certa quantità di umidità! se avete anche il minimo dubbio di aver sbagliato qualcosa, non attaccate la spina, ricontrollate i collegamenti e in caso chiedete consulenza ad un elettricista! non mi ritengo responsabile di danni a cose o persone in seguito all&#8217;applicazione delle osservazioni che ho esposto. Con l&#8217;elettricità non si scherza ed è facile sbagliare!</p>
<p>Buon lavoro!</p>
<p>fonte: <a href="http://stranepiante.blogspot.com/2008_09_01_archive.html" target="_blank">http://stranepiante.blogspot.com/<br />
</a></p>


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		<title>Ortobotanica idroponica in pillole</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 22:23:53 +0000</pubDate>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di J.Lewis</em></p>
<p><strong>Le rose</strong><br />
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.<br />
Innanzitutto l&#8217;acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.<br />
In caso di coltivazione indoor la formula d&#8217;illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l&#8217;alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.<br />
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.<br />
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l&#8217;ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene  spesso cresciuta in impianti su larga scala all&#8217;interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia).<span id="more-330"></span><br />
Molti dei pesticidi in commercio potrebbero danneggiare in nostro giardino, se fosse proprio necessario sceglietene uno specifico per l&#8217;idroponica: si tratta di prodotti con un ottimo rapporto efficacia/ rispetto delle piante.<br />
Importantissimo è calcolare bene gli spazi: i cespugli diventeranno larghi, quindi informatevi bene sulla varietà che avete scelto di coltivare e fin da subito distanziate le rose in maniera da evitare che rami sporgenti si feriscano tra loro o s&#8217;ingarbuglino. Tutte le piante devono ricevere la luce senza sovrastarsi l&#8217;un l&#8217;altra ed avere a disposizione un supporto adeguato. Si può utilizzare l&#8217;argilla in palline, ma è bene prevedere l&#8217;ausilio di cavi e reticolati per un ulteriore aiuto. Un sistema di tipo Ebb and Flood con una programmazione che preveda diverse irrigazioni giornaliere sarà perfetto per tenere le radici ben umide.</p>
<p><strong>Gli Spinaci</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Ottimi in cucina, gli spinaci sono semplici da coltivare e forniscono raccolti abbondanti e grandi soddisfazioni.<br />
Consigliatissimo all&#8217;uopo un sistema a ricircolo, tenendo anche presente che sebbene dotati di un sistema radicale non particolarmente delicato gli spinaci possono essere estratti in caso di necessità senza grandi problemi.<br />
La germinazione avviene di solito in cubetti di lana di roccia che vengono tenuti sospesi sopra l&#8217;acqua corrente del sistema stesso: questo permette una maggiore ossigenazione delle primissime radici.<br />
Appena germinati si possono allocare definitivamente, calcolando circa 50 centimetri quadrati di spazio vitale per pianta. La fertilizzazione ricopre un ruolo primario in questo tipo di coltivazione ed è necessario acquistare prodotti di ottima qualità.<br />
La temperature ideale è tra i 10 gradi (notte) e i 18.5, con cicli di luce di 12 ore. Si può utilizzare soltanto  l&#8217;illuminazione naturale o associarla ad alcune lampade, l&#8217;importante è che le radici non vengano mai lasciate scoperte poiché questo sarebbe fatale per le vostre piante. I serbatoi degli idrosistemi devono essere sempre in plastica pesante a prova di raggi solari il medium di coltivazione deve circondare la base degli ortaggi.<br />
Questo varietà di verdura cresce molto in fretta e di fatto nessun infestante ha il tempo di colonizzarla, tantomeno fuori suolo. Se proprio doveste per qualche ragione incorrere in qualche tipo di problema affine ricorrete ad un prodotto specifico per idroponica.<br />
Gli spinaci possono rappresentare una scelta perfetta per il principiante non richiedendo nessuna conoscenza specifica ne&#8217; particolare accorgimento e garantendo raccolti abbondanti.</p>
<p><strong>Zucche</strong></p>
<p>Tutti i coltivatori prima o poi si cimentano in una qualche varietà di zucca.<br />
La maggior parte delle varietà necessitano innanzitutto di temperature stabili giorno e notte attorno ai 24 C°, di molta luce, e di una irrigazione ridotta (una ogni due giorni è generalmente sufficiente). Provvedete fin da subito ad un buon sistema di supporti per le tipologie rampicanti, pensando al fatto che tutta la pianta deve essere ben illuminata per circa 14 ore al giorno.<br />
Sebbene non sia molto semplice da coltivare idroponicamente la zucca può dare raccolti molto ricchi e grandi soddisfazioni.<br />
I semi germinati vanno piantati in un misto di torba e vermiculite, che da&#8217; il giusto supporto e mantiene le radici umide tra un&#8217;irrigazione e l&#8217;altra.<br />
Per evitare che durante la crescita la pianta si allunghi in ogni direzione i rami vanno assicurati gli uni agli altri e legati lungo un cavo verticale, così da risparmiare spazio ed evitare che le foglie superiori facciano ombra a quelle posizionate più in basso.<br />
Uno dei problemi più sentiti nella coltivazione delle zucche è l&#8217;impollinazione, che solitamente viene eseguita a mano prelevando con delicatezza con uno spazzolino fine o un batuffolo di cotone il polline dal ogni fiore. Il metodo migliore però è quello di introdurre nella serra i migliori impollinatori concepiti dalla natura: le api.<br />
Questi insetti sono infatti dotati di caratteristiche  particolarmente adatte a questo compito. Il corpo è coperto di peli che favoriscono l&#8217;adesione del polline, l&#8217;apparato succhiatore ha una forma tale da non danneggiare i fiori, la capacità di volo è ottima, la capacità di visitare molti fiori per unità di tempo quasi unica, e l&#8217;abitudine di visitare i fiori due volte per raccogliere sia il nettare che il polline è una rarità che consente un risultato eccellente.<br />
La quantità notevole del raccolto rende questo tipo di coltivazione adatta allo sfruttamento commerciale, soprattutto considerando il valore aggiunto della coltivazione priva di pesticidi. Il tempo investito verrà quindi ampiamente ricompensato, anche in previsione del fatto che dopo il primo stressante raccolto vi troverete un ambiente già pronto e testato e potrete affrontare con molta più facilità i seguenti cicli.</p>
<p><strong>Piselli</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Verdura prelibata e versatile, cresce in forma di cespuglio o di rampicante, quindi prima di tutto bisogna scegliere che tipo vogliamo coltivare per stabilire quanto spazio è necessario e quale tipo di supporto.<br />
La temperatura dovrà essere piuttosto bassa e il substrato drenante (ideale la perlite), il pH monitorato accuratamente per consentire a questa sensibile tipologia di pianta di svilupparsi al meglio.<br />
Quando i cespugli hanno raggiunto un&#8217;altezza di circa 20 centimetri vanno cimati per incoraggiare l&#8217;infoltimento. I rampicanti invece vanno sostenuti con dei cavi e guidati nella crescita così da occupare meno spazio e consentire un&#8217;illuminazione ottimale.<br />
I piselli sopportano temperature inferiori allo zero, ma nella coltivazione valori tra i 12 e i 18 C° sono ideali. Se il clima diventa troppo freddo i fiori diventano sterili.<br />
Piante di questo tipo sono molto sensibili al livello di acidità, che va mantenuto tra il 6.0 e il 7.0. Se dovesse scendere eccessivamente verrebbe compromessa l&#8217;assunzione del Calcio e il raccolto sarebbe a rischio.<br />
Per l&#8217;illuminazione sono indicate le lampade al sodio come supplemento alla luce naturale, avendo l&#8217;accortezza di posizionarle in maniera da garantire sufficiente luce anche alle parti più basse delle piante. Luci troppo distanti incoraggiano una crescita verticale eccessiva che rende le piante esili e poco folte.<br />
<strong><br />
Garofani</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Fiori belli, colorati e facili da coltivare: perché no dunque?<br />
Riservare un angolo anche solo per il piacere dell&#8217;occhio non è una cattiva idea, vista l&#8217;adattabilità e le poche pretese di questa pianta.<br />
Un substrato leggero come la torba o il rockwool offrirà il supporto ideale, mentre ben pochi accorgimenti vanno dedicati alla temperatura (il garofano resiste anche a climi freddi), alla luce (la normale illuminazione solare andrà benissimo), o al tipo di sistema (praticamente qualsiasi tecnica idroponica è adatta). Queste coltivazioni inoltre non hanno quasi mai problemi di infestazioni o malattie. Benché questi fiorellini siano dei veri duri, per ottenere i migliori risultati è le radici devono essere nutrite senza essere saturate; un sistema ebb and flood sarà il più indicato, in associazione con un buon fertilizzante specifico.<br />
Qualunque clima sopra i 13 C° darà buoni risultati, ma il garofano preferisce una temperatura stabile e non ama le variazioni, soprattutto se repentine. Anche per quanto concerne l&#8217;illuminazione le richieste sono frugali e 6-8 ore di luce sono sufficienti per una buona crescita, da aumentarsi fino a 12 nel periodo della fioritura.<br />
Qualche riguardi verrà ripagato con raccolti assai copiosi, fino a quattro fioriture all&#8217;anno se le piante vengono adeguatamente impollinate. Questa operazione si può fare manualmente o avvalendosi  dell&#8217;ausilio di api o ancor meglio bombi, che lavorano con più precisione e velocità di qualunque mano umana.<br />
Se vi piacciono i fiori il garofano fa per voi, si accontenta di poco e dà grandi soddisfazioni anche ai neofiti, almeno per un paio di anni, trascorsi i quali fioritura e salute peggiorano: tenetelo presente quando vi balenerà l&#8217;idea di trasformare in business la vostra passione.</p>
<p><span style="color: #888888;"><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Broccoli e Cavolfiori</strong></span></span></p>
<p><strong></strong><br />
Nemici giurati sulle tavole dei bambini di tutto il mondo, si tratta di ortaggi ricchi di vitamine e potassio che danno ottimi risultati in fuori suolo.<br />
Entrambi condividono la preferenza per le basse temperature e la scarsa irrigazione: una tecnica a gocciolamento sarà quindi vincente perché le radici restino abbastanza asciutte e non marciscano.<br />
Il clima invernale a cui sono abituati nella coltivazione tradizionale fa sì che cavolfiori e broccoli richiedano 15 gradi durante la notte e 20 durante il giorno, mantenendo costantemente monitorata l&#8217;umidità perché resti molto bassa e predisponendo le luci accese 12 ore al dì durante la fioritura.<br />
E&#8217; davvero fondamentale drenare adeguatamente il substrato, se necessario si può utilizzare uno strato di ghiaia sotto il medium per assicurarsi un buon deflusso dell&#8217;acqua, che verrà somministrata due volte al giorno dal gocciolatore.<br />
Sebbene rare in indoor, possono presentarsi infestazioni di insetti che andranno combattute con predatori naturali o prodotti specifici per colture destinate all&#8217;alimentazione.<br />
L&#8217;ambiente freddo e la scarsa di richiesta di irrigazione e nutrienti permettono di risparmiare parecchio, e la coltivazione fuori suolo in serra dà raccolti abbondanti tutto l&#8217;anno: queste caratteristiche rendono cavolfiori e broccoli un&#8217;ottima scelta per un investimento commerciale.</p>


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		<description><![CDATA[peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà. Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura. Adatti per l&#8217;outdoor in posizioni [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-328 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="peperoncini che passione" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/chilli.jpg" alt="" width="369" height="246" /></p>
<p>peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà.<br />
Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura.<br />
Adatti per l&#8217;outdoor in posizioni assolate, danno però risultati davvero eccellenti in serra; richiedono tempi di maturazione abbastanza lunghi, è quindi necessario calcolare al meglio il momento della semina perchè i frutti abbiano modo di svilupparsi completamente prima che le giornate si accorcino e il clima si raffreddi. Una buona idea è piantare all&#8217;inizio della primavera in un propagatore riscaldato e trapiantare quando l&#8217;ultimo freddo è finito.<span id="more-327"></span></p>
<p>INIZIARE</p>
<p>La parola d&#8217;ordine è organizzazione: procuratevi etichette e pennarelli indelebili per evitare di mischiare le piantine una volta iniziata la germinazione.<br />
Avrete poi bisogno di un sacco di terriccio e di alcuni vassoi da germinazione, dotati di cubi di rockwool o jiffy, che sono compresse di torba complete.<br />
Il loro utilizzo è semplice: inzuppateli ben bene per circa cinque minuti e mettete il seme appena all&#8217;interno. Attenzione a non esagerare con l&#8217;acqua, o le radici soffocheranno.<br />
Come si è detto è bene prestare attenzione ai tempi di maturazione, quindi per un buon raccolto indoor il periodo migliore per iniziare è a cavallo tra Febbraio e Marzo per la maggior parte delle genetiche.</p>
<p>La germinazione può richiedere fino a 6 settimane, a seconda della varietà, ad una temperatura di 23-29 C°, anche se nella maggior parte dei casi due settimane sono sufficienti.</p>
<p>Una temperatura più alta può portare una germinazione più veloce, ma anche una percentuale più alta di semi non schiusi.<br />
La luce non non riveste un ruolo importante in questa fase, mentre può essere d&#8217;aiuto un riscaldatore elettrico ed eventualmente un termostato. Nel caso non siate dotati di questi accessori provvedete a coprire i vostri semi o a metterli in una serretta per conservare l&#8217;umidità e poneteli vicino ad una fonte di calore come un termosifone (non troppo caldo!) o un elettrodomestico. Arieggiateli regolarmente e fate molta attenzione perchè appena germinate le piantine hanno bisogno di un&#8217;illuminazione adeguata.<br />
Appena cresciute abbastanza per essere maneggiate, con quattro vere foglie, trapiantatele in vasi individuali da 5 cm scartando le piante più deboli facendo attenzione a non danneggiare le radici, somministrando loro un buon fertilizzante liquido a base di azoto, o magari uno specifico come il &#8220;chilli focus&#8221; di Growth technology (http://www.growthtechnology.com/nute-chillifocus.asp).<br />
L&#8217;azoto promuove lo sviluppo della pianta e delle foglie, è importante in questa fase della crescita mantenere una temperatura attorno ai 16° e una buona illuminazione.<br />
Dopo circa 8-12 settimane le piante dovrebbero essere abbastanza grandi e forti per essere nuovamente trapiantate in una serra non riscaldata o all&#8217;esterno, se il clima lo permette.<br />
Per le piccole genetiche ornamentali sarà sufficiente un vaso da 2-3 litri per ottenere piante di mezzo metro con un bel raccolto, mentre i cespugli più grandi richiedono un vaso da 5 litri e un supporto perchè non si rovescino; per avere i migliori risultati si potrà sistemare la pianta direttamente nel terreno, a patto che siate ben certi del posizionamento (sembra banale, ma ricordate che i vasi si possono spostare in caso di necessità).<br />
Per rendere i peperoncini più cespugliosi potete cimarli quando raggiungono i 15-20 cm di altezza, anche se solitamente la pratica si rende necessaria solo col genere Annum.<br />
Importantissima è l&#8217;irrigazione regolare, poichè un&#8217;annaffiatura saltuaria può causare marciume nei fiori o spaccatura dei frutti.<br />
Iniziata la fioritura e la comparsa dei frutti si andrà ad aggiungere all&#8217;acqua irrigua un fertilizzante (adatto quello specifico per pomodori) che aiuterà ad ottenere un perfetto raccolto. Attenzione al peso però: le piante più produttive avranno bisogno di un supporto per reggere il peso di tanti frutti, sistemate quindi delle canne nel terreno a sostenere gli steli o delle carrucole con cavi appese al soffitto.</p>
<p>ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE (col supporto di  Tom Green di greenshorticulture.co.uk )</p>
<p>L&#8217;illuminazione artificiale è ormai popolarissima in diverse tipologie di coltura, sia per prolungare la stagione outdoor che per portare a termine cicli completi in interni.<br />
Le tipologie di lampada più utilizzate sono le compatte fluorescenti (CFL) e quelle a scarica (HID).<br />
Le compatte sono disponibili nello spettro blu (6400k) o rosso (2700k), in differenti wattaggi tra 125 e 250. Nel nostro caso la migliore è senz&#8217;altro la blu, ottima per la propagazione e la crescita  e particolarmente idonea alla coltura del peperoncino; va associata all&#8217;utilizzo di un riflettore ed è dotata di alimentatore interno.<br />
La versione rossa, concepita per la fioritura, può essere associata alla prima in caso di mancanza assoluta di sole, ma sembra comunque insufficiente per una buona riuscita nella fase finale del ciclo.<br />
Una CFL da 125w dunque è la scelta migliore per un piccolo propagatore, mentre se avete fretta o per estensioni maggiori l&#8217;ideale sarà una 200 o 250 watt. Non dimenticate di dotarvi di un timer per accendere e spegnere le luci, dando ai vostri peperoncini 14-16 ore di illuminazione al giorno.</p>
<p>Le lampade a scarica (High Intensity discharge, HID) sono anch&#8217;esse disponibili nello spettro rosso e in quello blu, sono più potenti delle compatte e quindi più adatte alle grandi aree.<br />
I bulbi agli ioduri metallici (MH) sono perfette per i primi stadi di crescita: se le CFL, che producono una luce quasi fredda, vanno avvicinate molto alle piantine, le MH sviluppando molto calore vanno posizionate in alto. Una di queste lampadine da 400w può coprire un&#8217;area di un metro quadrato e può supportare le piante fino alla fioritura, quando si passerà ad una HPS (vapori di sodio).<br />
Queste ultime hanno un&#8217;altissima resa, ma sono indicate soltanto nella fase terminale del ciclo, per evitare una crescita verticale incontrollata . Le HPS vengono di solito acquistate nel formato da 400 o 600 watt per sfruttarne appieno le potenzialità, meglio se nella variante GROLUX, ovvero in uno spettro rosso con radiazioni blu.</p>
<p>DOMANDE FREQUENTI<br />
-Quanto costa l&#8217;illuminazione  con queste lampade?<br />
L&#8217;elettricità viene acquistata 1000 watt all&#8217;ora (kilowatt), quindi 400w assorbono il 40% di un kilowatt.<br />
Se ipoteticamente pagaste 10 euro per un kilowatt la vostra lampada consumerebbe 4 euro all&#8217;ora per tutto il tempo in cui la tenete accesa: controllate sulla bolletta il costo di un kilowatt presso il vostro fornitore e sarà facile fare i conti.</p>
<p>-E&#8217; un sistema sicuro?<br />
Assolutamente, purchè vi forniate sempre da professionisti del settore. Attenzione alla temperatura elevata raggiunta dai bulbi.</p>
<p>-Voglio solo anticipare il periodo dell&#8217;anno per la germinazione, di che luce ho bisogno?<br />
Meglio una compatta blu da 200w, economica e semplice da usare.<br />
-Voglio coltivare tutto l&#8217;anno indoor, di che luce ho bisogno?<br />
Una compatta blu per la propagazione, poi una MH fino alla fioritura ed infine una HPS. Esistono convenienti kit che permettono l&#8217;acquisto di diversi bulbi per un prezzo conveniente.</p>
<p>-Che differenza c&#8217;è tra un set d&#8217;illuminazione economico ed una più costoso?<br />
Strano a dirsi, ma di solito è il riflettore. I migliori sono ottimizzati per permettere al calore di disperdersi e per diffondere uniformemente la luce, che tende a concentrarsi in &#8220;spot&#8221; con l&#8217;utilizzo di quelli più economici.<br />
I riflettori high tech vengono di solito utilizzati per raccolti di varietà vegetali di valore e per la ricerca scientifica, non è quindi necessario investire una fortuna per ottenere buoni risultati coi peperoncini.<br />
-Ho letto che sarebbe bene utilizzare un sistema di ventilazione in associazione con l&#8217;illuminazione artificiale. Cosa significa?<br />
I bulbi scaldano molto, quindi può essere necessario installare un piccolo estrattore per rimuovere l&#8217;aria calda dalla grow room e sostituirla con quella fresca e ricca di CO2 proveniente dall&#8217;esterno.</p>
<p>-Ho letto che i ballast elettronici permettono un maggiore risparmio, è vero?<br />
Generalmente no, per ottenere maggiori prestazioni i costi salgono per forza.</p>
<p>IDROPONICA<br />
Questa nota tecnica permette di crescere le piante in una soluzione ricca di nutrienti, assorbita direttamente attraverso le radici. Le piante cresciute in questo modo hanno un apparato radicale particolarmente forte grazie all&#8217;apporto di ossigeno, acqua e nutrimento direttamente disponibili ed assimilabili, senza rischi di eccessi o deficienze nella fertilizzazione.<br />
Le piante crescono più in fretta, più sane e resistenti, e necessitano di meno spazio tra le une e le altre.<br />
E&#8217; possibile lavorare sostituendo la terra con substrati quali la vermiculite, la perlite, le biglie d&#8217;argilla, la fibra o le scaglie di cocco; questi medium serviranno soltanto da supporto.<br />
La fertilizzazione avviene grazie alla somministrazione di appositi prodotti composti soprattutto da Potassio, Azoto e Fosfati, con tracce di elementi come Calcio e Magnesio .<br />
Il sistema idroponico può essere attivo o passivo: nel primo caso l&#8217;acqua viene pompata all&#8217;esterno del serbatoio verso le radici. Nella NFT (Nutrient Film Technique) ad esempio le piantine alloggiano in un vassoio di plastica leggermente inclinato su cui scorre una pellicola di acqua fertilizzata, e vengono supportate da un tappetino di fibra. L&#8217;acqua reflua scorre nel serbatoio grazie alla pendenza e rientra in circolo. L&#8217;intera riserva periodicamente viene sostituita con acqua fresca e una nuova dose di nutrienti (per sapere quando operare il ricambio è necessario tenere sotto controllo il valore di EC).<br />
I sistemi passivi sono più semplici: la pianta è in un contenitore (vaso o sacco) contenente un substrato, in quale a sua volta è contenuto sospeso all&#8217;interno della soluzione nutritiva.<br />
RACCOLTO<br />
Informati su quale deve essere la grandezza dei frutti maturi per la varietà che hai scelto, e quando ti sembrano pronti controllate che l&#8217;aspetto sia lucido e che siano ben sodi al tocco. I peperoncini devono essere ben maturi per sviluppare appieno tutte le caratteristiche; il migliore momento per la raccolta dei frutti da seccare è quando iniziano a cambiare colore. Questo stimola la produzione di altri fiori e frutti sulla pianta, mentre i peperoncini già colti continueranno a maturare anche durante l&#8217;essicazione fino a raggiungere il bel colore rosso caratteristico.<br />
I frutti freschi si conservano per circa due settimane se tenuti in un contenitore sigillato nel frigorifero.<br />
Nel maneggiare le varietà più piccanti è bene indossare guanti durante la rimozione dei semi e dei piccioli , per evitare sgradevoli irritazioni se per distrazione doveste toccarvi la faccia o peggio gli occhi o altre parti sensibili. Questo tipo di incidenti sono davvero frequenti e ,crediatelo o meno, possono essere molto molto dolorosi e difficili da rimediare (sciacquare è la parola d&#8217;ordine, ma continuerà a bruciare per un bel po&#8217;!)<br />
L&#8217;essicazione è il più antico e diffuso metodo di conservazione. Rimuovete i soggetti danneggiati o macchiati che potrebbero ammuffire e contaminare gli altri e poi scegliete una calda, secca giornata per disporre i peperoncini in un contenitore metallico che concentri il calore del sole.<br />
Un metodo altrettanto valido consiste nell&#8217;appenderli in un luogo ventilato e secco.<br />
Attenzione al clima: se  il tempo è umido può essere necessario posizionarli su una fonte di calore, come un termosifone, all&#8217;interno di un vassoio metallico.<br />
Se siete veri appassionati e abitate in una zona che rende difficile il processo, procuratevi un disidratatore, che accelera l&#8217;essiccazione ed elimina il rischio di muffe e marcescenze. Quando avrete frutti perfettamente asciutti potrete conservarli in sacchetti ermetici tenuti al buio, o privati dei semi e tritati in polvere o scaglie.<br />
I SEMI<br />
In previsione del ciclo successivo essiccate un paio di peperoncini maturi e prelevatene i semi, che si potranno conservare in una busta sigillata, avendo cura di etichettarla e conservarla in un luogo buio e asciutto.<br />
Benchè abbiate coltivato una sola tipologia è probabile un caso di impollinazione incrociata, che quindi non darà una vera e propria specie al ciclo di coltivazione successivo. Inoltre la percentuale di germinazione dei semi così ottenuti sarà più bassa di quella dei semi acquistati.<br />
Se coltivate per diletto o per avere spezie fresche per i vostri piatti questo non dovrebbe causarvi problemi.<br />
Le impollinazioni incrociate sono dovute a diversi fattori come la vicinanza delle piante, il numero degli insetti, e le condizioni del vento; per evitare che accada è necessario coltivare in un ambiente perfettamente isolato o utilizzare una sorta di copertura / baldacchino realizzata con materiale traspirante.<br />
PROBLEMI E INFESTAZIONI<br />
Le malattie non sono comuni nei peperoncini, ma è necessario monitorare la coltivazione soprattutto quando si trasferiscono le piante in un clima più caldo. Ecco in cosa potreste imbattervi:<br />
-indebolimento del fusto, dovuto ad un attacco di funghi allo stelo delle giovani piantine. Il fusto si assottiglia vicino alla base fino al collasso della pianta stessa. Non c&#8217;è molto da fare in questi casi, si può cercare di prevenire utilizzando sempre vassoi, contenitori e substrati ben puliti, annaffiando con acqua non infetta e utilizzando un fungicida a scopo preventivo.<br />
-lumache: possono causare piccoli danni assaggiando le foglie o, se la popolazione è consistente e le piante giovani, radere al suolo l&#8217;intera coltivazione.<br />
Si può limitare il danno annaffiando al mattino, visto che le lumache sono più attive di notte e sono più a loro agio in un ambiente umido. Se si tratta di pochi vasi o una piccola estensione si può mettere sul terreno uno strato di materiale irregolare, ruvido o affilato (pezzi di corteccia, ghiaia, grani di caffè).<br />
Il rimedio più classico resta la trappola, ovvero una contenitore interrato a filo del terreno e riempito di birra: le lumache sono attirate dalla bevanda e annegano.<br />
Queste sono tutte soluzioni per i piccoli coltivatori: parlando di vaste aree è bene rivolgersi ad un gardencenter per acquistare un prodotto specifico.<br />
-Afidi: sono piccoli insetti infestanti che possono presentarsi durante tutto il ciclo, ma che preferiscono soprattutto le giovani piante. Si nutrono di linfa e attaccano con maggiore insistenza le gemme, i boccioli, e il lato inferiore delle foglioline più piccole. Quando l&#8217;infestazione è avanzata il fogliame può diventare appiccicoso e presentare una muffa scura fuligginosa, e si possono rilevare sulla pianta e sul terreno scaglie bianche.<br />
La crescita delle piante colpite è stentata, le foglie curvate e deformi<br />
Sono presenti in commercio spray, poveri e saponi per prevenire e porre rimedio a questo problema soprattutto se individuato per tempo. Si può optare altrimenti per degli antagonisti biologici, come le coccinelle, acquistabili presso i centri specializzati.<br />
-Ragno rosso: comune soprattutto in climi secchi, causa la decolorazione delle foglie e problemi nello sviluppo delle piante, e si riproduce molto in fretta. Anche in questo caso si può optare per uno dei tanti prodotti disponibili o per un predatore.<br />
-Muffa grigia: le innaffiature irregolari possono portare ad aree incavate e marroni sui peperoncini, che presto diventano molli e si coprono di muffa. Per prevenire questa patologia vanno ben distanziate tra loro le piante, provvedendo ad una adeguata ventilazione e ad una innaffiatura regolare. E&#8217; importante anche rimuovere foglie morte o parti danneggiate.<br />
-Ingiallimento delle foglie: quasi sicuramente si tratta di una deficienza nutrizionale, utilizzate un fertilizzante completo, magari a base di alghe, attenendovi ai dosaggi riportati in etichetta e non dovreste avere ulteriori problemi.<br />
-Marciume di fine fioritura: causa dell&#8217;annaffiatura irregolare, o di un eccesso di azoto, la punta dei frutti può scurirsi e diventare molle. In questo caso somministrare calcio e regolarizzare l&#8217;irrigazione.<br />
fonte: <a href="http://www.chillisgalore.co.uk" target="_blank">http://www.chillisgalore.co.uk<br />
</a></p>


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