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	<title> &#187; varietà colturali</title>
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		<title>Coltivare fragole: tutto quello che devi sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare fragole: serra, clima, terreno, scelta della varietà, trapianto, concimazione, irrigazione, cura e protezione delle piante di fragola
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1936" style="margin: 4px;" title="coltivare-fragole" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg" alt="coltivare fragole" width="270" height="270" /></a>da <em><a href="http://www.vivaizanzi.it" target="_blank">www.vivaizanzi.it</a></em></p>
<p>La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p>A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p>Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p><span id="more-1935"></span></p>
<p><strong>Clima</strong></p>
<p>La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p>I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p>-12°C temperatura minima letale;</p>
<p>-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p>25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p>Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p>Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p>La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p>E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p><strong>Terreno</strong></p>
<p>La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p>• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p>• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p>• reazione sub-acida;</p>
<p>• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p>• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p>• assenza di ristagni idrici.</p>
<p>La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p>L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p>Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p>La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p>Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p>Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p>Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p>• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p>• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p>• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p>• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p>• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p>Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p>L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p><strong>Trapianto</strong></p>
<p>Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p>Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p><strong>Concimazione</strong></p>
<p>La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p>Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p>Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p>Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p>L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p>• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p>• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p>• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p>• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p>• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p>Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p>Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p>Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p><strong>Irrigazione</strong></p>
<p>Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p>L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p><strong>Cure colturali</strong></p>
<p>Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p>Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p>Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Clima</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-12°C temperatura minima letale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Terreno</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• reazione sub-acida;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• assenza di ristagni idrici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Trapianto</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Concimazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Irrigazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cure colturali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<table width="60%" border="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><strong>Avversità </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><em><strong>Principio attivo</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Ficomiceti</strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Euparen<br />
Fosetil alluminio<br />
Metalaxil<br />
Propamocarb<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Oidio </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Nuarimol<br />
Penconazolo<br />
Pirazofos (*)<br />
Triforine<br />
Zolfo bagnabile Bayer</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Marciumi (Botrite)</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Iprodione<br />
Procimidone<br />
Vinclozolin</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Antracnosi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Afidi </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos<br />
Piretro (naturale)<br />
Pirimicarb</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Tripidi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Acefate<br />
Folithion<br />
Tamaron<br />
Mesurol</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Acari </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Peropal<br />
Clofentezine<br />
Dicofol<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nottue </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Mesurol<br />
Dipterex liquidi<br />
Triclorfon</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nematodi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Dazomet (*)<br />
Nemacur granulare</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Malerbe</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Glufosinate ammonio<br />
Setossidim<br />
Quizalofop etile<br />
Difenamide</strong></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><em>(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il<br />
controllo del tecnico del Centro di Iotta.</em></span></p>
<p><em>Il nome Zanzi viene da sempre associato alle piante da frutto, alle centinaia di varietà divulgate in Italia e nei Paesi mediterranei dall’opera incessante, faticosa, ma soddisfacente, dei fondatori dei Vivai Zanzi. Oltre all’introduzione delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, occorre riconoscere anche il contributo dato da questa &#8220;famiglia di agricoltori&#8221; alla diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito in modo significativo alla specializzazione della moderna frutticoltura.</em></p>
<p><em>Contatta Vivai Zanzi offre spedizioni tramite corriere con comodo pagamento contrassegno, per un minimo di 1 cassa per varietà (mediamente 700 piante).</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Coltivazione del tabacco in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 10:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[varietà colturali]]></category>

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		<description><![CDATA["Lavoriamo per il futuro della tabacchicoltura", incontro sul futuro della coltivazione di tabacco in Italia. La produzione di tabacco italiano: tavola rotonda.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/pianta-di-tabacco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1838" style="margin: 4px;" title="pianta di tabacco" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/pianta-di-tabacco.jpg" alt="pianta di tabacco" width="180" height="211" /></a>Il futuro delle coltivazioni di tabacco italiane, tra le migliori a livello mondiale, è legato allo sviluppo delle ricerca e alla sostenibilità di  un settore che in Italia impiega oltre 60.000 addetti che arrivano a  200.000 con l&#8217;indotto (comprese le rivendite di tabacchi) e che tuttavia  soffre anche per l&#8217;impatto delle normative europee.</p>
<p>Sono i temi  principali affrontati oggi in un convegno che si è svolto a Città di  Castello, in provincia di Perugia, nel cuore dell&#8217;Umbria, terza regione  per produzione di tabacco con le sue 17.000 tonnellate annue.</p>
<p><span id="more-1837"></span></p>
<p>L&#8217;incontro dal titolo &#8221;Lavoriamo per il futuro della  tabacchicoltura&#8221; ha fatto il punto sul progetto di ricerca, avviato nel  2010, che ha visto il coinvolgimento di Ismea, Università di Napoli Federico II, Università di Perugia, e Unitab.  Il dibattito, cui hanno partecipato studiosi, politici e imprenditori,  si è incentrato sulle proposte avanzate dalla Commissione europea, in  particolare dalla direzione generale Sanco, per la revisione della  Direttiva sui prodotti di tabacco, e ancora si è parlato di costi di  produzione e di malattie che minano qualità e quantità dei tabacchi.</p>
<div><!-- .leogoo { width: 200px; overflow: hidden; text-align: left; float: left; background-color: rgb(255, 255, 255); border: 1px solid rgb(177, 177, 177); margin: 0px 10px 0px 0px; }.leogoo_by { font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 10px; font-weight: bold; color: rgb(69, 69, 69); border-bottom: 1px dotted; }.leogoo_by a { color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_by a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_title { width: 200px; font-family: Georgia,Times New Roman,serif; font-size: 12px; font-weight: bold; color: rgb(0, 51, 153); }.leogoo_title a { color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: none; }.leogoo_title a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: underline; }.leogoo_description { width: 200px; font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 11px; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 15px; }.leogoo_url { font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 11px; font-style: italic; color: rgb(69, 69, 69); }.leogoo_url a { color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_url a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; } -->&#8220;Il primo obiettivo è ridurre i costi di produzione&#8221; ha detto Oriano  Gioglio, direttore di Unitab. in rappresentanza dei produttori di  tabacco. Infatti, ha spiegato Gioglio, &#8220;i tabacchicoltori si trovano in  grandi difficoltà dopo la fine degli aiuti comunitari che coprivano il  50% del valore della produzione. E&#8217; ovvio comunque che il mercato deve  fare di più&#8221;. Sul fronte normativo, a livello europeo, ha continuato  Gioglio &#8220;l&#8217;Italia sta cercando di fare fronte comune con i paesi  produttori di tabacco ma preoccupano alcune modifiche che se approvate  darebbero un colpo ai nostri tabacchicoltori soprattutto campani&#8221;.</p>
<p>In particolare desta allarme il divieto di utilizzo degli ingredienti per la produzione delle sigarette che  rischia di annullare la produzione di varietà Burley, coltivata  soprattutto in Campania e destinata alle sigarette &#8216;American Blend&#8217;,  composte da miscele di diverse qualità che necessitano di essere  combinate con ingredienti. Altro punto nodale delle modifiche della  Commissione Ue la introduzione del &#8216;pacchetto generico&#8217; che prevede  pacchetti di sigarette tutti uguali, in tinta unita, al quale la filiera  italiana del tabacco è ostile.</p>
<p>Il dibattito nella cittadina umbra si è imperniato anche sulla  ricerca scientifica sia per l&#8217;uso razionale dell&#8217;acqua, affrontato da  Enrico Fratteggiani, sia sulla lotta alle orobanche, parassiti del  tabacco nell&#8217;intervento di Astolfo Zoina, docente dell&#8217;Università  Federico II di Napoli. Inoltre, sono stati illustrati anche i risultati  dell&#8217;indagine sui costi di produzione del tabacco Bright e  l&#8217;individuzione di best practice dal prof Antonio Perri dell&#8217;Università  di Perugia.</p>
<p>Infine, hanno partecipato a un&#8217;interessante tavola rotonda, tra gli  altri l&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura dell&#8217;Umbria Fernanda Cecchini, il  parlamentare Walter Verini (Pd), la professoressa Ventura  dell&#8217;Università di Perugia e il presidente di Un.I.Tab. Roberto Di Menno  Di Bucchianico.</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Sostenibilita-e-sviluppo-della-ricerca-per-il-futuro-delle-coltivazioni-di-tabacco-italiane_311927521272.html" target="_blank">adnkronos</a></em></p>
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		<title>Franciacorta in Fiore</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 15:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[floricultura]]></category>
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		<category><![CDATA[visite]]></category>

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		<description><![CDATA[Franciacorta in Fiore, famoso evento dedicato alle rose e alle erbacee perenni a Palazzo Guarneri e a Palazzo Bettoni-Cazzago, due importanti dimore storiche del territorio franciacortino
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<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1828" class="wp-caption alignright" style="width: 235px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/franciacorta-in-fiore.jpg"><img class="size-full wp-image-1828" title="franciacorta-in-fiore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/franciacorta-in-fiore.jpg" alt="franciacorta in fiore" width="225" height="345" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Copyright Municipio di Cazzago SM
</dd>
</dl>
</div>
<p>internazionale- che  la contraddistingue, questa mostra botanica primaverile, che dalla  scorsa edizione ha l’onore di fregiarsi della Medaglia d’Oro del  Presidente della Repubblica, si prepara ad accogliere i visitatori con  numerose novità e partner d’eccellenza, per un programma ricco di eventi  collaterali, che faranno da sfondo alle splendide rose e alle  coloratissime erbacee perenni, protagoniste indiscusse delle tre  giornate in cui si svolgerà la rassegna.</p>
<p>Dopo la Fattoria di Villa Maggi e, prima ancora, Villa Monte Rossa,  che le hanno fatto da cornice per due interi lustri, nel bel mezzo di  maggio, come da tradizione, torna Franciacorta in fiore, per la 13^  edizione a Palazzo Guarneri e a Palazzo Bettoni-Cazzago, due importanti  dimore storiche del territorio franciacortino.</p>
<p>La manifestazione è  organizzata dal Comune di Cazzago San Martino (provincia di Brescia) e  dalla Pro Loco Comunale e gode del patrocinio di numerosi enti pubblici,  fra i quali importanti ministeri, la Regione Lombardia, la Provincia di  Brescia, la Camera di Commercio di Brescia, l’Unione Nazionale delle  Pro Loco d’Italia (UNPLI) e la Presidenza della Repubblica.</p>
<p>Anche  quest’anno la Delegazione FAI di Franciacorta – Sebino – Valle Camonica  sarà partner attivo nell’organizzazione di Franciacorta in fiore, a  garanzia della difesa, della conservazione e della promozione del  patrimonio storico, architettonico e paesaggistico di questo territorio.</p>
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		<title>Coltivare rose in idroponica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 15:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[coltivare rose in idroponica per preservarle dalle tipiche malattie delle rose
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/rose.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1690" style="margin: 4px;" title="rose in idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/rose.jpg" alt="rose in idroponica" width="221" height="307" /></a>Senz&#8217;altro uno dei fiori più ammirati, coltivati e venduti è la rosa.</p>
<p>Da anni ormai spadroneggia sul mercato floricolo e le varietà esistenti non si contano più.  Sebbene non si tratti di una pianta molto esigente, accontentandosi di sei ore di luce, una temperatura non eccessiva e qualche supplemento di biossido di carbonio, è molto spesso al centro delle indesiderate attenzioni di infestanti vari.</p>
<p>Questi attacchi possono essere tenuti sotto controllo coi metodi classici, e la coltivazione fuori suolo sicuramente aiuta a limitarne la portata.</p>
<p>Ma vediamo come strutturare un rosaio idroponico.</p>
<p>Innanzitutto, lo spazio. I cespugli possono crescere parecchio, quindi è bene verificare prima dell&#8217;acquisto quale varietà si adatta all&#8217;ambiente a disposizione. Una rosa che non cresca troppo sarà da preferirsi. Nella progettazione dell&#8217;impianto prevediamo quindi per ogni pianta uno spazio di almeno 120 cm quadrati.</p>
<p>Da tenere in considerazione sono le dimensioni della pianta adulta, in modo che non sia troppo vicina alla rosa accanto, in maniera da garantire un&#8217;adeguata illuminazione e il ricircolo dell&#8217;aria.</p>
<p><span id="more-1689"></span></p>
<p>Inoltre bisognerà ricorrere a potatura e ad adeguati supporti per evitare che i rami delle piante di rosa si intreccino o danneggino l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Quale sistema?</strong></p>
<p>Il miglior medium per le rose in idroponica è l&#8217;argilla. Queste piante sono infatti sensibili all&#8217;umidità e le radici possono essere delicate.</p>
<p>Un substrato ben drenante è ottimale per mantenere la corretta idratazione, e al contempo evitare la macerazione degli apici radicali.</p>
<p>Per la stessa ragione è da preferire un idrosistema di tipo Ebb and Flood, con la soluzione nutritiva che scorre senza lasciare le radici immerse.</p>
<p><strong>La serra</strong> <strong>per le rose idroponiche</strong></p>
<p>Una temperatura tra 18 e 24 gradi sarà ideale. Le rose non necessitano di grandissime quantità di luce: sei ore al giorno saranno sufficienti.</p>
<p>Sebbene in teoria sia possibile utilizzare la sola luce solare, è bene dotarsi di un numero adeguato di <a href="http://growerplanet.it/bulbi_agro.aspx" target="_blank">lampade AGRO</a> (per tutto il ciclo di vita della pianta) come riserva.</p>
<p>E&#8217; importante un supplemento di biossido di carbonio, somministrabile tramite la classica <a href="http://growerplanet.it/CO2.1.9.36.sp.uw.aspx" target="_blank">bombola di CO2</a> o con le pratiche pastiglie <a href="http://growerplanet.it/CO2_CO2-TABS-EXTRA-SLOW--60-PCS-.1.9.36.gp.1117.-1.uw.aspx" target="_blank">CO2 tabs</a>.</p>
<p><strong>Infestazioni e malattie delle rose</strong></p>
<p>Come anticipato le rose restano piante piuttosto fragili e soggette ad attacchi di parassiti e patogeni.</p>
<p>Spostando il nostro delizioso roseto indoor abbiamo già fatto un primo passo per proteggerlo dalle insidie, ed eliminando la terra un secondo.</p>
<p>Il terzo passo è quello della lotta biologica, con insetti antagonisti. Se avete infestazioni con una rapida ricerca online sarà possibile trovare la più vicina biofabbrica e ricevere direttamente per posta le uova, le larve o gli insetti adulti che fanno al caso vostro.</p>
<p>MAI utilizzare sulle rose pesticidi commerciali, piuttosto recatevi dal vostro garden di fiducia e richiedete un prodotto specifico per il vostro problema, facendo presente che dovrete utilizzarlo sulle rose.</p>
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		<title>Rose biologiche ed immuni alle malattie</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:51:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Meilland-Richardier presenta Meilland Nature®, la rosa 100% biologica resistente alle malattie. Coltivata senza fitofarmaci, è venduta con terriccio organico e vasi biodegradabili in pula di riso.
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<p>Viene presentata quest&#8217;anno al <a href="http://www.flormart.it/" target="_blank"><strong>Flormart</strong></a> di Padova (dal 9 all&#8217;11 Settembre) <strong>Meilland Nature®, la rosa 100% biologica</strong>, in commercio a partire dalla metà di ottobre presso garden, vivai e negozio di prodotti biologici.</p>
<p>Si tratta di una creazione della francese <a href="http://www.meillandrichardier.com/" target="_blank">Meilland-Richardier</a>, leader nel settore dell&#8217;ibridazione delle rose per florovivaismo, rappresentata in Italia da Biancheri Trading srl.</p>
<p>La caratteristica vincente della varietà è la particolare resistenza: grazie infatti ad un lavoro di selezione ed ibridazione è stato possibile creare <strong>rose virtualmente immuni alle malattie</strong>, che non richiederanno quindi alcun trattamento o fitofarmaco.<br />
La linea <strong>Meilland Nature</strong> punta tutto sul suo impatto <strong>100% biologico</strong> e si presenta con vasi biodegradabili in pula di riso che possono essere tranquillamente lasciati nel terreno.</p>
<p><span id="more-1619"></span></p>
<p>Il terriccio è fertilizzato in maniera <strong>organica</strong> e la coltivazione delle <strong>rose biologiche Meilland Nature®</strong> non prevede l&#8217;utilizzo di pesticidi chimici.</p>
<p>L&#8217;offerta è varia e vasta, declinata nella gamma di colori più popolari tra gli amanti delle <strong>rose</strong> (bianco, rosso, rosa, giallo, arancio, porpora, cuoio) e composta da ben 49 varietà.<br />
Sono dodici le varietà per la categoria Grandi fiori, otto per i Rosai a fiori raggruppati, ventuno Rosai paesaggistici e ancora otto Rosai rampicanti.</p>
<p>Questo tipo di prodotto costituisce un&#8217;innovazione importante di sicuro interesse per i floricoltori e per gli appassionati delle <strong>rose</strong> e dei fiori in genere.</p>
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		<title>Action Mutant: led nel terrario delle carnivore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 14:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida fai da te per costruire un pannello a led per l'illuminazione di un terrario di piante carnivore.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Tratto dal blog Action Mutant</a></p>
<p>Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?<a title="led-illuminazione-piante-carnivore" rel="attachment wp-att-1265" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/25/action_mutant_led_nel_terrario_delle_carnivore/stripled/"><img class="alignleft size-full wp-image-1265" style="margin: 4px;" title="led-illuminazione-piante-carnivore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/stripled.jpg" alt="led-illuminazione-piante-carnivore" width="270" height="203" /></a><br />
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa  per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.</p>
<p><strong>Come funzionano ?</strong><br />
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.  La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.</p>
<p><span id="more-120"> </span></p>
<p>Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).<br />
<span id="more-1264"></span><br />
Le piante utilizzano lunghezze d’onda da 400 nm (luce blu) a 700 nm (luce rossa) dunque tutte le normali lampade di  crescita emettono una buona parte di luce che le piante non sfruttano efficacemente.</p>
<p>Vi sono inoltre altri svantaggi nell’uso di lampade normali:</p>
<ul>
<li>il calore emesso che impedisce di collocare la fonte di luce troppo vicino alle piante</li>
<li>l’elevato consumo energetico</li>
<li>la durata della fonte di luce ( i neon andrebbero sostituiti ogni anno perchè perdono la loro luminosità)</li>
</ul>
<p>Da pochi anni si stanno sperimentando coltivazioni indoor con <strong>lampade a LED</strong> (Light Emitting Diode) ,  li ha utilizzati anche la NASA per illuminare colture idroponiche nello spazio!</p>
<p>Non presentano tutti gli svantaggi delle tradizionali lampade, ma molti benefici:</p>
<ul>
<li><strong>consumi bassissimi di energia </strong>( si può risparmiare fino al 90% rispetto ad una normale lampada a incandescenza o fluorescenza)</li>
<li><strong>durata elevata</strong> (dagli 8 ai 15 anni di vita)</li>
<li><strong>poco calore</strong> emesso ( si evitano così problemi di surriscaldamento, consentendo di posizionare le luci vicino alle piante)</li>
<li><strong>basse tensioni</strong> di alimentazione, come 12 Volt</li>
<li><strong>copertura uniforme</strong> delle superfici illuminate, grazie all’angolo di proiezione della luce</li>
<li>possibilità di sperimentare differenti combinazioni di colori (proporzione variabile fra luci rosse e blu)</li>
</ul>
<p>In vendita si possono trovare pannelli di LED costruiti a questo scopo, relativamente economici (un pannello da 900 LED misti circa 120 euro). Basta una semplice ricerca in internet (cercando “LED grow lamp”).</p>
<p>Per il mio piccolo terrario ho deciso di costruire due piccoli pannelli a LED, in modo da poter sperimentare questa innovativa tecnologia di illuminazione sulle mie piante carnivore.</p>
<p>Ecco cosa ho utilizzato per la realizzazione di un pannello luminoso di 48 LED alimentato a 12 Volt :</p>
<ul>
<li>una basetta preforata per circuiti</li>
<li>12 LED blu ad alta luminosità (3.3V) con lunghezza d’onda di 465nm (nanometer)</li>
<li>36 LED rossi ad alta luminosità (2 V) con lunghezza d’onda di 650nm (nanometer)</li>
<li>4 resistenze da 120 ohms</li>
<li>6 resistenze da 1 ohms</li>
<li>un alimentatore 12 V DC</li>
<li>un timer meccanico per gestire accensione e spegnimento delle luci</li>
<li>saldatore, filo e stagno</li>
</ul>
<p>Per calcolare il circuito e le resistenze ho utilizzato un comodo <a title="LED series/parallel array wizard" href="http://led.linear1.org/led.wiz" target="_blank">tool online</a> con il quale si possono progettare altre varianti.</p>
<p>Come supporto per i pannelli luminosi ho riciclato un lampadario Ikea, che ha il vantaggio di essere dotato di due porta lampade orientabili in ogni direzione e movibili sulle guide di supporto, le quali servono anche per portare l’ alimentazione. La sicurezza dell’impianto è garantita dalla bassa tensione utilizzata, 12 Volt, che otteniamo dal trasformatore  la cui accensione è regolata dal semplice ed economico timer meccanico.</p>
<p>Dopo poco più di una settimana dalla realizzazione del terrario e dalla messa in funzione dell’illuminazione le piante carnivore sembrano gradire molto le luci.</p>
<p>A presto nuovi aggiornamenti !</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Per vedere le immagini  originali e commentare con l&#8217;autore visita il blog Action Mutant</a></p>
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		<title>Mostra nazionale della camelia invernale</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 5 e 6 dicembre a Verbania, si terrà la IX mostra nazionale della camelia invernale promossa da Fiori Tipici Lago Maggiore
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Lago Maggiore fiorisce nel cuore dell’inverno. Il 5 e 6 dicembre a Verbania, in occasione della IX mostra nazionale della camelia invernale, <a rel="attachment wp-att-1247" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/12/mostra-nazionale-della-camelia-invernale/hinode-gumo/"><img class="alignright size-medium wp-image-1247" style="margin: 4px;" title="camelia Hinode-Gumo" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Hinode-Gumo-1200x899.jpg" alt="camelia Hinode-Gumo" width="259" height="194" /></a>l’ottocentesca Villa Giulia  e il suo parco sul lago si coloreranno di migliaia di petali di camelie: dal rosso della camelia Hiryu, al rosa della camelia Cleopatra, al bianco della Camelia Hinode gumo, senza dimenticare i piccoli fiori della più nota camelia sinensis dalle cui foglie si ricava il tè.</p>
<p>La IX mostra della camelia invernale è promossa da Fiori Tipici Lago Maggiore (primo Consorzio in Europa nella coltivazione di camelie con oltre un centinaio di aziende) in collaborazione con il Comune di Verbania. Ha il patrocinio della Società Italiana della Camelia ed il supporto di Regione Piemonte, Provincia e Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola, Distretto Turistico dei Laghi, Verbania Garden Club, Avis Verbania e VCO Formazione.<br />
<span id="more-1246"></span><br />
Originaria del Giappone e probabilmente introdotta in occidente dai monaci buddisti, la camelia invernale sin dal 1800 ha trovato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore terreno e clima ideali, tanto da diventare una produzione d’eccellenza (con il marchio Fiori Tipici del Lago Maggiore), richiesta in Italia e all’estero per le abbondanti fioriture tra ottobre e febbraio e per i delicati profumi.</p>
<p>Floricoltori, proprietari dei più importanti giardini privati e aperti al pubblico (isole Borromee, Villa Taranto, Villa Pallavicino, …), collezionisti anche della vicina Svizzera faranno a gara per esporre a Verbania le più belle varietà di questa pianta.</p>
<p>Grande attesa per lo scenografico allestimento di fiori di camelia firmato da Elio Savioli: oltre un centinaio di varietà &#8211; tra note, insolite e rare &#8211; tutte nomenclate e oggetto di raffinate composizioni floreali.</p>
<p>Dopo i successi della camelia alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 (fiore ufficiale della kermesse) e della camelia “Princess Grace” dedicata all’indimenticabile Grace Kelly, quest’anno all’attenzione viene portata la Camelia  Vernalis  “Yuletide” che con il suo colore rosso acceso costituisce un’ideale proposta di regalo di Natale. Questa varietà, selezionata negli Stati Uniti negli anni ’60. ha nel nostro clima una fioritura costante per tutto l’inverno con un picco durante il periodo natalizio; la pianta ha un portamento compatto che ben si presta sia come pianta in vaso di piccole dimensioni, che come esemplare su terrazzi o giardini.<br />
La camelia Yuletide è stata studiata, insieme ad altre 50 cultivar, da un’equipe del Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio dell’Università degli Studi di Torino. Dopo tre anni di ricerche e sperimentazioni in collaborazione con il Consorzio Fiori Tipici del Lago Maggiore, è stata messa a punto la monografia ”Le camelie invernali”, edita da Regione Piemonte. Si tratta del primo testo completo e preciso sulle camelie a fioritura invernale che si prefigge l’obiettivo di colmare le conoscenze su questa specie, sino ad oggi poco nota. Il volume,  rivolto a specialisti ed appassionati, sarà presentato in anteprima dagli autori a Villa Giulia sabato 5 dicembre alle ore 15.30. Al termine sarà servito il tè dal Garden Club di Verbania.</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p>A Villa Giulia si potranno acquistare esemplari di camelie provenienti dai maggiori vivai del Lago Maggiore ed avere informazioni e consigli sulla loro coltivazione direttamente dai floricoltori, mentre libri a tema floreale saranno proposti presso il book shop allestito da Libreria Alberti. Sabato e domenica pomeriggio si terrà il laboratorio per i bambini per conoscere le camelie e i loro profumi. Le camelie non sono, infatti, generalmente profumate. Tra le eccezioni la Camellia lutchuensis, ritenuta la più profumata, e per questo usata nei programmi di miglioramento genetico. L’unica camelia ad avere una vasta gamma di varietà che emanino profumi differenti è la Camellia sasanqua, dalla profumazione lieve ma intensa ed avvolgente.</p>
<p>Come di consueto la mostra della camelia di Verbania sarà abbinata ad un evento collaterale. In occasione dei 300 anni dalla nascita della più antica Maison di profumi del mondo - Farina - produttrice dell’Acqua di Colonia, gli organizzatori hanno voluto rendere omaggio agli abitanti del territorio del Lago Maggiore che sin dal XVII scrissero la storia di questa celebre fragranza.</p>
<p>La mostra “I 300 anni dell’Acqua di Colonia”, allestita dal Comune di Santa Maria Maggiore e Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, illustra attraverso pannelli, documenti e oggetti d’epoca la straordinaria epopea di generazioni di profumieri che, lasciata la Valle Vigezzo in cerca di fortuna trovarono fama e ricchezza sino a diventare fornitori ufficiali di imperatori e regine. La “formula”, inventata nel XVII secolo da Gian Paolo Feminis di Crana (1666-1736) come “aqua mirabilis” dalle proprietà curative e divenuta poi “eau de toilette”, ebbe una tappa importante nel XIX secolo con Giovanni Maria Farina (1786-1864), abilissimo commerciante al punto da annoverare tra i suoi migliori clienti Napoleone Bonaparte e la regina Vittoria. Ancora oggi l’eau de cologne è proposta dall’VIII generazione dei Farina di Colonia e da Roger&amp;Gallet (oggi Yves Saint Laurent Beauté).</p>
<p>Rimanendo in tema di profumi, uno spazio sarà dedicato alle fragranze e ai cosmetici alla camelia del Lago Maggiore. Si tratta delle raffinate creazioni proposte da Acqua di Stresa, che da anni predilige l’impiego dei fiori tanto amati da Cocò Chanel.</p>
<p>Nell’ambito della IX mostra nazionale della camelia saranno organizzati corsi di degustazione di vini piemontesi su prenotazione e a pagamento (Info: Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249).<br />
Le camelie abbelliranno anche la città di Verbania. Per ricordare Francesco Ardizzoia, noto floricoltore prematuramente scomparso, sarà organizzato un concorso floreale riservato a fioristi professionisti che si cimenteranno nella realizzazione di composizioni floreali.</p>
<p>La visita alla Mostra della Camelia di Verbania offre l’occasione per soggiornare sul Lago Maggiore, affascinante anche nei mesi invernali. Diverse, le iniziative in programma sul territorio: dai mercatini natalizi, agli eventi sportivi e culturali come la mostra degli artisti Urs Lűti e Franco Garelli in programma a Villa Giulia (Info, pacchetti turistici e menu a tema presso ristoranti: Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249).</p>
<p>Ufficio Stampa: LoStudio Tel. 0323 840769 - info@lostudiovco.com</p>
<p>IX Mostra Nazionale della Camelia Invernale  - 5/6 dicembre 2009<br />
Località: Verbania Pallanza (VB), Villa Giulia - Corso Zanitello 10. Ingresso gratuito<br />
Orario: sabato 5/12, 10.30 - 18; domenica 6/12, 9.30-18. Inaugurazione:5 dicembre 10.30<br />
In programma: esposizione di camelie, mostra “I 300 anni dell’Acqua di Colonia”, presentazione libro “Le Camelie invernali”, punto vendita di camelie, libri a tema floreale e prodotti cosmetici alla camelia, concorso floreale “Francesco Ardizzoia”, corsi di degustazione di vini, laboratorio bambini.<br />
Info: <a href="www.camelieinmostra.it">www.camelieinmostra.it</a> - Ufficio Turismo Comune di Verbania Tel. 0323 503249.</p>
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		<title>Piante officinali ed aromatiche</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:40:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa si terrà Venerdì 23 Ottobre 2009 l'incontro tecnico a frequentazione gratuita Piante officinali ed aromatiche, dalla raccolta al prodotto finito
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1243" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/05/piante-officinali-ed-aromatiche/ciraa/"><img class="alignleft size-full wp-image-1243" title="ciraa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/ciraa.gif" alt="ciraa" width="120" height="132" /></a>In collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa si terrà Venerdì 23 Ottobre 2009 l&#8217;incontro tecnico a frequentazione gratuita <strong>Piante officinali ed aromatiche, dalla raccolta al prodotto finito</strong>.</p>
<p>Sede: Aula Prof. Antonio Benvenuti, Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”, via Vecchia di Marina 6 – San Piero a Grado, Pisa.<br />
Coordinate: (43° 40’ 49” N – 10° 20’ 46” E);</p>
<p>Istruzioni per raggiungere la sede:<br />
<a href="http://www.avanzi.unipi.it/comunicazione/come_raggiungerci/come_raggiungerci.htm" target="_blank">http://www.avanzi.unipi.it/comunicazione/come_raggiungerci/come_raggiungerci.htm</a></p>
<p><span id="more-1242"></span><br />
Destinatari e scopi: tecnici di settore, amministratori, ricercatori, studenti.<br />
Obiettivi: l’incontro consentirà di fare il punto su alcuni temi innovativi e il confronto tra diverse competenze coinvolte nel problema.<br />
Attestato: al termine dell’incontro, se richiesto, verrà rilasciato un attestato di presenza.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Programma:</span></p>
<p>09:00 Registrazione dei partecipanti<br />
09:30 Indirizzi di saluto e apertura dei lavori<br />
Interverranno:<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><br />
<strong><em>Mario Macchia</em></strong>, Università di Pisa: Le piante medicinali: aspetti agronomici<br />
<strong><em>Mauro Cornioli</em></strong>, Laboratori Biokyma, Anghiari (AR): Le piante medicinali oggi e domani: il punto di vista di un imprenditore<br />
<strong><em>Alessandra Bertoli</em></strong>, Università di Pisa: La qualità nella produzione di droghe vegetali e derivati<br />
<strong><em>Cristina Nali</em></strong>, Università di Pisa: Piante medicinali ed inquinamento dell’aria: <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=13" target="_blank">il caso dell’ozono</a><br />
<strong><em>Daniela Monti</em></strong>, Università di Pisa: Utilizzo di prodotti di origine vegetale in ambito cosmetico<br />
<strong><em>Andrea Lugli</em></strong>, Planta Medica s.r.l., Pistrino (PG): Gli integratori alimentari a base di piante officinali: dalla tradizione al futuro<br />
<strong><em>Marinella Trovato</em></strong>, Società Italiana Scienze e Tecniche Erboristiche: La regolamentazione nazionale ed europea di integratori alimentari e cosmetici a base di piante officinali<br />
<em><strong>Luisa Pistelli</strong></em>, Università di Pisa: L’offerta formativa universitaria nel settore delle piante medicinali<br />
Seguono discussione e conclusioni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Informazioni:</span></p>
<p>CIRAA-UNIPI – tel. 050 2210500, e-mail: eventi@avanzi.unipi.it<br />
Angela Lippi ARSIA – tel. 050/8006234, e-mail: angela.lippi@arsia.toscana.it</p>
<p>Questa iniziativa rientra nel programma di attività per l’anno 2009 della Rete dei Poli per il collaudo e il trasferimento della innovazione, promossa dall’ARSIA, di cui fa parte il CentroInterdipartimentale “Enrico Avanzi” di San Piero a Grado (PI).<br />
Per maggiori informazioni potete visitare le pagine web dedicate alla Rete <a href="http://retepoli.arsia.toscana.it" target="_blank">http://retepoli.arsia.toscana.it</a><br />
<strong>La partecipazione è gratuita</strong></p>
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		<title>Bacche e Camelie invernali</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:02:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), ospiterà la seconda edizione de “La giornata delle bacche e delle camelie invernali”, manifestazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 8 novembre 2009, dalle ore 10 alle 18, la splendida Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), ospiterà <a rel="attachment wp-att-1238" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/01/bacche-e-camelie-invernali/camelie/"><img class="alignright size-full wp-image-1238" style="margin: 4px;" title="camelia" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/camelie.jpg" alt="camelia" width="135" height="180" /></a>la seconda edizione de “La giornata delle bacche e delle camelie invernali”, manifestazione promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e dedicata a tutti coloro che anche in inverno non vogliono rinunciare alla bellezza di uno dei fiori più amati e raffinati: la camelia.</p>
<p>L’idea di allestire, sempre negli spazi di Villa Bozzolo, anche una versione “autunnale” de “Le Giornate delle Camelie” – appuntamento primaverile ormai irrinunciabile per amatori, vivaisti e collezionisti, giunto quest’anno alla sua diciassettesima edizione &#8211; nasce dalla volontà di far conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più numeroso questo fiore dalle qualità uniche e dalla storia affascinante, presentandone in particolare specie che offrono una fioritura anche in inverno.</p>
<p><span id="more-1237"></span></p>
<p>Durante la manifestazione verranno messe in mostra – in collaborazione con l’Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese &#8211; numerose varietà di camelie, proposte dai migliori specialisti del settore e classificate secondo la specie, la varietà, la forma e il colore, mentre nel “giardino segreto” della Villa verranno esposte e messe in vendita piante di camelie di diverse qualità, provenienti dai più stimati specialisti italiani del settore e si potranno acquistare anche piante a fioritura scalare, tali da poter realizzare un giardino sempre fiorito.</p>
<p>Grande attenzione sarà inoltre rivolta alla presentazione di altre piante che sopportano bene i climi rigidi e agli addobbi per le prossime festività natalizie.</p>
<p>Per i bambini: durante la giornata esperti animatori intratterranno i piccoli ospiti con il laboratorio creativo “Fiori nascosti”. Le attività si svolgeranno al coperto, quindi anche in caso di maltempo.</p>
<p>Orario: dalle ore 10.00 alle 18.00.</p>
<p>Ingresso: Adulti  € 6,00; Ragazzi (4-12 anni)  € 3,00;</p>
<p>Per informazioni: FAI &#8211; Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA)  tel. 0332/624136;</p>
<p>e-mail: faibozzolo@fondoambiente.it.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="http://www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>CAMELIA: SCHEDA BOTANICA</p>
<p>La “Camelia” prende il nome da George Kamel, un gesuita missionario che importò la pianta in Europa di ritorno dai suoi viaggi in Cina, Giappone e India, nel 1740; ed è nota, simbolicamente, anche come la rosa del Giappone. Delle innumerevoli varietà coltivate in Giappone, solo alcune hanno un profumo distinto, ma delicato e sottile che può essere rilevato solo annusando il fiore molto da vicino.</p>
<p>La popolarità di questo fiore è intimamente legata alla letteratura dell&#8217;800, in particolare al romanzo di Alexandre Dumas (figlio), &#8220;La signora delle camelie&#8221;, dove si racconta come un&#8217;elegante donna mondana avesse l&#8217;abitudine di portare una camelia sul vestito per indicare ai suoi amanti la disponibilità ad amare: se il fiore era bianco, ciò significava che era disponibile, se era rosso, significava che era indisposta. Da allora, si diffuse la moda di portare una camelia per ornare scollature ed orli degli abiti o i cappelli e rimase in auge fino agli anni ’30 del Novecento. Con l&#8217;andare del tempo e il mutare dei costumi l&#8217;interesse per questo fiore si spegne e per almeno altri 40 anni l&#8217;unico utilizzo che ne viene fatto è quello legato alla produzione di una delle bevande più bevute nel mondo, il tè. Questo si ottiene, infatti, dalle foglie di alcune varietà di Camellia sinensis. L&#8217;uso di bere tè è molto antico in Cina e nasce nell&#8217;800 a.C.. La raccolta delle foglie per la produzione del tè avviene quando la pianta ha raggiunto il terzo anno di vita, il ciclo produttivo prosegue poi sino a 50 anni. Vengono raccolti solo i teneri germogli terminali e tutte le forme di tè derivano dalle foglie della stessa pianta, ma è diverso il procedimento per ottenerle. Oggi il tè continua ad essere la bevanda più apprezzata dai cinesi, che lo bevono senza zucchero, né latte o limone, a qualsiasi ora del giorno e in qualunque luogo.</p>
<p>Nell&#8217;antichità la camelia aveva un ruolo molto importante nella vita quotidiana. L&#8217;olio di semi di camelia, estratto dai frutti carnosi, difficilmente si essicca e ha una straordinaria capacità di trattenere l&#8217;idratazione, perciò era largamente usato sia nei prodotti per i capelli che per il trattamento per la pelle, per proteggere dall&#8217;aridità e dalle screpolature. E ancora oggi viene utilizzato nella cucina cinese e ritenuto tradizionalmente superiore all&#8217;olio extra-vergine di oliva.</p>
<p>La camelia è simbolo di perseveranza in amore e di grazia, di bellezza. Storicamente, pare che il primo esemplare arrivato in Italia risalga al 1760, ancora in vita, nel parco della Reggia di Caserta. La camelia è un arbusto sempreverde che può vivere fino a 500 anni, coltivabile in terra o in vaso, con fusto durissimo e compatto e foglie graziose e lucenti. La pianta cresce bene in climi temperati, in posizioni riparate dal gelo e dai venti del nord.</p>
<p>Nome scientifico: Camelia Japonica</p>
<p>Nome comune: Camelia</p>
<p>Famiglia: Theaceae</p>
<p>Diffusione: Molte delle specie di camelie sono state ottenute per ibridazione, ma i capostipiti sono originali della Cina e del Giappone e in alcuni casi anche nella penisola indiana.</p>
<p>Dimensioni: La pianta ha portamento arbustivo, può raggiungere 5-6 metri di altezza; molto più contenute le dimensioni delle piante coltivate in vaso.</p>
<p>Fiori: La tipologia dei fiori varia moltissimo a seconda delle diverse specie; possono essere di grandi dimensioni, larghi, semplici, doppi e di varie colorazioni, dal bianco al rosa, al rosso, etc; solitari (singoli) o riuniti in piccoli gruppi (2 o 3). La fioritura avviene all’estremità dei getti, meno frequentemente in posizioni intermedie, tra la fine dell’inverno e la primavera (da febbraio a fine aprile – maggio).</p>
<p>Foglie: Persistenti, lamina ovoidale con apice acuminato di consistenza curiosa, di colore verde brillante intenso e lucida soprattutto nella pagina superiore; i margini fogliari sono finemente dentati o debolmente seghettati.</p>
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		<title>Inizi di inverno. Sapori, profumi, colori</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:40:28 +0000</pubDate>
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2010/07/13/orti-dautunno/' rel='bookmark' title='Orti d&#8217;autunno'>Orti d&#8217;autunno</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;"><a rel="attachment wp-att-1231" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/01/inizi-di-inverno-sapori-profumi-colori/200804030417_fai/"><img class="alignleft size-full wp-image-1231" style="margin: 4px;" title="FAI-fondo per l'ambiente italiano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/200804030417_fai.jpg" alt="FAI-fondo per l'ambiente italiano" width="253" height="240" /></a></span></strong></span>Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 Villa Necchi Campiglio ospiterà la prima edizione de “Inizi di inverno. Sapori, profumi, colori”, mostra-mercato organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo a Villa Necchi.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">La manifestazione permetterà di conoscere e acquistare fiori, frutti e prodotti dell’orto della stagione invernale e si svilupperà nel giardino della Villa, oltre che in alcuni spazi interni e nel campo da tennis opportunamente coperto. Protagonisti dell’esposizione una trentina di espositori – accuratamente selezionati dall’Accademia Piemontese del Giardino sulla base della qualità e della tipicità territoriale – che presenteranno a Villa Necchi i prodotti dell’eccellenza orticola piemontese, come pere madernasse, mele renette, peperoni di Carmagnola, patate blu di montagna, zucche, porri di Cervere, in una cornice colorata e profumata di viole, ellebori precoci, camelie sasanque, orchidee rare, ciclamini, bergenie bulmi, arbusti da bacca. In mostra, fra gli altri, collezioni di rosmarini in fiore, aromi da cucina, erbe aromatiche per minestroni e peperoncini piccanti.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;"><span id="more-1230"></span></p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">E ancora, raffinati ricami floreali per il giardino, erbari botanici pressati dell’artista inglese Stuart Thornton e una selezione di acquarelli botanici della pittrice Silvia Molinari.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Nel corso della manifestazione verranno inoltre organizzati numerosi incontri e conferenze sul tema degli orti e dei giardini, secondo il seguente programma:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Sabato 28 novembre:</p>
<ul type="disc">
<li style="text-align: justify;">alle ore 15 Francesca Marzotto Caotorta, scrittice e giornalista, presenterà l’ultimo libro di Paolo Pejrone, “La pazienza del giardiniere” (Einaudi).</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore  16.30 dimostrazione di composizioni di frutta e ortaggi a cura di Margherita Angelucci di Foglie, fiori e fantasia. In collaborazione con Gardenia.</li>
</ul>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Domenica 29 novembre:</p>
<ul type="disc">
<li style="text-align: justify;">alle ore 11.30 dimostrazione di composizioni di frutta e ortaggi a cura di Margherita Angelucci di Foglie, fiori e fantasia. In collaborazione con Gardenia.</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore 15 presentazione della Agenda 2010 di Gardenia, illustrata da Silvia Molinari.</li>
<li style="text-align: justify;">alle ore 16 Julius Höh, Amministratore Delegato STIHL, parlerà di “Ecologia applicata – Mulching, compostaggio e carburanti ecologici”.</li>
</ul>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: center;">La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Orario di apertura al pubblico:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17.30).</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Biglietti di ingresso:</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Mostra–mercato: Adulti € 5; Ridotti (4-12 anni) € 4; Iscritti FAI € 4.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Mostra–mercato + Villa: Adulti € 10; Ridotti (4-12 anni) € 6; Iscritti FAI € 4.</p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt;">Per informazioni:</p>
<p style="margin-left: 0pt;">Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 – Milano tel. 02.76340121; <a href="mailto:fainecchi@fondoambiente.it">fainecchi@fondoambiente.it</a></p>
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin-left: 0pt; text-align: justify;">Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="http://www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1230"></div>]]></content:encoded>
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