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	<title> &#187; tecnologia</title>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2008/04/22/acquaponica-australiana/' rel='bookmark' title='Acquaponica australiana'>Acquaponica australiana</a></li>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Riciclo più facile per i rifiuti elettronici</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 13:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente attivo il decreto legge sullo smaltimento dei rifiuti elettronici (RAEE).
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 27 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Salira&#8217; ancora la percentuale di rifiuti  elettrici e elettronici che non finiscono in discarica ma sono avviati  verso il <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/raee.jpg"><img class="size-full wp-image-1458 alignleft" style="margin: 4px;" title="raee" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/raee.jpg" alt="raee" width="220" height="230" /></a>riciclo: e&#8217; infatti in arrivo in tempi brevissimi, entro i  primi venti giorni di maggio, il <span id="U31309973879JdB" class="span" style="font-weight: bold;">decreto &#8216;uno contro uno&#8217; </span>che di fatto  consente a chi acquista un nuovo apparecchio di lasciare al negoziante  il vecchio evitando al consumatore di avviarsi alle &#8216;isole ecologiche&#8217;  messe a disposizione dei Comuni per disfarsi di quello che ormai, a  tutti gli effetti, e&#8217; un rifiuto elettronico.</p>
<p>Secondo quanto apprende l&#8217;ADNKRONOS, infatti, il decreto attuativo  messo a punto dal ministero dell&#8217;Ambiente e che &#8216;attua&#8217; quanto previsto  dal decreto 151 del 2005, e&#8217; attualmente all&#8217;attenzione della Corte dei  Conti per la registrazione, dopo aver ricevuto l&#8217;assenso degli altri  ministeri interessati.</p>
<p><span id="more-1454"></span></p>
<p>Se non ci saranno imprevisti, a cinque anni di distanza dalla norma  che lo prevedeva, vedra&#8217; dunque la luce quell&#8217;insieme di norme che in  sostanza permetteranno di lasciare il vecchio apparecchio che si  desidera cambiare al distributore che sara&#8217; &#8216;abilitato&#8217; per legge a  raccogliere rifiuti che oltre che ingombranti sono anche,  potenzialmente, tossici.</p>
<p>Il decreto attuativo e&#8217; molto atteso da &#8216;addetti ai lavori&#8217; e  ambientalisti poiche&#8217; fin quando non sara&#8217; varato rimane ad indicare le  modalita&#8217; della raccolta dei Raee il decreto 151 del 2005, che recepisce  le indicazioni di alcune direttive emanate dall&#8217;Unione Europea. Il  punto centrale del decreto 151 e&#8217; l&#8217;obbligo per le aziende produttrici  di organizzare e gestire un sistema per il riciclo dei prodotti immessi  nel mercato e giunti a fine vita.</p>
<p>Ma anche i distributori di questi apparecchi sono deputati a  ritirare gratuitamente i Raee dai consumatori in occasione di un nuovo  acquisto equivalente: questo ritiro gratuito degli apparecchi da parte  del distributore e&#8217; pero&#8217; subordinato all&#8217;entrata in vigore di uno  specifico decreto attuativo. Che dopo 5 anni dovrebbe dunque vedere la  luce fra meno di un mese.</p>
<p><span id="U3130997387977B" class="span" style="font-weight: bold;">Il  provvedimento e&#8217; ritenuto necessario soprattutto per la crescita  impressionante dei rifiuti elettrici o elettronici</span>, vecchi pc,  telefonini, macchinette digitali ecc.: il tasso di aumento dei &#8216;Rifiuti  da apparecchiature elettriche ed elettroniche&#8217; a livello mondiale e&#8217; <span id="U31309973879hnB" class="span" style="font-weight: bold;">calcolato  in +5% all&#8217;anno, tre volte piu&#8217; alto di quella dei rifiuti normali</span></p>
<p>.</p>
<p>Se nel corso del 2009, in Italia sono state raccolte  complessivamente 193mila tonnellate di Raee, il che porta la media di  raccolta pro-capite a 3,21 kg per abitante, il nostro paese deve inoltre  fare i conti con una media europea di sei e un obiettivo che prevedeva  di raggiungere i quattro chilogrammi.</p>
<p>Fino al varo del decreto attuativo del ministero dell&#8217;Ambiente il  problema centrale per i Raee e&#8217; quello della raccolto, di fatto affidata  alla buona volonta&#8217; dei cittadini che si devono recare nelle isole  ecologiche dei comuni o chiamare, ove possibile, le societa&#8217; comunali  addette alla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Difficile che lo si faccia per un apparecchio poco ingombrante, dal  vecchio cellulare al pc ormai desueto, calcolando che il servizio ha un  costo e bisogna garantire la presenza a casa nella fascia oraria  indicata dagli addetti. La soluzione consiste quindi nel non costringere  i cittadini a cercare il luogo dove gettare il vecchio apparecchio ma  nello &#8216;smaltirlo&#8217; di pari passo con l&#8217;acquisto di uno nuovo.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1454"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La giostra idroponica</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-giostra-idroponica</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La OmegaGarden produce sistemi idroponici e aeroponici rotanti per il giardinaggio indoor e l'orticultura, sia per amatori che per produzione su scala industriale. I sistemi sono compatibili con illuminazione fluorescente o LED.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ot9IVh5ysK0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ot9IVh5ysK0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;idroponica come ormai sappiamo è una tecnica redditizia ed efficiente, ma come renderla ancora più produttiva?</p>
<p>Creando sistemi rotanti naturalmente.</p>
<p>Ecco quindi i design avanzati di <a href="http://www.omegagarden.com/" target="_blank">Omega Garden</a> , brevettati per raggiungere la massima semplicità unitamente a raccolti sempre più abbondanti, sia nella coltivazione casalinga che in quella industriale.</p>
<p>Diamo un&#8217;occhiata nel dettaglio al catalogo proposto.</p>
<p>Per il grower amatoriale il prodotto ad hoc è il <a href="https://www.omegagarden.com/index.php?content_id=175&amp;product_id=1" target="_blank">Volksgarden</a>, che può ospitare fino ad ottanta piante e contestualmente donare un tocco decisamente eccentrico all&#8217;arredo.</p>
<p><span id="more-1279"></span></p>
<div id="attachment_1280" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1280" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/new_volks_8/"><img class="size-full wp-image-1280 " style="margin: 4px;" title="volksgarden" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/new_volks_8.png" alt="immagine OmegaGarden.com" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">immagine OmegaGarden.com</p></div>
<p>Si tratta di una ruota in materiale plastico ad uso alimentare, motorizzata, che alloggerà le piantine in blocchi di lana di roccia (non compresi).</p>
<p>All&#8217;interno un cilindro di vetro nel quale sistemerete la lampada (non compresa) rimane sospeso su sostegni metallici e può essere collegato ad un estrattore (una sorta di cool tube quindi).</p>
<p>Al di sotto è presente un vassoio panciuto contenente la soluzione nutritiva, così che i cubi di rockwool si bagnino durante il passaggio in ammollo. Nella confezione sono presenti i tubi ma non la pompa e il serbatoio da porre sotto al vassoio.</p>
<p>La ruota impiega circa 45 minuti per completare un giro, l&#8217;intera struttura è alta quasi due metri, il diametro della ruota misura 120 centimetri. Il prezzo è di quasi 2000 dollari.</p>
<p>Un oggetto decisamente interessante. E se volessimo qualcosa di meno ingombrante?</p>
<p>Quello che fa per noi allora è il <a href="https://www.omegagarden.com/index.php?content_id=175&amp;product_id=1149" target="_blank">Foodle</a> , un impianto aeroponico a rotazione non elettrica: è infatti il peso dell&#8217;acqua che si deposita sul fondo a fare ruotare lentamente il sistema.</p>
<p>Dal serbatoio sottostante il cilindro una pompa provvede a spruzzare la soluzione.</p>
<div id="attachment_1282" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-1282" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/growpicture_2/"><img class="size-full wp-image-1282" title="omegagarden interno" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/growpicture_2.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>Ospita fino a 24 piante e come nel modello idroponico precedente la fonte di luce è centrale, anche se è possibile servirsi direttamente della luce del sole.</p>
<p>Anche questo sistema promette la possibilità di coltivare ortaggi o fare dell&#8217;ottimo giardinaggio indoor, questa volta in uno spazio  più ristretto (53&#215;125) e ad un prezzo decisamente più abbordabile: 600 dollari.</p>
<p>Se poi il sistema vi soddisfa è possibile acquistarne altri e costruire un <em>greenwall </em>di elementi rotanti. La semina avviene in palline di cotone (non fornite) da infilare poi in cuscinetti di materiale espanso. L&#8217;insieme ha un aspetto molto &#8216;fatto in casa&#8217;, con un pezzo di rete sulla parte anteriore fissato da fascette da elettricista.</p>
<p>Il mio pezzo preferito però è senz&#8217;altro <a href="http://www.omegagarden.com/index.php?content_id=1521" target="_blank">The Carousel</a> , per impianti su larga scala e chiaramente costruito in una maniera più professionale.</p>
<div id="attachment_1281" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a rel="attachment wp-att-1281" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/carousel_lineup_small/"><img class="size-full wp-image-1281" title="carousel sistema idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/carousel_lineup_small.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="250" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>Si tratta di sei singoli impianti, chiamati Omega Garden, montati su una grande struttura portante. Il sistema promette gli stessi risultati di una serra tradizionale utilizzando uno spazio fino a dieci volte inferiore, con un uso particolarmente efficiente e privo di sprechi di acqua, luce, energia, temperatura, combustibile e lavoro.</p>
<p>Garantisce al contempo cibo sano ed eco compatibile, completamente tracciabile e prodotto in ambiente protetto.</p>
<p>In particolare il sistema a rotazione con luce interna permette un migliore sfruttamento dei lumens,  evitando la dispersione degli stessi come accade coi pannelli montati in serre dagli alti soffitti.</p>
<div id="attachment_1286" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-1286" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/basil/"><img class="size-full wp-image-1286" title="idroponica in cilindro rotante" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/basil.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>L&#8217;OmegaGarden Carousel dichiara consumi ridotti, ecco alcuni dati sulla coltivazione di lattuga, con luci fluorescenti e LED:</p>
<p>CFL  6 Kilowatts all&#8217;ora (KWH)<br />
in due settimane: 1646.4 KWH per produrre 2160 unità di lattuga<br />
Consumo per unità di lattuga = 0.76 KWH</p>
<p>LED  0.48 Kilowatt all&#8217;ora (KWH)<br />
in due settimane: 171 KWH per produrre 2160 unità di lattuga<br />
Consumo per unità di lattuga = 0.079 KWH</p>
<p>Per quel che riguarda l&#8217;irrigazione, il tratto vincente del sistema sta nella sua semplicità, che consente di eliminare tubi e relativi problemi di intasamento e usura, permettendo tra l&#8217;altro l&#8217;uso del nutriente preferito senza troppi riguardi per quanto potrebbe ostruire ugelli e irrigatori.</p>
<p>Buona parte degli altri pregi dichiarati dal produttore sono semplicemente quelli insiti in una coltivazione in ambiente protetto e in idroponica,</p>
<div id="attachment_1287" class="wp-caption alignright" style="width: 166px"><a rel="attachment wp-att-1287" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/carousel2/"><img class="size-full wp-image-1287" title="carousel idroponica in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/carousel2.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="156" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>ma ciò non toglie che questo Carousel sia un interessante .</p>
<p>Tra l&#8217;altro l&#8217;apparente semplicità dei modelli destinati ad uso casalingo spinge senz&#8217;altro a qualche prova pratica, chi fosse abile con gli attrezzi e volesse cimentarsi in varianti personalizzate è pregato di inviarmi foto per ricevere la gloria della pubblicazione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/02Uz95UGhRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/02Uz95UGhRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1279"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pannelli LED un&#8217;illuminazione spaziale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[pannelli a led per l'illuminazione delle piante nello spazio. La NASA investe in ricerche per il sostentamento degli equipaggi durante le missioni spaziali.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1254" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/18/pannelli_led_per_un_illuminazione_spaziale/led/"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="margin: 4px;" title="LED" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/LED.jpg" alt="LED" width="227" height="170" /></a>Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.</p>
<p>Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte,  si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.</p>
<p>Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.</p>
<p>Ho trovato del materiale molto interessante  negli archivi della <a title="American Society for Gravitational and Space Biology" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/issue/archive" target="_blank">“American Society for Gravitational and Space Biology”</a> ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:</p>
<p><span id="more-1253"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/351/354" target="_blank">“DEVELOPMENT AND TESTING OF AN EFFICIENT LED INTRACANOPY LIGHTING DESIGN FOR MINIMIZING EQUIVALENT SYSTEM MASS IN AN ADVANCED LIFE-SUPPORT SYSTEM.”</a> del 2005 (<em>Gioia D </em><em>Massa, </em><em>Jeffrey </em><em>C Emmerich, M E Mick, R J Kennedy,</em><em> Robert </em><em>C Morrow, </em><em>Cary </em><em>A Mitchell</em>)</li>
<li><a title="Plant-growth Lighting for Space Life Support: a Review" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/2/2" target="_blank">“PLANT-GROWTH LIGHTING FOR SPACE LIFE SUPPORT: A REVIEW”</a> del 2006 (<em>Gioia D Massa, Jeffrey C Emmerich, Robert C Morrow, C Mike Bourget, Cary A Mitchell</em>)</li>
</ul>
<p>Il programma “Advanced Life Support” (ASL) della NASA tratta anche lo sviluppo di colture per la produzione di cibo, in supporto alla vita umana in ambiente extraterrestre.<br />
Per i motivi precedentemente descritti i LED si sono dimostrati la scelta ideale per l’illuminazione di camere di crescita, se rapportati con gli altri tipi di lampade. In particolare i <strong>LED rossi</strong> con una lunghezza d’onda di <strong>640 nm</strong> si sono rivelati i più efficienti, in quanto la loro luce contribuisce per circa il 96% del processo di fotosintesi clorofilliana. Gli esperimenti hanno dimostrato che diverse specie vegetali possono essere coltivate con successo con la luce dei LED, fra cui gli spinaci, la lattuga, il radicchio, il frumento e le patate. In generale, per una normale crescita, è richiesto anche il <strong>15% di LED blu a 440 nm</strong>, che permette di equiparare la resa ottenuta, con colture cresciute con luce bianca.<br />
Alcune ricerche hanno dimostrato la necessità di un’intensa luce blu nella fase iniziale di crescita per ridurre l’ allungamento dell’ipocotile.  E’ stato provato che anche una percentuale di luce verde può avere effetti benefici sulla crescita.<br />
Lo “Specialized Center of Research and Trainingin Advanced Life Support (ALS NSCORT)” della NASA in collaborazione con <a title="Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)" href="http://www.orbitec.com/" target="_blank">“Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)”</a> hanno sviluppato un array riconfigurabile di pannelli a LED in grado di ridurre l’energia richiesta per crescere piante con luci elettriche.</p>
<p>Ogni pannello di LED è un quadrato di 6,25 cm² composto da 100 LED cosi suddivisi:</p>
<ul>
<li>64 LED rossi a 640 nm</li>
<li>16 LED blu a 440 nm</li>
<li>20 LED verdi a 540 nm + 2 fotodiodi</li>
</ul>
<p>Le ridotte dimensioni del pannello e la vicinanza dei LED permettono di ottenere uno spettro emesso uniforme.<br />
Dato che la corrente del circuito è controllata separatamente per ogni colore, sia il rapporto rossi/blu, che la loro intensità, possono essere modificati continuamente.<br />
20 pannelli di questi pannelli a LED sono montati su un supporto lineare (array) lungo circa 65 cm. In cima ad esso è collocata una scatola elettrica che contiene 2 ventilatori utilizzati per aspirare l’aria dal basso verso l’alto del supporto. Questo metodo di rafreddamento permette alle piante di crescere vicino alla fonte di luce senza bruciarsi.<em><br />
</em></p>
<p>Come si può dedurre dalle pubblicazioni e dal disegno tecnico sopra riportato le dimensioni dei LED utilizzati sono estremamente piccole: i LED rossi sono disposti su 4 file da 16 LED e, se il lato del circuito stampato su cui sono montati misura 2,54cm di lato, il diametro di ogni singolo LED non supera 1,5 millimetri.</p>
<p>L’ array di pannelli LED generalmente è disposto verticalmente nella camera di crescita ed è predisposto in modo che i singoli pannelli possano essere accesi in sequenza iniziando con i pannelli bassi in modo da seguire la crescita verticale della pianta. In questo modo non viene sprecata energia, sopratutto nella fase iniziale di crescita in cui la pianta è di dimensioni ridotte, consentendo di accendere con il giusto livello di potenza solo i pannelli che servono per illuminare le foglie.<br />
I fotodiodi montati su ogni pannello hanno lo scopo di rilevare la prossimità di elementi verdi (la pianta) in modo da poter gestire automaticamente l’accensione dei LED quando delle foglie sono posizionate davanti ad essi.</p>
<p>In alternativa alla configurazione verticale, gli array di pannelli possono essere anche disposti orizzontalmente uno accanto all’altro sopra le piante, formando cosi un unico grande pannello che fa da tetto alla camera di crescita.  Questa disposizione dei pannelli è l’ideale per illuminare la lattuga e il frumento nano. Non è però consigliabile per piante che si sviluppano in verticale come i fagioli, perchè è stato osservato che queste piante tendono a crescere molto nella parte alta dellla camera di crescita, vicino ai pannelli LED, producendo un raccolto minore rispetto all’utilizzo degli stessi array di LED disposti in verticale ed alimentati con lo stesso quantitativo di energia.</p>
<p>Spero che tutte queste informazioni possano allontanare ogni dubbio sulla reale efficacia delle lampade di crescita a LED ed essere di aiuto a chi, come me, ha intenzione costruirle e di sperimentarle in coltivazioni indoor.</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1253"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Phytolite, compatte fluorescenti rivoluzionate</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lampade per l'illuminazione orticola indoor Phytolite, fluorescenti compatte di nuova generazione, sono state migliorate dal produttore. Phytolite garantisce un giardinaggio in interni economico e ad alta resa.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[comunicazione aziendale]<a rel="attachment wp-att-1219" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/phytolite-compatte-fluorescenti-rivoluzionate/banner_phytolite_mini/"><img class="alignright size-full wp-image-1219" title="banner_phytolite_mini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/banner_phytolite_mini.jpg" alt="banner_phytolite_mini" width="236" height="136" /></a></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">A partire da   agosto 2009 la qualità dei prodotti Phytolite è stata   radicalmente migliorata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PCB CIRCUIT   DESIGN</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">La parte   elettronica è stata radicalmente modificata allo scopo di   raggiungere standard tecnici elevati ed a meglio soddisfare i   requisiti CE. A fine di questa comunicazione potrete vedere i   files grafici relativi al vecchio e nuovo disegno della scheda   elettronica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span id="more-1218"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">QUALITY   CONTROL</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Abbiamo   fortificato il processo di controllo in ogni stadio di   lavorazione delle lampade.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Adesso la “aging   line” cioè la linea di prova in cui OGNI LAMPADA viene montata e   testata per alcune, è stata estesa. Alcune componenti come tubi   in vetro, semiconduttori, ((triodes e diodes), condensatori   ballast coils, sono stati sostituiti con prodotti di qualità   superiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PACKING   MATERIALS</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Gli imballi di   ogni singola lampada sono stati migliorati sostituendo il cartone   corrugato, prima di tipo “E” con l&#8217;attuale tipo “F” la resistenza   e finitura dello stesso e&#8217; adesso maggiore. Anche il polistirolo   interno è stato migliorato: ora i bulbi sono perfettamente fermi   all&#8217;interno del polistirolo e non producono alcun suono di   agitati. Questo decrementerà i problemi dovuti a rotture da   trasporto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">GARANZIA: come   sempre i prodotti Phytolite sono coperti da piena garanzia   (eccetto visibili danni da trasporto o da cattivo uso da parte   dell&#8217;utente).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">POWER FACTOR:   0,97</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">UTILIZZARE   PRATICAMENTE TUTTA L&#8217;ENERGIA PAGATA,TRASFORMANDOLA IN   PAR.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Vuoi saperne di più? Leggi l&#8217;articolo completo sul <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">Power Factor</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Visita il sito per conoscere l&#8217;intera gamma dei prodotti <a href="http://www.phytolite.com" target="_blank">Phytolite</a>.</p>
<p>Vuoi sapere come vengono fabbricate le lampade fluorescenti compatte? Guarda il video!</p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Se vuoi inviare le tue comunicazioni aziendali contattaci all&#8217;indirizzo redazione@giardinaggioindoor.it</em></span></p>
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		<item>
		<title>Foraggio idroponico</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=foraggio-idroponico</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 17:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[fuori suolo]]></category>
		<category><![CDATA[idroponia]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio idrico]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giardinaggioindoor.it/?p=1036</guid>
		<description><![CDATA[E' possibile ottenere foraggio idroponico di ottima qualità e in tempi brevi utilizzando una camera di coltivazione automatizzata.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1038" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico/"><img class="alignright size-full wp-image-1038" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="foraggio-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico.jpg" alt="foraggio-idroponico" width="312" height="234" /></a>Sembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.<br />
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l&#8217;alimentazione animale.<br />
L&#8217;apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.</p>
<p>Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all&#8217;interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.</p>
<p>Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.<br />
<span id="more-1036"></span><a rel="attachment wp-att-1039" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1039" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico2" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico2.jpg" alt="foraggio-idroponico2" width="270" height="158" /></a>Le sementi di cereali e legumi vengono distribuite sui vassoi, dove un sistema di irrigazione temporizzato vaporizza regolarmente l&#8217;acqua.<br />
La temperatura viene mantenuta costante per garantire uno sviluppo costante e veloce, e un apporto nutrizionale ottimale.<br />
Il compito dell&#8217;operatore consiste nella raccolta dell&#8217;erba, seguita dal risciacquo dei vassoi e ridistribuzione dei semi; questi germinano in 24 ore e in soli sei giorni il foraggio ha raggiunto l&#8217;altezza di 15-20 centimetri, formando un fitto tappeto pronto per essere somministrato al gregge. Non c&#8217;è scarto in quanto le radici sono commestibili, e il prodotto ottenuto è qualitativamente ottimo.</p>
<p>L&#8217;alimentazione è a 15 ampere e il consumo della camera di coltivazione idroponica automatizzata non supera i 2 euro al giorno di elettricità, <a rel="attachment wp-att-1040" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico3/"><img class="alignright size-full wp-image-1040" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico3.jpg" alt="foraggio-idroponico3" width="230" height="179" /></a>grazie all&#8217;isolamento dall&#8217;esterno e al design pensato per una gestione oculata. Benchè sia resistente alle intemperie si otterrano risultati assai migliori e con un miglior rapporto costi/benefici se la camera idroponica verrà posizionata al riparo e non direttamente esposta al solleone o al gelo. La modesta richiesta elettrica permette un&#8217;agevole interazione con fonti alternative, solari od eoliche.</p>
<p>Come sempre quando si parla di idroponica un punto forte è il risparmio idrico: con questo sistema infatti è possibile ottenere 1 kg di erna con 2-3 litri di acqua, contro gli 80 litri necessari nella coltura tradizionale.<br />
Qualunque fonte andrà bene allo scopo, ma in caso di necessità di filtraggio la camera di coltura idroponica è predisposta per l&#8217;utilizzo di depuratori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1041" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/camera-idroponica-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1041" title="camera-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/camera-idroponica1.jpg" alt="camera-idroponica" width="205" height="147" /></a>Per ottenere buoni risultati è necessario impiegare da 15 a 60 minuti al giorno nelle operazioni di raccolta, pulitura e semina. La quantità del raccolto varia in base alle dimensioni dell&#8217;impianto.</p>
<p>Ovviamente il sistema garantisce la germinazione anche di altre piante, e non solo del foraggio.<br />
I prezzi sono molto interessanti: con una spesa di circa 5000 euro si possono ottenere 40 kg di erbe fresche al giorno, con 16.000 euro 300kg.</p>
<p><em>Fonte: http://www.bestoftrade.fr/cnt/gt/default.asp?catid=38300&amp;agg=3213&amp;parid=-1</em></p>
<p><em>EDIT: Il link originale riportato sopra non è più attivo. Per chi fosse interessato ecco due link dove trovare informazioni</em></p>
<p><em>in spagnolo: <a href="http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm" target="_blank">http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm</a></em></p>
<p><em>in italiano: <a href="http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html" target="_blank">http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html</a></em></p>
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		<title>Novità sugli alimentatori ETI</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 08:45:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La ditta spagnola ETI mette in commercio alimentatori caratterizzati dall'alta qualità. Affidabili e certificati, sono ballast meno inquinanti e particolarmente curati in ogni loro aspetto.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-990" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/06/22/novita-sugli-alimentatori-eti/eti/"><img class="alignleft size-full wp-image-990" style="margin: 4px;" title="alimentatore-ballast-eti" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/eti.jpg" alt="alimentatore-ballast-eti" width="260" height="192" /></a>Come spiegato sul sito <a href="http://etisa.com" target="_blank">www.etisa.com</a>, la compagnia ETI inizió della sua attivitá nel 1964, come fabbricante di reattori e componenti associati alla illiuminazione.<br />
L&#8217;obbiettivo perseguito è quello dell&#8217;innovazione nei prodotti e nella tecnologia applicata.<br />
Sviluppo e ricerca sono quindi il punto forte di una compagnia in continua crescita.</p>
<p>ETI produce integralmente tutti i suoi prodotti con un alto livello di automazione nel processo industriale ed in conformitá alle norme internazionali ISO 9001:2000<br />
Il laboratorio interno permette di effettuare i test necessari per le certificazioni AENOR e ENEC.</p>
<p><span id="more-989"></span></p>
<p>In passato alcuni ballast di questa compagnia avevano avuto un problema relativo all&#8217;accensione di certe tipologie di bulbi: la ETI ha provveduto alla completa rimozione dalla produzione di quel modello ed ha apportato significative modifiche.<br />
I nuovi modelli si conformano alle norme RHOS (Restriction of Hazardous Substances), comportando tra le altre cose una notevole diminuzione dell&#8217;uso di mercurio e piombo.<br />
Ballast più ecologici dunque, oltre che più affidabili, quelli proposti oggi dalla ditta spagnola.</p>
<p>I prodotti ETI inoltre sono già oggi conformi alle norme EUP1 (Energy User Product) in vigore dal 2010 che permettono l&#8217;installazione esclusivamente di prodotti energicemente efficienti compatibili con le normative di Kyoto che devono quindi avere un rendimento energetico non inferiore al 90% , ed alle norme ENEC ( European Norm Electric Certification) che garantiscono la conformità del prodotto ai requisiti europei applicabili per la verifica della sicurezza e delle prestazioni, ovvero:</p>
<p>l&#8217;applicazione di un sistema di qualità secondo le norme ISO 9000, test da effettuarsi ogni due anni sui prodotti finiti, controllo di produzione verificato periodicamente attraverso ispezioni aziendali.</p>
<p>Questa cura nella produzione del prodotto a partire dal progetto fino alla messa in commercio, seguendo i più alti standard qualitativi,  garantisce alimentatori di affidabili, a ridotto impatto ecologico e dalla alte prestazioni.</p>
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		<title>Eolico &#8211; Giornata mondiale del vento</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Oltre 200.000 occupati nel mondo e un fatturato di 18 miliardi di euro (nel 2007). Questi i numeri dell&#8217;eolico che fa registrare un vero e proprio boom negli ultimi 10 anni con una crescita vicina al 30%. E si celebra oggi, 15 giugno 2009, la Giornata mondiale della materia prima, il vento, che [...]
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<p>L&#8217;iniziativa interesserà 29 Paesi con il coordinamento congiunto dell&#8217;European wind energy association (Ewea) e della Global wind energy council (Gwec). In Italia sono già partite una serie di manifestazioni organizzate dall&#8217;Associazione nazionale energia del vento (Anev), che si prolungheranno fin al 28 giugno. Quella più importante è organizzata a Roma al parco dei Daini all&#8217;interno di Villa Borghese nello spazio multifunzionale pala-energia dell&#8217;associazione. A Villa Borghese è stato allestito un aerogeneratore eolico per permettere ai visitatori di conoscere praticamente l&#8217;energia generata dal vento.</p>
<p><strong>PROTOCOLLO PER L&#8217;EOLICO</strong> &#8211; Un protocollo per sostenere l&#8217;eolico tra l&#8217;Associazione nazionale energia del vento (Anev) e Greenpeace e Legambiente. Un&#8217;intesa arrivata pochi giorni prima della Giornata mondiale del vento. Il presidente dell&#8217;Anev, Oreste Vigorito, si è soffermato sull&#8217;assenza di una regolamentazione nazionale dell&#8217;energia eolica: &#8220;Non ci sono delle regole chiare in tutto il territorio nazionale ma ogni regione adotta delle proprie linee guida.</p>
<p><span id="more-980"></span></p>
<p>Finora Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che si pongono ai primi posti per numeri d&#8217;impianti. Marche, Umbria e Sardegna, invece, sono quelle che hanno grandi potenzialità ma danno poche risposte&#8221;. Secondo Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, &#8220;questo protocollo serve a spingere l&#8217;industria a produrre degli esempi sempre migliori, per un mondo, quello dell&#8217;eolico, in evoluzione. Già adesso &#8211; aggiunge &#8211; sappiamo dell&#8217;esistenza di impianti che con le stesse dimensioni possono produrre molta più energia&#8221;. L&#8217;eolico, osserva Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, è &#8220;il futuro dell&#8217;Italia&#8221;. Ma c&#8217;é stato spazio anche per le polemiche. Carlo Ripa di Meana, ha riferito Vigorito, ha annunciato che presenteranno una moratoria al Parlamento europeo contro l&#8217;eolico, perché gli impianti eolici deturperebbero il paesaggio.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_989585967.html" target="_blank">ANSA</a></p>
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		<title>Kyoto Box, forno di cartone ad energia solare</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 19:42:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è concluso in Aprile il Climate Change Challange promosso dal Financial Time, con interessanti risultati. Vincitore il Kyoto Box, forno solare realizzato con scatole di cartone
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-950" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2009/05/27/kyoto-box-forno-di-cartone-ad-energia-solare/climatechangechallenge1/"><img class="alignleft size-full wp-image-950" style="margin: 6px;" title="climate change challenge" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/climatechangechallenge1.gif" alt="climate change challenge" width="160" height="213" /></a>Si è concluso in Aprile il Climate Change Challange promosso dal Financial Time, con interessanti risultati.</p>
<p>La sfida consisteva nel trovare idee realizzabili a livello commerciale per ridurre le emissioni dannose e combattere i cambiamenti climatici indotti dall&#8217;inquinamento.<br />
Fra i progetti finalisti figurano anche alcune soluzioni per i risparmio energetico che lasciano parecchio perplessi: vediamo un po&#8217; cosa è saltato fuori.</p>
<p>Con l&#8217;evocativo nome di Black Phantom viene presentata una macchina in grado di trasformare la biomassa in carbonella, una forma molto stabile di carbone.</p>
<p>Il macchinario è trasportabile e consiste in una sorta di enorme microonde in grado di convertire vari scarti di produzione agricola e di lavorazione del legno in materiale combustibile.</p>
<p>In realtà il procedimento era già noto, non si tratta di una vera invenzione ma piuttosto di una riscoperta in chiave rimodernata.<br />
<span id="more-942"></span>Semplicissimo ma -dicono- risolutivo Deflecktors è un economico e leggero coperchio che ostruendo le concavità presenti nei cerchioni dei<img class="alignright size-full wp-image-945" style="margin: 3px;" title="deflecktor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/deflecktor.jpg" alt="deflecktor" width="163" height="226" /> camion ne riduce l&#8217;attrito, diminuendo del 2% il consumo di carburante.<br />
L&#8217;idea è nata osservando le dimensioni dei cerchi dei TIR, pari circa a quelle del finestrino di un&#8217;auto. Non potendo rinunciare al traffico su gomma la giuria l&#8217;ha trovato molto utile&#8230;ma cambiare il design all&#8217;origine non sarebbe un&#8217;opzione più semplice?</p>
<p>Mootral è un additivo a base di aglio, antibiotico naturale, da somministrare a mucche, pecore e alri erbivori per limitarne la flatulenza.<br />
Pare che riduca le emissioni del 94% stimolando il processo digestivo del bestiame e limitando lo sviluppo dei batteri. Mah.</p>
<p>Niente nomi fichetti ma sicuro appeal per le piastrelle raffreddanti. Non si rovinano e non necessitano di manutenzione, sono pensate per rivestire i soffitti.<br />
Un controsoffitto convoglia l&#8217;aria calda grazie al principio della convezione, e l&#8217;acqua ottenuta per evaporazione resta intrappolata nelle piastrelle, che si raffreddano istantaneamente.<br />
Semplice e geniale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-948" title="kyoto box" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/kyotobox2.jpg" alt="kyoto box" width="175" height="247" /></p>
<p>And the winner is&#8230;Il vincitore del concorso è il Kyoto Box, un forno di cartone ad energia solare pensato per la parte rurale dell&#8217;Africa,</p>
<p>realizzabile all&#8217;esorbitante costo di 5 dollari ad esemplare.</p>
<p>Jon Bøhmer, norvegese trapiantato a Nairobi, ha in pratica preso due scatole di cartone, infilate l&#8217;una nell&#8217;altra: quella esterna è rivestita si <img class="alignright size-full wp-image-947" title="kyoto box" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/kyotobox1.jpg" alt="kyoto box" width="395" height="394" />carta stagnola e quella interna e dipinta di nero.<br />
Il resto lo fa il Sole, e pare che dieci litri d&#8217;acqua posti in un recipiente all&#8217;interno possano bollire in due ore. Quasto garantirebbe la sterilizzazione dell&#8217;acqua, il cui inquinamento è una delle principali cause di malattia e morte nei Paesi del terzo mondo.</p>
<p>Inoltre la diminuzione nell&#8217;uso di legna da ardere metterebbe un freno alla deforestazione selvaggia e porterebbe ad una riduzione delle emissioni di CO2</p>
<p>stimate in due tonnellate per famiglia all&#8217;anno.</p>
<p>Inutile dire che il vero punto di forza è la semplicità e la versatilità di un oggetto che può essere riprodotto ovunque con materiali di scarto.<br />
L&#8217;idea è stata ben accolta anche a livello commerciale e una fabbrica di Nairobi ha già iniziato la produzione.</p>
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		<title>Serra aeroponica. Come funziona?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serra aeroponica: materiali, pro e contro.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai non molti si stupiscono vedendo le piante crescere rigogliose fuori da un substrato, con le radici a penzoloni.<a rel="attachment wp-att-644" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/15/serra-aeroponica-come-funziona/aeroponic3/"><img class="alignright size-full wp-image-644" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="aeroponica-radici-aeroponica-radici" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/aeroponic3.jpg" alt="aeroponica-radici-aeroponica-radici" width="248" height="181" /></a><br />
Resta comunque considerata per molti versi una tecnica futuristica quella dell&#8217;aeroponica, in cui una nebbia di soluzione nutriente viene spruzzata direttamente sul sistema radicale consentendo notevole risparmio idrico, di manodopera e di fertilizzanti .<br />
L&#8217;aeroponia permette di porre rimedio ad alcune pecche dell&#8217;idroponica, dove è possibile riscontrare a volte un ambiente troppo umido ( e conseguente formazione di alghe e muffe) e in caso di sistemi aperti &#8220;a perdere&#8221; il rischio di inquinamento da fertilizzanti o di substrati (come la lana di roccia, in caso di coltivatori che agiscano in maniera poco etica).<br />
Inoltre, l&#8217;utilizzo di acqua è davvero ridotto ai minimi termini.<br />
<span id="more-643"></span><br />
Di contro, l&#8217;aeroponica è difficile da realizzare in forma semplificata ed economica e richiede un investimento iniziale consistente in attrezzature e formazione del personale.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-645" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/15/serra-aeroponica-come-funziona/attachment/002/"><img class="size-full wp-image-645 aligncenter" title="aeroponica-impianto-aeroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/002.jpg" alt="aeroponica-impianto-aeroponica" width="554" height="137" /></a></p>
<p>Diamo un&#8217;occhiata ai materiali impiegati in una serra per la produzione su larga scala.</p>
<p>Canalette in PVC: sono di fatto i contenitori per le piante, robusti e igienici hanno una durata pressochè eterna. Ne esistone in diverse forme e dimensioni adatte a qualunque tipo di coltura (orticoltura, floricultura, rampicanti, piccole piante, erbe). Il PVC è un materiale riciclabile.</p>
<p>Tubi e Nebulizzatori: le tubi sono anch&#8217;essi in PVC e quindi non temono usura. La soluzione nutritiva che li attraversa viene pompata dalle vasche per raggiungere gli spruzzatori dirazionali che, regolati da un&#8217;elettrovalvola, provvederanno alla nebulizzazione delle radici.</p>
<p>Drenaggio: come nei sistemi idroponici dotati di canalette, la soluzione non utilizzata viene riconvogliata, raccolta e riutilizzata grazie alla pendenza della struttura.</p>
<p>Pannelli: di polistirolo espanso forato, ricoprono le canalette e danno sostegno alle piante, proteggendo le radici dalla luce.<a rel="attachment wp-att-646" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/15/serra-aeroponica-come-funziona/attachment/007/"><img class="size-full wp-image-646 alignright" title="aeroponica-serra-aeroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/007.jpg" alt="aeroponica-serra-aeroponica" width="250" height="190" /></a></p>
<p>Sistema di controllo: il cervello della serra è tecnologicamente avanzato e consente di regolare ressochè tutti i parametri dell&#8217;ambiente. Irrigazione, fertilizzazione, pompaggio, drenaggio e quant&#8217;altro sono settabili dal pannello di controllo, interfacciabile con pc.</p>
<p>Tutte le informazioni sono tratte dal sito <a href="http://www.biospaces.it/" target="_blank">http://www.biospaces.it/</a> , il quale pubblica anche un&#8217;interessante tabella pdf di costi e ricavi: <a href="http://www.biospaces.it/Tabelle_Risparmi_ITA.pdf" target="_blank">http://www.biospaces.it/Tabelle_Risparmi_ITA.pdf</a></p>
<p>Interessante anche la sezione &#8220;serre&#8221; che offre soluzioni chiavi in mano per professionisti ed amatori, personalizzabili.</p>
<p><a href="http://www.biospaces.it" target="_blank">http://www.biospaces.it</a></p>
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