Serra aeroponica. Come funziona?

Ormai non molti si stupiscono vedendo le piante crescere rigogliose fuori da un substrato, con le radici a penzoloni.aeroponica-radici-aeroponica-radici
Resta comunque considerata per molti versi una tecnica futuristica quella dell’aeroponica, in cui una nebbia di soluzione nutriente viene spruzzata direttamente sul sistema radicale consentendo notevole risparmio idrico, di manodopera e di fertilizzanti .
L’aeroponia permette di porre rimedio ad alcune pecche dell’idroponica, dove è possibile riscontrare a volte un ambiente troppo umido ( e conseguente formazione di alghe e muffe) e in caso di sistemi aperti “a perdere” il rischio di inquinamento da fertilizzanti o di substrati (come la lana di roccia, in caso di coltivatori che agiscano in maniera poco etica).
Inoltre, l’utilizzo di acqua è davvero ridotto ai minimi termini.
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Tabella guida alla coltivazione indoor

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Tempo addietro avevamo redatto in collaborazione con lo staff di Italgrow una tabella riassuntiva dei principali parametri da considerare nella coltivazione indoor.
Predisponendo una serie di sezioni principali (Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica) riproponiamo a grande richiesta  la più semplice delle guide per il neofita e non solo, in grado di fornire un prima panoramica e una serie di risposte alle più comuni domande: che portata dovrebbe avere il mio aspiratore? Cos’è un regolatore di giri? A che distanza dalle lampade devono stare le piante? Come gestisco ph ed EC? Quando va utilizzato uno stimolatore radicale? Qual’è in pratica la differenza tra i vari substrati e quale formato è idoneo alla mia situazione?

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Meravigliose, inutili modernità

Coniugare un piccolo, maneggevole, casalingo sistema aeroponico con un design ricco di appeal?hydroponic-garden-giardino-idroponico

Sembrerebbe possibile grazie al sistema di Jim Ruck, un gadget utile e piacevole da vedere.
Pensato come parte integrante dell’arredo di un moderno salotto, questo oggettino permette un’adeguata nebulizzazione delle radici con la soluzione nutritiva.
Su un lato è possibile vedere la cascatella di acqua, pensata per ossigenarla al meglio e richiamare certi accessori tipici da giardino zen.
Piccole lattughe o erbe aromatiche cresceranno rigogliose sulla parte alta del vostro modernissimo giardino hi-tech in miniatura.
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Nella vecchia fattoria (idroponica)

A Tampa, Florida, un grosso complesso di serre idroponiche offre un servizio interessante: forte della produzione di oltre 150.000 piante idroponiche, per lo più ortaggi, propone visite guidate, corsi di cucina e alimentazione, lezioni di botanica per i bambini.

Unitamente al lato educativo c’è ovviamente quello prettamente commerciale, con la vendita al pubblico di cesti di verdura in diversi formati e con la possibilità di raccogliere da se’ i prodotti. L’allestimento delle serre, dicono, garantisce che non sarà necessario chinarsi o inginocchiarsi per raggiungere i frutti.

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Thanet Earth, gigante idroponico

Thanet Earth è un progetto di dimensioni ciclopiche avviato nel Regno Unito.
La più monumentale e tecnologicamente avanzata serra destinata alla coltivazione idroponica mai concepita si trova sull’isola di Thanet, in Kent, e impiega una superficie di vetro pari ad 80 campi da calcio.

L’obbiettivo è coltivare insalata utilizzando tecnologie all’avanguardia per creare un sistema produttivo idroponico totalmente eco-compatibile.
Il costo dichiarato del Thanet Earth è di 80 milioni di sterline, solo per rendere operativa la struttura, che appartiene per il 50% alla compagnia leader nel settore delle produzioni orticole Fresca.
Il restante 50% appartiene ad altre note marche specializzate nella coltivazione di insalate ed ortaggi: Kaaij Redstar, Raimbow Growers e A&A.
Questo investimento renderà a questi giganti del mercato un rientro sia in immagine e pubblicità che in termini di qualità e prezzo del prodotto, che dovrà rappresentare lo stato dell’arte della verdura idroponica ai costi più abbordabili.
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Idroponica semplificata, il video

Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.

Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.

Ossigenazione delle piante e temperatura

A volte ci si sente chiedere se non sarebbe utile un supplemento di ossigeno per le piante rinchiuse nella growroom, oltre al biossido di carbonio (o anidride carbonica).

Ebbene, no.
Durante la fotosintesi infatti le piante liberano naturalmente ossigeno in abbondanza, cosicchè l’aria ne è satura. Le radici invece assorbono l’ossigeno necessario direttamente dal medium, che sia terra o acqua: in quest’ultimo caso è bene ricordare sempre che la quantità di ossigeno presente nella nostra soluzione nutriente dipende molto dalla temperatura.

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Uva idroponica

Nuovo importante progetto di ricerca finanziato al gruppo di ricercatori dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Il Ministero delle politiche agricole ha ammesso a finanziamento il progetto di ricerca e sperimetnazione presentato da un giovane agricoltore di Noicattaro, in provincia di Bari, che per i prossimi tre anni studierà nuove tecniche senza suolo per la produzione di uva da tavola.

Coltivazione idroponica dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura”. E’ questo il titolo del progetto presentato da un giovane imprenditore di Noicattaro (Bari) che è stato ammesso a finanziamento dal Ministero delle politiche agricole alimentali e forestali (MIPAAF). Il progetto di ricerca e sperimentazione sarà seguito dal gruppo di ricerca dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Read more…

Pastiglie di CO2

Il biossido di carbonio, noto anche come diossido di carbonio, ( il termine anidride carbonica è obsoleto, sebbene ancora diffuso) è un ossido acido formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È una sostanza essenziale nei processi vitali delle piante e degli animali ed uno dei principali gas serra presente nell’atmosfera terrestre.

Nelle colture indoor, generalmente, la quantità di CO2 disponibile è alquanto limitata. I normali livelli di tale gas, in camere di coltivazione chiuse, sono inferiori ai livelli riscontrabili nell’atmosfera e questo a causa del limitato ricircolo d’aria e dell’assorbimento continuo da parte delle piante. A volte può essere sufficiente un ottimo impianto di aspirazione/aerazione, ma è una buona idea fornire un supplemento. Read more…

L’esperto risponde

Salve Staff!
Innanzitutto grazie e complimenti per il bel lavoro che svolgete e di cui ci rendete partecipi con la vostra
rivista.
Non so se è questo il modo, ma avrei alcuni quesiti da porvi circa la coltivazione in idroponica. Inizio subito.
Nei casi di overfertilizzazione, come si stabilisce il giusto valore di EC da cui ripartire per migliorare le condizioni della pianta? E inoltre: il livello dell’acqua deve essere tenuto sempre costante? Per esempio: riparto da un EC di 0,65. Il giorno successivo, il livello della soluzione è sceso, ma l’EC è aumentato, anche se di poco. Se riporto la soluzione a livello, ottengo di nuovo un EC di 0,65. In questo caso devo abbassare ancora l’EC o continuo con quel valore fin quando la pianta non inizia ad assimilare i nutrienti?
L’overfertilizzazione in vegetativa si tratta in maniera differente dalla fase di fioritura?
E’ vero che usando nutrienti di origine biologica, si scongiura il rischio di overfertilizzazione?
Enzimi e stimolatori, vanno usati per tutto il ciclo della pianta?

Sicuro di ricevere risposte esaustive.
Grazie mille e buon lavoro!
Francesco

Salve Francesco,
per correggere un’overfertilizzazione, fenomeno non frequentissimo in idroponica, è necessario riportare il valore un poco più in basso di quello originario. Read more…