Piante officinali ed aromatiche

ciraaIn collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Erboristiche dell’Università di Pisa si terrà Venerdì 23 Ottobre 2009 l’incontro tecnico a frequentazione gratuita Piante officinali ed aromatiche, dalla raccolta al prodotto finito.

Sede: Aula Prof. Antonio Benvenuti, Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi”, via Vecchia di Marina 6 – San Piero a Grado, Pisa.
Coordinate: (43° 40’ 49” N – 10° 20’ 46” E);

Istruzioni per raggiungere la sede:
http://www.avanzi.unipi.it/comunicazione/come_raggiungerci/come_raggiungerci.htm

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Coltivare funghi in casa

di shesparticular (aka Kate Jackson)

funghi shiitake

funghi shiitake

I funghi forniscono una buona fonte di proteine ed altri nutrienti, oltre ad essere gustosi. Io ho scelto di coltivare le mie qualità preferite: Shiitake e Oyster. Si tratta di funghi assai diversi tra loro quanto a sapore e aspetto.

Ovviamente ci sono tantissime altre varietà tra cui scegliere, la maggior parte delle quali possono essere coltivate senza grossi problemi seguendo gli stessi criteri. Sarà sufficiente informarsi sul tipo di substrato preferito dal vostro fungo e sarete a posto.

Il medium di coltivazione sarà scelto anche in base allo spazio a disposizione, oltre alla varietà di funghi da coltivare.
Io ad esempio vivo in un monolocale in città, senza spazio esterno, e non ho quindi molto spazio da dedicare alla coltivazione nel mio appartamentino.

Si possono trovare online molti kit completamente pronti per avviare la coltivazione.
Il substrato è composto da segatura, mais o trucioli in sacchi o scatole; oppure ci sono vecchi ceppi di legno preinoculati con le spore. Avendo tempo e spazio e la possibilità di procurarsi pezzi di legno di ciliegio o rovere si può anche provare ad inoculare da se’ le spore.
Io ho deciso di fare un po’ a modo mio e, come vedrete, di utilizzare anche un rotolo di carta igienica.

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Foraggio idroponico

foraggio-idroponicoSembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l’alimentazione animale.
L’apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.

Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all’interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.

Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.
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La scelta della growbox

scegliere growboxdi Lorenzo “Lollo” Lettini

www.growshopanovara.com

Oggi parleremo dell’acquisto della grow box, ovvero la casa della nostra coltivazione indoor.
Spesso mi viene posta questa domanda: vorrei far crescere e fruttificare delle piante a ciclo annuale ( peperoncini, pomodori, erbe officinali ) ma il mio spazio e’ limitato…
Più piante in uno spazio ristretto possono soffrire e mettere in atto una vera e propria competizione tra loro e tale competizione porterà a una “non crescita” delle piante più deboli geneticamente.
Questo per sottolineare che il benessere anche di una sola pianta coltivata in uno spazio limitato porterà notevoli soddisfazioni a chi la coltiva, e viene da se’ che è preferibile una sola pianta che produca bene piuttosto che cinque piante ammassate in una grow box medio piccola (80×80×160).
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Guida alla coltivazione indoor

coltivazione indoorE’ noto come sia assolutamente necessario mantenere alcuni fattori ambientali sotto controllo nella coltivazione indoor.
Vediamo come gestirli al meglio per avere risultati di assoluta eccellenza ed ottenere il massimo dalla nostra coltivazione.

Durante la fase di crescita è bene  che le ore di luce quotidiane siano 18-20. All’avvio della fioritura bisogna passare drasticamente a 12 ore, per simulare l’arrivo dell’autunno.
Dopo circa tre settimane di fioritura si potrà aggiungere un quarto d’ora di luce ogni 2 giorni, per arrivare a 13 ore di luce alla fine della terza settimana di fioritura. Questo, sebbene in natura le ore diurne vadano calando e non aumentando, è un piccolo trucco che permetterà di accelerare i tempi di raccolta.

E’ fondamentale però non esagerare e non superare le 13 ore, pena lo stress della pianta e un sicuro peggioramento delle sue condizioni generali.

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Aziende da sostenere

basilico_idroponicoLa Cooperativa Sociale “Il Bettolino” è nata nel 1991 ed opera da circa un decennio nei comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri,Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, e Reggiolo.
La Cooperativa ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini diversamente abili proponendo esperienze di lavoro nei settori agricolo, industriale, commerciale e dei servizi.

L’obiettivo primario della cooperativa è l’attivazione di progetti creati dai Servizi Sociali del Territorio finalizzati a favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate aventi limitate capacità psichiche, sensoriali od altro fattore di disagio che richiedano una particolare assistenza materiale e/o morale e comunque finalizzate alla qualificazione umana, morale, culturale e professionale.

Dal 2002 la Coperativa Sociale il Bettolino si è dotata di un sistema di gestione secondo la norma UNI EN ISO 9001:2000 per i processi riguardanti la coltivazione in floating system del basilico, la gestione e manutenzione dei giardini, la coltivazione dei fiori, la gestione di isole ecologiche e l’erogazione di attività di inserimento lavorativo di persone svantaggiate in accordo a specifiche dell’agenzia Sanitaria locale.
Dal 2003 la Cooperativa in ottica di un miglioramento continuo e della tutela dell’ambiente si è dotata di un sistema di gestione ambientale secondo la norma UNI EN ISO 14001:1996 e successivamente UNI EN ISO 14001:2004 per il processo di coltivazione in floating system del basilico.

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Floating system per una nutrizione migliore

floating system Un innovativo metodo di coltivazione che permette di migliorare il valore nutrizionale del prodotto edule. Una rassegna a cura del gruppo di ricerca dell’Azienda Sperimentale “La Noria”.

Il floating system (dal termine inglese to float, galleggiare) è una tecnica di coltivazione idroponica innovativa.
Si tratta di un sistema di produzione in mezzo liquido statico in cui le piante sono allevate in pannelli di polistirolo provvisti di fessure che vengono riempiti con modesti quantitativi di substrato inerte (vermiculite, perlite etc.) o in contenitori alveolati (numero e dimensione degli alveoli variano a seconda della specie coltivata), galleggianti in vasche impermeabilizzate di 30-40 cm di profondità, riempite con soluzione nutritiva.
L’impiego del floating system, inizialmente messo a punto per la produzione del tabacco, si è sviluppato rapidamente al livello mondiale su altre specie ortive da taglio (lattughino, spinacio, cicoria, valerianella), da cespo (lattughe, scarola, radicchio), da radice (ravanello) ed aromatiche (basilico, rucola, erba cipollina, prezzemolo, menta, salvia, aneto, borragine).
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Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)

sistema idroponico fai da tedi Nathan Williams.

Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.

TAPPARE I TUBI

Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.

Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione.
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Idroponica: un sistema casalingo (parte 1)

sistema_idroponico_casalingodi Nathan Williams.

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!

Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.

Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.

Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande!
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Serra aeroponica. Come funziona?

Ormai non molti si stupiscono vedendo le piante crescere rigogliose fuori da un substrato, con le radici a penzoloni.aeroponica-radici-aeroponica-radici
Resta comunque considerata per molti versi una tecnica futuristica quella dell’aeroponica, in cui una nebbia di soluzione nutriente viene spruzzata direttamente sul sistema radicale consentendo notevole risparmio idrico, di manodopera e di fertilizzanti .
L’aeroponia permette di porre rimedio ad alcune pecche dell’idroponica, dove è possibile riscontrare a volte un ambiente troppo umido ( e conseguente formazione di alghe e muffe) e in caso di sistemi aperti “a perdere” il rischio di inquinamento da fertilizzanti o di substrati (come la lana di roccia, in caso di coltivatori che agiscano in maniera poco etica).
Inoltre, l’utilizzo di acqua è davvero ridotto ai minimi termini.
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