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	<title> &#187; tecniche colturali</title>
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		<title>Coltivare fragole: tutto quello che devi sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare fragole: serra, clima, terreno, scelta della varietà, trapianto, concimazione, irrigazione, cura e protezione delle piante di fragola
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1936" style="margin: 4px;" title="coltivare-fragole" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg" alt="coltivare fragole" width="270" height="270" /></a>da <em><a href="http://www.vivaizanzi.it" target="_blank">www.vivaizanzi.it</a></em></p>
<p>La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p>A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p>Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p><span id="more-1935"></span></p>
<p><strong>Clima</strong></p>
<p>La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p>I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p>-12°C temperatura minima letale;</p>
<p>-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p>25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p>Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p>Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p>La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p>E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p><strong>Terreno</strong></p>
<p>La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p>• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p>• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p>• reazione sub-acida;</p>
<p>• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p>• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p>• assenza di ristagni idrici.</p>
<p>La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p>L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p>Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p>La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p>Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p>Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p>Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p>• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p>• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p>• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p>• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p>• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p>Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p>L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p><strong>Trapianto</strong></p>
<p>Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p>Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p><strong>Concimazione</strong></p>
<p>La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p>Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p>Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p>Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p>L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p>• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p>• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p>• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p>• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p>• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p>Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p>Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p>Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p><strong>Irrigazione</strong></p>
<p>Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p>L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p><strong>Cure colturali</strong></p>
<p>Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p>Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p>Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Clima</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-12°C temperatura minima letale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Terreno</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• reazione sub-acida;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• assenza di ristagni idrici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Trapianto</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Concimazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Irrigazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cure colturali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<table width="60%" border="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><strong>Avversità </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><em><strong>Principio attivo</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Ficomiceti</strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Euparen<br />
Fosetil alluminio<br />
Metalaxil<br />
Propamocarb<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Oidio </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Nuarimol<br />
Penconazolo<br />
Pirazofos (*)<br />
Triforine<br />
Zolfo bagnabile Bayer</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Marciumi (Botrite)</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Iprodione<br />
Procimidone<br />
Vinclozolin</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Antracnosi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Afidi </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos<br />
Piretro (naturale)<br />
Pirimicarb</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Tripidi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Acefate<br />
Folithion<br />
Tamaron<br />
Mesurol</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Acari </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Peropal<br />
Clofentezine<br />
Dicofol<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nottue </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Mesurol<br />
Dipterex liquidi<br />
Triclorfon</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nematodi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Dazomet (*)<br />
Nemacur granulare</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Malerbe</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Glufosinate ammonio<br />
Setossidim<br />
Quizalofop etile<br />
Difenamide</strong></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><em>(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il<br />
controllo del tecnico del Centro di Iotta.</em></span></p>
<p><em>Il nome Zanzi viene da sempre associato alle piante da frutto, alle centinaia di varietà divulgate in Italia e nei Paesi mediterranei dall’opera incessante, faticosa, ma soddisfacente, dei fondatori dei Vivai Zanzi. Oltre all’introduzione delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, occorre riconoscere anche il contributo dato da questa &#8220;famiglia di agricoltori&#8221; alla diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito in modo significativo alla specializzazione della moderna frutticoltura.</em></p>
<p><em>Contatta Vivai Zanzi offre spedizioni tramite corriere con comodo pagamento contrassegno, per un minimo di 1 cassa per varietà (mediamente 700 piante).</em></p>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Hortocity, orti in città</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano. Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.</p>
<div id="attachment_1886" class="wp-caption alignleft" style="width: 494px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg"><img class="size-full wp-image-1886" title="Hortocity, orti in città" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg" alt="Hortocity, orti in città" width="484" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio</p></div>
<p>Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.</p>
<p>Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.</p>
<p>Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.</p>
<p><a href="http://www.horticity.it/" target="_blank">http://www.horticity.it/</a><br />
<span id="more-1885"></span><br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1887" style="margin: 4px;" title="Hortocity, idroponica urbana" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg" alt="Hortocity, idroponica urbana" width="718" height="481" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1888" title="Hortocity, fuorisuolo cittadino" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg" alt="Hortocity, fuorisuolo cittadino" width="718" height="481" /></a></p>
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		<title>Coltivare funghi Porcini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 15:11:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Coltivare funghi porcini in casa. E' possibile? La coltivazione del fungo porcino è nei sogni di molti ma è sicuramente di difficile realizzazione.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>fungo porcino</strong> è uno dei funghi più popolari in cucina, amatissimo per la sua versatilità e per il suo sapore unico.<a rel="attachment wp-att-1649" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/09/20/coltivare-funghi-porcini/coltivare_porcini/"><img class="alignright size-full wp-image-1649" style="margin: 4px;" title="coltivare_porcini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/coltivare_porcini.jpg" alt="coltivare funghi porcini" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Col nome di <strong>Porcino</strong> si fa normalmente riferimento ad un fungo del genere Boletus, di aspetto tozzo  e spesso di grandi dimensioni. E&#8217; un fungo simbionte e gregario, comune nei boschi di castagni e querce, nelle abetaie e nelle faggete.</p>
<p>La <strong>raccolta dei funghi nei boschi</strong> è un&#8217;attività praticatissima e pertanto regolata in molte zone da regolari controlli per prevenire l&#8217;impoverimento o la deturpazione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Non tutti ovviamente hanno la possibilità di andare personalmente a raccogliere i propri porcini. E nemmeno le capacità: la ricerca richiede una certa abilità, esperienza e conoscenza del territorio.</p>
<p>La cernita poi va fatta con attenzione, visto che il rischio di intossicazione in caso di consumo di funghi non mangerecci è molto alto e può avere gravissime conseguenze.</p>
<p><span id="more-1648"></span></p>
<p>Insomma, i<strong> funghi porcini</strong> non sono così facili da portare in tavola, se non pagando prezzi spesso salatissimi al negozio di fiducia, sperando non si tratti di prodotti importati da remote regioni.</p>
<p>Ecco quindi che tornerebbe utilissimo produrseli in casa. Molte persone si chiedono <strong>come coltivare funghi porcini</strong> per hobby e magari per guadagno. Ebbene, la natura del <strong>fungo porcino</strong> non ce lo permette così facilmente.</p>
<p>Non esiste infatti un <strong>substrato coltivabile pronto all&#8217;uso</strong>, come accade per altri funghi come gli <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/" target="_blank">champignon o gli shiitake</a>. Ne&#8217; è semplice <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2007/04/13/la-coltivazione-dei-funghi/" target="_blank">allestire una fungaia</a> adatta.</p>
<p>Come abbiamo accennato i porcini sono simbionti, ovvero vivono in uno stretto rapporto di scambio con gli alberi. Il micelio del fungo si collega alle radici traendone sostanze nutritive già sintetizzate dalla pianta, come zuccheri ed amidi, rilasciate perchè prodotte in esubero.</p>
<p>L&#8217;apparato radicale si nutre attraverso al micelio come se quest&#8217;ultimo fosse un prolungamento delle radici, sfruttando così una zona molto più vasta e provvedendo maggiore nutrimento all&#8217;albero.</p>
<p>Le micorrize contribuiscono a rendere l&#8217;apparato radicale più forte, robusto, e resistente.</p>
<p><strong>E&#8217; dunque impossibile coltivare funghi porcini?</strong></p>
<p>No, ma è abbastanza complicato da ricordare da vicino la <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/01/28/tartufi-e-tartufaie/" target="_blank">coltivazione del tartufo</a>.</p>
<p>Si deve infatti localizzare un ambiente il più simile possibile a quello naturale quanto ad <strong>illuminazione, temperatura ed umidità</strong>. Qui si pianteranno alberi artificialmente micorrizati con <strong>spore di fungo porcino</strong> da ditte specializzate.</p>
<p>Anche il terreno deve avere le caratteristiche ideali e per ottenere buoni risultati è bene utilizzare terriccio che abbia già in passato dato vita a <strong>funghi porcini</strong>.</p>
<p>Per vedere i primi risultati bisogna attendere qualche anno.</p>
<p>L&#8217;intero procedimento è molto oneroso e il prezzo dei funghi non basta ad ammortizzarlo, come accade invece nel caso dei tartufi.</p>
<p>Ecco perchè <strong>la coltivazione del fungo porcino</strong> è una nicchia di mercato ristretta e a tutt&#8217;oggi l&#8217;unica alternativa alla raccolta resta l&#8217;acquisto.</p>
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		<title>Acquaponica, idroponica ed energia solare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[acquaponica, idroponica, risparmio idrico ed energia solare per costruire una serra completamente autosufficiente ed eco compatibile che sostiene una famiglia di quattro persone. Pesci, ortaggi, frutta, verdura, uova biologiche ed organiche a costo ed impatto zero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po&#8217; di fai da te.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg"><img class="size-full wp-image-1610" title="acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg" alt="acquaponica" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto: www.gardenpool.org</p></div>
<p>Avendo un po&#8217; di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.</p>
<p>Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una<strong> serra urbana economica ed ecosostenibile</strong>, combinando tecniche e concetti base dell&#8217; <strong>aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.</strong></p>
<p>L&#8217;indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l&#8217;impianto procedeva  in <strong>autonomia</strong>.</p>
<p>La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tilapia" target="_blank"><strong>pesci Tilapia</strong></a> di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all&#8217;anno, e tutto <strong>completamente organico e biologico.</strong></p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Le piscine in certe zone degli Stati Uniti sono davvero molto diffuse, ma soprattutto nelle zone aride come questa sono un&#8217;incredibile fonte di spreco. Almeno una volta all&#8217;anno devono essere completamente svuotate e riempite nuovamente, la vasca pulita con acido muriatico e l&#8217;acqua saturata di cloro.  Il filtro inoltre, indispensabile, è il secondo apparecchio elettrico di casa quanto a <strong>consumo elettrico</strong>, dopo il condizionatore.</p>
<p>Si calcola un incremento nell&#8217;uso di acqua potabile attorno al 10% per le famiglie con piscina.</p>
<p>Ovviamente non è indispensabile una piscina per creare una struttura di questo tipo, si tratta solo di sfruttare appieno le risorse a disposizione.</p>
<p>In questo caso si tratta di un vero e proprio <strong>ecosistema simbiotico</strong>, dove il pollaio è costruito sopra lo stagno in modo che i rifiuti prodotti dai polli nutrano i pesci. L&#8217;acqua dei pesci, a sua volta, nutre le piante. Nulla viene sprecato, l&#8217;impiego idrico è minimo.</p>
<p>Ecco il video:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>e qui alcune immagini della serra in costruzione:</p>
<p><a href="http://gardenpool.org/" target="_blank">http://gardenpool.org/</a></p>
<p>Sullo stesso sito altri begli esempi di piscine riciclate come giardini ed orti.</p>
<p>Glossario:</p>
<p><strong>Idroponica</strong>: piante coltivate fuori suolo, con un substrato inerte che ha il solo scopo di sorreggere il peso della pianta, oppure con le radici direttamente immerse nell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Acquacoltura o acquacultura</strong>: sistema di piante e pesci nello stesso ambiente. Permette di coltivare i vegetali alimentandoli con i prodotti di scarto dell&#8217;allevamento dei pesci.</p>
<p><strong>Filtraggio biologico</strong>: impiego di agenti naturali per il filtraggio dell&#8217;acqua, basato sulla biochimica e che prevede l&#8217;utilizzo di piante come come la lenticchia acquatica (visibile nelle foto sullo stagno dei pesci nell&#8217;articolo) .</p>
<p><strong>Energia solare</strong>: in questo caso si tratta di energia solare vera e propria e non di mero riscaldamento solare della serra. I pannelli solari incamerano energia per alimentare le strutture elettriche (come il ventilatore).</p>
<p><strong>Organico</strong>: in questo caso parliamo di fertilizzazione organica, ovvero ottenuta completamente da origine biologica (animale, vegetale o mista). Anche gli animali vengono alimentati in maniera organica.</p>
<p><strong>Biologico</strong>: l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento biologico implicano la conservazione delle risorse e il minore impatto ambientale possibile.<a title="Sostanza organica del terreno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_organica_del_terreno"></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Costruire un sistema idroponico semplificato</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/08/16/costruire-un-sistema-idroponico-semplificato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=costruire-un-sistema-idroponico-semplificato</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:07:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Costruire un sistema idroponico semplificato con pochi soldi, materiale riciclato e nessuna conoscenza tecnica. E senza corrente elettrica!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <a title="view Tool Using Animal's profile" href="http://www.instructables.com/member/Tool+Using+Animal/">Tool Using Animal</a></em></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1593" style="margin: 4px;" title="costruire un sistema idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg" alt="costruire un sistema idroponico" width="274" height="362" /></a>Realizzare una sorta di <strong>giardino idroponico</strong> alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con <strong>materiali di riciclo</strong>?<br />
Possibile.</p>
<p>Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.<br />
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l&#8217;occhio.</p>
<p>Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere <strong>Ebb &amp; Flood.</strong><br />
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.</p>
<p><span id="more-1592"></span>Per iniziare basterà procurarsi:</p>
<p>-una bottiglia da 2 litri<br />
-una bottiglia da 1 litro<br />
-tappi (compatibili con entrambe le bottiglie)<br />
-colla attaccatutto atossica<br />
-tubicini da ossigenazione per  acquario e relativi connettori<br />
-vernice nera<br />
-nastro adesivo da tappezziere<br />
-perlite</p>
<p><strong>Il connettore</strong></p>
<p>Per collegare tra loro le bottiglie basterà incollare l&#8217;uno all&#8217;altro i tappi di plastica e successivamente con un trapano o un punteruolo forare il lato comune.</p>
<p>Attraverso al foro far passare un giunto per tubicini di gomma sottile, come quelli che si usano per gli aereatori (o pompe d&#8217;ossigeno). Si trova per pochi centesimi nei negozi di acquariologia. Fissare con colla.<br />
Ora è possibile attaccare al giunto un pezzo di tubicino, di lunghezza sufficiente per raggiungere il fondo della bottiglia da 2 litri.</p>
<p><strong>Il serbatoio</strong> <strong>dell&#8217;idrosistema</strong></p>
<p>Prendere la bottiglia da due litri, proteggere con nastro adesivo la vite e una striscia verticale lungo tutta la bottiglia, quindi dipingere di nero opaco.<br />
Il colore scuro attira e conserva il calore, mentre la striscia trasparente permetterà di verificare il livello del liquido all&#8217;interno.<br />
Ora il serbatoio si può riempire per metà di <strong>soluzione nutritiva</strong>.</p>
<p><strong>Il vaso</strong></p>
<p>La parte più semplice: basterà prendere la bottiglia da un litro, tagliarne il fondo, praticare un foro di &#8216;troppo pieno&#8217; sul lato in caso di piogge copiose, e avvitarla sul serbatoio del nostro <strong>sistema idroponico semplificato</strong> utilizzando il connettore.</p>
<p><strong>Assemblare e testare</strong></p>
<p>Si possono costruire quante coppie di vaso e serbatoio si vogliano. Mano a mano che il serbatoio, posto al sole, si scalda, <strong>la soluzione nutriente si trasferisce nel vaso.</strong><br />
Sebbene la teoria si basi sull&#8217;escursione termica tra il giorno e la notte, è possibile osservare che  il solo passaggio di poche nuvole sia sufficiente.<br />
<strong>Le piante in questo modo sono sempre irrigate e nutrite.</strong></p>
<p><strong>Il sistema in funzione</strong></p>
<p>I vasi possono ora essere riempiti di perlite, in cui potrete <strong>seminare o alloggiare talee</strong>.<br />
Posizionate il tutto al sole, e dimenticatevene, perchè il sistema necessita di una manutenzione davvero minima.</p>
<p>Questo <strong>sistema idroponico</strong> è ovviamente assolutamente essenziale, ma ha il suo grande pregio nei costi minimi e nella semplicità di realizzazione ed utilizzo. Inoltre nasce per essere utilizzato outdoor e non necessita di corrente elettrica. Può essere un buon progetto base da cui partire per elaborare progetti propri.</p>
<p><em>Tradotto liberamente, con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;autore, da : <a href="http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/</a></em></p>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/08/colture-indoor-fai-da-te-o-negozio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=colture-indoor-fai-da-te-o-negozio</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>

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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>Tecniche colturali nella coltivazione in terra</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare in terra]]></category>
		<category><![CDATA[substrati]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tecniche che permettono di ottenere il massiomo in campo aperto. Sarchiatura, forzatura, rincalzatura, imbianchimento, diradamento, cimatura, sbottonatura, impollinazione, nutrizione, pacciamatura.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank"><em><em><a rel="attachment wp-att-1310" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/25/tecniche-colturali-nella-coltivazione-in-terra/campi/"><img class="alignleft size-full wp-image-1310" style="margin: 4px;" title="coltivare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/campi.jpg" alt="coltivare" width="404" height="303" /></a></em>Tratto da pianteamiche.com</em></a></p>
<p>Per tecniche colturali si intendono tutte quelle operazioni eseguite con  l&#8217;intento di favorire la crescita rigogliosa e produttiva delle piante; ce ne  sono moltissime, ed in questo articolo daremo una breve descrizione delle  principali.</p>
<p><strong>Sarchiatura</strong><br />
E&#8217; necessario  possedere almeno un tipo di zappa per lavorare la terra  intorno agli ortaggi e alle piante ornamentali e da frutto.<br />
La sarchiatura ha sostanzialmente due funzioni:</p>
<ul>
<li>riduce le infestanti e in tal modo aumenta la disponibilità di luce e di  	sostanze nutritive;</li>
<li>diminuisce la compattezza del suolo permettendo la penetrazione di aria  	vitale.</li>
</ul>
<p>Si afferma anche che uno strato di terra fine sulla superficie agisca da  pacciamatura impedendo un&#8217;eccessiva perdita d&#8217;acqua.<br />
Sono disponibili sul mercato molti modelli di zappe e sarchiatoi tra i quali  scegliere, il più diffuso è il sarchiatolo a tiro; questo tipo di sarchiatoio ha  una lama piatta portata all&#8217;estremità di due braccia di metallo che permettono  alla terra di passare in mezzo. L&#8217;attrezzo viene tirato e spinto, appena sotto  la superficie del suolo, in modo da recidere gli steli delle infestanti subito  sotto il colletto. Se usato troppo in profondità si rivela meno efficace nel  controllo delle erbacce.</p>
<p><span><span id="more-1309"></span></span></p>
<p>La zappa a tre denti ha l&#8217;aspetto di una forca a tre  rebbi montata ad angolo retto all&#8217;estremità di un robusto manico. Si usa con un  movimento di taglio e trazione e l&#8217;operatore procede camminando in avanti, non  all&#8217;indietro come avviene invece con il sarchiatolo a tiro. Esistono in  commercio anche altri modelli simili a questo ma dotati di lama continua. Il  sarchiatolo a collo d&#8217;oca è del tipo a manico lungo. È l&#8217;attrezzo migliore per  tracciare i solchi da semina ed è anche molto utile per rincalzare. Il  sarchiatolo a mano ne costituisce una versione molto più piccola, e lo si può  usare con una mano sola per diradare parecchie colture allo stadio di semenzali;  si tengono ferme le piantole da conservare mentre le altre vengono recise dalla  lama.</p>
<p><strong>Rincalzatura</strong><br />
Consiste nell&#8217;ammucchiare terra intorno al fusto delle piante e può essere fatta  per vari motivi.<br />
I germogli giovani e teneri che spuntano troppo presto in primavera devono  essere protetti dal gelo con una copertura di terra.<br />
E&#8217;  quanto spesso avviene per le patate e per alcune piante erbacee.  Mettere un poco di terra fine sopra i germogli usando un rastrello o un  sarchiatolo a collo d&#8217;oca; altre piante invece, crescendo sviluppano molto la  parte superiore aumentandone di conseguenza il peso, con il rischio di rompersi  in prossimità del punto di inserimento sul terreno; un mucchietto di terra alla  base del fusto ne aumenterà la stabilità. L&#8217;attrezzo più adatto è il sarchiatoio  a collo d&#8217;oca. Ortaggi coltivati per il gambo bianco e croccante vengono  rincalzati sia per escludere la luce (procedimento noto come imbiancamento) sia  per indurli ad allungarsi. Nel caso dei porri, l&#8217;operazione viene compiuta  gradualmente durante la crescita. Il sedano invece viene rincalzato alla fine  dell&#8217;estate quando le piante hanno quasi raggiunto la maturità. Tenere uniti i  gambi delle foglie con un tubo di carta odi cartone e ammucchiarvi tutt&#8217;intorno  la terra con la vanga. Nel caso delle patate la rincalzatura impedisce che i  tuberi, esposti alla luce del sole, diventino verdi e immangiabili. L&#8217;operazione  va ripetuta a intervalli di dieci giorni nei primi stadi di crescita. Gli  strumenti adatti sono la zappa a tre denti e il sarchiatolo a collo d&#8217;oca.</p>
<p><strong>Imbianchimento<br />
</strong>L&#8217;imbianchimento ha lo scopo di impedire alla luce solare di raggiungere  certi ortaggi per far sì che le foglie, le coste delle foglie e i fusti  diventino bianchi e non verdi: in tali condizioni alcuni ortaggi hanno un sapore  più gradevole e sono più croccanti. Sottraendola luce si impedisce la formazione  di clorofilla, il pigmento che dà la colorazione verde ai vegetali. Tipico  esempio di imbianchimento si ha con alcuni tipi di insalata, come ad esempio  l&#8217;indivia, che è sottoposta a imbianchimento per migliorarne il sapore; occorre  procedere cos&#8217;: coprire la pianta con un vaso di plastica; chiudere i fori di  scarico del vaso per escludere del tutto la luce; le foglie rimarranno al buio e  dopo poche settimane si potrà raccogliere indivia dal cuore bianco e croccante.</p>
<p><strong>Forzatura</strong><br />
Esistono molte piante delle quali è possibile anticipare lo sviluppo fornendo  condizioni ambientali adatte; si può così produrre fiori, ortaggi e frutta anche  fuori stagione. La maggior parte delle piante ha bisogno di calore per la  forzatura, ma una temperatura di 10-15°C sarà sufficiente. Si possono usare  serre, cassoni e «moltiplicatori». Le patate e i fagiolini si possono piantare,  da dicembre a gennaio, in vasi di cm 30 o in mastelli dove li si lascerà fino a  completo sviluppo. Dopo aver piantato le radici in vasi o cassette piene di  terriccio, mettere i contenitori sotto il bancale della serra, o in luogo  riparato dal gelo, e coprirli con un foglio di politene di colore nero sostenuto  da archetti metallici o, se si tratta di vasi, mettendo un vaso capovolto sopra  il primo. Se la luce penetrasse, i germogli ingiallirebbero e, nel caso del la  cicoria e del cavolo marino, diventerebbero amari. Le fragole invasate in estate  si possono trasferire in serra nel mese di gennaio per ottenere una produzione  anticipata, e un trattamento analogo si può applicare agli arbusti da fiore  allevati in vaso. I bulbi da fiore verranno lasciati circa otto settimane in  ambiente fresco per favorire l&#8217;emissione delle radici. Saranno poi trasferiti in  serra per anticiparne la fioritura. La maggior parte delle piante dovrebbe  essere scartata dopo una forzatura,in quanto la forzatura è una pratica  stressante per la pianta.</p>
<p><strong>Diradamento<br />
</strong>Si diradano i frutti di piante, come la vite e il pesco, che ne producono in  grande quantità. Una parte dei frutti viene eliminata mentre sono ancora piccoli  per permettere agli altri di raggiungere il pieno sviluppo. Questo intervento fa  anche risparmiare energia alle piante e aumenta le probabilità di una buona  produzione l&#8217;anno successivo. L&#8217;uva spina si può diradare dalla fine di maggio  in poi, quando i frutti sono abbastanza grossi per consumarli cotti. Togliere un  frutto sì e uno no, e lasciare che gli altri si sviluppino fino ad assumere le  dimensioni di frutta da tavola. L&#8217;uva coltivata in serra va diradata in giugno.  L&#8217;operazione va compiuta nell&#8217;arco di 10-15 giorni, eliminando dapprima gli  acini interni, poi i più piccoli, lasciando tra gli altri lo spessore di una  matita perché possano svilupparsi bene. Diradare i fiori e i frutti ancora  piccoli dei meloni, lasciandone, nelle piante coltivate in serra, uno solo per  getto.<br />
Nei meli e nei peri è opportuno lasciare solo uno o due frutti per ogni corimbo,  e questi alla distanza di cm 15 l&#8217;uno dall&#8217;altro.<br />
Diradare verso la metà di giugno e ripetere l&#8217;operazione dopo un mese.<br />
Con i susini procedere nello stesso modo, lasciando però intervalli di circa 5-8  cm.<br />
È indispensabile diradare le pesche se si vogliono frutti di grosse dimensioni.  Eseguire l&#8217;operazione per gradi; i frutti alla fine dovrebbero essere alla  distanza di cm 15.</p>
<p><strong>Cimatura</strong><br />
Molte piante sono cespugliose per natura e sviluppano un&#8217;impalcatura ben  equilibrata di rami e di germogli. Il fusto di altre possiede invece quella che  è nota come dominanza apicale: il germoglio all&#8217;apice del fusto principale  cresce vigoroso mentre viene ostacolato lo sviluppo di tutti gì i altri .Alcune  piante con questa caratteristica tendono a diventare alte, esili e brutte se non  vengono sollecitate a emettere rami laterali. Molte piante ornamentali traggono  vantaggio dalla cimatura e assumono un elegante portamento cespuglioso. La  dominanza apicale si riduce eliminando il germoglio terminale. In tal modo si  potranno sviluppare altri germogli e la pianta assumerà una forma più armoniosa.  In certi casi è opportuno praticare, in un secondo tempo, anche la cimatura di  questi germogli per mantenere alla pianta il portamento cespuglioso. I  crisantemi vengono cimati per avere fiori grandi.</p>
<p><strong>Sbottonatura</strong><br />
In piante come le rose, i crisantemi, le dalie e i garofani,è possibile decidere  se preferire avere numerosi fiori piccoli o un solo fiore grande.</p>
<p><strong>Impollinazione</strong><br />
Il trasferimento del polline dallo stame allo stimma, dall&#8217;organo maschile  all&#8217;organo femminile del fiore, è il primo stadio della produzione del seme ed è  chiamato impollinazione. Per la maggior parte delle piante da frutta  l&#8217;impollinazione è essenziale e nella serra è necessario intervenire in quanto  gli impollinatori naturali come le api possono non essere presenti al momento  della fioritura.<br />
Sui fiori del pesco e della vite nebulizzare dell&#8217;acqua o sfiorarli con un  pennello morbido per trasferire da una parte all&#8217;altra i granelli di polline. In  alcuni casi è sufficiente scuotere i fiori. Per le piante come i meloni, che  producono fiori maschili e femminili separati, staccare i fiori maschili e  passarli su quelli femminili.</p>
<p><strong>Nutrizione </strong><br />
Per ottenere uno sviluppo sano e vigoroso è indispensabile somministrare alle  piante, sia coltivate in contenitori sia in piena terra, le sostanze nutritive  necessarie. All&#8217;aperto i prodotti nutritivi presenti nel terreno vengono  dilavati dalla pioggia, mentre quelli della composta usata per i contenitori  vengono ben presto consumati dalla pianta. Da marzo a settembre tutte le piante  in fase di intenso sviluppo coltivate in vaso trarranno beneficio da  somministrazioni di fertilizzante liquido, diluito in acqua alle dosi indicate,  a intervalli di due settimane. Eseguire l&#8217;operazione solo quando il terreno  intorno alle radici è già umido per facilitare alla pianta l&#8217;assorbimento delle  sostanze nutritive. Esistono in commercio molti fertilizzanti liquidi specifici,  ma è anche possibile usare per la concimazione liquida alcuni fertilizzanti  semplici diluiti in acqua. Le piante coltivate per i frutti, come i pomodori,  trarranno vantaggio dalla somministrazione di fertilizzanti ad alto tenore di  potassio durante i primi stadi della fruttificazione. Le esigenze nutrizionali  variano col variare delle colture.<br />
Certe sostanze nutritive possono essere somministrate alle foglie delle piante  che le assorbiranno prontamente convogliandole nella linfa. La nutrizione  fogliare è utile per dare un rapido incremento alla crescita, ma la si deve  usare con cautela nelle piante con foglie pelose.</p>
<p><strong>Pacciamatura </strong><br />
Uno strato di materiale organico alto cm 5-8 distribuito intorno alle piante  coltivate in aiuola o nel bordo e serve a parecchi scopi. Si decomporrà  lentamente contribuendo ad arricchire il terreno; impedirà la crescita delle  intestanti e conserverà l&#8217;umidità del suolo.<br />
Il periodo migliore per eseguire questa operazione è la primavera.<br />
Il materiale residuo verrà interrato in autunno col forcone. Il terreno rimarrà  poi esposto all&#8217;azione degli elementi ed assorbirà le piogge invernali. È  importante che il suolo sia umido quando sì applica la pacciamatura. Se è  asciutto, la pacciamatura rallenterà il passaggio dell&#8217;acqua piovana. Per le  fragole e le patate si possono usare fogli di politene di colore nero. Stendere  sul terreno già lavorato delle strisce di politene larghe cm 80-100, fissandone  i lati in solchi poco profondi, e praticare con un coltello o con un  pianta-bulbi dei tagli sulla copertura. Le fragole vanno piantate dopo che il  politene è stato steso sul terreno. Le patate coltivate con questa tecnica non  hanno bisogno di rincalzatura poiché, pur sviluppandosi in superficie, sono  protette dalli luce dalla plastica. Benché questo tipo di pacciamatura non  arricchisca il suolo, elìmina tuttavia le erbe infestanti e conserva l&#8217;umidità,   particolarmente utile quando il materiale organico è scarso.</p>
<p><span><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank"><em>Tratto da pianteamiche.com</em></a></span></span></p>
<p></span></p>
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		<item>
		<title>La giostra idroponica</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La OmegaGarden produce sistemi idroponici e aeroponici rotanti per il giardinaggio indoor e l'orticultura, sia per amatori che per produzione su scala industriale. I sistemi sono compatibili con illuminazione fluorescente o LED.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ot9IVh5ysK0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ot9IVh5ysK0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;idroponica come ormai sappiamo è una tecnica redditizia ed efficiente, ma come renderla ancora più produttiva?</p>
<p>Creando sistemi rotanti naturalmente.</p>
<p>Ecco quindi i design avanzati di <a href="http://www.omegagarden.com/" target="_blank">Omega Garden</a> , brevettati per raggiungere la massima semplicità unitamente a raccolti sempre più abbondanti, sia nella coltivazione casalinga che in quella industriale.</p>
<p>Diamo un&#8217;occhiata nel dettaglio al catalogo proposto.</p>
<p>Per il grower amatoriale il prodotto ad hoc è il <a href="https://www.omegagarden.com/index.php?content_id=175&amp;product_id=1" target="_blank">Volksgarden</a>, che può ospitare fino ad ottanta piante e contestualmente donare un tocco decisamente eccentrico all&#8217;arredo.</p>
<p><span id="more-1279"></span></p>
<div id="attachment_1280" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1280" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/new_volks_8/"><img class="size-full wp-image-1280 " style="margin: 4px;" title="volksgarden" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/new_volks_8.png" alt="immagine OmegaGarden.com" width="150" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">immagine OmegaGarden.com</p></div>
<p>Si tratta di una ruota in materiale plastico ad uso alimentare, motorizzata, che alloggerà le piantine in blocchi di lana di roccia (non compresi).</p>
<p>All&#8217;interno un cilindro di vetro nel quale sistemerete la lampada (non compresa) rimane sospeso su sostegni metallici e può essere collegato ad un estrattore (una sorta di cool tube quindi).</p>
<p>Al di sotto è presente un vassoio panciuto contenente la soluzione nutritiva, così che i cubi di rockwool si bagnino durante il passaggio in ammollo. Nella confezione sono presenti i tubi ma non la pompa e il serbatoio da porre sotto al vassoio.</p>
<p>La ruota impiega circa 45 minuti per completare un giro, l&#8217;intera struttura è alta quasi due metri, il diametro della ruota misura 120 centimetri. Il prezzo è di quasi 2000 dollari.</p>
<p>Un oggetto decisamente interessante. E se volessimo qualcosa di meno ingombrante?</p>
<p>Quello che fa per noi allora è il <a href="https://www.omegagarden.com/index.php?content_id=175&amp;product_id=1149" target="_blank">Foodle</a> , un impianto aeroponico a rotazione non elettrica: è infatti il peso dell&#8217;acqua che si deposita sul fondo a fare ruotare lentamente il sistema.</p>
<p>Dal serbatoio sottostante il cilindro una pompa provvede a spruzzare la soluzione.</p>
<div id="attachment_1282" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-1282" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/growpicture_2/"><img class="size-full wp-image-1282" title="omegagarden interno" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/growpicture_2.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>Ospita fino a 24 piante e come nel modello idroponico precedente la fonte di luce è centrale, anche se è possibile servirsi direttamente della luce del sole.</p>
<p>Anche questo sistema promette la possibilità di coltivare ortaggi o fare dell&#8217;ottimo giardinaggio indoor, questa volta in uno spazio  più ristretto (53&#215;125) e ad un prezzo decisamente più abbordabile: 600 dollari.</p>
<p>Se poi il sistema vi soddisfa è possibile acquistarne altri e costruire un <em>greenwall </em>di elementi rotanti. La semina avviene in palline di cotone (non fornite) da infilare poi in cuscinetti di materiale espanso. L&#8217;insieme ha un aspetto molto &#8216;fatto in casa&#8217;, con un pezzo di rete sulla parte anteriore fissato da fascette da elettricista.</p>
<p>Il mio pezzo preferito però è senz&#8217;altro <a href="http://www.omegagarden.com/index.php?content_id=1521" target="_blank">The Carousel</a> , per impianti su larga scala e chiaramente costruito in una maniera più professionale.</p>
<div id="attachment_1281" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a rel="attachment wp-att-1281" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/carousel_lineup_small/"><img class="size-full wp-image-1281" title="carousel sistema idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/carousel_lineup_small.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="250" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>Si tratta di sei singoli impianti, chiamati Omega Garden, montati su una grande struttura portante. Il sistema promette gli stessi risultati di una serra tradizionale utilizzando uno spazio fino a dieci volte inferiore, con un uso particolarmente efficiente e privo di sprechi di acqua, luce, energia, temperatura, combustibile e lavoro.</p>
<p>Garantisce al contempo cibo sano ed eco compatibile, completamente tracciabile e prodotto in ambiente protetto.</p>
<p>In particolare il sistema a rotazione con luce interna permette un migliore sfruttamento dei lumens,  evitando la dispersione degli stessi come accade coi pannelli montati in serre dagli alti soffitti.</p>
<div id="attachment_1286" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a rel="attachment wp-att-1286" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/basil/"><img class="size-full wp-image-1286" title="idroponica in cilindro rotante" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/basil.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="221" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>L&#8217;OmegaGarden Carousel dichiara consumi ridotti, ecco alcuni dati sulla coltivazione di lattuga, con luci fluorescenti e LED:</p>
<p>CFL  6 Kilowatts all&#8217;ora (KWH)<br />
in due settimane: 1646.4 KWH per produrre 2160 unità di lattuga<br />
Consumo per unità di lattuga = 0.76 KWH</p>
<p>LED  0.48 Kilowatt all&#8217;ora (KWH)<br />
in due settimane: 171 KWH per produrre 2160 unità di lattuga<br />
Consumo per unità di lattuga = 0.079 KWH</p>
<p>Per quel che riguarda l&#8217;irrigazione, il tratto vincente del sistema sta nella sua semplicità, che consente di eliminare tubi e relativi problemi di intasamento e usura, permettendo tra l&#8217;altro l&#8217;uso del nutriente preferito senza troppi riguardi per quanto potrebbe ostruire ugelli e irrigatori.</p>
<p>Buona parte degli altri pregi dichiarati dal produttore sono semplicemente quelli insiti in una coltivazione in ambiente protetto e in idroponica,</p>
<div id="attachment_1287" class="wp-caption alignright" style="width: 166px"><a rel="attachment wp-att-1287" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/07/la-giostra-idroponica/carousel2/"><img class="size-full wp-image-1287" title="carousel idroponica in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/carousel2.jpg" alt="immagine www.OmegaGarden.com" width="156" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">immagine www.OmegaGarden.com</p></div>
<p>ma ciò non toglie che questo Carousel sia un interessante .</p>
<p>Tra l&#8217;altro l&#8217;apparente semplicità dei modelli destinati ad uso casalingo spinge senz&#8217;altro a qualche prova pratica, chi fosse abile con gli attrezzi e volesse cimentarsi in varianti personalizzate è pregato di inviarmi foto per ricevere la gloria della pubblicazione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/02Uz95UGhRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/02Uz95UGhRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1279"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pannelli LED un&#8217;illuminazione spaziale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
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		<description><![CDATA[pannelli a led per l'illuminazione delle piante nello spazio. La NASA investe in ricerche per il sostentamento degli equipaggi durante le missioni spaziali.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1254" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/18/pannelli_led_per_un_illuminazione_spaziale/led/"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="margin: 4px;" title="LED" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/LED.jpg" alt="LED" width="227" height="170" /></a>Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.</p>
<p>Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte,  si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.</p>
<p>Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.</p>
<p>Ho trovato del materiale molto interessante  negli archivi della <a title="American Society for Gravitational and Space Biology" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/issue/archive" target="_blank">“American Society for Gravitational and Space Biology”</a> ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:</p>
<p><span id="more-1253"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/351/354" target="_blank">“DEVELOPMENT AND TESTING OF AN EFFICIENT LED INTRACANOPY LIGHTING DESIGN FOR MINIMIZING EQUIVALENT SYSTEM MASS IN AN ADVANCED LIFE-SUPPORT SYSTEM.”</a> del 2005 (<em>Gioia D </em><em>Massa, </em><em>Jeffrey </em><em>C Emmerich, M E Mick, R J Kennedy,</em><em> Robert </em><em>C Morrow, </em><em>Cary </em><em>A Mitchell</em>)</li>
<li><a title="Plant-growth Lighting for Space Life Support: a Review" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/2/2" target="_blank">“PLANT-GROWTH LIGHTING FOR SPACE LIFE SUPPORT: A REVIEW”</a> del 2006 (<em>Gioia D Massa, Jeffrey C Emmerich, Robert C Morrow, C Mike Bourget, Cary A Mitchell</em>)</li>
</ul>
<p>Il programma “Advanced Life Support” (ASL) della NASA tratta anche lo sviluppo di colture per la produzione di cibo, in supporto alla vita umana in ambiente extraterrestre.<br />
Per i motivi precedentemente descritti i LED si sono dimostrati la scelta ideale per l’illuminazione di camere di crescita, se rapportati con gli altri tipi di lampade. In particolare i <strong>LED rossi</strong> con una lunghezza d’onda di <strong>640 nm</strong> si sono rivelati i più efficienti, in quanto la loro luce contribuisce per circa il 96% del processo di fotosintesi clorofilliana. Gli esperimenti hanno dimostrato che diverse specie vegetali possono essere coltivate con successo con la luce dei LED, fra cui gli spinaci, la lattuga, il radicchio, il frumento e le patate. In generale, per una normale crescita, è richiesto anche il <strong>15% di LED blu a 440 nm</strong>, che permette di equiparare la resa ottenuta, con colture cresciute con luce bianca.<br />
Alcune ricerche hanno dimostrato la necessità di un’intensa luce blu nella fase iniziale di crescita per ridurre l’ allungamento dell’ipocotile.  E’ stato provato che anche una percentuale di luce verde può avere effetti benefici sulla crescita.<br />
Lo “Specialized Center of Research and Trainingin Advanced Life Support (ALS NSCORT)” della NASA in collaborazione con <a title="Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)" href="http://www.orbitec.com/" target="_blank">“Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)”</a> hanno sviluppato un array riconfigurabile di pannelli a LED in grado di ridurre l’energia richiesta per crescere piante con luci elettriche.</p>
<p>Ogni pannello di LED è un quadrato di 6,25 cm² composto da 100 LED cosi suddivisi:</p>
<ul>
<li>64 LED rossi a 640 nm</li>
<li>16 LED blu a 440 nm</li>
<li>20 LED verdi a 540 nm + 2 fotodiodi</li>
</ul>
<p>Le ridotte dimensioni del pannello e la vicinanza dei LED permettono di ottenere uno spettro emesso uniforme.<br />
Dato che la corrente del circuito è controllata separatamente per ogni colore, sia il rapporto rossi/blu, che la loro intensità, possono essere modificati continuamente.<br />
20 pannelli di questi pannelli a LED sono montati su un supporto lineare (array) lungo circa 65 cm. In cima ad esso è collocata una scatola elettrica che contiene 2 ventilatori utilizzati per aspirare l’aria dal basso verso l’alto del supporto. Questo metodo di rafreddamento permette alle piante di crescere vicino alla fonte di luce senza bruciarsi.<em><br />
</em></p>
<p>Come si può dedurre dalle pubblicazioni e dal disegno tecnico sopra riportato le dimensioni dei LED utilizzati sono estremamente piccole: i LED rossi sono disposti su 4 file da 16 LED e, se il lato del circuito stampato su cui sono montati misura 2,54cm di lato, il diametro di ogni singolo LED non supera 1,5 millimetri.</p>
<p>L’ array di pannelli LED generalmente è disposto verticalmente nella camera di crescita ed è predisposto in modo che i singoli pannelli possano essere accesi in sequenza iniziando con i pannelli bassi in modo da seguire la crescita verticale della pianta. In questo modo non viene sprecata energia, sopratutto nella fase iniziale di crescita in cui la pianta è di dimensioni ridotte, consentendo di accendere con il giusto livello di potenza solo i pannelli che servono per illuminare le foglie.<br />
I fotodiodi montati su ogni pannello hanno lo scopo di rilevare la prossimità di elementi verdi (la pianta) in modo da poter gestire automaticamente l’accensione dei LED quando delle foglie sono posizionate davanti ad essi.</p>
<p>In alternativa alla configurazione verticale, gli array di pannelli possono essere anche disposti orizzontalmente uno accanto all’altro sopra le piante, formando cosi un unico grande pannello che fa da tetto alla camera di crescita.  Questa disposizione dei pannelli è l’ideale per illuminare la lattuga e il frumento nano. Non è però consigliabile per piante che si sviluppano in verticale come i fagioli, perchè è stato osservato che queste piante tendono a crescere molto nella parte alta dellla camera di crescita, vicino ai pannelli LED, producendo un raccolto minore rispetto all’utilizzo degli stessi array di LED disposti in verticale ed alimentati con lo stesso quantitativo di energia.</p>
<p>Spero che tutte queste informazioni possano allontanare ogni dubbio sulla reale efficacia delle lampade di crescita a LED ed essere di aiuto a chi, come me, ha intenzione costruirle e di sperimentarle in coltivazioni indoor.</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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