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	<title> &#187; substrati</title>
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		<title>Worm in progress</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[WIP – WormInProgress è un progetto senza scopo di lucro che, primo in Italia, promuove la diffusione del vermicompostaggio domestico, fornendo informazioni, assistenza, consigli, proposte. Il vermicompostaggio domestico è una pratica semplice e virtuosa, pulita e igienica, per trasformare in compost i rifiuti di origine vegetale, grazie all’azione dei lombrichi. Richiede solo un piccolissimo spazio, [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WIP – WormInProgress è un progetto senza scopo di lucro che, primo in Italia, promuove la diffusione del vermicompostaggio domestico,</p>
<div id="attachment_1873" class="wp-caption alignright" style="width: 303px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2011/07/18/worm-in-progress/worms/" rel="attachment wp-att-1873"><img class="size-full wp-image-1873 " style="margin: 4px;" title="worms-in-progress" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/worms.jpg" alt="worms-in-progress" width="293" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">immagine: www.worminprogress.it</p></div>
<p>fornendo informazioni, assistenza, consigli, proposte. Il vermicompostaggio domestico è una pratica semplice e virtuosa, pulita e igienica, per trasformare in compost i rifiuti di origine vegetale, grazie all’azione dei lombrichi. Richiede solo un piccolissimo spazio, in appartamento o sul balcone, non ha bisogno di particolare manutenzione. In più, oltre ad avere un alto valore ecologico in quanto riduce i problemi conseguenti al conferimento in discarica o inceneritore, può anche diventare fonte di guadagno (con la rivendita del compost) o di risparmio (con la riduzione della tassa sui rifiuti nelle regioni che applicano tariffe “a peso”).</p>
<p><span id="more-1872"></span>Infatti, con il vermicompostaggio domestico si danno risposte concrete a diverse esigenze: trattamento dei rifiuti in modo biologico; razionalizzazione nella gestione dei rifiuti urbani; produzione di fertilizzante a basso costo per piante d’appartamento, giardinaggio od orticultura; consapevolezza sulla produzione individuale di rifiuti; riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’economia pubblica e privata.</p>
<p>Tutto ciò è confermato dal grande sviluppo che il vermicompostaggio domestico ha in nord Europa e nord America, assumendo forme di fenomeno di massa in alcune zone periferiche di Londra, New York, Berlino, o nei quartieri urbani a spiccata vocazione giovanile ed ecologica, come Keetwoven ad Amsterdam e Nolita a New York.</p>
<p>È sufficiente una breve perlustrazione nella rete per rendersi conto di tale larga diffusione. E per verificare come qui in Italia siamo ancora all’anno 0 di questa pratica virtuosa.</p>
<p>WIP è nato per accendere l’interesse nel dibattito pubblico e diffondere la pratica nell’ambito privato.</p>
<p><a href="http://www.worminprogress.it/" target="_blank">http://www.worminprogress.it/</a></p>
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		<title>Irrigazione su diversi substrati</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 13:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'irrigazione nei vari substrati quali perlite, argilla espansa, terriccio, cocco è importante nelle colture indoor e va pianificata con cura.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coltivando in <a href="http://italgrow.com/nutrient_film_technique_cat-49.aspx" target="_blank">NFT</a> l&#8217;afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. <a title="annaffiare" rel="attachment wp-att-1346" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/irrigazione-su-diversi-substrati/annaffiare/"><img class="alignright size-full wp-image-1346" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="annaffiare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/annaffiare.jpg" alt="annaffiare" width="168" height="210" /></a></p>
<p>Sebbene alcuni lascino sempre attiva la<a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank"> pompa</a> è consigliabile una <a href="http://italgrow.com/impianti_parti_timer_per_pompa_irrigazione_product-110-1542.aspx" target="_blank">programmazione ad intervalli</a> che garantisca 10-20 irrigazioni all&#8217;ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.</p>
<p>Se il medium è la <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=perlite+vulcanica&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">perlite</a> è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.</p>
<p>Se la soluzione viene somministrata dall&#8217;alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_hydrokorrels_argilla_espansa_8_16_25l_product-44-364.aspx" target="_blank">l&#8217;argilla</a>, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.</p>
<p>L&#8217;acqua tende comunque a creare dei “canali” all&#8217;interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.</p>
<p><span id="more-1345"></span>I substrati che trattengono molta umidità come <a href="http://italgrow.com/terricci_biologici_cat-41.aspx" target="_blank">terriccio</a>, <a href="http://italgrow.com/terricci_di_cocco_cat-42.aspx" target="_blank">cocco</a> e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=rockwool+rocce&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">lana di roccia</a> tendono ad imbibirsi e va posta particolare attenzione a non esagerare con l&#8217;irrigazione, assicurandosi contemporaneamente un ottimo drenaggio.<br />
Meglio irrigare durante le ore di luce, quando l&#8217;evaporazione è alta, e tenere sotto controllo l&#8217;umidità ambientale (più è alta, minore sarà la richiesta di acqua).</p>
<p>Intervalli abbastanza lunghi tra una somministrazione e l&#8217;altra permetteranno una migliore aerazione del medium.</p>
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		<title>Tecniche colturali nella coltivazione in terra</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:33:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le tecniche che permettono di ottenere il massiomo in campo aperto. Sarchiatura, forzatura, rincalzatura, imbianchimento, diradamento, cimatura, sbottonatura, impollinazione, nutrizione, pacciamatura.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank"><em><em><a rel="attachment wp-att-1310" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/25/tecniche-colturali-nella-coltivazione-in-terra/campi/"><img class="alignleft size-full wp-image-1310" style="margin: 4px;" title="coltivare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/campi.jpg" alt="coltivare" width="404" height="303" /></a></em>Tratto da pianteamiche.com</em></a></p>
<p>Per tecniche colturali si intendono tutte quelle operazioni eseguite con  l&#8217;intento di favorire la crescita rigogliosa e produttiva delle piante; ce ne  sono moltissime, ed in questo articolo daremo una breve descrizione delle  principali.</p>
<p><strong>Sarchiatura</strong><br />
E&#8217; necessario  possedere almeno un tipo di zappa per lavorare la terra  intorno agli ortaggi e alle piante ornamentali e da frutto.<br />
La sarchiatura ha sostanzialmente due funzioni:</p>
<ul>
<li>riduce le infestanti e in tal modo aumenta la disponibilità di luce e di  	sostanze nutritive;</li>
<li>diminuisce la compattezza del suolo permettendo la penetrazione di aria  	vitale.</li>
</ul>
<p>Si afferma anche che uno strato di terra fine sulla superficie agisca da  pacciamatura impedendo un&#8217;eccessiva perdita d&#8217;acqua.<br />
Sono disponibili sul mercato molti modelli di zappe e sarchiatoi tra i quali  scegliere, il più diffuso è il sarchiatolo a tiro; questo tipo di sarchiatoio ha  una lama piatta portata all&#8217;estremità di due braccia di metallo che permettono  alla terra di passare in mezzo. L&#8217;attrezzo viene tirato e spinto, appena sotto  la superficie del suolo, in modo da recidere gli steli delle infestanti subito  sotto il colletto. Se usato troppo in profondità si rivela meno efficace nel  controllo delle erbacce.</p>
<p><span><span id="more-1309"></span></span></p>
<p>La zappa a tre denti ha l&#8217;aspetto di una forca a tre  rebbi montata ad angolo retto all&#8217;estremità di un robusto manico. Si usa con un  movimento di taglio e trazione e l&#8217;operatore procede camminando in avanti, non  all&#8217;indietro come avviene invece con il sarchiatolo a tiro. Esistono in  commercio anche altri modelli simili a questo ma dotati di lama continua. Il  sarchiatolo a collo d&#8217;oca è del tipo a manico lungo. È l&#8217;attrezzo migliore per  tracciare i solchi da semina ed è anche molto utile per rincalzare. Il  sarchiatolo a mano ne costituisce una versione molto più piccola, e lo si può  usare con una mano sola per diradare parecchie colture allo stadio di semenzali;  si tengono ferme le piantole da conservare mentre le altre vengono recise dalla  lama.</p>
<p><strong>Rincalzatura</strong><br />
Consiste nell&#8217;ammucchiare terra intorno al fusto delle piante e può essere fatta  per vari motivi.<br />
I germogli giovani e teneri che spuntano troppo presto in primavera devono  essere protetti dal gelo con una copertura di terra.<br />
E&#8217;  quanto spesso avviene per le patate e per alcune piante erbacee.  Mettere un poco di terra fine sopra i germogli usando un rastrello o un  sarchiatolo a collo d&#8217;oca; altre piante invece, crescendo sviluppano molto la  parte superiore aumentandone di conseguenza il peso, con il rischio di rompersi  in prossimità del punto di inserimento sul terreno; un mucchietto di terra alla  base del fusto ne aumenterà la stabilità. L&#8217;attrezzo più adatto è il sarchiatoio  a collo d&#8217;oca. Ortaggi coltivati per il gambo bianco e croccante vengono  rincalzati sia per escludere la luce (procedimento noto come imbiancamento) sia  per indurli ad allungarsi. Nel caso dei porri, l&#8217;operazione viene compiuta  gradualmente durante la crescita. Il sedano invece viene rincalzato alla fine  dell&#8217;estate quando le piante hanno quasi raggiunto la maturità. Tenere uniti i  gambi delle foglie con un tubo di carta odi cartone e ammucchiarvi tutt&#8217;intorno  la terra con la vanga. Nel caso delle patate la rincalzatura impedisce che i  tuberi, esposti alla luce del sole, diventino verdi e immangiabili. L&#8217;operazione  va ripetuta a intervalli di dieci giorni nei primi stadi di crescita. Gli  strumenti adatti sono la zappa a tre denti e il sarchiatolo a collo d&#8217;oca.</p>
<p><strong>Imbianchimento<br />
</strong>L&#8217;imbianchimento ha lo scopo di impedire alla luce solare di raggiungere  certi ortaggi per far sì che le foglie, le coste delle foglie e i fusti  diventino bianchi e non verdi: in tali condizioni alcuni ortaggi hanno un sapore  più gradevole e sono più croccanti. Sottraendola luce si impedisce la formazione  di clorofilla, il pigmento che dà la colorazione verde ai vegetali. Tipico  esempio di imbianchimento si ha con alcuni tipi di insalata, come ad esempio  l&#8217;indivia, che è sottoposta a imbianchimento per migliorarne il sapore; occorre  procedere cos&#8217;: coprire la pianta con un vaso di plastica; chiudere i fori di  scarico del vaso per escludere del tutto la luce; le foglie rimarranno al buio e  dopo poche settimane si potrà raccogliere indivia dal cuore bianco e croccante.</p>
<p><strong>Forzatura</strong><br />
Esistono molte piante delle quali è possibile anticipare lo sviluppo fornendo  condizioni ambientali adatte; si può così produrre fiori, ortaggi e frutta anche  fuori stagione. La maggior parte delle piante ha bisogno di calore per la  forzatura, ma una temperatura di 10-15°C sarà sufficiente. Si possono usare  serre, cassoni e «moltiplicatori». Le patate e i fagiolini si possono piantare,  da dicembre a gennaio, in vasi di cm 30 o in mastelli dove li si lascerà fino a  completo sviluppo. Dopo aver piantato le radici in vasi o cassette piene di  terriccio, mettere i contenitori sotto il bancale della serra, o in luogo  riparato dal gelo, e coprirli con un foglio di politene di colore nero sostenuto  da archetti metallici o, se si tratta di vasi, mettendo un vaso capovolto sopra  il primo. Se la luce penetrasse, i germogli ingiallirebbero e, nel caso del la  cicoria e del cavolo marino, diventerebbero amari. Le fragole invasate in estate  si possono trasferire in serra nel mese di gennaio per ottenere una produzione  anticipata, e un trattamento analogo si può applicare agli arbusti da fiore  allevati in vaso. I bulbi da fiore verranno lasciati circa otto settimane in  ambiente fresco per favorire l&#8217;emissione delle radici. Saranno poi trasferiti in  serra per anticiparne la fioritura. La maggior parte delle piante dovrebbe  essere scartata dopo una forzatura,in quanto la forzatura è una pratica  stressante per la pianta.</p>
<p><strong>Diradamento<br />
</strong>Si diradano i frutti di piante, come la vite e il pesco, che ne producono in  grande quantità. Una parte dei frutti viene eliminata mentre sono ancora piccoli  per permettere agli altri di raggiungere il pieno sviluppo. Questo intervento fa  anche risparmiare energia alle piante e aumenta le probabilità di una buona  produzione l&#8217;anno successivo. L&#8217;uva spina si può diradare dalla fine di maggio  in poi, quando i frutti sono abbastanza grossi per consumarli cotti. Togliere un  frutto sì e uno no, e lasciare che gli altri si sviluppino fino ad assumere le  dimensioni di frutta da tavola. L&#8217;uva coltivata in serra va diradata in giugno.  L&#8217;operazione va compiuta nell&#8217;arco di 10-15 giorni, eliminando dapprima gli  acini interni, poi i più piccoli, lasciando tra gli altri lo spessore di una  matita perché possano svilupparsi bene. Diradare i fiori e i frutti ancora  piccoli dei meloni, lasciandone, nelle piante coltivate in serra, uno solo per  getto.<br />
Nei meli e nei peri è opportuno lasciare solo uno o due frutti per ogni corimbo,  e questi alla distanza di cm 15 l&#8217;uno dall&#8217;altro.<br />
Diradare verso la metà di giugno e ripetere l&#8217;operazione dopo un mese.<br />
Con i susini procedere nello stesso modo, lasciando però intervalli di circa 5-8  cm.<br />
È indispensabile diradare le pesche se si vogliono frutti di grosse dimensioni.  Eseguire l&#8217;operazione per gradi; i frutti alla fine dovrebbero essere alla  distanza di cm 15.</p>
<p><strong>Cimatura</strong><br />
Molte piante sono cespugliose per natura e sviluppano un&#8217;impalcatura ben  equilibrata di rami e di germogli. Il fusto di altre possiede invece quella che  è nota come dominanza apicale: il germoglio all&#8217;apice del fusto principale  cresce vigoroso mentre viene ostacolato lo sviluppo di tutti gì i altri .Alcune  piante con questa caratteristica tendono a diventare alte, esili e brutte se non  vengono sollecitate a emettere rami laterali. Molte piante ornamentali traggono  vantaggio dalla cimatura e assumono un elegante portamento cespuglioso. La  dominanza apicale si riduce eliminando il germoglio terminale. In tal modo si  potranno sviluppare altri germogli e la pianta assumerà una forma più armoniosa.  In certi casi è opportuno praticare, in un secondo tempo, anche la cimatura di  questi germogli per mantenere alla pianta il portamento cespuglioso. I  crisantemi vengono cimati per avere fiori grandi.</p>
<p><strong>Sbottonatura</strong><br />
In piante come le rose, i crisantemi, le dalie e i garofani,è possibile decidere  se preferire avere numerosi fiori piccoli o un solo fiore grande.</p>
<p><strong>Impollinazione</strong><br />
Il trasferimento del polline dallo stame allo stimma, dall&#8217;organo maschile  all&#8217;organo femminile del fiore, è il primo stadio della produzione del seme ed è  chiamato impollinazione. Per la maggior parte delle piante da frutta  l&#8217;impollinazione è essenziale e nella serra è necessario intervenire in quanto  gli impollinatori naturali come le api possono non essere presenti al momento  della fioritura.<br />
Sui fiori del pesco e della vite nebulizzare dell&#8217;acqua o sfiorarli con un  pennello morbido per trasferire da una parte all&#8217;altra i granelli di polline. In  alcuni casi è sufficiente scuotere i fiori. Per le piante come i meloni, che  producono fiori maschili e femminili separati, staccare i fiori maschili e  passarli su quelli femminili.</p>
<p><strong>Nutrizione </strong><br />
Per ottenere uno sviluppo sano e vigoroso è indispensabile somministrare alle  piante, sia coltivate in contenitori sia in piena terra, le sostanze nutritive  necessarie. All&#8217;aperto i prodotti nutritivi presenti nel terreno vengono  dilavati dalla pioggia, mentre quelli della composta usata per i contenitori  vengono ben presto consumati dalla pianta. Da marzo a settembre tutte le piante  in fase di intenso sviluppo coltivate in vaso trarranno beneficio da  somministrazioni di fertilizzante liquido, diluito in acqua alle dosi indicate,  a intervalli di due settimane. Eseguire l&#8217;operazione solo quando il terreno  intorno alle radici è già umido per facilitare alla pianta l&#8217;assorbimento delle  sostanze nutritive. Esistono in commercio molti fertilizzanti liquidi specifici,  ma è anche possibile usare per la concimazione liquida alcuni fertilizzanti  semplici diluiti in acqua. Le piante coltivate per i frutti, come i pomodori,  trarranno vantaggio dalla somministrazione di fertilizzanti ad alto tenore di  potassio durante i primi stadi della fruttificazione. Le esigenze nutrizionali  variano col variare delle colture.<br />
Certe sostanze nutritive possono essere somministrate alle foglie delle piante  che le assorbiranno prontamente convogliandole nella linfa. La nutrizione  fogliare è utile per dare un rapido incremento alla crescita, ma la si deve  usare con cautela nelle piante con foglie pelose.</p>
<p><strong>Pacciamatura </strong><br />
Uno strato di materiale organico alto cm 5-8 distribuito intorno alle piante  coltivate in aiuola o nel bordo e serve a parecchi scopi. Si decomporrà  lentamente contribuendo ad arricchire il terreno; impedirà la crescita delle  intestanti e conserverà l&#8217;umidità del suolo.<br />
Il periodo migliore per eseguire questa operazione è la primavera.<br />
Il materiale residuo verrà interrato in autunno col forcone. Il terreno rimarrà  poi esposto all&#8217;azione degli elementi ed assorbirà le piogge invernali. È  importante che il suolo sia umido quando sì applica la pacciamatura. Se è  asciutto, la pacciamatura rallenterà il passaggio dell&#8217;acqua piovana. Per le  fragole e le patate si possono usare fogli di politene di colore nero. Stendere  sul terreno già lavorato delle strisce di politene larghe cm 80-100, fissandone  i lati in solchi poco profondi, e praticare con un coltello o con un  pianta-bulbi dei tagli sulla copertura. Le fragole vanno piantate dopo che il  politene è stato steso sul terreno. Le patate coltivate con questa tecnica non  hanno bisogno di rincalzatura poiché, pur sviluppandosi in superficie, sono  protette dalli luce dalla plastica. Benché questo tipo di pacciamatura non  arricchisca il suolo, elìmina tuttavia le erbe infestanti e conserva l&#8217;umidità,   particolarmente utile quando il materiale organico è scarso.</p>
<p><span><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank"><em>Tratto da pianteamiche.com</em></a></span></span></p>
<p></span></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1309"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Realizzare compost fai da te</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche. Tale trasformazione viene chiamata  compostaggio. Ecco come ottenere il compost fai da te.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da <a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank">pianteamiche.com</a></em></p>
<p>Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito  ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere, <a rel="attachment wp-att-1301" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/18/realizzare-compost-fai-da-te/compost/"><img class="alignright size-full wp-image-1301" style="margin: 4px;" title="compost" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/compost.jpg" alt="compost" width="193" height="128" /></a>realizzarlo non è  affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.</p>
<h4>COSA E&#8217; IL COMPOST</h4>
<p>Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante,  simile all&#8217;humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze  organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze  organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale  trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata <strong> compostaggio</strong>.</p>
<p><span><span id="more-1300"></span></span>Effettuare il compostaggio è abbastanza elementare; se si  possiede un giardino si può, in modo molto semplice, preparare un composto  efficace. Ciascuno di noi produce una sufficiente &#8220;produzione&#8221; di scarti  vegetali (residui di verdure, bucce, fondi di tè o di caffè), fiori appassiti,  legni e rami di potatura, erba tagliata del prato, foglie secche, oppure  segatura. Accumulando tutti questi materiali all&#8217;aperto oppure in un apposito  contenitore, chiamato &#8220;composter&#8221; o &#8220;compostatore&#8221; (vedi foto) si ottiene in  breve tempo il compost. Per preparare un buon composto vi sono alcune semplici  regole da seguire.</p>
<p><strong>Scelta dei materiali<br />
</strong>quelli sopra indicati sono gli ideali; meno indicati sono invece gli avanzi  di cibo di origine animale o i cibi cotti (possono attrarre insetti e animali  indesiderati), le foglie di consistenza troppo coriacea, rami e aghi di conifere  (al massimo 1/4 o 1/5 del materiale da compostare).<br />
Assolutamente da evitare vetri, tessuti, pile, vernici, farmaci, legni  verniciati; carte patinate e plastica; non vanno assolutamente utilizzati perché  inquinerebbero il compost con sostanze tossiche.</p>
<p><strong>Scelta del luogo adatto</strong><br />
Il luogo ideale per collocare il &#8220;compostatore&#8221; è un angolo ventilato,  preferibilmente a mezz&#8217;ombra o all&#8217;ombra di arbusti a foglie caduche affinché in  inverno possa avere luce e si trovi al sole in estate. Il materiale da  compostare si può introdurre nel compostatore in continuazione, aggiungendo  nuovo materiale man mano che quello più vecchio fermenta.</p>
<h4>LE FASI DEL COMPOSTAGGIO</h4>
<p>Tecnicamente il compostaggio si divide in 3 stadi.<br />
a) La temperatura comincia a crescere; si nota presenza preponderante di alcuni  batteri, chiamati <strong>mesofili</strong> in quanto richiedono una certa umidità  ambientale. In questa fase è necessaria un&#8217;elevata disponibilità di ossigeno,  altrimenti si ha  produzione di ammoniaca (e quindi di cattivi odori),  acidi e altre sostanze. La durata di questo stadio dipende dal materiale  utilizzato: da una settimana se si sono utilizzati materiali &#8220;teneri&#8221;, a 2-3  settimane se vi sono rami.</p>
<p>b)Con l&#8217;aumento della temperatura, i batteri mesofili muoiono e vengono  sostituiti da quelli detti termofili (che vogliono ambienti caldi), i quali sono  responsabili della demolizione della sostanza organica. In questa fase la  temperatura ideale è 55-60°C: nei cumuli grandi (superiori a 1m x 1m) è  consigliabile misurare la temperatura e, se questa arriva a 70°C, è necessario  insufflare aria o bagnare bene, allo scopo di far calare la temperatura; se  infatti supera i 70°C, i batteri in parte muoiono e di conseguenza il processo  non avviene in modo ottimale. Comunque se la massa è composta di diversi  materiali, come scarti vegetali, foglie e rami, la quantità di aria nel cumulo è  sufficiente per impedire un aumento eccessivo della temperatura. In questo  stadio occorre rivoltare la massa per evitare grosse differenze di maturazione  fra il prodotto interno e quello esterno ed è necessario bagnare frequentemente.  La durata del 2° stadio può essere anche di parecchi mesi.</p>
<p>c) La temperatura ritorna a 40°C; il rischio, a questo punto, è che la  produzione di acidi fertilizzanti sia eccessiva. L&#8217;aggiunta di azoto ammoniacale  (1-2 kg per m) può arrestare questo processo. Il 3° stadio può durare da alcune  settimane a qualche mese, a seconda del materiale di partenza</p>
<h4>COSA FARE PER AVERE UN OTTIMO COMPOSTAGGIO</h4>
<p>Prestare sempre attenzione al materiale di partenza; se il prodotto da  compostare è troppo umido, si svilupperanno cattivi odori; è quindi opportuno  miscelare adeguatamente i materiali umidi con quelli secchi (scarti vegetali  fini e grossi). In questo modo si otterrà, tra l&#8217;altro, un materiale di giusta  porosità con una buona circolazione dell&#8217;aria nel suo interno. Se la massa si  asciuga troppo si deve bagnare. Importante è poi il rapporto carbonio/azoto  nella miscela iniziale che dovrebbe essere compreso tra 15 e 30, cioè 15-30 g di  azoto per ogni grammo di carbonio.<br />
Poiché senza un&#8217;analisi è difficile determinare tale rapporto, si può utilizzare  come riferimento la tabella con alcuni valori guida.<br />
La misurazione della temperatura indica lo stadio in cui si trova il materiale;  la temperatura va misurata ad almeno 40 cm di profondità, con un apposito  termometro industriale graduato da 0 a 100°C.<br />
La massa va mescolata in inverno dopo 30 giorni e in estate dopo 15 giorni; è  necessario mescolare 3-5 volte al mese per il composto fresco, 4-6 per il  composto pronto e oltre 10 per il composto maturo.</p>
<p><strong>COMPOSTATORI<br />
</strong>I compostatori possono avere forma diversa e, normalmente, hanno una  capacità compresa tra i 200 e i 1000 litri. Sono dotati di alette, fessure e  sistemi di ventilazione per permettere la circolazione dell&#8217;aria e hanno il  vantaggio di nascondere alla vista il materiale da compostare; inoltre, sono  inaccessibili agli animali domestici e favoriscono la maturazione del materiale  nei periodi freddi. Per contro, se non si aprono lateralmente, l&#8217;operazione di  mescolamento risulta difficile e laboriosa.</p>
<p><strong>I VARI TIPI DI COMPOST </strong></p>
<p>Ovviamente il composto varia a seconda del materiale che sì è impiegato e  della durata del processo di compostaggio.<br />
<strong>Composto fresco:</strong> sono materiali &#8220;teneri&#8221; che hanno subito da 1 a 3 mesi  di compostaggio e quindi il processo non è ancora terminato.<br />
Per utilizzare questo prodotto deve trascorrere almeno un mese prima della  semina o della piantagione.<br />
<strong>Composto pronto: </strong>ha subito almeno 4-8 mesi di compostaggio ma la  trasformazione in humus non ha ancora raggiunto livelli particolarmente elevati.<br />
<strong>Composto maturo: </strong>a seconda delle sue componenti ha subito da 12 a 24 nesi  di compostaggio; contiene meno elementi nutritivi.</p>
<p><strong>USARE IL COMPOST</strong><br />
Il compost, a seconda del tipo e della maturazione, ha diversi impieghi. Nella  preparazione delle aiuole si consiglia il compost pronto, che però non è  consigliato per i terricci delle piante in vaso. Il composto maturo è invece l&#8217;i¬eale  per la preparazione di terricci da utilizzare per le piante in vaso.<br />
Il dosaggio consigliato è al massimo di 1/3 rispetto agli altri componenti  (torba, sabbia).</p>
<p><em>Tratto da <a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank">pianteamiche.com</a></em></p>
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		<title>Tabella guida alla coltivazione indoor</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 13:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Tabella di coltivazione indoor. Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica nelle colture indoor. Come gestire i fattori base nelle colture in interni, risposte alle più frequenti domande su ph, ec, illuminazione artificiale, substrati, aerazione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-618" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/12/617/tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor/"><img class="size-full wp-image-618 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor.jpg" alt="tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor" width="420" height="210" /></a></p>
<p>Tempo addietro avevamo redatto in collaborazione con lo staff di <a href="http://www.italgrow.com">Italgrow</a> una tabella riassuntiva dei principali parametri da considerare nella coltivazione indoor.<br />
Predisponendo una serie di sezioni principali (Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica) riproponiamo a grande richiesta  la più semplice delle guide per il neofita e non solo, in grado di fornire un prima panoramica e una serie di risposte alle più comuni domande: che portata dovrebbe avere il mio aspiratore? Cos&#8217;è un regolatore di giri? A che distanza dalle lampade devono stare le piante? Come gestisco ph ed EC? Quando va utilizzato uno stimolatore radicale? Qual&#8217;è in pratica la differenza tra i vari substrati e quale formato è idoneo alla mia situazione?</p>
<p><span id="more-617"></span><br />
Consultate la nostra tabella e vi toglierete un bel po&#8217; di dubbi.<br />
La trovate anche disponibile in formato pdf nella sezione download. Fateci sapere cosa ne pensate.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="100%" bordercolor="#000000">
<col width="29"></col>
<col width="202"></col>
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>LUCE</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Lampade</span></span></td>
<td width="79%">
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Le 			lampade devono essere HPS, MH o Fluorescenti, tutte le altre sono 			inutili. La potenza delle lampade DEVE essere abbinata a quella 			del trasformatore. </span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Es. 			<em>Sylvania Grolux 400W con trasformatore da 400W.</em></span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>MH 			=</strong> lampade ioduri metallici, luce bianco fredda, crescita 			vegetativa 18h ed eventualmente le prime 2 settimane di fioritura. </span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>HPS 			= </strong>lampade ai vapori di sodio, luce arancione, fase 			fioritura-fruttificazione a 12h di luce ed eventualmente  			germinazione.</span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>FLUO 			=</strong> lampade fluorescenti con varie temperature di colore, quelle 			più usate sono luce bianco fredda per la crescita (es. 			Envirolite White     6400K°) oppure luce bianco calda per la 			fioritura e germinazione/talee (Es. Envirolite Red 2700 K°).</span></span></p>
<p style="font-style: normal;">
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Distanza 			lampade dalle piante (cm) e spazio coperto (m2):</strong></span></span></p>
<p style="font-style: normal;">
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm; font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Fase 				di germinazione, primi giorni;</em> Fluorescenti 125-200W  = </strong>5-15cm – <em>0,4-1 m2</em> <strong>/ 400W = </strong>50-60cm 				– <em>0,8-1,5 m2</em><strong> / 600W =</strong> 60-80cm – <em>1-1,8 m2</em></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm; font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Fase 				di crescita vegetativa e fioritura;</em> Fluorescenti 125-200W = </strong>10-20cm<strong> – </strong><em>0,4-0,6m2</em><strong> / 400W = </strong>30-50cm – <em>0,8-1 				m2</em><strong> / 600W = </strong>40-60cm 				– <em>1-1,2 m2</em></span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>ARIA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Temperatura 			e umidità relativa </span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>T° 			Crescita ottimale = 21-27 C° / Range T° min-max = 15-36 C°</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>T° 			Fioritura ottimale = 23-29 C° / Range T° min-max = 18-36 			C°</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Durante 			la notte le temperature possono essere leggermente inferiori a 			quelle diurne, meglio non discostarsi troppo pena ritardo nella 			fioritura e allungamento. Nelle ultime 2 settimane invece una 			forte escursione termica favorisce la produzione di resina</em></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ricambio 			d&#8217;aria – Scelta aspiratore </span></span></td>
<td width="79%">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per 			cominciare bisogna calcolare il volume della stanza, ecco la 			formula:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>lunghezza 			x larghezza x altezza = volume totale in metri cubi.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			<strong>ricambio d&#8217;aria ottimale</strong> prevede che il volume totale 			d&#8217;aria della stanza venga cambiato almeno 30 volte in un&#8217;ora 			quindi per trovare l&#8217;aspiratore giusto basta seguire questa 			formula:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>volume 			stanza x 30-45-60</strong> (a seconda del grado di efficienza che si 			vuole ottenere)  <strong>= portata aspiratore</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Es.</strong> 1,5 x 1 x 2 m = 3 metri cubi =  3 metri cubi x 60 ricambi in 			un&#8217;ora = 180 m cubi/h portata aspiratore &#8211; <strong>In questo caso è 			idoneo l&#8217;aspiratore ELICENT da 100mm – 195m3/h</strong></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ricambio 			d&#8217;aria – Filtro per gli odori e accessori</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			filtro odori va abbinato all&#8217;aspiratore scegliendo la portata 			giusta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Oltre 			alle ragioni di spazio che devono essere valutate singolarmente <strong>il 			filtro odori dovrebbe avere una portata uguale o superiore alla 			portata dell&#8217;aspiratore</strong>. Filtri di minore capacità 			possono essere utilizzati con un aspiratore più potente 			tramite l&#8217;ausilio del regolatore di giri che limita la capacità 			dell&#8217;aspiratore stesso. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il 			Regolatore di giri,</strong> oltre a svolgere la funzione di cui 			sopra, è molto utile per almeno due ragioni: </span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Diminuisce 				drasticamente il rumore di funzionamento e la turbolenza 				dell&#8217;aspiratore. In questo caso un trucco sta nell&#8217;acquistare un 				aspiratore sovradimensionato per poi usarlo a potenza ridotta con 				il regolatore di giri , in questo modo il rumore e lo stress 				meccanico saranno minimi.</em></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Durante 				l&#8217;inverno dovendo tenere sempre in funzione l&#8217;aspiratore+filtro 				per gli odori che altrimenti si noterebbero, capita spesso di 				avere le temperature notturne e/o diurne troppo basse, regolando 				la portata dell&#8217;aspiratore e facendolo funzionare al 40-60% 				potremmo contenere la dispersione di calore e mantenere 				temperature stabili.</em></span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>ACQUA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			ph della soluzione nutriente deve essere abbastanza preciso, 			soprattutto in idroponica. Quasi tutte le carenze o disfunzioni 			partono da un errato valore del ph, troppo alto o troppo basso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per 			misurare il ph esistono 2 tipi di misuratori: quelli economici 			manuali con scala a colori e un reagente, e quelli digitali che 			leggono direttamente il valore nell&#8217;acqua, molto precisi, 			consigliati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Nella 			scelta del misuratore bisogna tenere conto delle esigenze diverse: 			per chi coltiva in terra è sufficiente una misura 			approssimata e quindi  un misuratore manuale, ma nell&#8217;idroponica è 			 necessaria la massima precisione ed è quasi obbligatorio 			avere un misuratore digitale. <strong>Per correggere il ph si usano 			speciali acidi chiamati comunemente ph meno e ph più.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Di 			seguito il range corretto per terra e idroponica.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Terra:</strong> valori compresi tra 6,0 e 7,0 sono accettabili &#8211; <strong>Valore 			ottimale = 6,3-6,8 ph .</strong>Questi 			valori sono validi per i normali terricci in commercio e non 			tengono conto di eventuali carenze o eccessi di minerali disciolti 			nel terreno, che potrebbero alterare il ph del terreno stesso; in 			questi casi è necessario verificare il ph della terra con 			un test specifico in vendita nei negozi specializzati e correggere 			con la soluzione nutritiva o con additivi organici fino al valore 			ottimale riportato sopra.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Cocco:</strong> valori compresi tra 5,5 e 6,5 sono accettabili – <strong>Valore 			ottimale = 5,8-6,2 ph</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Rockwool: </strong>valori compresi tra 5,0 e 			6,0 sono accettabili – <strong>Valore ottimale = 5,5-5,8 ph</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Idroponica: </strong>valori compresi tra 5,5 e 			6,2 sono accettabili – <strong>Valore ottimale = 5,8-6,0 ph.</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In 			idroponica pura il controllo del ph è fondamentale non 			avendo un substrato che fa da tampone ad eventuali errori. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;oscillare 			del valore nel tempo è normale, e permette anche 			l&#8217;assorbimento ottimale di tutti i nutrimenti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Problemi:</strong> </span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				sale in fretta = acqua  troppo dura, correggere il ph ed 				eventualmente considerare l&#8217;acquisto di un filtro ad osmosi o 				l&#8217;uso di acqua demineralizzata.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				sale lentamente, sempre = ottimo segno, le radici hanno 				un&#8217;elevata attività metabolica e si stanno espandendo. 				Fate attenzione ,troppe radici intasano la pompa.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				scende = segno di possibili marcescenze o di attacchi patogeni 				quali phytium e phusarium, scarsa ossigenazione dell&#8217;acqua, 				temperatura soluzione troppo alta.</span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ec</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La 			sigla EC è l&#8217;abbreviazione dell&#8217;inglese Electric 			Conductivity ovvero Conducibilità Elettrica (CE), e la sua 			unità di misura è il mS/sec (milli-Siemens al 			secondo). Questa rilevazione serve a capire quanti sali sono 			disciolti nell&#8217;acqua: essendo infatti le piante in grado di 			assorbire i sali fino ad un certo punto, e avendo come gli uomini 			bisogni diversi nelle diverse fasi di crescita, questo parametro 			risulta molto utile per sapere quanto fertilizzante somministrare 			alle nostre piante nei vari stadi. Si misura con uno strumento 			digitale chiamato <strong>Conduttivimetro o Misuratore di 			conducibilità.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;acqua 			del rubinetto ha già un suo valore di CE, che solitamente 			varia da 0,2 a 0,8 mS/sec,  ecco perchè è 			preferibile utilizzare acqua demineralizzata o osmotica , che ha 			una CE vicino allo zero. I sali disciolti nell&#8217;acqua sono 			solitamente Calcio, Magnesio e Bicarbonato di Sodio. I primi due 			sono utili, anche se fastidiosi per la tendenza ad innalzare 			lentamente il livello del ph, il terzo invece è proprio 			dannoso: se vivete vicino la mare e avete una CE molto alta, 			meglio chiedere un&#8217;analisi qualitativa al vostro acquedotto; è 			gratuita e la legge li obbliga a fornirvela.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Come 			regolarsi.</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Germinazione 				e talee =  CE min. 0,6 – max. 1,0 . In pratica alzate di 0,6 				mS/sec la CE della vostra acqua di rubinetto. </span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Crescita 				vegetativa e fioritura = CE min. 1,0 – max 2,0. Raggiungete il 				max. Tra la 4° e la 6° settimana di fioritura, poi 				scendete di nuovo fino ad arrivare a risciacquare durante 				l&#8217;ultima settimana con un valore di EC simile a quello iniziale 				per la semina e il taleaggio. Esistono in commercio prodotti 				specifici per questa fase.</span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Temperatura</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La 			temperatura dell&#8217;acqua è molto importante, in terra ma 			sopra tutto in idroponica dove può causare gravi danni se 			incontrollata.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Vale 			la regola di irrigare con acqua temperatura ambiente o leggermente 			più fredda, per l&#8217;idroponica la temperatura di riferimento 			è il range compreso tra i 15 e i 23 C°. <strong>Ottimale 			18-20 C°</strong></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>NUTRIENTI</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>E</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>AFFINI</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ammendanti 			organici </span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ne 			esistono vari tipi, vanno usati preferibilmente all&#8217;aperto e 			mischiati col terreno di base alcuni mesi prima, se possibile. 			Molti hanno la funzione di migliorare il terreno correggendo 			l&#8217;acidità e la struttura, altri hanno la funzione di 			aggiungere nutrimenti che verranno poi usati dalla pianta, ad 			esempio il sangue di bue o il guano. Le caratteristiche e le dosi 			sono sempre indicate in etichetta.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Fertilizzante 			di base liquido</span></span></td>
<td width="79%">
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Terra 				=</strong> i fertilizzanti specifici per la terra non possono venire 				usati in colture idroponiche! Quelli organici specifici per più 				medium non possono essere usati con sistemi di irrigazione 				automatica.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Cocco 				=</strong> linea specifica per questo substrato che ha caratteristiche 				uniche. Con una certa esperienza possono venir usati con successo 				anche quelli per l&#8217;idroponica classica.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Idroponica 				=</strong> fertilizzanti minerali da sali purificati, hanno tutto ciò 				che serve alla pianta , non contengono silicato che va aggiunto a 				parte. Possono essere usati in terra a ½ dose.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tutti 			i fertilizzanti vanno mischiati in acqua separatamente e tenuti al 			fresco al riparo dalla luce, le bottiglie vanno agitate prima 			dell&#8217;uso. Meglio considerare dosaggi inferiori a quelli 			consigliati, che si riferiscono a situazioni ottimali 			difficilmente riproducibili almeno per un principiante.  Quasi 			sempre è preferibile integrarli con altri stimolatori, sia 			in terra ma soprattutto in idroponica.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Stimolatori </span></span></td>
<td width="79%">
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Radici:</strong> questi prodotti <strong>vanno usati al momento della semina, rinvaso e 				trapianto, nella propagazione per talee quando le radici sono già 				formate</strong>. Hanno la tendenza ad alzare il ph.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Crescita:</strong> esistono vari prodotti, la loro funzione è di migliorare 				l&#8217;assorbimento dei nutrimenti di base e di accelerare e 				incrementare la produzione di materiale verde che sosterrà 				la fioritura in seguito. Ricordarsi sempre che senza una 				rigogliosa e sana crescita vegetativa , la fioritura non darà 				i risultati sperati. <strong>Vanno usati quando la pianta è 				adulta per tutta la fase di crescita e per le prime due settimane 				di fioritura.</strong></span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Fioritura:</strong> qui l&#8217;industria dei nutrimenti offre una vasta gamma di prodotti, 				da distinguere in stimolatori naturali e additivi fertilizzanti:</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Stimolatori 				naturali:</em> </strong>a base di amminoacidi e oli essenziali, hanno 				la funzione di attivare gli ormoni della fioritura e di 				concentrare e aumentare la produzione di principi attivi e 				resina; aumentano il tenore zuccherino quindi migliorano il 				sapore del prodotto finale. Alcuni esempi di nomi commerciali:  				Plagron Green Sensation, Biobizz Topmax, B-cuzz Bloom Stimulator 				etc&#8230; <strong>Vanno usati dai primi 15 gg in avanti, tranne l&#8217;ultima 				settimana.</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Additivi 				fertilizzanti:</em></strong> sono fertilizzanti a tutti gli effetti in 				quanto contengono macro elementi in quantità rilevanti. Il 				più comune è appunto il <strong>PK 13-14</strong>, un mix di 				fosforo e potassio altamente concentrato da usare in fioritura 				per aumentare la resa finale e la compattezza delle cime. Questo 				prodotto nasce insieme ai fertilizzanti a due componenti A+B in 				quanto essi vanno usati sempre nelle medesime proporzioni per 				tutto il ciclo. Per variare le proporzioni di nutrimento NPK 				(Azoto-Fosforo-Potassio) e quindi la dieta della pianta è 				necessario aggiungere questo additivo diminuendo le dosi del 				nutrimento di base. In questo modo avremmo un rapporto di fosforo 				e potassio più alto, necessario alla pianta in certe fasi 				della fioritura. <strong>Va usato  a metà fioritura  quando le 				piante smettono di allungarsi e incominciano a sviluppare i 				boccioli o frutti. Può venire usato  per una-due volte 				fino ad un massimo di una settimana, o a dosi ridotte per 2-3 				settimane, a partire dalla seconda-terza dall&#8217;inizio del periodo 				12/12 h fino alla quinta-sesta settimana.</strong> Attenzione al sovra 				dosaggio, controllare che i valori di CE non siano superiori a 				2,0.</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Flushing 				o risciacquo: </strong>Svolgono la 				funzione di lavare via i nutrimenti in eccesso nel substrato e 				nei tessuti della pianta, migliorandone il gusto. <strong>Vanno 				usati gli ultimi 7-15 giorni.</strong></span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>SUBSTRATI</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Terra</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 			molti terricci pronti , pre-fertilizzati con sostanze organiche e 			alleggeriti con perlite per un drenaggio ottimale, che solitamente 			forniscono nutrimento a sufficienza per due-cinque settimane. 			Portiamo ad esempio la linea Plagron:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Grow 				mix:</strong> classico terriccio con due, tre settimane di 				fertilizzazione, va usato insieme ai fertilizzanti liquidi di 				crescita e fioritura a partire dalla 2-3 settimana</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Bat 				mix:</strong> terriccio pre fertilizzato con Bat Guano ad alto 				contenuto di fosforo, ideale per la fioritura, permette una 				crescita rigogliosa per tutto il ciclo senza ausilio di 				fertilizzanti di base.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Royalty 				mix:</strong> il più completo della gamma, addizionato con  				funghi e  muffe benefici per la protezione delle radici. E&#8217; 				possibile portare a termine il ciclo senza aggiungere 				fertilizzanti di base.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E&#8217; 			consigliabile utilizzare gli stimolatori di radici, crescita e 			fioritura anche quando non è necessario usare il 			fertilizzante di base.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Cocco</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 				tre principali formati di questo substrato, eccone le 				caratteristiche principali:</span></span></p>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Coco 				Brick:</strong> cocco pressato e disidratato in mattonelle, per 				prepararlo all&#8217;utilizzo si immerge in acqua dove deve restare per 				circa un&#8217;ora. Ogni Brick ha una capacità di circa 9lt di 				substrato.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Fibra 				di cocco:</strong> confezionato come i classici terricci in confezioni 				da 20 e 50 lt, è già pronto all&#8217;uso. </span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Lastre 				di cocco: </strong>lastre di 				100cm x 15cm di fibra di cocco rivestite in plastica, da usare 				con i sistemi di irrigazione automatica, vanno appoggiati su 				speciali vasi chiamati Libra o sui vassoi drenanti Duma. E&#8217; 				opportuno effettuare dei tagli del rivestimento sul fondo per il 				drenaggio che dovrebbe essere pari al 20% del volume d&#8217;acqua 				usata per l&#8217;irrigazione. </span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Idroponica</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 				vari tipi di substrato inerte:</span></span></p>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Rockwool:</strong> il più usato finora sotto forma di lastre o cubi di varie 				misure, per la sua composizione chimico fisica ha una buona 				capacità di trattenere acqua e anche quando completamente 				saturo mantiene una buona ossigenazione, essendo il suo ph molto 				alcalino prima di utilizzarlo va lasciato a bagno 24-48 ore in 				una soluzione a ph corretto a 5,5-5,8.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Perlite:</strong> substrato molto leggero, altamente drenante con poca capacità 				di trattenere l&#8217;acqua, ottimo se usato nei sistemi a 				gocciolamento continuo o in aeroponica. ph neutro.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Hydrokorrels: </strong>argilla espansa per l&#8217;idrocoltura, si lascia attraversare 				dalle radici, ha una discreta capacità di trattenere 				l&#8217;acqua ed è un buon drenante. ph neutro.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Diahydro:</strong> un silicato fossile estratto da depositi di alghe marine ha una 				buona capacità di trattenere l&#8217;acqua ma contemporaneamente 				è un buon drenante. Apporta silicato. ph neutro.</span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="5" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>IDROPONIA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">NFT</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				che consiste nel far scorrere un velo d&#8217; acqua e nutrimenti su un 				vassoio dove poggiano le radici. Il substrato più 				utilizzato è il rockwool in cubi dove alloggeranno le 				talee già radicate.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> facile manutenzione, facile accesso alle radici, sviluppo e 				maturazione dei frutti molto rapida </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> rischio di seccare le piante in caso di black out, non permette 				cicli troppo lunghi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> Nutriculture Gro tank, Nutriculture Multiduct </span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ebb&amp;Flood</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				che consiste nell&#8217;allagamento di un vassoio drenante, dove sono 				alloggiate le piante sorrette da un substrato tipo perlite o 				argilla espansa. Grazie ad un timer si può temporizzare 				l&#8217;allagamento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi: </strong>ossigenazione molto efficace, supporta piante perenni e cicli 				lunghi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> non si accede alle radici, richiede discreta esperienza  nel 				programmare i cicli di irrigazione</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> Nutriculture Ebb &amp; Flood , Nutriculture Flo 				Gro</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Deep 			Water</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				idroponica molto semplice, si tratta di alloggiare le piante al 				di sopra di una vasca piena di soluzione nutritiva e ossigenata 				da un areatore. Le piante si sostengono con i vasi sul coperchio</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> semplicissimo da usare e da mantenere, molto efficace, economico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> se non si usano gli irrigatori va innaffiato a mano i primi 				giorni, necessita di costante ossigenazione esterna.</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Drip 			system</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 				classico sistema a gocciolatori, può venir usato con tutti 				i substrati, solitamente consiste in una vasca d&#8217;acqua che grazie 				ad un sistema di pompaggio distribuisce a tutti i vasi la 				soluzione nutritiva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> Espandibile e modulabile, accetta tutti i substrati, economico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> Manutenzione frequente e difficoltosa, grosso spreco d&#8217;acqua e 				fertilizzanti, necessità di usare un substrato.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> General Hydroponics Water farm , Nutriculture 				Flo Gro</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Aeroponica</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Evoluzione 				dell&#8217;idroponica, basata su nebulizzazione della soluzione 				nutritiva tramite degli spruzzatori installati a livello 				radicale, comandati da una vasca centrale di miscelazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> crescita ancora più rapida, ossigenazione ottimale delle 				radici, nessun substrato, ridotto uso di acqua e fertilizzante .</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> in caso di guasto rischio elevato di disidratazione, supporta 				piante di piccole dimensioni, difficoltà nell&#8217;affrontare 				cicli lunghi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali: </strong>General Hydroponics Aeroflo, General Hydroponics 				Aerofarm, Nutriculture Amazon, Nutriculture Propagator</span></span></ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>immagine: <a href="http://psd.tutsplus.com">http://psd.tutsplus.com</a></em></p>
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		<title>Capire se il terreno è acido o alcalino</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 17:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è sempre facile capire sei il pH del terreno è acido o alcalino. Approfondimento sulla chimica e sulle reazioni del terriccio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In linea generale si può affermare che i <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=144" target="_blank"> terren</a>i sabbiosi tendono ad essere acidi, mentre quelli argillosi   e <a title="terra-terriccio-torba-terreno-soil" rel="attachment wp-att-446" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/02/27/capire-se-il-terreno-e-acido-o-alcalino/terriccio/"><img class="alignright size-medium wp-image-446" title="terriccio" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/terriccio.jpg" alt="" width="169" height="169" /></a>calcarei alcalini; per rimediare ad una eccessiva acidità va   aggiunta della calce, mentre per dare più al alcalinità al   terreno si dovrà procedere con concimazioni di   letame.</p>
<p>L&#8217;acqua piovana o irrigua che circola nel   terreno si mischia a particelle del suolo che chiamiamo sali   minerali, presenti nel terreno stesso o aggiunti con le   concimazioni. Parte di questi sali viene trattenuta dalle argille   presenti nel terreno (potere assorbente), altri si disciolgono   nell&#8217;acqua (soluzione circolante) arrivando così fino alle radici   delle piante.<span id="more-445"></span><br />
Il <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">pH</a> del terreno dipende dalla quantità   di ioni OH o H presenti nella soluzione circolante: con più ioni   OH la reazione è basica o alcalina, con più ioni H è acida. Se   ioni OH e H si equivalgono la reazione è neutra.<br />
Il rapporto tra ioni OH e H viene misurato   con una scala di valori che va da O a 14: l&#8217;acidità va da O a   6,9, la massima è O e la minima 6,9; il 7 indica la neutralità   (ossia la parità tra ioni OH e H); l&#8217;alcalinità va da 7,1 a 14,   il massimo è 14 e il minimo 7,1.<br />
Terreno fortemente acido: pH   4</p>
<p>Terreno acido: pH 5</p>
<p>Terreno moderatamente acido: pH 6</p>
<p>Terreno neutro: pH 7</p>
<p>Terreno calcareo: pH 8</p>
<p>Terreno fortemente calcareo: pH  9</p>
<p>Un terreno con pH superiore a 7 viene   detto alcalino. Viene definito acido un terreno con pH inferiore   a 6,5. Terreni con valori di pH superiori a 8,5 o inferiori a 4,5   sono rari.</p>
<p><strong>La reazione chimica   ideale</strong></p>
<p>La maggior parte delle più comuni piante   da giardino sono indifferenti al tipo di terreno, ma gradisce   terreni con reazione che oscillano da pH 6,5 a pH   7,2.</p>
<p>A prescindere da ciò abbiamo 3   categorie:</p>
<p>quelle che tollerano o addirittura   preferiscono terreni calcarei (o alcalini);</p>
<p>quelle che non tollerano terreni   calcarei e vogliono terreni acidi;</p>
<p>quelle che prosperano sia in terreni   acidi, sia in terreni calcarei.</p>
<p>Le piante che non tollerano terreni   calcarei posso crescere soltanto in terreni acidi o neutri. Le   più importanti tra queste sono i Rododendri, insieme ad altre   piante come l&#8217;Azalea, la Kalmia, il Pieris, la Gaultheria, il   Liquidambar, la Canapa, l&#8217;Erica, La Camelia, L&#8217;Andromeda, Il   Quercus Ilex, La Kalmia e Il Lupino.<br />
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<p>Le piante che amano terreni calcarei   danno risultati meno buoni in terreni acidi a neutri (per esempio   le Rose).</p>
<p>Molti ortaggi crescono meglio in un   terreno leggermente acido, con un pH di circa 6,5; invece,   cavoli, fagioli, cipolle e asparagi crescono anche in terreni a   pH 7.</p>
<p>Quasi tutta la frutta richiede un terreno   neutro o leggermente acido, mentre i fichi e l&#8217;uva sopportano una   leggera alcalinità.</p>
<p>Ogni vegetale ha quindi particolari   esigenze in fatto di <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">pH</a>. Ed è quindi molto importante riuscire a   misurarne il valore prima di impiantare un giardino o di usare un   substrato.</p>
<p>La conoscenza del grado di <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">pH</a> del terreno   può essere utile inoltre nella cura di alcune malattie, quali la   scabbia delle patate che tende ad attaccare in terreni ad alto   contenuto di calce.</p>
<p><strong>Misurazione del pH del   terreno</strong></p>
<p>Attenendoci ad una valutazione empirica,   diremo che generalmente i <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">terreni</a> sabbiosi tendono all&#8217;acidità,   mentre quelli argillosi e calcarei all&#8217;alcalinità.</p>
<p>La carenza di calce determina l&#8217;acidità   del <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">terreno</a>. Se Il terreno è ricco di calce viene definito   alcalino. Se manca di calce è detto acido.</p>
<p>Per conoscere il <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">pH</a> del proprio terreno si   può mandare un campione del <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=140" target="_blank">suolo</a> a uno dei laboratori   specializzati che offrono questo servizio di analisi, ma esistono   in commercio i prodotti necessari per eseguire un controllo   approssimativo.</p>
<p>Prelevare piccoli campioni in punti   diversi del giardino e immergerli nella soluzione fornita insieme   all&#8217;attrezzatura. Lasciar depositare le particelle, quindi   confrontare il colore del liquido con la scala cromatica inclusa   nella confezione. <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">Il valore di pH</a> è indicato dall&#8217;intensità del   colore assunto dalla soluzione nella provetta.</p>
<p>Il controllo dovrà essere regolare,   soprattutto quando si tenta di modificare una reazione anomala.   Uno dei più efficaci strumenti per misurare l&#8217;acidità del terreno   è il Piaccametro Harvest, che è l&#8217;unico misuratore del pH dei   terreno a lettura immediata: basta introdurlo nel terreno e   leggere sul quadrante <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">il valore in pH</a>.</p>
<p>Le cartine reattive si usano solo quando è   sufficiente stabilire molto approssimativamente il pH del terreno   e sono particolarmente utili per saggi orientativi in   campo.</p>
<p>Si opera direttamente sulla sospensione   del terreno immergendovi la cartina imbevuta di liquido   indicatore, si confronta poi il colore assunto dalla cartina con   quello di una scala colorata appositamente   stampata.</p>
<p>Un tipo di cartine è imbevuto   uniformemente dei vari indicatori, in modo da registrare il   cambiamento di colore nei singoli campi di pH dell&#8217;indicatore.   L&#8217;approssimazione del saggio è di circa 0,2-0,3 <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?p=273" target="_blank">pH</a>.<br />
<em>A cura di Smigs</em></p>
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		<title>Il cocco come sostituto della terra</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 22:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si è alle prese con una coltivazione domestica l&#8217;uso del terriccio può rivelarsi molte volte scomodo e poco pratico. In questo articolo consideriamo l&#8217;uso di un altro substrato come valida alternativa: la fibra di cocco. L&#8217;uso della terra indoor ha una serie di possibili svantaggi rispetto all&#8217;uso della fibra di cocco. La terra sporca: [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si è alle prese con una coltivazione domestica l&#8217;uso del terriccio può rivelarsi molte volte scomodo e poco pratico. In questo articolo consideriamo l&#8217;uso di un altro substrato come valida alternativa: la fibra di cocco.</p>
<p>L&#8217;uso della terra indoor ha una serie di possibili svantaggi rispetto all&#8217;uso della fibra di cocco.<br />
La terra sporca: sporca la casa, le mani, gli attrezzi, l&#8217;acqua di scolo, i vasi.<br />
La terra indoor può risultare sensibile all&#8217;attacco di muffe ed esser ricettacolo di insetti, dalle formiche ai moscerini molti cercheranno riparo all&#8217;interno dei nostri vasi. A meno che non si adoperi un terriccio “top” di indiscussa qualità, sarà molto probabile che all&#8217;interno vi siano uova di insetti, o funghi patogeni dell&#8217;apparato radicale se non marcescenze o muffe.<span id="more-321"></span></p>
<p>La terra pesa, e spostare i vasi dopo l&#8217;annaffiatura diventa problematico.<br />
Tutto questo senza tenere in considerazione gli innumerevoli pregi del terriccio per coltivazioni indoor, ma semplicemente sottolineando i difetti che risultano evidenti rispetto all&#8217;uso della fibra di cocco come substrato.</p>
<p>La fibra di cocco infatti essendo come dice il nome stesso  fibrosa e non polverosa non sporcherà quanto la terra e le mani, gli strumenti, i vasi, la zona di coltivazione eccetera saranno molto più facili da mantenere puliti. Il cocco, essendo composto da fibre inerti, è molto meno esposto alla formazione di muffe e attirerà meno gli insetti.</p>
<p>Degraderà molto lentamente e saranno quindi meno probabili casi di marcescenze.<br />
Il cocco è molto più leggero del terriccio, favorendo gli spostamenti dei vasi in qualsiasi momento. Questa sua stessa caratteristica favorirà inoltre un eccezionale sviluppo dell&#8217;apparato radicale, le radici infatti si espanderanno e si faranno strada nella fibra di cocco molto più velocemente che nel terriccio. E questa caratteristica non è da sottovalutare in quanto una più veloce e migliore radicazione favorirà un&#8217;esplosiva crescita vegetativa, una veloce radicazione dei cloni ed una maggior produzione di fiori/frutti.<br />
Oltretutto la fibra di cocco potrà essere riutilizzata due o tre volte, basterà liberarla dalle vecchie radici e sciacquarla con una soluzione a Ph regolato.</p>
<p>Il cocco, proprio per le sue specifiche caratteristiche può anche essere utilizzato all&#8217;interno di sistemi idroponici, una volta prese le opportune precauzioni, onde evitare che le fibre vadano ad intasare condotti e filtri sarà opportuno predisporre un sistema atto ad evitare che dal vaso le fibra passino al serbatoio. Il cocco può essere irrigato da un sistema automatico a gocciolamento o a flusso così come essere irrigato manualmente come si fa col terriccio; le irrigazioni però dovranno essere più frequenti rispetto a quante ne servirebbero per la terra in quanto la fibra di cocco tende ad asciugarsi più in fretta.</p>
<p>Non tutti i mali vengono per nuocere in quanto una più assidua irrigazione provvede ad un più assiduo risciacquo dell&#8217;apparato radicale ed a un continuo apporto di sostanze nutritive “fresche” (si previene quasi del tutto la salificazione di molte sostanze all&#8217;interno dei vasi e del substrato).<br />
La soluzione nutritiva per le piante coltivate in fibra di cocco dovrebbe essere sempre  somministrata ad un livello di Ph compreso tra il 5,8 e 6,2. Esistono in commercio vari tipi di fertilizzanti specifici per l&#8217;uso in fibra di cocco, la maggior parte bicomponenti, alcuni monocomponente, e tutti riporttano un livello di Ph consigliato a cui somministrare la soluzione nutritiva.</p>
<p>Il cocco viene venduto sia in sacchi, già sbriciolato ed idratato, oppure in panetti secchi e compressi.<br />
Per utilizzare un panetto di cocco lo si dovrà bagnare e sbriciolare come illustrato nella sequenza fotografica. Meglio se all&#8217;acqua usata per idratare il cocco aggiungiamo un poco di micorrize tipo Trichoderma e magari uno stimolatore radicale. Ovviamente l&#8217;acqua dovrà essere a Ph regolato.</p>
<p>Nel nostro esempio una pianta di peperoncino africano “Piri-piri” viene trasferita da un sistema idroponico al cocco. E&#8217; uno shock minore rispetto al trapiantare da idroponica al terriccio, sia per la maggior facilità per l&#8217;apparato radicale di espandersi sia per la maggior frequenza di irrigazioni. Il cocco in pratica può essere considerato una via di mezzo fra i due metodi di coltivazione, è molto versatile in questo senso.</p>
<p>Potrebbe essere preso in considerazione anche come valido approccio ad un sistema automatizzato o semi-automatizzato di irrigazione per chi non se la sente di abbandonare per sempre l&#8217;annaffiatoio a mano ma che vuol cominciare a prendere confidenza con la regolazione del Ph, il dosaggio dei fertilizzanti e la frequenza delle irrigazioni.<br />
Il coltivatore domestico ha nella fibra di cocco una valida alternativa al terriccio, e dato il costo limitato della stessa vale sicuramente la pena fare una prova.</p>
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		<title>Coltivare peperoncini nella lana di roccia</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 21:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[in collaborazione con fatalii.net Uno dei tanti metodi per coltivare in idroponica prevede l&#8217;uso di un substrato di lana di roccia, versatile e gestibile, che offre la possibilità di monitorare al meglio le piantine. Questo articolo intende aiutare i novelli coltivatori ad iniziare al meglio le loro colture. Avvio Indoor Come la vermiculite, l&#8217;argilla espansa [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>in collaborazione con <a href="http://www.fatalii.net/" target="_blank">fatalii.net</a></em></p>
<p>Uno dei tanti metodi per coltivare in idroponica prevede l&#8217;uso di un substrato di lana di roccia, versatile e gestibile, che offre la possibilità di monitorare al meglio le piantine.<br />
Questo articolo intende aiutare i novelli coltivatori ad iniziare al meglio le loro colture.</p>
<p>Avvio Indoor</p>
<p>Come la vermiculite, l&#8217;argilla espansa e altri materiali inorganici, la lana di roccia è un medium neutro ed inerte che non contiene nessun nutriente, ma con un alto potere di assorbimento e mantenimento dell&#8217;acqua.<br />
Come il nome suggerisce la lana di roccia è costituita da roccia disciolta dal calore e solidificata successivamente in fibre all&#8217;interno di appositi contenitori, che viene successivamente tagliata nelle pratiche forme che il nostro garden di fiducia ci offre, come la classica lastra, i cubi in varie dimensioni e i pannelli.<span id="more-277"></span><br />
E&#8217; importante ricordare che solo la lana di roccia commercializzata specificamente per uso ortobotanico può essere utilizzata nella coltivazione, e che quella venduta per altri scopi, ad esempio come isolante, è trattata con sostanze chimiche e olii che ucciderebbero le piante.<br />
La scelta di questo materiale è dettata anche dal fatto che anche quando è saturo d&#8217;acqua mantiene una grande quantità di aria fra le sue fibre, scongiurando così il pericolo di marcescenze nelle radici; inoltre è un substrato sterile, che non sembra gradito ai funghi infestanti, facile e leggero da maneggiare e che non sporca.<br />
Ovviamente c&#8217;è anche il rovescio della medaglia, ad esempio il fatto che un medium neutro richiede un costante monitoraggio dei valori del pH, ma soprattutto la necessità di attenersi a qualche semplice regola.</p>
<p>Sicurezza</p>
<p>Sebbene la teoria secondo la quale il rockwool sarebbe cancerogeno sia stata smentita da parecchio, è bene prendere le dovute precauzioni per evitare l&#8217;effetto irritante che questo materiale ha quando è manipolato a secco.</p>
<p>Ricordiamo dunque che è buona norma spruzzarlo con acqua prima di maneggiarlo, indossare guanti ed evitare di respirarne la polvere, in quanto le fibre hanno un&#8217;azione meccanica sulla pelle e sulle vie respiratorie che possono causare arrossamento, prurito, ed irritazioni.</p>
<p>Sapore</p>
<p>Bene, stabilito come procedere facciamo una piccola premessa riguardo a diffusi pregiudizi sul gusto dei prodotti ottenuti idroponicamente.<br />
Molte persone associano il classico pomodoro &#8220;che non sa di niente&#8221; o la verdura acquosa alla coltura fuorisuolo, dimenticando che il fattore che più influisce sul sapore è la genetica scelta.<br />
Il prodotto economico del supermercato infatti è solitamente un cultivar veloce, che matura in fretta, ottenuto badando al soldo per avere frutta e verdura bella da vedere, resistente alle malattie e al trasporto, spesso raccolta acerba e maturata in bui container.<br />
E&#8217; ovvio che con queste premesse non avremo mai nel piatto saporite prelibatezze ma solo insipidi vegetali, siano cresciuti essi in idroponica o nel migliore terriccio.<br />
Una pianta cresciuta con abilità e cura da un buon giardiniere idroponicamente avrà un aroma senza nulla da invidiare alla coltura organica bio, pronto nella metà del tempo.</p>
<p>pH ed EC</p>
<p>Se avete quindi deciso di diventare un buon coltivatore idroponico la prima cosa di cui preoccuparsi è del nutrimento delle piantine: per sapere se state lavorando correttamente è basilare monitorare i valori di pH ed EC.</p>
<p>La sigla pH (potentia hidrogenii) indica il grado di acidità della soluzione nutritiva. Un valore di 7.0 determina una soluzione neutra, mentre con un pH di 0.0 sarebbe totalmente acida e con pH 14  totalmente basica.<br />
Nella coltivazione in terra il valore ottimale si aggira intorno al 7, ma in rockwool è preferibile un valore compreso tra 5.5 e 6.5, in modo che i nutrienti siano facilmente assimilati dalle radici.<br />
Con un pH inferiore a 5 le piante iniziano a soffrire, e sotto a 4.5 le radici vengono irrimediabilmente danneggiate.</p>
<p>EC significa electrical conductivity, ovvero conducibilità elettrica, e permette di misurare la quantità di sali disciolti attraverso la capacità di una soluzione come conduttore elettrico: L&#8217;acqua distillata ha un valore EC di 0.0.<br />
Per i peperoncini adulti è consigliabile mantenere l&#8217;EC tra 1.4 e 1.8, mentre le piantine appena germinate e le talee vanno tenute in valori compresi tra 1.0 e 1.2.</p>
<p>Rilevando valori superiori a 2.0 abbiamo un chiaro indizio di sovrafertilizzazione, verificabile anche dai sintomi della pianta, come arrotolamento e necrosi delle foglie, che presentano punte brune e morte. Utilizzando un substrato inerte come la lana di roccia abbiamo la certezza che non altererà in nessun modo i valori che ci interessano.</p>
<p>Attrezzatura necessaria</p>
<p>Alla luce di quanto appena detto sono è indispensabile procurarsi un misuratore del pH e uno dell EC ( o una versione combinata) che ci permetteranno un perfetto controllo della soluzione nutriente; senza di essi il fallimento è praticamente assicurato perché sarebbe impossibile contrastare le fluttuazioni dei valori. La marca che consiglio -economica e affidabile- è Milwaukee.</p>
<p>Altrettanto indispensabili sono i nutrienti, specifici per idroponica: mai utilizzare per nessuna ragione fertilizzanti generici o pensati per altri substrati o sostanze estranee valide nella coltura in terra (sangue di bue, gusci d&#8217;uovo, cenere).<br />
In idroponica infatti, essendo un tipo di coltivazione &#8220;pulita&#8221; sono assenti i funghi e i batteri utile alla decomposizione di tali fertilizzanti che finirebbero per marcire.<br />
Per tenere sotto controllo il pH è necessario dotarsi anche di apposite soluzioni condizionanti, chiamate solitamente pH down e pH up, anche se solitamente l&#8217;acqua del rubinetto tende ad essere troppo basica per via degli elementi disciolti in essa, rendendo così necessario il solo utilizzo di un prodotto acidificante (pH down).<br />
Per dosare i vari prodotti procuratevi qualche dosatore e pipetta graduata, o siringa, assicurandovi che abbiano una scala comprendente i millilitri.<br />
Peri nutrimenti, i pH down-up e i dosatori la mia marca di riferimento è General Hydroponic Europe.</p>
<p>Qualità dell&#8217;acqua</p>
<p>Inizialmente sarà bene determinare la qualità dell&#8217;acqua a disposizione, dura (con alte percentuali di calcio e magnesio) o morbida.<br />
L&#8217;acqua dura ha un pH e un EC elevati: è necessario controllarla regolarmente ed abbassare i valori con il pH down, ma si può risparmiare tempo e fatica con un serbatoio capiente (intorno ai 40 litri) che basterà per una settimana e mezzo / due.<br />
In rari casi di acqua con grandi concentrazioni di carbonati può essere veramente difficoltoso mantenere il pH stabile, ma si può rimediare attrezzandosi con un filtro ad osmosi inversa.</p>
<p>La soluzione nutritiva</p>
<p>Come abbiamo detto il rockwool non contiene nessun nutrimento, quindi sarà il coltivatore a somministrare quanto la pianta necessita aggiungendolo all&#8217;acqua a pH controllato.<br />
Nella scelta dei fertilizzanti bisogna leggere le etichette e badare che nel set primario di nutrienti figurino gli elementi NPK, ovvero nitrato, fosforo e potassio (Nitrate, Phosphorus e Kalium).<br />
Inoltre un buon prodotto segnalerà la presenza di tutti i nutrienti secondari utili.<br />
Nella mia esperienza personale trovo particolarmente apprezzabili i fertilizzanti tricomponenti, composti appunto da tre bottiglie contenenti ognuno una formula diversa, due delle quali riferite ad un diverso stadio della crescita e la terza ricca di microelementi.<br />
Utilizzando questo tipo di fertilizzazione sarà possibile avere completo e diretto controllo su ogni fase dello sviluppo della pianta: radicazione, fase vegetativa, fase di fioritura, produzione dei frutti.</p>
<p>Nel caso dei peperoncini a volte le ultime fasi possono sovrapporsi, perché capita che la pianta continui a fiorire anche durante la crescita dei frutti.<br />
Ogni stadio ha specifiche esigenze, per cui nella radicazione aumenta il bisogno di fosforo, nella vegetazione quello di nitrati e potassio, durante la fruttificazione bisogna somministrare più potassio e diminuire i nitrati per mantenere le foglie sane.<br />
Molti fertilizzanti per idroponica sono stati pensati per nutrire piante ad uso medico ed enfatizzano molto la fase della fioritura, con un focus sui principi attivi derivanti: nel nostro caso però quello che ci interessa è il frutto, per cui è bene iniziare con una dose dimezzata rispetto a quella indicata in etichetta, misurare l&#8217;EC e verificare che tutto sia nella norma.<br />
Potremo poi procedere e sistemare il pH.<br />
E&#8217; altamente raccomandabile tenere nota di quello che facciamo, in modo da non essere costretti a procedere per tentativi avendo segnato le giuste combinazioni e le quantità adatte.<br />
Se durante la coltivazione doveste correggere il pH ricordate di farlo sempre gradualmente, un cambiamento troppo repentino dell&#8217;acidità rovinerebbe la soluzione e danneggerebbe la pianta.</p>
<p>Preparare la lana di roccia</p>
<p>Per funzionare al meglio e conservare le proprie caratteristiche la lana di roccia deve essere condizionata prima dell&#8217;uso, preparate dunque una soluzione di acqua con un pH stabilizzato intorno al valore di 5.2, quindi immergetevi il rockwool e lasciatelo in ammollo 24 ore.<br />
Questo assicurerà che l&#8217;acqua penetri in ogni fibra e stabilizzerà il pH del substrato. Ora lasciate defluire strizzando se è necessario, e bagnate infine con la soluzione nutritiva.</p>
<p>Annaffiature</p>
<p>La lana di roccia può essere utilizzata in sistemi Ebb and flow o con gocciolatore, ma non in Deep Water, dove le radici marcirebbero o soffocherebbero.<br />
La scelta migliore resta la combinazione rockwool/gocciolatore, dove la soluzione può essere somministrata da una a molteplici volte in una giornata, in quantità tale da far defluire circa il 10-20% della soluzione stessa ad ogni innaffiatura in modo da eliminare indesiderati depositi di sali.<br />
Ogni una o due settimane si bagneranno le piantine con acqua pura a pH stabile, per sciacquare eventuali residui.<br />
Ovviamente si può procedere all&#8217;annaffiatura a mano, seguendo tempi e criteri vicini a quelli della coltivazione in terra. Nella fase di radicazione può essere d&#8217;aiuto lasciare asciugare un poco il cubetto di lana di roccia, perché le radici crescano di più alla ricerca dell&#8217;acqua.</p>
<p>La fase preparatoria della coltivazione in rockwool richiede un po&#8217; di lavoro; dovranno essere effettuate parecchie misurazioni, in modo da conoscere perfettamente, nelle fasi avanzate, quali sono e come dovrebbero essere i valori della soluzione.<br />
I campioni prelevati con una siringa dal cubetto risulteranno un po&#8217; differenti dalla soluzione nel serbatoio, con pH più alto ed EC più basso.<br />
Un EC alto significherà che c&#8217;è uno sgradito deposito di sali che deve essere immediatamente risciacquato via con acqua pura a pH stabilizzato.<br />
Un pH alto invece ci dice che l&#8217;acqua non è stata adeguatamente corretta o sufficientemente decantata prima dell&#8217;uso e i carbonati l&#8217;hanno resa basica.</p>
<p>Trapianto</p>
<p>Uno dei maggiori vantaggi del substrato scelto è che possiamo direttamente prendere il cubetto dove la piantina è germinata e semplicemente infilarlo in un cubo più grosso, che a sua volta verrà posto sulla lastra.<br />
Niente sporcizia e nessuno shock per la pianta dunque. Immediatamente dopo il trapianto è buona norma somministrare più fosforo e meno nitrati per incoraggiare la radicazione, tenendo sempre presente che nessun elemento va mai tolto del tutto o sorgeranno delle carenze.</p>
<p>L&#8217;articolo è online sul sito <a href="http://www.fatalii.net/" target="_blank">http://fatalii.net/</a></p>
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		<title>Tetti verdi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 18:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; difficile coniugare la necessità di spazi verdi con le esigenze pratiche e le dinamiche di una città: una valida soluzione è lo sviluppo di giardini pensili, che oltre a contribuire a migliorare la qualità della vita affascino con la loro versatile bellezza gli architetti in cerca di innovazione. Per capire al meglio come sia [...]
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<p>Per capire al meglio come sia possibile la realizzazione di questi utili complementi dell&#8217;urbanistica, diamo un&#8217;occhiata da vicino ad un sistema brevettato da Perlite Italiana, azienda presente sul mercato dal 1915, e conosciuto col nome di Perligarden.</p>
<p>Si tratta di un sistema tutto italiano concepito per affrontare l&#8217;aspetto agronomico, edilizio, decorativo e paesaggistico.<br />
<span id="more-201"></span><br />
Il metodo è brevettato, e in grado di sviluppare soddisfacentemente aree verdi anche in presenza di poco substrato colturale, ricreando comunque le condizioni ottimali per la vita delle piante, soprattutto nelle zone a clima mediterraneo.</p>
<p>L&#8217;impiego del sistema Perligarden  permette di realizzare :</p>
<p>-giardini pensili con arredo a verde intensivo<br />
-tetti verdi a vegetazione estensiva con substrati di limitato spessore<br />
-coperture di costruzioni interrate con tappeti erbosi e tappezzanti<br />
-recupero e inverdimento di spazi inutilizzati<br />
-parcheggi ecologici</p>
<p><strong>IL PROGETTO</strong></p>
<p>Non esistono soluzioni standardizzate di giardini pensili e tetti verdi, per cui un&#8217;attenta analisi della situazione ambientale e delle esigenze dell&#8217;utente è fondamentale per una corretta progettazione.<br />
Nella tabella si può vedere quanti elementi bisogna considerare per giungere alla realizzazione del sistema.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Coperture a verde estensivo: tetti verdi</span></strong></p>
<p>Il sistema si avvale di specie in grado di sopravvivere e svilupparsi con interventi minimi di manutenzione.</p>
<p>Le coperture piane delle costruzioni industriali e commerciali sono particolarmente adatte ad essere allestite con sistemazioni verdi di tipo estensivo, ma anche le coperture residenziali possono essere recuperate per inverdimenti di questo tipo.</p>
<p>Tali coperture sono caratterizzate da vegetazione coprente con rapido sviluppo orizzontale,  tradizionalmente di tipo erbaceo perenne, ma anche di tipo arbustivo prostrato e da una stratigrafia di spessore complessivo inferiore ai 15-20 cm.</p>
<p><strong>Coperture a verde intensivo: giardini pensili</strong></p>
<p>Sistema che richiede una media o alta manutenzione.<br />
Quello che comunemente è definito giardino pensile è caratterizzato da un’ampia scelta di specie e da una stratigrafia che, in particolari situazioni, può raggiungere uno spessore tale da consentire di impiantare, oltre alle erbacee, anche arbusti e piccoli alberi.<br />
La progettazione di una copertura a verde è particolarmente complessa in quanto tale sistema è composto da una serie di strati intercomunicanti che devono assolvere la propria specifica funzione senza interagire negativamente con gli strati contigui, e da impianti tecnologici (di ferti-irrigazione, elettrici) che devono essere perfettamente integrati nel sistema.</p>
<p>Una particolare attenzione deve essere, inoltre, riservata alla progettazione della vegetazione che deve tener conto della situazione climatica, architettonica e funzionale dell&#8217;ambiente, finalizzando il tutto ad attivare le condizioni per un ottimale sviluppo vegetativo.</p>
<p><strong>I MATERIALI</strong></p>
<p>Vediamo una breve panoramica dei materiali impiegati:<br />
<strong><br />
Elemento di protezione e di drenaggio orizzontale e verticale</strong></p>
<p>L’elemento di protezione e drenaggio orizzontale e verticale, posto in opera per semplice appoggio tra la<br />
membrana impermeabile antiradice e l’elemento di accumulo idrico, sarà realizzato con ECODREN PD8,<br />
membrana protettiva e drenante estrusa in polietilene ad alta densità (HDPE) – con una faccia piana ed una faccia cuspidata – e da un geotessile da fiocco non tessuto in polipropilene (PP) accoppiato alla membrana sulla sommità delle cuspidi.</p>
<p>La soluzione dovrà garantire una portata idraulica atta ad evitare la formazione di battenti idrici nelle normali condizioni d’uso.</p>
<p><strong>Elemento filtrante per coperture a verde</strong></p>
<p>Evita il passaggio di particelle fini dal substrato colturale verso l’elemento di drenaggio.</p>
<p>E&#8217; realizzato mediante feltro in non tessuto geotessile 100% poliestere con massa areica di 200 g/m2 (oppure 150 g/m2) e con permeabilità &gt; 3,5 * 10-3 m/sec e posto in opera tra l’elemento di accumulo idrico e lo strato colturale.</p>
<p><strong>Elemento di drenaggio orizzontale e verticale</strong></p>
<p>L’elemento di drenaggio orizzontale e verticale, posto in opera per semplice appoggio tra la membrana<br />
impermeabile antiradice e l’elemento di accumulo idrico, sarà realizzato con ECODREN SD5, georete accoppiata a caldo con un geotessile non tessuto ad azione filtrante.</p>
<p>La soluzione dovrà garantire una portata idraulica atta ad evitare la formazione di battenti idrici nelle normali condizioni d’uso.</p>
<p><strong><span style="color: #888888;">Elemento di protezione, di isolamento termico e di drenaggio orizzontale</span></strong></p>
<p>Lastre rigide termoisolanti di polistirene espanso sinterizzato a celle chiuse con bordi a incastro, supporti<br />
circolari e foratura passante per facilitare il deflusso delle acque, da porre in opera tra la membrana<br />
impermeabile e lo strato di accumulo idrico.</p>
<p>Chimicamente e biologicamente inerti non sviluppano batteri e funghi, non sono aggredibili da<br />
microrganismi, non rilasciano sostanze nocive e non marciscono.<br />
<strong><span style="color: #888888;"><br />
Elemento drenante con accumulo idrico integrato</span></strong></p>
<p>Si tratta di materassini Igroperlite, costituiti da perliti espanse Agrilit di diverse granulometrie, scelte in funzione dei requisiti di accumulo idrico e di capacità drenante.</p>
<p>Lo speciale non tessuto geotessile 100% poliestere calandrato con cui sono confezionati i materassini svolge la funzione filtrante di tutti i materiali provenienti dal substrato colturale.</p>
<p>Lo spessore dei materassini Igroperlite deve essere determinato in funzione dei requisiti di capacità di accumulo idrico, dello spessore del substrato colturale sovrastante e della vegetazione adottata.<br />
Mediamente tale valore è compreso tra 4 e 15 cm.</p>
<p>La Perlite espansa AGRILIT è un materiale naturale di sicura vocazione bioarchitettonica, completamente imputrescibile, inerte, fortemente termoisolante e chimicamente neutro.</p>
<p>La perlite è una varietà specifica di roccia vulcanica effusiva, compresa nella gamma delle rioliti e delle daciti, che possiede l’eccezionale proprietà di espandersi sino a 20 volte rispetto al suo volume originario.<br />
La perlite cruda contiene acqua fissata chimicamente (tra il 2 e il 6%) imprigionata nella roccia a causa del rapido raffreddamento del magma giunto in superficie.</p>
<p>Sotto l’effetto delle elevate temperature (tra gli 850 e i 1.000°C) raggiunte a contatto di una fiamma nel forno di espansione, l’acqua contenuta nel granulo si dissocia e si trasforma in vapore acqueo gonfiando le pareti vetrose circostanti e provocando il caratteristico aumento di volume del granulo stesso.</p>
<p>Tale processo, irreversibile, determina la formazione di microcavità che conferiscono alla perlite la capacità di ritenzione idrica, di drenaggio e di scambi gassosi continui e la formazione di microcelle chiuse e stagne che non vengono interessate da scambi idrici e conferiscono alla perlite la sua funzione termoisolante.</p>
<p>La struttura fisico-chimica, l’inalterabilità nel tempo, l’elevato accumulo idrico, la disidratazione reversibile, l’isolamento da repentini sbalzi e da eccessi termici, l’ottimo drenaggio ed ossigenazione rendono la perlite espansa particolarmente idonea per le coperture a verde.</p>
<p><strong>Speciali substrati colturali</strong></p>
<p>Tre diversi substrati garantiti privi di semi infestanti, per venire incontro a tutte le esigenze:</p>
<p>per vegetazione di tipo intensivo (erbacee, perennanti, arbusti, suffrutici, cespugli, alberi), è costituito da una miscela di torbe, inerti rocciosi leggeri, fibre vegetali, cortecce, perlite espansa Agrilit,<br />
argille speciali, sostanze ammendanti, concimi organici.</p>
<p>Per vegetazione di tipo estensivo (tappezzanti, erbacee, perennanti, crassulacee, sedum, graminacee), è costituito da una miscela di lapillo, pomice, perlite espansa Agrilit, torbe, cortecce, fibre di cocco, argille<br />
speciali, sostanze ammendanti, concimi organici.</p>
<p>Per coperture a verde estensivo con sedum e crassulacee, è costituito da una miscela di lapillo, pomice, torbe e concimi a lenta cessione.</p>
<p>Il materiale di questo articolo è tratto dal sito <a href="http://www.perlite.it" target="_blank">www.perlite.it</a> , un ringraziamento particolare alla dottoressa Alessandra Costa per la gentile collaborazione.</p>
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		<title>Substrati: la fibra di cocco</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 16:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fibra di cocco è un substrato diffuso e molto valido sia come ammendante del terreno che come medium di coltivazione: è impiegato nel florivivaismo professionale, in floricoltura, in orticoltura, nella preparazione di tappeti erbosi, nel giardinaggio hobbystico. E&#8217; ottenuta attraverso la spazzolatura dello strato esterno della noce di cocco, ed è disponibile sul mercato [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-157" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="fibra di cocco" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/coco1.jpg" alt="fibra di cocco" width="178" height="192" /></p>
<p>La fibra di cocco è un substrato diffuso e molto valido sia come ammendante del terreno che come medium di coltivazione: è impiegato nel florivivaismo professionale, in floricoltura, in orticoltura, nella preparazione di tappeti erbosi, nel giardinaggio hobbystico.</p>
<p>E&#8217; ottenuta attraverso la spazzolatura dello strato esterno della noce di cocco, ed è disponibile sul mercato in diversi formati e tipologie, in una pezzatura che varia da frammenti di pochi millimetri a lunghe fibre, venduto in sacchi, mattoni, pani o lastre: se acquistato in forma compressa necessita di essere lasciato in ammollo prima dell&#8217;uso.<span id="more-155"></span></p>
<p>E&#8217; unmateriale molto duttile e versatile, è possibile acquistarlo già sagomato in forma di vaso di ogni forma e dimensione, o come un “tappeto” da ritagliare, utile per la germinazione anche in idroponica, o in comodi formati a disco con solco per il seme.</p>
<p>Il materiale è molto soffice, leggero e poroso, ad alto potere drenante, e trattiene quindi una grande quantità di aria che permette un&#8217;ossigenazione ottimale dell&#8217;apparato radicale durante tutto il ciclo vitale; per tale motivo si presta particolarmente ad alleggerire il terriccio, che notoriamente tende col tempo a compattarsi rendendo difficoltosa e stentata la crescita delle piante stesse.</p>
<p>La composizione è molto omogenea e spugnosa e permette al cocco di assorbire acqua fino ad aumentare di 8-9 volte il suo volume a secco.</p>
<p>Prima di essere immessa su mercato la fibra di cocco viene lavata e trattata, non contiene semi, funghi, fitoparassiti, insetti, nematodi e per tale motivo è da considerarsi biologicamente sana: questo fatto, unitamente alle caratteristiche fisiche del materiale, scongiura la proliferazione di muffe, marcescenze e batteri nelle radici.<br />
Dal punto di vista nutrizionale, il cocco è praticamente neutro: non contiene micro e macro elementi e rende indispensabile l&#8217;utilizzo di fertilizzanti specifici per il nutrimento della pianta.<br />
In questo modo è possibile avere un controllo totale sulla fertilizzazione, contrariamente a quanto accade ad esempio col terriccio che è già ricco di sostanze non sempre identificate e quantificate.</p>
<p>La fibra di cocco possiede caratteristiche chimico-fisiche simili alle torbe bionde ma presenta alcuni vantaggi:<br />
-Ha pH più elevato con valori vicini alla neutralità.<br />
-Mantiene più a lungo le caratteristiche originarie, cioè subisce molto lentamente fenomeni di degradazione.<br />
-Per le sue caratteristiche di scarsa ritenzione idrica assicura un elevato drenaggio.</p>
<p>Si può dire che questo substrato riassuma le caratteristiche della torba per quanto riguarda la ritenzione idrica e pomice o perlite per il buon drenaggio e la sofficità.</p>
<p>La fibra di cocco è ecologica, riciclabile, assolutamente eco-compatibile.</p>
<p>Ecologica perché la sua produzione non necessita che di macchinari elettrici e manodopera, viene prodotta utilizzando un sottoprodotto, o meglio uno scarto di lavorazione, della parte di un frutto raccolto dall&#8217;uomo per scopi principalmente alimentari.</p>
<p>Riciclabile perché può&#8217; essere utilizzata fino a due-tre volte, se adeguatamente ripulita.</p>
<p>Ha un&#8217;estrema resistenza alla biodegradabilità grazie all&#8217;alto contenuto in lignina: la trasformazione in humus solubile nel terreno può durare molti anni (da 5 a 20) a seconda dell&#8217;attività biologica del terreno.</p>
<p>Ciononostante è un materiale eco-compatibile perché alla fine del suo ciclo vitale lo si può&#8217; comodamente, (a differenza ad esempio della lana di roccia, materiale nocivo alle vie respiratorie che in altri stati europei già richiede uno smaltimento speciale ed obbligatorio) gettare nell&#8217;ambiente senza conseguenze per la salute dello stesso e di chi lo abita, oppure semplicemente mescolare con terreno per un suo ulteriore utilizzo in vaso per piante da giardino o per l&#8217;orto.</p>
<p>Analisi chimiche su campione:</p>
<p>Analisi chimica<br />
Umidità a 80°<br />
34,20%<br />
Azoto totale N<br />
0,18%<br />
Anidride fosforica totale P2O5<br />
0,08%<br />
Ossido di potassio totale K20<br />
0,64%<br />
Carbonio organico di origine biologica<br />
36,56%<br />
Sostanza organica<br />
63,03%<br />
pH<br />
5,3-5,5</p>
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