WIP – WormInProgress è un progetto senza scopo di lucro che, primo in Italia, promuove la diffusione del vermicompostaggio domestico,

immagine: www.worminprogress.it
fornendo informazioni, assistenza, consigli, proposte. Il vermicompostaggio domestico è una pratica semplice e virtuosa, pulita e igienica, per trasformare in compost i rifiuti di origine vegetale, grazie all’azione dei lombrichi. Richiede solo un piccolissimo spazio, in appartamento o sul balcone, non ha bisogno di particolare manutenzione. In più, oltre ad avere un alto valore ecologico in quanto riduce i problemi conseguenti al conferimento in discarica o inceneritore, può anche diventare fonte di guadagno (con la rivendita del compost) o di risparmio (con la riduzione della tassa sui rifiuti nelle regioni che applicano tariffe “a peso”).
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Un sistema idroponico casalingo semplice e d’effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo.
Facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l’occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario.
Variando un po’ i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po’ di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass.
La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca.
Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell’apparato radicale.
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Come molti avranno letto, dal primo di Settembre le vecchie lampadine ad incandescenza da 100w vanno definitivamente fuori legge.
E’ quindi permesso ai negozianti smaltire le rimanenze, ma non potranno acquistarne di nuove, favorendo invece la diffusione di alogene e fluorescenti a risparmio energetico. Il divieto di commercializzazione definitivo di questi dispendiosi e poco ecologici bulbi è previsto per il 2011, insieme a quella degli elettrodomestici di classe inferiore alla A.
Partito non proprio sotto i migliori auspici a causa di vari pasticci legislativi fra il governo Prodi e quello Berlusconi negli anni 2007-2008-2009, il decreto europeo è finalmente definitivo, nero su bianco, anche in Italia.
Tutto bene quindi? Beh, no.
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