Al via la privatizzazione dell’acqua

ROMA – Via libera alla privatizzazione dell’acqua. Il governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene acquaanche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. E scatena l’ennesima bagarre con l’opposizione. A cui le motivazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito (“scelta per velocizzare i tempi”) non bastano. Anche perché di tempo per l’esame della Camera ce n’era: il decreto, che l’esecutivo considera blindato, scade fra una settimana.

Tema del contendere è il cosidetto ‘decreto Ronchi’ che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
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Orto biologico a Buckingham Palace

buckingham_palaceLa regina Elisabetta II è nota per la sua frugalità, che ora viene confermata: la sovrana ha creato un piccolo orto negli immensi giardini di Buckingham Palace, un ‘orticello di guerra’ che non si vedeva vicino alle reali mura proprio dalla Seconda guerra mondiale.

Una tendenza – quella del ‘coltiva i tuoi ortaggi’ – che sta prendendo sempre più piede nella Gran Bretagna colpita dalla recessione. Ma anche un esempio dato da Michelle Obama, la nuova First Lady americana che con la regina ha stretto un ottimo rapporto, che nei giardini della Casa Bianca ha da mesi piantato un orto biologico. Così accanto al laghetto, all’eliporto e ai campi da tennis dove re Giorgio VI sfidava il campione Fred Perry, gli ospiti reali potranno ora ammirare un riquadro dove i giardinieri reali coltivano fagioli, fagiolini, porri e rape.

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Eolico – Giornata mondiale del vento

ROMA – Oltre 200.000 occupati nel mondo e un fatturato di 18 miliardi di euro (nel 2007). Questi i numeri dell’eolico che fa registrare un veroeolico e proprio boom negli ultimi 10 anni con una crescita vicina al 30%. E si celebra oggi, 15 giugno 2009, la Giornata mondiale della materia prima, il vento, che sarà un’occasione, attraverso una serie di manifestazioni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione dei cambiamenti climatici e sull’importanza della scelta di energie pulite.

L’iniziativa interesserà 29 Paesi con il coordinamento congiunto dell’European wind energy association (Ewea) e della Global wind energy council (Gwec). In Italia sono già partite una serie di manifestazioni organizzate dall’Associazione nazionale energia del vento (Anev), che si prolungheranno fin al 28 giugno. Quella più importante è organizzata a Roma al parco dei Daini all’interno di Villa Borghese nello spazio multifunzionale pala-energia dell’associazione. A Villa Borghese è stato allestito un aerogeneratore eolico per permettere ai visitatori di conoscere praticamente l’energia generata dal vento.

PROTOCOLLO PER L’EOLICO – Un protocollo per sostenere l’eolico tra l’Associazione nazionale energia del vento (Anev) e Greenpeace e Legambiente. Un’intesa arrivata pochi giorni prima della Giornata mondiale del vento. Il presidente dell’Anev, Oreste Vigorito, si è soffermato sull’assenza di una regolamentazione nazionale dell’energia eolica: “Non ci sono delle regole chiare in tutto il territorio nazionale ma ogni regione adotta delle proprie linee guida.

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Biochar, il carbone amico dell’ambiente

Se ne sente parlare da un bel po’ di tempo come di un interessante prodotto da alcuni e come panacea risanatrice degli scompensi climatici da biocharaltri. Ma cos’è?

Il Biochar, o Agrichar, o ancora carbone agricolo, è il prodotto naturale della pirolisi (scomposizione ottenuta col calore in assenza di ossigeno) di biomasse composte da rifiuti vegetali e altri scarti organici.
Il procedimento permette di ottenere un materiale simile a fine carbonella molto ricco di carbonio organico, combinato con carbone, condensato di bio-oli, cenere e catrame.

A cosa serve?

La sua particolare composizione lo rende idoneo all’assorbimento di CO2 e gas responsabili dell’effetto serra, che vengono letteralmente estratti dall’atmosfera e fissati al suolo in maniera stabile.
La CO2 catturata viene trattenuta, contribuendo a rendere il Biochar un substrato nutriente che riduce il fabbisogno di fertilizzanti, migliora la resa del suolo e rende più efficienti le colture tradizionali.
In sintesi, il Biochar incrementa i raccolti, migliora la qualità del terreno e riduce l’impatto ambientale dell’agricoltura.

Perchè ancora non ha salvato il mondo?

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L’acqua? Non è un diritto.

Istanbul non era stata scelta a caso. Sorge sullo stretto del Bosforo che separa l’Europa e l’Asia, una posizione ideale per portare in tutto il emergenza_acquamondo la consapevolezza delle problematiche dell’acqua. Nonostante questo oltre 25.000 persone, capi di Stato e delegati provenienti da 155 Paesi riunitisi nella città in occasione del V Forum mondiale dell’acqua, non sono riusciti a riconoscere che l’acqua è un diritto fondamentale universale dell’umanità!

“Una vera è propria sconfitta” dichiara Guido Barbera presidente del CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari che raggruppa 48 associazioni Ong. Da oltre un decennio Barbera combatte in prima fila affinchè l’acqua venga riconosciuta come diritto universale, come bene comune essenziale e indispensabile per la vita e non come merce.

I rappresentanti di governi, agenzie e organismi internazionali si sono trovati a discutere delle questioni relative alla disponibilità e alla sicurezza dell’acqua a livello mondiale: 8 milioni di decessi l´anno sono attribuiti alla carenza idrica e a servizi igienico-sanitari inadeguati; 1,1 miliardi di persone non hanno accesso alle risorse idriche; 2,6 miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari; 3.900 bambini sono vittime ogni giorno della mancanza d’acqua; l´inquinamento dei corsi d´acqua e delle falde diventa sempre più inarrestabile; l’agricoltura attualmente assorbe il 70% delle risorse mondiali di acque dolci utilizzate dagli esseri umani.

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M.Pollan, dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

Intervista di Agnese Codignola

Cos’è questa cosa che sto mangiando? E da dove diavolo arriva? Tutto ha avuto inizio da queste due (all’apparenza) semplici domande. Risultato: un caso editoriale forse senza precedenti, dato l’argomento, centinaia di migliaia di copie vendute in tutto il mondo e la richiesta pressante di una seconda puntata da parte di migliaia lettori. Si tratta de ‘Il dilemma dell’onnivoro’, il libro culto dedicato all’alimentazione, in uscita in Italia con Adelphi il 4 giugno, scritto da Michael Pollan, pluripremiato giornalista collaboratore del ‘New York Times’, docente di Giornalismo scientifico e ambientale all’Università di Berkeley, che ha evidentemente toccato un nervo più che scoperto, e cioè la schizofrenia che vede milioni di persone al tempo stesso sempre più pigre, malate, obese, ma anche alla ricerca nevrotica della dieta ideale, o dell’alimento che le può salvare. E lo ha fatto con l’occhio del naturalista, intraprendendo un viaggio anche fisico, non solo culturale, in quattro pasti-tipo, arrivando così a scoprire realtà sconcertanti, spesso tragicomiche; che lo hanno condotto, infine, a mettere sotto accusa tutto ciò che mangiamo. Il successo del libro manifesta lo sconcerto di noi tutti davanti a quello che lui chiama ‘il dilemma dell’onnivoro’: più ci arricchiamo, più mangiamo male, più ci ammaliamo. Già, ma i lettori non si sono accontentati di un’accusa, ancorché argomentata e globale. E hanno chiesto a gran voce la soluzione del dilemma che, nelle settimane scorse, Pollan ha pubblicato col titolo ‘In Defense of Food – an Eater Manifesto’, e che è già tra i dieci libri più venduti negli Stati Uniti. Qual è la soluzione? Glielo abbiamo chiesto.

Michael Pollan, cominciamo dal dilemma: che cosa c’è di così strano nelle merci in vendita al supermercato?

“Nulla, all’apparenza, anzi. Se osserviamo l’immensa biodiversità presente in quell’ambiente così perfetto, dove gli odori sono banditi, le merci hanno un aspetto invitante e fresco, non possiamo che pensare, soddisfatti, ai passi in avanti fatti negli ultimi decenni. Tuttavia, se cerchiamo di conoscere meglio ciò che viene offerto, la situazione cambia radicalmente. Per capire quanto, basta leggere le etichette, con il loro gergo per iniziati e le interminabili liste di sostanze chimiche anche nei cibi più semplici, e con l’indicazione della provenienza, che spesso rimanda a produzioni situate a migliaia di chilometri. Read more…

Portatori d’acqua

Ancora  oggi 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non hanno servizi igienico-sanitari di base.

Ogni anno 8 milioni di persone muoiono per le malattie connesse alla presenza o  utilizzo di acqua stagnante  .
Ogni giorno 34.000 persone, in prevalenza donne e bambini, muoiono per l’assenza d’acqua potabile. Siamo di fronte a un “silenzioso genocidio” che si perpetua nell’indifferenza della comunità internazionale.   Una situazione intollerabile causata da una politica mondiale imposta dalle imprese Multinazionali  e da precise responsabilità e scarsa volontà politica  dei Governi.
E’  tempo di ribellarsi a questi scandalosa indifferenza . Read more…

Guerre per l’acqua

Lo spettro delle «guerre per l’acqua» distoglie dalla necessità urgente di cooperazioni transfrontaliere.
La cooperazione, nel settore dell’acqua, è più diffusa del conflitto, ed è più che mai fondamentale, dice il Rapporto sullo sviluppo umano 2006

Città del Capo, 9 novembre 2006 – Sfidando le previsioni di inevitabili conflitti armati provocati dall’incremento della competizione per l’acqua, il Rapporto sullo sviluppo umano 2006, appena pubblicato, rileva che la cooperazione transfrontaliera nel campo delle risorse idriche è già oggi molto più diffusa ed efficace di quanto comunemente non si creda, e offre numerosi modelli per la risoluzione di futuri contenziosi idrici internazionali. Read more…

Idroponica per l’acqua

Il mondo intero, indubitabilmente, si sta preoccupando per l’acqua.
Qualcuno lo fa, e sono molti, perché intravede possibilità di reddito, chi per pura coscienza ambientalista, chi perché non è soddisfatto delle caratteristiche di quella localmente distribuita e si costringe ad acquistarne e trasportarne per il proprio bisogno, e chi, soprattutto, perché non ne ha e mai ne ha avuta abbastanza.
In certe zone del mondo l’acqua è già terreno di scontro tra grandi aziende e popolazione, tra fazioni politiche avverse, fra intere etnie cronicamente minacciate dalla scarsità di questo prezioso elemento, fra freddi ed interessati uomini di governo, al soldo spesso di efficienti ed organizzatissimi mercanti odierni.
L’idroponica commerciale dovrà per forza crescere: difficile dire in che tempi, e con che risultati, ma dovrà diffondersi. Read more…