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	<title> &#187; orto in città</title>
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		<title>Orto Urbano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 12:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto Nazionale Orti Urbani divulga le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L'Orto in città risparmio, ortaggi genuini e socializzazione
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/logo-progetto-orti-urbani.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1895" title="progetto nazionale orti urbani" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/logo-progetto-orti-urbani.jpg" alt="progetto nazionale orti urbani" width="256" height="301" /></a>Il progetto Nazionale Orti Urbani divulga, sostiene e valorizza le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L’interesse per la terra, infatti, torna prepotentemente tra le passioni degli italiani se è vero che quattro su dieci si dedicano alla cura del verde in giardini, orti o terrazzi. Gli orti urbani, in particolare, hanno successo perché favoriscono il recupero del rapporto diretto con la terra e con il cibo che si mangia, perché diventano strumenti di aggregazione sociale e perché portano alla scoperta e alla valorizzazione di tradizioni e usanze.</p>
<p>Si tratta in genere di piccoli lotti di terreno (tra i 40 e i 65 mq.) di proprietà comunale da adibire ad orti e giardinaggio ricreativo ed assegnati in comodato ai cittadini richiedenti, che li coltivano per consumi familiari. Possono essere anche luoghi adatti allo svolgimento di attività didattiche per i più giovani.</p>
<p>La passione per la coltivazione casalinga dell’orto coinvolge allo stesso modo ambo i sessi e piace ai giovani, giacché è praticato da più di uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l&#8217;interesse aumenta con l&#8217;età e raggiunge quasi la metà degli over 65.</p>
<p>Tratto da: <a title="orti urbani" href="http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani" target="_blank">http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani</a></p>
<p>Clicca sul link per leggere il post originale e consultare i pdf con le le dieci esperienze di partenza nelle diverse città italiane.</p>
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		<title>Hortocity, orti in città</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:05:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano. Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.</p>
<div id="attachment_1886" class="wp-caption alignleft" style="width: 494px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg"><img class="size-full wp-image-1886" title="Hortocity, orti in città" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg" alt="Hortocity, orti in città" width="484" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio</p></div>
<p>Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.</p>
<p>Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.</p>
<p>Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.</p>
<p><a href="http://www.horticity.it/" target="_blank">http://www.horticity.it/</a><br />
<span id="more-1885"></span><br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1887" style="margin: 4px;" title="Hortocity, idroponica urbana" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg" alt="Hortocity, idroponica urbana" width="718" height="481" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1888" title="Hortocity, fuorisuolo cittadino" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg" alt="Hortocity, fuorisuolo cittadino" width="718" height="481" /></a></p>
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		<title>Orto all&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:56:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottenere insalata e ortaggi anche senza molto sole è possibile. Ecco come ottenere il meglio se hai poca luce o devi coltivare in un orto con poco sole.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="orto senza sole" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" style="margin: 4px;" title="orto_ombroso" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg" alt="orto senza sole" width="384" height="288" /></a>Quando si pensa ad un orto generalmente si ha in mente un posticino baciato dal sole da mattino a sera.</p>
<p>Un&#8217;esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.</p>
<p>Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?</p>
<p>Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.</p>
<p><strong>Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?</strong></p>
<p>Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.</p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p>Ma se coltivi per ottenere lussureggianti foglie, steli o germogli anche una zona poco esposta al sole andrà benissimo. Ovviamente un&#8217;esposizione scarsa non significa buio totale: vogliamo che le piante pratichino la fotosintesi e che prosperino, quindi parliamo di un&#8217;area che magari riceve poche ore di luce ( non meno di sei ) anche non diretta, o molte ore di luce debole o intermittente (come nel caso di piante schermate dalle fronde degli alberi).</p>
<p>Ecco qualche pianta che puoi coltivare nel tuo orto ombroso: cavoli, cavolfiori e broccoli, piselli, bietole, cavoletti, barbabietole, ravanelli, spinaci, ravizzone, fagioli e in generale insalate verdi (come lattuga o indivia ad esempio).</p>
<p>La varietà non manca e pensa ai vantaggi: meno sole vuol dire anche annaffiature meno frequenti, e i raccolti si succederanno meno febbrilmente concedendoti più tempo tra uno e l&#8217;altro.</p>
<p>Ok, questo vuol dire anche che avrai meno raccolti, ma ehy mica si può avere tutto dalla vita.</p>
<p>Inoltre puoi compensare questo punto se hai già una zona soleggiata e semplicemente non sapevi cosa mettere nella parte dell&#8217;orto che resta in ombra e dove regolarmente le tue piantine di pomodoro soffrivano.</p>
<p>Puoi organizzare per bene lo spazio dedicando alle amanti del sole come pomodoro, melanzana, e peperone e disponendo insalata e cavoli nella parte ombrosa: niente sprechi, tavola più ricca e tutti contenti.</p>
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		<title>Acquaponica, idroponica ed energia solare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[acquaponica, idroponica, risparmio idrico ed energia solare per costruire una serra completamente autosufficiente ed eco compatibile che sostiene una famiglia di quattro persone. Pesci, ortaggi, frutta, verdura, uova biologiche ed organiche a costo ed impatto zero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po&#8217; di fai da te.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg"><img class="size-full wp-image-1610" title="acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg" alt="acquaponica" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto: www.gardenpool.org</p></div>
<p>Avendo un po&#8217; di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.</p>
<p>Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una<strong> serra urbana economica ed ecosostenibile</strong>, combinando tecniche e concetti base dell&#8217; <strong>aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.</strong></p>
<p>L&#8217;indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l&#8217;impianto procedeva  in <strong>autonomia</strong>.</p>
<p>La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tilapia" target="_blank"><strong>pesci Tilapia</strong></a> di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all&#8217;anno, e tutto <strong>completamente organico e biologico.</strong></p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Le piscine in certe zone degli Stati Uniti sono davvero molto diffuse, ma soprattutto nelle zone aride come questa sono un&#8217;incredibile fonte di spreco. Almeno una volta all&#8217;anno devono essere completamente svuotate e riempite nuovamente, la vasca pulita con acido muriatico e l&#8217;acqua saturata di cloro.  Il filtro inoltre, indispensabile, è il secondo apparecchio elettrico di casa quanto a <strong>consumo elettrico</strong>, dopo il condizionatore.</p>
<p>Si calcola un incremento nell&#8217;uso di acqua potabile attorno al 10% per le famiglie con piscina.</p>
<p>Ovviamente non è indispensabile una piscina per creare una struttura di questo tipo, si tratta solo di sfruttare appieno le risorse a disposizione.</p>
<p>In questo caso si tratta di un vero e proprio <strong>ecosistema simbiotico</strong>, dove il pollaio è costruito sopra lo stagno in modo che i rifiuti prodotti dai polli nutrano i pesci. L&#8217;acqua dei pesci, a sua volta, nutre le piante. Nulla viene sprecato, l&#8217;impiego idrico è minimo.</p>
<p>Ecco il video:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>e qui alcune immagini della serra in costruzione:</p>
<p><a href="http://gardenpool.org/" target="_blank">http://gardenpool.org/</a></p>
<p>Sullo stesso sito altri begli esempi di piscine riciclate come giardini ed orti.</p>
<p>Glossario:</p>
<p><strong>Idroponica</strong>: piante coltivate fuori suolo, con un substrato inerte che ha il solo scopo di sorreggere il peso della pianta, oppure con le radici direttamente immerse nell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Acquacoltura o acquacultura</strong>: sistema di piante e pesci nello stesso ambiente. Permette di coltivare i vegetali alimentandoli con i prodotti di scarto dell&#8217;allevamento dei pesci.</p>
<p><strong>Filtraggio biologico</strong>: impiego di agenti naturali per il filtraggio dell&#8217;acqua, basato sulla biochimica e che prevede l&#8217;utilizzo di piante come come la lenticchia acquatica (visibile nelle foto sullo stagno dei pesci nell&#8217;articolo) .</p>
<p><strong>Energia solare</strong>: in questo caso si tratta di energia solare vera e propria e non di mero riscaldamento solare della serra. I pannelli solari incamerano energia per alimentare le strutture elettriche (come il ventilatore).</p>
<p><strong>Organico</strong>: in questo caso parliamo di fertilizzazione organica, ovvero ottenuta completamente da origine biologica (animale, vegetale o mista). Anche gli animali vengono alimentati in maniera organica.</p>
<p><strong>Biologico</strong>: l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento biologico implicano la conservazione delle risorse e il minore impatto ambientale possibile.<a title="Sostanza organica del terreno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_organica_del_terreno"></a></p>
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		<title>Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[come riciclare oggetti ikea per realizzare un giardino o un orto capovolto. Piante, fiori e frutti anche in città con poca spesa e qualche borsa di plastica.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1583" style="margin: 4px;" title="pomodoro_capovolto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg" alt="pianta di pomodoro capovolta" width="180" height="240" /></a>Ecco come realizzare un <a href="http://www.coltivareorto.it/consigli-orto/orti-capovolti-coltivare-al-contrario.html" target="_blank">orto capovolto</a> con i sacchetti<a href="http://www.ikea.com/it/it/search/?query=vastlig" target="_blank"> VASTLIG di IKEA</a>, reperibilissimi ed estremamente economici. L&#8217;idea del giardinaggio o dell&#8217;orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.</p>
<p>In questo caso anche l&#8217;estetica è soddisfatta.</p>
<p><strong>Descrizione:</strong> per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.</p>
<p><strong>Strumenti:</strong> forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.</p>
<p><strong>Come procedere?</strong></p>
<p>-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.</p>
<p><span id="more-1582"></span></p>
<p>-Ora prendi le forbici e taglia una ics sul fondo del sacchetto, che sia abbastanza grande da far passare i rami, o la matassa di radici, a seconda di cosa hai deciso al punto presedente. Non esagerare con l&#8217;incisione o la pianta cadrà. Ma non avere nemmeno paura di usare le forbici: ora infatti vediamo come rendere più stabile il fondo e ridurre eventuali buchi eccessivi.</p>
<p>-Ritaglia il cartoncino (una scatola di cereali si presta all&#8217;uso) o il materiale che hai scelto sagomandolo come il fondo della borsa. Lascia qualche centimetro di margine oltre alla ics che hai ritagliato. Questo sarà il &#8216;collare&#8217;.</p>
<p>-Ora pratica un taglio nel collare partendo dall&#8217;esterno e arrivando al centro. Quando arrivi al centro ritaglia un piccolo cerchio attraverso il quale dovrà passare lo stelo. Ora abbiamo un rinforzo per il fondo che sosterrà la pianta e la terra.</p>
<p>-Prendi il collare ed inserisci la pianta utilizzando il taglio fatto nel cartoncino, in modo che il circolo centrale accolga lo stelo. Sistemalo sul fondo e sarai sicuro che la terra non cadrà attraverso la ics che hai praticato nel sacchetto.</p>
<p>-Aggiungi la terra, annaffia e sei pronto  a partire.</p>
<p>Oltre a questi sacchetti IKEA offre parecchi oggetti riciclabili in giardino, come contenitori plastici ideali da trasformare in vasi. Il prezzo medio è inferiore a quello dei vasi acquistati come tali, quindi vale la pena di fare un giro a dare un&#8217;occhiata, e magari apportare qualche semplice modifica con mezzi propri.</p>
<p>Anche gli oggetti che avete già in casa possono essere riciclati: non buttate via prima di avere valutato la possibilità di una nuova vita per le vostre suppellettili!</p>
<p>TRATTO E LIBERAMENTE TRADOTTO DA: <a href="http://ikeahacker.blogspot.com/2010/07/vastlig-topsy-turvy-style-planter-for-2.html" target="_blank">ikeahackerblogspot.com</a></p>
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		<title>Orti d&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Orti d'autunno manifestazione dedicata ai prodotti dell'orto e del frutteto a Milano. Verdura, frutta, erbe aromatiche e legumi, presidio Slow Food.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1575" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/07/13/orti-dautunno/logo-fai/"><img class="alignleft size-full wp-image-1575" style="margin: 4px;" title="logo-FAI" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/logo-FAI.gif" alt="logo FAI" width="133" height="133" /></a>Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano “ORTI D’AUTUNNO”, a Villa Necchi Campiglio – Via Mozart 14, Milano.</p>
<p>Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2010, dalle ore 10 alle 18, Villa Necchi Campiglio a Milano ospiterà “Orti d’autunno: profumi e legumi”, mostra-mercato interamente dedicata ai prodotti di stagione dell’orto e del frutteto organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo sempre a Villa Necchi.</p>
<p><span id="more-1574"></span>La manifestazione offrirà al pubblico l’occasione di conoscere e acquistare prodotti dell’orto &#8211; verdura, frutta, erbe aromatiche e legumi &#8211; della stagione autunnale e si svilupperà nel giardino della Villa, oltre che in alcuni spazi interni e nel campo da tennis opportunamente coperto. Protagonisti dell’esposizione una trentina di espositori – accuratamente selezionati dall’Accademia Piemontese del Giardino sulla base dei fondamentali criteri di stagionalità e tipicità territoriale – che presenteranno nell’affascinante cornice di Villa Necchi Campiglio i prodotti dell’eccellenza orticola piemontese, come pere madernasse, mele renette, peperoni di Carmagnola, patate blu di montagna, zucche, porri di Cervere, molti dei quali sono “presidi Slow Food” per via della loro eccezionale qualità.</p>
<p>La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.</p>
<p>Orario di apertura al pubblico:</p>
<p>La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17.30).</p>
<p>La visita all’interno della Villa è organizzata a gruppi di 15 persone per volta, con accesso ogni 20-30 minuti circa. La prenotazione oraria va fatta in biglietteria all’atto dell’acquisto del biglietto fino a esaurimento posti.</p>
<p>Biglietti di ingresso:</p>
<p>Mostra–mercato: Adulti € 5; Ridotti (4-12 anni) € 4; Iscritti FAI € 4.</p>
<p>Mostra–mercato + Villa: Adulti € 10; Ridotti (4-12 anni) € 6; Iscritti FAI € 4.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 – Milano tel. 02.76340121; <a href="mailto:fainecchi@fondoambiente.it">fainecchi@fondoambiente.it</a></p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="www.fondoambiente.it">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa FAI:</p>
<p>Elisabetta Cozzi  &#8211; tel. 02.467615220; <a href="mailto:e.cozzi@fondoambiente.it">e.cozzi@fondoambiente.it</a></p>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ilrospo.it']);" href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><strong>Morti urbani</strong></p>
<p>Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i  cambiamenti del mio         orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su  questa rubrica e a         gran voce con i risultati sotto mano.</p>
<p>Eccoci alla terza  settimana di lavori, con         oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i  risultati iniziano,         almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno  trainando infatti tutte         le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro  probabilmente a causa         della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l&#8217;acqua  ma le aspettative         sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1547 alignleft" title="idroponica_primi_passi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="idroponica primi passi" width="247" height="370" /></a><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica_fatta_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="idroponica fatta in casa" width="248" height="371" /></a></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p>Indubbiamente         alcune piante stanno dimostrando tutto il loro vigore a  discapito di vicine meno         fortunate (la foto non lascia dubbi a tal proposito) ma in linea  di massima l&#8217;80%         del lavoro sembra stia andando nella giusta direzione.</p>
<p>Per la  prima volta questa         mattina ho iniziato con una prima lieve, e spero non deleteria,  prima potature delle         foglie ingiallite e stanche che ben si notano nelle foto qui  pubblicate. Bene il         lavoro di nutrimento dell&#8217;acqua: una pulizia settimanale del  serbatoio accompagnato         dal continuo lavorio dell&#8217;ossigenatore stanno garantendo una  corretta alimentazione         alle piante senza finora addurre i problemi paventati all&#8217;inizio  di questo progetto         riguardanti la possibile muffa creata dall&#8217;umidità..non c&#8217;è da  cantar vittoria         ma per adesso il lavoro procede al meglio.</p>
<p>Incredibile l&#8217;utilità  dell&#8217;intelaiatura         che non solo ha sconfessato i rischi del vento ovvi in un  balcone di casa ma ha         reso possibile l&#8217;irrobustimento delle piante, ed in particolare  dei pomodori,         che stanno crescendo meravigliosamente surclassando  abbondantemente gli stessi zucchini         che comunque stanno al passo.</p>
<p>Discorso a parte invece per le  fragole che, per la         dimensione troppo abbondante dei vasi stessi al momento  dell&#8217;acquisto stanno         patendo in maniera forte la nuova sistemazione rischiando di  appassire. Ma su quest&#8217;ultimo         argomento mi riserbo ancora una settimana di tempo per valutare  meglio. Nel complesso         rimane comunque un progetto POSITIVO che ha aumentato e  sensibilizzato chi scrive,         e si spera chi legge, ad un argomento sempre più lontano dalla  nostra quotidianità         nonostante l&#8217;importanza basilare dello stesso.</p>
<p>Praticamente un terzo, che alcuni leggeranno come sconfitta altri come  vittoria              continua a vivere e a dare quindi linfa al mio progetto e a  questa rubrica. Un              terzo delle piantine che misi 6 settimane or sono continua a  crescere dando alla              luce simpatici pomodorini e grandi e vanitose zucchine.  Continuando con quello              che è diventato il rito del lunedì mattina (è infatti in  questa data che cambio              l&#8217;acqua del serbatoio aggiungendo i fertilizzanti) sto  intravedendo il miracolo              della vita di madre natura.</p>
<p>Vedere crescere le proprie  piantine in quella che              fino a qualche settimana fa era una scommessa persa in  partenza, questa almeno              era il parere dei molti detrattori al mio progetto, regala  grande soddisfazione.              Sapere che la fragolina che era apparsa è stata gustata di  nascosto dalla mamma              e sapere che il gusto non era per niente acquoso (cosa che  in idroponica credevo              inevitabile) e che anzi era molto dolce  e..buona&#8230;impagabile! Certo non sono              solo rose, ho perso 20 piantine circa a causa del mancato  raggiungimento delle              radici con l&#8217;acqua sottostante ma, devo sottolinearlo, tutto  questo è dovuto ad              una mia grave mancanza.</p>
<p>A causa di una fornitura errata ho  infatti dovuto              utilizzare dei vasetti comuni e non quelli da idroponica,  potete facilmente              immaginare la quasi impossibilità per le piante di  raggiungere l&#8217;acqua(*). Ormai              ero in gioco e decisi di andare avanti anche se senza il  materiale giusto ma              nella prossima tornata non farò lo stesso errore condannando  tante piante a fine              infima.Si, come avete letto ho deciso che questo esperimento  andrà avanti visto              i buoni esiti di questo primo tentativo, ma non distraiamoci  continuiamo a              seguire questo ciclo che è ancora lontano dal concludersi  anche se quei fiori di              zucchino sul davanzale sono davvero invitanti..              P.S. mi scuso nel prossimo numero inserirò le immagini dei  primi frutti !!</p>
<p><strong>I risultati</strong></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="idroponica_sul_balcone_1" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="427" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="idroponica_sul_balcone_3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="426" height="479" /></a></p>
<p>Che ne dite?!?! Ecco il risultato del lavoro nel nostro orto idroponico          outdoor.Finalmente fatti, e tanti, da contrapporre alle parole e  alle tante          critiche verso il progetto verde del rospo.it.<br />
Da circa tre  settimane * sto mangiando fiori di zucchini in  pastella (una vera          leccornia), zucchini veri e propri con tanto di frittata o fatti  in padella e          attendo con l&#8217;acquolina in bocca i pomodori. A proposito,  riuscite a contarli          nell&#8217;immagine in basso a destra? I risultati ci sono, chiari  nitidi e talmente          positivi da lasciare attoniti.Il gusto dei prodotti è buono e  naturale senza          nessun ipotetico gusto di acqua come ignaramente avevamo  immaginato, il lavoro          sulle piante non prende più di 5/10 minuti al giorno e il veder  crescere questo          piccolo eden davanti al poggiolo, parafraso la nota pubblicità,  non ha prezzo!<br />
In più, elemento che non avevo contato, non avendo il trasporto  con i relativi          tempi, la freschezza di questi ortaggi non ha paragone vengono  colti dalla          pianta&#8230;pochi minuti prima di esser consumati.<br />
Ovviamente non tutto è andato a buon fine e ,come per ogni  esperimento, ci          riproponiamo di migliorare sempre di più imparando dai nostri  errori. I vasi          sbagliati e le dimensioni troppo piccole del nostro tubo non  hanno permesso alle          piante di crescere serenamente, solo 1/3 ,anche se alla grande, è  maturato          mentre la scarsa fiducia nel progetto ci aveva portato a  sottovalutare la forza          delle piante (guardate la foto grande in fondo, la pendenza  dell&#8217;impalcatura è          dovuta al peso dei pomodori).</p>
<p>Ma sono errori comprensibili e  utili, il prossimo          orto incorrerà probabilmente in altre problematiche ma sul  fronte fondamentale          di questo lavoro abbiamo finalmente il riscontro tanto atteso(10  settimane di          attesa se contiamo tutto il lavoro e la crescita) L&#8217;ORTO  IDROPONICO OUTDOOR E&#8217;          UNA REALTA&#8217; , esiste ed è stato possibile realizzarlo persino  per dei neofiti.          Nei prossimi aggiornamenti ancora tante nozioni per  perfezionarci.</p>
<p><em>Tutto il materiale pubblicato in questo post appartiene al blog <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo</a>.</em></p>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida alla costruzione, passo per passo, di un impianto idroponico da installare sul balcone di casa.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" style="margin: 4px;" title="idroponica_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg" alt="idroponica in casa" width="378" height="564" /></a></em>Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della          democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande  popolo che gli si          parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn,          la grandiosa capitale del regno azteca.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla  fine di questo          popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che  colpì i soldati          più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un  probabile ex          contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i  suoi occhi          rimanendo presumibilmente alquanto scosso.<br />
La capitale del regno azteco infatti          sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi  carente di terreno          fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco  contando che si presume          vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così,  ingegnandosi con ciò che          la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare  una tecnica di          coltivazione a &#8220;radice fluttuante&#8221; che consisteva nello  sfruttamento dell&#8217;acqua          del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti.  Vere e proprie          zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono  l&#8217;ossatura di questo          sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra  posizionata sulle          zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento  alle piante          nell&#8217;acqua sottostante.<br />
<span id="more-1545"></span> Questa è brevemente la storia che costituisce il punto di  partenza per il nostro          esperimento odierno: la coltivazione a radice fluttuante&#8230;sul  poggiolo di casa!          Con questa nuova rubrica ci prefiggiamo di seguire passo dopo  passo la creazione          di questo piccolo orto nel tentativo, o ancor meglio nella  speranza, di avere un          sufficiente raccolto da poter dichiarare utilizzabile e  consigliabile          l&#8217;istallazione di un sistema simile nelle proprie case.</p>
<p><strong>Primi passi</strong><br />
Ed ecco una breve introduzione della nostra riproduzione di  queste Chinampas              versione poggiolo di casa 2010.</p>
<p>Ovviamente il nostro sarà un  sistema a ciclo              chiuso con la sistemazione di una tubatura che ospiterà al  suo interno i vasetti              con le piante. Il tutto sarà collegato ad un recipiente con  un motorino ad              immersione che pomperà l&#8217;acqua necessaria ad alimentare le  piante. Solo l&#8217;acqua              non sarebbe sufficiente e dopo i primi giorni di  istallazione del sistema sarà              necessario &#8220;alimentare&#8221; l&#8217;acqua con prodotti biologici  ricchi dei principali              elementi necessari alle piante per svilupparsi quali Azoto,  Potassio etc.<br />
Non vi lasciate spaventare dall&#8217;apparente difficoltà di questi  primi passi: il              grosso del lavoro consiste nella costruzione del sistema che  prende circa 6 ore,              poi si passa ad una più soft e divertente cura quotidiana  che ruba al massimo 10              minuti del vostro tempo.  Innanzitutto ecco un elenco del  materiale necessario per          lanciarsi in questo esperimento:<br />
- tubi di scarico (quelli usati dagli idraulici facilmente recuperabili  nei fai              da te) Costo : 35/50 euro a seconda delle dimensione. Nel  nostro esperimento la              lunghezza totale è circa 4,50 metri.<br />
- 26 vasetti di plastica. Costo : 8 euro<br />
- recipiente per l&#8217;acqua di ricircolo capacità di 25/30 litri<br />
- motorino ad immersione  (consumo nullo 9 W ) costo 15 euro.<br />
- tubi (costi di 3/4 euro a seconda delle dimensioni)<br />
- silicone (per tappare eventuali perdite)<br />
- trapano per creare lo spazio per le piante.</p>
<p>Come potete          facilmente vedere la foto ad inizio articolo  lascia poco spazio a dubbi e  perplessità. I tubi,          forati con il trapano, hanno lasciato lo spazio ai vasetti che  sono per metà          inseriti dentro.</p>
<p>In fondo a destra il recipiente che contiene  l&#8217;acqua e tra          qualche giorno le sostanze nutritive per le piante. Dal  recipiente ecco spuntare          i due tubi: il piccolo che si dirige a sinistra che inizia il  circolo &#8220;virtuoso&#8221;          e il tubo grosso di scarico del sistema: per non affaticare il  motorino è stato          sistemato il tutto in maniera tale da sfruttare al meglio la  gravità.</p>
<p>Questa          settimana abbiamo avuto problemi con il vento maligno che ha  importunato          vistosamente le piante di pomodoro costrette all&#8217;equilibrismo  per rimanere in          sella mentre effetti positivi li abbiamo avuti con una  irrigazione mattina/sera          tramite un semplice spruzzino che ha garantito il giusto mix di  umidità e          rinfresco senza rovinare la superficie dei vasetti ancor troppo  piccoli per          ricevere direttamente l&#8217;acqua dall&#8217;innaffiatoio.</p>
<p>Oggi, 26  aprile, abbiamo invece          iniziato l&#8217;alimentazione vera e propria delle piante tramite  l&#8217;utilizzo di          prodotti specifici contenenti gli elementi chimici basilari per  lo sviluppo          delle piante coltivate in idroponica. Potassio, Calcio, Magnesio  sono solo          alcuni degli elementi che aiuteranno le nostre piante a  crescere, si spera,          forti e sane. Niente paura, questi &#8220;integratori energetici&#8221;,  costano          relativamente poco (6 euro per due bottiglie da 1,5 litri una) e  rendono          tanto..almeno questa è la speranza!<br />
Infine, ultima azione svolta ma prima  nell&#8217;importanza complessiva del progetto,              abbiamo realizzato una struttura per garantire a zucchine e  pomodori di crescere              e svilupparsi appoggiandosi ad un intreccio di corde fissate  a loro volta a              quattro supporti fissi. Un lavoro invasivo dal punto di  vista estetico essendo              ancora priva del verde che ci auguriamo lo possa ricoprire  ma basilare per poter              garantire un futuro sviluppo sano delle nostre piante.              Complessivamente si vedono dei miglioramenti generali delle  piantine anche se le              radici non hanno ancora raggiunto l&#8217;acqua che scorre sotto  di loro.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo              aspetto è basilare contando che, senza terra, le piante  necessitano di un              contatto continuo con l&#8217;acqua.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="https://docs.google.com/File?id=dg66jrsg_69dfwrvqhk_b" alt="" width="332" height="222" />Ecco che il nostro orto prende forma: la struttura  aiuterà i          nostri virgulti a crescere ! Il serbatoio, in fondo al poggiolo a  destra, è          stato coperto per evitare che i raggi del sole entrino  direttamente in contatto          con l&#8217;acqua riscaldandola eccessivamente.</p>
<p>P.S. abbiamo acquistato anche un ossigenatore da acquario e  lo abbiamo inserito              nel serbatoi : un oggetto necessario per combattere le  possibili muffe capaci di              crearsi all&#8217;interno del tubo principale. Piccoli  accorgimenti utili per              aumentare la percentuale di successo di questo esperimento.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/" target="_blank"><strong>(CONTINUA&#8230;)</strong></a></p>
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		<title>L&#8217;Aquila, nascono gli Orti Urbani</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:15:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città. L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell&#8217;Aquila ed il [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i  dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1522" title="orto_urbano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg" alt="orto urbano" width="400" height="300" /></a>del tessuto sociale della città.</p>
<p>L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/LAquila-nascono-gli-Orti-Urbani-nei-nuovi-insediamenti-del-progetto-CASE_486808876.html" target="_blank">Adnkronos</a>) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in  merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi  insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune  dell&#8217;Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  sono giunti a stipulare un Protocollo d&#8217;Intesa.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato ad Assergi, dall&#8217;Assessore Comunale competente,  Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida  all&#8217;Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in  materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell&#8217;esperienza  profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la  gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei  nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2,  Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito  3), secondo  i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione del tessuto sociale della città.</p>
<div><span id="more-1521"></span></div>
<div>
<p>&#8221;La creazione degli Orti Urbani &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Moroni &#8211;  è accompagnata da forte attesa da parte delle comunità, a vantaggio  delle quali è stata concepita quale stimolo a ricreare uno spirito di  aggregazione positiva ed efficace. Esprimo dunque piena soddisfazione  per la sinergia avviata e per l&#8217;opportunità di collaborare, in questa  prima fase di realizzazione degli Orti, con l&#8217;Ente Parco, con il quale  il Comune dell&#8217; Aquila condivide obiettivi e missione e del quale è nota  l&#8217;affidabilità in termini di impegno e know how&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per il Parco &#8211; ha aggiunto Diaconale &#8211; si tratta di una nuova  opportunità di mettere a frutto le competenze dell&#8217;Ente, dedicandole ad  un progetto importante per implicazioni sociali, quale contributo al  rafforzamento dell&#8217;identità della cittadinanza aquilana. Dal Protocollo  d&#8217;Intesa scaturirà immediatamente un Avviso Pubblico destinato a tutti i  residenti del progetto C.A.S.E. nelle cui aree verdi è presente una  zona destinata agli Orti Urbani&#8221;.</p>
</div>
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		<title>Le malattie del pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:05:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa. Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere. Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1516" style="margin: 4px;" title="malattie del pomodoro" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg" alt="malattie del pomodoro" width="265" height="261" /></a>Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa.</p>
<p>Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e  parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.</p>
<p>Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.</p>
<p>E &#8216;importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito,  prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e  peperoni sono sensibili agli stessi problemi.</p>
<p>Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi  e come procedere.</p>
<p><span id="more-1515"></span></p>
<h3>Malattie del Pomodoro &#8211; Fogliame</h3>
<ul>
<li> <strong>Ruggine</strong> la cosiddetta Ruggine può colpire il fogliame,   gli steli e i frutti del pomodoro. Sintomi: macchie scure con anelli  concentrici si sviluppano a partire dalle foglie più vecchie. La superficie  fogliare circostante diventa gialla. Le foglie più giovani possono cadere lasciando i frutti esposti al sole. I pomodori presentano macchie nere.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Trattamento preventivo a base di fungicida specifico (fine maggio, da ripetere dopo due settimane).   Rimuovere le piante colpite e raccogliere tutte le foglie e i pomodori caduti non appena siano visibili i primi sintomi. Questo fungo colpisce soprattutto all&#8217;aperto.</li>
<li> <strong>Muffa grigia delle foglie: </strong> riguarda solo le foglie del  pomodoro, a partire da quelle più vecchie. Sintomi: Piccole macchie  scure visibili su entrambe le facce  delle foglie. Le macchie  hanno un colore grigio marrone, ma spesso nella parte superiore della foglia assumono contorni  gialli. La parte centrale delle parti colpite si secca, alla fine le foglie cadono, i frutti non si sviluppano. E&#8217; una malattia molto grave.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Un clima caldo, umido e scarsamente arieggiato incoraggia la mattia. Migliorare quindi la circolazione dell&#8217;aria. Rimuovere tutte le piante colpite, somministrare prodotto specifico.</li>
<li> <strong>Pronospora</strong> colpisce sia le foglie che i frutti dei  pomodori, e si propaga rapidamente. Sintomi: compaiono macchie grigie sulle foglie che presto seccano. Un  anello di muffa bianca a volte si sviluppa attorno alle macchie,  soprattutto in caso di pioggia.  Striature scure possono apparire sugli steli. Macchie scure si presentano anche sui frutti, sia maturi che acerbi.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> E&#8217; molto difficile porre rimedio, meglio ricorrere a prodotti preventivi. Le piante malate vanno asportate immediatamente. Una buona circolazione dell&#8217;aria riduce sensibilmente il rischio di infestazione.</li>
<li> <strong>Septoriosi</strong>: E&#8217; a volte scambiata per  la peronospora. Sulle foglie si presentano macchie circolari grigie con puntini al loro interno. Possono manifestarsi anche larghe macchie marroni. Le foglie più vecchie cadono quasi subito.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Allontanare le piante colpite e le loro parti. Sebbene si tratti di una patologia abbastanza aggressiva è fortunatamente rara.</li>
<li> <strong>Verticillium:</strong> Le foglie ingialliscono, presentano ingiallimento e necrosi, appassimento. La causa è un fungo del terreno, che  può colpire la maggior parte delle piante. La rotazione delle colture e la selezione di  varietà resistenti è fondamentale. I sintomi comprendono inoltre: perdita di  turgore della chioma nelle ore più calde della giornata e recupero durante la notte, macchie tra le venature delle foglie più vecchie. Questo fungo inibisce la capacità della pianta di assorbire l&#8217;acqua  e le sostanze nutritive .<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Rimuovere le piante colpite e bruciarle, scegliere  varietà resistenti, ruotare spesso le colture</li>
<li><strong>Eccesso di Azoto: </strong>Le foglie si arricciano verso l&#8217;alto, il colore può scurirsi.<br />
<strong> Cosa fare</strong>: Controllare la dose dei fertilizzanti, sciacquare il substrato con annaffiature di sola acqua.</li>
</ul>
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