Orto Urbano

progetto nazionale orti urbaniIl progetto Nazionale Orti Urbani divulga, sostiene e valorizza le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L’interesse per la terra, infatti, torna prepotentemente tra le passioni degli italiani se è vero che quattro su dieci si dedicano alla cura del verde in giardini, orti o terrazzi. Gli orti urbani, in particolare, hanno successo perché favoriscono il recupero del rapporto diretto con la terra e con il cibo che si mangia, perché diventano strumenti di aggregazione sociale e perché portano alla scoperta e alla valorizzazione di tradizioni e usanze.

Si tratta in genere di piccoli lotti di terreno (tra i 40 e i 65 mq.) di proprietà comunale da adibire ad orti e giardinaggio ricreativo ed assegnati in comodato ai cittadini richiedenti, che li coltivano per consumi familiari. Possono essere anche luoghi adatti allo svolgimento di attività didattiche per i più giovani.

La passione per la coltivazione casalinga dell’orto coinvolge allo stesso modo ambo i sessi e piace ai giovani, giacché è praticato da più di uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l’interesse aumenta con l’età e raggiunge quasi la metà degli over 65.

Tratto da: http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani

Clicca sul link per leggere il post originale e consultare i pdf con le le dieci esperienze di partenza nelle diverse città italiane.

Hortocity, orti in città

HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.

Hortocity, orti in città

L'orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio

Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.

Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.

Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.

http://www.horticity.it/
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Orto all’ombra

orto senza soleQuando si pensa ad un orto generalmente si ha in mente un posticino baciato dal sole da mattino a sera.

Un’esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.

Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?

Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.

Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?

Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.

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Acquaponica, idroponica ed energia solare

E’ possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po’ di fai da te.

acquaponica

foto: www.gardenpool.org

Avendo un po’ di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.

Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una serra urbana economica ed ecosostenibile, combinando tecniche e concetti base dell’ aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.

L’indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l’impianto procedeva  in autonomia.

La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più pesci Tilapia di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all’anno, e tutto completamente organico e biologico.

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Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro

pianta di pomodoro capovoltaEcco come realizzare un orto capovolto con i sacchetti VASTLIG di IKEA, reperibilissimi ed estremamente economici. L’idea del giardinaggio o dell’orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.

In questo caso anche l’estetica è soddisfatta.

Descrizione: per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.

Strumenti: forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.

Come procedere?

-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.

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Orti d’autunno

logo FAIIl FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano “ORTI D’AUTUNNO”, a Villa Necchi Campiglio – Via Mozart 14, Milano.

Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2010, dalle ore 10 alle 18, Villa Necchi Campiglio a Milano ospiterà “Orti d’autunno: profumi e legumi”, mostra-mercato interamente dedicata ai prodotti di stagione dell’orto e del frutteto organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo sempre a Villa Necchi.

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Idroponica sul balcone di casa (parte due)

Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it

Morti urbani

Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i cambiamenti del mio orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su questa rubrica e a gran voce con i risultati sotto mano.

Eccoci alla terza settimana di lavori, con oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i risultati iniziano, almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno trainando infatti tutte le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro probabilmente a causa della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l’acqua ma le aspettative sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.

idroponica primi passiidroponica fatta in casa

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Idroponica sul balcone di casa (parte uno)

Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it

idroponica in casaQuando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.

Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante.
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L’Aquila, nascono gli Orti Urbani

L’accordo affida all’Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione orto urbanodel tessuto sociale della città.

L’Aquila, 3 giu. – (Adnkronos) – Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell’Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono giunti a stipulare un Protocollo d’Intesa.

L’accordo, firmato ad Assergi, dall’Assessore Comunale competente, Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida all’Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell’esperienza profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2, Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito 3), secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città.

Le malattie del pomodoro

malattie del pomodoroColtivare pomodori è un po’ un classico: non c’è orto dove manchi questa pianta, sia esso all’aperto, in serra o sul balcone di casa.

Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.

Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.

E ‘importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito, prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e peperoni sono sensibili agli stessi problemi.

Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi e come procedere.

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