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	<title> &#187; orticultura indoor</title>
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		<title>Settembre: ora di rinnovare la growroom</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[come pulire e mantenere al meglio la growroom o la growbox nella coltivazione e nel giardinaggio indoor. Prodotti e tecniche.
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/ventilazione-della-growroom/' rel='bookmark' title='Ventilazione della growroom'>Ventilazione della growroom</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale momento migliore per rinnovare la grow room?<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1632" style="margin: 4px;" title="idroponica_growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg" alt="idroponica growroom" width="332" height="253" /></a></p>
<p>Tornati dalle ferie, finita la calura estiva, è tempo di pulizie e riordino.</p>
<p>Per un funzionamento perfetto lo spazio di coltivazione deve sempre essere mantenuto nelle condizioni igieniche migliori, e una bella pulizia profonda tra un ciclo e l&#8217;altro è senz&#8217;altro una buona idea.</p>
<p>Se avete del <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=telo+riflettente&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">telo riflettente</a> alle pareti toglietelo e pulite anche sotto se possibile. Poi potrete riapplicarlo oppure sostituirlo con del telo nuovo di tipo tradizionale o <a href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti_1-METRO-TELO-RIFLETTENTE-DIAMOND-.1.9.99.gp.4734.-1.uw.aspx" target="_blank">argentato</a>.</p>
<p>Attenzione ai substrati di coltivazione. Un substrato eccessivamente riutilizzato o sporco o magari intriso di soluzione nutriente può rovinare il prossimo ciclo di coltura.</p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/Terricci-biologici.1.9.41.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio biologico</a> generalmente NON si riutilizza se si coltiva in vasi. Potete comunque mischiarlo alla terra del giardino oppure miscelarlo con nuovo terriccio se avete piante poco esigenti.</p>
<p><span id="more-1631"></span></p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/terricci-di-cocco.1.9.42.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio di cocco</a> si può lavare bene e riutilizzare, in teoria. Non è un&#8217;operazione molto semplice ed è consigliabile riciclarlo per alleggerire i terricci piuttosto che come substrato a se&#8217; stante.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrati per idroponica </a>come perlite, argilla, rockwool si possono lavare e riciclare. E&#8217; importante usare acqua corrente e assicurarsi di rimuovere qualunque residuo. Per l&#8217;argilla il metodo migliore è porre le pelline in un secchio sotto il getto dell&#8217;acqua e mescolare. Perlite ad argilla espansa possono essere mischiati col terriccio, il rockwool va smaltito nelle isole ecologiche (attenzione a non disperderlo nell&#8217;ambiente!).</p>
<p>Per le pulizie si può usare una blanda soluzione di acqua ed ammoniaca, oppure cloro o ancora perossido d&#8217;idrogeno.</p>
<p>Per evitare durante il normale uso incrostazioni e sporcizia si può aggiungere un prodotto apposito come <a href="http://growerplanet.it/salute-e-prevenzione_B-CUZZ-ATA-CLEAN-1L.1.9.27.gp.188.-1.uw.aspx" target="_blank">Ata Clean</a></p>
<p>E dopo avere ripulito tutto per bene, esaminate l&#8217;attrezzatura. Le lampade vanno sostituite a seconda della durata di vita, ben prima che smettano di funzionare. E&#8217; importante offrire sempre uno spettro ottimale alle piante per ottenere buoni risultati nel giardinaggio indoor, ricordate quindi di acquistarne di nuove.</p>
<p>Le <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">growbox</a> o darkroom sono di solito semplici da manutenere, basta svuotarle e spruzzatore alla mano dare una buona disinfettata. Attenzione soprattutto al pavimento, non entrate indossando le scarpe che usate per uscire.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=37&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank">filtri</a> anti-odore hanno rivestimenti o <a href="http://growerplanet.it/filtri-odori_RICAMBIO-CARBONE-ATTIVO-1--SCELTA-25-KG-.1.9.37.gp.4668.-1.uw.aspx" target="_blank">carboni attivi</a> sfusi da sostituire per mantenere la migliore efficacia.</p>
<p>Nei misuratori la parte fondamentale è l&#8217;elettrodo. Se non è conservato con cura e ben pulito potrebbe falsare i risultati dei test. Si può sostituire in alcuni modelli. I misuratori più economici andrebbero comunque rimpiazzati, a seconda dell&#8217;uso, ogni anno/paio di anni se si coltivano piante esigenti.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/Nutrimenti.1.9.2.sp.uw.aspx" target="_blank">fertilizzanti</a> non si conservano a lungo se sono già aperti e non riposti in un luogo fresco e buio. La soluzione nutritiva va utilizzata immediatamente, quella in eccesso può essere usata per annaffiare il giardino.</p>
<p>Nei <a href="http://growerplanet.it/Idroponica.1.9.6.sp.uw.aspx" target="_blank">sistemi idroponici</a> è possibile sostituire le parti usurate senza problemi, ma ogni tanto non è male dare un&#8217;occhiata alle novità che offre il mercato. Magari il vostro idrosistema è obsoleto o sottodimensionato e potete ottenere di più acquistandone uno nuovo.</p>
<p>Se siete in vena di shopping, non perdete le <a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank">OFFERTE GROWERPLANET.IT</a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx"><img class="size-full wp-image-1639 alignleft" title="banner_offerte" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/banner_offerte.jpg" alt="offerte idroponica" width="500" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank"><br />
</a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1631"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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		<title>Evitare le malattie nelle colture indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le malattie e le infestazioni nelle coltivazioni indoor possono diventare un problema difficile da affrontare. Impariamo come evitare di averci a che fare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="mosca bianca" rel="attachment wp-att-1380" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/evitare-le-malattie-nelle-colture-indoor/mosca_bianca/"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" style="margin: 4px;" title="mosca_bianca" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/mosca_bianca.jpg" alt="mosca bianca" width="300" height="221" /></a>Mantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.<br />
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :<br />
-un&#8217;umidità moderata, attorno al 60-70%.<br />
-acqua di origine sicura. Se l&#8217;acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell&#8217;uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).<br />
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua<br />
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)<br />
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E&#8217; indispensabile quindi un&#8217;accurata ispezione della pianta madre.</p>
<p><span id="more-1379"></span>Nonostante tutti gli accorgimenti potreste comunque subire un attacco dall&#8217;esterno, da parte di qualche parassita.<br />
Se vedrete le piante perdere colore, le foglie cadere la causa potrebbe essere un ospite indesiderato, anche se questo non è visibile all&#8217;occhio.  Un insidioso moscerino ad esempio potrebbe infestare le radici, e l&#8217;intera pianta verrebbe contagiata tramite la linfa.<br />
Esaminate spesso le piante con una lente di ingrandimento e posizionate fra le foglie gli appositi fogli adesivi gialli (bug scan); se scorgete qualche insetto non esitate ad isolare immediatamente la pianta.</p>
<p>Alcuni parassiti comuni:<br />
ragnetto rosso – della grandezza di una capocchia di spillo, si nutre di linfa. La pianta infestata appare malata e perde le foglie. Piccole ragnatele sono visibili ad occhio nudo nella fase avanzata.<br />
Afidi: dalla tipica forma a pera, succhiano la linfa della pianta causando l&#8217;arricciamento delle foglie. Lunghi un paio di millimetri, possono avere vari colori.<br />
Moscerino dei funghi: allo stato larvale divora le radici. Simile al moscerino della frutta, nero, lungo due millimetri. La pianta colpita deperisce rapidamente.<br />
Mosca bianca: le piante infestate ingialliscono ed appassiscono. Solitamente si trova sulla parte inferiore delle foglie.</p>
<p>Gli insetti possono essere eliminati con specifici prodotti chimici o naturali (piretro, infusi di ortica), o ancora tramite antagonisti naturali (coccinelle e altri insetti predatori).</p>
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		<title>Propagazione: semi e talee</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:27:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come operare per ottenere talee e gestire semina e propagazione in maniera ottimale
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1376" class="wp-caption alignright" style="width: 265px"><a rel="attachment wp-att-1376" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/propagazione-semi-e-talee/piantina_idroponica/"><img class="size-full wp-image-1376 " style="margin: 4px;" title="piantina_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/piantina_idroponica.jpg" alt="piantina idroponica" width="255" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.<br />
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l&#8217;ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.<br />
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.<br />
Inoltre l&#8217;utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.</p>
<p>La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.</p>
<p>Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.<br />
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_4x4x4_product-44-1110.aspx" target="_blank">cubi di rockwool </a>o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.<br />
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l&#8217;umidità avrà un valore stabile attorno all&#8217;80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">serretta di plastica</a>.</p>
<p>Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.<br />
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.</p>
<p><span id="more-1375"></span>La talea, recisa con una lama molto affilata (un bisturi o una lametta) va scelta verso la cima e deve avere alcune foglie (almeno tre coppie, generalmente). Appena prelevata va immediatamente immersa la parte recisa in acqua tiepida.</p>
<p>Ora con la lametta andremo a rimuovere la coppia di foglie più vicina (o due coppie, se il substrato sarà abbastanza profondo) alla base e a tagliare poco al di sotto di esse lo stelo con un&#8217;incisione a 45 gradi. Se le foglie rimanenti dovessero essere troppo grandi e pesanti le taglieremo a metà.</p>
<p>Adesso la talea è pronta per essere alloggiata nel substrato, dove avremo praticato un forellino della misura più adatta ad ospitare lo stelo.</p>
<p>I nostri cloni andranno nebulizzati con acqua facendo attenzione a non esagerare. E&#8217; importante rimuovere foglie morte o altro materiale che costituirebbe un ideale terreno di coltura per funghi e batteri.<br />
Se dovessero spuntare dei boccioli, andranno eliminati.</p>
<p>In 7 – 10  giorni le piantine dovrebbero essere in grado di sopportare le prime esposizioni al loro ambiente di coltura definitivo, a patto che non vi siano sbalzi climatici eccessivi.<br />
Potrete iniziare a rimuovere il coperchio della serretta partendo da una mezz&#8217;ora al giorno, e a somministrare fertilizzanti specifici.</p>
<p>Ovviamente si possono ottenere le piantine anche partendo dai semi.<br />
Vediamo come.<br />
Intanto è fondamentale la scelta dei semi, che andranno raccolti da piante sane  e dovranno essere maturi.<br />
I semi conservati male muoiono: per mantenerli dormienti senza che germinino o muoiano devono essere mantenuti al buio, in un ambiente freddo (2-8 gradi), secco e con scarso ossigeno (ad esempio un barattolo).<br />
L&#8217;ambiente di coltura dovrà essere sterile o quasi, il medium ben aerato e drenante.</p>
<p>Anche qui usiamo <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">la serretta</a> e il tappetino riscaldante e prepariamo il substrato bagnandolo prima con acqua a pH controllato e lasciandolo scolare dopo.<br />
Alcuni preferiscono germinare i semi prima di metterli a dimora tenendoli alcuni giorni su uno strato di tessuto bagnato sotto un piatto capovolto.<br />
Questo accorgimento tuttavia non è necessario e si possono posizionare i semini in forellini poco profondi nel substrato. I semi devono stare al buio.</p>
<p>Fatto questo si procederà ad una leggera annaffiatura che andrà ripetuta circa ogni 2-3 giorni.</p>
<p>La temperatura ideale è di 20-25 gradi e l&#8217;umidità dell&#8217;80% circa. Quando le prime vere foglioline saranno spuntate si potrà rimuovere il coperchio della serra e posizionare le piantine sotto una luce al neon da tenere a circa dieci centimetri.<br />
Piano piano si potrà aumentare la luce e si cominceranno a somministrare fertilizzanti.</p>
<p>E&#8217; fondamentale in questa fase una certa pazienza per permettere alle piante di adattarsi al nuovo ambiente, in quanto uno shock potrebbe essere fatale.</p>
<p>Lo sviluppo da ora in poi procederà velocemente e saranno necessari diversi travasi in contenitori mano a mano più grandi.<br />
Le piante dovranno essere spostate facendo molta attenzione a non torcere o rovinare le radici; a tal fine è bene scegliere un medium già predisposto per consentire un agevole travaso “in blocco”, come ad esempio cubetti di lana di roccia o cestini di perlite o compresse di torba, che permettono di non toccare affatto l&#8217;apparato radicale.<br />
L&#8217;utilizzo di cubetti per germinazione è consigliabile anche per l&#8217;importanza che il substrato riveste nella delicata fase della radicazione: materiale concepito appositamente permetterà di evitare errori frequenti quando si utilizza semplice terriccio.<br />
La zona attorno alle radici dovrà infatti essere aerata, mai completamente asciutta né fradicia, leggera e drenante. Il rischio che si corre è quello della mancanza di ossigeno, dell&#8217;attacco di funghi e muffe, di marciume.</p>
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		<title>Illuminazione nelle coltivazioni indoor</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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E&#8217; importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.</p>
<p>Cosa serve?<br />
Un impianto standard necessita di un <a href="http://italgrow.com/alimentatori_cat-22.aspx" target="_blank">ballast (alimentatore)</a> che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un <a href="http://italgrow.com/riflettori_cat-129.aspx" target="_blank">riflettore</a> per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per la temporizzazione dell&#8217;illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.</p>
<p><span id="more-1357"></span>Partiamo ribadendo l&#8217;ovvio: il bulbo deve essere specificamente concepito per la coltivazione indoor, non si possono utilizzare o riciclare lampadine generiche.<br />
La fotosintesi si svolge principalmente all&#8217;interno della parte visibile dello spettro (lunghezza d&#8217;onda tra 400 e 700 nm); all&#8217;interno di questi valori le lunghezze più utili sono 445 nm (blu) e 650 nm (rosso).<br />
Per ottenere questo tipo di luce si possono utilizzare diversi tipi di bulbi, che si basano su varie tecnologie.</p>
<p>I più diffusi sono HID (High Intensity Discharge), che possono essere utilizzati per tutto il ciclo grazie all&#8217;alta quantità di lumens per watt prodotti (circa 5 volte quelli prodotti da una normale lampada ad incandescenza).<br />
Le lampade HID a loro volta si trovano in tre versioni.<br />
<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+ioduri&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">MH (Metal Halide)</a>: questi bulbi producono una luce prevalentemente blu, ideale per la fase di crescita.<br />
<a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">HPS (High Pressure Sodium)</a>: luce prevalentemente rossa che garantisce un&#8217;ottima illuminazione durante la fioritura/fruttificazione.</p>
<p>Siccome questi due diversi tipi di bulbo richiedono alimentatori e a volte portalampade differenti è uso comune utilizzare le HPS per tutto il ciclo.<br />
Ne esistono in commercio da diversi anni di tipo “<a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>”, ovvero modelli ibridi che emettono luce rossa arricchita con luce blu e sono adatte alla coltivazione durante l&#8217;intero ciclo.</p>
<p>In alternativa ai bulbi HID esistono le lampade fluorescenti.<br />
Producono meno calore e hanno un consumo più ridotto, sono adatte nella fase di crescita delle piante che non necessitano di molta luce, come orchidee, lattuga, cloni.<br />
In commercio ci sono lampade fluorescenti con la tipica forma allungata del <a href="http://italgrow.com/tubi_al_neon_cat-26.aspx" target="_blank">neon</a> (SL, strip light) o <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+cfl+phytolite&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">compatte (CFL, Compact Fluorescent Light)</a>, con vari wattaggi e temperature di colore. Anche qui le temperature di colore più alte corrispondono ad una luce più blu e quindi adatta alla crescita, mentre le temperature più basse emettono luce rossa per la fioritura.<br />
Esistono anche <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cfl+agro&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">CFL di tipo “agro”</a> per l&#8217;intero ciclo. Le lampade CFL hanno l&#8217;alimentatore integrato nella base.</p>
<p>Sistemazione ideale delle luci</p>
<p>Se l&#8217;illuminazione è inadeguata le piante avranno poche foglie, scarso rendimento e rami lunghi e fragili.<br />
Le cause di una cattiva illuminazione possono essere diverse: lampada troppo poco potente o di tipo sbagliato, o ancora troppo usurata. Piante che si fanno ombra l&#8217;un l&#8217;altra. Fonte di luce troppo vicina o troppo distante dalle piante. Troppe o poche ore di luce quotidiane.</p>
<p>Da tenere a mente quindi al momento dell&#8217;acquisto che ogni tipo di lampada può coprire uno spazio ristretto e va posizionato ad una determinata altezza per far sì che il cono di luce illumini bene l&#8217;area di coltura. Chiedete consiglio al negoziante.</p>
<p>Il numero di piante deve essere il più basso possibile perché non vi sia una concorrenza per la luce e non si formino ristagni.</p>
<p>L&#8217;altezza della luce è un fattore determinante: è bene fornirsi di <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=volvit&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">saliscendi</a> che consentiranno di seguire la crescita delle piante mantenendo sempre una distanza ottimale. Le luci fluorescenti emettono poco calore e si possono tenere molto basse. In caso di spazi ristretti o lampade potenti meglio procurarsi un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cool-tube&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">riflettore aerato</a> che risolverà il problema della temperatura.</p>
<p>Il ciclo della pianta prevede un alternarsi di giorno e notte. Solitamente le ore di luce sono 18 in fase di crescita e 12 nella fioritura.<br />
L&#8217;irregolarità nell&#8217;illuminazione causa gravi danni, è indispensabile l&#8217;utilizzo di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a>.<br />
Le ore di buio non devono mai essere interrotte da infiltrazioni di luce esterna o da un improvviso accendersi delle lampade.</p>
<p>I muri devono riflettere la luce e non assorbirla, a tale scopo devono essere dipinti di bianco o, ancora meglio, ricoperti di <a href="http://italgrow.com/teli_riflettenti_cat-99.aspx" target="_blank">materiale riflettente</a>.</p>
<p>Qualche consiglio: se sospettate che la luce non sia sufficiente, usate un<a href="http://italgrow.com/luxmetri_luxmetro_lx_101_product-59-534.aspx" target="_blank"> luxmetro</a>. Si tratta di uno strumento in grado di stabilire quanta luce arriva in un determinato punto, potrete testare ad esempio quanta luce ricevono le cime ma anche le foglie più basse o le piante posizionate negli angoli.<br />
Assicuratevi sempre la compatibilità tra alimentatore e bulbo. Non improvvisate mai, anche quando le cose sembrano funzionare può verificarsi un cortocircuito, lo spegnimento improvviso della luce o una riduzione drastica della vita del bulbo.<br />
Le lampade HID sono molto delicate e possono esplodere se maneggiate senza le adeguate cautele.<br />
Mai accendere una lampada appena spenta, lasciare sempre passare alcuni minuti (5 per le HPS e 20 per le MH).<br />
Bulbi molto freddi non vanno accesi (ad esempio tenuti all&#8217;esterno in inverno), o andranno in pezzi. Lasciate che riprendano la temperatura dell&#8217;ambiente circostante prima di montarli.</p>
<p>Le lampade e i ballast magnetici si deteriorano nel tempo, offrendo performance ridotte e assorbendo più energia. Assicuratevi di cambiarli regolarmente.<br />
I bulbi MH durano in genere meno degli HPS.<br />
Verificate sempre anche l&#8217;orientamento della lampada: alcune vanno posizionate obbligatoriamente in verticale o in orizzontale.<br />
Attenzione ai wattaggi: sommate il dispendio energetico di tutta l&#8217;attrezzatura alla massima potenza e assicuratevi che non sovraccarichi il vostro impianto.</p>
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		<title>Organizzare al meglio la growroom</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[notifiche]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ottenere buoni risultati nella coltura indoor è indispensabile una buona organizzazione dello spazio a disposizione. Ecco uno schema semplice e le norme di base.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1341" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1341  " style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom-150x120.png" alt="" width="250" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>Norme generali</p>
<p>Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.<br />
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.</p>
<p>I contenitori devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz&#8217;altro una parte del potenziale della pianta.<br />
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell&#8217;assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.</p>
<p>-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l&#8217;adeguata aerazione è indispensabile.<br />
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.<br />
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell&#8217;aria ed incoraggiare la crescita delle radici.</p>
<p><span id="more-1340"></span></p>
<p>-Serbatoio<br />
Meglio sceglierlo in materiale non tossico, specifico per alimenti. E&#8217; indispensabile che sia opaco e non permetta il passaggio della luce, che incoraggerebbe la crescita delle alghe e lo sviluppo di patogeni. Inoltre i raggi UV possono decomporre alcuni elementi nutritivi.</p>
<p>-Pompa<br />
Per automatizzare l&#8217;irrigazione utilizzate una pompa ed un timer per gestire l&#8217;accensione e lo spegnimento.<br />
Bisogna accertarsi che la pompa abbia la portata necessaria a supportare l&#8217;estensione del vostro impianto.<br />
L&#8217;utilizzo di molte deviazioni o restringimenti, il diametro dei tubi, la pendenza influiscono sulla potenza necessaria per un&#8217;annaffiatura sempre efficiente.<br />
Optional interessanti sono la presenza di un filtro interno che prevenga blocchi (indispensabile in alcuni tipi di sistema con poca autonomia in caso di guasti della pompa), un funzionamento silenzioso e un sistema di spegnimento automatico in caso di attività in assenza di acqua.<br />
Meglio scegliere un modello ad immersione, che permetterà una maggiore versatilità.</p>
<p>-Timer<br />
Indispensabile per la regolazione delle luci, utilissimo per l&#8217;irrigazione.<br />
I modelli digitali sono più affidabili, in caso di NFT o altri sistemi che richiedano frequenti intervalli è indispensabile dotarsi di un prodotto di qualità.<br />
Assicurarsi di non sovraccaricare il temporizzatore con troppi strumenti o con strumenti troppo potenti.<br />
Sono da preferire i modelli ad alta resistenza all&#8217;umidità e possibilmente facili da programmare.</p>
<p>-Elettricità<br />
Le norme di sicurezza sono basilari: la zona delle prese e degli apparecchi elettrici deve essere assolutamente asciutta, considerando anche eventuali perdite o danneggiamenti.<br />
Controllare la portata delle prese e non cercare mai di superarla.<br />
Quando si accendono molte lampade, farlo in maniera scaglionata.<br />
Installare un salvavita.<br />
Può essere molto utile inoltra calcolare quanto la vostra coltivazione vi verrà a costare, applicando questa formula:<br />
Costo dell&#8217;energia per kilowatt (è reperibile sulla vostra ultima bolletta) moltiplicato per il numero di kilowatt impiegati (1000 watt = 1 kilowatt) moltiplicato per il numero di ore quotidiane di accensione.<br />
Esempio: poniamo che la corrente costi 0.10 euro al kilowatt e che voi abbiate 2 lampade da 600 watt (1,2 kilowatt) accese 12 ore al giorno.<br />
0,10 € x 1,2 kw x 12 ore = 1,44 euro al giorno.</p>
<p>-Impianto d&#8217;irrigazione<br />
Sembra banale, ma la prima cosa da fare è renderlo il più lineare e semplice possibile, facendo un buon progetto prima di prendere in mano gli attrezzi.<br />
Poche giunture, curve, raccordi garantiranno un basso rischio di perdite. Utilizzate filtri dove possibile.<br />
Il diametro dei tubi deve essere adeguato: meglio abbondare, soprattutto se il sistema è destinato a crescere.<br />
Tutti i tubicini che si connetteranno alla linea principale devono avere lo stesso diametro e possibilmente la stessa lunghezza, per garantire un equilibrio nel flusso del liquido.<br />
Anche gli irrigatori devono avere tutti le stesse caratteristiche ed essere manutenuti con costanza (basta un irrigatore bloccato per alterare l&#8217;equilibrio).</p>
<p>Una manutenzione regolare è indispensabile. Gocciolatori e spruzzatori sono soggetti a blocchi e vanno controllati e sciacquati spesso, il pH va mantenuto basso (compatibilmente alla tipologia di coltivazione) per evitare depositi, periodicamente va effettuata una completa sanificazione dell&#8217;impianto.<br />
Per sicurezza meglio posizionare almeno due linee di irrigazione per vaso, così da evitare che la pianta non riceva acqua del tutto in caso di blocco.<br />
Posizionare i tubicini in sospensione e non a contato con le radici o col substrato aiuterà ad evitare l&#8217;accesso di materiale all&#8217;interno del sistema di irrigazione.</p>
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		<title>Phytolite, compatte fluorescenti rivoluzionate</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lampade per l'illuminazione orticola indoor Phytolite, fluorescenti compatte di nuova generazione, sono state migliorate dal produttore. Phytolite garantisce un giardinaggio in interni economico e ad alta resa.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[comunicazione aziendale]<a rel="attachment wp-att-1219" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/phytolite-compatte-fluorescenti-rivoluzionate/banner_phytolite_mini/"><img class="alignright size-full wp-image-1219" title="banner_phytolite_mini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/banner_phytolite_mini.jpg" alt="banner_phytolite_mini" width="236" height="136" /></a></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">A partire da   agosto 2009 la qualità dei prodotti Phytolite è stata   radicalmente migliorata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PCB CIRCUIT   DESIGN</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">La parte   elettronica è stata radicalmente modificata allo scopo di   raggiungere standard tecnici elevati ed a meglio soddisfare i   requisiti CE. A fine di questa comunicazione potrete vedere i   files grafici relativi al vecchio e nuovo disegno della scheda   elettronica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span id="more-1218"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">QUALITY   CONTROL</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Abbiamo   fortificato il processo di controllo in ogni stadio di   lavorazione delle lampade.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Adesso la “aging   line” cioè la linea di prova in cui OGNI LAMPADA viene montata e   testata per alcune, è stata estesa. Alcune componenti come tubi   in vetro, semiconduttori, ((triodes e diodes), condensatori   ballast coils, sono stati sostituiti con prodotti di qualità   superiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PACKING   MATERIALS</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Gli imballi di   ogni singola lampada sono stati migliorati sostituendo il cartone   corrugato, prima di tipo “E” con l&#8217;attuale tipo “F” la resistenza   e finitura dello stesso e&#8217; adesso maggiore. Anche il polistirolo   interno è stato migliorato: ora i bulbi sono perfettamente fermi   all&#8217;interno del polistirolo e non producono alcun suono di   agitati. Questo decrementerà i problemi dovuti a rotture da   trasporto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">GARANZIA: come   sempre i prodotti Phytolite sono coperti da piena garanzia   (eccetto visibili danni da trasporto o da cattivo uso da parte   dell&#8217;utente).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">POWER FACTOR:   0,97</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">UTILIZZARE   PRATICAMENTE TUTTA L&#8217;ENERGIA PAGATA,TRASFORMANDOLA IN   PAR.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Vuoi saperne di più? Leggi l&#8217;articolo completo sul <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">Power Factor</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Visita il sito per conoscere l&#8217;intera gamma dei prodotti <a href="http://www.phytolite.com" target="_blank">Phytolite</a>.</p>
<p>Vuoi sapere come vengono fabbricate le lampade fluorescenti compatte? Guarda il video!</p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Se vuoi inviare le tue comunicazioni aziendali contattaci all&#8217;indirizzo redazione@giardinaggioindoor.it</em></span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Frutta e verdura idroponica sullo scaffale</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[fuori suolo]]></category>
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		<category><![CDATA[no soil]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Futurlab propone serre idroponiche all'interno dei supermercati inglesi.
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</ol>]]></description>
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Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.<br />
L&#8217;idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.<br />
All&#8217;interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant&#8217;altro.<br />
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.<br />
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l&#8217;utilizzo di substrato.<br />
<span id="more-1172"></span>Se questo tipo di coltura alla portata dell&#8217;utente finale dovesse essere avviata si taglierebbero i costi di trasporto e stoccaggio al punto da rendere i prodotti idroponici molto più convenienti di quelli tradizionali.<br />
Inoltre il minore inquinamento prodotto e il risparmio idrico  potrebbero garantire un&#8217;etichetta di eco-compatibilità come valore aggiunto.all&#8217;ortofrutta in questione.<br />
Lucy MacLennan, Managing Director della catena di negozi inglesi Sainsbury, ha accolto con entusiasmo la novità, evidenziando come tale coltivazione potrebbe migliorare la qualità del cibo consumato.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Manutenzione del sistema idroponico</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/06/28/manutenzione-del-sistema-idroponico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=manutenzione-del-sistema-idroponico</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 15:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualunque sia la tecnica di coltivazione l'igiene è sempre fondamentale.
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l'accumulo di sali,sporcizia ed eventuali patogeni.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1003" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/06/28/manutenzione-del-sistema-idroponico/pulire-sistema-idroponico/"><img class="alignleft size-full wp-image-1003" style="margin: 4px;" title="pulire-sistema-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/pulire-sistema-idroponico.jpg" alt="pulire-sistema-idroponico" width="400" height="266" /></a>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p><span id="more-1004"></span></p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, pompe ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a pH basso ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal valore EC dell&#8217;acqua reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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