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	<title> &#187; ormoni</title>
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		<title>Ormone radicante fatto in casa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 17:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come fare in casa l'ormone radicante per talee e piantine, biologico e gratuito, dal Salice. Fare radicare i cloni senza prodotti chimici e senza spendere nulla.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In moltissimi abbiamo ammirato qualche volta un bell&#8217;albero di Salice. <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1834" title="ormone-radicante-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg" alt="ormone radicante fai da te" width="240" height="218" /></a></p>
<p>Il Salice è un albero dalla crescita molto veloce, con foglie decidue, tipico dell&#8217;emisfero nord e amante dei terreni umidi. Uno dei più noti appartenenti alla famiglia dei Salici è il <strong>Salice Piangente</strong>, bellissima pianta dai tipici rami cascanti, con foglie allungate che spesso presentano una faccia inferiore setosa o bianca.</p>
<p>La popolarità di questo albero è in buona parte dovuta alla sua versatilità: <strong>la corteccia è usata in medicina per il contenuto di salicina</strong> (da cui l&#8217;acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell&#8217;Aspirina) antinfiammatorio e analgesico. Il legno viene utilizzato per la costruzione di mobili, utensili ed impiallacciature, la fibra utilizzata per produrre cordami e carta; i rami vengono intrecciati per costruire cesti, nasse e vari oggetti (<strong>vimini</strong>).</p>
<p><span id="more-1833"></span></p>
<p><strong>Questo albero si produce facilmente da talea</strong> e sviluppandosi molto in fretta è ideale per la produzione di biomassa, scopo per cui è già largamente coltivato.</p>
<p>Ma quello che ci interessa principalmente è l&#8217;ormone presente nella corteccia, un <strong>naturale, biologico e validissimo aiuto per la radicazione di talee</strong>. Questo ormone è responsabile della incredibile capacità del Salice di mettere radici in quasi qualunque condizione. Anche pezzi di tronco in terreni umidi  o rami semplicemente lasciati in ammollo radicano con facilità.</p>
<p><strong>Come possiamo utilizzare il Salice per produrre un ormone radicante fai da te per le nostre talee?</strong></p>
<p>Sfruttando la presenza di <strong>acido indolbutirrico e acido salicilico</strong> e preparando un bel &#8216;the di Salice&#8217;. Per prima cosa ovviamente bisogna individuare un bell&#8217;albero sano, appartenente alla famiglia dei Salici e recidere poi qualche ramo scegliendolo fra quelli in fase di crescita. Si riconoscono oltre che per la misura e la consistenza per il colore verde o giallo, a differenza dei vecchi rami marroni o grigi.</p>
<p>Eliminate le foglie (che costituiscono tra l&#8217;altro ottimo materiale da compostaggio) e tagliate i rami in pezzetti di un paio di centimetri di lunghezza.</p>
<p>A questo punto potete scegliere la via veloce e ricoprire il legno con acqua bollente da far riposare 12/24 ore, oppure scegliere la via lenta e utilizzare acqua fredda lasciando poi riposare per circa una settimana.</p>
<p>A questo punto il liquido va filtrato, versato in un bel barattolo a chiusura ermetica e riposto in frigo dove potrà essere conservato fino a due mesi. A questo proposito è utile apporre un&#8217;<strong>etichetta con la data</strong> tanto per essere sicuri di non sbagliare.</p>
<p>Per aiutare la <strong>radicazione delle talee</strong> potete usare l&#8217;acqua di Salice in diversi modi: utilizzandola per <strong>annaffiare le talee direttamente nel loro medium</strong> (un paio di volte dovrebbero essere sufficienti) oppure mettendo <strong>le talee  in ammollo per qualche ora</strong> (meglio durante la notte) come fareste con dei fiori recisi in un vaso.</p>
<p>L&#8217;acido salicilico aiuterà ad evitare che i gambi marciscano (da qui l&#8217;uso di molti di mettere Aspirina nell&#8217;acqua dei fiori recisi per farli durare più a lungo).</p>
<p>Questa è una ricetta <strong>semplicissima e piuttosto valida, gratuita e biologica</strong>, che chiunque può utilizzare: non ha la stessa efficienza degli ormoni chimici ma vale la pena di tentare. Potete utilizzare l&#8217;acqua di Salice anche per irrigare le piantine giovani, come <strong>additivo per aiutare la radicazione</strong>.</p>
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		<title>Foglie verdi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 22:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico Le foglie sono verdi e assorbono la luce solare grazie alla fotosintesi: questo lo sappiamo tutti. Ma come usano la luce e perchè sono proprio verdi? E cosa fanno quando è buio? La linfa vitale delle piante è l&#8217;acqua, responsabile della stabilità dell&#8217;organismo vegetale [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico</em></p>
<p>Le foglie sono verdi e assorbono la luce solare grazie alla fotosintesi: questo lo sappiamo tutti. Ma come<a title="fotosintesi" rel="attachment wp-att-341" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2008/05/07/foglie-verdi/sun_leaf/"><img class="alignright size-medium wp-image-341" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="fotosintesi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/sun_leaf.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a> usano la luce e perchè sono proprio verdi? E cosa fanno quando è buio?</p>
<p>La linfa vitale delle piante è l&#8217;acqua, responsabile della stabilità dell&#8217;organismo vegetale (le piante assetate si afflosciano), provvede al trasporto dei nutrienti e diluisce i sali.<br />
Attraverso l&#8217;evaporazione dalla superficie delle foglie l&#8217;acqua presente nel terreno viene risucchiata dalle radici, in un continuo benefico flusso.</p>
<p>Vero carburante della fotosintesi, l&#8217;acqua viene frammentata nei sui elementi base dalla luce: Idrogeno e Ossigeno.<span id="more-340"></span><br />
L&#8217;Idrogeno viene consumato dalla pianta stessa, che durante il processo produce come materiale di scarto l&#8217;Ossigeno che noi tutti respiriamo.</p>
<p>Sembra un&#8217;ovvietà da scuole elementari, ma nel mondo vengono investite risorse e mezzi per imitare artificialmente la fotosintesi e produrre quindi energia pulita e illimitata, con una serie di benefiche, enormi conseguenze di portata mondiale che cambierebbero il corso della Storia. Purtroppo i risultati ottenuti restano primitivi, inefficienti e dispendiosi, lontani dal modello originario offerto dalla Natura.</p>
<p>Con fotosintesi nasce la vita sulla Terra.</p>
<p>Qualche miliardo di anni fa l&#8217;aria sul pianeta era priva di ossigeno e la vita si affacciava timidamente negli oceani in forma di microbo elementare.<br />
Ad un certo punto, in una visione molto molto semplificata di quella che è l&#8217;evoluzione,  questi prime minuscole creature hanno iniziato a trarre l&#8217;energia di cui avevano bisogno dalla luce, trasformando l&#8217;anidride carbonica in zuccheri: la prima fotosintesi.<br />
Alcune creature, come l&#8217;alga blu, a tutt&#8217;oggi si comportano in maniera molto simile a questi primordiali esserini.<br />
Le fondamenta della vita come la conosciamo erano quindi gettate, e in capo a circa 3 miliardi di anni ci fu abbastanza ossigeno &#8220;di scarto&#8221; perchè altre creature si sviluppassero in quel mondo ancora giovane.</p>
<p>Il colore delle piante</p>
<p>La pianta è costituita da una stringa di cellule, ognuna delle quali è dotata di tutte le funzioni per vivere in maniera indipendente.<br />
Sebbene normalmente ogni cellula appartenga ad un gruppo che svolge una determinata funzione (radici, foglie, stelo), in caso di necessità si assiste ad una mutazione, come una cellula radicale che diventa verde (pensate alle patate esposte alla luce) o una cellula dello stelo che diventa bianca trasformandosi in giovane radice.</p>
<p>Le piante sono per la maggior parte esternamente verdi. Se osserviamo il tessuto al microscopio vedremo cerchietti smeraldini di varie tonalità (clorofilla), alcuni rosso/arancio e gialli (carotene).<br />
Possiamo apprezzare i toni dati dalla clorofilla nella bella stagione, mentre vediamo i colori dati dal carotene in autunno, quando riassorbono la clorofilla dalle foglie conservandola per la primavera successiva.</p>
<p>Perchè verde?</p>
<p>La luce solare è il risultato di una fusione dei colori dell&#8217;iride, che all&#8217;occhio risulta bianca.<br />
Gli oggetti che vengono colpiti dalla luce assorbono una parte delle radiazioni e ne riflettono un&#8217;altra, che come risultato andrà a ricoprire la superficie dell&#8217;oggetto in questione.</p>
<p>Un fiore giallo ad esempio assorbe le radiazioni luminose per intero con la sola esclusione del giallo.</p>
<p>Le piante appaiono verdi poiché le lunghezze d&#8217;onda del verde sono le meno assorbite dalle piante: il colore verde sarà dunque quello più visibile in superficie.<br />
A causa della selettività della clorofilla rispetto alla lunghezza d&#8217;onda assorbita, le aree della foglia contenenti la molecola in quantità maggiore appariranno più verdeggianti rispetto alle altre.</p>
<p>Magnesio e foglie verdi.</p>
<p>La clorofilla è una molecola con una forma geometrica ad anello piuttosto interessante: al centro c&#8217;è un atomo di magnesio che mantiene la struttura rigida, circondata da atomi di azoto.<br />
Dall&#8217;anello parte una sorta di coda di fitolo, un alcol a 20 atomi di carbonio, che serve per ancorare la molecola di clorofilla alle membrane tilacoidi.<br />
Questo tipo di struttura si ritrova con una certa frequenza in natura e consente di conservare l&#8217;energia evitandone la dispersione.<br />
L&#8217;emoglobina o la vitamina B12, che si trovano all&#8217;interno del nostro corpo,  sono elementi con una composizione simile.</p>
<p>Il Magnesio è il punto cardine che determina il colore verde, ecco perchè quando ve n&#8217;è carenza le foglie tendono ad ingiallire, cominciando dalle più vecchie che la pianta sacrifica per cercare di sostentare quelle nuove.<br />
Questo particolare permette di distinguere la carenza da Magnesio dalla mancanza di Azoto, in cui l&#8217;intera pianta diventa gialla, parti più giovani comprese.</p>
<p>La vita delle piante è scandita dai cicli di luce</p>
<p>Chiunque abbia mai coltivato sotto luci artificiali sa bene quanto sia importante dare alle piante l&#8217;illuminazione di cui necessitano per ottenere i risultati tanto anelati.<br />
Se ad esempio diamo 18 ore di luce al giorno, la maggior parte delle piante crescerà rigogliosa, ma senza fiorire mai.<br />
Accorciando le giornate delle nostre ospiti a 12 ore daremo l&#8217;impressione che sia sopraggiunto l&#8217;autunno e che quindi sia tempo di fiorire.<br />
Inoltre, l&#8217;energia accumulata durante la fase diurna non è sufficiente: è necessario che le piante abbiano una adeguata fase buia per elaborarla, poichè se durante il giorno vengono immagazzinati gli &#8220;ingredienti&#8221;, è durante la notte che questi vengono impiegati per la vera e propria costruzione della pianta (nella foto in questa pagina: alcune piante di Vallisneria producono bolle di ossigeno durante la fotosintesi. Nelle immagini precedenti: la molecola della clorofilla)</p>
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		<title>Gli ormoni nelle piante (terza parte)</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 21:30:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico</em></p>
<p>A seguire l&#8217;ultima parte della panoramica sugli ormoni vegetali e le loro funzioni.</p>
<p>Acido giasmonico</p>
<p>Si tratta di un elemento presente ovunque all&#8217;interno della pianta, che influisce sullo sviluppo e la crescita ma soprattutto sulle difese naturali dai funghi.</p>
<p>Oligo-saccaridi</p>
<p>Un gruppo di sostanze scoperte solo dieci anni fa nel Centro ricerche sui Carboidrati Complessi della Georgia, il cui nome significa pochi zuccheri.<br />
Si tratta infatti di glucidi formati da 2-8 monosaccaridi, prodotti da elementi derivanti dalla decomposizione delle pareti cellulari (composte da polisaccaridi come cellulosa e pectina) e combinati fra loro.<br />
Gli Oligo-Saccaridi hanno per la pianta la stessa importanza che nell&#8217;uomo ha l&#8217;insulina.<span id="more-289"></span></p>
<p>L&#8217;aumento della quantità dell&#8217;auxina, le infezioni da funghi e i danni alle pareti cellulari stimolano l&#8217;attività degli Oligo-Saccaridi, che con la loro funzione antibiotica proteggono la pianta.<br />
Gli Oligo-Saccaridi non sono specifici, ma funzionano anche in piante diverse da quelle che l&#8217;hanno prodotta.</p>
<p>Calcio</p>
<p>Il Calcio ha una funzione di primo piano nella regolazione del lavoro degli ormoni: influenza la crescita e la divisione cellulare, e aumenta in concomitanza con l&#8217;incremento dell&#8217;auxina.<br />
Questo elemento è quello che influenza la gestione dei segnali degli ormoni da parte della pianta, in un complesso disegno in cui tutto si combina e agisce in armonia.<br />
Avendo un ruolo così essenziale nell&#8217;interazione con gli ormoni, che a loro volta influenzano tutte le funzioni primarie del vegetale, il Calcio è un elemento indispensabile nella vita della pianta.</p>
<p>Florigen</p>
<p>Questo è il famoso ormone fantasma che nessuno sembra conoscere.<br />
Cercato per anni dagli scienziati di tutto il mondo: la sua presenza è infatti dimostrata da test ed esperimenti, ma ancora non è stato isolato.<br />
Si tratta probabilmente di una combinazione di elementi diversi tra loro, che è possibile trasferire da una pianta all&#8217;altra tramite un innesto.<br />
Utilizzando infatti il Florigen di una determinata specie di pianta su un&#8217;altra si può invertire ad esempio la tendenza di una varietà a fiorire quando le notti sono più brevi del giorno.</p>
<p>Questo rende veramente possibile manipolare in maniera estrema la crescita delle piante agendo sulla luce.</p>
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		<title>Gli ormoni nelle piante (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 20:57:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico Gli ormoni vegetali e quelli umani hanno alcune caratteristiche in comune, ma quelli delle piante non vengono prodotti attraverso ghiandole e vengono trasportati direttamente attraverso le pareti cellulari. Nel precedente capitolo della nostra guida abbiamo parlato dell&#8217;auxina, l&#8217;ormone più conosciuto, sintetizzato per la produzione [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico</em></p>
<p>Gli ormoni vegetali e quelli umani hanno alcune caratteristiche in comune, ma quelli delle piante non vengono prodotti attraverso ghiandole e vengono trasportati direttamente attraverso le pareti cellulari.</p>
<p>Nel precedente capitolo della nostra guida abbiamo parlato dell&#8217;auxina, l&#8217;ormone più conosciuto, sintetizzato per la produzione di polveri radicanti per talee. Adesso vediamo gli altri tipi di ormoni, non meno importanti per le funzioni della pianta:<span id="more-266"></span></p>
<p>le gibberelline<br />
le citochinine<br />
l&#8217; acido abscissico<br />
e l&#8217;etilene.</p>
<p>Come abbiamo già visto l&#8217;auxina influenza lo sviluppo delle radici e viene prodotta nelle parti verdi più giovani; si muove all&#8217;interno della pianta in una maniera particolare, attraversando direttamente le pareti delle cellule, per fluire in una direzione soltanto. Ogni cellula contiene le informazioni relative alla posizione delle foglie e delle radici, e questo permette un &#8220;orientamento&#8221; tale da inviare l&#8217;ormone esattamente dove è richiesto, anche se la pianta viene capovolta.</p>
<p>Le gibberelline</p>
<p>Nel 1926 in Asia era molto diffusa una malattia del riso nota col nome di &#8220;foolish seedling&#8221;, &#8220;crazy rice-sprout disease&#8221; o &#8220;piantina sciocca&#8221;, che causava una crescita estremamente veloce di germogli allungati ed esili, incapaci di resistere al vento e alla pioggia e di dare semi. In quell&#8217;anno il professor Eiichi Kurosawa scoprì che l&#8217;anomalo sviluppo era da imputare alla secrezione di un fungo, il fungus gibberella, al cui principio attivo venne dato, anni dopo, il nome di acido gibberellico.</p>
<p>Oggi il fungus gibberella fujikuroi è classificato come fusarium moniliforme e ne è stata accertata la presenza in diverse parti del mondo, Europa compresa.</p>
<p>Sono state individuate 110 differenti tipologie di gibberelline, il 30% delle quali sono biologicamente attive; quel 70% restante può comunque essere attivato da piccoli cambiamenti.<br />
Nonostante queste varietà abbiano differenze strutturali molto piccole, le loro funzioni possono differire parecchio.</p>
<p>Una delle proprietà che più colpiscono è quella di far crescere in maniera normale, fino al raggiungimento dell&#8217;altezza standard, cultivar geneticamente nane o mutanti: si tratta di un effetto che soltanto le gibberelline hanno, essendo strettamente connesse con il processo di allungamento del fusto.</p>
<p>Questi ormoni sono spesso utilizzati nella stimolazione della fioritura, ma svolgono un ruolo di primo piano anche nella germinazione del seme, nella divisione cellulare e nella fruttificazione.</p>
<p>Una concentrazione troppo elevata di gibberelline dà effetti contrari a quelli desiderati: crescita rapida caratterizzata da fusto debole e allungato, carenza di raccolto, salute generale precaria.</p>
<p>Come nel caso dell&#8217;auxina, questi ormoni vengono utilizzati nelle colture commerciali             nella gestione delle coltivazioni da frutto, nella produzione di malto e orzo (per accelerare la  germinazione delle piante e in seguito la fermentazione della birra) e nell’allungamento della canna da zucchero, con un risultante aumento della resa.<br />
Altri impieghi: per aumentare la grandezza dell’uva priva di semi; applicate sui frutti degli agrumi le gibberelline ritardano la senescenza, così i frutti possono rimanere sull’albero più a lungo in modo tale da estendere il periodo commerciale.</p>
<p>Nelle piante superiori la gibberellina è prodotta dai meristemi apicali a subapicali del fusto, dalle giovani foglioline, dai giovani embrioni e dal seme, e viene trasportata attraverso il sistema di circolazione centrale.</p>
<p>Citochinine</p>
<p>Le citochinine innescano la proliferazione cellulare in tessuti che contengono una concentrazione ottimale di auxine: entrambi questi ormoni partecipano alla regolazione del ciclo cellulare, l’auxina regola gli eventi che portano alla replicazione del DNA, mentre le citochinine regolano gli eventi che portano alla mitosi. Le Citochinine inoltre promuovono la sintesi di proteine fotosintetiche.</p>
<p>Una talea, immersa nell&#8217;acqua e nei nutrienti, inizia a crescere solo nel momento in cui sviluppa la prima radice: qualcosa a livello radicale infatti promuove lo sviluppo di foglie e proteine. Di cosa si tratta?</p>
<p>Se somministriamo citochinina alla talea, questa comincerà immediatamente a crescere anche senza radici; questa è una proprietà peculiare di questo ormone.</p>
<p>Quel qualcosa infatti che le radici producono e che dà il via alla crescita della piantina è appunto la citochinina.</p>
<p>Questi ormoni vengono trasportati passivamente dalle radici al germoglio attraverso lo xilema. Essi si muovono attraverso la pianta sotto forma di nucleotidi, lungo la corrente di traspirazione, insieme all’acqua e ai sali minerali assorbiti dalle radici.</p>
<p>Una volta raggiunte le foglie possono essere convertiti in basi libere o in glucosidi. I glucosidi di Citochinine si accumulano ad elevate concentrazioni nelle foglie, e la loro presenza è rilevabile anche nelle foglie più vecchie.</p>
<p>Acido Abscissico</p>
<p>Questo ormone deve il suo strano nome al suo coinvolgimento nell&#8217;ascissione, ossia la perdita di una parte della pianta, come i fiori o i frutti.</p>
<p>Viene spesso definito ormone dello stress per la sua efficacia nel reagire a situazioni critiche con la chiusura degli stomi e conseguente riduzione della perdita dell’acqua dovuta alla traspirazione.<br />
La chiusura degli stomi è una evento immediato che può essere osservato in pochi minuti.</p>
<p>Nei periodi freddi l&#8217;acido abscissico ritarda lo sviluppo delle gemme e dei semi, in caso di siccità promuove lo sviluppo radicale a discapito di quello fogliare, in antagonismo con l&#8217;auxina e le giberelline.</p>
<p>E&#8217; responsabile della senescenza delle foglie, ed è la sostanza deputata alla stimolazione della dormienza, e per tale ragione è detta anche Dormina.</p>
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		<title>Gli ormoni nelle piante (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 20:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Singlinde Winkler , direttore della ditta Hesi ed ingegnere chimico<br />
</em></p>
<p>Gli ormoni degli esseri umani e degli animali sono sostanze particolari, che causano grandi reazioni anche in<img class="alignright size-medium wp-image-249" title="agent_orange" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/agent_orange.jpg" alt="" width="146" height="145" /> piccole quantità e che vengono prodotte da speciali ghiandole ma hanno effetto altrove nell&#8217;organismo.<br />
Un esempio lampante sono gli ormoni sessuali maschili e femminili, detti estrogeni e androgeni, o gli ormoni della tiroide: queste sostanze non solo influenzano le nostre reazioni fisiche, ma anche il nostro comportamento sociale e i nostri pensieri.</p>
<p>Anche le piante hanno ormoni, come tutti abbiamo scoperto leggendo le etichette dei prodotti radicanti per talee.<br />
<span id="more-248"></span><br />
In realtà quelli delle piante sono differenti da quelli animali, ma il ruolo che svolgono è fondamentalmente lo stesso. La produzione invece avviene in maniera differente e, se negli uomini è prodotta da ghiandole preposte, è possibile indicare solo in maniera generica la zona della pianta che li produce, situata nell&#8217;apparato radicale e in quello fogliare.</p>
<p>Si tratta di agenti molto mobili, che possono essere trasportati pressoché da qualunque via all&#8217;interno della pianta.<br />
Ci sono cinque differenti gruppi di ormoni:<br />
-le auxine<br />
-le gibberelline<br />
-le citochinine<br />
-l&#8217;acido abscisico<br />
-l&#8217;etilene</p>
<p>Gli ormoni hanno molte funzioni, ed è praticamente impossibile parlare di uno senza parlare dell&#8217;altro a causa della grande interazione e interdipendenza. Questi agenti si combinano, influenzano la produzione degli altri ormoni, regolano specifiche e complesse attività e sono in gran parte responsabili della velocità di sviluppo della pianta.</p>
<p>AUXINA</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ormone della crescita che utilizziamo solitamente come stimolatore della radicazione, noto anche come acido indolacetico, ed è prodotto dai meristemi del fusto, del fiore, del seme, del frutto allo stadio iniziale dello sviluppo, delle foglioline giovani.<br />
Viene trasportato fino all&#8217;apparato radicale direttamente attraverso le cellule senza percorrere un canale principale, analogamente a quanto accade anche in altre funzioni primarie della pianta, ad esempio con l&#8217;acqua carica di nutrienti assorbita dai peli radicali e trasportata al fusto attraversando le pareti cellulari.</p>
<p>IL SENSO DELL&#8217;ORIENTAMENTO</p>
<p>Un esperimento permette di capire in che modo l&#8217;auxina si muove. Prendiamo un pezzo di stelo o di radice, immergiamo  l&#8217;estremità superiore in una gelatina trattata con auxina e poniamo l&#8217;altra in un contenitore con la stessa gelatina, questa volta non trattata.<br />
Ricordiamo che l&#8217;auxina va posizionata nella parte opposta alle radici, a simulare la naturale produzione a carico delle foglie/frutti.</p>
<p>Trascorso un po&#8217; di tempo (variabile in proporzione alla grandezza della porzione di stelo) possiamo fare alcune osservazioni:</p>
<p>A- L&#8217;auxina è presente nell&#8217;estremità non trattata: il trasporto ha avuto luogo.<br />
B- Se capovolgiamo il tutto la migrazione dalle foglie alle radici continua correttamente, anche se ora l&#8217;ormone deve risalire lo stelo anziché discendere.<br />
C- Se poniamo la gelatina trattata all&#8217;estremità dove si trovano le radici il passaggio non avviene e il procedimento si blocca.<br />
D- Se teniamo la gelatina con l&#8217;ormone nella posizione delle radici e capovolgiamo il tutto, il processo non ha comunque luogo.</p>
<p>Ogni cellula della pianta riconosce la posizione esatta delle foglie e delle radici, ha un suo &#8216; senso dell&#8217;orientamento&#8217; ed è dotata di due poli con una precisa collocazione all&#8217;interno del sistema.<br />
Non è dunque l&#8217;ormone a percorrere una via piuttosto dell&#8217;altra, ma sono le cellule a guidarlo nella giusta direzione.</p>
<p>Come abbiamo visto il flusso dell&#8217;auxina può scorrere solamente dalle foglie alle radici, e non viceversa, indipendentemente dal verso in cui si pone lo stelo. Ogni cellula lavora come una pompa che spinge l&#8217;ormone nella cellula attigua, trasportandolo verso il basso.</p>
<p>COMUNICAZIONI ALL&#8217;INTERNO DELLA PIANTA</p>
<p>Se vengono percepiti i fattori ambientali adeguati alla proliferazione nella parte alta della pianta la produzione di auxina aumenta, promuovendo lo sviluppo di nuove radici.<br />
Nel caso i fattori ambientali non siano positivi, ad esempio se la luce non è sufficiente o c&#8217;è un&#8217;infestazione in corso, l&#8217;apparato preposto produrrà ed invierà meno auxina alle radici.<br />
Questa sorta di messaggio può salvare la vita della pianta che, percepito un rischio o un minore apporto energetico, produce meno radici e concentra le risorse per fronteggiare il pericolo.</p>
<p>L&#8217;AUXINA NELL&#8217;INDUSTRIA</p>
<p>La comune polvere radicante in realtà non contiene auxina naturale, ma un composto chimico con caratteristiche simili, che di fatto &#8216;inganna&#8217; la pianta. La parte dell&#8217;ormone deputata allo sviluppo delle radici infatti viene riconosciuta come tale e innesca la reazione voluta, ma la materia eccipiente che contiene questa chiave non viene riconosciuta dalle radici.<br />
Non riuscendo a riconoscere questo materiale estraneo la decomposizione avviene molto lentamente e la polvere resta più a lungo, lavorando intensivamente.</p>
<p>Proprio per questa longevità si raccomanda di non utilizzare stimolanti artificiali su piante adulte, che non riuscendo a smaltire l&#8217;eccesso in tempo per il raccolto finirebbero per immettere sostanze chimiche nella catena alimentare.</p>
<p>Sostanze simili all&#8217;auxina vengono utilizzate anche come erbicidi, specialmente nella coltivazione del grano: l&#8217;erba a sviluppo rapido infatti assorbe più erbicida e muore, mentre il grano, che ha una crescita più lenta, sopravvive.<br />
Questi erbicidi hanno lunga vita prima di decomporsi e il rischio di ritrovarseli nel piatto è molto elevato.</p>
<p>I defoglianti tristemente noti utilizzati ad esempio durante la guerra in Vietnam, come il famigerato &#8216;Agente Arancio&#8217;, erano a base di auxina ed erano in grado di rendere sterile il terreno e di intossicare la popolazione al punto di provocare nascite di bambini deformi anche a distanza di anni.</p>
<p>Evidentemente una dose troppo elevata di ormone radicante ha un effetto decisamente opposto a quello ottenibile utilizzando la corretta quantità, lo si può verificare quando malauguratamente immergiamo una talea troppo in profondità nella polvere radicante.<br />
E&#8217; importante cercare di evitare che il prodotto attivo si attacchi attorno allo stelo, intingendo solo la parte inferiore affinché l&#8217;auxina possa penetrare senza eccessi di sorta.</p>
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