HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.
L'orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio
Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.
Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.
Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.
Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne’ molto denaro?
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.
Senz’altro uno dei fiori più ammirati, coltivati e venduti è la rosa.
Da anni ormai spadroneggia sul mercato floricolo e le varietà esistenti non si contano più. Sebbene non si tratti di una pianta molto esigente, accontentandosi di sei ore di luce, una temperatura non eccessiva e qualche supplemento di biossido di carbonio, è molto spesso al centro delle indesiderate attenzioni di infestanti vari.
Questi attacchi possono essere tenuti sotto controllo coi metodi classici, e la coltivazione fuori suolo sicuramente aiuta a limitarne la portata.
Ma vediamo come strutturare un rosaio idroponico.
Innanzitutto, lo spazio. I cespugli possono crescere parecchio, quindi è bene verificare prima dell’acquisto quale varietà si adatta all’ambiente a disposizione. Una rosa che non cresca troppo sarà da preferirsi. Nella progettazione dell’impianto prevediamo quindi per ogni pianta uno spazio di almeno 120 cm quadrati.
Da tenere in considerazione sono le dimensioni della pianta adulta, in modo che non sia troppo vicina alla rosa accanto, in maniera da garantire un’adeguata illuminazione e il ricircolo dell’aria.
Il ‘secchio idroponico’ Hydrobucket è un idrosistema fai-da-te pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.
Il design è pensato per essere il più semplice possibile e per consentire l’impiego del minor numero di parti.
Inoltre non richiede particolari abilità per l’assemblamento ed è economico.
Strumenti
- le tue mani
- un taglierino
- un metro
- un pennarello
Realizzare una sorta di giardino idroponico alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con materiali di riciclo?
Possibile.
Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l’occhio.
Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere Ebb & Flood.
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.
Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un’incredibile varietà di forme e colori.
Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.
Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l’acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c’è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura. Read more…
Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.
In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all’alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.
Per mantenere stabile e sotto controllo l’equilibrio della soluzione è necessario monitorare l’EC o conduttività.
Questo valore è l’unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell’acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.
Per rilevare l’EC si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.
L’idroponica come ormai sappiamo è una tecnica redditizia ed efficiente, ma come renderla ancora più produttiva?
Creando sistemi rotanti naturalmente.
Ecco quindi i design avanzati di Omega Garden , brevettati per raggiungere la massima semplicità unitamente a raccolti sempre più abbondanti, sia nella coltivazione casalinga che in quella industriale.
Diamo un’occhiata nel dettaglio al catalogo proposto.
Per il grower amatoriale il prodotto ad hoc è il Volksgarden, che può ospitare fino ad ottanta piante e contestualmente donare un tocco decisamente eccentrico all’arredo.
Raccogliere frutta e verdura direttamente dalla pianta è il sogno di molti cittadini che sognano cibo biologico e contatto con la natura.
Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.
L’idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.
All’interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant’altro.
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l’utilizzo di substrato. Read more…