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	<title> &#187; materiali</title>
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		<title>Worm in progress</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[WIP – WormInProgress è un progetto senza scopo di lucro che, primo in Italia, promuove la diffusione del vermicompostaggio domestico, fornendo informazioni, assistenza, consigli, proposte. Il vermicompostaggio domestico è una pratica semplice e virtuosa, pulita e igienica, per trasformare in compost i rifiuti di origine vegetale, grazie all’azione dei lombrichi. Richiede solo un piccolissimo spazio, [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WIP – WormInProgress è un progetto senza scopo di lucro che, primo in Italia, promuove la diffusione del vermicompostaggio domestico,</p>
<div id="attachment_1873" class="wp-caption alignright" style="width: 303px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2011/07/18/worm-in-progress/worms/" rel="attachment wp-att-1873"><img class="size-full wp-image-1873 " style="margin: 4px;" title="worms-in-progress" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/worms.jpg" alt="worms-in-progress" width="293" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">immagine: www.worminprogress.it</p></div>
<p>fornendo informazioni, assistenza, consigli, proposte. Il vermicompostaggio domestico è una pratica semplice e virtuosa, pulita e igienica, per trasformare in compost i rifiuti di origine vegetale, grazie all’azione dei lombrichi. Richiede solo un piccolissimo spazio, in appartamento o sul balcone, non ha bisogno di particolare manutenzione. In più, oltre ad avere un alto valore ecologico in quanto riduce i problemi conseguenti al conferimento in discarica o inceneritore, può anche diventare fonte di guadagno (con la rivendita del compost) o di risparmio (con la riduzione della tassa sui rifiuti nelle regioni che applicano tariffe “a peso”).</p>
<p><span id="more-1872"></span>Infatti, con il vermicompostaggio domestico si danno risposte concrete a diverse esigenze: trattamento dei rifiuti in modo biologico; razionalizzazione nella gestione dei rifiuti urbani; produzione di fertilizzante a basso costo per piante d’appartamento, giardinaggio od orticultura; consapevolezza sulla produzione individuale di rifiuti; riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’economia pubblica e privata.</p>
<p>Tutto ciò è confermato dal grande sviluppo che il vermicompostaggio domestico ha in nord Europa e nord America, assumendo forme di fenomeno di massa in alcune zone periferiche di Londra, New York, Berlino, o nei quartieri urbani a spiccata vocazione giovanile ed ecologica, come Keetwoven ad Amsterdam e Nolita a New York.</p>
<p>È sufficiente una breve perlustrazione nella rete per rendersi conto di tale larga diffusione. E per verificare come qui in Italia siamo ancora all’anno 0 di questa pratica virtuosa.</p>
<p>WIP è nato per accendere l’interesse nel dibattito pubblico e diffondere la pratica nell’ambito privato.</p>
<p><a href="http://www.worminprogress.it/" target="_blank">http://www.worminprogress.it/</a></p>
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		<title>Idrosistema economico e veloce fatto in casa</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bricolage]]></category>
		<category><![CDATA[costruire un idrosistema]]></category>
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		<description><![CDATA[Come costruire un sistema idroponico economico e veloce in casa. Idrosistema fai da te con materiale di recupero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1659" style="margin: 4px;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg" alt="sistema_idroponico_fai_da_te" width="225" height="300" /></a>Di jrossetti, articolo in lingua originale con foto: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p>Il &#8216;secchio idroponico&#8217; Hydrobucket è un <strong>idrosistema fai-da-te</strong> pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.<br />
Il design è pensato per essere <strong>il più semplice possibile</strong> e per consentire l&#8217;impiego del minor numero di parti.</p>
<p>Inoltre <strong>non richiede particolari abilità per l&#8217;assemblamento ed è economico.<br />
</strong><br />
<em>Strumenti </em></p>
<p>- le tue mani<br />
- un taglierino<br />
- un metro<br />
- un pennarello</p>
<p><span id="more-1658"></span></p>
<p><strong><em>Materiali</em></strong></p>
<p>- 2 secchi da 20 litri con coperchio<br />
- 60 cm di tubi da mezzo pollice in vinile o PE<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa da acquario</a><br />
- 1 tubo rigido da irrigazione filettato  (2,5 cm di diametro, circa 15 di lunghezza)<br />
- 1 adattatore per tubo da mezzo pollice<br />
- 1 connessione a gomito compatibile con l&#8217;adattatore<br />
- 1 contenitore in plastica del tipo riutilizzabile (qualunque contenitore delle dimensioni giuste andrà bene, purchè dotato di bordo) oppure un <a href="http://growerplanet.it/Vasi---accessori_VASO-RETE-RIUTILIZZABILE-DIAM--12-5-CM.1.9.7.gp.1132.-1.uw.aspx" target="_blank">vaso in rete per idroponica<br />
</a>- 1 una pietra porosa da acquario<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore per acquario</a><br />
- <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_HYDROKORRELS-ARGILLA-ESPANSA-8-16-25L.1.9.44.gp.364.-1.uw.aspx" target="_blank">argilla espansa</a> quanto basta<br />
- vernice spray</p>
<p>Questo è quanto vi occorre in linea di massima, ovviamente tutto può essere modificato per adattarsi alle vostre esigenze.</p>
<p><strong><em>Tagliare i coperchi</em></strong></p>
<p>Questa è la parte più facile. Usate il taglierino con una lama bella nuova e procedete con molta calma per ottenere tagli netti e precisi.<br />
Per prima cosa ritagliate in un coperchio. Misurate il vaso-contenitore col metro e riportate la sagoma da ritagliare sul coperchio col pennarello. Attenzione perchè è importante che il vaso non caschi dentro ma resti bel sorretto grazie al bordo.</p>
<p>Passando all&#8217;altro coperchio dovrete praticare un foro per il passaggio dei tubi della pompa e del troppo pieno, che posizioneremo l&#8217;uno accanto all&#8217;altro per semplificare il lavoro.<br />
Se avete scelto i tubi della dimensione suggerita nell&#8217;elenco del materiale il foro da praticare avrà una larghezza di circa 7,5 cm. Altrimenti misurate i tubi e regolatevi di conseguenza.<br />
Il buco sarà nella parte più esterna del coperchio, lateralmente. Calcolate che fra i due tubi deve esserci un piccolo spazio, per consentire il deflusso dell&#8217;acqua.<br />
<em><br />
<strong>Tagliare il secchio superiore</strong></em></p>
<p>Il secchio è troppo alto, quindi ne ricaviamo un &#8216;cestello&#8217; più basso misurando circa 15 cm dal fondo.<br />
Segnate la circonferenza col pennarello e poi tagliate lungo la linea cercando di essere abbastanza precisi.<br />
Ora avrete un secchio alto 15 cm.</p>
<p>Sul fondo bisogna ora praticare i fori per fare passare i tubi. Siccome l&#8217;acqua non deve ristagnare nel secchio non useremo sigillanti o colle, così da favorire un completo svuotamento.<br />
Fate semplicemente due fori leggermente più piccoli dei tubi stessi e con movimenti di avvitamento inseritevi delicatamente i tubi, in maniera che restino saldi senza dovere usare silicone o altro.</p>
<p><strong><em>Assemblamento</em></strong></p>
<p>Tubo del troppo pieno: la parte filettata del tubo rigido da irrigazione dovrà sporgere sotto al secchio, mentre il resto dovrà rimanere bello dritto. Più tubo resta all&#8217;interno del secchio e più acqua la vostra pianta avrà, quindi fate uscire dal secchio solo la vite e al massimo un cm se è necessario perchè il tutto resti ben saldo.</p>
<p>Ugello della pompa: infilate l&#8217;adattatore nel foro più piccolo praticato sul fondo, dopodichè su questo sistemate il raccordo a gomito. Questo sarà l&#8217;ugello.</p>
<p>Tubo della pompa: mettete la pompa nel secchio in basso (quello intero) e misurate la distanza necessaria a raggiungere il raccordo posto nel secchio superiore. Tagliate il tubo morbido di misura e inseritelo nell&#8217;ugello.</p>
<p>La pompa: ora attaccate l&#8217;altra estremità del tubo morbido alla pompa. Se l&#8217;uscita di quest&#8217;ultima non fosse perfettamente di misura potete assicurarla con del <a href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_NASTRO-TEFLON-12MT.1.9.53.gp.490.-1.uw.aspx" target="_blank">nastro in teflon</a>.  Questo può accadere se utilizzate materiale di recupero, ma comprando tutto il materiale insieme potrete essere sicuri che tutte le parti siano compatibili.</p>
<p>Bene, ora mettete il coperchio sul secchio inferiore e posizionate quello superiore: verificate che il tubo sia davvero di misura e se fosse troppo lungo tagliatelo per evitare che si pieghi diminuendo la portata idrica.<br />
Se fosse troppo corto invece potete lasciarlo com&#8217;è; la pompa deve sempre essere sommersa, ma non è indispensabile che stia sul fondo.</p>
<p><strong><em>Testare il sistema idroponico</em></strong></p>
<p>Ok, ora basta spostare un pochino il coperchio del secchio e riempirlo d&#8217;acqua. Poi rimettere a posto per bene e assicurarsi che il tutto sia stabile e che il tubo del troppo pieno sia nella giusta posizione.<br />
Controllate anche che il tubo della pompa non sia piegato.<br />
Attaccando la pompa alla corrente il secchio di sopra comincerà a riempirsi. Se avete lavorato nel migliore dei modi sul coperchio del secchio in basso dovrebbe colare un po&#8217; d&#8217;acqua, ma non troppa, drenando direttamente nel foro laterale.</p>
<p>Lasciando in funzione qualche minuto si potrà verificare di non avere sbagliato la portata e che l&#8217;acqua non tracimi dalla cima. Staccando la pompa il secchio si svuoterà in un paio di minuti.<br />
<em><br />
<strong>Tocchi finali</strong></em></p>
<p>Se avete utilizzato un contenitore riciclato come vaso, praticate dei fori sul fondo grandi abbastanza per fare scorrere l&#8217;acqua senza fare cadere l&#8217;argilla espansa.<br />
Mettere il vaso col substrato sotto l&#8217;acqua per verificare che scoli adeguatamente, prima dell&#8217;utilizzo.</p>
<p>Pietra porosa: in un sistema idroponico flood and drain come questo è necessario fornire ossigenazione all&#8217;acqua.<br />
Qui andrà benissimo una pietra da una decina di centimetri da porre vicino alla pompa.<br />
Ora si può riempire il secchio con acqua fresca e nutrienti.</p>
<p>Il resto dell&#8217;allestimento dipende da voi, qui abbiamo aggiunto anche un timer collegato alla pompa, che viene così attivata un quarto d&#8217;ora ogni 4 ore. L&#8217;ossigenatore può essere sempre attivo o seguire lo stesso schema della pompa.</p>
<p>Per evitare la formazione di alghe i secchi andranno dipinti all&#8217;esterno di nero o di colore scuro, senza dimenticare il fondo del secchio superiore e il coperchio di quello inferiore.</p>
<p>Se volete coltivare piante come i pomodori, che necessitano supporto, potete sbizzarrirvi con un traliccio in bambù, o con quello che più vi piace, ricordando di operare in modo da potere sempre spostare il sistema idroponico e manutenerlo comodamente.</p>
<p><em>Questo articolo è tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p><em>Pubblicato sul sito: <a href="http://www.instructables.com" target="_blank">http://www.instructables.com</a></em></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1658"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Settembre: ora di rinnovare la growroom</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[come pulire e mantenere al meglio la growroom o la growbox nella coltivazione e nel giardinaggio indoor. Prodotti e tecniche.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale momento migliore per rinnovare la grow room?<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1632" style="margin: 4px;" title="idroponica_growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg" alt="idroponica growroom" width="332" height="253" /></a></p>
<p>Tornati dalle ferie, finita la calura estiva, è tempo di pulizie e riordino.</p>
<p>Per un funzionamento perfetto lo spazio di coltivazione deve sempre essere mantenuto nelle condizioni igieniche migliori, e una bella pulizia profonda tra un ciclo e l&#8217;altro è senz&#8217;altro una buona idea.</p>
<p>Se avete del <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=telo+riflettente&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">telo riflettente</a> alle pareti toglietelo e pulite anche sotto se possibile. Poi potrete riapplicarlo oppure sostituirlo con del telo nuovo di tipo tradizionale o <a href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti_1-METRO-TELO-RIFLETTENTE-DIAMOND-.1.9.99.gp.4734.-1.uw.aspx" target="_blank">argentato</a>.</p>
<p>Attenzione ai substrati di coltivazione. Un substrato eccessivamente riutilizzato o sporco o magari intriso di soluzione nutriente può rovinare il prossimo ciclo di coltura.</p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/Terricci-biologici.1.9.41.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio biologico</a> generalmente NON si riutilizza se si coltiva in vasi. Potete comunque mischiarlo alla terra del giardino oppure miscelarlo con nuovo terriccio se avete piante poco esigenti.</p>
<p><span id="more-1631"></span></p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/terricci-di-cocco.1.9.42.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio di cocco</a> si può lavare bene e riutilizzare, in teoria. Non è un&#8217;operazione molto semplice ed è consigliabile riciclarlo per alleggerire i terricci piuttosto che come substrato a se&#8217; stante.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrati per idroponica </a>come perlite, argilla, rockwool si possono lavare e riciclare. E&#8217; importante usare acqua corrente e assicurarsi di rimuovere qualunque residuo. Per l&#8217;argilla il metodo migliore è porre le pelline in un secchio sotto il getto dell&#8217;acqua e mescolare. Perlite ad argilla espansa possono essere mischiati col terriccio, il rockwool va smaltito nelle isole ecologiche (attenzione a non disperderlo nell&#8217;ambiente!).</p>
<p>Per le pulizie si può usare una blanda soluzione di acqua ed ammoniaca, oppure cloro o ancora perossido d&#8217;idrogeno.</p>
<p>Per evitare durante il normale uso incrostazioni e sporcizia si può aggiungere un prodotto apposito come <a href="http://growerplanet.it/salute-e-prevenzione_B-CUZZ-ATA-CLEAN-1L.1.9.27.gp.188.-1.uw.aspx" target="_blank">Ata Clean</a></p>
<p>E dopo avere ripulito tutto per bene, esaminate l&#8217;attrezzatura. Le lampade vanno sostituite a seconda della durata di vita, ben prima che smettano di funzionare. E&#8217; importante offrire sempre uno spettro ottimale alle piante per ottenere buoni risultati nel giardinaggio indoor, ricordate quindi di acquistarne di nuove.</p>
<p>Le <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">growbox</a> o darkroom sono di solito semplici da manutenere, basta svuotarle e spruzzatore alla mano dare una buona disinfettata. Attenzione soprattutto al pavimento, non entrate indossando le scarpe che usate per uscire.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=37&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank">filtri</a> anti-odore hanno rivestimenti o <a href="http://growerplanet.it/filtri-odori_RICAMBIO-CARBONE-ATTIVO-1--SCELTA-25-KG-.1.9.37.gp.4668.-1.uw.aspx" target="_blank">carboni attivi</a> sfusi da sostituire per mantenere la migliore efficacia.</p>
<p>Nei misuratori la parte fondamentale è l&#8217;elettrodo. Se non è conservato con cura e ben pulito potrebbe falsare i risultati dei test. Si può sostituire in alcuni modelli. I misuratori più economici andrebbero comunque rimpiazzati, a seconda dell&#8217;uso, ogni anno/paio di anni se si coltivano piante esigenti.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/Nutrimenti.1.9.2.sp.uw.aspx" target="_blank">fertilizzanti</a> non si conservano a lungo se sono già aperti e non riposti in un luogo fresco e buio. La soluzione nutritiva va utilizzata immediatamente, quella in eccesso può essere usata per annaffiare il giardino.</p>
<p>Nei <a href="http://growerplanet.it/Idroponica.1.9.6.sp.uw.aspx" target="_blank">sistemi idroponici</a> è possibile sostituire le parti usurate senza problemi, ma ogni tanto non è male dare un&#8217;occhiata alle novità che offre il mercato. Magari il vostro idrosistema è obsoleto o sottodimensionato e potete ottenere di più acquistandone uno nuovo.</p>
<p>Se siete in vena di shopping, non perdete le <a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank">OFFERTE GROWERPLANET.IT</a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx"><img class="size-full wp-image-1639 alignleft" title="banner_offerte" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/banner_offerte.jpg" alt="offerte idroponica" width="500" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>Come fare una Seed Bomb</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di treesneedtobehugged Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito? Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare? Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte? E quante volte questo tipo di pensieri [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>treesneedtobehugged</em></p>
<p>Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1476" title="seedbomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg" alt="seedbomb" width="258" height="240" /></a></p>
<p>Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito?</p>
<p>Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare?</p>
<p>Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte?<br />
E quante volte questo tipo di pensieri ti ha attraversato la testa, quanti lotti abbandonati o aiuola trascurate hai incrociato nella tua vita.<br />
Bene, quello che ci vuole per te è una seed bomb (bomba di semi). E&#8217; economica, naturale ed organica, facile da fare, semplice da trasportare in tasca e efficientissima per coprire anche vaste aree in breve tempo.<br />
Le seed bomb è l&#8217;asso nella manica dei <a href="http://www.guerrillagardening.it/" target="_blank">guerrilla gardeners</a> che vogliono raggiungere il loro scopo presto e bene.</p>
<p><span id="more-1474"></span></p>
<p><strong>Materiali</strong></p>
<p>-Argilla (creta) essiccata (quella per modellare, si trova nei negozi di giocattoli, forniture artistiche, decoupage, hobby e modellismo. Ha l&#8217;aspetto di un panetto di Das o stucco e costa molto poco);<br />
-Acqua<br />
-Semi di fiori resistenti (come ad esempio girasole, nontiscordardime, Arabis);<br />
-Compost o worm casting<br />
-Una superficie larga e piatta (io ho usato il coperchio dello yogurt)<br />
-Argilla di fiume (o limo, o argilla fertilizzante). Si trova nei garden più forniti o nei negozi di acquari in forma di biglie.</p>
<p>Procedimento:</p>
<div id="attachment_1475" class="wp-caption alignright" style="width: 289px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg"><img class="size-full wp-image-1475" title="seed bomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg" alt="seed bomb" width="279" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">il taglio dell&#39;argilla</p></div>
<p>Taglia una fettina molto sottile di argilla dal panetto.<br />
Schiacciala su una superficia larga e piatta, poi cospargila di compost. Più compost dà una maggiore probabilità di riuscita ai vostri semini.<br />
Aggiungi qualche seme (due, o più, a seconda della grandezza e della qualità).<br />
Aggiungi con cautela qualche goccia d&#8217;acqua (attenzione a non esagerare, versa poco per volta) .<br />
Chiudi su se&#8217; stesso lo strato di argilla e modella a forma di palla. assicurati che i semi siano all&#8217;interno.<br />
Ora ripassatela per un po&#8217; di volte nel compost, finchè non sarà completamente ricoperta da un buono strato.</p>
<p>Ok, adesso lasciate asciugare al sole e avete finito.</p>
<p>Ripetete quante volte volete fino a riempire le tasche dei pantaloni, della giacca e dello zaino vostri e dei vostri amici, poi potrete portare il verde dove c&#8217;è solo un trascurato pezzo di terra.<br />
Se volete assicurarvi una ricca e sicura fioritura ricordatevi di annaffiare!</p>
<p>Questa descritta è una ricetta base: trovate la vostra formula (ad esempio con argilla verde venduta al chilo in erboristeria al posto del panetto) e agite.</p>
<p>Una versione più semplice e veloce, tratta da <a href="http://www.guerrillagardening.it/idee.htm" target="_blank">guerrillagardening.it</a>: avvolgi in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori che vorresti veder nascere. Il tutto imbevuto d&#8217;acqua.</p>
<p>Attenzione a mantenere le vostre scorribande nei limiti della legalità.</p>
<p><em>Liberamente tradotto ed adattato col permesso dell&#8217;autore da <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Seed-Bomb/" target="_blank">qui.</a></em></p>
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		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1384"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Action Mutant: led nel terrario delle carnivore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 14:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida fai da te per costruire un pannello a led per l'illuminazione di un terrario di piante carnivore.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Tratto dal blog Action Mutant</a></p>
<p>Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?<a title="led-illuminazione-piante-carnivore" rel="attachment wp-att-1265" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/25/action_mutant_led_nel_terrario_delle_carnivore/stripled/"><img class="alignleft size-full wp-image-1265" style="margin: 4px;" title="led-illuminazione-piante-carnivore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/stripled.jpg" alt="led-illuminazione-piante-carnivore" width="270" height="203" /></a><br />
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa  per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.</p>
<p><strong>Come funzionano ?</strong><br />
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.  La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.</p>
<p><span id="more-120"> </span></p>
<p>Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).<br />
<span id="more-1264"></span><br />
Le piante utilizzano lunghezze d’onda da 400 nm (luce blu) a 700 nm (luce rossa) dunque tutte le normali lampade di  crescita emettono una buona parte di luce che le piante non sfruttano efficacemente.</p>
<p>Vi sono inoltre altri svantaggi nell’uso di lampade normali:</p>
<ul>
<li>il calore emesso che impedisce di collocare la fonte di luce troppo vicino alle piante</li>
<li>l’elevato consumo energetico</li>
<li>la durata della fonte di luce ( i neon andrebbero sostituiti ogni anno perchè perdono la loro luminosità)</li>
</ul>
<p>Da pochi anni si stanno sperimentando coltivazioni indoor con <strong>lampade a LED</strong> (Light Emitting Diode) ,  li ha utilizzati anche la NASA per illuminare colture idroponiche nello spazio!</p>
<p>Non presentano tutti gli svantaggi delle tradizionali lampade, ma molti benefici:</p>
<ul>
<li><strong>consumi bassissimi di energia </strong>( si può risparmiare fino al 90% rispetto ad una normale lampada a incandescenza o fluorescenza)</li>
<li><strong>durata elevata</strong> (dagli 8 ai 15 anni di vita)</li>
<li><strong>poco calore</strong> emesso ( si evitano così problemi di surriscaldamento, consentendo di posizionare le luci vicino alle piante)</li>
<li><strong>basse tensioni</strong> di alimentazione, come 12 Volt</li>
<li><strong>copertura uniforme</strong> delle superfici illuminate, grazie all’angolo di proiezione della luce</li>
<li>possibilità di sperimentare differenti combinazioni di colori (proporzione variabile fra luci rosse e blu)</li>
</ul>
<p>In vendita si possono trovare pannelli di LED costruiti a questo scopo, relativamente economici (un pannello da 900 LED misti circa 120 euro). Basta una semplice ricerca in internet (cercando “LED grow lamp”).</p>
<p>Per il mio piccolo terrario ho deciso di costruire due piccoli pannelli a LED, in modo da poter sperimentare questa innovativa tecnologia di illuminazione sulle mie piante carnivore.</p>
<p>Ecco cosa ho utilizzato per la realizzazione di un pannello luminoso di 48 LED alimentato a 12 Volt :</p>
<ul>
<li>una basetta preforata per circuiti</li>
<li>12 LED blu ad alta luminosità (3.3V) con lunghezza d’onda di 465nm (nanometer)</li>
<li>36 LED rossi ad alta luminosità (2 V) con lunghezza d’onda di 650nm (nanometer)</li>
<li>4 resistenze da 120 ohms</li>
<li>6 resistenze da 1 ohms</li>
<li>un alimentatore 12 V DC</li>
<li>un timer meccanico per gestire accensione e spegnimento delle luci</li>
<li>saldatore, filo e stagno</li>
</ul>
<p>Per calcolare il circuito e le resistenze ho utilizzato un comodo <a title="LED series/parallel array wizard" href="http://led.linear1.org/led.wiz" target="_blank">tool online</a> con il quale si possono progettare altre varianti.</p>
<p>Come supporto per i pannelli luminosi ho riciclato un lampadario Ikea, che ha il vantaggio di essere dotato di due porta lampade orientabili in ogni direzione e movibili sulle guide di supporto, le quali servono anche per portare l’ alimentazione. La sicurezza dell’impianto è garantita dalla bassa tensione utilizzata, 12 Volt, che otteniamo dal trasformatore  la cui accensione è regolata dal semplice ed economico timer meccanico.</p>
<p>Dopo poco più di una settimana dalla realizzazione del terrario e dalla messa in funzione dell’illuminazione le piante carnivore sembrano gradire molto le luci.</p>
<p>A presto nuovi aggiornamenti !</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Per vedere le immagini  originali e commentare con l&#8217;autore visita il blog Action Mutant</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lotta biologica fatta in casa</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/lotta-biologica-fatta-in-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lotta-biologica-fatta-in-casa</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto]]></category>

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		<description><![CDATA[Lotta biologica fatta in casa. Costruire una casa per insetti per attirare impollinatori ed insetti antagonisti nell'orto o nel giardino.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1204" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/lotta-biologica-fatta-in-casa/4-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-1204" style="margin: 4px;" title="attirare insetti impollinatori" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/4.jpg" alt="attirare insetti impollinatori" width="400" height="272" /></a><em>Di icecreamterror</em></p>
<p>Ecco una comoda guida per costruire in maniera facile e veloce una casetta per insetti utili.</p>
<p>Qualcuno si domanderà: perchè mai dovremmo metterci in casa degli insetti, e in che senso sarebbero utili?</p>
<p>Beh, innanzitutto il vostro giardino è un importante rifugio per la fauna selvatica e un ottimo posto per osservarla da vicino.</p>
<p>Immaginate la scena: gli erbivori che tranquillamente brucano, alcuni astutamente mimetizzati per evitare di essere visti, e i predatori che si aggirano cercando l&#8217;occasione per piombare sulla sventuarata cena.</p>
<p>Improvvisamente, il carnivoro balza e afferra la preda che si dibatte. Che scena!<br />
Siamo forse nel Serengeti?</p>
<p><span id="more-1202"></span><br />
No, siamo sempre dietro casa, ad osservare la vita in una scala un tantino ridotta ma sempre selvaggia degli insetti.<br />
In estate questo tipo di scene sono all&#8217;ordine del giorno. Coccinelle, effimere (neuropteri) e coleotteri sono voraci cacciatori che si nutrono fondamentalmente di insetti dannosi per le vostre piante preferite.<br />
<a rel="attachment wp-att-1203" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/lotta-biologica-fatta-in-casa/1-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1203" style="margin: 4px;" title="lotta biologica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/1.jpg" alt="lotta biologica" width="240" height="336" /></a>Parliamo naturalmente di lotta biologica, ovvero la tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi.<br />
Evitando l&#8217;uso di pesticidi potremo conferire a noi stessi il titolo di<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/01/28/agricoltura-biologica/" target="_blank"> coltivatori biologici </a> e avere la soddisfazione di avere rispettato una volta in più l&#8217;ambiente.<br />
Inoltre nel caso di coltivazione di frutta e verdura otteremo alimenti più sicuri da mangiare, privi di contaminazioni.<br />
Nella stessa ottica è una buona idea favorire la presenza nel nostro giardino di insetti impollinatori, come api, bombi, e farfalle. Aiuteranno le fioriture e daranno una nuova dimensione al giardino di casa, aggiungendo movimento, colori e suoni.<br />
<strong>Cosa ho usato</strong></p>
<p>-Una pistola per colla<br />
-Un righello<br />
-Alcune canne di bamboo (o altre canne)<br />
-Una vecchia scatola di legno (tipo quelle per il vino)<br />
-Una sega<br />
-Un trapano o attrezzo adatto a praticare fori nel legno.<br />
-Un cardine un gancetto con occhiello</p>
<p>Naturalmente l&#8217;idea è di usare quello che avete a disposizione. L&#8217;importante è utilizzare una scatola in legno non trattato. Alcune vernici <a rel="attachment wp-att-1205" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/lotta-biologica-fatta-in-casa/2-3/"><img class="alignright size-full wp-image-1205" style="margin: 4px;" title="attirare insetti benefici materiali" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/2.jpg" alt="attirare insetti benefici materiali" width="230" height="336" /></a>possono infatti scoraggiare o anche uccidere gli insetti.<br />
L&#8217;ideale sarebbe un legno tipo rovere, che dura nel tempo.</p>
<p><strong>Assemblaggio</strong></p>
<p>Per prima cosa bisogna segare le canne, facendone pezzi che misurino quanto la profondità della vostra scatola.<br />
Una volta ottenuta una bella quantità di bamboo mettete la scatola in verticale appoggiata su un lato corto, e iniziate ad incollare strato su strato le canne.<br />
Arrivati a circa un terzo dell&#8217;altezza, pensiamo alla porta della casa.<br />
Un pezzo di legno di risulta andrà benissimo. Misurate la scatola, riportate sul legno la sagoma e segate. Meglio isurare due volte prima di tagliare, per essere sicuri.</p>
<p>Ora si può attaccare la porticina: sarà necessario un cardine e un occhiello con un gancio, o qualunque metodo a voi congeniale che vi permetta di aprire e chiudere lo sportello.<br />
L&#8217;apertura vi permetterà di riempire la casa con paglia secca e bastoncini una volta all&#8217;anno.</p>
<p>Adesso col trapano praticate un po&#8217; di buchi nella porta, magari disegnando prima una griglia con la matita: meglio usare punte di diverse misure per incoraggiare l&#8217;arrivo di differenti insetti.<br />
Potete studiare le abitudini dei vostri ospiti e decidere per l&#8217;anno venturo di invitare solo i più simpatici, rendendo l&#8217;ambiente più confortevole per loro.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1206" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/lotta-biologica-fatta-in-casa/3-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-1206" style="margin: 4px;" title="attirare api e coccinelle" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/3.jpg" alt="attirare api e coccinelle" width="300" height="199" /></a>Ad esempio le coccinelle amano piccole fessure orizzontali, mentre le farfalle (poco utili ma piacevoli da avere in giardino) preferiscono fori verticali di circa dieci centimetri, sovrastanti bastoncini-posatoio sporgenti.<br />
La parte col bamboo è ideale per le api.</p>
<p>Bene, la casa è pronta. Dove metterla? Meglio scegliere un posto riparato e caldo, protetto dal vento e vicino alla vegetazione.<br />
Si può appendere ad un albero, una pergola, un muro o uno steccato.<br />
Per ottenere subito risultati potete posizionarla vicino ad una pianta colpita da afidi, come spesso accade a rose e ciliegi.<br />
Non dimenticate la paglia e i legnetti secchi all&#8217;interno della casetta.</p>
<p><em>L’articolo è stato liberamente tradotto col consenso dell’autrice. La versione originale è disponibile <a href="http://www.instructables.com/id/Beneficial-Bug-Houses/" target="_blank">qui.</a></em></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1202"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli ormoni radicanti nelle talee</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/23/gli-ormoni-radicanti-nelle-talee/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gli-ormoni-radicanti-nelle-talee</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 08:58:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella produzione di talee è importante un corretto uso di ormoni radicanti in polvere o in gel, a base di auxine sintetiche.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Lorenzo &#8220;Lollo&#8221; Lettini<a rel="attachment wp-att-1031" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/23/gli-ormoni-radicanti-nelle-talee/talea-bonsai-propagazione/"><img class="alignright size-full wp-image-1031" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="ormone radicante per talee" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/talea-bonsai-propagazione.jpg" alt="ormone radicante per talee" width="188" height="245" /></a></em></p>
<p><a href="http://www.growshopanovara.com" target="_blank"><em>www.growshopanovara.com</em></a></p>
<p>Oggi spiegheremo a tutti coloro che si sono avvicinati da poco al mondo del taleaggio e volessero riprodurre nel proprio orto, nella serra o nello spazio indoor qualche pianta senza partire dal seme che cosa è utile usare per ottenere una sicura e veloce radicazione.</p>
<p>Esistono in commercio diversi prodotti chimici e di estrazione organica che usati con una tecnica ben precisa (il pennellamento della base della talea) servono a favorire l’attecchimento e quindi la conseguente radicazione delle nostre talee.</p>
<p>Questi prodotti si chiamano o sono conosciuti come ormoni radicanti; aiuteranno le talee difficili o provenienti da piante non idonee al 100% al taleaggio nello sviluppo delle prime radici. Inoltre  un corretto trattamento ormonale  aiuterà anche in fase di crescita le talee a mantenersi sane e predisposte ad un’ottima crescita.</p>
<p><span id="more-1030"></span></p>
<p>Fino a qualche tempo fa erano molto in auge gli estratti in polvere ma negli ultimi anni hanno preso molto piede per la loro facilità d’uso ed efficacia gli attivatori gel come il famoso Clonex, che servono a stimolare la pianta a produrre radici subito dopo il taglio, o il Rhizotonic ovvero ormoni liquidi. Questi ultimi sono reperibili sia in versione bio-minerale che organica e nella prima settimana di crescita della nostra talea, diluiti in acqua con pH acido( 6/6.5)  assicureranno  un notevole e veloce sviluppo delle radici.</p>
<p><strong>Qual’è l’ormone più conosciuto e di origine vegetale?</strong></p>
<p><strong>Auxina: </strong>Si tratta di un’insieme di composti detti anche fitormoni dotati di proprietà ormonali.</p>
<p><strong>I fitormoni:</strong> un fitormone è un composto organico naturale sintetizzato in un secondo tempo dalla pianta, che ne influenza i processi di crescita.</p>
<p><strong>Le auxine sintetiche:</strong> sono queste che ci interessano più da vicino, costituendo l&#8217;elemento base dei prodotti radicanti per il taleaggio sopra menzionati; essi infatti agiscono da fitoregolatori, modificando il ritmo e il periodo di crescita radicale. Trovano ampio utilizzo anche in agronomia per produrre frutti ben maturi e consistenti e in agricoltura come diradanti e fungicidi.</p>
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		<item>
		<title>Biochar, il carbone amico dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 13:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<description><![CDATA[Il biochar, detto anche agrichar o carbone agricolo, è un materiale simile alla carbonella ottenuto grazie alla pirolisi di biomasse che ha le potenzialità per rivoluzionare l'agricoltura e rallentare l'effetto serra.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne sente parlare da un bel po&#8217; di tempo come di un interessante prodotto da alcuni e come panacea risanatrice degli scompensi climatici da <a rel="attachment wp-att-958" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/30/biochar-il-carbone-agricolo-amico-dellambiente/biochar-2/"><img class="alignright size-full wp-image-958" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="biochar" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/biochar-2.jpg" alt="biochar" width="205" height="146" /></a>altri. Ma cos&#8217;è?</p>
<p>Il Biochar, o Agrichar, o ancora carbone agricolo, è il prodotto naturale della pirolisi (scomposizione ottenuta col calore in assenza di ossigeno) di biomasse composte da rifiuti vegetali e altri scarti organici.<br />
Il procedimento permette di ottenere un materiale simile a fine carbonella molto ricco di carbonio organico, combinato con carbone, condensato di bio-oli, cenere e catrame.</p>
<p>A cosa serve?</p>
<p>La sua particolare composizione lo rende idoneo all&#8217;assorbimento di CO2 e gas responsabili dell&#8217;effetto serra, che vengono letteralmente estratti dall&#8217;atmosfera e fissati al suolo in maniera stabile.<br />
La CO2 catturata viene trattenuta, contribuendo a rendere il Biochar un substrato nutriente che riduce il fabbisogno di fertilizzanti, migliora la resa del suolo e rende più efficienti le colture tradizionali.<br />
In sintesi, il Biochar incrementa i raccolti, migliora la qualità del terreno e riduce l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;agricoltura.</p>
<p>Perchè ancora non ha salvato il mondo?</p>
<p><span id="more-957"></span></p>
<p>Perchè costa. Non molto, ma al momento la pirolisi per la produzione di bioenegia costa di più dell&#8217;utilizzo dei combustibili fossili.<br />
Certo mettendo sul piatto tutti i punti a favore del Biochar sembrerebbe impossibile che si voglia restare abbarbicati a qualcosa di così antiquato e soprattutto non-rinnovabile, ma questa è l&#8217;economia.<br />
Non dimentichiamo che guidiamo automobili a benzina e le guideremo fino a che il petrolio sarà un business così appetitoso.</p>
<p>Ma da dove esce questo prodotto miracoloso? Da un modernissimo laboratorio?</p>
<p>Ovviamente no. Quello del Biochar non è un&#8217;invenzione recente: già i nativi dell&#8217;Amazzonia pre-colombiana infatti fertilizzavano il suolo bruciando scarti vegetali e rifiuti in fossati, creando un ambiente molto fertile chiamato dagli europei Terra Preta (Terra Nera, in portoghese ).<br />
La tecnica però è stata abbandonata per essere riscoperta solo recentemente.<br />
Università e ricercatori stanno attivandosi per progetti interessanti in Africa e per l&#8217;applicazione su larga scala del Biochar, ma ad oggi non sono ancora attivi grandi centri che si occupino esclusivamente di esso.<br />
Gli usi potenziali sono moltissimi e tutti molto interessanti.<br />
Biochar può ripulire l&#8217;atmosfera dai gas serra e incamerarli per secoli, attenuando il riscaldamento globale.<br />
La sua produzione combinata con l&#8217;utilizzo di biocarburanti ha un bilancio positivo che garantisce 3-9 volte più energia ottenuta di quanta ne è stata spesa.<br />
La sua presenza nei terreni di coltura ne abbassa il pH, previene la lisciviazione dei nutrienti e li conserva disponibili più a lungo, oltre a trattenere l&#8217;acqua.<br />
Questo migliora la resa del substrato, e riduce l&#8217;impiego di fertilizzanti.<br />
Riduce inoltre l&#8217;emissione del suolo di protossido d&#8217;azoto e metano, dannosi per l&#8217;atmosfera. Terreni sfruttati o poco fertili possono essere letteralmente trasformati con l&#8217;aggiunta di Biochar.<br />
L&#8217;aggiunta di Biochar all&#8217;alimentazione degli animali contribuirebbe a ridurne le emissioni di metano (un po&#8217; come il carbone attivo sgonfia-pancia della pubblicità) e lo migliorerebbe il potere concimante del letame, oltre a renderlo un po&#8217; meno odoroso di &#8220;campagna&#8221;.</p>
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<p>E dove si deforesta? Questo Biochar non si incatenerà mica agli alberi per salvarli.</p>
<p>No, però permetterebbe di porre un freno all&#8217;attuale politica del taglia e brucia, che porta ad un rapido sfruttamento delle aree che vengono poi abbandonate per una nuova zona deforestata.<br />
Le aree disboscate infatti non sono granchè fertili, richiedono molti nutrienti chimici e si esauriscono in fretta. Se invece di bruciare gli alberi per produrre energia si &#8220;pirolizzassero&#8221; (ok, fingiamo che questa parola esista) Biochar si avrebbero campi fertili e un buon recupero di materiale. E ovviamente meno alberi abbattuti.<br />
La ciliegina sulla torta è che tutto questo non richiederebbe sostanziali cambiamenti strutturali o grandi investimenti.</p>
<p>Dov&#8217;è il trucco?</p>
<p>Non c&#8217;è trucco e non c&#8217;è inganno. Ma ci sono i derivati, che sono ottimi.<br />
Bio-olio combustibile da utilizzare per il riscaldamento (produce particolato però e va quindi utilizzato con le cautele del caso), e Syngas che può essere bruciato direttamente o convertito in diesel pulito o nella produzione di metanolo o idrogeno.<br />
Ok, a ben guardare il bio-olio qualche problemino lo dà, come combustibile: è corrosivo per l&#8217;acciaio e ha un elevato contenuto di vapore acqueo che potrebbe danneggiare l&#8217;accensione dei macchinari, inoltre contiene particelle che potrebbero bloccare gli iniettori.<br />
Più che utilizzato direttamente esprimerebbe al meglio il suo potenziale una volta raffinato e suddiviso in preziose ed utili sostanze chimiche, e solo dopo utilizzato come combustibile o trasformato in Syngas.</p>
<p>La pirolisi parrebbe essere il metodo col migliore rapporto costo-efficacia per la produzione di energia da biomasse. Piccole unità trasportabili per la pirolisi abbatterebbero i costi del trasporto della biomassa e si potrebbero alimentarecol Syngas prodotto.<br />
Esiste una pirolisi lenta, a bassa temperatura, che produce più Biochar (circa il 50%) e impegna diverse ore, e una veloce che in pochi secondi grazie alle alte temperature produce circa il 60% di bio-olio, il 20% di Syngas e il 20% di Biochar.<br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/27/kyoto-box-forno-di-cartone-ad-energia-solare">Abbiamo visto di recente applicare con successo la tecnologia a microonde alla pirolisi nel Black Phantom</a>, e questo potrebbe rendere ancora più efficiente l&#8217;intero procedimento.</p>
<p>Impieghi pratici</p>
<p>Al momento si lavora sulla possibilità di aprire impianti locali centralizzati a livello regionale, sulla fornitura di sistemi a piccoli gruppi di agricoltori e su forni mobili a bordo di speciali camion.<br />
A seconda delle esigenze specifiche della zona può essere adottato uno di questi metodi, che restano comunque allo studio limitatamente a poche zone rurali.<br />
Bisognerà aspettare il finanziamento di qualche colosso del commercio per vedere veri importanti passi avanti.<br />
Incrociamo dunque le dita nella speranza che il Biochar si riveli fonte di guadagno della multinazionale di turno e non un bastone tra le ruote dei titani del petrolio e del carbone, o non ne sentiremo mai più parlare.</p>
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		<item>
		<title>Kyoto Box, forno di cartone ad energia solare</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 19:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è concluso in Aprile il Climate Change Challange promosso dal Financial Time, con interessanti risultati. Vincitore il Kyoto Box, forno solare realizzato con scatole di cartone
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-950" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2009/05/27/kyoto-box-forno-di-cartone-ad-energia-solare/climatechangechallenge1/"><img class="alignleft size-full wp-image-950" style="margin: 6px;" title="climate change challenge" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/climatechangechallenge1.gif" alt="climate change challenge" width="160" height="213" /></a>Si è concluso in Aprile il Climate Change Challange promosso dal Financial Time, con interessanti risultati.</p>
<p>La sfida consisteva nel trovare idee realizzabili a livello commerciale per ridurre le emissioni dannose e combattere i cambiamenti climatici indotti dall&#8217;inquinamento.<br />
Fra i progetti finalisti figurano anche alcune soluzioni per i risparmio energetico che lasciano parecchio perplessi: vediamo un po&#8217; cosa è saltato fuori.</p>
<p>Con l&#8217;evocativo nome di Black Phantom viene presentata una macchina in grado di trasformare la biomassa in carbonella, una forma molto stabile di carbone.</p>
<p>Il macchinario è trasportabile e consiste in una sorta di enorme microonde in grado di convertire vari scarti di produzione agricola e di lavorazione del legno in materiale combustibile.</p>
<p>In realtà il procedimento era già noto, non si tratta di una vera invenzione ma piuttosto di una riscoperta in chiave rimodernata.<br />
<span id="more-942"></span>Semplicissimo ma -dicono- risolutivo Deflecktors è un economico e leggero coperchio che ostruendo le concavità presenti nei cerchioni dei<img class="alignright size-full wp-image-945" style="margin: 3px;" title="deflecktor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/deflecktor.jpg" alt="deflecktor" width="163" height="226" /> camion ne riduce l&#8217;attrito, diminuendo del 2% il consumo di carburante.<br />
L&#8217;idea è nata osservando le dimensioni dei cerchi dei TIR, pari circa a quelle del finestrino di un&#8217;auto. Non potendo rinunciare al traffico su gomma la giuria l&#8217;ha trovato molto utile&#8230;ma cambiare il design all&#8217;origine non sarebbe un&#8217;opzione più semplice?</p>
<p>Mootral è un additivo a base di aglio, antibiotico naturale, da somministrare a mucche, pecore e alri erbivori per limitarne la flatulenza.<br />
Pare che riduca le emissioni del 94% stimolando il processo digestivo del bestiame e limitando lo sviluppo dei batteri. Mah.</p>
<p>Niente nomi fichetti ma sicuro appeal per le piastrelle raffreddanti. Non si rovinano e non necessitano di manutenzione, sono pensate per rivestire i soffitti.<br />
Un controsoffitto convoglia l&#8217;aria calda grazie al principio della convezione, e l&#8217;acqua ottenuta per evaporazione resta intrappolata nelle piastrelle, che si raffreddano istantaneamente.<br />
Semplice e geniale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-948" title="kyoto box" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/kyotobox2.jpg" alt="kyoto box" width="175" height="247" /></p>
<p>And the winner is&#8230;Il vincitore del concorso è il Kyoto Box, un forno di cartone ad energia solare pensato per la parte rurale dell&#8217;Africa,</p>
<p>realizzabile all&#8217;esorbitante costo di 5 dollari ad esemplare.</p>
<p>Jon Bøhmer, norvegese trapiantato a Nairobi, ha in pratica preso due scatole di cartone, infilate l&#8217;una nell&#8217;altra: quella esterna è rivestita si <img class="alignright size-full wp-image-947" title="kyoto box" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/kyotobox1.jpg" alt="kyoto box" width="395" height="394" />carta stagnola e quella interna e dipinta di nero.<br />
Il resto lo fa il Sole, e pare che dieci litri d&#8217;acqua posti in un recipiente all&#8217;interno possano bollire in due ore. Quasto garantirebbe la sterilizzazione dell&#8217;acqua, il cui inquinamento è una delle principali cause di malattia e morte nei Paesi del terzo mondo.</p>
<p>Inoltre la diminuzione nell&#8217;uso di legna da ardere metterebbe un freno alla deforestazione selvaggia e porterebbe ad una riduzione delle emissioni di CO2</p>
<p>stimate in due tonnellate per famiglia all&#8217;anno.</p>
<p>Inutile dire che il vero punto di forza è la semplicità e la versatilità di un oggetto che può essere riprodotto ovunque con materiali di scarto.<br />
L&#8217;idea è stata ben accolta anche a livello commerciale e una fabbrica di Nairobi ha già iniziato la produzione.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-942"></div>]]></content:encoded>
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