Tratto dal blog Action Mutant
Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.
Come funzionano ?
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri. La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.
Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).
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dal blog actionmutant.net
Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.
Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte, si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.
Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.
Ho trovato del materiale molto interessante negli archivi della “American Society for Gravitational and Space Biology” ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:
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Test e comparazione delle lampade da orticoltura
Fluorescenti compatte
Come ben sappiamo, l’avvento dei bulbi compatti in orticoltura indoor ha portato delle preziose novità per
tutti gli orticultori esperti e non.
Novità riguardanti facilità di installazione, sicurezza, risparmio ed affidabilità, grazie a delle innovazioni tecniche che sono state ben presto adottate ed utilizzate da una gran percentuale di coltivatori.
Il ballast (alimentatore) contenuto all’interno della base stessa della lampada per esempio, che elimina le difficoltà di installazione e cablaggio degli alimentatori esterni.
O ancora la resa data in termini di Lumens prodotti ed utilizzati, con un’emissione di PAR pari al 100% (ogni singolo lumens prodotto dal bulbo viene assorbito ed utilizzato dalla pianta nel processo di fotosintesi, solo una minima percentuale viene dispersa in calore), che comporta cicli di lavoro a temperature bassissime, permettendoci quindi una manutenzione in tutta sicurezza, senza rischi di ustioni, e anche di poter tenere le lampade anche a pochi centimetri dalle cime delle piante. Read more…
con la collaborazione di Fabio Casu
Cosa si nasconde dietro la sigla LED?
Si tratta di Light Emitting Diodes, ovvero letteralmente diodi ad emissione luminosa.
Wikipedia ci informa, ad uso degli utenti già edotti in materia: ” LED sono uno speciale tipo di diodi formati da un sottile strato di materiale semiconduttore. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni. Read more…