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	<title> &#187; illuminazione</title>
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		<title>Orto all&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:56:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottenere insalata e ortaggi anche senza molto sole è possibile. Ecco come ottenere il meglio se hai poca luce o devi coltivare in un orto con poco sole.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="orto senza sole" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1763" style="margin: 4px;" title="orto_ombroso" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/orto_ombroso.jpg" alt="orto senza sole" width="384" height="288" /></a>Quando si pensa ad un orto generalmente si ha in mente un posticino baciato dal sole da mattino a sera.</p>
<p>Un&#8217;esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.</p>
<p>Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?</p>
<p>Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.</p>
<p><strong>Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?</strong></p>
<p>Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.</p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p>Ma se coltivi per ottenere lussureggianti foglie, steli o germogli anche una zona poco esposta al sole andrà benissimo. Ovviamente un&#8217;esposizione scarsa non significa buio totale: vogliamo che le piante pratichino la fotosintesi e che prosperino, quindi parliamo di un&#8217;area che magari riceve poche ore di luce ( non meno di sei ) anche non diretta, o molte ore di luce debole o intermittente (come nel caso di piante schermate dalle fronde degli alberi).</p>
<p>Ecco qualche pianta che puoi coltivare nel tuo orto ombroso: cavoli, cavolfiori e broccoli, piselli, bietole, cavoletti, barbabietole, ravanelli, spinaci, ravizzone, fagioli e in generale insalate verdi (come lattuga o indivia ad esempio).</p>
<p>La varietà non manca e pensa ai vantaggi: meno sole vuol dire anche annaffiature meno frequenti, e i raccolti si succederanno meno febbrilmente concedendoti più tempo tra uno e l&#8217;altro.</p>
<p>Ok, questo vuol dire anche che avrai meno raccolti, ma ehy mica si può avere tutto dalla vita.</p>
<p>Inoltre puoi compensare questo punto se hai già una zona soleggiata e semplicemente non sapevi cosa mettere nella parte dell&#8217;orto che resta in ombra e dove regolarmente le tue piantine di pomodoro soffrivano.</p>
<p>Puoi organizzare per bene lo spazio dedicando alle amanti del sole come pomodoro, melanzana, e peperone e disponendo insalata e cavoli nella parte ombrosa: niente sprechi, tavola più ricca e tutti contenti.</p>
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		<title>Neon dal seme al fiore: AGRO e DUAL</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 17:10:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arrivano sul mercato i tubi al neon Phytolite, per tutto il ciclo di vita della pianta: seme, talea, crescita, fioritura, fruttificazione. DUAL e AGRO, con spettro giallo e blu, sono un passo avanti nell'uso delle lampade fluorescenti in orticoltura.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/10517_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1731" style="margin: 4px;" title="neon phytolite" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/10517_1.jpg" alt="neon phytolite" width="144" height="142" /></a>L&#8217;uso di <a title="tubi al neon nelle coltivazioni indoor" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon.1.9.26.sp.uw.aspx" target="_blank">tubi al neon nella coltivazione indoor</a> è molto diffuso, grazie ai vantaggi indubbi che offre.<br />
Lo spazio ridotto, il basso costo di acquisto, i consumi minimi, la luce fredda sono caratteristiche senz&#8217;altro utili e pratiche che possono rivelarsi alleate indispensabili del grower.</p>
<p>Non c&#8217;è professionista che non abbia un buon set di neon per fare taleaggio o mantenimento delle piante madri, o spesso anche per supportare la fase di crescita.<br />
Una valida plafoniera, munita di una coppia di tubi, può anche salvare le sorti di un ciclo di coltura nel caso che qualcosa vada storto, magari nel weekend, con l&#8217;impianto luci in uso.<br />
Ma se negli anni i neon sono sempre stati validi alleati di supporto alle varie HPS o CLF, ora è possibile affidare loro completamente le piante, dal seme al fiore.</p>
<p><span id="more-1730"></span></p>
<p>Sissignori, ora Phytolite offre <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pll&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"><strong>neon nelle versioni DUAL e AGRO</strong></a>, che potranno dare grosse soddisfazioni ai coltivatori.</p>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong></p>
<p><a title="nen AGRO phytolite" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon_NEON-55-PLL-2100K-AGRO.1.9.26.gp.4736.-1.uw.aspx" target="_blank">I neon AGRO</a> sono tubi con spettro adatto a tutte le fasi di crescita, a luce gialla con aggiunta di blu.<br />
<a title="neon DUAL phytolite" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon_NEON-55-PLL-2700K-6400K-DUAL.1.9.26.gp.4737.-1.uw.aspx" target="_blank">I neon DUAL</a> montano due diversi tubi, uno da 2700K e uno da 6400K, per un perfetto bilanciamento dello spettro.</p>
<p>Entrambi i modelli coniugano un prezzo accessibile con buone performance, e costituiscono la soluzione ideale nelle growroom più piccole, e in generale dove luce fredda e dimensioni ridotte siano importanti.<br />
Chiaramente parliamo di un prodotto differente da un bulbo ai vapori di sodio, che ha altri pregi, ma possiamo inserire questi nuovi tubi al neon per orticoltura Phytolite in una nicchia a parte, tra le fluorescenti evolute.</p>
<p>E tu, hai già provato questi neon? Nel caso, saremmo lieti di sentire la tua opinione.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1730"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>Riciclo più facile per i rifiuti elettronici</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 13:59:47 +0000</pubDate>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 27 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Salira&#8217; ancora la percentuale di rifiuti  elettrici e elettronici che non finiscono in discarica ma sono avviati  verso il <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/raee.jpg"><img class="size-full wp-image-1458 alignleft" style="margin: 4px;" title="raee" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/raee.jpg" alt="raee" width="220" height="230" /></a>riciclo: e&#8217; infatti in arrivo in tempi brevissimi, entro i  primi venti giorni di maggio, il <span id="U31309973879JdB" class="span" style="font-weight: bold;">decreto &#8216;uno contro uno&#8217; </span>che di fatto  consente a chi acquista un nuovo apparecchio di lasciare al negoziante  il vecchio evitando al consumatore di avviarsi alle &#8216;isole ecologiche&#8217;  messe a disposizione dei Comuni per disfarsi di quello che ormai, a  tutti gli effetti, e&#8217; un rifiuto elettronico.</p>
<p>Secondo quanto apprende l&#8217;ADNKRONOS, infatti, il decreto attuativo  messo a punto dal ministero dell&#8217;Ambiente e che &#8216;attua&#8217; quanto previsto  dal decreto 151 del 2005, e&#8217; attualmente all&#8217;attenzione della Corte dei  Conti per la registrazione, dopo aver ricevuto l&#8217;assenso degli altri  ministeri interessati.</p>
<p><span id="more-1454"></span></p>
<p>Se non ci saranno imprevisti, a cinque anni di distanza dalla norma  che lo prevedeva, vedra&#8217; dunque la luce quell&#8217;insieme di norme che in  sostanza permetteranno di lasciare il vecchio apparecchio che si  desidera cambiare al distributore che sara&#8217; &#8216;abilitato&#8217; per legge a  raccogliere rifiuti che oltre che ingombranti sono anche,  potenzialmente, tossici.</p>
<p>Il decreto attuativo e&#8217; molto atteso da &#8216;addetti ai lavori&#8217; e  ambientalisti poiche&#8217; fin quando non sara&#8217; varato rimane ad indicare le  modalita&#8217; della raccolta dei Raee il decreto 151 del 2005, che recepisce  le indicazioni di alcune direttive emanate dall&#8217;Unione Europea. Il  punto centrale del decreto 151 e&#8217; l&#8217;obbligo per le aziende produttrici  di organizzare e gestire un sistema per il riciclo dei prodotti immessi  nel mercato e giunti a fine vita.</p>
<p>Ma anche i distributori di questi apparecchi sono deputati a  ritirare gratuitamente i Raee dai consumatori in occasione di un nuovo  acquisto equivalente: questo ritiro gratuito degli apparecchi da parte  del distributore e&#8217; pero&#8217; subordinato all&#8217;entrata in vigore di uno  specifico decreto attuativo. Che dopo 5 anni dovrebbe dunque vedere la  luce fra meno di un mese.</p>
<p><span id="U3130997387977B" class="span" style="font-weight: bold;">Il  provvedimento e&#8217; ritenuto necessario soprattutto per la crescita  impressionante dei rifiuti elettrici o elettronici</span>, vecchi pc,  telefonini, macchinette digitali ecc.: il tasso di aumento dei &#8216;Rifiuti  da apparecchiature elettriche ed elettroniche&#8217; a livello mondiale e&#8217; <span id="U31309973879hnB" class="span" style="font-weight: bold;">calcolato  in +5% all&#8217;anno, tre volte piu&#8217; alto di quella dei rifiuti normali</span></p>
<p>.</p>
<p>Se nel corso del 2009, in Italia sono state raccolte  complessivamente 193mila tonnellate di Raee, il che porta la media di  raccolta pro-capite a 3,21 kg per abitante, il nostro paese deve inoltre  fare i conti con una media europea di sei e un obiettivo che prevedeva  di raggiungere i quattro chilogrammi.</p>
<p>Fino al varo del decreto attuativo del ministero dell&#8217;Ambiente il  problema centrale per i Raee e&#8217; quello della raccolto, di fatto affidata  alla buona volonta&#8217; dei cittadini che si devono recare nelle isole  ecologiche dei comuni o chiamare, ove possibile, le societa&#8217; comunali  addette alla gestione dei rifiuti.</p>
<p>Difficile che lo si faccia per un apparecchio poco ingombrante, dal  vecchio cellulare al pc ormai desueto, calcolando che il servizio ha un  costo e bisogna garantire la presenza a casa nella fascia oraria  indicata dagli addetti. La soluzione consiste quindi nel non costringere  i cittadini a cercare il luogo dove gettare il vecchio apparecchio ma  nello &#8216;smaltirlo&#8217; di pari passo con l&#8217;acquisto di uno nuovo.</p>
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		<title>Illuminazione nelle coltivazioni indoor</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
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		<description><![CDATA[Come organizzare al meglio l'impianto d'illuminazione indoor per ottenere i migliori risultati e ottimi raccolti
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1358" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/illuminazione-nelle-coltivazioni-indoor/illuminazione_indoor/"><img class="alignright size-full wp-image-1358" style="margin: 4px;" title="illuminazione_indoor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/illuminazione_indoor.jpg" alt="illuminazione indoor" width="247" height="158" /></a>Sebbene esistano in commercio ottimi prodotti che forniscono uno spettro luminoso adatto alla coltivazione delle piante, nessuna lampada riproduce esattamente la luce del sole.<br />
E&#8217; importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.</p>
<p>Cosa serve?<br />
Un impianto standard necessita di un <a href="http://italgrow.com/alimentatori_cat-22.aspx" target="_blank">ballast (alimentatore)</a> che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un <a href="http://italgrow.com/riflettori_cat-129.aspx" target="_blank">riflettore</a> per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per la temporizzazione dell&#8217;illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.</p>
<p><span id="more-1357"></span>Partiamo ribadendo l&#8217;ovvio: il bulbo deve essere specificamente concepito per la coltivazione indoor, non si possono utilizzare o riciclare lampadine generiche.<br />
La fotosintesi si svolge principalmente all&#8217;interno della parte visibile dello spettro (lunghezza d&#8217;onda tra 400 e 700 nm); all&#8217;interno di questi valori le lunghezze più utili sono 445 nm (blu) e 650 nm (rosso).<br />
Per ottenere questo tipo di luce si possono utilizzare diversi tipi di bulbi, che si basano su varie tecnologie.</p>
<p>I più diffusi sono HID (High Intensity Discharge), che possono essere utilizzati per tutto il ciclo grazie all&#8217;alta quantità di lumens per watt prodotti (circa 5 volte quelli prodotti da una normale lampada ad incandescenza).<br />
Le lampade HID a loro volta si trovano in tre versioni.<br />
<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+ioduri&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">MH (Metal Halide)</a>: questi bulbi producono una luce prevalentemente blu, ideale per la fase di crescita.<br />
<a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">HPS (High Pressure Sodium)</a>: luce prevalentemente rossa che garantisce un&#8217;ottima illuminazione durante la fioritura/fruttificazione.</p>
<p>Siccome questi due diversi tipi di bulbo richiedono alimentatori e a volte portalampade differenti è uso comune utilizzare le HPS per tutto il ciclo.<br />
Ne esistono in commercio da diversi anni di tipo “<a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>”, ovvero modelli ibridi che emettono luce rossa arricchita con luce blu e sono adatte alla coltivazione durante l&#8217;intero ciclo.</p>
<p>In alternativa ai bulbi HID esistono le lampade fluorescenti.<br />
Producono meno calore e hanno un consumo più ridotto, sono adatte nella fase di crescita delle piante che non necessitano di molta luce, come orchidee, lattuga, cloni.<br />
In commercio ci sono lampade fluorescenti con la tipica forma allungata del <a href="http://italgrow.com/tubi_al_neon_cat-26.aspx" target="_blank">neon</a> (SL, strip light) o <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+cfl+phytolite&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">compatte (CFL, Compact Fluorescent Light)</a>, con vari wattaggi e temperature di colore. Anche qui le temperature di colore più alte corrispondono ad una luce più blu e quindi adatta alla crescita, mentre le temperature più basse emettono luce rossa per la fioritura.<br />
Esistono anche <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cfl+agro&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">CFL di tipo “agro”</a> per l&#8217;intero ciclo. Le lampade CFL hanno l&#8217;alimentatore integrato nella base.</p>
<p>Sistemazione ideale delle luci</p>
<p>Se l&#8217;illuminazione è inadeguata le piante avranno poche foglie, scarso rendimento e rami lunghi e fragili.<br />
Le cause di una cattiva illuminazione possono essere diverse: lampada troppo poco potente o di tipo sbagliato, o ancora troppo usurata. Piante che si fanno ombra l&#8217;un l&#8217;altra. Fonte di luce troppo vicina o troppo distante dalle piante. Troppe o poche ore di luce quotidiane.</p>
<p>Da tenere a mente quindi al momento dell&#8217;acquisto che ogni tipo di lampada può coprire uno spazio ristretto e va posizionato ad una determinata altezza per far sì che il cono di luce illumini bene l&#8217;area di coltura. Chiedete consiglio al negoziante.</p>
<p>Il numero di piante deve essere il più basso possibile perché non vi sia una concorrenza per la luce e non si formino ristagni.</p>
<p>L&#8217;altezza della luce è un fattore determinante: è bene fornirsi di <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=volvit&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">saliscendi</a> che consentiranno di seguire la crescita delle piante mantenendo sempre una distanza ottimale. Le luci fluorescenti emettono poco calore e si possono tenere molto basse. In caso di spazi ristretti o lampade potenti meglio procurarsi un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cool-tube&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">riflettore aerato</a> che risolverà il problema della temperatura.</p>
<p>Il ciclo della pianta prevede un alternarsi di giorno e notte. Solitamente le ore di luce sono 18 in fase di crescita e 12 nella fioritura.<br />
L&#8217;irregolarità nell&#8217;illuminazione causa gravi danni, è indispensabile l&#8217;utilizzo di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a>.<br />
Le ore di buio non devono mai essere interrotte da infiltrazioni di luce esterna o da un improvviso accendersi delle lampade.</p>
<p>I muri devono riflettere la luce e non assorbirla, a tale scopo devono essere dipinti di bianco o, ancora meglio, ricoperti di <a href="http://italgrow.com/teli_riflettenti_cat-99.aspx" target="_blank">materiale riflettente</a>.</p>
<p>Qualche consiglio: se sospettate che la luce non sia sufficiente, usate un<a href="http://italgrow.com/luxmetri_luxmetro_lx_101_product-59-534.aspx" target="_blank"> luxmetro</a>. Si tratta di uno strumento in grado di stabilire quanta luce arriva in un determinato punto, potrete testare ad esempio quanta luce ricevono le cime ma anche le foglie più basse o le piante posizionate negli angoli.<br />
Assicuratevi sempre la compatibilità tra alimentatore e bulbo. Non improvvisate mai, anche quando le cose sembrano funzionare può verificarsi un cortocircuito, lo spegnimento improvviso della luce o una riduzione drastica della vita del bulbo.<br />
Le lampade HID sono molto delicate e possono esplodere se maneggiate senza le adeguate cautele.<br />
Mai accendere una lampada appena spenta, lasciare sempre passare alcuni minuti (5 per le HPS e 20 per le MH).<br />
Bulbi molto freddi non vanno accesi (ad esempio tenuti all&#8217;esterno in inverno), o andranno in pezzi. Lasciate che riprendano la temperatura dell&#8217;ambiente circostante prima di montarli.</p>
<p>Le lampade e i ballast magnetici si deteriorano nel tempo, offrendo performance ridotte e assorbendo più energia. Assicuratevi di cambiarli regolarmente.<br />
I bulbi MH durano in genere meno degli HPS.<br />
Verificate sempre anche l&#8217;orientamento della lampada: alcune vanno posizionate obbligatoriamente in verticale o in orizzontale.<br />
Attenzione ai wattaggi: sommate il dispendio energetico di tutta l&#8217;attrezzatura alla massima potenza e assicuratevi che non sovraccarichi il vostro impianto.</p>
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		<title>Action Mutant: led nel terrario delle carnivore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 14:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida fai da te per costruire un pannello a led per l'illuminazione di un terrario di piante carnivore.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Tratto dal blog Action Mutant</a></p>
<p>Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?<a title="led-illuminazione-piante-carnivore" rel="attachment wp-att-1265" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/25/action_mutant_led_nel_terrario_delle_carnivore/stripled/"><img class="alignleft size-full wp-image-1265" style="margin: 4px;" title="led-illuminazione-piante-carnivore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/stripled.jpg" alt="led-illuminazione-piante-carnivore" width="270" height="203" /></a><br />
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa  per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.</p>
<p><strong>Come funzionano ?</strong><br />
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.  La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.</p>
<p><span id="more-120"> </span></p>
<p>Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).<br />
<span id="more-1264"></span><br />
Le piante utilizzano lunghezze d’onda da 400 nm (luce blu) a 700 nm (luce rossa) dunque tutte le normali lampade di  crescita emettono una buona parte di luce che le piante non sfruttano efficacemente.</p>
<p>Vi sono inoltre altri svantaggi nell’uso di lampade normali:</p>
<ul>
<li>il calore emesso che impedisce di collocare la fonte di luce troppo vicino alle piante</li>
<li>l’elevato consumo energetico</li>
<li>la durata della fonte di luce ( i neon andrebbero sostituiti ogni anno perchè perdono la loro luminosità)</li>
</ul>
<p>Da pochi anni si stanno sperimentando coltivazioni indoor con <strong>lampade a LED</strong> (Light Emitting Diode) ,  li ha utilizzati anche la NASA per illuminare colture idroponiche nello spazio!</p>
<p>Non presentano tutti gli svantaggi delle tradizionali lampade, ma molti benefici:</p>
<ul>
<li><strong>consumi bassissimi di energia </strong>( si può risparmiare fino al 90% rispetto ad una normale lampada a incandescenza o fluorescenza)</li>
<li><strong>durata elevata</strong> (dagli 8 ai 15 anni di vita)</li>
<li><strong>poco calore</strong> emesso ( si evitano così problemi di surriscaldamento, consentendo di posizionare le luci vicino alle piante)</li>
<li><strong>basse tensioni</strong> di alimentazione, come 12 Volt</li>
<li><strong>copertura uniforme</strong> delle superfici illuminate, grazie all’angolo di proiezione della luce</li>
<li>possibilità di sperimentare differenti combinazioni di colori (proporzione variabile fra luci rosse e blu)</li>
</ul>
<p>In vendita si possono trovare pannelli di LED costruiti a questo scopo, relativamente economici (un pannello da 900 LED misti circa 120 euro). Basta una semplice ricerca in internet (cercando “LED grow lamp”).</p>
<p>Per il mio piccolo terrario ho deciso di costruire due piccoli pannelli a LED, in modo da poter sperimentare questa innovativa tecnologia di illuminazione sulle mie piante carnivore.</p>
<p>Ecco cosa ho utilizzato per la realizzazione di un pannello luminoso di 48 LED alimentato a 12 Volt :</p>
<ul>
<li>una basetta preforata per circuiti</li>
<li>12 LED blu ad alta luminosità (3.3V) con lunghezza d’onda di 465nm (nanometer)</li>
<li>36 LED rossi ad alta luminosità (2 V) con lunghezza d’onda di 650nm (nanometer)</li>
<li>4 resistenze da 120 ohms</li>
<li>6 resistenze da 1 ohms</li>
<li>un alimentatore 12 V DC</li>
<li>un timer meccanico per gestire accensione e spegnimento delle luci</li>
<li>saldatore, filo e stagno</li>
</ul>
<p>Per calcolare il circuito e le resistenze ho utilizzato un comodo <a title="LED series/parallel array wizard" href="http://led.linear1.org/led.wiz" target="_blank">tool online</a> con il quale si possono progettare altre varianti.</p>
<p>Come supporto per i pannelli luminosi ho riciclato un lampadario Ikea, che ha il vantaggio di essere dotato di due porta lampade orientabili in ogni direzione e movibili sulle guide di supporto, le quali servono anche per portare l’ alimentazione. La sicurezza dell’impianto è garantita dalla bassa tensione utilizzata, 12 Volt, che otteniamo dal trasformatore  la cui accensione è regolata dal semplice ed economico timer meccanico.</p>
<p>Dopo poco più di una settimana dalla realizzazione del terrario e dalla messa in funzione dell’illuminazione le piante carnivore sembrano gradire molto le luci.</p>
<p>A presto nuovi aggiornamenti !</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/piante-carnivore/led-per-coltivare-piante-bassi-consumi-ed-alta-efficienza/" target="_blank">Per vedere le immagini  originali e commentare con l&#8217;autore visita il blog Action Mutant</a></p>
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		<title>Pannelli LED un&#8217;illuminazione spaziale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:09:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/25/action_mutant_led_nel_terrario_delle_carnivore/' rel='bookmark' title='Action Mutant: led nel terrario delle carnivore'>Action Mutant: led nel terrario delle carnivore</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1254" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/10/18/pannelli_led_per_un_illuminazione_spaziale/led/"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="margin: 4px;" title="LED" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/LED.jpg" alt="LED" width="227" height="170" /></a>Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.</p>
<p>Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte,  si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.</p>
<p>Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.</p>
<p>Ho trovato del materiale molto interessante  negli archivi della <a title="American Society for Gravitational and Space Biology" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/issue/archive" target="_blank">“American Society for Gravitational and Space Biology”</a> ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:</p>
<p><span id="more-1253"></span></p>
<ul>
<li><a href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/351/354" target="_blank">“DEVELOPMENT AND TESTING OF AN EFFICIENT LED INTRACANOPY LIGHTING DESIGN FOR MINIMIZING EQUIVALENT SYSTEM MASS IN AN ADVANCED LIFE-SUPPORT SYSTEM.”</a> del 2005 (<em>Gioia D </em><em>Massa, </em><em>Jeffrey </em><em>C Emmerich, M E Mick, R J Kennedy,</em><em> Robert </em><em>C Morrow, </em><em>Cary </em><em>A Mitchell</em>)</li>
<li><a title="Plant-growth Lighting for Space Life Support: a Review" href="http://gravitationalandspacebiology.org/index.php/journal/article/view/2/2" target="_blank">“PLANT-GROWTH LIGHTING FOR SPACE LIFE SUPPORT: A REVIEW”</a> del 2006 (<em>Gioia D Massa, Jeffrey C Emmerich, Robert C Morrow, C Mike Bourget, Cary A Mitchell</em>)</li>
</ul>
<p>Il programma “Advanced Life Support” (ASL) della NASA tratta anche lo sviluppo di colture per la produzione di cibo, in supporto alla vita umana in ambiente extraterrestre.<br />
Per i motivi precedentemente descritti i LED si sono dimostrati la scelta ideale per l’illuminazione di camere di crescita, se rapportati con gli altri tipi di lampade. In particolare i <strong>LED rossi</strong> con una lunghezza d’onda di <strong>640 nm</strong> si sono rivelati i più efficienti, in quanto la loro luce contribuisce per circa il 96% del processo di fotosintesi clorofilliana. Gli esperimenti hanno dimostrato che diverse specie vegetali possono essere coltivate con successo con la luce dei LED, fra cui gli spinaci, la lattuga, il radicchio, il frumento e le patate. In generale, per una normale crescita, è richiesto anche il <strong>15% di LED blu a 440 nm</strong>, che permette di equiparare la resa ottenuta, con colture cresciute con luce bianca.<br />
Alcune ricerche hanno dimostrato la necessità di un’intensa luce blu nella fase iniziale di crescita per ridurre l’ allungamento dell’ipocotile.  E’ stato provato che anche una percentuale di luce verde può avere effetti benefici sulla crescita.<br />
Lo “Specialized Center of Research and Trainingin Advanced Life Support (ALS NSCORT)” della NASA in collaborazione con <a title="Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)" href="http://www.orbitec.com/" target="_blank">“Orbital Technologies Corporation (ORBITEC)”</a> hanno sviluppato un array riconfigurabile di pannelli a LED in grado di ridurre l’energia richiesta per crescere piante con luci elettriche.</p>
<p>Ogni pannello di LED è un quadrato di 6,25 cm² composto da 100 LED cosi suddivisi:</p>
<ul>
<li>64 LED rossi a 640 nm</li>
<li>16 LED blu a 440 nm</li>
<li>20 LED verdi a 540 nm + 2 fotodiodi</li>
</ul>
<p>Le ridotte dimensioni del pannello e la vicinanza dei LED permettono di ottenere uno spettro emesso uniforme.<br />
Dato che la corrente del circuito è controllata separatamente per ogni colore, sia il rapporto rossi/blu, che la loro intensità, possono essere modificati continuamente.<br />
20 pannelli di questi pannelli a LED sono montati su un supporto lineare (array) lungo circa 65 cm. In cima ad esso è collocata una scatola elettrica che contiene 2 ventilatori utilizzati per aspirare l’aria dal basso verso l’alto del supporto. Questo metodo di rafreddamento permette alle piante di crescere vicino alla fonte di luce senza bruciarsi.<em><br />
</em></p>
<p>Come si può dedurre dalle pubblicazioni e dal disegno tecnico sopra riportato le dimensioni dei LED utilizzati sono estremamente piccole: i LED rossi sono disposti su 4 file da 16 LED e, se il lato del circuito stampato su cui sono montati misura 2,54cm di lato, il diametro di ogni singolo LED non supera 1,5 millimetri.</p>
<p>L’ array di pannelli LED generalmente è disposto verticalmente nella camera di crescita ed è predisposto in modo che i singoli pannelli possano essere accesi in sequenza iniziando con i pannelli bassi in modo da seguire la crescita verticale della pianta. In questo modo non viene sprecata energia, sopratutto nella fase iniziale di crescita in cui la pianta è di dimensioni ridotte, consentendo di accendere con il giusto livello di potenza solo i pannelli che servono per illuminare le foglie.<br />
I fotodiodi montati su ogni pannello hanno lo scopo di rilevare la prossimità di elementi verdi (la pianta) in modo da poter gestire automaticamente l’accensione dei LED quando delle foglie sono posizionate davanti ad essi.</p>
<p>In alternativa alla configurazione verticale, gli array di pannelli possono essere anche disposti orizzontalmente uno accanto all’altro sopra le piante, formando cosi un unico grande pannello che fa da tetto alla camera di crescita.  Questa disposizione dei pannelli è l’ideale per illuminare la lattuga e il frumento nano. Non è però consigliabile per piante che si sviluppano in verticale come i fagioli, perchè è stato osservato che queste piante tendono a crescere molto nella parte alta dellla camera di crescita, vicino ai pannelli LED, producendo un raccolto minore rispetto all’utilizzo degli stessi array di LED disposti in verticale ed alimentati con lo stesso quantitativo di energia.</p>
<p>Spero che tutte queste informazioni possano allontanare ogni dubbio sulla reale efficacia delle lampade di crescita a LED ed essere di aiuto a chi, come me, ha intenzione costruirle e di sperimentarle in coltivazioni indoor.</p>
<p><a href="http://www.actionmutant.net/coltivazione/lampade-di-crescita-a-led/led-per-illuminare-colture-nello-spazio/"><em>dal blog actionmutant.net</em></a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1253"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il fattore di potenza nelle colture indoor</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[notifiche]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L'articolo Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l'importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor è disponibile anche in pdf
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="power factor" src="http://www.italgrow.com/files/ITALGROW_Files/Foto/9272_592491165416.BMP" alt="" width="150" height="187" />E&#8217; disponibile nell&#8217;<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/download/" target="_blank">area download</a> il pdf dell&#8217;articolo &#8216;Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l&#8217;importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor&#8217;, realizzato in collaborazione con Italgrow.</p>
<p>Si tratta di un interessante approfondimento realizzato in seguito alla visita alla fabbrica cinese che assembla le lampade compatte distribuite poi in Europa (da cui il video in questo stesso post).</p>
<p>Il confronto con gli esperti e le analisi effettuate sulle lampade portate come campione hanno condotto ad una serie di migliorie tecniche destinate a migliorare senz&#8217;altro il livello qualitativo delle produzioni dei prossimi anni.</p>
<p>Per leggere online l&#8217;articolo <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">CLICCA QUI</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Phytolite, compatte fluorescenti rivoluzionate</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
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		<description><![CDATA[Le lampade per l'illuminazione orticola indoor Phytolite, fluorescenti compatte di nuova generazione, sono state migliorate dal produttore. Phytolite garantisce un giardinaggio in interni economico e ad alta resa.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[comunicazione aziendale]<a rel="attachment wp-att-1219" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/16/phytolite-compatte-fluorescenti-rivoluzionate/banner_phytolite_mini/"><img class="alignright size-full wp-image-1219" title="banner_phytolite_mini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/banner_phytolite_mini.jpg" alt="banner_phytolite_mini" width="236" height="136" /></a></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">A partire da   agosto 2009 la qualità dei prodotti Phytolite è stata   radicalmente migliorata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PCB CIRCUIT   DESIGN</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">La parte   elettronica è stata radicalmente modificata allo scopo di   raggiungere standard tecnici elevati ed a meglio soddisfare i   requisiti CE. A fine di questa comunicazione potrete vedere i   files grafici relativi al vecchio e nuovo disegno della scheda   elettronica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span id="more-1218"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">QUALITY   CONTROL</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Abbiamo   fortificato il processo di controllo in ogni stadio di   lavorazione delle lampade.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Adesso la “aging   line” cioè la linea di prova in cui OGNI LAMPADA viene montata e   testata per alcune, è stata estesa. Alcune componenti come tubi   in vetro, semiconduttori, ((triodes e diodes), condensatori   ballast coils, sono stati sostituiti con prodotti di qualità   superiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">PACKING   MATERIALS</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Gli imballi di   ogni singola lampada sono stati migliorati sostituendo il cartone   corrugato, prima di tipo “E” con l&#8217;attuale tipo “F” la resistenza   e finitura dello stesso e&#8217; adesso maggiore. Anche il polistirolo   interno è stato migliorato: ora i bulbi sono perfettamente fermi   all&#8217;interno del polistirolo e non producono alcun suono di   agitati. Questo decrementerà i problemi dovuti a rotture da   trasporto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">GARANZIA: come   sempre i prodotti Phytolite sono coperti da piena garanzia   (eccetto visibili danni da trasporto o da cattivo uso da parte   dell&#8217;utente).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">POWER FACTOR:   0,97</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">UTILIZZARE   PRATICAMENTE TUTTA L&#8217;ENERGIA PAGATA,TRASFORMANDOLA IN   PAR.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Vuoi saperne di più? Leggi l&#8217;articolo completo sul <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">Power Factor</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left">Visita il sito per conoscere l&#8217;intera gamma dei prodotti <a href="http://www.phytolite.com" target="_blank">Phytolite</a>.</p>
<p>Vuoi sapere come vengono fabbricate le lampade fluorescenti compatte? Guarda il video!</p>
<p><object width="500" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"></embed></object></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Se vuoi inviare le tue comunicazioni aziendali contattaci all&#8217;indirizzo redazione@giardinaggioindoor.it</em></span></p>
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		</item>
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		<title>Vecchie lampadine e raccolta RAEE</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/07/vecchie-lampadine-e-raccolta-raee/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vecchie-lampadine-e-raccolta-raee</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 11:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2009 inizia anche in Italia la limitazione sull'acquisto di lampadine ad incandescenza, purtroppo il sistema RAEE di smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici è stato applicato solo parzialmente e c'è il rischio che i vecchi bulbi vadano a finire nella spazzatura.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti avranno letto, dal primo di Settembre le vecchie lampadine ad incandescenza da 100w vanno definitivamente fuori legge.<a rel="attachment wp-att-1190" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/07/vecchie-lampadine-e-raccolta-raee/lampadina/"><img class="alignright size-full wp-image-1190" style="margin: 4px;" title="lampadina" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/lampadina.jpg" alt="lampadina" width="219" height="165" /></a></p>
<p>E&#8217; quindi permesso ai negozianti smaltire le rimanenze, ma non potranno acquistarne di nuove, favorendo invece la diffusione di alogene e fluorescenti a risparmio energetico. Il divieto di commercializzazione definitivo di questi dispendiosi e poco ecologici bulbi è previsto per il 2011, insieme a quella degli elettrodomestici di classe inferiore alla A.</p>
<p>Partito non proprio sotto i migliori auspici a causa di vari pasticci legislativi fra il governo Prodi e quello Berlusconi negli anni 2007-2008-2009, il decreto europeo è finalmente definitivo, nero su bianco, anche in Italia.</p>
<p>Tutto bene quindi? Beh, no.</p>
<p><span id="more-1189"></span></p>
<p>Le lampadine ad incandescenza sono RAEE, ovvero  rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. I RAEE  rappresentano una delle tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (crescono con un tasso del 3-5% annuo, tre volte superiore ai rifiuti normali). Sono considerati pericolosi per il loro contenuto di elementi tossici e persistenti, che rappresentano un rischio per l’ambiente e la salute umana nelle varie fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.</p>
<p>Nello specifico i bulbi ad incandescenza contengono piccole quantità di mercurio, e per essere sicuri che lo smaltimento proceda per il meglio è entrato in vigore (anche questo in maniera rocambolesca) nel 2005 il decreto legislativo 151, che impone un ecocontributo RAEE (quindi da applicarsi a tutti i rifiuti elettrici ed elettronici) di 22 centesimi e una trafila da seguire.</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p></p>
<p>L'utente infatti dovrebbero rivolgersi al proprio negoziante che, a fronte dell'acquisto di un nuovo prodotto equivalente, ritirerebbe l'usato. Il viaggio del vecchio apparecchio elettronico proseguirebbe poi verso il punto di raccolta cittadino messo a disposizione del Comune e d infine al produttore stesso.</p>
<p>Il  produttore, senza lucro e forte dei 22 centesimi a pezzo che gli si tributano, si occuperebbe di riciclare il riciclabile e smaltire il resto adeguatamente.</p>
<p>Purtroppo il sistema è inceppato da terribili lungaggini burocratiche e maneggi sul decreto in questione, che  paralizzano di fatto l'obbligo di ritiro dei negozianti, facendo invece ricadere  sul cittadino l'onere di recarsi personalmente ai punti di raccolta a consegnare i rifiuti.</p>
<p>Ovviamente questo non incoraggia ad un coscienzioso comportamento ecologicamente etico l'uomo della strada che, sebbene obbligato dalla legge ad un corretto smaltimento, spesso preferisce uno sbrigativo abbandono. Per sapere dove sono i Centri di Raccolta, richiedere il ritiro degli oggetti, o per altre informazioni è possibile contattare il <a href="http://www.cdcraee.it/GetHome.pub_do?id=402881ae2015686d012018da02ac0009" target="_blank">centro di coordinamento raee</a> telefonando al numero verde 800-9031146 o via mail scrivendo a <a href="mailto:info@cdcraee.it">info@cdcraee.it</a>.</p>
<p><a href="http://www.cdcraee.it/GetPage.pub_do?id=402882a122795254012279a416f11be3" target="_blank">Qui</a> invece trovate un pdf che chiarisce come è strutturato il sistema di ritiro e trattamento dei RAEE in Italia, sebbene in maniera un po' ottimistica.</p>
<p>In conclusione, nonostante <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/01/greenpeace-lancia-il-sito-per-lelettronica-verde/" target="_blank">le iniziative ecologiche</a> intraprese ad oggi gli italiani pagano un contributo per un servizio inefficiente.</p>
<p>Ma la parte peggiore è ovviamente che in Italia il corretto smaltimento di pericolosi rifiuti, regolamentato nel resto d' Europa (la UE ha iniziato a dedicarsi al prodlema dei RAEE nel 2002) , sembra affidato al caso e alla buona volontà, in un turbine di disorganizzazione, con buona pace del concetto di responsabilità estesa e condivisa che dovrebbe affiancare il vecchio "chi inquina paga" nelle intenzioni della Normativa Europea per lo smaltimento dei rifiuti tecnologici.</p>
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