Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l’autosufficienza e l’iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.
Roma, 27 apr. – (Adnkronos) – Salira’ ancora la percentuale di rifiuti elettrici e elettronici che non finiscono in discarica ma sono avviati verso il
riciclo: e’ infatti in arrivo in tempi brevissimi, entro i primi venti giorni di maggio, il decreto ‘uno contro uno’ che di fatto consente a chi acquista un nuovo apparecchio di lasciare al negoziante il vecchio evitando al consumatore di avviarsi alle ‘isole ecologiche’ messe a disposizione dei Comuni per disfarsi di quello che ormai, a tutti gli effetti, e’ un rifiuto elettronico.
Secondo quanto apprende l’ADNKRONOS, infatti, il decreto attuativo messo a punto dal ministero dell’Ambiente e che ‘attua’ quanto previsto dal decreto 151 del 2005, e’ attualmente all’attenzione della Corte dei Conti per la registrazione, dopo aver ricevuto l’assenso degli altri ministeri interessati.
Sebbene esistano in commercio ottimi prodotti che forniscono uno spettro luminoso adatto alla coltivazione delle piante, nessuna lampada riproduce esattamente la luce del sole.
E’ importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.
Cosa serve?
Un impianto standard necessita di un ballast (alimentatore) che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un riflettore per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un timer per la temporizzazione dell’illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.
Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.
Come funzionano ?
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri. La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.
Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).
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Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.
Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte, si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.
Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.
Ho trovato del materiale molto interessante negli archivi della “American Society for Gravitational and Space Biology” ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:
E’ disponibile nell’area download il pdf dell’articolo ‘Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l’importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor’, realizzato in collaborazione con Italgrow.
Si tratta di un interessante approfondimento realizzato in seguito alla visita alla fabbrica cinese che assembla le lampade compatte distribuite poi in Europa (da cui il video in questo stesso post).
Il confronto con gli esperti e le analisi effettuate sulle lampade portate come campione hanno condotto ad una serie di migliorie tecniche destinate a migliorare senz’altro il livello qualitativo delle produzioni dei prossimi anni.
Per leggere online l’articolo CLICCA QUI.
A partire da agosto 2009 la qualità dei prodotti Phytolite è stata radicalmente migliorata.
PCB CIRCUIT DESIGN
La parte elettronica è stata radicalmente modificata allo scopo di raggiungere standard tecnici elevati ed a meglio soddisfare i requisiti CE. A fine di questa comunicazione potrete vedere i files grafici relativi al vecchio e nuovo disegno della scheda elettronica.
Come molti avranno letto, dal primo di Settembre le vecchie lampadine ad incandescenza da 100w vanno definitivamente fuori legge.
E’ quindi permesso ai negozianti smaltire le rimanenze, ma non potranno acquistarne di nuove, favorendo invece la diffusione di alogene e fluorescenti a risparmio energetico. Il divieto di commercializzazione definitivo di questi dispendiosi e poco ecologici bulbi è previsto per il 2011, insieme a quella degli elettrodomestici di classe inferiore alla A.
Partito non proprio sotto i migliori auspici a causa di vari pasticci legislativi fra il governo Prodi e quello Berlusconi negli anni 2007-2008-2009, il decreto europeo è finalmente definitivo, nero su bianco, anche in Italia.
Tutto bene quindi? Beh, no.
Come spiegato sul sito www.etisa.com, la compagnia ETI inizió della sua attivitá nel 1964, come fabbricante di reattori e componenti associati alla illiuminazione.
L’obbiettivo perseguito è quello dell’innovazione nei prodotti e nella tecnologia applicata.
Sviluppo e ricerca sono quindi il punto forte di una compagnia in continua crescita.
ETI produce integralmente tutti i suoi prodotti con un alto livello di automazione nel processo industriale ed in conformitá alle norme internazionali ISO 9001:2000
Il laboratorio interno permette di effettuare i test necessari per le certificazioni AENOR e ENEC.
E’ noto come sia assolutamente necessario mantenere alcuni fattori ambientali sotto controllo nella coltivazione indoor.
Vediamo come gestirli al meglio per avere risultati di assoluta eccellenza ed ottenere il massimo dalla nostra coltivazione.
Durante la fase di crescita è bene che le ore di luce quotidiane siano 18-20. All’avvio della fioritura bisogna passare drasticamente a 12 ore, per simulare l’arrivo dell’autunno.
Dopo circa tre settimane di fioritura si potrà aggiungere un quarto d’ora di luce ogni 2 giorni, per arrivare a 13 ore di luce alla fine della terza settimana di fioritura. Questo, sebbene in natura le ore diurne vadano calando e non aumentando, è un piccolo trucco che permetterà di accelerare i tempi di raccolta.
E’ fondamentale però non esagerare e non superare le 13 ore, pena lo stress della pianta e un sicuro peggioramento delle sue condizioni generali.













