Manutenzione del sistema idroponico

pulire-sistema-idroponicoQualunque sia la tecnica di coltivazione l’igiene è sempre fondamentale.
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l’accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.
Le operazioni di svuotamento dell’impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:

-il tubo che dalla pompa porta all’impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.

-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l’acqua defluisce grazie alla forza di gravità.

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Tabella guida alla coltivazione indoor

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Tempo addietro avevamo redatto in collaborazione con lo staff di Italgrow una tabella riassuntiva dei principali parametri da considerare nella coltivazione indoor.
Predisponendo una serie di sezioni principali (Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica) riproponiamo a grande richiesta  la più semplice delle guide per il neofita e non solo, in grado di fornire un prima panoramica e una serie di risposte alle più comuni domande: che portata dovrebbe avere il mio aspiratore? Cos’è un regolatore di giri? A che distanza dalle lampade devono stare le piante? Come gestisco ph ed EC? Quando va utilizzato uno stimolatore radicale? Qual’è in pratica la differenza tra i vari substrati e quale formato è idoneo alla mia situazione?

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Nella vecchia fattoria (idroponica)

A Tampa, Florida, un grosso complesso di serre idroponiche offre un servizio interessante: forte della produzione di oltre 150.000 piante idroponiche, per lo più ortaggi, propone visite guidate, corsi di cucina e alimentazione, lezioni di botanica per i bambini.

Unitamente al lato educativo c’è ovviamente quello prettamente commerciale, con la vendita al pubblico di cesti di verdura in diversi formati e con la possibilità di raccogliere da se’ i prodotti. L’allestimento delle serre, dicono, garantisce che non sarà necessario chinarsi o inginocchiarsi per raggiungere i frutti.

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Thanet Earth, gigante idroponico

Thanet Earth è un progetto di dimensioni ciclopiche avviato nel Regno Unito.
La più monumentale e tecnologicamente avanzata serra destinata alla coltivazione idroponica mai concepita si trova sull’isola di Thanet, in Kent, e impiega una superficie di vetro pari ad 80 campi da calcio.

L’obbiettivo è coltivare insalata utilizzando tecnologie all’avanguardia per creare un sistema produttivo idroponico totalmente eco-compatibile.
Il costo dichiarato del Thanet Earth è di 80 milioni di sterline, solo per rendere operativa la struttura, che appartiene per il 50% alla compagnia leader nel settore delle produzioni orticole Fresca.
Il restante 50% appartiene ad altre note marche specializzate nella coltivazione di insalate ed ortaggi: Kaaij Redstar, Raimbow Growers e A&A.
Questo investimento renderà a questi giganti del mercato un rientro sia in immagine e pubblicità che in termini di qualità e prezzo del prodotto, che dovrà rappresentare lo stato dell’arte della verdura idroponica ai costi più abbordabili.
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Ossigenazione delle piante e temperatura

A volte ci si sente chiedere se non sarebbe utile un supplemento di ossigeno per le piante rinchiuse nella growroom, oltre al biossido di carbonio (o anidride carbonica).

Ebbene, no.
Durante la fotosintesi infatti le piante liberano naturalmente ossigeno in abbondanza, cosicchè l’aria ne è satura. Le radici invece assorbono l’ossigeno necessario direttamente dal medium, che sia terra o acqua: in quest’ultimo caso è bene ricordare sempre che la quantità di ossigeno presente nella nostra soluzione nutriente dipende molto dalla temperatura.

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Uva idroponica

Nuovo importante progetto di ricerca finanziato al gruppo di ricercatori dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Il Ministero delle politiche agricole ha ammesso a finanziamento il progetto di ricerca e sperimetnazione presentato da un giovane agricoltore di Noicattaro, in provincia di Bari, che per i prossimi tre anni studierà nuove tecniche senza suolo per la produzione di uva da tavola.

Coltivazione idroponica dell’uva da tavola: potenzialità per il futuro della coltura”. E’ questo il titolo del progetto presentato da un giovane imprenditore di Noicattaro (Bari) che è stato ammesso a finanziamento dal Ministero delle politiche agricole alimentali e forestali (MIPAAF). Il progetto di ricerca e sperimentazione sarà seguito dal gruppo di ricerca dell’Azienda Sperimentale “La Noria”. Read more…

Ortobotanica idroponica in pillole

di J.Lewis

Le rose
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.
Innanzitutto l’acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.
In caso di coltivazione indoor la formula d’illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l’alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l’ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene spesso cresciuta in impianti su larga scala all’interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia). Read more…

Idroponica: grandi professionisti crescono

Si svolgerà a Settembre un interessante seminario che coniuga un soggiorno piacevole con la conoscenza dell’idroponica e dei nuovi prodotti, in special modo gli innovativi  idro-biologici ( o bioponici ), affacciatisi da poco sul mercato.
Tutto questo proposto da General Hydroponics Europe nell’incantevole cornice del sud ovest della Francia, che offre panorami intensi e ottima cucina.
Sarà presente in veste di relatore William Texier: direttore delle serre, chimico con una particolare conoscenza nel campo della nutrizione delle piante, esperto di chiara fama con oltre vent’anni di esperienza nel settore, nonché creatore della bioponia. Read more…

Fitodepurazione

Fitodepurazione in impianti di acquacoltura: studi preliminari in allevamenti di trota iridea (Oncorhynchus mykiss) in Veneto
di Borin M. , Tocchetto D.

Introduzione

In Italia gran parte delle specie ittiche da allevamento, quali trote, anguille, spigole, orate ma anche pesci gatto e storioni, provengono da impianti di allevamento di tipo intensivo. Nell’allevamento intensivo è di fondamentale importanza la somministrazione di alimentazione di tipo artificiale, con formulazioni adatte alle specie allevate ed in grado di ottimizzare la quantità di prodotto distribuito con la crescita del pesce. Read more…

Tetti verdi

E’ difficile coniugare la necessità di spazi verdi con le esigenze pratiche e le dinamiche di una città: una valida soluzione è lo sviluppo di giardini pensili, che oltre a contribuire a migliorare la qualità della vita affascino con la loro versatile bellezza gli architetti in cerca di innovazione.

Per capire al meglio come sia possibile la realizzazione di questi utili complementi dell’urbanistica, diamo un’occhiata da vicino ad un sistema brevettato da Perlite Italiana, azienda presente sul mercato dal 1915, e conosciuto col nome di Perligarden.

Si tratta di un sistema tutto italiano concepito per affrontare l’aspetto agronomico, edilizio, decorativo e paesaggistico.
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