HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.
L'orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio
Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.
Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.
Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.
Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne’ molto denaro?
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.
Un sistema idroponico casalingo semplice e d’effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo.
Facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l’occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario.
Variando un po’ i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po’ di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass.
La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca.
Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell’apparato radicale.
Il ‘secchio idroponico’ Hydrobucket è un idrosistema fai-da-te pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.
Il design è pensato per essere il più semplice possibile e per consentire l’impiego del minor numero di parti.
Inoltre non richiede particolari abilità per l’assemblamento ed è economico.
Strumenti
- le tue mani
- un taglierino
- un metro
- un pennarello
Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it
Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.
Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante. Read more…
Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.
TAPPARE I TUBI
Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.
Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione. Read more…
Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!
Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.
Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.
Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande! Read more…
Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.
Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.
Windhoek, 10 febbraio 2009 - L’associazione Terre des hommes Italia ha donato sessanta nuove tavole idroponiche ad altrettante famiglie in difficoltà residenti nelle zone più povere di Windhoek, capitale della Namibia.
Queste tavole, finanziate dall’Ambasciata statunitense, sono sistemi idroponici semplificati che permettono di coltivare in spazi ristretti e con materiali disponibili in loco diverse verdure, soprattutto a foglia larga.
Il programma esiste già da diversi anni e permette di migliorare la dieta, soprattutto dei bambini, senza incidere ulteriormente sui magri bilanci.
Ad ogni nucleo famigliare, spesso composto da giovanissimi e nonni a causa del dilagare dell’ AIDS nel Paese, viene fornita oltre al materiale e ai semi la formazione necessaria per gestire in autonomia il proprio orto suburbano.
La scelta dell’idroponica è ricorrente in questo tipo di progetti per il risparmio idrico che offre e per la possibilità di utilizzare anche materiali riciclati per allestire impianti funzionali.
Inoltre bastano pochissime conoscenze specifiche e un minimo di cure quotidiane per ottenere abbondanti raccolti più volte all’anno; le coltivazioni possono essere seguite da bambini o anziani.