Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)

sistema idroponico fai da tedi Nathan Williams.

Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.

TAPPARE I TUBI

Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.

Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione.
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Idroponica: un sistema casalingo (parte 1)

sistema_idroponico_casalingodi Nathan Williams.

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!

Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.

Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.

Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande!
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Idroponica semplificata, il video

Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.

Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.

Idroponica semplificata in Namibia

Windhoek, 10 febbraio 2009 - L’associazione Terre des hommes Italia ha donato sessanta nuove tavole idroponiche ad altrettante famiglie in difficoltà residenti nelle zone più povere di Windhoek, capitale della Namibia.

Queste tavole, finanziate dall’Ambasciata statunitense, sono sistemi idroponici semplificati che permettono di coltivare in spazi ristretti e con materiali disponibili in loco diverse verdure, soprattutto a foglia larga.

Il programma esiste già da diversi anni e permette di migliorare la dieta, soprattutto dei bambini, senza incidere ulteriormente sui magri bilanci.
Ad ogni nucleo famigliare, spesso composto da giovanissimi e nonni a causa del dilagare dell’ AIDS nel Paese, viene fornita oltre al materiale e ai semi la formazione necessaria per gestire in autonomia il proprio orto suburbano.

La scelta dell’idroponica è ricorrente in questo tipo di progetti per il risparmio idrico che offre e per la possibilità di utilizzare anche materiali riciclati per allestire impianti funzionali.
Inoltre bastano pochissime conoscenze specifiche e un minimo di cure quotidiane per ottenere abbondanti raccolti più volte all’anno; le coltivazioni possono essere seguite da bambini o anziani.

Orto idroponico fai da te

di Giordano Mariani

Cosa significa orto idroponico.

L’idroponia è una tecnica “fuori suolo” in cui in sostituzione del terreno agrario viene utilizzata una soluzione nutritiva ed un substrato inerte.
Con questa tecnica è possibile ottenere una produzione maggiore a parità di superficie coltivata; inoltre può essere impiegata come alternativa in qualsiasi luogo in cui, per motivi di scarsa fertilità del suolo, non è possibile utilizzare metodi di agricoltura tradizionali.
È possibile fare agricoltura idroponica utilizzando diverse tecniche; abbiamo scelto di applicare la tecnica a “radice flottante” e la tecnica a “substrato inerte” perché per noi più semplici ed economiche.

Il manuale “La Huerta Hidroponica Popular”

Il desiderio di dare vita ad una sperimentazione della tecnica idroponica applicata in contesti sociali nasce in seguito alla conoscenza di esperienze realizzate dalla FAO in America Latina. In particolare abbiamo seguito i consigli suggeriti nel manuale “La Huerta Hidroponica Popular” pubblicato dalla FAO, in cui venivano presentate delle tecniche semplificate che illustravano la costruzione di piccoli orti domestici proponendo una metodologia che fosse utilizzabile anche da persone prive di conoscenze agronomiche. Inoltre questo sistema di coltivazione non richiedeva l’investimento di grosse somme di denaro poiché si utilizzava materiale di riciclaggio e manodopera familiare. Read more…

Idroponica per la Colombia

Salute e Sviluppo (SeS) è un’organizzazione no profit apolitica di volontariato fondata nel 1996, che opera nelsalutesviluppo logo campo della salute e dello sviluppo in collaborazione diverse associazioni ed enti.
Impegnata in Africa, Asia e America del Sud con diversi progetti di cooperazione allo sviluppo in campo socio-sanitario, ma anche agricolo ed edilizio, è riconosciuta come Onlus e come ONG.
Le iniziative promosse sono caratterizzate da un approccio formativo mirato a garantire l’autosufficienza, tramite l’educazione allo sviluppo e la sensibilizzazione; inoltre vengono portati avanti progetti di sostegno a distanza e di organizzazione di un volontariato professionalizzato e concreto.
Fra gli interventi in corso troviamo il PROGETTO COLOMBIA 2005-2006, che ha come scopo la formazione di personale addetto alla produzione e alla gestione di ortaggi in idroponica, con lo scopo ultimo di contribuire all’economia e al benessere locale.

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Idroponica contro la fame nel mondo

Si tratta di un progetto, partito nel 2002, supportato da diverse associazioni e produttori indipendenti, che si propone di portare ai i popoli dei Paesi in via di sviluppo le conoscenze e gli strumenti per rendersi autonomi attraverso l’uso sistemi idroponici semplici e pratici, in modo da produrre cibo sano e abbondante.
Gli strumenti concepiti per questo programma non prevedono l’uso di elettricità, o di strumenti sofisticati, e nemmeno di fertilizzanti chimici: vengono invece adattati alle risorse locali come bat-guano, worm casting, bamboo, fibra di cocco, sabbia. Read more…