Costruire un sistema idroponico semplificato

di Tool Using Animal

costruire un sistema idroponicoRealizzare una sorta di giardino idroponico alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con materiali di riciclo?
Possibile.

Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l’occhio.

Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere Ebb & Flood.
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.

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Idroponica sul balcone di casa (parte uno)

Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it

idroponica in casaQuando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.

Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante.
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Idroponica a scuola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell’esempio di idroponica semplificata:

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Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)

sistema idroponico fai da tedi Nathan Williams.

Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.

TAPPARE I TUBI

Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.

Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione.
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Idroponica: un sistema casalingo (parte 1)

sistema_idroponico_casalingodi Nathan Williams.

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!

Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.

Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.

Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande!
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Idroponica semplificata, il video

Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.

Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.

Idroponica semplificata in Namibia

Windhoek, 10 febbraio 2009 - L’associazione Terre des hommes Italia ha donato sessanta nuove tavole idroponiche ad altrettante famiglie in difficoltà residenti nelle zone più povere di Windhoek, capitale della Namibia.

Queste tavole, finanziate dall’Ambasciata statunitense, sono sistemi idroponici semplificati che permettono di coltivare in spazi ristretti e con materiali disponibili in loco diverse verdure, soprattutto a foglia larga.

Il programma esiste già da diversi anni e permette di migliorare la dieta, soprattutto dei bambini, senza incidere ulteriormente sui magri bilanci.
Ad ogni nucleo famigliare, spesso composto da giovanissimi e nonni a causa del dilagare dell’ AIDS nel Paese, viene fornita oltre al materiale e ai semi la formazione necessaria per gestire in autonomia il proprio orto suburbano.

La scelta dell’idroponica è ricorrente in questo tipo di progetti per il risparmio idrico che offre e per la possibilità di utilizzare anche materiali riciclati per allestire impianti funzionali.
Inoltre bastano pochissime conoscenze specifiche e un minimo di cure quotidiane per ottenere abbondanti raccolti più volte all’anno; le coltivazioni possono essere seguite da bambini o anziani.

Substrati: la fibra di cocco

fibra di cocco

La fibra di cocco è un substrato diffuso e molto valido sia come ammendante del terreno che come medium di coltivazione: è impiegato nel florivivaismo professionale, in floricoltura, in orticoltura, nella preparazione di tappeti erbosi, nel giardinaggio hobbystico.

E’ ottenuta attraverso la spazzolatura dello strato esterno della noce di cocco, ed è disponibile sul mercato in diversi formati e tipologie, in una pezzatura che varia da frammenti di pochi millimetri a lunghe fibre, venduto in sacchi, mattoni, pani o lastre: se acquistato in forma compressa necessita di essere lasciato in ammollo prima dell’uso. Read more…

L’ABC dell’idroponica

I vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta.
Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia o la perlite.

Attraverso un sistema di gocciolatori e canalette, l’acqua fertilizzata viene fatta circolare in maniera da eliminarne ogni spreco, e sebbene di al non addetto ai lavori questo possa sembrare un piccolo risparmio, si parla in realtà di erogazione idrica dimezzata.

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