Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.
TAPPARE I TUBI
Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.
Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione. Read more…
Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!
Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.
Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.
Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande! Read more…
Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.
Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.
Windhoek, 10 febbraio 2009 - L’associazione Terre des hommes Italia ha donato sessanta nuove tavole idroponiche ad altrettante famiglie in difficoltà residenti nelle zone più povere di Windhoek, capitale della Namibia.
Queste tavole, finanziate dall’Ambasciata statunitense, sono sistemi idroponici semplificati che permettono di coltivare in spazi ristretti e con materiali disponibili in loco diverse verdure, soprattutto a foglia larga.
Il programma esiste già da diversi anni e permette di migliorare la dieta, soprattutto dei bambini, senza incidere ulteriormente sui magri bilanci.
Ad ogni nucleo famigliare, spesso composto da giovanissimi e nonni a causa del dilagare dell’ AIDS nel Paese, viene fornita oltre al materiale e ai semi la formazione necessaria per gestire in autonomia il proprio orto suburbano.
La scelta dell’idroponica è ricorrente in questo tipo di progetti per il risparmio idrico che offre e per la possibilità di utilizzare anche materiali riciclati per allestire impianti funzionali.
Inoltre bastano pochissime conoscenze specifiche e un minimo di cure quotidiane per ottenere abbondanti raccolti più volte all’anno; le coltivazioni possono essere seguite da bambini o anziani.
La fibra di cocco è un substrato diffuso e molto valido sia come ammendante del terreno che come medium di coltivazione: è impiegato nel florivivaismo professionale, in floricoltura, in orticoltura, nella preparazione di tappeti erbosi, nel giardinaggio hobbystico.
E’ ottenuta attraverso la spazzolatura dello strato esterno della noce di cocco, ed è disponibile sul mercato in diversi formati e tipologie, in una pezzatura che varia da frammenti di pochi millimetri a lunghe fibre, venduto in sacchi, mattoni, pani o lastre: se acquistato in forma compressa necessita di essere lasciato in ammollo prima dell’uso. Read more…
I vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta.
Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia o la perlite.
Attraverso un sistema di gocciolatori e canalette, l’acqua fertilizzata viene fatta circolare in maniera da eliminarne ogni spreco, e sebbene di al non addetto ai lavori questo possa sembrare un piccolo risparmio, si parla in realtà di erogazione idrica dimezzata.