Idroponica: grandi professionisti crescono

Si svolgerà a Settembre un interessante seminario che coniuga un soggiorno piacevole con la conoscenza dell’idroponica e dei nuovi prodotti, in special modo gli innovativi  idro-biologici ( o bioponici ), affacciatisi da poco sul mercato.
Tutto questo proposto da General Hydroponics Europe nell’incantevole cornice del sud ovest della Francia, che offre panorami intensi e ottima cucina.
Sarà presente in veste di relatore William Texier: direttore delle serre, chimico con una particolare conoscenza nel campo della nutrizione delle piante, esperto di chiara fama con oltre vent’anni di esperienza nel settore, nonché creatore della bioponia. Read more…

Colture dall’acqua

L’Italia si sa, è il Paese del sole: fertile per definizione, granaio dell’Impero Romano, terra di ricche coltivazioni.
Tuttavia, se tali considerazioni potevano sembrare realistiche un tempo, al giorno d’oggi suonano improbabili a causa del mutato clima e dello spazio limitato e biologicamente poco sicuro disponibile per i campi; inoltre le esigenze del mercato si fanno sempre più pressanti e la competizione con prodotti di bassa fascia distribuiti a prezzi economici rende necessario un segnale distintivo forte e chiaro, che permetta di individuare a colpo sicuro gli ortaggi qualitativamente superiori, sani e affidabili. Read more…

Idroponica per l’acqua

Il mondo intero, indubitabilmente, si sta preoccupando per l’acqua.
Qualcuno lo fa, e sono molti, perché intravede possibilità di reddito, chi per pura coscienza ambientalista, chi perché non è soddisfatto delle caratteristiche di quella localmente distribuita e si costringe ad acquistarne e trasportarne per il proprio bisogno, e chi, soprattutto, perché non ne ha e mai ne ha avuta abbastanza.
In certe zone del mondo l’acqua è già terreno di scontro tra grandi aziende e popolazione, tra fazioni politiche avverse, fra intere etnie cronicamente minacciate dalla scarsità di questo prezioso elemento, fra freddi ed interessati uomini di governo, al soldo spesso di efficienti ed organizzatissimi mercanti odierni.
L’idroponica commerciale dovrà per forza crescere: difficile dire in che tempi, e con che risultati, ma dovrà diffondersi. Read more…

Pomodori idroponici fra i banchi di scuola

Quando si parla di Idroponica, magari con qualche “addetto ai lavori”, viene spesso ricordato come si tratti di una tecnica ancora poco sfruttata, soprattutto in Italia, e di quanto sarebbe utile una valorizzazione delle risorse offerte da un sistema tanto efficiente di produzione.

Il primo passo verso un corretto approccio al concetto di fuori suolo è la diffusione di una cultura di base, magari coniugata all’esperienza diretta: così si può comprendere in maniera semplice, naturale ed intuitiva il funzionamento di sistemi che possono sembrare ostici sulla carta ma che si basano su semplici meccanismi e leggi fisiche ben note.

E quale luogo al mondo è più indicato di una scuola, per divulgare informazione?

L’Idroponica diventa dunque materia di studio alla Scuola associata di Villacidro dell’Istituto Professionale Statale per l’agricoltura e l’ambiente “Cettolini” di Cagliari, situata a circa nove km dall’abitato, all’interno di un’azienda agraria interessata da diverse attività a fini economici e didattici (cerealicoltura, olivicoltura, serricoltura, frutticoltura, vivaismo, forestazione, giardinaggio). Read more…

Bioponia

una nuova visione della coltivazione idroponica
di Noucetta Kehdi

L’idroponia è diventata nei giorni nostri una pratica di coltivazione corrente, della quale i coltivatori riconoscono i numerosi vantaggi. Colpisce particolarmente la ricchezza e la qualità dei raccolti, ma anche l’azione positiva svolta in campo ecologico, grazie all’importante risparmio idrico e di concime che questo sistema consente, sul nostro pianeta dove l’acqua sta diventando un bene raro e l’inquinamento del terreno e delle falde freatiche è sempre più preoccupante. La tecnologia attira quindi l’attenzione dei coltivatori, che si pongono però una domanda ricorrente : l’idroponia è biologico ? Di fatto, non è l’idroponia, in quanto tale che deve essere o no biologica, poiché non è altro che una tecnica di coltivazione. Read more…

L’arte della coltivazione in interni

di William Texier

Durante gli ultimi 20 anni, i progressi nella tecnica della coltivazione indoor sono stati talmente notevoli da elaborare i primi prototipi nati per impiego industriale per ottenere sistemi idroponici dal prezzo e dalle dimensioni contenuti, idonei anche al semplice appassionato che potrà tranquillamente utilizzarli sul balcone, sulla veranda, oppure in casa davanti ad una finestra o sotto una luce artificiale.
Se lo spazio a disposizione è molto, non manca l’offerta di sistemi da serra, per permettere un ricco , sano e abbondante raccolto, da distribuire tra amici e conoscenti o da rivendere. Read more…

La misurazione dell’EC

di Christian Cantelli

La conducibilità elettrica o EC, acronimo dell’equivalente inglese electric conductivity, è un fattore fondamentale per il corretto sviluppo delle piante all’interno di un sistema idroponico automatizzato.

La conducibilità elettrica (EC) della soluzione nutriente per irrigare è espressa in siemens per centimetro (s/cm), millisimens per centimetro (ms/cm) oppure microsimens per centimetro (µS/cm). Read more…

Idroponica: la storia

radici nel sistema amazon nutriculture

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Con il termine “ idroponica” (dal greco coltivazione in acqua) si indica una tecnica agronomica che esclude il contatto delle radici con il terreno.

L’idroponica garantisce rispetto all’agricoltura tradizionale produzioni più ricche, costi minori, qualità controllata, risparmio di acqua e rispetto per l’ambiente.

E’ diffusa soprattutto in paesi, come l’Olanda, in cui vigono norme severe per impedire l’inquinamento delle falde idriche, e se ne sperimenta l’applicazione particolari contesti: nelle aree inquinate o radioattive (come Chernobyl),nelle zone aride dell’Africa, nella basi in Antartide e nelle missioni aerospaziali. Read more…

L’ABC dell’idroponica

I vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta.
Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia o la perlite.

Attraverso un sistema di gocciolatori e canalette, l’acqua fertilizzata viene fatta circolare in maniera da eliminarne ogni spreco, e sebbene di al non addetto ai lavori questo possa sembrare un piccolo risparmio, si parla in realtà di erogazione idrica dimezzata.

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