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	<title> &#187; idroponia</title>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2008/04/22/acquaponica-australiana/' rel='bookmark' title='Acquaponica australiana'>Acquaponica australiana</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/' rel='bookmark' title='Foraggio idroponico'>Foraggio idroponico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/06/28/manutenzione-del-sistema-idroponico/' rel='bookmark' title='Manutenzione del sistema idroponico'>Manutenzione del sistema idroponico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1384"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Misurare il grado di acidità (pH)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misurazione del pH]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore del pH (o grado di acidità) nelle coltivazioni indoor, soprattutto idroponiche. Come misurarlo e come regolarlo.
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2006/11/21/larte-della-coltivazione-in-interni/' rel='bookmark' title='L&#8217;arte della coltivazione in interni'>L&#8217;arte della coltivazione in interni</a></li>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1371" class="wp-caption alignleft" style="width: 302px"><a title="radici sane in idroponica" rel="attachment wp-att-1371" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/misurare-il-grado-di-acidita-ph/racines-dps-a/"><img class="size-full wp-image-1371 " style="margin: 4px;" title="redici sane in idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/racines-DPS-A.jpg" alt="radici sane in idroponica" width="292" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>In sistemi a ricircolo il valore del pH andrebbe rilevato su base giornaliera, poiché le variazioni nella soluzione nutritiva apportate dalle piante stesse possono causare fluttuazioni importanti.<br />
In ogni caso, è indispensabile la misurazione ogniqualvolta vengano aggiunti dell&#8217;acqua o dei fertilizzanti.</p>
<p>Per mantenere l&#8217;acidità stabile si può ricorrere all&#8217;uso di nutrienti che offrano un “<a href="http://italgrow.com/correzione_ph_ph_down_con_tamponi_1l_product-97-177.aspx" target="_blank">effetto cuscinetto” o buffer</a>, e ad una regolazione della temperatura (inferiore ai 30 gradi) e dell&#8217;umidità (superiore al 50%)  tale da ridurre l&#8217;eccessiva evaporazione.</p>
<p>Per effettuare la misurazione si procederà, come per l&#8217;EC, a mescolare bene la soluzione e a prelevare un campione con un contenitore pulito.<br />
E&#8217; bene non effettuare misurazioni subito dopo l&#8217;aggiunta di fertilizzanti o regolatori dell&#8217;acidità.</p>
<p><span id="more-1370"></span>A questo punto si può optare per un <a href="http://italgrow.com/ph_ph_test_manuale_product-60-520.aspx" target="_blank">tester manuale</a> o uno elettronico.</p>
<p>Il tester manuale è molto semplice: basterà riempire la provetta che troverete nella confezione con il vostro campione, versare alcune gocce di reagente e aspettare alcuni secondi.<br />
L&#8217;acqua si colorerà assumendo una tinta variabile tra il giallo (pH basso) e il blu (pH alto) passando per l&#8217;arancio, il rosso e il verde.<br />
Sarà sufficiente accostare la provetta alla scala cromatica fornita per stabilire il valore del pH.<br />
Si tratta di un sistema facile, veloce ed economico, ma non molto accurato. Molte persone inoltre hanno problemi nel distinguere con chiarezza i colori.</p>
<p>Il <a href="http://italgrow.com/ph_cat-60.aspx" target="_blank">tester elettronico</a> si presenta simile a quello per l&#8217;EC. Anche qui dovremo calibrare lo strumento, tarandolo con l&#8217;ausilio di due buste di liquido a pH bilanciato.<br />
L&#8217;elettrodo andrà immerso prima nell&#8217;una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluz_calibrante_ph4_busta_20ml_product-95-522.aspx" target="_blank">(pH 4)</a> e tarato, poi sciacquato con acqua distillata e immerso <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluz_calibrante_ph7_busta_20ml_product-95-523.aspx" target="_blank">nella seconda busta (pH 7</a>), quindi tarato nuovamente. Segue un secondo risciacquo.<br />
Ora lo strumento è pronto, e basterà immergerlo nel campione di soluzione per ottenere la misurazione.</p>
<p>Solitamente l&#8217;acqua tende ad essere alcalina. In ogni caso sarà sufficiente l&#8217;aggiunta di prodotti appositi <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">(pH down e pH up) </a>per portarla ai valori ottimali (5-6, per la maggior parte delle piante).</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1370"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Misurazione dell&#8217;EC, PPM e TDS in idroponica</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/misurazione-dellec-ppm-tds-in-idroponica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=misurazione-dellec-ppm-tds-in-idroponica</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[idroponia]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione dell'ec]]></category>
		<category><![CDATA[no soil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giardinaggioindoor.it/?p=1366</guid>
		<description><![CDATA[misurazione dell'EC (elettroconduttività) in idroponica, e spiegazione del significato di PPM e TDS.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1367" style="margin: 4px;" title="acqua" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg" alt="acqua" width="240" height="180" /></a>Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.</p>
<p>In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all&#8217;alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.<br />
Per mantenere stabile e sotto controllo l&#8217;equilibrio della soluzione è necessario <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a> o conduttività.</p>
<p>Questo valore è l&#8217;unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell&#8217;acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.<br />
Per <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">rilevare l&#8217;EC</a> si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.</p>
<p><span id="more-1366"></span>Questo strumento va prima di tutto calibrato, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;apposito liquido bilanciati che ne permette la taratura. In sintesi sarà sufficiente immergere l&#8217;elettrodo in una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluzione_calibrante_ec_1_413_500ml_product-95-944.aspx" target="_blank">soluzione a EC calibrato a 1,43 mS</a> e impostare lo strumento, come specificato sulle istruzioni, premendo semplicemente un tasto.</p>
<p>Una volta effettuata questa operazione l&#8217;elettrodo va sciacquato in acqua distillata, così come dopo ogni misurazione.<br />
Si potrà poi procedere a mescolare la soluzione e a prelevare un campione utilizzando un contenitore ben pulito.<br />
Il valore di EC va monitorato con particolare attenzione nei sistemi a ricircolo, anche se la maggior parte delle piante ha una tolleranza piuttosto elevata.</p>
<p>Il valore di EC consigliato va elevandosi a seconda dello stadio di crescita, a causa delle differenti esigenze ( 0.6 -1 per talee e piantine, 1.5 – 3 fase vegetativa, 1.5 -2.5 per la fioritura).</p>
<p>Le unità di misura utilizzate nella misurazione della conduttività sono varie ed è indispensabile badare a quale viene fatto riferimento se vogliamo seguire ad esempio il valore consigliato sulle etichette dei fertilizzanti.</p>
<p>Troviamo infatti:<br />
mS, ovvero milli-siemens per centimetro<br />
µS , ovvero micro-siemens per centimetro<br />
ppm , ovvero parti per milione. Questa unità si usa per stabilire il valore TDS, ovvero la quantità totale di sali dissolti. I misuratori che se ne avvalgono contengono un software che trasforma il valore EC in una stima approssimativa di TDS.</p>
<p>Quasi tutti gli strumenti permettono di scegliere l&#8217;unità di misura. Nel caso quella segnalata sui vostri fertilizzanti non fosse contemplata potrete fare voi stessi la conversione utilizzando questa tabella:</p>
<p>uS : 1000 = mS<br />
mS x 1000 = uS</p>
<p>Il valore TDS è ottenuto moltiplicando il valore di elettro conduttività (l&#8217;EC, espresso in mS o uS) per un ipotetico fattore di conduttività al fine di dedurre approssimativamente la concentrazione di sali.<br />
Siccome l&#8217;acqua non ha sempre le stesse caratteristiche (acqua dura, morbida, con nutrienti, di pozzo, osmotica&#8230;) questo fattore incognita dovrebbe variare di volta in volta per adattarsi al tipo di soluzione da misurare (es. 500 per l&#8217;acqua pura, 650 per acqua alcalina, eccetera) e anche all&#8217;unità di misura utilizzata per misurare l&#8217;EC (fattore=550 se l&#8217;EC è misurato in mS, fattore=0,55 se misurato in uS).</p>
<p>Spesso inoltre  il valore TDS viene assegnato per convenzione partendo dal presupposto che l&#8217;acqua sia pura, utilizzando un fattore di conduttività di 500: ma questo è improbabile in idroponica, dove avremo una soluzione nutritiva ricca di nutrienti e il fattore in questione dovrebbe essere 800 (se l&#8217;EC è stato misurato i mS, 0,8 se è stato misurato in uS).</p>
<p>Questo rende di fatto questo metodo impraticabile per chi non abbia già approfondite conoscenze sulla tipologia e la qualità dell&#8217;acqua, il che nel nostro caso sarebbe assurdo.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1366"></div>]]></content:encoded>
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		<title>BioSevia, biologico in terra ed idroponica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Biosevia è il pimo prodotto bioponico, che permette cioè una coltura idroponica organica e biologica.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1071" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_terra/"><img class="alignleft size-full wp-image-1071" title="biosevia_terra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_terra.jpg" alt="biosevia_terra" width="209" height="256" /></a></p>
<p>I pregi dell&#8217;idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.<br />
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.<br />
Il cruccio degli amanti dell&#8217;idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.<br />
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell&#8217;agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.</p>
<p>Il problema è stato studiato a fondo dall&#8217;azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.<br />
<span id="more-1059"></span> <a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_grow/"><img class="size-full wp-image-1064 alignleft" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_grow.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="131" height="250" /></a>Punti di forza sono l&#8217;assimilabilità e la solubilità molto elevate, che rendono il prodotto rapidamente degradabile e pronto per essere assorbito <a rel="attachment wp-att-1062" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_bloom/"><img class="alignright size-full wp-image-1062" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_bloom.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="115" height="250" /></a>dalla pianta in qualunque tipo di sistema: a radici nude o in presenza di substrato.<br />
Il risultato ottenuto è eccellente, anche considerando che si tratta di un nutrimento concentrato e quindi utilizzabile in dosi ridotte. Sicuramente sarà apripista per una serie di prodotti simili, poichè nessuna azienda vorra farsi mancare a catalogo un fertilizzante biologico per idroponica.</p>
<p>Sull&#8217;onda del successo di BioSevia è stato lanciata in questi giorni una linea parallela: si tratta di BioSevia Terra, dedicata appunto a quei coltivatori che preferiscono il substrato tradizionale.<br />
La formula ricalca le caratteristiche della serie per idroponica, e rende possibile preparare in anticipo la soluzione e utilizzare l&#8217;irrigazione automatica.<br />
L&#8217;impiego di concimi biologici, come abbiamo già detto, rende difficoltoso lasciare la soluzione pronta senza che gli elementi in sospensione precipitino a depositarsi sul fondo. Il rischio è quello di una soluzione nutritiva sbilanciata o povera, di sistemi di riigazione ostruiti, e soprattutto col caldo del proliferare di batteri.<br />
Ecco quindi dove BioSevia Terra interviene: alta solubità, elevata concentrazione, pochi residui, il tutto in un prodotto bicomponente (crescita e fioritura) di semplice utilizzo.</p>
<p>BioSevia, sia nella formulazone classica che specifica per terra, è conforme al regolamento europeo sulla coltivazione biologica.</p>
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		<title>Foraggio idroponico</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 17:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' possibile ottenere foraggio idroponico di ottima qualità e in tempi brevi utilizzando una camera di coltivazione automatizzata.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1038" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico/"><img class="alignright size-full wp-image-1038" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="foraggio-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico.jpg" alt="foraggio-idroponico" width="312" height="234" /></a>Sembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.<br />
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l&#8217;alimentazione animale.<br />
L&#8217;apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.</p>
<p>Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all&#8217;interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.</p>
<p>Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.<br />
<span id="more-1036"></span><a rel="attachment wp-att-1039" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1039" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico2" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico2.jpg" alt="foraggio-idroponico2" width="270" height="158" /></a>Le sementi di cereali e legumi vengono distribuite sui vassoi, dove un sistema di irrigazione temporizzato vaporizza regolarmente l&#8217;acqua.<br />
La temperatura viene mantenuta costante per garantire uno sviluppo costante e veloce, e un apporto nutrizionale ottimale.<br />
Il compito dell&#8217;operatore consiste nella raccolta dell&#8217;erba, seguita dal risciacquo dei vassoi e ridistribuzione dei semi; questi germinano in 24 ore e in soli sei giorni il foraggio ha raggiunto l&#8217;altezza di 15-20 centimetri, formando un fitto tappeto pronto per essere somministrato al gregge. Non c&#8217;è scarto in quanto le radici sono commestibili, e il prodotto ottenuto è qualitativamente ottimo.</p>
<p>L&#8217;alimentazione è a 15 ampere e il consumo della camera di coltivazione idroponica automatizzata non supera i 2 euro al giorno di elettricità, <a rel="attachment wp-att-1040" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico3/"><img class="alignright size-full wp-image-1040" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico3.jpg" alt="foraggio-idroponico3" width="230" height="179" /></a>grazie all&#8217;isolamento dall&#8217;esterno e al design pensato per una gestione oculata. Benchè sia resistente alle intemperie si otterrano risultati assai migliori e con un miglior rapporto costi/benefici se la camera idroponica verrà posizionata al riparo e non direttamente esposta al solleone o al gelo. La modesta richiesta elettrica permette un&#8217;agevole interazione con fonti alternative, solari od eoliche.</p>
<p>Come sempre quando si parla di idroponica un punto forte è il risparmio idrico: con questo sistema infatti è possibile ottenere 1 kg di erna con 2-3 litri di acqua, contro gli 80 litri necessari nella coltura tradizionale.<br />
Qualunque fonte andrà bene allo scopo, ma in caso di necessità di filtraggio la camera di coltura idroponica è predisposta per l&#8217;utilizzo di depuratori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1041" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/camera-idroponica-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1041" title="camera-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/camera-idroponica1.jpg" alt="camera-idroponica" width="205" height="147" /></a>Per ottenere buoni risultati è necessario impiegare da 15 a 60 minuti al giorno nelle operazioni di raccolta, pulitura e semina. La quantità del raccolto varia in base alle dimensioni dell&#8217;impianto.</p>
<p>Ovviamente il sistema garantisce la germinazione anche di altre piante, e non solo del foraggio.<br />
I prezzi sono molto interessanti: con una spesa di circa 5000 euro si possono ottenere 40 kg di erbe fresche al giorno, con 16.000 euro 300kg.</p>
<p><em>Fonte: http://www.bestoftrade.fr/cnt/gt/default.asp?catid=38300&amp;agg=3213&amp;parid=-1</em></p>
<p><em>EDIT: Il link originale riportato sopra non è più attivo. Per chi fosse interessato ecco due link dove trovare informazioni</em></p>
<p><em>in spagnolo: <a href="http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm" target="_blank">http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm</a></em></p>
<p><em>in italiano: <a href="http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html" target="_blank">http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html</a></em></p>
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		<title>Nella vecchia fattoria (idroponica)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 11:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Tampa in Florida un esempio di produzione orticola idroponica che coinvolge direttamente il consumatore, attraverso una visione interattiva dell'impianto.
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<p>Unitamente al lato educativo c&#8217;è ovviamente quello prettamente commerciale, con la vendita al pubblico di cesti di verdura in diversi formati e con la possibilità di raccogliere da se&#8217; i prodotti. L&#8217;allestimento delle serre, dicono, garantisce che non sarà necessario chinarsi o inginocchiarsi per raggiungere i frutti.</p>
<p><span id="more-556"></span><br />
Il risultato è che le famiglie portano i figli in gita domenicale a riempire i cestini di more e fragole, le mamme seguono il corso tenuto dal consulente alimentare e i papà apprendono il know how dell&#8217;idroponica base, meditando magari di realizzare quell&#8217;impiantino in veranda.</p>
<p>HydroTaste coniuga dunque la produzione pura e semplice, destinata a grossisti mercati e rivendite, col servizio al cliente; grazie a mirate proposte  promuove la sua attività e contemporaneamente genera profitti extra con un investimento minimo.</p>
<p>Sempre nell&#8217;ottica strettamente legata al profitto ma con risvolti socialmente utili si pubblicizzano iniziative<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/cavolo_idroponico_cavolo_idroponico_florida.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-558" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="cavolo_idroponico_cavolo_idroponico_florida" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/cavolo_idroponico_cavolo_idroponico_florida.jpg" alt="" width="189" height="190" /></a> legate al consumo di prodotti locali, che migliorano l&#8217;economia e sono eco-sostenibili, contrariamente a quei beni che devono percorrere chilometri e chilometri a bordo di camion per giungere sulla soglia di casa, con assurdo dispendio di carburante e denaro in una disdicevole scia di gas di scarico.</p>
<p>In estate il bar della struttura serve frappè e gelati a base di frutta prodotta idroponicamente, e quale modo migliore può esistere per convincere il pubblico che la frutta è veramente saporita se non farla assaggiare?</p>
<p>E se la famigliola non avesse il tempo materiale per la gita ma volesse ugualmente mangiare sano? Nessun problema, con un economico abbonamento il raccolto è comunque garantito: specialità di stagione (parte dell&#8217;impianto è all&#8217;aperto, grazie anche al soleggiatissimo clima della Florida) e ortaggi &#8220;base&#8221;, ovvero prodotti in serra tutto l&#8217;anno come lattuga, pomodori, cipolle, erbe aromatiche e peperoni possono essere prenotati e verranno spediti con un modesto contributo spese.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/produzione_idroponica_produzione_idroponica.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-559 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="produzione_idroponica_produzione_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/produzione_idroponica_produzione_idroponica-150x99.jpg" alt="" width="150" height="99" /></a>HydroTaste è solo uno degli impianti che si sono adeguati ad un&#8217;ottica moderna di coltura idroponica ma non solo, coinvolgendo il consumatore in prima persona e raggungendo le famiglie direttamente.<br />
Il passaparola che segue ad iniziative come questa permette costi pubblicitari ridotti, e la produzione di alto livello garantisce una solida base di vendite nel circuito tradizionale, a tutela dei rischi dell&#8217;investitore.</p>
<p>Eppure, vuoi la burocrazia feroce, vuoi la mancanza di sostegno ed incentivi, vuoi gli spazi ridotti dell&#8217;italico <a rel="attachment wp-att-560" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/28/nella-vecchia-fattoria-idroponica/fragola_gigante_idroponica_fragola_idroponica/"><img class="alignright size-medium wp-image-560" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="fragola_gigante_idroponica_fragola_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/fragola_gigante_idroponica_fragola_idroponica.jpg" alt="" width="252" height="190" /></a>stivale, sembra che nel nostro Paese la pur accertata e pressante richiesta del consumatore a caccia di cibi sani ed economici &#8211; o almeno economicamente abbordabili &#8211; non debba mai incontrare l&#8217;offerta.</p>
<p>Continueremo a ripiegare sul prodotto vagamente &#8220;nostrano&#8221; offerto a prezzi proibitivi al mercatino rionale?<br />
Sostituiremo i geranei sul balcone con le melanzane? Qualcuno del resto dovrà prima o poi spiegare al bambino che abita qui accanto che no, sulle piante non cresce la &#8220;parmigiana&#8221;.</p>
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		<title>Thanet Earth, gigante idroponico</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 14:24:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apre i battenti in Inghilterra Thanet Earth, la più grande serra idroponica mai concepita. Un progetto ciclopico ed innovativo che rischia di stravolgere il mercato della produzione orticola.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thanetearth.com/" target="_blank">Thanet Earth</a> è un progetto di dimensioni ciclopiche avviato nel Regno Unito.<a rel="attachment wp-att-546" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/23/thanet-earth-gigante-idroponico/thanet_earth1/"><img class="alignright size-medium wp-image-546" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="thanet_earth_idroponica_inghilterra_serra_thanet_earth_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/thanet_earth1.jpg" alt="" width="352" height="200" /></a><br />
La più monumentale e tecnologicamente avanzata serra destinata alla <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2006/09/14/idroponica-la-storia/" target="_blank">coltivazione idroponica</a> mai concepita si trova sull&#8217;isola di Thanet, in Kent, e impiega una superficie di vetro pari ad 80 campi da calcio.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo è <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2006/11/21/larte-della-coltivazione-in-interni/" target="_blank">coltivare insalata</a> utilizzando tecnologie all&#8217;avanguardia per creare un sistema produttivo idroponico totalmente eco-compatibile.<br />
Il costo dichiarato del Thanet Earth è di 80 milioni di sterline, solo per rendere operativa la struttura, che appartiene per il 50% alla compagnia leader nel settore delle produzioni orticole Fresca.<br />
Il restante 50% appartiene ad altre note marche specializzate nella coltivazione di insalate ed ortaggi: Kaaij Redstar, Raimbow Growers e A&amp;A.<br />
Questo investimento renderà a questi giganti del mercato un rientro sia in immagine e pubblicità che in termini di qualità e prezzo del prodotto, che dovrà rappresentare lo stato dell&#8217;arte della <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2008/06/07/ortobotanica-idroponica-in-pillole/" target="_blank">verdura idroponica</a> ai costi più abbordabili.<br />
<span id="more-545"></span><br />
Ad oggi il progetto è ancora in fase di realizzazione, ma è già stato stabilito che verrà alimentato da centrali elettriche indipendenti e che data l&#8217;estensione di oltre 90 ettari finirà per sconfinare in alcune città.</p>
<p>L&#8217;impatto di un&#8217;opera simile, al tempo stesso la più grande serra e il più grande impianto di coltura <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/?s=rossi+felice" target="_blank">idroponica industriale</a>, è destinata ad aumentare notevolmente la produzione orticola del Regno Unito.<br />
La tecnica utilizzata in prevalenza prevede piante appese secondo gli standard di coltivazione fuori suolo olandese, permettendo un totale controllo ambientale sulla verdura, che verrà raccolta durante tutto l&#8217;anno nonostante il clima rigido del Kent.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-547" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/23/thanet-earth-gigante-idroponico/thanet_earth2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-547" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="thanet_earth_serra_idroponica_inghilterra_taneth_earth_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/thanet_earth2.jpg" alt="" width="330" height="191" /></a>L&#8217;utilizzo di lampade e la climatizzazione della serra gestiti da un computer verranno affiancati ai migliori prodotti disponibili per la fertilizzazione e agli antagonisti naturali dei parassiti per una gestione biologica degli infestanti. Anche l&#8217;impollinazione verrà lasciata alle api<br />
Il substrato è principalmente la <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2007/02/07/substrati-la-lana-di-roccia/" target="_blank">lana di roccia</a>, inerte e poco soggetta a muffe e funghi.<br />
La crescita delle piante si svilupperò in altezza, semplificando la raccolta e la gestione degli spazi. Tutte le pareti e le strutture sono dipinte di bianco per riflettere e sfruttare al massimo la luce del sole.</p>
<p>L&#8217;acqua utilizzata dalla titanica serra verrà in buona parte dai grossi serbatoi dell&#8217;acqua piovana, evitando di <a rel="attachment wp-att-548" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/23/thanet-earth-gigante-idroponico/thanet_earth3/"><img class="alignright size-medium wp-image-548" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="thanet_earth_serra_idroponica_thanet_earth_serra_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/thanet_earth3.jpg" alt="" width="281" height="292" /></a>pesare sulle falde utilizzate dai cittadini.<br />
L&#8217;impatto ambientale è stato studiato a fondo, sia dal punto di vista dell&#8217; inquinamento luminoso che da quello della produzione di CO2, e sono state prese misure per mitigare questi inevitabili lati negativi e riciclare quanto più possibile i prodotti di scarto.<br />
Grazie all&#8217;impegno profuso e ai posti di lavoro che il <a href="http://www.thanetearth.com/" target="_blank">Thanet Earth</a> offre, il progetto è stato accolto con un certo entusiasmo dagli abitanti.</p>
<p>Le aspettative di questa iniziativa sono senz&#8217;altro rosee e aprono la strada ad una nuova concezione di produzione ortofrutticola su larga scala.<br />
Prenderanno piede queste strutture?</p>
<p>Mangeremo solo verdura nata in serra? I costi caleranno?</p>
<p>Pazientiamo e teniamo occhi e orecchie bene aperti, sembra che questo presunto futuro stia bussando alla porta.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/734c0088-fe84-47b4-a31b-83bcb7757440/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: medium none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=734c0088-fe84-47b4-a31b-83bcb7757440" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a><span class="zem-script more-related"><script src="http://static.zemanta.com/readside/loader.js" type="text/javascript"></script></span></div>
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		<title>Idroponica semplificata, il video</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:11:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giordano Mariani realizza con l'aiuto dei suoi amici un sistema di idroponica semplificata ispirato ai progetti pensati per i Paesi in via di sviluppo dalla FAO. Ecco il video.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevamo già parlato <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2008/04/22/orto-idroponico-fai-da-te/" target="_blank">qui</a> di <a href="http://giord.blogspot.com/" target="_blank">Giordano Mariani</a> e del suo esperimento di idroponica &#8220;povera&#8221;, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/z9cNso_sKmI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/z9cNso_sKmI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Ortobotanica idroponica in pillole</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 22:23:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di J.Lewis Le rose Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni. Innanzitutto l&#8217;acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno. In caso di coltivazione indoor la formula d&#8217;illuminazione consigliata per una rigogliosa [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di J.Lewis</em></p>
<p><strong>Le rose</strong><br />
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.<br />
Innanzitutto l&#8217;acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.<br />
In caso di coltivazione indoor la formula d&#8217;illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l&#8217;alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.<br />
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.<br />
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l&#8217;ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene  spesso cresciuta in impianti su larga scala all&#8217;interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia).<span id="more-330"></span><br />
Molti dei pesticidi in commercio potrebbero danneggiare in nostro giardino, se fosse proprio necessario sceglietene uno specifico per l&#8217;idroponica: si tratta di prodotti con un ottimo rapporto efficacia/ rispetto delle piante.<br />
Importantissimo è calcolare bene gli spazi: i cespugli diventeranno larghi, quindi informatevi bene sulla varietà che avete scelto di coltivare e fin da subito distanziate le rose in maniera da evitare che rami sporgenti si feriscano tra loro o s&#8217;ingarbuglino. Tutte le piante devono ricevere la luce senza sovrastarsi l&#8217;un l&#8217;altra ed avere a disposizione un supporto adeguato. Si può utilizzare l&#8217;argilla in palline, ma è bene prevedere l&#8217;ausilio di cavi e reticolati per un ulteriore aiuto. Un sistema di tipo Ebb and Flood con una programmazione che preveda diverse irrigazioni giornaliere sarà perfetto per tenere le radici ben umide.</p>
<p><strong>Gli Spinaci</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Ottimi in cucina, gli spinaci sono semplici da coltivare e forniscono raccolti abbondanti e grandi soddisfazioni.<br />
Consigliatissimo all&#8217;uopo un sistema a ricircolo, tenendo anche presente che sebbene dotati di un sistema radicale non particolarmente delicato gli spinaci possono essere estratti in caso di necessità senza grandi problemi.<br />
La germinazione avviene di solito in cubetti di lana di roccia che vengono tenuti sospesi sopra l&#8217;acqua corrente del sistema stesso: questo permette una maggiore ossigenazione delle primissime radici.<br />
Appena germinati si possono allocare definitivamente, calcolando circa 50 centimetri quadrati di spazio vitale per pianta. La fertilizzazione ricopre un ruolo primario in questo tipo di coltivazione ed è necessario acquistare prodotti di ottima qualità.<br />
La temperature ideale è tra i 10 gradi (notte) e i 18.5, con cicli di luce di 12 ore. Si può utilizzare soltanto  l&#8217;illuminazione naturale o associarla ad alcune lampade, l&#8217;importante è che le radici non vengano mai lasciate scoperte poiché questo sarebbe fatale per le vostre piante. I serbatoi degli idrosistemi devono essere sempre in plastica pesante a prova di raggi solari il medium di coltivazione deve circondare la base degli ortaggi.<br />
Questo varietà di verdura cresce molto in fretta e di fatto nessun infestante ha il tempo di colonizzarla, tantomeno fuori suolo. Se proprio doveste per qualche ragione incorrere in qualche tipo di problema affine ricorrete ad un prodotto specifico per idroponica.<br />
Gli spinaci possono rappresentare una scelta perfetta per il principiante non richiedendo nessuna conoscenza specifica ne&#8217; particolare accorgimento e garantendo raccolti abbondanti.</p>
<p><strong>Zucche</strong></p>
<p>Tutti i coltivatori prima o poi si cimentano in una qualche varietà di zucca.<br />
La maggior parte delle varietà necessitano innanzitutto di temperature stabili giorno e notte attorno ai 24 C°, di molta luce, e di una irrigazione ridotta (una ogni due giorni è generalmente sufficiente). Provvedete fin da subito ad un buon sistema di supporti per le tipologie rampicanti, pensando al fatto che tutta la pianta deve essere ben illuminata per circa 14 ore al giorno.<br />
Sebbene non sia molto semplice da coltivare idroponicamente la zucca può dare raccolti molto ricchi e grandi soddisfazioni.<br />
I semi germinati vanno piantati in un misto di torba e vermiculite, che da&#8217; il giusto supporto e mantiene le radici umide tra un&#8217;irrigazione e l&#8217;altra.<br />
Per evitare che durante la crescita la pianta si allunghi in ogni direzione i rami vanno assicurati gli uni agli altri e legati lungo un cavo verticale, così da risparmiare spazio ed evitare che le foglie superiori facciano ombra a quelle posizionate più in basso.<br />
Uno dei problemi più sentiti nella coltivazione delle zucche è l&#8217;impollinazione, che solitamente viene eseguita a mano prelevando con delicatezza con uno spazzolino fine o un batuffolo di cotone il polline dal ogni fiore. Il metodo migliore però è quello di introdurre nella serra i migliori impollinatori concepiti dalla natura: le api.<br />
Questi insetti sono infatti dotati di caratteristiche  particolarmente adatte a questo compito. Il corpo è coperto di peli che favoriscono l&#8217;adesione del polline, l&#8217;apparato succhiatore ha una forma tale da non danneggiare i fiori, la capacità di volo è ottima, la capacità di visitare molti fiori per unità di tempo quasi unica, e l&#8217;abitudine di visitare i fiori due volte per raccogliere sia il nettare che il polline è una rarità che consente un risultato eccellente.<br />
La quantità notevole del raccolto rende questo tipo di coltivazione adatta allo sfruttamento commerciale, soprattutto considerando il valore aggiunto della coltivazione priva di pesticidi. Il tempo investito verrà quindi ampiamente ricompensato, anche in previsione del fatto che dopo il primo stressante raccolto vi troverete un ambiente già pronto e testato e potrete affrontare con molta più facilità i seguenti cicli.</p>
<p><strong>Piselli</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Verdura prelibata e versatile, cresce in forma di cespuglio o di rampicante, quindi prima di tutto bisogna scegliere che tipo vogliamo coltivare per stabilire quanto spazio è necessario e quale tipo di supporto.<br />
La temperatura dovrà essere piuttosto bassa e il substrato drenante (ideale la perlite), il pH monitorato accuratamente per consentire a questa sensibile tipologia di pianta di svilupparsi al meglio.<br />
Quando i cespugli hanno raggiunto un&#8217;altezza di circa 20 centimetri vanno cimati per incoraggiare l&#8217;infoltimento. I rampicanti invece vanno sostenuti con dei cavi e guidati nella crescita così da occupare meno spazio e consentire un&#8217;illuminazione ottimale.<br />
I piselli sopportano temperature inferiori allo zero, ma nella coltivazione valori tra i 12 e i 18 C° sono ideali. Se il clima diventa troppo freddo i fiori diventano sterili.<br />
Piante di questo tipo sono molto sensibili al livello di acidità, che va mantenuto tra il 6.0 e il 7.0. Se dovesse scendere eccessivamente verrebbe compromessa l&#8217;assunzione del Calcio e il raccolto sarebbe a rischio.<br />
Per l&#8217;illuminazione sono indicate le lampade al sodio come supplemento alla luce naturale, avendo l&#8217;accortezza di posizionarle in maniera da garantire sufficiente luce anche alle parti più basse delle piante. Luci troppo distanti incoraggiano una crescita verticale eccessiva che rende le piante esili e poco folte.<br />
<strong><br />
Garofani</strong></p>
<p><strong></strong><br />
Fiori belli, colorati e facili da coltivare: perché no dunque?<br />
Riservare un angolo anche solo per il piacere dell&#8217;occhio non è una cattiva idea, vista l&#8217;adattabilità e le poche pretese di questa pianta.<br />
Un substrato leggero come la torba o il rockwool offrirà il supporto ideale, mentre ben pochi accorgimenti vanno dedicati alla temperatura (il garofano resiste anche a climi freddi), alla luce (la normale illuminazione solare andrà benissimo), o al tipo di sistema (praticamente qualsiasi tecnica idroponica è adatta). Queste coltivazioni inoltre non hanno quasi mai problemi di infestazioni o malattie. Benché questi fiorellini siano dei veri duri, per ottenere i migliori risultati è le radici devono essere nutrite senza essere saturate; un sistema ebb and flood sarà il più indicato, in associazione con un buon fertilizzante specifico.<br />
Qualunque clima sopra i 13 C° darà buoni risultati, ma il garofano preferisce una temperatura stabile e non ama le variazioni, soprattutto se repentine. Anche per quanto concerne l&#8217;illuminazione le richieste sono frugali e 6-8 ore di luce sono sufficienti per una buona crescita, da aumentarsi fino a 12 nel periodo della fioritura.<br />
Qualche riguardi verrà ripagato con raccolti assai copiosi, fino a quattro fioriture all&#8217;anno se le piante vengono adeguatamente impollinate. Questa operazione si può fare manualmente o avvalendosi  dell&#8217;ausilio di api o ancor meglio bombi, che lavorano con più precisione e velocità di qualunque mano umana.<br />
Se vi piacciono i fiori il garofano fa per voi, si accontenta di poco e dà grandi soddisfazioni anche ai neofiti, almeno per un paio di anni, trascorsi i quali fioritura e salute peggiorano: tenetelo presente quando vi balenerà l&#8217;idea di trasformare in business la vostra passione.</p>
<p><span style="color: #888888;"><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Broccoli e Cavolfiori</strong></span></span></p>
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Nemici giurati sulle tavole dei bambini di tutto il mondo, si tratta di ortaggi ricchi di vitamine e potassio che danno ottimi risultati in fuori suolo.<br />
Entrambi condividono la preferenza per le basse temperature e la scarsa irrigazione: una tecnica a gocciolamento sarà quindi vincente perché le radici restino abbastanza asciutte e non marciscano.<br />
Il clima invernale a cui sono abituati nella coltivazione tradizionale fa sì che cavolfiori e broccoli richiedano 15 gradi durante la notte e 20 durante il giorno, mantenendo costantemente monitorata l&#8217;umidità perché resti molto bassa e predisponendo le luci accese 12 ore al dì durante la fioritura.<br />
E&#8217; davvero fondamentale drenare adeguatamente il substrato, se necessario si può utilizzare uno strato di ghiaia sotto il medium per assicurarsi un buon deflusso dell&#8217;acqua, che verrà somministrata due volte al giorno dal gocciolatore.<br />
Sebbene rare in indoor, possono presentarsi infestazioni di insetti che andranno combattute con predatori naturali o prodotti specifici per colture destinate all&#8217;alimentazione.<br />
L&#8217;ambiente freddo e la scarsa di richiesta di irrigazione e nutrienti permettono di risparmiare parecchio, e la coltivazione fuori suolo in serra dà raccolti abbondanti tutto l&#8217;anno: queste caratteristiche rendono cavolfiori e broccoli un&#8217;ottima scelta per un investimento commerciale.</p>
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