Qualunque sia la tecnica di coltivazione l’igiene è sempre fondamentale.
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l’accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.
Le operazioni di svuotamento dell’impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:
-il tubo che dalla pompa porta all’impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.
-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l’acqua defluisce grazie alla forza di gravità.
-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.
In sistemi a ricircolo il valore del pH andrebbe rilevato su base giornaliera, poiché le variazioni nella soluzione nutritiva apportate dalle piante stesse possono causare fluttuazioni importanti.
In ogni caso, è indispensabile la misurazione ogniqualvolta vengano aggiunti dell’acqua o dei fertilizzanti.
Per mantenere l’acidità stabile si può ricorrere all’uso di nutrienti che offrano un “effetto cuscinetto” o buffer, e ad una regolazione della temperatura (inferiore ai 30 gradi) e dell’umidità (superiore al 50%) tale da ridurre l’eccessiva evaporazione.
Per effettuare la misurazione si procederà, come per l’EC, a mescolare bene la soluzione e a prelevare un campione con un contenitore pulito.
E’ bene non effettuare misurazioni subito dopo l’aggiunta di fertilizzanti o regolatori dell’acidità.
Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.
In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all’alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.
Per mantenere stabile e sotto controllo l’equilibrio della soluzione è necessario monitorare l’EC o conduttività.
Questo valore è l’unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell’acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.
Per rilevare l’EC si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.
I pregi dell’idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.
Il cruccio degli amanti dell’idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell’agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.
Il problema è stato studiato a fondo dall’azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia. Read more…
Sembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l’alimentazione animale.
L’apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.
Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all’interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.
Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame. Read more…
A Tampa, Florida, un grosso complesso di serre idroponiche offre un servizio interessante: forte della produzione di oltre 150.000 piante idroponiche, per lo più ortaggi, propone visite guidate, corsi di cucina e alimentazione, lezioni di botanica per i bambini.
Unitamente al lato educativo c’è ovviamente quello prettamente commerciale, con la vendita al pubblico di cesti di verdura in diversi formati e con la possibilità di raccogliere da se’ i prodotti. L’allestimento delle serre, dicono, garantisce che non sarà necessario chinarsi o inginocchiarsi per raggiungere i frutti.
Thanet Earth è un progetto di dimensioni ciclopiche avviato nel Regno Unito.
La più monumentale e tecnologicamente avanzata serra destinata alla coltivazione idroponica mai concepita si trova sull’isola di Thanet, in Kent, e impiega una superficie di vetro pari ad 80 campi da calcio.
L’obbiettivo è coltivare insalata utilizzando tecnologie all’avanguardia per creare un sistema produttivo idroponico totalmente eco-compatibile.
Il costo dichiarato del Thanet Earth è di 80 milioni di sterline, solo per rendere operativa la struttura, che appartiene per il 50% alla compagnia leader nel settore delle produzioni orticole Fresca.
Il restante 50% appartiene ad altre note marche specializzate nella coltivazione di insalate ed ortaggi: Kaaij Redstar, Raimbow Growers e A&A.
Questo investimento renderà a questi giganti del mercato un rientro sia in immagine e pubblicità che in termini di qualità e prezzo del prodotto, che dovrà rappresentare lo stato dell’arte della verdura idroponica ai costi più abbordabili. Read more…
Avevamo già parlato qui di Giordano Mariani e del suo esperimento di idroponica “povera”, ispirato ai programmi di idroponica semplificata promossi dal FAO nei Paesi in via di sviluppo.
Ecco il video, che riporta le tappe della realizzazione e i risultati ottenuti.
Le rose
Le rose sono tra le piante più coltivate in assoluto nel mondo, crescono facilmente ma hanno bisogno di alcune attenzioni.
Innanzitutto l’acqua deve essere molto abbondante, la temperatura non eccessiva e il sole diretto per sei ore ogni giorno.
In caso di coltivazione indoor la formula d’illuminazione consigliata per una rigogliosa fioritura è l’alternanza di 12 ore di luce con 12 di buio, ed è raccomandato un supplemento di anidride carbonica.
Per gestire questi fattori è indispensabile dotarsi di un timer che automatizzi le operazioni.
Le rose sono soggette alle infestazioni: coltivando indoor e in idroponica si eliminano parecchie fonti di guai, considerando che la terra è l’ambiente di proliferazione ideale della maggior parte delle creature che vorremmo evitare di avere nel nostro roseto. Questa tipologia di pianta solitamente risponde molto positivamente alla coltivazione fuori suolo e viene spesso cresciuta in impianti su larga scala all’interno di sacchi di substrato (cocco o lana di roccia). Read more…
Si svolgerà a Settembre un interessante seminario che coniuga un soggiorno piacevole con la conoscenza dell’idroponica e dei nuovi prodotti, in special modo gli innovativi idro-biologici ( o bioponici ), affacciatisi da poco sul mercato.
Tutto questo proposto da General Hydroponics Europe nell’incantevole cornice del sud ovest della Francia, che offre panorami intensi e ottima cucina.
Sarà presente in veste di relatore William Texier: direttore delle serre, chimico con una particolare conoscenza nel campo della nutrizione delle piante, esperto di chiara fama con oltre vent’anni di esperienza nel settore, nonché creatore della bioponia. Read more…