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	<title> &#187; hobby</title>
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		<title>Franciacorta in Fiore</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 15:51:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Franciacorta in Fiore, famoso evento dedicato alle rose e alle erbacee perenni a Palazzo Guarneri e a Palazzo Bettoni-Cazzago, due importanti dimore storiche del territorio franciacortino
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese della fioritura delle rose, che accompagnano i filari dei vigneti di Franciacorta, sull’onda del successo nazionale – e ormai anche</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1828" class="wp-caption alignright" style="width: 235px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/franciacorta-in-fiore.jpg"><img class="size-full wp-image-1828" title="franciacorta-in-fiore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/franciacorta-in-fiore.jpg" alt="franciacorta in fiore" width="225" height="345" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Copyright Municipio di Cazzago SM
</dd>
</dl>
</div>
<p>internazionale- che  la contraddistingue, questa mostra botanica primaverile, che dalla  scorsa edizione ha l’onore di fregiarsi della Medaglia d’Oro del  Presidente della Repubblica, si prepara ad accogliere i visitatori con  numerose novità e partner d’eccellenza, per un programma ricco di eventi  collaterali, che faranno da sfondo alle splendide rose e alle  coloratissime erbacee perenni, protagoniste indiscusse delle tre  giornate in cui si svolgerà la rassegna.</p>
<p>Dopo la Fattoria di Villa Maggi e, prima ancora, Villa Monte Rossa,  che le hanno fatto da cornice per due interi lustri, nel bel mezzo di  maggio, come da tradizione, torna Franciacorta in fiore, per la 13^  edizione a Palazzo Guarneri e a Palazzo Bettoni-Cazzago, due importanti  dimore storiche del territorio franciacortino.</p>
<p>La manifestazione è  organizzata dal Comune di Cazzago San Martino (provincia di Brescia) e  dalla Pro Loco Comunale e gode del patrocinio di numerosi enti pubblici,  fra i quali importanti ministeri, la Regione Lombardia, la Provincia di  Brescia, la Camera di Commercio di Brescia, l’Unione Nazionale delle  Pro Loco d’Italia (UNPLI) e la Presidenza della Repubblica.</p>
<p>Anche  quest’anno la Delegazione FAI di Franciacorta – Sebino – Valle Camonica  sarà partner attivo nell’organizzazione di Franciacorta in fiore, a  garanzia della difesa, della conservazione e della promozione del  patrimonio storico, architettonico e paesaggistico di questo territorio.</p>
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		<title>Brixia Florum a Brescia, seconda edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brixia Florum è la mostra mercato di piante e fiori a Brescia. Appuntamento per tutti i florovivaisti, gli amanti di fiori, piante e giardini.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/brixia-florum-logo.jpg"><img class="size-full wp-image-1823 alignleft" title="brixia florum" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/brixia-florum-logo.jpg" alt="brixia florum" width="324" height="182" /></a>Torna la Primavera in città con la seconda edizione di “Brixia Florum”. Dopo il grande successo della passata edizione, Domenica 3 Aprile a Brescia torna “Brixia Florum”, mostra mercato di piante e fiori che in questa occasione vestirà di verde Corso Zanardelli.</p>
<p>Si rinnova l’appuntamento con gli amanti del verde e del giardinaggio. L’Associazione Florovivaisti Bresciani in collaborazione con il Comune di Brescia e circoscrizione Centro organizza Domenica 3 Aprile in Corso Zanardelli la seconda edizione di “Brixia Florum”. E’ garantita un’esplosione di colori e profumi unica grazie alle 19 aziende produttrici che esporranno centinaia di varietà stagionali.</p>
<p>Molte le nuove fioriture presenti in questa edizione: splendide varietà di bromelie, coloratissime piante tropicali che non necessitano di cure particolare sono tra le produzioni più importanti della nostra provincia, o la dipladenia, rampicante sempreverde proveniente dall’America con fiori dalle tonalità che variano dal bianco al rosso. Saranno presenti anche alcuni esemplari da collezione di piante grasse e succulente che a partire da Maggio si preparano a regalare fioriture meravigliose.</p>
<p><span id="more-1822"></span></p>
<p>Brixia Florum, che ormai da diversi anni colora e arricchisce le vie del centro vuole essere un percorso cittadino capace di diffondere la cultura del verde grazie ai produttori che vi partecipano, veri esperti del verde che in occasioni come queste si mettono a completa disposizione dei cittadini per consigli e piccoli segreti per mantenere al meglio fiori, piante e giardini.</p>
<p>“Arricchire di piante e fiori una via del centro come Corso Zanardelli è per noi un’importante evento – sottolinea Marco Lonati, nuovo presidente dell’Associazione Florovivaisti Bresciani – non solo per l’esposizione e la vendita delle nostre produzioni locali, ma anche per stimolare e far crescere la sensibilità e l’amore dei cittadini verso il verde attraverso il confronto con i nostri esperti.”</p>
<p>Brixia Florum è solo un piccolo assaggio dell’evento che per un mese a Settembre trasformerà Piazza Duomo in un meraviglioso giardino.</p>
<p>Appuntamento quindi Domenica 3 Aprile dalle 10,00 alle 20,00 in C.so Zanardelli. Per maggiori informazioni potete visitare il sito web: <a title="www.florovivaistibs.it" href="http://www.florovivaistibs.it" target="_blank">www.florovivaistibs.it</a> oppure telefonare ai numeri 030 3534008 / 335 7708829. E’ presente anche una pagina Facebook <a href="http://www.facebook.com/eventiverdibresciani" target="_blank">www.facebook.com/eventiverdibresciani</a>, dove potrete essere sempre aggiornati riguardo le news e gli eventi dedicati al verde.</p>
<p>Elenco delle aziende espositrici:</p>
<p>- Az. Agr. Ortoflora di Filippi Andrea e Elena (Lonato del Garda, Bs)</p>
<p>- Tecriflora di Benedetto Carleschi (Dello, Bs)</p>
<p>- Floricoltura Corazza di A. Corazza  (Polpenazze del Garda, Bs)</p>
<p>- Floricoltura di Sandrini Sergio (Borgosatollo, Bs)</p>
<p>- Floricoltura Alberti S.S. Agr. (Sedena di Lonato, Bs)</p>
<p>- Az. Agr. G&amp;G di Giacomini Fausto &amp; C. (Prevalle, Bs)</p>
<p>- Floricoltura Freri di Freri Michele  (Rezzato, Bs)</p>
<p>- Carnosa &amp; Spinosa Soc. Agr. di Careddu &amp; C. (Manerba del Garda, Bs)</p>
<p>- Az. Agricola Ortofloricola Sala Angelo (Pontevico, Bs)</p>
<p>- Ort. F.lli Chimini (Toscolano Maderno, Bs)</p>
<p>- Vivai Loda Sas (Cellatica, Bs)</p>
<p>- Vivai Lopresti (Calcinato, Bs)</p>
<p>- Vivaio Il Sogno Soc. Agr. di Fausto Torchio (Lonato del Garda, Bs)</p>
<p>- Az. Agr. Vivaio Volta di Cherubini Luisa (Brescia)</p>
<p>- Orizio Giardini (Roncadelle, Bs)</p>
<p>- Fraternità Agricola Soc. Coop. (Ospitaletto, Bs)</p>
<p>- Vivaio Valverde S.S. di Ferrari Luigia e Boglioni Germano (Castegnato, Bs)</p>
<p>- Panizze az. agr. Di Bevilacqua Gildo &amp; C. s.s. (Lonato del Garda, Bs)</p>
<p>- Aprica (Brescia)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Floro-vivaismo in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 12:54:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I migliori espositori per la prima e più completa mostra-mercato di floro-vivaismo alla TRE GIORNI PER IL GIARDINO. Appuntamento al Parco del Castello di Masino a Caravino
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</ol>]]></description>
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<p>Appuntamento imperdibile al Parco del Castello di M asino a Caravino (TO) dove si festeggerà da giovedì 28 aprile a domenica 1 maggio 2011 &#8211; la ventesima edizione della “Tre giorni per il giardino”, la prima e più completa manifestazione floro-vivaistica nazionale per giardini e terrazzi, da anni sinonimo di qualità ed eccellenza, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente I taliano sotto l’ accurata regia dell’ Architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’ Accademia Piemontese del Giardino. Vent’ anni caratterizzati da un’ esponenziale crescita di consenso sia da parte del pubblico &#8211; che vi partecipa sempre più numeroso ed entusiasta &#8211; sia da parte degli espositori – anch’ essi in aumento costante &#8211; che vedono nella “ Tre giorni” un’ eccezionale vetrina dove proporre le loro collezioni migliori.</p>
<p><span id="more-1781"></span></p>
<p>Vista l’ alta affluenza di pubblico registrata negli anni scorsi, anche quest’anno la mostra-mercato durerà quattro giorni, durante i quali oltre 140 vivaisti italiani e stranieri accuratamente selezionati e altamente qualificati porteranno a Masino il meglio delle loro produzioni e tante novità per la nuova stagione. Giovedì 28 aprile la manifestazione sarà aperta al pubblico solo al pomeriggio, dalle ore 14 alle 18, mentre venerdì 29, sabato 30 aprile e domenica 1 maggio l’ orario sarà dalle ore 10 alle 18.</p>
<p>Una vera e propria festa del “verde” per esperti, appassionati di fiori e amanti della natura interessati a un giardinaggio innovativo e al tempo stesso rispettoso delle esigenze ambientali, resa ancora più piacevole dall’incantevole fioritura del cosiddetto “Giardino delle Nuvole” &#8211; composto da circa 7.000 piante di candide Spireae Van Houttey donate al FAI dalla Fondazione Zegna e messe a dimora cinque anni fa nel parco del Castello su progetto di Paolo Pejrone &#8211; e dalla visita al settecentesco labirinto di carpini restaurato e inaugurato nella primavera del 2009, un vasto e misterioso rompicapo botanico situato alla fine dell&#8217;antico viale di accesso.</p>
<p>M olte le categorie esposte a M asino, tra cui piante annuali, biennali e perenni da fiore; piante decorative per la foglia; alberi e arbusti per il giardino e il terrazzo in vaso e in zolla, piante da bacca; piante aromatiche officinali; piante da frutta e da orto; piante acquatiche; piante cactacee e succulente; piante alpine e da roccia; agrumi e piccoli frutti; frutti antichi; sementi rare. Tante anche le nuove proposte di questa edizione: dalle nuove collezioni di iris americani, gigli in vaso, clematis, campanule, ninfee, petunie, ortensie, digitalis e lobelie alle rose a bassa manutenzione per giardini naturali, dagli ibridi di loto alle erbe commestibili rare, dalle fuchsie resistenti al freddo alle piante cinesi e giapponesi per l’ombra, dalle rarissime orchidee di montagna alle varietà di peschi antichi selvatici, mirtilli siberiani, patate blu in vaso e ben 75 varietà di antiche piante di pomodoro.</p>
<p>Oltre a piante e fiori, in esposizione a Masino anche cesteria e intrecciati, prodotti e attrezzi per la cura del verde, piscine naturali, sculture in legno, prodotti ornitologici, nidi e colombaie, vasi decorati, serre, arredi e tende, editoria specializzata, abbigliamento da giardino. Inoltre sarà possibile acquistare genuini prodotti dell’orto di primavera &#8211; quali asparagi verdi e bianco-rosati, insalatine, rapanelli, fragoline e tutti i sapori e i profumi dell’orto.</p>
<p>Per i più piccoli: durante le giornate di sabato 30 aprile e domenica 1 maggio verranno organizzati per i bambini divertenti laboratori ludico-didattici dal titolo “Con le mani nella terra, i piccoli giardinieri crescono”, tenuti da Nadia Nicoletti, esperta di didattica orticola nonché autrice di libri di grande successo, quali “ L’ insalata era nell’ orto” e “ Lo sai che i papaveri” (Salani Editore). Tante le attività proposte ai bimbi presenti, tra cui la costruzione di un mini-orto e di una mangiatoia per uccelli da portare poi a casa.</p>
<p>Orario:</p>
<p>- Giovedì 28 aprile: apertura solo pomeridiana dalle ore 14 alle 18.</p>
<p>- Da venerdì 29 aprile a domenica 1 maggio: dalle ore 10 alle 18.</p>
<p>Ingresso:</p>
<p>- Biglietto per la sola manifestazione: Adulti € 7,00; Bambini (4-12 anni) € 4,50; Possessori Carta Musei Piemonte € 5,50; Iscritti FAI € 3,00; Residenti gratuito. Nel pomeriggio di giovedì 30 aprile ingresso gratuito solo per Iscritti FAI e Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino.</p>
<p>- Biglietto cumulativo manifestazione + visita al Castello: Adulti € 10,00; Bambini (4-12 anni) € 5,50; Possessori Carta Musei Piemonte € 5,50; Iscritti FAI € 3,00; Residenti gratuito.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>FAI – Castello di Masino, Caravino (TO) tel. 0125-778100; e-mail: faimasino@fondoambiente.it</p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI : <a href="www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa FAI :</p>
<p>Elisabetta Cozzi &#8211; tel. 02-467615220; e.cozzi@fondoambiente.it</p>
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		<title>Seminario bonsai e suiseki</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/10/19/seminario-bonsai-e-suiseki/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seminario-bonsai-e-suiseki</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 10:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stage di tecniche per l'arte del bonsai e del suiseki presso VersOriente, con esperti orientalisti e membri dell'Unione Bonsaisti Italiani
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</ol>]]></description>
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<p><strong>Il termine suiseki in giapponese significa &#8220;pietra &#8211; acqua&#8221;</strong> ed indica l’arte di raccogliere pietre trovate in natura e disporle per creare paesaggi in miniatura o composizioni astratte di particolare forza evocativa. Non tutte le pietre trovate in natura possono diventare <strong>suiseki</strong>, ma debbono possedere particolari caratteristiche: innanzitutto una notevole carica espressiva, forme particolari e caratterizzanti (kata), nonchè struttura (shitsu) e colori (iro) evocativi, che siano in grado di attrarre il fruitore spingendolo alla contemplazione.</p>
<p>Lo stage intensivo offre un primo approccio teorico e pratico all’arte del suiseki. Alcuni esperti orientalisti dell&#8217;Università La Sapienza di Roma introdurranno l&#8217;argomento, mentre il docente fornirà le basi concettuali e storiche per comprenderne appieno i fondamenti, nonché le <strong>tecniche </strong>e le istanze <strong>per permettere di realizzare un suiseki</strong>.</p>
<p><span id="more-1673"></span></p>
<p><strong>DOCENTE</strong></p>
<p><strong>Marino Nikpal</strong>, docente bonsai e suiseki, membro dell’Unione Bonsaisti Italiani (<a href="http://www.ubibonsai.it" target="_blank">www.ubibonsai.it</a>), l’unica Associazione nazionale oltre a quella giapponese, ad avere riconoscimenti di Stato (“PREMIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA”e “PREMIO DELLA SEGRETERIA DI STATO ALLA CULTURA DI SAN MARINO”) e dell’Associazione Italiana amatori del Suiseki  (<a href="http://www.aias-suiseki.it" target="_blank">www.aias-suiseki.it</a>). Vive e lavora a Livorno, dove gestisce il Centro Culturale Bonsai Labronico. Particolarmente attivo nella promozione dell’<strong>arte del Suiseki</strong>, ha avuto occasione di conoscere i personaggi italiani ed internazionali più rappresentativi del panorama suisekista. Si occupa anche di <strong>Bonsai su roccia (Ishizuki)</strong>, espressione che considera una simbiosi tra le due arti.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>- La  storia</p>
<p>- L’origine del nome Suiseki</p>
<p>- Il materiale</p>
<p>- La forma</p>
<p>- La classificazione</p>
<p>- L’esposizione</p>
<p>- Nozioni di base per realizzare un Daiza</p>
<p><strong>DATA: IL PRIMO STAGE SI SVOLGERA’ IL 6 E 7 NOVEMBRE 2010 PRESSO VERSORIENTE, VICOLO CELLINI 17 ROMA.</strong></p>
<p><strong>LO STAGE &#8220;BONSAI&#8221;</strong></p>
<p>Un’occasione unica per riappropriasi della dimensione naturale nella propria vita quotidiana, anche in piccoli spazi.</p>
<p><strong>Il bonsai</strong> è al contempo la massima espressione dell’ambiente naturale e il risultato ultimo delle cure e della pratica di chi lo ha coltivato. Questa forma d’arte è stata in grado, negli anni, di valicare confini di ordine geografico e culturale proprio per la natura stessa della sua bellezza, in grado di soddisfare il senso estetico di ognuno indipendentemente dalla cultura di appartenenza</p>
<p>Rispetto alle altre piante, al bonsai si aggiunge il valore intrinseco di conservare l’individualità spiccata della pianta, evocando al contempo uno scenario naturale di dimensioni più vaste o una forma di bellezza astratta.<strong> Nel bonsai la semplice bellezza di una pianta assume un significato propriamente artistico</strong>: VersOriente offre la possibilità di approcciarsi a questa raffinata arte grazie ad uno dei maggiori esperti bonsaisti italiani, attraverso una serie di incontri teorici e pratici, introdotti da esperti orientalisti dell&#8217;Università La Sapienza di Roma.</p>
<p>Un’occasione unica per riappropriasi della dimensione naturale nella propria vita quotidiana, anche in piccoli spazi.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Domenica 14 Novembre, I lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : fase conoscitiva e approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Cenni storici, Bonsai in Giappone e in Italia, breve classificazione degli alberi e riconoscimento, cenni di botanica e fisiologia degli alberi, I cinque stili base, gli attrezzi.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Impariamo a maneggiare e ad utilizzare gli attrezzi, applicazione pratica-teorica del filo di rame, cenni di modellatura.</p>
<p>Domenica 15 Gennaio II lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Gli altri stili bonsai, Come scegliere un albero, tecniche di potatura, elementi di estetica applicati al bonsai.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale)</p>
<p>Domenica 13 marzo III lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>La legna secca, il rinvaso, i substrati, la concimazione, innaffiatura, malattie, avversit¨¤ e prevenzione.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale)</p>
<p>Domenica 5 Giugno IV lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Come mantenere la propria collezione bonsai, le mostre, giudicare un esemplare, il tokonoma e l’esposizione formale del bonsai.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale), allestimento del Tokonoma</p>
<p>DOCENTE</p>
<p>Antonio Gesualdi è <strong>artista bonsaista</strong>. Ha iniziato la sua bonsai-do quando all’età di 11 anni sua madre gli donò un libro di tecniche bonsai. Nel 1995 si iscrisse all’Arbores Bonsai Club, e sotto la guida di bonsaisti quali Angelo Santoriello ed altri si è avviato al mondo del professionismo .Nel 2000, prende la carica di Presidente dell’A.B.C., e nel 2005 fino al 2007 inizia una collaborazione con il Progetto Futuro bonsai School, gestendo il distaccamento per il centro-sud Italia. A Gennaio 2008 fonda la Scuola bonsai del Mediterraneo, e nel frattempo entra a far parte del consiglio direttivo dell’ U.B.I. (Unione Bonsaisti Italiani). Coadiuvato anche da trascorsi artistici nell’ambito delle arti figurative,  il Bonsaismo è per Antonio Gesualdi espressione Artistica,  comunicativa ed estro. Oggi vive, lavora e studia all’interno dell’AI-KI Bonsai En (Giardino bonsai dell’armonia e dell’energia), Il suo modo di fare bonsai si può definire &#8220;integrale&#8221; dove ad un attento iter tradizionale, ravvisabile nell’esposizione e nel senso estetico, sobrio e minimalista, tipico del wabi-sabi, affianca i criteri innovativi e avanguardistici derivanti da una continua ricerca stilistica e figurativa applicati alla didattica ed alla formazione nella Scuola Bonsai del Mediterraneo.</p>
<p><strong>INFO E ISCRIZIONI:</strong></p>
<p>VersOriente</p>
<p>vicolo Cellini 17, 00186 Roma</p>
<p>tel. 06.68.93.506</p>
<p>info@versoriente.net</p>
<p><a href="http://www.versoriente.net" target="_blank">www.versoriente.net</a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1673"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Acquaponica, idroponica ed energia solare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[acquaponica, idroponica, risparmio idrico ed energia solare per costruire una serra completamente autosufficiente ed eco compatibile che sostiene una famiglia di quattro persone. Pesci, ortaggi, frutta, verdura, uova biologiche ed organiche a costo ed impatto zero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po&#8217; di fai da te.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg"><img class="size-full wp-image-1610" title="acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg" alt="acquaponica" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto: www.gardenpool.org</p></div>
<p>Avendo un po&#8217; di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.</p>
<p>Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una<strong> serra urbana economica ed ecosostenibile</strong>, combinando tecniche e concetti base dell&#8217; <strong>aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.</strong></p>
<p>L&#8217;indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l&#8217;impianto procedeva  in <strong>autonomia</strong>.</p>
<p>La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tilapia" target="_blank"><strong>pesci Tilapia</strong></a> di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all&#8217;anno, e tutto <strong>completamente organico e biologico.</strong></p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Le piscine in certe zone degli Stati Uniti sono davvero molto diffuse, ma soprattutto nelle zone aride come questa sono un&#8217;incredibile fonte di spreco. Almeno una volta all&#8217;anno devono essere completamente svuotate e riempite nuovamente, la vasca pulita con acido muriatico e l&#8217;acqua saturata di cloro.  Il filtro inoltre, indispensabile, è il secondo apparecchio elettrico di casa quanto a <strong>consumo elettrico</strong>, dopo il condizionatore.</p>
<p>Si calcola un incremento nell&#8217;uso di acqua potabile attorno al 10% per le famiglie con piscina.</p>
<p>Ovviamente non è indispensabile una piscina per creare una struttura di questo tipo, si tratta solo di sfruttare appieno le risorse a disposizione.</p>
<p>In questo caso si tratta di un vero e proprio <strong>ecosistema simbiotico</strong>, dove il pollaio è costruito sopra lo stagno in modo che i rifiuti prodotti dai polli nutrano i pesci. L&#8217;acqua dei pesci, a sua volta, nutre le piante. Nulla viene sprecato, l&#8217;impiego idrico è minimo.</p>
<p>Ecco il video:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>e qui alcune immagini della serra in costruzione:</p>
<p><a href="http://gardenpool.org/" target="_blank">http://gardenpool.org/</a></p>
<p>Sullo stesso sito altri begli esempi di piscine riciclate come giardini ed orti.</p>
<p>Glossario:</p>
<p><strong>Idroponica</strong>: piante coltivate fuori suolo, con un substrato inerte che ha il solo scopo di sorreggere il peso della pianta, oppure con le radici direttamente immerse nell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Acquacoltura o acquacultura</strong>: sistema di piante e pesci nello stesso ambiente. Permette di coltivare i vegetali alimentandoli con i prodotti di scarto dell&#8217;allevamento dei pesci.</p>
<p><strong>Filtraggio biologico</strong>: impiego di agenti naturali per il filtraggio dell&#8217;acqua, basato sulla biochimica e che prevede l&#8217;utilizzo di piante come come la lenticchia acquatica (visibile nelle foto sullo stagno dei pesci nell&#8217;articolo) .</p>
<p><strong>Energia solare</strong>: in questo caso si tratta di energia solare vera e propria e non di mero riscaldamento solare della serra. I pannelli solari incamerano energia per alimentare le strutture elettriche (come il ventilatore).</p>
<p><strong>Organico</strong>: in questo caso parliamo di fertilizzazione organica, ovvero ottenuta completamente da origine biologica (animale, vegetale o mista). Anche gli animali vengono alimentati in maniera organica.</p>
<p><strong>Biologico</strong>: l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento biologico implicano la conservazione delle risorse e il minore impatto ambientale possibile.<a title="Sostanza organica del terreno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_organica_del_terreno"></a></p>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>Come fare una Seed Bomb</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di treesneedtobehugged Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito? Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare? Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte? E quante volte questo tipo di pensieri [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>treesneedtobehugged</em></p>
<p>Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1476" title="seedbomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg" alt="seedbomb" width="258" height="240" /></a></p>
<p>Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito?</p>
<p>Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare?</p>
<p>Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte?<br />
E quante volte questo tipo di pensieri ti ha attraversato la testa, quanti lotti abbandonati o aiuola trascurate hai incrociato nella tua vita.<br />
Bene, quello che ci vuole per te è una seed bomb (bomba di semi). E&#8217; economica, naturale ed organica, facile da fare, semplice da trasportare in tasca e efficientissima per coprire anche vaste aree in breve tempo.<br />
Le seed bomb è l&#8217;asso nella manica dei <a href="http://www.guerrillagardening.it/" target="_blank">guerrilla gardeners</a> che vogliono raggiungere il loro scopo presto e bene.</p>
<p><span id="more-1474"></span></p>
<p><strong>Materiali</strong></p>
<p>-Argilla (creta) essiccata (quella per modellare, si trova nei negozi di giocattoli, forniture artistiche, decoupage, hobby e modellismo. Ha l&#8217;aspetto di un panetto di Das o stucco e costa molto poco);<br />
-Acqua<br />
-Semi di fiori resistenti (come ad esempio girasole, nontiscordardime, Arabis);<br />
-Compost o worm casting<br />
-Una superficie larga e piatta (io ho usato il coperchio dello yogurt)<br />
-Argilla di fiume (o limo, o argilla fertilizzante). Si trova nei garden più forniti o nei negozi di acquari in forma di biglie.</p>
<p>Procedimento:</p>
<div id="attachment_1475" class="wp-caption alignright" style="width: 289px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg"><img class="size-full wp-image-1475" title="seed bomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg" alt="seed bomb" width="279" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">il taglio dell&#39;argilla</p></div>
<p>Taglia una fettina molto sottile di argilla dal panetto.<br />
Schiacciala su una superficia larga e piatta, poi cospargila di compost. Più compost dà una maggiore probabilità di riuscita ai vostri semini.<br />
Aggiungi qualche seme (due, o più, a seconda della grandezza e della qualità).<br />
Aggiungi con cautela qualche goccia d&#8217;acqua (attenzione a non esagerare, versa poco per volta) .<br />
Chiudi su se&#8217; stesso lo strato di argilla e modella a forma di palla. assicurati che i semi siano all&#8217;interno.<br />
Ora ripassatela per un po&#8217; di volte nel compost, finchè non sarà completamente ricoperta da un buono strato.</p>
<p>Ok, adesso lasciate asciugare al sole e avete finito.</p>
<p>Ripetete quante volte volete fino a riempire le tasche dei pantaloni, della giacca e dello zaino vostri e dei vostri amici, poi potrete portare il verde dove c&#8217;è solo un trascurato pezzo di terra.<br />
Se volete assicurarvi una ricca e sicura fioritura ricordatevi di annaffiare!</p>
<p>Questa descritta è una ricetta base: trovate la vostra formula (ad esempio con argilla verde venduta al chilo in erboristeria al posto del panetto) e agite.</p>
<p>Una versione più semplice e veloce, tratta da <a href="http://www.guerrillagardening.it/idee.htm" target="_blank">guerrillagardening.it</a>: avvolgi in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori che vorresti veder nascere. Il tutto imbevuto d&#8217;acqua.</p>
<p>Attenzione a mantenere le vostre scorribande nei limiti della legalità.</p>
<p><em>Liberamente tradotto ed adattato col permesso dell&#8217;autore da <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Seed-Bomb/" target="_blank">qui.</a></em></p>
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		<title>La serra, ovvero come realizzare un sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 22:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[tecniche e materiali per costruire una serra 
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mario Cecarini<a href="http://www.cactusedintorni.com" target="_blank"><br />
www.cactusedintorni.com</a></em></p>
<p>Per essere certi di riuscire occorre una certa predisposizione al fai da te o almeno un amico esperto, disposto<a rel="attachment wp-att-353" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2008/10/07/la-serra-ovvero-come-realizzare-un-sogno/serra3/"><img class="alignright size-medium wp-image-353" title="serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/serra3.jpg" alt="" width="223" height="117" /></a> a dare una mano.</p>
<p>L&#8217;ATTREZZATURA<br />
- trapano elettrico e set di punte;<br />
- rivettatrice e relativi rivetti in alluminio (meglio se in rame);<br />
- pistola sparapunti per fissare il telo e la  rete in plastica; in mancanza si possono usare chiodi da tappezziere e martello;<br />
- seghetto a ferro;<br />
- set di cacciaviti;<br />
- viti autofilettanti;<br />
- filo a piombo, livella da muratore, squadra in legno di circa 50 cm. di lato (autocostruita).<span id="more-352"></span></p>
<p>IL MATERIALE OCCORRENTE<br />
- profilato di ferro quadrato di cm. 3 x 3 per i quattro sostegni laterali (angoli);<br />
- verghe di alluminio a L (di recupero o di scarto da aziende che lo lavorano) oppure verghe di ferro a L di mm. 30 x 30 x 2 (spessore) per la struttura delle pareti e del tetto;<br />
- profilato rettangolare di ferro cm 4 x 2 per il longherone di colmo;<br />
- cm 160 di guida a scorrere con rotelle per la porta;<br />
- fogli di policarbonato alveolare da 6 mm. di spessore;o meglio da 10 mm. (ma il prezzo raddoppia);<br />
- alcuni listelli di legno da applicare sul tetto per la sua coibentazione mediante film plastico;<br />
- alcuni metri quadrati di film plastico sottile per l&#8217;isolamento del tetto;<br />
- alcuni cavalletti in legno o in metallo per sorreggere i bancali;<br />
- tavelle altezza cm 20, lunghezza cm 50/100;<br />
- colla al silicone e vernice antiruggine in gel;<br />
- rete in plastica con maglie di circa un cm, per impedire agli animali l&#8217;entrata nella serra quando si tolgono i pannelli laterali;<br />
- rete antigrandine da collocare a circa 20 cm al di sopra del tetto;<br />
- materiale per l&#8217;allaccio dell&#8217;acqua, della luce e del gas (eventuale).<br />
- minuteria metallica.</p>
<p>LA DOTAZIONE DI MASSIMA<br />
- Stufa per il riscaldamento,<br />
- ventilatore oscillante;<br />
- aspiratore;<br />
- programmatore (timer) per l&#8217;attivazione temporanea del ventilatore e  dell&#8217;aspiratore;<br />
- termometro a massima e minima;<br />
- igrometro;<br />
- serbatoio per la raccolta dell&#8217;acqua piovana;<br />
- qualche contenitore per i terricci.</p>
<p>COSTRUZIONE</p>
<p>La licenza. Affronto subito l&#8217;argomento più spinoso (cactus a parte), riguardante la licenza edilizia. Chi è in grado di procurarsela in un tempo ragionevole, fa bene a chiederla, altrimenti esiste la possibilità di evitarla non eseguendo opere in muratura ancorate a terra. Comunque è opportuno informarsi su cosa prevedono i regolamenti comunali. Alcuni richiedono il montaggio della serra su ruote, che però complica notevolmente la costruzione. Chi invece ha un appezzamento di terra in campagna di almeno due ettari non ha problemi di sorta.<br />
Il principale errore che viene commesso è quello di costruire la serra troppo piccola. E&#8217; vero che più è grande e più costa, ma è anche vero che un volume maggiore è meno sensibile alle variazioni di temperatura. Inoltre ben presto le piante aumenteranno di numero e di dimensione e reclameranno sempre più spazio.<br />
L&#8217;orientamento migliore è quello est-ovest, cioè con i lati longitudinali (quelli lunghi), rivolti uno a nord e l&#8217;altro a sud, così da usufruire di più luce durante l&#8217;inverno e meno d&#8217;estate.</p>
<p>Il disegno.  La prima cosa da fare è quella di predisporre un disegno, possibilmente in scala. E&#8217; importante l&#8217;ottimizzare lo spazio, prezioso in una serra, cercando di limitare i camminamenti e al tempo stesso evitare gli sprechi di policarbonato che in commercio si trovano nelle misure di circa mt 2 x 3 (foglio singolo) e 2 x 6 (foglio doppio). Consiglio questo materiale perchè leggero, non molto costoso, facile da lavorare e fissare, trattato contro i raggi UV in grado, perciò, di restare inalterato nel tempo.</p>
<p>Il luogo va scelto in posizione aperta, lontano da grandi alberi siano essi a foglia caduca che sempreverdi, per usufruire della maggiore quantità di luce possibile. Anche gli avvallamenti sono da evitare se non si vuole che acqua e umidità ristagnino. Non deve trovarsi neppure troppo lontano dall&#8217;abitazione, così da facilitare l&#8217;allaccio di acqua, luce, gas, ecc. La costruzione può anche essere appoggiata ad un muro della casa, così da beneficiare, d&#8217;inverno, del calore emanato dalla parete e dell&#8217;estensione dell&#8217;impianto centrale, fornendo il radiatore della serra di una valvola termostatica.</p>
<p>L&#8217;assemblaggio della struttura può essere eseguito in vari modi a seconda delle preferenze personali. Si possono usare ribattini di rame di 4-5 mm. oppure rivetti da 4,8 mm. od anche ricorrere alla saldatura elettrica.<br />
Il policarbonato è fissato alla struttura mediante viti autofilettanti e rivetti aventi il diametro di 3,2 mm. ed una lunghezza di 11 mm. (con policarbonato da 6 mm.). Il foro che li deve accogliere sarà fatto con una punta HSS di 2/10 più grande del rivetto e perciò da 3,4 mm. Per evitare che il vento possa strappare il policarbonato è indispensabile ampliare la base del rivetto inserendo delle rondelle di acciaio inox del diametro di 15 mm. aventi un foro di 5 mm. Al fine di assicurare la necessaria robustezza, bisogna fare in modo che tutto il reticolato della struttura non abbia dimensioni superiori a cm 100 x 100.</p>
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<p>Lo zoccolo, costituito da tavelle alte cm 20, lunghe cm 50 o 100, dovrà essere applicato lungo tutto il perimetro della serra, fatta eccezione per il vano porta, dove l&#8217;altezza dello zoccolo sarà ridotto a 10 cm.</p>
<p>La parete laterale. Al fine di favorire nella buona stagione la indispensabile circolazione dell&#8217;aria, occorre fare in modo che una delle due pareti laterali (longitudinali), possa accogliere dei telai mobili, da togliere verso aprile-maggio e rimettere in autunno. I telai saranno fissati alla struttura mediante viti autofilettanti. Poiché alcuni animali potrebbero entrare nella serra procurando danni alle piante e rovesciare vasi, è preferibile montare direttamente sulla parete dal lato interno, in modo permanente, una rete plastica con maglie di circa 1 cm.</p>
<p>Il tetto deve essere robusto ed in grado di reggere la neve. Va costruito in modo che d&#8217;estate possa essere sollevato di una cinquantina di cm. sia lungo il versante destro che quello sinistro. Ciò è facilmente ottenibile incernierando i telai che costituiscono il tetto, lungo l&#8217;asse longitudinale rappresentato dal longherone di colmo. Il tetto sollevabile e le pareti mobili hanno lo scopo di favorire la circolazione dell&#8217;aria evitando così che d&#8217;estate si raggiungano temperature proibitive per le piante, tanto da richiedere il loro spostamento all&#8217;esterno.</p>
<p>I compartimenti. La serra, se lo si desidera, può essere divisa in due o tre comparti, inserendo all&#8217;interno una o due porte scorrevoli, o più semplicemente un foglio di polietilene, così da creare zone con differenti temperature. Ad esempio 10-12°C per le succulente più sensibili; 4-6°C per la maggior parte delle cactacee; 0-3°C per le specie più rustiche. La stufa sarà ovviamente collocata nella zona dove è richiesta la temperatura più alta, mentre le temperature più basse si otterranno regolando opportunamente le aperture delle porte.</p>
<p>La porta d&#8217;ingresso avrà le dimensioni di cm 180 x 75 e dovrà essere del tipo appeso, facilmente ottenibile con una guida a scorrere acquistabile in ferramenta. Dovrà risultare sollevata di circa 10 cm dal terreno.</p>
<p>Il pavimento, perfettamente in piano, può essere realizzato mediante uno strato di 5 cm di ghiaietto. Sono possibili anche altre soluzioni più rifinite come il massetto di cemento, il pavimento in mattoni, ecc.</p>
<p>L&#8217;umidità. Le succulente non la gradiscono, specialmente d&#8217;inverno quando invece il tasso tende a salire in modo naturale fino al 100%, e più probabile è lo sviluppo delle malattie fungine. Inoltre il carburante usato per il riscaldamento, bruciando produce acqua che sottoforma di vapore si condensa sul tetto, per poi ricadere sulle piante con effetti nefasti. Ciò può essere evitato adottando due accorgimenti: coibentando il tetto con un telo di plastica leggera alla distanza di circa  5 cm.<br />
Prima di procedere al fissaggio del telo plastico occorre accertarsi che dal tetto non piova acqua all&#8217;interno della serra. Il silicone, del tipo adatto per incollare sia il policarbonato che i metalli, provvederà alla bisogna. Il telo plastico sarà fissato mediante punti metallici sparati da un&#8217;apposita pistola su dei righelli di legno preventivamente fissati alla struttura del tetto mediante viti autofilettanti. In alternativa alla pistola si possono usare chiodi da tappezziere o robuste puntine da disegno.</p>
<p>La ventilazione estiva si ottiene togliendo i pannelli longitudinali e sollevando il tetto di 50-70 cm. D&#8217;inverno si usa un ventilatore oscillante ed un aspiratore, entrambi controllati da un programmatore (timer) che ad orari prestabiliti provvede l&#8217;uno a far circolare l&#8217;aria e l&#8217;altro al suo ricambio. La ventilazione produce effetti sia sulla temperatura che sull&#8217;umidità.</p>
<p>I bancali possono essere sorretti da appositi sostegni costruiti con mattoni o tavelle, o più semplicemente mediante cavalletti in legno o metallo. Sopra i sostegni si stendono delle assi di legno o barre di profilato metallico con lo scopo di sorreggere, a loro volta, i ripiani costituiti da lastre piane di fibrocemento opportunamente tagliate. L&#8217;altezza da terra può essere compresa fra i 50 ed i 70 cm.<br />
Lo spazio sotto i bancali può essere utilizzato per accogliere le specie amanti dell&#8217;ombra, il propagatore per le semine, i terricci, i vasi disinfettati, un serbatoio in grado di raccogliere l&#8217;acqua del tetto, ecc.</p>
<p>Gli scaffali vanno fissati alle pareti della struttura mediante mensole, ad una altezza da terra di circa 120 cm. La sporgenza (larghezza) non dovrà superare i 50 cm.</p>
<p>Il riscaldamento si ottiene mediante stufa a cherosene, gas liquido o metano, necessariamente fornita di un termostato automatico, sensibile nella gamma delle temperature comprese fra i 5 e i 12°C. Una soluzione migliore è fornita dagli aerotermi, dove un ventilatore diffonde il calore prodotto da una caldaia. Occorre prevedere un tubo di scarico per i gas combusti, utilizzando uno di quei tubi di alluminio allungabili appositamente predisposti. Il riscaldamento elettrico è da scartare per l&#8217;elevato costo di gestione anche se presenta il vantaggio di non creare umidità e di essere facilmente controllabile da un termostato ambiente.</p>
<p>La strumentazione ideale potrebbe essere costituita da un apparecchio elettronico in grado di registrare l&#8217;umidità e le temperature minime e massime all&#8217;interno e all&#8217;esterno della serra. Tuttavia anche un semplice igrometro ed un termometro a massima e minima risultano sufficienti.</p>
<p>L&#8217;illuminazione è normalmente fornita da un neon da 40 w. E&#8217; utile predisporre alcune prese elettriche da utilizzare per la ventilazione, il riscaldamento, il propagatore, ecc.</p>
<p>L&#8217;acqua è indispensabile, per cui occorre prevedere, in posizione comoda, un rubinetto tipo lavatrice, cioè con un attacco supplementare per un tubo di lunghezza tale da raggiungere ogni angolo della serra. All&#8217;estremità del tubo si applicherà una pistola in grado di elargire acqua a getto, a pioggia e con effetto nebbia.</p>
<p>La rete antigrandine serve ad evitare danni al policarbonato del tetto e va applicata a circa 20 cm. da esso mediante appositi sostegni.</p>
<p>L&#8217;ombreggiamento necessario quando l&#8217;esposizione della serra è a sud, si realizza mediante apposito telo, in vendita presso le ferramenta, da stendere sopra quello antigrandine. Il grado di copertura può variare, a seconda dei casi, dal 20 al 50%.</p>
<p>La verniciatura sarà costituita da due mani di gel antiruggine, così da assicurare la protezione dagli agenti atmosferici per almeno due, tre anni. Non richiesta per i profilati in alluminio.</p>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 22:19:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-328 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="peperoncini che passione" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/chilli.jpg" alt="" width="369" height="246" /></p>
<p>peperoncini vengono coltivati come piante decorative e per i loro frutti, che vengono utilizzati ancora acerbi o completamente maturi, in una delle loro tantissime varietà.<br />
Queste piante richiedono condizioni simili a quelle dei pomodori per svilupparsi, anche se i migliori risultati si ottengono con alti valori di umidità e temperatura.<br />
Adatti per l&#8217;outdoor in posizioni assolate, danno però risultati davvero eccellenti in serra; richiedono tempi di maturazione abbastanza lunghi, è quindi necessario calcolare al meglio il momento della semina perchè i frutti abbiano modo di svilupparsi completamente prima che le giornate si accorcino e il clima si raffreddi. Una buona idea è piantare all&#8217;inizio della primavera in un propagatore riscaldato e trapiantare quando l&#8217;ultimo freddo è finito.<span id="more-327"></span></p>
<p>INIZIARE</p>
<p>La parola d&#8217;ordine è organizzazione: procuratevi etichette e pennarelli indelebili per evitare di mischiare le piantine una volta iniziata la germinazione.<br />
Avrete poi bisogno di un sacco di terriccio e di alcuni vassoi da germinazione, dotati di cubi di rockwool o jiffy, che sono compresse di torba complete.<br />
Il loro utilizzo è semplice: inzuppateli ben bene per circa cinque minuti e mettete il seme appena all&#8217;interno. Attenzione a non esagerare con l&#8217;acqua, o le radici soffocheranno.<br />
Come si è detto è bene prestare attenzione ai tempi di maturazione, quindi per un buon raccolto indoor il periodo migliore per iniziare è a cavallo tra Febbraio e Marzo per la maggior parte delle genetiche.</p>
<p>La germinazione può richiedere fino a 6 settimane, a seconda della varietà, ad una temperatura di 23-29 C°, anche se nella maggior parte dei casi due settimane sono sufficienti.</p>
<p>Una temperatura più alta può portare una germinazione più veloce, ma anche una percentuale più alta di semi non schiusi.<br />
La luce non non riveste un ruolo importante in questa fase, mentre può essere d&#8217;aiuto un riscaldatore elettrico ed eventualmente un termostato. Nel caso non siate dotati di questi accessori provvedete a coprire i vostri semi o a metterli in una serretta per conservare l&#8217;umidità e poneteli vicino ad una fonte di calore come un termosifone (non troppo caldo!) o un elettrodomestico. Arieggiateli regolarmente e fate molta attenzione perchè appena germinate le piantine hanno bisogno di un&#8217;illuminazione adeguata.<br />
Appena cresciute abbastanza per essere maneggiate, con quattro vere foglie, trapiantatele in vasi individuali da 5 cm scartando le piante più deboli facendo attenzione a non danneggiare le radici, somministrando loro un buon fertilizzante liquido a base di azoto, o magari uno specifico come il &#8220;chilli focus&#8221; di Growth technology (http://www.growthtechnology.com/nute-chillifocus.asp).<br />
L&#8217;azoto promuove lo sviluppo della pianta e delle foglie, è importante in questa fase della crescita mantenere una temperatura attorno ai 16° e una buona illuminazione.<br />
Dopo circa 8-12 settimane le piante dovrebbero essere abbastanza grandi e forti per essere nuovamente trapiantate in una serra non riscaldata o all&#8217;esterno, se il clima lo permette.<br />
Per le piccole genetiche ornamentali sarà sufficiente un vaso da 2-3 litri per ottenere piante di mezzo metro con un bel raccolto, mentre i cespugli più grandi richiedono un vaso da 5 litri e un supporto perchè non si rovescino; per avere i migliori risultati si potrà sistemare la pianta direttamente nel terreno, a patto che siate ben certi del posizionamento (sembra banale, ma ricordate che i vasi si possono spostare in caso di necessità).<br />
Per rendere i peperoncini più cespugliosi potete cimarli quando raggiungono i 15-20 cm di altezza, anche se solitamente la pratica si rende necessaria solo col genere Annum.<br />
Importantissima è l&#8217;irrigazione regolare, poichè un&#8217;annaffiatura saltuaria può causare marciume nei fiori o spaccatura dei frutti.<br />
Iniziata la fioritura e la comparsa dei frutti si andrà ad aggiungere all&#8217;acqua irrigua un fertilizzante (adatto quello specifico per pomodori) che aiuterà ad ottenere un perfetto raccolto. Attenzione al peso però: le piante più produttive avranno bisogno di un supporto per reggere il peso di tanti frutti, sistemate quindi delle canne nel terreno a sostenere gli steli o delle carrucole con cavi appese al soffitto.</p>
<p>ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE (col supporto di  Tom Green di greenshorticulture.co.uk )</p>
<p>L&#8217;illuminazione artificiale è ormai popolarissima in diverse tipologie di coltura, sia per prolungare la stagione outdoor che per portare a termine cicli completi in interni.<br />
Le tipologie di lampada più utilizzate sono le compatte fluorescenti (CFL) e quelle a scarica (HID).<br />
Le compatte sono disponibili nello spettro blu (6400k) o rosso (2700k), in differenti wattaggi tra 125 e 250. Nel nostro caso la migliore è senz&#8217;altro la blu, ottima per la propagazione e la crescita  e particolarmente idonea alla coltura del peperoncino; va associata all&#8217;utilizzo di un riflettore ed è dotata di alimentatore interno.<br />
La versione rossa, concepita per la fioritura, può essere associata alla prima in caso di mancanza assoluta di sole, ma sembra comunque insufficiente per una buona riuscita nella fase finale del ciclo.<br />
Una CFL da 125w dunque è la scelta migliore per un piccolo propagatore, mentre se avete fretta o per estensioni maggiori l&#8217;ideale sarà una 200 o 250 watt. Non dimenticate di dotarvi di un timer per accendere e spegnere le luci, dando ai vostri peperoncini 14-16 ore di illuminazione al giorno.</p>
<p>Le lampade a scarica (High Intensity discharge, HID) sono anch&#8217;esse disponibili nello spettro rosso e in quello blu, sono più potenti delle compatte e quindi più adatte alle grandi aree.<br />
I bulbi agli ioduri metallici (MH) sono perfette per i primi stadi di crescita: se le CFL, che producono una luce quasi fredda, vanno avvicinate molto alle piantine, le MH sviluppando molto calore vanno posizionate in alto. Una di queste lampadine da 400w può coprire un&#8217;area di un metro quadrato e può supportare le piante fino alla fioritura, quando si passerà ad una HPS (vapori di sodio).<br />
Queste ultime hanno un&#8217;altissima resa, ma sono indicate soltanto nella fase terminale del ciclo, per evitare una crescita verticale incontrollata . Le HPS vengono di solito acquistate nel formato da 400 o 600 watt per sfruttarne appieno le potenzialità, meglio se nella variante GROLUX, ovvero in uno spettro rosso con radiazioni blu.</p>
<p>DOMANDE FREQUENTI<br />
-Quanto costa l&#8217;illuminazione  con queste lampade?<br />
L&#8217;elettricità viene acquistata 1000 watt all&#8217;ora (kilowatt), quindi 400w assorbono il 40% di un kilowatt.<br />
Se ipoteticamente pagaste 10 euro per un kilowatt la vostra lampada consumerebbe 4 euro all&#8217;ora per tutto il tempo in cui la tenete accesa: controllate sulla bolletta il costo di un kilowatt presso il vostro fornitore e sarà facile fare i conti.</p>
<p>-E&#8217; un sistema sicuro?<br />
Assolutamente, purchè vi forniate sempre da professionisti del settore. Attenzione alla temperatura elevata raggiunta dai bulbi.</p>
<p>-Voglio solo anticipare il periodo dell&#8217;anno per la germinazione, di che luce ho bisogno?<br />
Meglio una compatta blu da 200w, economica e semplice da usare.<br />
-Voglio coltivare tutto l&#8217;anno indoor, di che luce ho bisogno?<br />
Una compatta blu per la propagazione, poi una MH fino alla fioritura ed infine una HPS. Esistono convenienti kit che permettono l&#8217;acquisto di diversi bulbi per un prezzo conveniente.</p>
<p>-Che differenza c&#8217;è tra un set d&#8217;illuminazione economico ed una più costoso?<br />
Strano a dirsi, ma di solito è il riflettore. I migliori sono ottimizzati per permettere al calore di disperdersi e per diffondere uniformemente la luce, che tende a concentrarsi in &#8220;spot&#8221; con l&#8217;utilizzo di quelli più economici.<br />
I riflettori high tech vengono di solito utilizzati per raccolti di varietà vegetali di valore e per la ricerca scientifica, non è quindi necessario investire una fortuna per ottenere buoni risultati coi peperoncini.<br />
-Ho letto che sarebbe bene utilizzare un sistema di ventilazione in associazione con l&#8217;illuminazione artificiale. Cosa significa?<br />
I bulbi scaldano molto, quindi può essere necessario installare un piccolo estrattore per rimuovere l&#8217;aria calda dalla grow room e sostituirla con quella fresca e ricca di CO2 proveniente dall&#8217;esterno.</p>
<p>-Ho letto che i ballast elettronici permettono un maggiore risparmio, è vero?<br />
Generalmente no, per ottenere maggiori prestazioni i costi salgono per forza.</p>
<p>IDROPONICA<br />
Questa nota tecnica permette di crescere le piante in una soluzione ricca di nutrienti, assorbita direttamente attraverso le radici. Le piante cresciute in questo modo hanno un apparato radicale particolarmente forte grazie all&#8217;apporto di ossigeno, acqua e nutrimento direttamente disponibili ed assimilabili, senza rischi di eccessi o deficienze nella fertilizzazione.<br />
Le piante crescono più in fretta, più sane e resistenti, e necessitano di meno spazio tra le une e le altre.<br />
E&#8217; possibile lavorare sostituendo la terra con substrati quali la vermiculite, la perlite, le biglie d&#8217;argilla, la fibra o le scaglie di cocco; questi medium serviranno soltanto da supporto.<br />
La fertilizzazione avviene grazie alla somministrazione di appositi prodotti composti soprattutto da Potassio, Azoto e Fosfati, con tracce di elementi come Calcio e Magnesio .<br />
Il sistema idroponico può essere attivo o passivo: nel primo caso l&#8217;acqua viene pompata all&#8217;esterno del serbatoio verso le radici. Nella NFT (Nutrient Film Technique) ad esempio le piantine alloggiano in un vassoio di plastica leggermente inclinato su cui scorre una pellicola di acqua fertilizzata, e vengono supportate da un tappetino di fibra. L&#8217;acqua reflua scorre nel serbatoio grazie alla pendenza e rientra in circolo. L&#8217;intera riserva periodicamente viene sostituita con acqua fresca e una nuova dose di nutrienti (per sapere quando operare il ricambio è necessario tenere sotto controllo il valore di EC).<br />
I sistemi passivi sono più semplici: la pianta è in un contenitore (vaso o sacco) contenente un substrato, in quale a sua volta è contenuto sospeso all&#8217;interno della soluzione nutritiva.<br />
RACCOLTO<br />
Informati su quale deve essere la grandezza dei frutti maturi per la varietà che hai scelto, e quando ti sembrano pronti controllate che l&#8217;aspetto sia lucido e che siano ben sodi al tocco. I peperoncini devono essere ben maturi per sviluppare appieno tutte le caratteristiche; il migliore momento per la raccolta dei frutti da seccare è quando iniziano a cambiare colore. Questo stimola la produzione di altri fiori e frutti sulla pianta, mentre i peperoncini già colti continueranno a maturare anche durante l&#8217;essicazione fino a raggiungere il bel colore rosso caratteristico.<br />
I frutti freschi si conservano per circa due settimane se tenuti in un contenitore sigillato nel frigorifero.<br />
Nel maneggiare le varietà più piccanti è bene indossare guanti durante la rimozione dei semi e dei piccioli , per evitare sgradevoli irritazioni se per distrazione doveste toccarvi la faccia o peggio gli occhi o altre parti sensibili. Questo tipo di incidenti sono davvero frequenti e ,crediatelo o meno, possono essere molto molto dolorosi e difficili da rimediare (sciacquare è la parola d&#8217;ordine, ma continuerà a bruciare per un bel po&#8217;!)<br />
L&#8217;essicazione è il più antico e diffuso metodo di conservazione. Rimuovete i soggetti danneggiati o macchiati che potrebbero ammuffire e contaminare gli altri e poi scegliete una calda, secca giornata per disporre i peperoncini in un contenitore metallico che concentri il calore del sole.<br />
Un metodo altrettanto valido consiste nell&#8217;appenderli in un luogo ventilato e secco.<br />
Attenzione al clima: se  il tempo è umido può essere necessario posizionarli su una fonte di calore, come un termosifone, all&#8217;interno di un vassoio metallico.<br />
Se siete veri appassionati e abitate in una zona che rende difficile il processo, procuratevi un disidratatore, che accelera l&#8217;essiccazione ed elimina il rischio di muffe e marcescenze. Quando avrete frutti perfettamente asciutti potrete conservarli in sacchetti ermetici tenuti al buio, o privati dei semi e tritati in polvere o scaglie.<br />
I SEMI<br />
In previsione del ciclo successivo essiccate un paio di peperoncini maturi e prelevatene i semi, che si potranno conservare in una busta sigillata, avendo cura di etichettarla e conservarla in un luogo buio e asciutto.<br />
Benchè abbiate coltivato una sola tipologia è probabile un caso di impollinazione incrociata, che quindi non darà una vera e propria specie al ciclo di coltivazione successivo. Inoltre la percentuale di germinazione dei semi così ottenuti sarà più bassa di quella dei semi acquistati.<br />
Se coltivate per diletto o per avere spezie fresche per i vostri piatti questo non dovrebbe causarvi problemi.<br />
Le impollinazioni incrociate sono dovute a diversi fattori come la vicinanza delle piante, il numero degli insetti, e le condizioni del vento; per evitare che accada è necessario coltivare in un ambiente perfettamente isolato o utilizzare una sorta di copertura / baldacchino realizzata con materiale traspirante.<br />
PROBLEMI E INFESTAZIONI<br />
Le malattie non sono comuni nei peperoncini, ma è necessario monitorare la coltivazione soprattutto quando si trasferiscono le piante in un clima più caldo. Ecco in cosa potreste imbattervi:<br />
-indebolimento del fusto, dovuto ad un attacco di funghi allo stelo delle giovani piantine. Il fusto si assottiglia vicino alla base fino al collasso della pianta stessa. Non c&#8217;è molto da fare in questi casi, si può cercare di prevenire utilizzando sempre vassoi, contenitori e substrati ben puliti, annaffiando con acqua non infetta e utilizzando un fungicida a scopo preventivo.<br />
-lumache: possono causare piccoli danni assaggiando le foglie o, se la popolazione è consistente e le piante giovani, radere al suolo l&#8217;intera coltivazione.<br />
Si può limitare il danno annaffiando al mattino, visto che le lumache sono più attive di notte e sono più a loro agio in un ambiente umido. Se si tratta di pochi vasi o una piccola estensione si può mettere sul terreno uno strato di materiale irregolare, ruvido o affilato (pezzi di corteccia, ghiaia, grani di caffè).<br />
Il rimedio più classico resta la trappola, ovvero una contenitore interrato a filo del terreno e riempito di birra: le lumache sono attirate dalla bevanda e annegano.<br />
Queste sono tutte soluzioni per i piccoli coltivatori: parlando di vaste aree è bene rivolgersi ad un gardencenter per acquistare un prodotto specifico.<br />
-Afidi: sono piccoli insetti infestanti che possono presentarsi durante tutto il ciclo, ma che preferiscono soprattutto le giovani piante. Si nutrono di linfa e attaccano con maggiore insistenza le gemme, i boccioli, e il lato inferiore delle foglioline più piccole. Quando l&#8217;infestazione è avanzata il fogliame può diventare appiccicoso e presentare una muffa scura fuligginosa, e si possono rilevare sulla pianta e sul terreno scaglie bianche.<br />
La crescita delle piante colpite è stentata, le foglie curvate e deformi<br />
Sono presenti in commercio spray, poveri e saponi per prevenire e porre rimedio a questo problema soprattutto se individuato per tempo. Si può optare altrimenti per degli antagonisti biologici, come le coccinelle, acquistabili presso i centri specializzati.<br />
-Ragno rosso: comune soprattutto in climi secchi, causa la decolorazione delle foglie e problemi nello sviluppo delle piante, e si riproduce molto in fretta. Anche in questo caso si può optare per uno dei tanti prodotti disponibili o per un predatore.<br />
-Muffa grigia: le innaffiature irregolari possono portare ad aree incavate e marroni sui peperoncini, che presto diventano molli e si coprono di muffa. Per prevenire questa patologia vanno ben distanziate tra loro le piante, provvedendo ad una adeguata ventilazione e ad una innaffiatura regolare. E&#8217; importante anche rimuovere foglie morte o parti danneggiate.<br />
-Ingiallimento delle foglie: quasi sicuramente si tratta di una deficienza nutrizionale, utilizzate un fertilizzante completo, magari a base di alghe, attenendovi ai dosaggi riportati in etichetta e non dovreste avere ulteriori problemi.<br />
-Marciume di fine fioritura: causa dell&#8217;annaffiatura irregolare, o di un eccesso di azoto, la punta dei frutti può scurirsi e diventare molle. In questo caso somministrare calcio e regolarizzare l&#8217;irrigazione.<br />
fonte: <a href="http://www.chillisgalore.co.uk" target="_blank">http://www.chillisgalore.co.uk<br />
</a></p>
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		<title>Il mio orchidario</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 21:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecniche colturali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Luca Giordani </em></p>
<p>Eccolo qui, finalmente! Dopo circa 25 giorni di lavoro&#8230;.<br />
Dopo aver letto mille articoli, mille libri e milioni di discussioni sui vari forum presenti in internet, sono riuscito a progettare e realizzare la casa delle mie orchidee.<br />
Da dove comincio&#8230;. dunque, a parte le misure, che -se servissero a qualcuno- sono tutte trascritte, ho iniziato il progetto dal più grosso sottovaso che ho trovato, cioè 105 cm x 55  alto 6 cm.<br />
Ho cominciato a costruirgli un vestito addosso, in legno per la base e il cappello, e il vetro sui 4 lati.  <span id="more-306"></span></p>
<p>Ho ordinato da Italgrow  la Envirolite, quella da 125 watt, a 6400°K , dal falegname i pezzi di legno, tutti di misura precisa al millimetro… ( il vetro purtroppo non si piega…) dal vetraio tutto il vetro ( ma quanto costa il vetro! ) da Vivaria  il sistema di nebulizzazione Basic Misting System per il controllo dell&#8217;umidità e in un qualsiasi negozio di informatica le due ventoline per il raffreddamento del case dei computer, che ho poi posizionato nell’angolo posteriore, alimentate da un bel trasformatore universale a tensione variabile per poterne variare le velocità (cioè diminuendo la tensione, le ventoline girano più lentamente, perché non occorre un grosso flusso d aria, ma piuttosto un rimescolamento). Una variazione che ho dovuto realizzare però appena terminato il tutto, è stata quella di fare con due frese da legno di diametro 2,5 cm due piccoli fori vicino alle ventole, per poter abbassare un po&#8217; l&#8217;umidità che aveva valori troppo alti.</p>
<p>Dopo di che ho iniziato il montaggio: ho intagliato le sagome delle ventoline sul legno e ho iniziato, con dell&#8217;impregnante all&#8217;acqua, a dipingere il legno per proteggerlo contro l&#8217;umidità.</p>
<p>Date le 3 mani di impregnante  ho iniziato ad assemblare tutti i piccoli particolari che mi servivano, nel mio caso le ruotine, in quanto l’ orchidario verrà posizionato vicino a un camino, e non volevo che le piccole cuocessero quando è acceso. Per cui, alla Brico, ho comprato 4 rotelline da carrello, ognuna delle quali sopporta un carico di 25 kg, e le ho avvitate a 4 spicchi di legno che avevo precedentemente preparato.</p>
<p>Adesso, inizia la fase che per me è risultata la più problematica, ma solo perché ero da solo, e cioè assemblare i 4 lati della base e del cappello. Con l&#8217;uso di piccole spine in legno, colla da legno e fasce da camionista (!!! ) ho unito tutti i pezzi, e aspettato poi 3 giorni perché il tutto fosse il più possibile stabile prima di procedere alle altre fasi.</p>
<p>Ho iniziato poi ad assemblare, nel cappello, quella che sarebbe stata la base degli impianti, e il supporto dell&#8217;Envirolite.<br />
Allora, per la base degli impianti ho realizzato con del legno di spessore 1,4 cm una sorta di pista larga quanto mi permetteva l&#8217;ingombro del riflettente della lampada, e in più vi ho attaccato i due supporti per le ventole, lasciando in ogni pezzo di legno qualche millimetro per permettergli di espandersi, quando sarà sottoposto a un grado di umidità decisamente alto.</p>
<p>Ho poi ( dopo averci pensato molto ) escogitato una cosa strana per il sostegno di tutto il kit riflettente dell&#8217;Enivirolite. Ho messo sui bordi del cappello due supporti, tipo quelli che si sono dentro agli armadi per sostenere gli abiti, entro cui poi ho poi appoggiato un tubo in alluminio, e al  quale ho successivamente attaccato con dei golfari ( bulloni a testa tonda ) il kit d illuminazione.</p>
<p>Poi sono passato alla base, che ha richiesto diverse soluzioni, per ovviare a diversi problemi: l&#8217;acqua di condensa che sarebbe scivolata dai vetri, il supporto per il sottovaso pieno di Leca e acqua, il peso dei vasi delle orchidee che però doveva far passare l&#8217;umidità che sarebbe risalita dalle palline di Leca.<br />
Allora, per prima cosa, ho fatto 4 pezzi di legno di spessore 1,4 cm per il sostegno del sottovaso, uniti alla base con delle staffe ad elle in acciaio.<br />
OK il sottovaso è a posto,  adesso occorre evitare che l&#8217;acqua di condensa finisca sul legno e che nel tempo lo faccia marcire, per cui, dopo essermi drogato con dell&#8217;ottimo Prosciutto di Parma, ho avuto la visione!</p>
<p>Usando quelle strisce di plastica che ci sono nelle celle frigorifere, che sono spesse, trasparenti, ma molto flessibili, ho brevettato le minigonne dell&#8217;orchidario. Ossia, per tutto il perimetro della base, ho fissato con viti e rondelle queste minigonne di altezza 10 cm. Essendo curvate guidano l&#8217;acqua di condensa all’ interno del sottovaso, impedendole di colare nel legno o sul pavimento.</p>
<p>Da precisare che dal falegname avevo comprato legno di spessore 3 cm: il vetro è di spessore 6 mm, per avevo fatto praticare un intaglio di altezza 2,5 cm , entro il quale avrei poi fissato il vetro.</p>
<p>So che descriverlo è difficile, si tratta in pratica di una scanalatura nel legno entro cui ho poi ho infilato il vetro, dopo aver opportunamente siliconato il fondo.</p>
<p>Posizionati i vetri con l&#8217;ausilio di scotch da carrozziere per tener gli angoli perfettamente a 90 ° , ho infilato il cappello, e l’ orchidario ha cominciato ad assumere la sua forma definitiva.</p>
<p>Ho poi assemblato tutti i contatti elettrici, posizionato una ciabatta multipresa sulla quale ho collegato tramite un timer l&#8217;illuminazione, e con un altro timer il sistema di nebulizzazione della Vivaria. Le ventoline da computer le lascio sempre accese, ma vorrei specificare che girano davvero piano.</p>
<p>Pronto per il funzionamento, ho riempito con le palline di Leca e acqua il sottovaso, poi una sorta di doppia rete portante, e una retina da pollaio per livellare la rete sottostante che impediva un corretto appoggio dei vasi.</p>
<p>Ho poi messo le mie tre piccole orchidee, una phalenopsis e due oncidium, in attesa di vedere cosa succede senza forzare le condizioni, ma scegliere anzi le piante in base ai valori che riuscirò ad avere nel mio orchidario.</p>
<p>So per certo che agli occhi dei più avrò commesso mille inesattezze o ancor peggio delle enormi cavolate, ma per me questo orchidario rappresenta un punto di partenza, e non di arrivo.<br />
Guardandolo, continuando a leggere e ad ascoltare i veri esperti, spero nel tempo di apportare tutte quelle migliorie che permetteranno alle mie amate orchidee di vivere e prosperare nel miglior modo possibile.<br />
Per cui per qualsiasi dubbio, o cavolata che secondo voi ho fatto, sono qui, aperto a qualsiasi critica o suggerimento.</p>
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