Fertilizzanti organici

di Lorenzo “Lollo” Lettiniorganico

www.growshopanovara.com
Spesso molti hobbysti della coltivazione indoor o dediti solamente all’outdoor, hanno sentito parlare di nutrimenti npk organici, minerali/organici o minerali senza conoscerne sostanzialmente la differenza e il loro impiego nelle varie tecniche di coltivazione di cui le principali, almeno per quanto riguarda l’ home gardening sono quella organica( terra) e l’idroponica. Attualmente in commercio si trovano una miriade di prodotti/nutrimenti sia per terra che per idroponica, i quali  da 30 anni a questa parte venivano prodotti da case olandesi che vantano una lunga esperienza nella produzione di quest’ultimi.

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Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)

sistema idroponico fai da tedi Nathan Williams.

Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.

TAPPARE I TUBI

Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.

Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione.
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Idroponica: un sistema casalingo (parte 1)

sistema_idroponico_casalingodi Nathan Williams.

Costruisci da te il tuo sistema idroponico outdoor per coltivare patate, fragole, lattuga e sedano!

Il mio interesse per l’idroponica risale alla mia infanzia, quando un parente mi regalò una lampada da coltivazione. Non sapevo ancora che idroponica significa coltivazione senza terriccio e non necessariamente sotto luce artificiale, ma questo non mi ha impedito di iniziare a sistemare piantine sotto le scale, a casa dei miei genitori.

Quando le prime fragole sono spuntate alla luce violetta dei miei tubi fluorescenti sono rimasto talmente affascinato da iniziare a pensare di coltivare le piante in diversi modi.
Quando finalmente ho capito cosa fosse l’idroponica, non ho potuto fare a meno di innamorarmene.

Dopo anni di ricerche ed esperimenti mi sono buttato e ho recentemente cresciuto con successo una piantina di peperoncini che è letteralmente svettata in confronto alla sorellina piantata nel terreno. Era ormai deciso: è quello che fa per me, ne voglio di più e decisamente più in grande!
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Tabella guida alla coltivazione indoor

tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor

Tempo addietro avevamo redatto in collaborazione con lo staff di Italgrow una tabella riassuntiva dei principali parametri da considerare nella coltivazione indoor.
Predisponendo una serie di sezioni principali (Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica) riproponiamo a grande richiesta  la più semplice delle guide per il neofita e non solo, in grado di fornire un prima panoramica e una serie di risposte alle più comuni domande: che portata dovrebbe avere il mio aspiratore? Cos’è un regolatore di giri? A che distanza dalle lampade devono stare le piante? Come gestisco ph ed EC? Quando va utilizzato uno stimolatore radicale? Qual’è in pratica la differenza tra i vari substrati e quale formato è idoneo alla mia situazione?

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Conduttività elettrica e ossigenazione

La conduttività elettrica (EC) è un fattore che influenza enormemente la crescita delle piante coltivate fuori suolo.

La maggior parte dei nutrienti in commercio ha una formula che permette soluzioni con EC piuttosto basso ( inferiore a 3.0 dS/m).
Seguendo le tabelle coi dosaggi riportati in etichetta, e servendosi di prodotti di qualità, è impossibile sbagliare nella preparazione della soluzione nutriente.
I veri problemi nascono ad esempio quando in giornate particolarmente calde e secche l’acqua evapora in gran quantità, lasciando le radici immerse in una concentrato di fertilizzanti e sali, con un EC balzato improvvisamente alle stelle. Read more…

Il processo di clonazione vegetale

di Christian Cantelli

Una continua produzione di fiori o frutti e nuove pianticelle ogni settimana senza dover acquistare nuovi semi, a volte rari o costosi; mantenere negli anni una particolare pianta, anche se a ciclo breve. Come fare?
La risposta è nella tecnica della clonazione vegetale, o taleaggio.

Una talea è il ramo di una pianta fatto radicare e diventare una pianta a se’.
Per produrre talee dovremo innanzitutto selezionare una o più piante da cui ricavarle: naturalmente selezioneremo le piante più promettenti, più robuste e dalle crescita più vigorosa, in quanto ogni talea/clone ne sarà l’esatta copia. Le piante destinate alla produzione di cloni sono dette piante “madri”, sarà bene quindi sceglierle accuratamente. Read more…

La ventilazione nelle colture domestiche

growboxDi Christian Cantelli.

Una questione vitale per la salute delle piante

Ci sono un paio di considerazioni da fare quando si progetta la ventilazione di una grow-room, concetti piuttosto semplici ma spesso trascurati.

In primo luogo, bisogna ricordasi che l’aria più calda salirà naturalmente nella parte superiore dell’area di coltivazione e che l’aria più fredda scenderà naturalmente verso la parte inferiore.
Progettando la ventilazione per qualunque spazio bisogna inoltre ricordarsi che il volume (VOLUME, in metri cubi [ larghezza x profondità x altezza]) di aria che va DENTRO, anche deve uscire; non si può pensare di arieggiare uno spazio di coltura semplicemente forzando l’aria dentro non fornendo uno sfiato. Read more…

Luce e vita

da www.philips.com

un approfondimento su qualcosa che tutti vediamo ma che pochi conoscono davvero bene, a cura dei professionisti dell’illuminazione.

La luce artificiale può davvero sostituire il sole?

Il sole è una fonte luminosa naturale a disposizione di tutti e consente la crescita di ogni organismo vivente, comprese le piante. Tuttavia, la luce del sole non è presente ovunque in quantità sufficienti. Tra 40° e 80° di latitudine, la quantità di luce presente all’interno di una serra durante i mesi invernali è spesso troppo limitata per garantire lo sviluppo delle piante. Ecco perché, a queste latitudini, si impiegano comunemente sorgenti luminose aggiuntive per stimolare la crescita dei vegetali. Read more…

La coltivazione dei funghi

del prof. Giuseppe Lanzi

Nella coltivazione dei funghi distinguiamo due importanti momenti operativi: la preparazione dei substrati di coltura e la produzione dei funghi.
Le aziende che attuano entrambi i suddetti momenti operativi vengono definite “fungaie a ciclo chiuso” e sono normalmente di rilevanti dimensioni e occupano decine (ed anche centinaia) di addetti. L’impianto per la preparazione del substrato è infatti molto sofisticato e costoso e richiede, per ammortizzarlo, un utilizzo continuo e massimo delle sue strutture e capacità produttive: cosa questa che non sarebbe possibile attuare su fungaie di piccole dimensioni.
E’ per questo che in Italia, come peraltro in tutta Europa, si è andata sempre più differenziando l’attività di preparazione del substrato da quella di produzione dei funghi. Read more…

Diagnosticare un problema

di Christian Cantelli

Cosa c’è di sbagliato in queste piante? E’ una domanda che ogni coltivatore si trova ad affrontare almeno una volta nella vita. Spesso un po’ di buon senso ed un buon spirito d’osservazione possono aiutare a dare una risposta. La seguente è una guida alla diagnostica per il coltivatore domestico.

Identificare i sintomi.
-Le foglie sono gialle o marroni? È peggio sul bordo della foglia o nel mezzo?
-Sono le foglie giovani o le vecchie a manifestare i sintomi?
-Ci sono delle macchie sulle foglie o sui rami? Queste macchie sono di dimensioni uniformi o variano di forma e grandezza?
-È solo la parte superiore delle foglie a presentare il problema o la parte di sotto o entrambi?
-Le piante si afflosciano? Stentano a crescere? Read more…

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