Esistono moltissime ricette per ‘cucinare’ in casa, con poche risorse e pochissimo denaro, un valido antiparassitario fai da te utile per la maggior parte degli insetti infestanti.
In questo caso avremo un prodotto che non danneggia le piante e che può essere usato fino al momento del raccolto perchè non tossico. Gli ingredienti presi in considerazione sono reperibili senza alcuno sforzo, ma è sicuramente possibile sostituirli con altri.
Sarebbe anzi interessante conoscere le misture personalizzate dei lettori: se vuoi condividere la tua ricetta sentiti libero di farlo nei commenti e noi la aggiungeremo a questo articolo.
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In moltissimi abbiamo ammirato qualche volta un bell’albero di Salice. 
Il Salice è un albero dalla crescita molto veloce, con foglie decidue, tipico dell’emisfero nord e amante dei terreni umidi. Uno dei più noti appartenenti alla famiglia dei Salici è il Salice Piangente, bellissima pianta dai tipici rami cascanti, con foglie allungate che spesso presentano una faccia inferiore setosa o bianca.
La popolarità di questo albero è in buona parte dovuta alla sua versatilità: la corteccia è usata in medicina per il contenuto di salicina (da cui l’acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell’Aspirina) antinfiammatorio e analgesico. Il legno viene utilizzato per la costruzione di mobili, utensili ed impiallacciature, la fibra utilizzata per produrre cordami e carta; i rami vengono intrecciati per costruire cesti, nasse e vari oggetti (vimini).
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Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne’ molto denaro?
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.
Materiali:
- due secchi della capienza di circa 20 litri
- substrato per idroponica (perlite, fiocchi di lana di roccia, vermiculite o argilla espansa)
- trapano con punta fine o punteruolo
- timer ad intervallo di un minuto
- ossigenatore con tubicino e pietra porosa
- pompa
- tubo flessibile per la pompa
- test del pH
- eventualmente soluzione per la correzione del pH
- nutrienti per idroponica
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Di jrossetti, articolo in lingua originale con foto: http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0
Il ‘secchio idroponico’ Hydrobucket è un idrosistema fai-da-te pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.
Il design è pensato per essere il più semplice possibile e per consentire l’impiego del minor numero di parti.
Inoltre non richiede particolari abilità per l’assemblamento ed è economico.
Strumenti
- le tue mani
- un taglierino
- un metro
- un pennarello
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di Tool Using Animal
Realizzare una sorta di giardino idroponico alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con materiali di riciclo?
Possibile.
Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l’occhio.
Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere Ebb & Flood.
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.
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Ecco come realizzare un orto capovolto con i sacchetti VASTLIG di IKEA, reperibilissimi ed estremamente economici. L’idea del giardinaggio o dell’orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.
In questo caso anche l’estetica è soddisfatta.
Descrizione: per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.
Strumenti: forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.
Come procedere?
-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.
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Coltivare pomodori è un po’ un classico: non c’è orto dove manchi questa pianta, sia esso all’aperto, in serra o sul balcone di casa.
Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.
Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.
E ‘importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito, prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e peperoni sono sensibili agli stessi problemi.
Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi e come procedere.
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di treesneedtobehugged
Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? 
Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito?
Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare?
Oppure è troppo difficile raggiungere l’area su cui vorresti intervenirte?
E quante volte questo tipo di pensieri ti ha attraversato la testa, quanti lotti abbandonati o aiuola trascurate hai incrociato nella tua vita.
Bene, quello che ci vuole per te è una seed bomb (bomba di semi). E’ economica, naturale ed organica, facile da fare, semplice da trasportare in tasca e efficientissima per coprire anche vaste aree in breve tempo.
Le seed bomb è l’asso nella manica dei guerrilla gardeners che vogliono raggiungere il loro scopo presto e bene.
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La fertilizzazione è un punto chiave nella coltivazione, per cui la scelta di una buona marca di nutrienti specifici farà già di per se la differenza.
Vediamo quali altri accorgimenti ne massimizzeranno il potenziale.
I dosaggi riportati in etichetta vanno sempre rispettati, badando di usare il fertilizzante giusto nelle giuste quantità in base allo stadio di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura), al substrato usato (cocco, idroponica, terra) e nel caso di prodotti molto specifici anche in base alla tipologia della pianta (ad esempio peperoncini, od orchidee)
Fertilizzanti multicomponenti e additivi non vanno mai mischiati allo stato concentrato o in poca acqua. Questi prodotti vengono tenuti separati proprio perché a contatto diretto l’uno con l’altro possono formare residui dannosi.
Prima di tutto quindi riempite il serbatoio, poi versate uno ad uno i fertilizzanti, infine mescolate molto bene per evitare un pH e una distribuzione disomogenei.
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Sebbene esistano in commercio ottimi prodotti che forniscono uno spettro luminoso adatto alla coltivazione delle piante, nessuna lampada riproduce esattamente la luce del sole.
E’ importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.
Cosa serve?
Un impianto standard necessita di un ballast (alimentatore) che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un riflettore per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un timer per la temporizzazione dell’illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.
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