Manutenzione del sistema idroponico

pulire-sistema-idroponicoQualunque sia la tecnica di coltivazione l’igiene è sempre fondamentale.
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l’accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.
Le operazioni di svuotamento dell’impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:

-il tubo che dalla pompa porta all’impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.

-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l’acqua defluisce grazie alla forza di gravità.

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La scelta della growbox

scegliere growboxdi Lorenzo “Lollo” Lettini

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Oggi parleremo dell’acquisto della grow box, ovvero la casa della nostra coltivazione indoor.
Spesso mi viene posta questa domanda: vorrei far crescere e fruttificare delle piante a ciclo annuale ( peperoncini, pomodori, erbe officinali ) ma il mio spazio e’ limitato…
Più piante in uno spazio ristretto possono soffrire e mettere in atto una vera e propria competizione tra loro e tale competizione porterà a una “non crescita” delle piante più deboli geneticamente.
Questo per sottolineare che il benessere anche di una sola pianta coltivata in uno spazio limitato porterà notevoli soddisfazioni a chi la coltiva, e viene da se’ che è preferibile una sola pianta che produca bene piuttosto che cinque piante ammassate in una grow box medio piccola (80×80×160).
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Guida alla coltivazione indoor

coltivazione indoorE’ noto come sia assolutamente necessario mantenere alcuni fattori ambientali sotto controllo nella coltivazione indoor.
Vediamo come gestirli al meglio per avere risultati di assoluta eccellenza ed ottenere il massimo dalla nostra coltivazione.

Durante la fase di crescita è bene  che le ore di luce quotidiane siano 18-20. All’avvio della fioritura bisogna passare drasticamente a 12 ore, per simulare l’arrivo dell’autunno.
Dopo circa tre settimane di fioritura si potrà aggiungere un quarto d’ora di luce ogni 2 giorni, per arrivare a 13 ore di luce alla fine della terza settimana di fioritura. Questo, sebbene in natura le ore diurne vadano calando e non aumentando, è un piccolo trucco che permetterà di accelerare i tempi di raccolta.

E’ fondamentale però non esagerare e non superare le 13 ore, pena lo stress della pianta e un sicuro peggioramento delle sue condizioni generali.

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I riflettori nella coltivazione indoor

riflettoredi Lorenzo “Lollo” Lettini

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Coltivare Indoor: l’importanza della luce.

Buongiorno a tutti gli appassionati di biogardening e coltivazione indoor, oggi tratteremo un tema a volte secondario per molti che non essendo ancora degli “adepti”, non focalizzano pienamente il concetto di riflessione per quanto riguarda il 50% delle frequenze luce (l’altro 50% sono le frequenze che arrivano direttamente , ovvero la luce diretta che colpisce rami, foglie e infiorescenze/frutti). La scelta di un riflettore “standard tipo “stuco” che viene fornito di solito con kit standard hps puo’ fare al caso vostro (poco investimento e resa sufficente ), ma tuttavia la forma e la superficie di riflessione ottimali ottimizzano non poco il risultato del vostro giardino indoor.

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Estrattori: mai più senza.

di Lorenzo “Lollo” Lettiniestrattore

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Spesso se non quasi sempre viene lasciato da parte chiaramente dai neofiti dell’indoor l’argomento “TRATTAMENTO ARIA” e viene avvantaggiato l’argomento semenze, luce, terra, nutrimenti base, booster ecc.

Beh…voglio sfatare questa leggenda metropolitana: l’estrazione e la circolazione dell’aria sono fondamentali!! Quindi: NIENTE RICIRCOLO NIENTE FRUTTIFICAZIONE per una serie di conseguenze dovute alla limitazione della fotosintesi ed a una inevitabile necrosi dell’apparato fogliare.

Quasi sempre mi vengono rivolte nel mio Bio-gardening le stesse domande da parte dei clienti: troppi nutrimenti? Le foglie si arriciano verso l’alto e le punte sono gialle, la fruttificazione è in ritardo, ho delle bruciature. Troppo azoto?

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Filtri per l’aria, quali e perchè?

Tutti i grower sanno bene che un ambiente ristretto, umido e caldo, come è per forza di cose la growbox, può in un attimo riempirsi di odori sgradevoli, anche se la ventilazione è buona.
Questo è dovuto spesso alla concentrazione e anche alla tipologia delle piante che coltiviamo. Le rose stesse, al momento della fioritura sprigionano un fortissimo profumo che può rivelarsi talmente intenso da far girare la testa. Alcune verdure emettono odori sgradevoli al momento della maturazione, e in generale è buona norma (e buona regola di vicinato) evitare di rendere partecipe chi ci abita accanto dei nostri problemi di cavolfiori maturi.
Per assicurare aria fresca alle nostre piante infatti ci si affida all’estrattore, che porta l’aria più calda e “viziata” all’esterno e, tramite un tubo flessibile, all’aperto.
Il sistema di aereazione infatti è concepito in maniera che la presa d’aria sia su un lato, in basso, poichè l’aria fredde tende a rimanere vicino al terreno, e l’estrazione avvenga in alto sul lato opposto. Questo garantisce un adeguato movimento all’interno della camera di coltura ed una buona ossigenazione. Read more…

Ufo, led e il futuro dell’illuminazione indoor

con la collaborazione di Fabio Casu

Cosa si nasconde dietro la sigla LED?
Si tratta di Light Emitting Diodes, ovvero letteralmente diodi ad emissione luminosa.

Wikipedia ci informa, ad uso degli utenti già edotti in materia: ” LED sono uno speciale tipo di diodi formati da un sottile strato di materiale semiconduttore. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni. Read more…

Gestire i sistemi idroponici

a cura di GENERAL HYDROPONICS EUROPE

Leader nel settore dell’idroponia e pioniera della coltivazione fuori suolo, General Hydroponics Europe produce fertilizzanti specifici e sistemi idroponici fra i più popolari e diffusi nel mondo.
Ecco dunque una praticissima guida al loro utilizzo, alla manutenzione e alla sistemazione ideale, a partire
dal momento stesso in cui spacchettate il vostro nuovo acquisto.

DISIMBALLAGGIO E SISTEMAZIONE
Verificate la lista dei componenti e familiarizzate con ognuno di loro.
Una luminosità abbondante, una buona aerazione, una temperatura e un’umidità adeguate costituiscono le condizioni essenziali perché le vostre piante crescano velocemente e producano i raccolti migliori.
Posizionate dunque il sistema in un luogo luminoso, caldo e ben ventilato. Dovunque lo sistemiate, scegliete uno spazio che non teme le inevitabili fuoriuscite di acqua che possono verificarsi durante la manutenzione. Read more…

Il pH nelle coltivazioni domestiche

di Christian Cantelli

Coltivando indoor prima o poi saremo costretti ad affrontare problemi o situazioni legate al livello di PH dell’acqua di irrigazione o del terreno. Per quest’ultimo i problemi sono relativi, in quanto esso assolve ad un’importante azione “tampone” nei riguardi delle fluttuazioni del PH, la situazione cambia radicalmente invece allorché si decida di passare ad un sistema idroponico.
Prima di tutto specifichiamo cos’è il PH esattamente: la scala che misura l’indice di acidità/alcalinità di una sostanza. Parte da 1 ed arriva a 14 dove 1 è la sostanza più acida possibile mentre 14 la più alcalina. A 7, cioè a metà, si trova il PH cosiddetto neutro. La scala è algoritmica, il che significa che il livello PH 5 è dieci volte più acido del PH 6 e quindi 100 volte più di PH 7, questo è già un indice di come le fluttuazioni di PH non siano un fenomeno trascurabile. Read more…

Test: pastiglie di CO2 a lento rilascio

co2di Christian Cantelli

Il test di Giardinaggio Indoor del mese si occupa di un nuovo rivoluzionario tipo di pastiglie di anidride carbonica a lento rilascio.

LA CO2
Innanzitutto è il caso di spendere due parole sull’uso della CO2 per una coltivazione domestica ed i suoi benefici: tutte le piante sono costituite da tre macro elementi fondamentali, Idrogeno, Ossigeno e Carbonio; I primi due elementi, presenti nell’acqua (composta da due molecole di Idrogeno ed una di Ossigeno) sono assorbiti dalla pianta tramite l’apparato radicale, mentre il Carbonio viene prelevato dall’aria. Nello specifico la pianta scompone le molecole di anidride carbonica (altrimenti detta CO2 dalla sua composizione molecolare o bi-ossido di Carbonio) tenendo una parte di Carbonio e rilasciando due parti di Ossigeno grazie al processo di fotosintesi clorofilliana. Read more…