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	<title> &#187; gestione growroom</title>
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		<title>Il Calcio nelle piante indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:04:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carenza di Calcio nelle piante. Sintomi e cura. Come evitarla organizzando meglio la growroom.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato offre una gamma vastissima di prodotti tra cui scegliere quando si parla di nutrimenti per idroponica.<a href="http://growerplanet.it/"><img class="alignright size-full wp-image-1737" title="fertilizzanti-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/fertilizzanti-idroponica.jpg" alt="fertilizzanti idroponica" width="390" height="325" /></a></p>
<p>Tanta possibilità di scelta genera senz&#8217;altro il dubbio:</p>
<p><strong>Quale fertilizzante idroponico scegliere? Quale funziona meglio?</strong></p>
<p>La risposta chiaramente dipende dal tipo di coltivazione, o più specificatamente da quale tipo di pianta state coltivando in idroponica e in quale sistema. Se molti fertilizzanti sono infatti concepiti per uso generale e sono perfetti per piante poco esigenti o per diversi tipi di pianta all&#8217;interno dello stesso sistema idroponico o ambientale, altri sono formulati in maniera specifiche per alcune varietà, come le orchidee o il peperoncino, o ancora le piante a sviluppo particolarmente veloce.</p>
<p><strong>Una volta scelto un buon nutriente, adatto alle nostre esigenze, siamo dunque al riparo da carenze?</strong></p>
<p><strong>E se invece le nostre piante ci mostrano una mancanza di un elemento significa che il nostro fertilizzante idroponico è quello sbagliato, o è di cattiva qualità?</strong></p>
<p>Non necessariamente. Anzi, sono entrambe situazioni improbabili.</p>
<p><span id="more-1736"></span></p>
<p>La chimica delle piante è complessa e subordinata a vari fattori ambientali, pertanto non immutabile nel tempo. Tutti siamo quindi soggetti ad un&#8217;improvvisa mancanza di un elemento chimico nel sistema delle nostre piantine, anche se il nutrimento somministrato è perfetto.</p>
<p>E se talune carenze sono piuttosto evidenti, a volte individuare una carenza di Calcio è davvero un&#8217;impresa ardua, perchè il mix di sintomi si confonde con quello di altre carenze più frequenti e quindi probabili, ma anche con malattie e attacchi patogeni.</p>
<p><strong>Quali sono questi sintomi indicatori della carenza di Calcio nella pianta?</strong></p>
<p>Le foglie più recenti, i germogli e a volte i giovani rametti si curvano ai bordi e si deformano, o nascono già deformi e arrotolate o accartocciate.</p>
<p>Le foglie più grandi tendono ad incresparsi e si mostrano rugose. A partire dalle punte e poi dai margini il fogliame muore, assumendo un aspetto bruciato.</p>
<p>Le radici non riescono a svilupparsi, sono corte, poco ramificate e poco distanziate. La pianta non può assorbire correttamente i nutrienti, in particolare Potassio e Magnesio.</p>
<p><strong>Ma perchè se il Calcio è disponibile la pianta non lo assimila?</strong></p>
<p>Alcuni fattori inibiscono l&#8217;assunzione corretta del Calcio: un pH troppo acido ad esempio. Ma anche eccessiva presenza di Zolfo o Fosforo, che si legano alle molecole del Calcio rendendolo indissolubile e quindi inutilizzabile. anche il Magnesio e l&#8217;Azoto possono interferire con la gestione del Calcio da parte della pianta.</p>
<p>Il lento assorbimento dell&#8217;acqua e lo stress idrico inibisce la circolazione del Calcio: attenzione all&#8217;umidità, se è troppo alta crea uno stallo nella traspirazione. Anche l&#8217;eccessivo calore sbilancia l&#8217;equilibrio idrico. Quindi ventilazione ottimale e temperature non troppo elevate aiutano a  l&#8217;assunzione di Calcio (ma non solo).</p>
<p>Sotto-fertilizzazione dunque non è la parola chiave. Spesso il problema è l&#8217;eccesso, o il mix con troppi elementi (booster, additivi, fertilizzanti differenti). Ecco perchè bisognerebbe utilizzare sempre prodotti della stessa linea, concepiti per lavorare insieme.</p>
<p>Il controllo ambientale poi è legato a doppio filo alla nutrizione, in idroponica ma anche nel terreno. Temperatura, acidità del substrato, umidità: tutto influisce sull&#8217;assunzione di elementi e microelementi. Non basta assicurarsi dunque un fertilizzante di buona marca per crescere delle belle piante, me bisogna necessariamente essere coltivatori attenti. Una carenza di Calcio può, come abbiamo visto, essere dovuta ad una cattiva ventilazione.</p>
<p><strong>Ma è davvero così importante il Calcio? Perchè le piante ne hanno bisogno?</strong><br />
Il Calcio è utilizzato nella formazione delle  pareti cellulari delle piante, ed è indispensabile per la stabilità e la funzionalità della membrana cellulare. Si comporta come una specie di colla o di cemento, mantenendo di fatto la solidità dei tessuti. Lo si può immaginare coma una malta che mantiene uniti e rafforza i mattoncini cellulari che compongono la pianta.</p>
<p>Questo significa che la robustezza dello stelo, la compattezza dei fusti e dei rami, la struttura stessa della pianta dipendono da Calcio.</p>
<p>Il Calcio è inoltre indispensabile per la corretta assimilazione di altri elementi. Non dimentichiamo che la chimica interna delle piante e di tutti gli esseri viventi prevede una sorta di sintonia: tutti gli elementi sono indispensabili per mantenere l&#8217;equilibrio.</p>
<p>Se il Calcio manca lo &#8216;scheletro&#8217; vegetale diventa fragile, la pianta è soggetta a malattie ed attacchi ed infine muore.</p>
<p>Inoltre è interessante notare che i tessuti danneggiati dalla carenza non possono essere &#8216;riparati&#8217; anche una volta bilanciata la somministrazione. I tessuti nuovi cresceranno però sani, quindi la pianta può ripartire con uno sviluppo normale ma presenterà i segni della carenza sulle parti colpite.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong></p>
<p>-Il Calcio è un elemento indispensabile per le piante.</p>
<p>-Utilizzare un nutriente scadente ovviamente non ha senso, quindi procuratevi un buon fertilizzante completo specifico per idroponica.</p>
<p>-Questo comunque non vi metterà al riparo da eventuali carenze, poiché i fattori in gioco sono molteplici. Le piante nella realtà non funzionano come in Farmville, ma sono organismi delicati che si basano su precisi equilibri chimici e ambientali. Un po&#8217; come noi.</p>
<p>-Prima di somministrare altro Calcio o più nutrimento in caso di carenza controllate bene la vostra growroom: ventilazione, temperatura, umidità e pH del substrato/soluzione nutritiva possono essere le cause.</p>
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		<title>Neon dal seme al fiore: AGRO e DUAL</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 17:10:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arrivano sul mercato i tubi al neon Phytolite, per tutto il ciclo di vita della pianta: seme, talea, crescita, fioritura, fruttificazione. DUAL e AGRO, con spettro giallo e blu, sono un passo avanti nell'uso delle lampade fluorescenti in orticoltura.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/10517_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1731" style="margin: 4px;" title="neon phytolite" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/10517_1.jpg" alt="neon phytolite" width="144" height="142" /></a>L&#8217;uso di <a title="tubi al neon nelle coltivazioni indoor" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon.1.9.26.sp.uw.aspx" target="_blank">tubi al neon nella coltivazione indoor</a> è molto diffuso, grazie ai vantaggi indubbi che offre.<br />
Lo spazio ridotto, il basso costo di acquisto, i consumi minimi, la luce fredda sono caratteristiche senz&#8217;altro utili e pratiche che possono rivelarsi alleate indispensabili del grower.</p>
<p>Non c&#8217;è professionista che non abbia un buon set di neon per fare taleaggio o mantenimento delle piante madri, o spesso anche per supportare la fase di crescita.<br />
Una valida plafoniera, munita di una coppia di tubi, può anche salvare le sorti di un ciclo di coltura nel caso che qualcosa vada storto, magari nel weekend, con l&#8217;impianto luci in uso.<br />
Ma se negli anni i neon sono sempre stati validi alleati di supporto alle varie HPS o CLF, ora è possibile affidare loro completamente le piante, dal seme al fiore.</p>
<p><span id="more-1730"></span></p>
<p>Sissignori, ora Phytolite offre <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pll&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"><strong>neon nelle versioni DUAL e AGRO</strong></a>, che potranno dare grosse soddisfazioni ai coltivatori.</p>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong></p>
<p><a title="nen AGRO phytolite" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon_NEON-55-PLL-2100K-AGRO.1.9.26.gp.4736.-1.uw.aspx" target="_blank">I neon AGRO</a> sono tubi con spettro adatto a tutte le fasi di crescita, a luce gialla con aggiunta di blu.<br />
<a title="neon DUAL phytolite" href="http://growerplanet.it/tubi-al-neon_NEON-55-PLL-2700K-6400K-DUAL.1.9.26.gp.4737.-1.uw.aspx" target="_blank">I neon DUAL</a> montano due diversi tubi, uno da 2700K e uno da 6400K, per un perfetto bilanciamento dello spettro.</p>
<p>Entrambi i modelli coniugano un prezzo accessibile con buone performance, e costituiscono la soluzione ideale nelle growroom più piccole, e in generale dove luce fredda e dimensioni ridotte siano importanti.<br />
Chiaramente parliamo di un prodotto differente da un bulbo ai vapori di sodio, che ha altri pregi, ma possiamo inserire questi nuovi tubi al neon per orticoltura Phytolite in una nicchia a parte, tra le fluorescenti evolute.</p>
<p>E tu, hai già provato questi neon? Nel caso, saremmo lieti di sentire la tua opinione.</p>
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		<title>Costruire una Growbox fai da te</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 12:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida con istruzioni passo per passo su come costruire una growbox (o grow box, o darkroom) in casa con poca spesa.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1679" class="wp-caption alignright" style="width: 259px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg"><img class="size-full wp-image-1679" title="costruire growbox" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg" alt="costruire growbox" width="249" height="408" /></a><p class="wp-caption-text">Costruire una growroom. Guida di Drillbit su Instructable.com</p></div>
<p><em>Liberamente tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></em><em> </em></p>
<p><em>Scritto da Drillbit</em></p>
<p>La GrowBox, o Dark Room è in pratica una sorta di armadio pensato per ospitare in casa piante che necessitano di un ambiente controllato per la crescita.<br />
Illuminazione specifica, un clima predefinito e la semplicità di gestione non sono facili da ottenere posizionando semplicemente le piante all&#8217;interno di una stanza, senza contare l&#8217;impatto estetico.<br />
D&#8217;altra parte un comune armadio è decisamente inadeguato alla bisogna. Ecco dunque una guida per costruire in casa una piccola (152x61x61) growbox fai da te.<br />
Per disegnare il progetto esiste un programma gratuito e semplice da usare, Google Sketch up, scaricabile a questo indirizzo: <a href="http://sketchup.google.com/">http://sketchup.google.com/</a><br />
<strong><br />
I materiali necessari sono questi:</strong></p>
<p>-Pannelli di fibra di legno a media densità ( un prodotto economico e leggero, costituito da cippati riassemblati, assimilabile al truciolato. Le misure originali sono espresse in pollici. Per la vostra comodità è conveniente rivedere le proporzioni in centimetri in modo da lavorare con numeri tondi).</p>
<p>Si possono acquistare al Brico o in altri negozi simili, richiedendo già il taglio secondo le vostre esigenze.<br />
. 2 Pannelli frontali: 33.83&#215;125.27<br />
. 2 Pannelli laterali: 60.96&#215;152.4<br />
. 2 Pannelli superiore/inferiore: 60.96&#215;33.83<br />
<span id="more-1677"></span><br />
-Pali quadrati 5&#215;5 (stesso materiale, anche questi reperibili nei centri bricolage a poco prezzo già tagliati)<br />
.12 lunghi 54.86<br />
. 4 lunghi 152.4</p>
<p>-Viti per legno, rondelle e bulloni, volendo ruotine girevoli<br />
-<a title="Telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">Telo riflettente </a><br />
-Colla spray o altro per fissare il telo al legno</p>
<p><strong>Montaggio della struttura portante della growbox</strong></p>
<p>Per prima cosa al pannello di base vanno assicurati quattro dei pali corti a mo&#8217; di cornice, lasciando agli angoli lo spazio necessario per la base dei pali che sorreggeranno l&#8217;impalcatura.<br />
In questo progetto è previsto di spendere il meno possibile. Paragonando i costi di un <a title="riflettore ventilato" href="http://growerplanet.it/riflettori_-RIFLETTORE-SPUDNIK-ASPIRABILE-CON-VETRO.1.9.129.gp.949.-1.uw.aspx" target="_blank">riflettore ventilato</a> con quelli di poco materiale supplementare risulta più conveniente la seconda opzione.<br />
Quindi nel lato superiore è previsto uno spazio di circa 30 centimetri per posizionare le luci, al di sotto del quale si potrà porre una lastra di vetro. In questo modo si potrà ventilare separatamente l&#8217;impianto di illuminazione e mantenere più fresca la growbox stessa.<br />
L&#8217;impalcatura a questo punto sarà così composta: 4 pali lunghi, fissati in cima con i quattro pali corti identici a quelli della base. Trenta centimetri sotto questi pali andranno fissati gli ultimi 4 pali corti, a rinforzare e stabilizzare la struttura.</p>
<p>Una volta che tutti i pezzi sono ben avvitati potete finalmente fissare la struttura sulla base. Se necessario potete aiutarvi con delle squadrette (angoli di metallo reperibili per pochi centesimi dal ferramenta, provvisti di fori per le viti).</p>
<p>Se volete montare le ruote per rendere mobile la vostra growbox, potete farlo ora. Basterà qualche vite e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>I pannelli laterali: chiudiamo la growbox</strong></p>
<p>Per assicurare una perfetta rifrazione della luce senza sprechi e una vita più lunga al legno, sarà sufficiente foderare i pannelli con <a title="telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">telo riflettente</a> (tipo Mylar).<br />
Si possono incollare con la colla spray (più semplice da usare) o altri collanti. Attenzione a tenerlo ben teso.<br />
Una volta assemblati i pannelli con le viti alla struttura portante la growbox è praticamente finita. Ora bisogna pensare agli accessori.</p>
<p><strong>Aerazione </strong></p>
<p>Per una growbox così piccola il sistema migliore per l&#8217;aerazione sono piccole<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a>, del tipo usato normalmente per i pc.<br />
Due saranno sufficienti per la zona di coltivazione e una per la parte delle lampade.<br />
Con un trapano e una sega (o con gli strumenti che più vi sono congegnali) vanno praticati i fori per alloggiare le <a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventole</a>. Se restano spazi o imprecisioni andranno riempiti in un secondo tempo.<br />
Attenzione al wattaggio: le<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a> a volte necessitano di un trasformatore e non possono essere attaccate direttamente alla corrente. Attenzione due volte ai cablaggi: se fate passare del filo elettrico badate che sia esterno alla growbox e comunque a prova di umidità.</p>
<p>Una ventola andrà piazzata in basso da un lato per fare entrare aria fresca, mentre quella per l&#8217;estrazione dell&#8217;aria andrà posizionata in alto sull&#8217;altro lato, vista la tendenza dell&#8217;aria calda a salire.</p>
<p><strong>Illuminare la growroom</strong></p>
<p>Viste le dimensioni in questo caso non sarà necessario un gran wattaggio. Con le viti dunque basterà fissare il <a title="portalampada" href="http://growerplanet.it/accessori-e-ricambi_PORTALAMPADA-E-40-CERAMICA.1.9.98.gp.22.-1.uw.aspx" target="_blank">portalampada</a> sul lato più vicino alla corrente e avvitare il bulbo, che potrà essere HPS, MH o CFL.<br />
(In questo caso si è deciso di fare a meno del <a title="riflettori" href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>. Ma è un accessorio utile e costa poco, nel caso bastano un paio di viti in più per montarlo e ha il pregio di avere già il portalampada integrato.)</p>
<p><strong>Filtro e ventilazione</strong><br />
Costruire il <a title="filtro degli odori" href="http://growerplanet.it/filtri-odori.1.9.37.sp.uw.aspx" target="_blank">filtro degli odori </a>da se&#8217; permette di risparmiare e aggiunge soddisfazione. <strong> </strong>Si può procedere molto semplicemente procurandosi della normale rete da pollaio, qualche paio di collant<strong> </strong>e dei carboni attivi, oppure del materiale in fibra di carbone attivo, come quella utilizzata nella cappa della cucina. Inoltre, un rotolo di guarnizione coibentante (si usa normalmente per limitare gli spifferi, costa poco e si trova anch&#8217;essa dal ferramenta), due<a title="estrattori" href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=35&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank"> aspiratori cetrifughi (o estrattori)</a> piccoli e un raccordo a T.</p>
<p>Con un pezzo di rete si forma un cilindro della misura dell&#8217;imboccatura del raccordo a T, fermandolo con delle fascette da elettricista.</p>
<p>Poi procedendo allo stesso modo si forma un cilindro più grosso, che contenga il primo lasciando un paio di centimetri tra quello interno e quello esterno. Si potrà ottenere e mantenere questo spazio utilizzando la guarnizione.</p>
<p>Entrambi vanno infilati, singolarmente, in un collant, così da contenere i carboni attivi (si trovano nei negozi di acquariologia).</p>
<p>I carboni vanno versati nel cilindro centrale, lasciando abbastanza spazio per l&#8217;imboccatura del tubo di scarico.</p>
<p>Infine, con del nastro americano, o da pacchi, sigillare il tutto. Una volta finito sarà sufficiente prendere le misure e segnare all&#8217;interno della growbox dove vanno assicurati gli estrattori, che dovranno trovarsi alle due estremità del T.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="filtro odori growbox fai da te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg" alt="filtro odori growbox fai da te" width="427" height="333" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della growbox tutti i cavi vanno assicurati con nastro adesivo e ogni fessura va sigillata.</p>
<p>Volendo si possono aggiungere due multipresa ai sui pannelli laterali, posto che non si coltivi in idroponica, per posizionare delle luci cfl da utilizzare nelle prime fasi di crescita.</p>
<p>Questa soluzione adottata nel progetto originale è secondo me poco pratica e pericolosa e totalmente sostituibile con una coppia di<a title="saliscendi" href="http://growerplanet.it/accessori-riflettori_VOLVIT-AUTHENTIC--EASY-ROLL--MADE-IN-EU-COPPIA.1.9.128.gp.4741.-1.uw.aspx" target="_blank"> saliscendi</a> e un riflettore invece del portalampada avvitato direttamente nel pannello laterale. Questo permetterà di regolare l&#8217;altezza dell&#8217;illuminazione in tutta sicurezza. Attenzione soltanto ad avere i cavi della lunghezza giusta.</p>
<p>Per tutto quello che concerne i cablaggi: va posto un particolare riguardo alla portata elettrica di quello che utilizzate. Leggere SEMPRE istruzioni e raccomandazioni d&#8217;uso e magari farsi consigliare dal negoziante è fondamentale.</p>
<p>Soprattutto se coltivate in idroponica tutta l&#8217;apparecchiatura elettrica va tenuta possibilmente all&#8217;esterno e comunque estremamente protetta.</p>
<p>Cercate di utilizzare delle prese multiple e non attaccare tutto su una sola presa penzolante dal muro.  Vi tornerà utile anche un timer.</p>
<p>Questo presentato è il progetto realizzato da un privato, che va interpretato come un canovaccio su cui lavorare ulteriormente.</p>
<p>Il testo è liberamente tradotto dall&#8217;originale in inglese, ricco di foto illustrative, presente a questo indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></p>
<p>ed è stato scritto dall&#8217;utente Drillbit</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1677"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Settembre: ora di rinnovare la growroom</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[come pulire e mantenere al meglio la growroom o la growbox nella coltivazione e nel giardinaggio indoor. Prodotti e tecniche.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale momento migliore per rinnovare la grow room?<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1632" style="margin: 4px;" title="idroponica_growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/idroponica_growroom.jpg" alt="idroponica growroom" width="332" height="253" /></a></p>
<p>Tornati dalle ferie, finita la calura estiva, è tempo di pulizie e riordino.</p>
<p>Per un funzionamento perfetto lo spazio di coltivazione deve sempre essere mantenuto nelle condizioni igieniche migliori, e una bella pulizia profonda tra un ciclo e l&#8217;altro è senz&#8217;altro una buona idea.</p>
<p>Se avete del <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=telo+riflettente&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">telo riflettente</a> alle pareti toglietelo e pulite anche sotto se possibile. Poi potrete riapplicarlo oppure sostituirlo con del telo nuovo di tipo tradizionale o <a href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti_1-METRO-TELO-RIFLETTENTE-DIAMOND-.1.9.99.gp.4734.-1.uw.aspx" target="_blank">argentato</a>.</p>
<p>Attenzione ai substrati di coltivazione. Un substrato eccessivamente riutilizzato o sporco o magari intriso di soluzione nutriente può rovinare il prossimo ciclo di coltura.</p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/Terricci-biologici.1.9.41.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio biologico</a> generalmente NON si riutilizza se si coltiva in vasi. Potete comunque mischiarlo alla terra del giardino oppure miscelarlo con nuovo terriccio se avete piante poco esigenti.</p>
<p><span id="more-1631"></span></p>
<p>Il <a href="http://growerplanet.it/terricci-di-cocco.1.9.42.sp.uw.aspx" target="_blank">terriccio di cocco</a> si può lavare bene e riutilizzare, in teoria. Non è un&#8217;operazione molto semplice ed è consigliabile riciclarlo per alleggerire i terricci piuttosto che come substrato a se&#8217; stante.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrati per idroponica </a>come perlite, argilla, rockwool si possono lavare e riciclare. E&#8217; importante usare acqua corrente e assicurarsi di rimuovere qualunque residuo. Per l&#8217;argilla il metodo migliore è porre le pelline in un secchio sotto il getto dell&#8217;acqua e mescolare. Perlite ad argilla espansa possono essere mischiati col terriccio, il rockwool va smaltito nelle isole ecologiche (attenzione a non disperderlo nell&#8217;ambiente!).</p>
<p>Per le pulizie si può usare una blanda soluzione di acqua ed ammoniaca, oppure cloro o ancora perossido d&#8217;idrogeno.</p>
<p>Per evitare durante il normale uso incrostazioni e sporcizia si può aggiungere un prodotto apposito come <a href="http://growerplanet.it/salute-e-prevenzione_B-CUZZ-ATA-CLEAN-1L.1.9.27.gp.188.-1.uw.aspx" target="_blank">Ata Clean</a></p>
<p>E dopo avere ripulito tutto per bene, esaminate l&#8217;attrezzatura. Le lampade vanno sostituite a seconda della durata di vita, ben prima che smettano di funzionare. E&#8217; importante offrire sempre uno spettro ottimale alle piante per ottenere buoni risultati nel giardinaggio indoor, ricordate quindi di acquistarne di nuove.</p>
<p>Le <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">growbox</a> o darkroom sono di solito semplici da manutenere, basta svuotarle e spruzzatore alla mano dare una buona disinfettata. Attenzione soprattutto al pavimento, non entrate indossando le scarpe che usate per uscire.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=37&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank">filtri</a> anti-odore hanno rivestimenti o <a href="http://growerplanet.it/filtri-odori_RICAMBIO-CARBONE-ATTIVO-1--SCELTA-25-KG-.1.9.37.gp.4668.-1.uw.aspx" target="_blank">carboni attivi</a> sfusi da sostituire per mantenere la migliore efficacia.</p>
<p>Nei misuratori la parte fondamentale è l&#8217;elettrodo. Se non è conservato con cura e ben pulito potrebbe falsare i risultati dei test. Si può sostituire in alcuni modelli. I misuratori più economici andrebbero comunque rimpiazzati, a seconda dell&#8217;uso, ogni anno/paio di anni se si coltivano piante esigenti.</p>
<p>I <a href="http://growerplanet.it/Nutrimenti.1.9.2.sp.uw.aspx" target="_blank">fertilizzanti</a> non si conservano a lungo se sono già aperti e non riposti in un luogo fresco e buio. La soluzione nutritiva va utilizzata immediatamente, quella in eccesso può essere usata per annaffiare il giardino.</p>
<p>Nei <a href="http://growerplanet.it/Idroponica.1.9.6.sp.uw.aspx" target="_blank">sistemi idroponici</a> è possibile sostituire le parti usurate senza problemi, ma ogni tanto non è male dare un&#8217;occhiata alle novità che offre il mercato. Magari il vostro idrosistema è obsoleto o sottodimensionato e potete ottenere di più acquistandone uno nuovo.</p>
<p>Se siete in vena di shopping, non perdete le <a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank">OFFERTE GROWERPLANET.IT</a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx"><img class="size-full wp-image-1639 alignleft" title="banner_offerte" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/banner_offerte.jpg" alt="offerte idroponica" width="500" height="100" /></a></p>
<p><a href="http://growerplanet.it/offerte.aspx" target="_blank"><br />
</a></p>
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		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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		<title>Evitare le malattie nelle colture indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le malattie e le infestazioni nelle coltivazioni indoor possono diventare un problema difficile da affrontare. Impariamo come evitare di averci a che fare.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="mosca bianca" rel="attachment wp-att-1380" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/evitare-le-malattie-nelle-colture-indoor/mosca_bianca/"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" style="margin: 4px;" title="mosca_bianca" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/mosca_bianca.jpg" alt="mosca bianca" width="300" height="221" /></a>Mantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.<br />
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :<br />
-un&#8217;umidità moderata, attorno al 60-70%.<br />
-acqua di origine sicura. Se l&#8217;acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell&#8217;uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).<br />
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua<br />
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)<br />
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E&#8217; indispensabile quindi un&#8217;accurata ispezione della pianta madre.</p>
<p><span id="more-1379"></span>Nonostante tutti gli accorgimenti potreste comunque subire un attacco dall&#8217;esterno, da parte di qualche parassita.<br />
Se vedrete le piante perdere colore, le foglie cadere la causa potrebbe essere un ospite indesiderato, anche se questo non è visibile all&#8217;occhio.  Un insidioso moscerino ad esempio potrebbe infestare le radici, e l&#8217;intera pianta verrebbe contagiata tramite la linfa.<br />
Esaminate spesso le piante con una lente di ingrandimento e posizionate fra le foglie gli appositi fogli adesivi gialli (bug scan); se scorgete qualche insetto non esitate ad isolare immediatamente la pianta.</p>
<p>Alcuni parassiti comuni:<br />
ragnetto rosso – della grandezza di una capocchia di spillo, si nutre di linfa. La pianta infestata appare malata e perde le foglie. Piccole ragnatele sono visibili ad occhio nudo nella fase avanzata.<br />
Afidi: dalla tipica forma a pera, succhiano la linfa della pianta causando l&#8217;arricciamento delle foglie. Lunghi un paio di millimetri, possono avere vari colori.<br />
Moscerino dei funghi: allo stato larvale divora le radici. Simile al moscerino della frutta, nero, lungo due millimetri. La pianta colpita deperisce rapidamente.<br />
Mosca bianca: le piante infestate ingialliscono ed appassiscono. Solitamente si trova sulla parte inferiore delle foglie.</p>
<p>Gli insetti possono essere eliminati con specifici prodotti chimici o naturali (piretro, infusi di ortica), o ancora tramite antagonisti naturali (coccinelle e altri insetti predatori).</p>
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		</item>
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		<title>Misurazione dell&#8217;EC, PPM e TDS in idroponica</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/misurazione-dellec-ppm-tds-in-idroponica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=misurazione-dellec-ppm-tds-in-idroponica</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misurazione dell'ec]]></category>
		<category><![CDATA[no soil]]></category>

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		<description><![CDATA[misurazione dell'EC (elettroconduttività) in idroponica, e spiegazione del significato di PPM e TDS.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1367" style="margin: 4px;" title="acqua" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg" alt="acqua" width="240" height="180" /></a>Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.</p>
<p>In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all&#8217;alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.<br />
Per mantenere stabile e sotto controllo l&#8217;equilibrio della soluzione è necessario <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a> o conduttività.</p>
<p>Questo valore è l&#8217;unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell&#8217;acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.<br />
Per <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">rilevare l&#8217;EC</a> si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.</p>
<p><span id="more-1366"></span>Questo strumento va prima di tutto calibrato, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;apposito liquido bilanciati che ne permette la taratura. In sintesi sarà sufficiente immergere l&#8217;elettrodo in una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluzione_calibrante_ec_1_413_500ml_product-95-944.aspx" target="_blank">soluzione a EC calibrato a 1,43 mS</a> e impostare lo strumento, come specificato sulle istruzioni, premendo semplicemente un tasto.</p>
<p>Una volta effettuata questa operazione l&#8217;elettrodo va sciacquato in acqua distillata, così come dopo ogni misurazione.<br />
Si potrà poi procedere a mescolare la soluzione e a prelevare un campione utilizzando un contenitore ben pulito.<br />
Il valore di EC va monitorato con particolare attenzione nei sistemi a ricircolo, anche se la maggior parte delle piante ha una tolleranza piuttosto elevata.</p>
<p>Il valore di EC consigliato va elevandosi a seconda dello stadio di crescita, a causa delle differenti esigenze ( 0.6 -1 per talee e piantine, 1.5 – 3 fase vegetativa, 1.5 -2.5 per la fioritura).</p>
<p>Le unità di misura utilizzate nella misurazione della conduttività sono varie ed è indispensabile badare a quale viene fatto riferimento se vogliamo seguire ad esempio il valore consigliato sulle etichette dei fertilizzanti.</p>
<p>Troviamo infatti:<br />
mS, ovvero milli-siemens per centimetro<br />
µS , ovvero micro-siemens per centimetro<br />
ppm , ovvero parti per milione. Questa unità si usa per stabilire il valore TDS, ovvero la quantità totale di sali dissolti. I misuratori che se ne avvalgono contengono un software che trasforma il valore EC in una stima approssimativa di TDS.</p>
<p>Quasi tutti gli strumenti permettono di scegliere l&#8217;unità di misura. Nel caso quella segnalata sui vostri fertilizzanti non fosse contemplata potrete fare voi stessi la conversione utilizzando questa tabella:</p>
<p>uS : 1000 = mS<br />
mS x 1000 = uS</p>
<p>Il valore TDS è ottenuto moltiplicando il valore di elettro conduttività (l&#8217;EC, espresso in mS o uS) per un ipotetico fattore di conduttività al fine di dedurre approssimativamente la concentrazione di sali.<br />
Siccome l&#8217;acqua non ha sempre le stesse caratteristiche (acqua dura, morbida, con nutrienti, di pozzo, osmotica&#8230;) questo fattore incognita dovrebbe variare di volta in volta per adattarsi al tipo di soluzione da misurare (es. 500 per l&#8217;acqua pura, 650 per acqua alcalina, eccetera) e anche all&#8217;unità di misura utilizzata per misurare l&#8217;EC (fattore=550 se l&#8217;EC è misurato in mS, fattore=0,55 se misurato in uS).</p>
<p>Spesso inoltre  il valore TDS viene assegnato per convenzione partendo dal presupposto che l&#8217;acqua sia pura, utilizzando un fattore di conduttività di 500: ma questo è improbabile in idroponica, dove avremo una soluzione nutritiva ricca di nutrienti e il fattore in questione dovrebbe essere 800 (se l&#8217;EC è stato misurato i mS, 0,8 se è stato misurato in uS).</p>
<p>Questo rende di fatto questo metodo impraticabile per chi non abbia già approfondite conoscenze sulla tipologia e la qualità dell&#8217;acqua, il che nel nostro caso sarebbe assurdo.</p>
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		<title>La somministrazione dei nutrimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>

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		<description><![CDATA[la fertilizzazione è importante quando si coltiva indoor. Nutrimenti specifici a seconda del substrato (cocco, terriccio o idroponica) e della fase di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura) sono indispensabili.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La fertilizzazione è un punto chiave nella coltivazione, per cui la scelta di una buona marca di nutrienti specifici farà già di per se la differenza.<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1363" title="fertilizzare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg" alt="fertilizzare" width="150" height="168" /></a><br />
Vediamo quali altri accorgimenti ne massimizzeranno il potenziale.</p>
<p>I dosaggi riportati in etichetta vanno sempre rispettati, badando di usare il fertilizzante giusto nelle giuste quantità in base allo stadio di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura), al substrato usato (<a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_cocco_cat-28.aspx" target="_blank">cocco</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_idroponica_cat-29.aspx" target="_blank">idroponica</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_terra_cat-33.aspx" target="_blank">terra</a>) e nel caso di prodotti molto specifici anche in base alla tipologia della pianta (ad esempio <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_peperoncino_cat-137.aspx" target="_blank">peperoncini</a>, od <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_orchidee_cat-111.aspx" target="_blank">orchidee</a>)</p>
<p>Fertilizzanti multicomponenti e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=stimolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">additivi</a> non vanno mai mischiati allo stato concentrato o in poca acqua. Questi prodotti vengono tenuti separati proprio perché a contatto diretto l&#8217;uno con l&#8217;altro possono formare residui dannosi.</p>
<p>Prima di tutto quindi riempite il serbatoio, poi versate uno ad uno i fertilizzanti, infine mescolate molto bene per evitare un pH e una distribuzione disomogenei.</p>
<p><span id="more-1362"></span>Sul mercato si trovano molti prodotti bi-componenti, specifici per la fase della crescita e della fioritura/fruttificazione. La loro formulazione specifica permette di fornire esattamente quanto necessario senza sprechi. Nella prima fase infatti abbiamo un alto fabbisogno di Azoto, mentre nella seconda è bene somministrare molto Potassio e Fosforo, e poco Azoto. Anche gli additivi in commercio che mirano a stimolare una fioritura più abbondante contengono principalmente Potassio e Fosforo.</p>
<p>Ogni elemento contenuto nel fertilizzante è importante per la crescita della pianta e non può essere rimpiazzato da altri. Per esempio: Magnesio e Azoto sono indispensabili per la produzione di clorofilla, ma se l&#8217;uno manca non sarà possibile rimediare somministrando un quantitativo superiore dell&#8217;altro.<br />
I nutrienti debbono quindi essere completi e contenere tutte le sostanze richieste, nella forma più adatta all&#8217;assimilazione tramite le radici e nella proporzione più idonea.</p>
<p>Per una corretta alimentazione delle piante sono necessari macroelementi quali Azoto, Fosforo, Potassio (la famosa formula NPK), Calcio, Magnesio, Zolfo, Cloro.<br />
Importante anche la presenza di microelementi, che possono essere presenti in tracce nel fertilizzante (Boro, Manganese, Rame, Zinco, Molibdeno, Cobalto, Ferro, Silicio, Nickel). Soprattutto in idroponica queste tracce sono utili per supplire alla mancanza del terreno: in questo contesto è fondamentale una volta in più monitorare il pH in quanto valori anomali possono causare fenomeni di insolubilità.</p>
<p>I concimi possono essere inorganici, detti anche minerali o chimici, quando non contengono carbonio.<br />
Gli elementi nutritivi necessari sono tratti da depositi minerali, acqua di mare e depurati, o prodotti dall&#8217;industria chimica. Il loro impiego è largamente diffuso nella coltivazione a fini commerciali per il minor costo e la resa maggiore. Sono banditi dall&#8217;agricoltura biologica.</p>
<p>I concimi organici, ottenuti da fonti prevalentemente naturali (alghe, guano, letame), contengono carbonio e hanno un minore impatto ambientale.<br />
Il loro costo è mediamente più elevato, il contenuto di nutrienti più scarso e la resa minore: le piante infatti assorbono gli elementi solo una volta che le dinamiche di trasformazione all&#8217;interno del terreno hanno trasformato gli elementi organici in esso contenuti in inorganici (esempio: l&#8217;assorbimento dell&#8217;Azoto avviene sotto forma di ione nitrato. I concimi minerali lo contengono già in questa forma, mentre nel terreno la trasformazione avviene per mineralizzazione dei composti organici).</p>
<p>Tuttavia l&#8217;utilizzo di concimi biologici è da preferirsi nel terreno per la sua capacità di migliorarne la qualità, aumentando il fattore di ritenzione di nutrienti e acqua. In idroponica questo problema non si presenta e l&#8217;attenzione va posta esclusivamente sulla qualità dei fertilizzanti e sul corretto smaltimento.</p>
<p>Nel fertilizzante sono presenti anche piccole ma indispensabili quantità di microelementi in tracce. Un buon parametro per misurare la qualità del nutriente è verificare la presenza di chelati: essi sono composti organici che reagiscono con gli ioni metallici rendendoli solubili e più stabili anche quando il pH è alto. Ferro, Rame, Manganese e Zinco possono infatti non essere assorbiti quando la soluzione è eccessivamente alcalina.</p>
<p>La funzione degli elementi</p>
<p>Azoto (N):  presente nelle proteine, negli amminoacidi e negli acidi nucleici. Indispensabile per la produzione di clorofilla e per lo svolgimento della fotosintesi, da cui dipende la vita della pianta.<br />
Componente essenziale anche degli enzimi preposti alla produzione di auxine e ormoni della crescita. Influisce sul corretto assorbimento dei nutrienti.<br />
Fosforo (P): presente soprattutto nei fosfolipidi, negli acidi nucleici e negli zuccheri fosforati. Importante per il trasporto degli elementi all&#8217;interno della pianta, nello svolgimento della fotosintesi, nella produzione di proteine e nello sviluppo delle radici. E&#8217; presente in concentrazioni elevate nelle parti in crescita e nei semi.<br />
Potassio (K): elemento dinamico usato come attivatore degli enzimi, è anche uno dei principali componenti delle ceneri. Regola l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua, la traspirazione e il metabolismo. Importante nella fotosintesi, nel mantenimento del pH all&#8217;interno della pianta, nell&#8217;attivazione degli enzimi, aumenta la resistenza agli attacchi esterni.<br />
Magnesio (Mg):  atomo centrale della molecola della clorofilla, responsabile della fotosintesi. Promuove la corretta assunzione del Fosforo ed è presente in grande quantità all&#8217;interno dei semi.<br />
Zolfo (S): componente attivo nella formazione di aromi e sapori di molte verdure (cipolle, cavoli), è costituente essenziale negli amminoacidi come la cisteina, da cui dipende la produzione di proteine.<br />
Calcio (Ca): rafforza le pareti delle cellule, promuove la crescita e lo sviluppo radicale. Aiuta nel bilanciare eccessi nella somministrazione di altri elementi.<br />
Ferro (Fe): Importante durante la fotosintesi e la formazione di proteine, promuove l&#8217;attività enzimatica.<br />
Manganese (Mn): in associazione col Ferro contribuisce alla formazione di clorofilla. Aiuta la produzione di amidi e zuccheri all&#8217;interno delle foglie.<br />
Rame (Cu): indispensabile per garantire le funzioni enzimatiche più importanti, contribuisce alla produzione di clorofilla.<br />
Zinco (Zn): gioca un ruolo principale nella produzione di auxina, ormone della crescita.<br />
Molibdeno (Mo): riduce i nitrati prima della formazione delle molecole delle proteine.<br />
Boro (B): aiuta la corretta movimentazione degli zuccheri, ed è strettamente correlato alle funzioni del Calcio.</p>
<p>Molti elementi alterano il pH della soluzione. Questo andrà quindi monitorato e regolato dopo l&#8217;aggiunta dei fertilizzanti.</p>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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E&#8217; importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.</p>
<p>Cosa serve?<br />
Un impianto standard necessita di un <a href="http://italgrow.com/alimentatori_cat-22.aspx" target="_blank">ballast (alimentatore)</a> che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un <a href="http://italgrow.com/riflettori_cat-129.aspx" target="_blank">riflettore</a> per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per la temporizzazione dell&#8217;illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.</p>
<p><span id="more-1357"></span>Partiamo ribadendo l&#8217;ovvio: il bulbo deve essere specificamente concepito per la coltivazione indoor, non si possono utilizzare o riciclare lampadine generiche.<br />
La fotosintesi si svolge principalmente all&#8217;interno della parte visibile dello spettro (lunghezza d&#8217;onda tra 400 e 700 nm); all&#8217;interno di questi valori le lunghezze più utili sono 445 nm (blu) e 650 nm (rosso).<br />
Per ottenere questo tipo di luce si possono utilizzare diversi tipi di bulbi, che si basano su varie tecnologie.</p>
<p>I più diffusi sono HID (High Intensity Discharge), che possono essere utilizzati per tutto il ciclo grazie all&#8217;alta quantità di lumens per watt prodotti (circa 5 volte quelli prodotti da una normale lampada ad incandescenza).<br />
Le lampade HID a loro volta si trovano in tre versioni.<br />
<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+ioduri&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">MH (Metal Halide)</a>: questi bulbi producono una luce prevalentemente blu, ideale per la fase di crescita.<br />
<a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">HPS (High Pressure Sodium)</a>: luce prevalentemente rossa che garantisce un&#8217;ottima illuminazione durante la fioritura/fruttificazione.</p>
<p>Siccome questi due diversi tipi di bulbo richiedono alimentatori e a volte portalampade differenti è uso comune utilizzare le HPS per tutto il ciclo.<br />
Ne esistono in commercio da diversi anni di tipo “<a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>”, ovvero modelli ibridi che emettono luce rossa arricchita con luce blu e sono adatte alla coltivazione durante l&#8217;intero ciclo.</p>
<p>In alternativa ai bulbi HID esistono le lampade fluorescenti.<br />
Producono meno calore e hanno un consumo più ridotto, sono adatte nella fase di crescita delle piante che non necessitano di molta luce, come orchidee, lattuga, cloni.<br />
In commercio ci sono lampade fluorescenti con la tipica forma allungata del <a href="http://italgrow.com/tubi_al_neon_cat-26.aspx" target="_blank">neon</a> (SL, strip light) o <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+cfl+phytolite&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">compatte (CFL, Compact Fluorescent Light)</a>, con vari wattaggi e temperature di colore. Anche qui le temperature di colore più alte corrispondono ad una luce più blu e quindi adatta alla crescita, mentre le temperature più basse emettono luce rossa per la fioritura.<br />
Esistono anche <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cfl+agro&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">CFL di tipo “agro”</a> per l&#8217;intero ciclo. Le lampade CFL hanno l&#8217;alimentatore integrato nella base.</p>
<p>Sistemazione ideale delle luci</p>
<p>Se l&#8217;illuminazione è inadeguata le piante avranno poche foglie, scarso rendimento e rami lunghi e fragili.<br />
Le cause di una cattiva illuminazione possono essere diverse: lampada troppo poco potente o di tipo sbagliato, o ancora troppo usurata. Piante che si fanno ombra l&#8217;un l&#8217;altra. Fonte di luce troppo vicina o troppo distante dalle piante. Troppe o poche ore di luce quotidiane.</p>
<p>Da tenere a mente quindi al momento dell&#8217;acquisto che ogni tipo di lampada può coprire uno spazio ristretto e va posizionato ad una determinata altezza per far sì che il cono di luce illumini bene l&#8217;area di coltura. Chiedete consiglio al negoziante.</p>
<p>Il numero di piante deve essere il più basso possibile perché non vi sia una concorrenza per la luce e non si formino ristagni.</p>
<p>L&#8217;altezza della luce è un fattore determinante: è bene fornirsi di <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=volvit&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">saliscendi</a> che consentiranno di seguire la crescita delle piante mantenendo sempre una distanza ottimale. Le luci fluorescenti emettono poco calore e si possono tenere molto basse. In caso di spazi ristretti o lampade potenti meglio procurarsi un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cool-tube&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">riflettore aerato</a> che risolverà il problema della temperatura.</p>
<p>Il ciclo della pianta prevede un alternarsi di giorno e notte. Solitamente le ore di luce sono 18 in fase di crescita e 12 nella fioritura.<br />
L&#8217;irregolarità nell&#8217;illuminazione causa gravi danni, è indispensabile l&#8217;utilizzo di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a>.<br />
Le ore di buio non devono mai essere interrotte da infiltrazioni di luce esterna o da un improvviso accendersi delle lampade.</p>
<p>I muri devono riflettere la luce e non assorbirla, a tale scopo devono essere dipinti di bianco o, ancora meglio, ricoperti di <a href="http://italgrow.com/teli_riflettenti_cat-99.aspx" target="_blank">materiale riflettente</a>.</p>
<p>Qualche consiglio: se sospettate che la luce non sia sufficiente, usate un<a href="http://italgrow.com/luxmetri_luxmetro_lx_101_product-59-534.aspx" target="_blank"> luxmetro</a>. Si tratta di uno strumento in grado di stabilire quanta luce arriva in un determinato punto, potrete testare ad esempio quanta luce ricevono le cime ma anche le foglie più basse o le piante posizionate negli angoli.<br />
Assicuratevi sempre la compatibilità tra alimentatore e bulbo. Non improvvisate mai, anche quando le cose sembrano funzionare può verificarsi un cortocircuito, lo spegnimento improvviso della luce o una riduzione drastica della vita del bulbo.<br />
Le lampade HID sono molto delicate e possono esplodere se maneggiate senza le adeguate cautele.<br />
Mai accendere una lampada appena spenta, lasciare sempre passare alcuni minuti (5 per le HPS e 20 per le MH).<br />
Bulbi molto freddi non vanno accesi (ad esempio tenuti all&#8217;esterno in inverno), o andranno in pezzi. Lasciate che riprendano la temperatura dell&#8217;ambiente circostante prima di montarli.</p>
<p>Le lampade e i ballast magnetici si deteriorano nel tempo, offrendo performance ridotte e assorbendo più energia. Assicuratevi di cambiarli regolarmente.<br />
I bulbi MH durano in genere meno degli HPS.<br />
Verificate sempre anche l&#8217;orientamento della lampada: alcune vanno posizionate obbligatoriamente in verticale o in orizzontale.<br />
Attenzione ai wattaggi: sommate il dispendio energetico di tutta l&#8217;attrezzatura alla massima potenza e assicuratevi che non sovraccarichi il vostro impianto.</p>
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		<title>Ventilazione della growroom</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[ventilazione]]></category>

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		<description><![CDATA[nella coltivazione indoor è molto importante l'impianto di ventilazione della grow room. Prevedere una corretta aerazione garantisce ottimi risultati sia in terra che in idroponica.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="estrattore" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/ventilazione-della-growroom/"><img class="size-full wp-image-1354 alignleft" style="margin: 4px;" title="estrattore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/estrattore.jpg" alt="estrattore" width="180" height="144" /></a>L&#8217;aerazione corretta è un fattore essenziale per evitare accumuli di calore ed umidità frequenti nelle coltivazioni indoor.<br />
Ma come è composto un buon impianto di ventilazione?<br />
Innanzitutto da un <a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a> adeguato al volume della vostra growroom, tenendo presente che la portata dovrà consentire l&#8217;estrazione di tutta l&#8217;aria in 5 minuti.<br />
Potete fare due conti voi stessi o rivolgervi ad un negozio specializzato per la scelta.<br />
Assicuratevi di avere tutti i dati utili per aiutare chi di dovere a consigliarvi il prodotto più adatto a voi:  volume della stanza, lunghezza e diametro dei tubi di ventilazione, presenza o meno di filtri, wattaggio supportato dal vostro impianto.</p>
<p>Ricordate inoltre nel calcolare gli spazi che per evitare condensa e danni conseguenti l&#8217;estrattore andrà montato in verticale, parallelamente al muro.<br />
<span id="more-1352"></span></p>
<div id="attachment_1353" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1353" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1-150x120.png" alt="organizzazione growroom" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>L&#8217;<a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a>, come suggerisce il nome stesso, renderà possibile l&#8217;uscita dell&#8217;aria esausta. Dobbiamo quindi dotarci di uno strumento per immettere aria fresca, ovvero una <a href="http://italgrow.com/ventilazione_cat-39.aspx" target="_blank">ventola</a>.<br />
La ventola avrà la stessa portata dell&#8217;estrattore e garantirà un ricircolo corretto.<br />
Per sfruttare al massimo il potenziale del nostro impianto va posta particolare attenzione al diametro dei <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">tubi</a>, che sia perfettamente compatibile con quello dell&#8217;estrattore e della ventola senza perdite. Non vanno inoltre posizionati oggetti nelle immediate vicinanze di questi ultimi, per evitare che il flusso d&#8217;aria sia interrotto.</p>
<p>I tubi che veicolano l&#8217;aria vanno scelti del diametro adatto ai vostri apparecchi, devono essere corti il più possibile e impiegare, qualora fossero necessari, raccordi a Y e mai a T.<br />
Ne esistono in commercio di<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> fonoassorbenti</a> per limitare il rumore della turbolenza.</p>
<p>Per muovere l&#8217;aria all&#8217;interno della growroom al di fuori del flusso garantito da estrattore e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=ventilatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventilatore</a> si può ricorrere ad un ventilatore oscillante, che crei una gentile brezza.<br />
Questo garantirà l&#8217;eliminazione dei cosiddetti hot spots, punti di ristagno del calore e dell&#8217;umidità, e una buona distribuzione del biossido di carbonio (CO2) .</p>
<p>Come norma generale, l&#8217;estrattore andrà posizionato in alto ad una estremità della stanza, mentre la ventola sarà dal lato opposto, in basso. Il ventilatore soffierà nella stessa direzione dell&#8217;aria in entrata. Per essere certi dell&#8217;efficienza del proprio impianto sarà necessario misurare temperatura ed umidità in vari momenti (luci accese/spente) in diversi punti della stanza.</p>
<p>Il monitoraggio avviene attraverso il <a href="http://italgrow.com/temperatura_e_umidit_cat-63.aspx" target="_blank">termometro e l&#8217;igrometro</a>, che andranno posizionati nel punto di maggiore umidità e con la temperatura più alta (fra le foglie e vicino alle luci, ad esempio).<br />
Strumenti con memoria di punto minimo e massimo garantiscono il migliore controllo.<br />
Sonde e strumenti non vanno messi in contatto diretto con fonti di calore o con superfici bagnate.</p>
<p>Mantenere i valori ottimali sarà più semplice con un numero di piante moderato.</p>
<p>Per automatizzare la ventilazione bisognerà fornirsi di umidostato e <a href="http://italgrow.com/controllo_temperatura_cat-127.aspx" target="_blank">termostato</a>, anch&#8217;essi da collocare nei punti più caldi/umidi della growroom.<br />
Durante le ore di luce essi attiveranno la ventilazione quando la temperatura raggiungerà i 27 gradi o l&#8217;umidità salirà fino al 70%.<br />
Se il clima è costantemente molto caldo e umido potrebbe essere necessario lasciare sempre inserita la ventilazione con la sola regolazione di un timer.</p>
<p>Se nonostante tutto la temperatura fosse ancora alta potete provare a spostare le ore di luce artificiali durante la notte, per non sommare le alte temperature del giorno con quelle delle lampade.<br />
Se è possibile sostituite le lampade con modelli <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+phytolite+cfl+&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">fluorescenti</a>, e se ancora il clima non è sopportabile riducete le ore di luce.<br />
Come ultima opzione, dotatevi di un condizionatore.<br />
E se fosse troppo freddo? Provate ad attivare meno spesso le ventole di immissione, soprattutto di notte, o prelevate l&#8217;aria da un&#8217;altra stanza invece che direttamente dall&#8217;esterno. Anche qui l&#8217;ultima chance è pre-riscaldare l&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;impianto di ventilazione può rivelarsi complesso sia da progettare che da montare, e le componenti possono avere prezzi elevati. La consulenza di un esperto in questi casi è caldamente consigliata.</p>
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