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	<title> &#187; gestione growroom</title>
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		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1384"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Evitare le malattie nelle colture indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le malattie e le infestazioni nelle coltivazioni indoor possono diventare un problema difficile da affrontare. Impariamo come evitare di averci a che fare.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="mosca bianca" rel="attachment wp-att-1380" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/evitare-le-malattie-nelle-colture-indoor/mosca_bianca/"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" style="margin: 4px;" title="mosca_bianca" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/mosca_bianca.jpg" alt="mosca bianca" width="300" height="221" /></a>Mantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.<br />
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :<br />
-un&#8217;umidità moderata, attorno al 60-70%.<br />
-acqua di origine sicura. Se l&#8217;acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell&#8217;uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).<br />
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua<br />
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)<br />
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E&#8217; indispensabile quindi un&#8217;accurata ispezione della pianta madre.</p>
<p><span id="more-1379"></span>Nonostante tutti gli accorgimenti potreste comunque subire un attacco dall&#8217;esterno, da parte di qualche parassita.<br />
Se vedrete le piante perdere colore, le foglie cadere la causa potrebbe essere un ospite indesiderato, anche se questo non è visibile all&#8217;occhio.  Un insidioso moscerino ad esempio potrebbe infestare le radici, e l&#8217;intera pianta verrebbe contagiata tramite la linfa.<br />
Esaminate spesso le piante con una lente di ingrandimento e posizionate fra le foglie gli appositi fogli adesivi gialli (bug scan); se scorgete qualche insetto non esitate ad isolare immediatamente la pianta.</p>
<p>Alcuni parassiti comuni:<br />
ragnetto rosso – della grandezza di una capocchia di spillo, si nutre di linfa. La pianta infestata appare malata e perde le foglie. Piccole ragnatele sono visibili ad occhio nudo nella fase avanzata.<br />
Afidi: dalla tipica forma a pera, succhiano la linfa della pianta causando l&#8217;arricciamento delle foglie. Lunghi un paio di millimetri, possono avere vari colori.<br />
Moscerino dei funghi: allo stato larvale divora le radici. Simile al moscerino della frutta, nero, lungo due millimetri. La pianta colpita deperisce rapidamente.<br />
Mosca bianca: le piante infestate ingialliscono ed appassiscono. Solitamente si trova sulla parte inferiore delle foglie.</p>
<p>Gli insetti possono essere eliminati con specifici prodotti chimici o naturali (piretro, infusi di ortica), o ancora tramite antagonisti naturali (coccinelle e altri insetti predatori).</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1379"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Misurazione dell&#8217;EC, PPM e TDS in idroponica</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:02:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[misurazione dell'EC (elettroconduttività) in idroponica, e spiegazione del significato di PPM e TDS.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1367" style="margin: 4px;" title="acqua" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/acqua.jpg" alt="acqua" width="240" height="180" /></a>Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.</p>
<p>In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all&#8217;alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.<br />
Per mantenere stabile e sotto controllo l&#8217;equilibrio della soluzione è necessario <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a> o conduttività.</p>
<p>Questo valore è l&#8217;unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell&#8217;acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.<br />
Per <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">rilevare l&#8217;EC</a> si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.</p>
<p><span id="more-1366"></span>Questo strumento va prima di tutto calibrato, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;apposito liquido bilanciati che ne permette la taratura. In sintesi sarà sufficiente immergere l&#8217;elettrodo in una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluzione_calibrante_ec_1_413_500ml_product-95-944.aspx" target="_blank">soluzione a EC calibrato a 1,43 mS</a> e impostare lo strumento, come specificato sulle istruzioni, premendo semplicemente un tasto.</p>
<p>Una volta effettuata questa operazione l&#8217;elettrodo va sciacquato in acqua distillata, così come dopo ogni misurazione.<br />
Si potrà poi procedere a mescolare la soluzione e a prelevare un campione utilizzando un contenitore ben pulito.<br />
Il valore di EC va monitorato con particolare attenzione nei sistemi a ricircolo, anche se la maggior parte delle piante ha una tolleranza piuttosto elevata.</p>
<p>Il valore di EC consigliato va elevandosi a seconda dello stadio di crescita, a causa delle differenti esigenze ( 0.6 -1 per talee e piantine, 1.5 – 3 fase vegetativa, 1.5 -2.5 per la fioritura).</p>
<p>Le unità di misura utilizzate nella misurazione della conduttività sono varie ed è indispensabile badare a quale viene fatto riferimento se vogliamo seguire ad esempio il valore consigliato sulle etichette dei fertilizzanti.</p>
<p>Troviamo infatti:<br />
mS, ovvero milli-siemens per centimetro<br />
µS , ovvero micro-siemens per centimetro<br />
ppm , ovvero parti per milione. Questa unità si usa per stabilire il valore TDS, ovvero la quantità totale di sali dissolti. I misuratori che se ne avvalgono contengono un software che trasforma il valore EC in una stima approssimativa di TDS.</p>
<p>Quasi tutti gli strumenti permettono di scegliere l&#8217;unità di misura. Nel caso quella segnalata sui vostri fertilizzanti non fosse contemplata potrete fare voi stessi la conversione utilizzando questa tabella:</p>
<p>uS : 1000 = mS<br />
mS x 1000 = uS</p>
<p>Il valore TDS è ottenuto moltiplicando il valore di elettro conduttività (l&#8217;EC, espresso in mS o uS) per un ipotetico fattore di conduttività al fine di dedurre approssimativamente la concentrazione di sali.<br />
Siccome l&#8217;acqua non ha sempre le stesse caratteristiche (acqua dura, morbida, con nutrienti, di pozzo, osmotica&#8230;) questo fattore incognita dovrebbe variare di volta in volta per adattarsi al tipo di soluzione da misurare (es. 500 per l&#8217;acqua pura, 650 per acqua alcalina, eccetera) e anche all&#8217;unità di misura utilizzata per misurare l&#8217;EC (fattore=550 se l&#8217;EC è misurato in mS, fattore=0,55 se misurato in uS).</p>
<p>Spesso inoltre  il valore TDS viene assegnato per convenzione partendo dal presupposto che l&#8217;acqua sia pura, utilizzando un fattore di conduttività di 500: ma questo è improbabile in idroponica, dove avremo una soluzione nutritiva ricca di nutrienti e il fattore in questione dovrebbe essere 800 (se l&#8217;EC è stato misurato i mS, 0,8 se è stato misurato in uS).</p>
<p>Questo rende di fatto questo metodo impraticabile per chi non abbia già approfondite conoscenze sulla tipologia e la qualità dell&#8217;acqua, il che nel nostro caso sarebbe assurdo.</p>


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		<title>La somministrazione dei nutrimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:04:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti]]></category>

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		<description><![CDATA[la fertilizzazione è importante quando si coltiva indoor. Nutrimenti specifici a seconda del substrato (cocco, terriccio o idroponica) e della fase di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura) sono indispensabili.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fertilizzazione è un punto chiave nella coltivazione, per cui la scelta di una buona marca di nutrienti specifici farà già di per se la differenza.<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1363" title="fertilizzare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg" alt="fertilizzare" width="150" height="168" /></a><br />
Vediamo quali altri accorgimenti ne massimizzeranno il potenziale.</p>
<p>I dosaggi riportati in etichetta vanno sempre rispettati, badando di usare il fertilizzante giusto nelle giuste quantità in base allo stadio di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura), al substrato usato (<a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_cocco_cat-28.aspx" target="_blank">cocco</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_idroponica_cat-29.aspx" target="_blank">idroponica</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_terra_cat-33.aspx" target="_blank">terra</a>) e nel caso di prodotti molto specifici anche in base alla tipologia della pianta (ad esempio <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_peperoncino_cat-137.aspx" target="_blank">peperoncini</a>, od <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_orchidee_cat-111.aspx" target="_blank">orchidee</a>)</p>
<p>Fertilizzanti multicomponenti e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=stimolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">additivi</a> non vanno mai mischiati allo stato concentrato o in poca acqua. Questi prodotti vengono tenuti separati proprio perché a contatto diretto l&#8217;uno con l&#8217;altro possono formare residui dannosi.</p>
<p>Prima di tutto quindi riempite il serbatoio, poi versate uno ad uno i fertilizzanti, infine mescolate molto bene per evitare un pH e una distribuzione disomogenei.</p>
<p><span id="more-1362"></span>Sul mercato si trovano molti prodotti bi-componenti, specifici per la fase della crescita e della fioritura/fruttificazione. La loro formulazione specifica permette di fornire esattamente quanto necessario senza sprechi. Nella prima fase infatti abbiamo un alto fabbisogno di Azoto, mentre nella seconda è bene somministrare molto Potassio e Fosforo, e poco Azoto. Anche gli additivi in commercio che mirano a stimolare una fioritura più abbondante contengono principalmente Potassio e Fosforo.</p>
<p>Ogni elemento contenuto nel fertilizzante è importante per la crescita della pianta e non può essere rimpiazzato da altri. Per esempio: Magnesio e Azoto sono indispensabili per la produzione di clorofilla, ma se l&#8217;uno manca non sarà possibile rimediare somministrando un quantitativo superiore dell&#8217;altro.<br />
I nutrienti debbono quindi essere completi e contenere tutte le sostanze richieste, nella forma più adatta all&#8217;assimilazione tramite le radici e nella proporzione più idonea.</p>
<p>Per una corretta alimentazione delle piante sono necessari macroelementi quali Azoto, Fosforo, Potassio (la famosa formula NPK), Calcio, Magnesio, Zolfo, Cloro.<br />
Importante anche la presenza di microelementi, che possono essere presenti in tracce nel fertilizzante (Boro, Manganese, Rame, Zinco, Molibdeno, Cobalto, Ferro, Silicio, Nickel). Soprattutto in idroponica queste tracce sono utili per supplire alla mancanza del terreno: in questo contesto è fondamentale una volta in più monitorare il pH in quanto valori anomali possono causare fenomeni di insolubilità.</p>
<p>I concimi possono essere inorganici, detti anche minerali o chimici, quando non contengono carbonio.<br />
Gli elementi nutritivi necessari sono tratti da depositi minerali, acqua di mare e depurati, o prodotti dall&#8217;industria chimica. Il loro impiego è largamente diffuso nella coltivazione a fini commerciali per il minor costo e la resa maggiore. Sono banditi dall&#8217;agricoltura biologica.</p>
<p>I concimi organici, ottenuti da fonti prevalentemente naturali (alghe, guano, letame), contengono carbonio e hanno un minore impatto ambientale.<br />
Il loro costo è mediamente più elevato, il contenuto di nutrienti più scarso e la resa minore: le piante infatti assorbono gli elementi solo una volta che le dinamiche di trasformazione all&#8217;interno del terreno hanno trasformato gli elementi organici in esso contenuti in inorganici (esempio: l&#8217;assorbimento dell&#8217;Azoto avviene sotto forma di ione nitrato. I concimi minerali lo contengono già in questa forma, mentre nel terreno la trasformazione avviene per mineralizzazione dei composti organici).</p>
<p>Tuttavia l&#8217;utilizzo di concimi biologici è da preferirsi nel terreno per la sua capacità di migliorarne la qualità, aumentando il fattore di ritenzione di nutrienti e acqua. In idroponica questo problema non si presenta e l&#8217;attenzione va posta esclusivamente sulla qualità dei fertilizzanti e sul corretto smaltimento.</p>
<p>Nel fertilizzante sono presenti anche piccole ma indispensabili quantità di microelementi in tracce. Un buon parametro per misurare la qualità del nutriente è verificare la presenza di chelati: essi sono composti organici che reagiscono con gli ioni metallici rendendoli solubili e più stabili anche quando il pH è alto. Ferro, Rame, Manganese e Zinco possono infatti non essere assorbiti quando la soluzione è eccessivamente alcalina.</p>
<p>La funzione degli elementi</p>
<p>Azoto (N):  presente nelle proteine, negli amminoacidi e negli acidi nucleici. Indispensabile per la produzione di clorofilla e per lo svolgimento della fotosintesi, da cui dipende la vita della pianta.<br />
Componente essenziale anche degli enzimi preposti alla produzione di auxine e ormoni della crescita. Influisce sul corretto assorbimento dei nutrienti.<br />
Fosforo (P): presente soprattutto nei fosfolipidi, negli acidi nucleici e negli zuccheri fosforati. Importante per il trasporto degli elementi all&#8217;interno della pianta, nello svolgimento della fotosintesi, nella produzione di proteine e nello sviluppo delle radici. E&#8217; presente in concentrazioni elevate nelle parti in crescita e nei semi.<br />
Potassio (K): elemento dinamico usato come attivatore degli enzimi, è anche uno dei principali componenti delle ceneri. Regola l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua, la traspirazione e il metabolismo. Importante nella fotosintesi, nel mantenimento del pH all&#8217;interno della pianta, nell&#8217;attivazione degli enzimi, aumenta la resistenza agli attacchi esterni.<br />
Magnesio (Mg):  atomo centrale della molecola della clorofilla, responsabile della fotosintesi. Promuove la corretta assunzione del Fosforo ed è presente in grande quantità all&#8217;interno dei semi.<br />
Zolfo (S): componente attivo nella formazione di aromi e sapori di molte verdure (cipolle, cavoli), è costituente essenziale negli amminoacidi come la cisteina, da cui dipende la produzione di proteine.<br />
Calcio (Ca): rafforza le pareti delle cellule, promuove la crescita e lo sviluppo radicale. Aiuta nel bilanciare eccessi nella somministrazione di altri elementi.<br />
Ferro (Fe): Importante durante la fotosintesi e la formazione di proteine, promuove l&#8217;attività enzimatica.<br />
Manganese (Mn): in associazione col Ferro contribuisce alla formazione di clorofilla. Aiuta la produzione di amidi e zuccheri all&#8217;interno delle foglie.<br />
Rame (Cu): indispensabile per garantire le funzioni enzimatiche più importanti, contribuisce alla produzione di clorofilla.<br />
Zinco (Zn): gioca un ruolo principale nella produzione di auxina, ormone della crescita.<br />
Molibdeno (Mo): riduce i nitrati prima della formazione delle molecole delle proteine.<br />
Boro (B): aiuta la corretta movimentazione degli zuccheri, ed è strettamente correlato alle funzioni del Calcio.</p>
<p>Molti elementi alterano il pH della soluzione. Questo andrà quindi monitorato e regolato dopo l&#8217;aggiunta dei fertilizzanti.</p>


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		<title>Illuminazione nelle coltivazioni indoor</title>
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		<description><![CDATA[Come organizzare al meglio l'impianto d'illuminazione indoor per ottenere i migliori risultati e ottimi raccolti


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1358" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/illuminazione-nelle-coltivazioni-indoor/illuminazione_indoor/"><img class="alignright size-full wp-image-1358" style="margin: 4px;" title="illuminazione_indoor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/illuminazione_indoor.jpg" alt="illuminazione indoor" width="247" height="158" /></a>Sebbene esistano in commercio ottimi prodotti che forniscono uno spettro luminoso adatto alla coltivazione delle piante, nessuna lampada riproduce esattamente la luce del sole.<br />
E&#8217; importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.</p>
<p>Cosa serve?<br />
Un impianto standard necessita di un <a href="http://italgrow.com/alimentatori_cat-22.aspx" target="_blank">ballast (alimentatore)</a> che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un <a href="http://italgrow.com/riflettori_cat-129.aspx" target="_blank">riflettore</a> per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per la temporizzazione dell&#8217;illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.</p>
<p><span id="more-1357"></span>Partiamo ribadendo l&#8217;ovvio: il bulbo deve essere specificamente concepito per la coltivazione indoor, non si possono utilizzare o riciclare lampadine generiche.<br />
La fotosintesi si svolge principalmente all&#8217;interno della parte visibile dello spettro (lunghezza d&#8217;onda tra 400 e 700 nm); all&#8217;interno di questi valori le lunghezze più utili sono 445 nm (blu) e 650 nm (rosso).<br />
Per ottenere questo tipo di luce si possono utilizzare diversi tipi di bulbi, che si basano su varie tecnologie.</p>
<p>I più diffusi sono HID (High Intensity Discharge), che possono essere utilizzati per tutto il ciclo grazie all&#8217;alta quantità di lumens per watt prodotti (circa 5 volte quelli prodotti da una normale lampada ad incandescenza).<br />
Le lampade HID a loro volta si trovano in tre versioni.<br />
<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+ioduri&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">MH (Metal Halide)</a>: questi bulbi producono una luce prevalentemente blu, ideale per la fase di crescita.<br />
<a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">HPS (High Pressure Sodium)</a>: luce prevalentemente rossa che garantisce un&#8217;ottima illuminazione durante la fioritura/fruttificazione.</p>
<p>Siccome questi due diversi tipi di bulbo richiedono alimentatori e a volte portalampade differenti è uso comune utilizzare le HPS per tutto il ciclo.<br />
Ne esistono in commercio da diversi anni di tipo “<a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>”, ovvero modelli ibridi che emettono luce rossa arricchita con luce blu e sono adatte alla coltivazione durante l&#8217;intero ciclo.</p>
<p>In alternativa ai bulbi HID esistono le lampade fluorescenti.<br />
Producono meno calore e hanno un consumo più ridotto, sono adatte nella fase di crescita delle piante che non necessitano di molta luce, come orchidee, lattuga, cloni.<br />
In commercio ci sono lampade fluorescenti con la tipica forma allungata del <a href="http://italgrow.com/tubi_al_neon_cat-26.aspx" target="_blank">neon</a> (SL, strip light) o <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+cfl+phytolite&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">compatte (CFL, Compact Fluorescent Light)</a>, con vari wattaggi e temperature di colore. Anche qui le temperature di colore più alte corrispondono ad una luce più blu e quindi adatta alla crescita, mentre le temperature più basse emettono luce rossa per la fioritura.<br />
Esistono anche <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cfl+agro&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">CFL di tipo “agro”</a> per l&#8217;intero ciclo. Le lampade CFL hanno l&#8217;alimentatore integrato nella base.</p>
<p>Sistemazione ideale delle luci</p>
<p>Se l&#8217;illuminazione è inadeguata le piante avranno poche foglie, scarso rendimento e rami lunghi e fragili.<br />
Le cause di una cattiva illuminazione possono essere diverse: lampada troppo poco potente o di tipo sbagliato, o ancora troppo usurata. Piante che si fanno ombra l&#8217;un l&#8217;altra. Fonte di luce troppo vicina o troppo distante dalle piante. Troppe o poche ore di luce quotidiane.</p>
<p>Da tenere a mente quindi al momento dell&#8217;acquisto che ogni tipo di lampada può coprire uno spazio ristretto e va posizionato ad una determinata altezza per far sì che il cono di luce illumini bene l&#8217;area di coltura. Chiedete consiglio al negoziante.</p>
<p>Il numero di piante deve essere il più basso possibile perché non vi sia una concorrenza per la luce e non si formino ristagni.</p>
<p>L&#8217;altezza della luce è un fattore determinante: è bene fornirsi di <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=volvit&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">saliscendi</a> che consentiranno di seguire la crescita delle piante mantenendo sempre una distanza ottimale. Le luci fluorescenti emettono poco calore e si possono tenere molto basse. In caso di spazi ristretti o lampade potenti meglio procurarsi un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=cool-tube&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">riflettore aerato</a> che risolverà il problema della temperatura.</p>
<p>Il ciclo della pianta prevede un alternarsi di giorno e notte. Solitamente le ore di luce sono 18 in fase di crescita e 12 nella fioritura.<br />
L&#8217;irregolarità nell&#8217;illuminazione causa gravi danni, è indispensabile l&#8217;utilizzo di un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a>.<br />
Le ore di buio non devono mai essere interrotte da infiltrazioni di luce esterna o da un improvviso accendersi delle lampade.</p>
<p>I muri devono riflettere la luce e non assorbirla, a tale scopo devono essere dipinti di bianco o, ancora meglio, ricoperti di <a href="http://italgrow.com/teli_riflettenti_cat-99.aspx" target="_blank">materiale riflettente</a>.</p>
<p>Qualche consiglio: se sospettate che la luce non sia sufficiente, usate un<a href="http://italgrow.com/luxmetri_luxmetro_lx_101_product-59-534.aspx" target="_blank"> luxmetro</a>. Si tratta di uno strumento in grado di stabilire quanta luce arriva in un determinato punto, potrete testare ad esempio quanta luce ricevono le cime ma anche le foglie più basse o le piante posizionate negli angoli.<br />
Assicuratevi sempre la compatibilità tra alimentatore e bulbo. Non improvvisate mai, anche quando le cose sembrano funzionare può verificarsi un cortocircuito, lo spegnimento improvviso della luce o una riduzione drastica della vita del bulbo.<br />
Le lampade HID sono molto delicate e possono esplodere se maneggiate senza le adeguate cautele.<br />
Mai accendere una lampada appena spenta, lasciare sempre passare alcuni minuti (5 per le HPS e 20 per le MH).<br />
Bulbi molto freddi non vanno accesi (ad esempio tenuti all&#8217;esterno in inverno), o andranno in pezzi. Lasciate che riprendano la temperatura dell&#8217;ambiente circostante prima di montarli.</p>
<p>Le lampade e i ballast magnetici si deteriorano nel tempo, offrendo performance ridotte e assorbendo più energia. Assicuratevi di cambiarli regolarmente.<br />
I bulbi MH durano in genere meno degli HPS.<br />
Verificate sempre anche l&#8217;orientamento della lampada: alcune vanno posizionate obbligatoriamente in verticale o in orizzontale.<br />
Attenzione ai wattaggi: sommate il dispendio energetico di tutta l&#8217;attrezzatura alla massima potenza e assicuratevi che non sovraccarichi il vostro impianto.</p>


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		<title>Ventilazione della growroom</title>
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		<description><![CDATA[nella coltivazione indoor è molto importante l'impianto di ventilazione della grow room. Prevedere una corretta aerazione garantisce ottimi risultati sia in terra che in idroponica.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="estrattore" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/ventilazione-della-growroom/"><img class="size-full wp-image-1354 alignleft" style="margin: 4px;" title="estrattore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/estrattore.jpg" alt="estrattore" width="180" height="144" /></a>L&#8217;aerazione corretta è un fattore essenziale per evitare accumuli di calore ed umidità frequenti nelle coltivazioni indoor.<br />
Ma come è composto un buon impianto di ventilazione?<br />
Innanzitutto da un <a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a> adeguato al volume della vostra growroom, tenendo presente che la portata dovrà consentire l&#8217;estrazione di tutta l&#8217;aria in 5 minuti.<br />
Potete fare due conti voi stessi o rivolgervi ad un negozio specializzato per la scelta.<br />
Assicuratevi di avere tutti i dati utili per aiutare chi di dovere a consigliarvi il prodotto più adatto a voi:  volume della stanza, lunghezza e diametro dei tubi di ventilazione, presenza o meno di filtri, wattaggio supportato dal vostro impianto.</p>
<p>Ricordate inoltre nel calcolare gli spazi che per evitare condensa e danni conseguenti l&#8217;estrattore andrà montato in verticale, parallelamente al muro.<br />
<span id="more-1352"></span></p>
<div id="attachment_1353" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1353" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom1-150x120.png" alt="organizzazione growroom" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>L&#8217;<a href="http://italgrow.com/aspirazione_cat-35.aspx" target="_blank">estrattore</a>, come suggerisce il nome stesso, renderà possibile l&#8217;uscita dell&#8217;aria esausta. Dobbiamo quindi dotarci di uno strumento per immettere aria fresca, ovvero una <a href="http://italgrow.com/ventilazione_cat-39.aspx" target="_blank">ventola</a>.<br />
La ventola avrà la stessa portata dell&#8217;estrattore e garantirà un ricircolo corretto.<br />
Per sfruttare al massimo il potenziale del nostro impianto va posta particolare attenzione al diametro dei <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">tubi</a>, che sia perfettamente compatibile con quello dell&#8217;estrattore e della ventola senza perdite. Non vanno inoltre posizionati oggetti nelle immediate vicinanze di questi ultimi, per evitare che il flusso d&#8217;aria sia interrotto.</p>
<p>I tubi che veicolano l&#8217;aria vanno scelti del diametro adatto ai vostri apparecchi, devono essere corti il più possibile e impiegare, qualora fossero necessari, raccordi a Y e mai a T.<br />
Ne esistono in commercio di<a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=fonoassorbente&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> fonoassorbenti</a> per limitare il rumore della turbolenza.</p>
<p>Per muovere l&#8217;aria all&#8217;interno della growroom al di fuori del flusso garantito da estrattore e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=ventilatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventilatore</a> si può ricorrere ad un ventilatore oscillante, che crei una gentile brezza.<br />
Questo garantirà l&#8217;eliminazione dei cosiddetti hot spots, punti di ristagno del calore e dell&#8217;umidità, e una buona distribuzione del biossido di carbonio (CO2) .</p>
<p>Come norma generale, l&#8217;estrattore andrà posizionato in alto ad una estremità della stanza, mentre la ventola sarà dal lato opposto, in basso. Il ventilatore soffierà nella stessa direzione dell&#8217;aria in entrata. Per essere certi dell&#8217;efficienza del proprio impianto sarà necessario misurare temperatura ed umidità in vari momenti (luci accese/spente) in diversi punti della stanza.</p>
<p>Il monitoraggio avviene attraverso il <a href="http://italgrow.com/temperatura_e_umidit_cat-63.aspx" target="_blank">termometro e l&#8217;igrometro</a>, che andranno posizionati nel punto di maggiore umidità e con la temperatura più alta (fra le foglie e vicino alle luci, ad esempio).<br />
Strumenti con memoria di punto minimo e massimo garantiscono il migliore controllo.<br />
Sonde e strumenti non vanno messi in contatto diretto con fonti di calore o con superfici bagnate.</p>
<p>Mantenere i valori ottimali sarà più semplice con un numero di piante moderato.</p>
<p>Per automatizzare la ventilazione bisognerà fornirsi di umidostato e <a href="http://italgrow.com/controllo_temperatura_cat-127.aspx" target="_blank">termostato</a>, anch&#8217;essi da collocare nei punti più caldi/umidi della growroom.<br />
Durante le ore di luce essi attiveranno la ventilazione quando la temperatura raggiungerà i 27 gradi o l&#8217;umidità salirà fino al 70%.<br />
Se il clima è costantemente molto caldo e umido potrebbe essere necessario lasciare sempre inserita la ventilazione con la sola regolazione di un timer.</p>
<p>Se nonostante tutto la temperatura fosse ancora alta potete provare a spostare le ore di luce artificiali durante la notte, per non sommare le alte temperature del giorno con quelle delle lampade.<br />
Se è possibile sostituite le lampade con modelli <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=bulbo+phytolite+cfl+&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">fluorescenti</a>, e se ancora il clima non è sopportabile riducete le ore di luce.<br />
Come ultima opzione, dotatevi di un condizionatore.<br />
E se fosse troppo freddo? Provate ad attivare meno spesso le ventole di immissione, soprattutto di notte, o prelevate l&#8217;aria da un&#8217;altra stanza invece che direttamente dall&#8217;esterno. Anche qui l&#8217;ultima chance è pre-riscaldare l&#8217;aria.</p>
<p>L&#8217;impianto di ventilazione può rivelarsi complesso sia da progettare che da montare, e le componenti possono avere prezzi elevati. La consulenza di un esperto in questi casi è caldamente consigliata.</p>


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		<title>Irrigazione su diversi substrati</title>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.giardinaggioindoor.it/?p=1345</guid>
		<description><![CDATA[L'irrigazione nei vari substrati quali perlite, argilla espansa, terriccio, cocco è importante nelle colture indoor e va pianificata con cura.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coltivando in <a href="http://italgrow.com/nutrient_film_technique_cat-49.aspx" target="_blank">NFT</a> l&#8217;afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. <a title="annaffiare" rel="attachment wp-att-1346" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/irrigazione-su-diversi-substrati/annaffiare/"><img class="alignright size-full wp-image-1346" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="annaffiare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/annaffiare.jpg" alt="annaffiare" width="168" height="210" /></a></p>
<p>Sebbene alcuni lascino sempre attiva la<a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank"> pompa</a> è consigliabile una <a href="http://italgrow.com/impianti_parti_timer_per_pompa_irrigazione_product-110-1542.aspx" target="_blank">programmazione ad intervalli</a> che garantisca 10-20 irrigazioni all&#8217;ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.</p>
<p>Se il medium è la <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=perlite+vulcanica&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">perlite</a> è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.</p>
<p>Se la soluzione viene somministrata dall&#8217;alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_hydrokorrels_argilla_espansa_8_16_25l_product-44-364.aspx" target="_blank">l&#8217;argilla</a>, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.</p>
<p>L&#8217;acqua tende comunque a creare dei “canali” all&#8217;interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.</p>
<p><span id="more-1345"></span>I substrati che trattengono molta umidità come <a href="http://italgrow.com/terricci_biologici_cat-41.aspx" target="_blank">terriccio</a>, <a href="http://italgrow.com/terricci_di_cocco_cat-42.aspx" target="_blank">cocco</a> e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=rockwool+rocce&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">lana di roccia</a> tendono ad imbibirsi e va posta particolare attenzione a non esagerare con l&#8217;irrigazione, assicurandosi contemporaneamente un ottimo drenaggio.<br />
Meglio irrigare durante le ore di luce, quando l&#8217;evaporazione è alta, e tenere sotto controllo l&#8217;umidità ambientale (più è alta, minore sarà la richiesta di acqua).</p>
<p>Intervalli abbastanza lunghi tra una somministrazione e l&#8217;altra permetteranno una migliore aerazione del medium.</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1345"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Organizzare al meglio la growroom</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[notifiche]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ottenere buoni risultati nella coltura indoor è indispensabile una buona organizzazione dello spazio a disposizione. Ecco uno schema semplice e le norme di base.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1341" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1341  " style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom-150x120.png" alt="" width="250" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>Norme generali</p>
<p>Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.<br />
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.</p>
<p>I <a href="http://italgrow.com/vasi_accessori_cat-7.aspx" target="_blank">contenitori</a> devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz&#8217;altro una parte del potenziale della pianta.<br />
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell&#8217;assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.</p>
<p>-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l&#8217;adeguata aerazione è indispensabile.<br />
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.<br />
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell&#8217;aria ed incoraggiare la crescita delle radici.</p>
<p><span id="more-1340"></span></p>
<p>-Serbatoio<br />
Meglio sceglierlo in materiale non tossico, specifico per alimenti. E&#8217; indispensabile che sia opaco e non permetta il passaggio della luce, che incoraggerebbe la crescita delle alghe e lo sviluppo di patogeni. Inoltre i raggi UV possono decomporre alcuni elementi nutritivi.</p>
<p>-Pompa<br />
Per automatizzare l&#8217;irrigazione utilizzate una <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompa</a> ed un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per gestire l&#8217;accensione e lo spegnimento.<br />
Bisogna accertarsi che la pompa abbia la portata necessaria a supportare l&#8217;estensione del vostro impianto.<br />
L&#8217;utilizzo di molte deviazioni o restringimenti, il diametro dei tubi, la pendenza influiscono sulla potenza necessaria per un&#8217;annaffiatura sempre efficiente.<br />
Optional interessanti sono la presenza di un filtro interno che prevenga blocchi (indispensabile in alcuni tipi di sistema con poca autonomia in caso di guasti della pompa), un funzionamento silenzioso e un sistema di spegnimento automatico in caso di attività in assenza di acqua.<br />
Meglio scegliere un modello ad immersione, che permetterà una maggiore versatilità.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">Timer</a><br />
Indispensabile per la regolazione delle luci, utilissimo per l&#8217;irrigazione.<br />
I modelli digitali sono più affidabili, in caso di NFT o altri sistemi che richiedano frequenti intervalli è indispensabile dotarsi di un prodotto di qualità.<br />
Assicurarsi di non sovraccaricare il temporizzatore con troppi strumenti o con strumenti troppo potenti.<br />
Sono da preferire i modelli ad alta resistenza all&#8217;umidità e possibilmente facili da programmare.</p>
<p>-Elettricità<br />
Le norme di sicurezza sono basilari: la zona delle prese e degli apparecchi elettrici deve essere assolutamente asciutta, considerando anche eventuali perdite o danneggiamenti.<br />
Controllare la portata delle prese e non cercare mai di superarla.<br />
Quando si accendono molte lampade, farlo in maniera scaglionata.<br />
Installare un salvavita.<br />
Può essere molto utile inoltra calcolare quanto la vostra coltivazione vi verrà a costare, applicando questa formula:<br />
Costo dell&#8217;energia per kilowatt (è reperibile sulla vostra ultima bolletta) moltiplicato per il numero di kilowatt impiegati (1000 watt = 1 kilowatt) moltiplicato per il numero di ore quotidiane di accensione.<br />
Esempio: poniamo che la corrente costi 0.10 euro al kilowatt e che voi abbiate 2 lampade da 600 watt (1,2 kilowatt) accese 12 ore al giorno.<br />
0,10 € x 1,2 kw x 12 ore = 1,44 euro al giorno.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/impianti_parti_cat-110.aspx" target="_blank">Impianto d&#8217;irrigazione</a><br />
Sembra banale, ma la prima cosa da fare è renderlo il più lineare e semplice possibile, facendo un buon progetto prima di prendere in mano gli attrezzi.<br />
Poche giunture, curve, raccordi garantiranno un basso rischio di perdite. Utilizzate filtri dove possibile.<br />
Il diametro dei tubi deve essere adeguato: meglio abbondare, soprattutto se il sistema è destinato a crescere.<br />
Tutti i tubicini che si connetteranno alla linea principale devono avere lo stesso diametro e possibilmente la stessa lunghezza, per garantire un equilibrio nel flusso del liquido.<br />
Anche gli irrigatori devono avere tutti le stesse caratteristiche ed essere manutenuti con costanza (basta un irrigatore bloccato per alterare l&#8217;equilibrio).</p>
<p>Una manutenzione regolare è indispensabile. <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=gocciolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">Gocciolatori</a> e spruzzatori sono soggetti a blocchi e vanno controllati e sciacquati spesso, il pH va mantenuto basso (compatibilmente alla tipologia di coltivazione) per evitare depositi, periodicamente va effettuata una completa sanificazione dell&#8217;impianto.<br />
Per sicurezza meglio posizionare almeno due linee di irrigazione per vaso, così da evitare che la pianta non riceva acqua del tutto in caso di blocco.<br />
Posizionare i tubicini in sospensione e non a contato con le radici o col substrato aiuterà ad evitare l&#8217;accesso di materiale all&#8217;interno del sistema di irrigazione.</p>


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		<item>
		<title>Il fattore di potenza nelle colture indoor</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/22/il-fattore-di-potenza-nelle-colture-indoor/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=il-fattore-di-potenza-nelle-colture-indoor</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:33:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[notifiche]]></category>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[L'articolo Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l'importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor è disponibile anche in pdf


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="power factor" src="http://www.italgrow.com/files/ITALGROW_Files/Foto/9272_592491165416.BMP" alt="" width="150" height="187" />E&#8217; disponibile nell&#8217;<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/download/" target="_blank">area download</a> il pdf dell&#8217;articolo &#8216;Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l&#8217;importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor&#8217;, realizzato in collaborazione con Italgrow.</p>
<p>Si tratta di un interessante approfondimento realizzato in seguito alla visita alla fabbrica cinese che assembla le lampade compatte distribuite poi in Europa (da cui il video in questo stesso post).</p>
<p>Il confronto con gli esperti e le analisi effettuate sulle lampade portate come campione hanno condotto ad una serie di migliorie tecniche destinate a migliorare senz&#8217;altro il livello qualitativo delle produzioni dei prossimi anni.</p>
<p>Per leggere online l&#8217;articolo <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">CLICCA QUI</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


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		<title>Gli ormoni radicanti nelle talee</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/23/gli-ormoni-radicanti-nelle-talee/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=gli-ormoni-radicanti-nelle-talee</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 08:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella produzione di talee è importante un corretto uso di ormoni radicanti in polvere o in gel, a base di auxine sintetiche.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Lorenzo &#8220;Lollo&#8221; Lettini<a rel="attachment wp-att-1031" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/23/gli-ormoni-radicanti-nelle-talee/talea-bonsai-propagazione/"><img class="alignright size-full wp-image-1031" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="ormone radicante per talee" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/talea-bonsai-propagazione.jpg" alt="ormone radicante per talee" width="188" height="245" /></a></em></p>
<p><a href="http://www.growshopanovara.com" target="_blank"><em>www.growshopanovara.com</em></a></p>
<p>Oggi spiegheremo a tutti coloro che si sono avvicinati da poco al mondo del taleaggio e volessero riprodurre nel proprio orto, nella serra o nello spazio indoor qualche pianta senza partire dal seme che cosa è utile usare per ottenere una sicura e veloce radicazione.</p>
<p>Esistono in commercio diversi prodotti chimici e di estrazione organica che usati con una tecnica ben precisa (il pennellamento della base della talea) servono a favorire l’attecchimento e quindi la conseguente radicazione delle nostre talee.</p>
<p>Questi prodotti si chiamano o sono conosciuti come ormoni radicanti; aiuteranno le talee difficili o provenienti da piante non idonee al 100% al taleaggio nello sviluppo delle prime radici. Inoltre  un corretto trattamento ormonale  aiuterà anche in fase di crescita le talee a mantenersi sane e predisposte ad un’ottima crescita.</p>
<p><span id="more-1030"></span></p>
<p>Fino a qualche tempo fa erano molto in auge gli estratti in polvere ma negli ultimi anni hanno preso molto piede per la loro facilità d’uso ed efficacia gli attivatori gel come il famoso Clonex, che servono a stimolare la pianta a produrre radici subito dopo il taglio, o il Rhizotonic ovvero ormoni liquidi. Questi ultimi sono reperibili sia in versione bio-minerale che organica e nella prima settimana di crescita della nostra talea, diluiti in acqua con pH acido( 6/6.5)  assicureranno  un notevole e veloce sviluppo delle radici.</p>
<p><strong>Qual’è l’ormone più conosciuto e di origine vegetale?</strong></p>
<p><strong>Auxina: </strong>Si tratta di un’insieme di composti detti anche fitormoni dotati di proprietà ormonali.</p>
<p><strong>I fitormoni:</strong> un fitormone è un composto organico naturale sintetizzato in un secondo tempo dalla pianta, che ne influenza i processi di crescita.</p>
<p><strong>Le auxine sintetiche:</strong> sono queste che ci interessano più da vicino, costituendo l&#8217;elemento base dei prodotti radicanti per il taleaggio sopra menzionati; essi infatti agiscono da fitoregolatori, modificando il ritmo e il periodo di crescita radicale. Trovano ampio utilizzo anche in agronomia per produrre frutti ben maturi e consistenti e in agricoltura come diradanti e fungicidi.</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1030"></div>]]></content:encoded>
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