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	<title> &#187; germinazione</title>
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		<title>Ormone radicante fatto in casa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 17:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come fare in casa l'ormone radicante per talee e piantine, biologico e gratuito, dal Salice. Fare radicare i cloni senza prodotti chimici e senza spendere nulla.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In moltissimi abbiamo ammirato qualche volta un bell&#8217;albero di Salice. <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1834" title="ormone-radicante-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg" alt="ormone radicante fai da te" width="240" height="218" /></a></p>
<p>Il Salice è un albero dalla crescita molto veloce, con foglie decidue, tipico dell&#8217;emisfero nord e amante dei terreni umidi. Uno dei più noti appartenenti alla famiglia dei Salici è il <strong>Salice Piangente</strong>, bellissima pianta dai tipici rami cascanti, con foglie allungate che spesso presentano una faccia inferiore setosa o bianca.</p>
<p>La popolarità di questo albero è in buona parte dovuta alla sua versatilità: <strong>la corteccia è usata in medicina per il contenuto di salicina</strong> (da cui l&#8217;acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell&#8217;Aspirina) antinfiammatorio e analgesico. Il legno viene utilizzato per la costruzione di mobili, utensili ed impiallacciature, la fibra utilizzata per produrre cordami e carta; i rami vengono intrecciati per costruire cesti, nasse e vari oggetti (<strong>vimini</strong>).</p>
<p><span id="more-1833"></span></p>
<p><strong>Questo albero si produce facilmente da talea</strong> e sviluppandosi molto in fretta è ideale per la produzione di biomassa, scopo per cui è già largamente coltivato.</p>
<p>Ma quello che ci interessa principalmente è l&#8217;ormone presente nella corteccia, un <strong>naturale, biologico e validissimo aiuto per la radicazione di talee</strong>. Questo ormone è responsabile della incredibile capacità del Salice di mettere radici in quasi qualunque condizione. Anche pezzi di tronco in terreni umidi  o rami semplicemente lasciati in ammollo radicano con facilità.</p>
<p><strong>Come possiamo utilizzare il Salice per produrre un ormone radicante fai da te per le nostre talee?</strong></p>
<p>Sfruttando la presenza di <strong>acido indolbutirrico e acido salicilico</strong> e preparando un bel &#8216;the di Salice&#8217;. Per prima cosa ovviamente bisogna individuare un bell&#8217;albero sano, appartenente alla famiglia dei Salici e recidere poi qualche ramo scegliendolo fra quelli in fase di crescita. Si riconoscono oltre che per la misura e la consistenza per il colore verde o giallo, a differenza dei vecchi rami marroni o grigi.</p>
<p>Eliminate le foglie (che costituiscono tra l&#8217;altro ottimo materiale da compostaggio) e tagliate i rami in pezzetti di un paio di centimetri di lunghezza.</p>
<p>A questo punto potete scegliere la via veloce e ricoprire il legno con acqua bollente da far riposare 12/24 ore, oppure scegliere la via lenta e utilizzare acqua fredda lasciando poi riposare per circa una settimana.</p>
<p>A questo punto il liquido va filtrato, versato in un bel barattolo a chiusura ermetica e riposto in frigo dove potrà essere conservato fino a due mesi. A questo proposito è utile apporre un&#8217;<strong>etichetta con la data</strong> tanto per essere sicuri di non sbagliare.</p>
<p>Per aiutare la <strong>radicazione delle talee</strong> potete usare l&#8217;acqua di Salice in diversi modi: utilizzandola per <strong>annaffiare le talee direttamente nel loro medium</strong> (un paio di volte dovrebbero essere sufficienti) oppure mettendo <strong>le talee  in ammollo per qualche ora</strong> (meglio durante la notte) come fareste con dei fiori recisi in un vaso.</p>
<p>L&#8217;acido salicilico aiuterà ad evitare che i gambi marciscano (da qui l&#8217;uso di molti di mettere Aspirina nell&#8217;acqua dei fiori recisi per farli durare più a lungo).</p>
<p>Questa è una ricetta <strong>semplicissima e piuttosto valida, gratuita e biologica</strong>, che chiunque può utilizzare: non ha la stessa efficienza degli ormoni chimici ma vale la pena di tentare. Potete utilizzare l&#8217;acqua di Salice anche per irrigare le piantine giovani, come <strong>additivo per aiutare la radicazione</strong>.</p>
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		<title>Propagazione: semi e talee</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
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		<description><![CDATA[Come operare per ottenere talee e gestire semina e propagazione in maniera ottimale
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1376" class="wp-caption alignright" style="width: 265px"><a rel="attachment wp-att-1376" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/propagazione-semi-e-talee/piantina_idroponica/"><img class="size-full wp-image-1376 " style="margin: 4px;" title="piantina_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/piantina_idroponica.jpg" alt="piantina idroponica" width="255" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.<br />
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l&#8217;ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.<br />
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.<br />
Inoltre l&#8217;utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.</p>
<p>La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.</p>
<p>Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.<br />
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_4x4x4_product-44-1110.aspx" target="_blank">cubi di rockwool </a>o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.<br />
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l&#8217;umidità avrà un valore stabile attorno all&#8217;80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">serretta di plastica</a>.</p>
<p>Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.<br />
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.</p>
<p><span id="more-1375"></span>La talea, recisa con una lama molto affilata (un bisturi o una lametta) va scelta verso la cima e deve avere alcune foglie (almeno tre coppie, generalmente). Appena prelevata va immediatamente immersa la parte recisa in acqua tiepida.</p>
<p>Ora con la lametta andremo a rimuovere la coppia di foglie più vicina (o due coppie, se il substrato sarà abbastanza profondo) alla base e a tagliare poco al di sotto di esse lo stelo con un&#8217;incisione a 45 gradi. Se le foglie rimanenti dovessero essere troppo grandi e pesanti le taglieremo a metà.</p>
<p>Adesso la talea è pronta per essere alloggiata nel substrato, dove avremo praticato un forellino della misura più adatta ad ospitare lo stelo.</p>
<p>I nostri cloni andranno nebulizzati con acqua facendo attenzione a non esagerare. E&#8217; importante rimuovere foglie morte o altro materiale che costituirebbe un ideale terreno di coltura per funghi e batteri.<br />
Se dovessero spuntare dei boccioli, andranno eliminati.</p>
<p>In 7 – 10  giorni le piantine dovrebbero essere in grado di sopportare le prime esposizioni al loro ambiente di coltura definitivo, a patto che non vi siano sbalzi climatici eccessivi.<br />
Potrete iniziare a rimuovere il coperchio della serretta partendo da una mezz&#8217;ora al giorno, e a somministrare fertilizzanti specifici.</p>
<p>Ovviamente si possono ottenere le piantine anche partendo dai semi.<br />
Vediamo come.<br />
Intanto è fondamentale la scelta dei semi, che andranno raccolti da piante sane  e dovranno essere maturi.<br />
I semi conservati male muoiono: per mantenerli dormienti senza che germinino o muoiano devono essere mantenuti al buio, in un ambiente freddo (2-8 gradi), secco e con scarso ossigeno (ad esempio un barattolo).<br />
L&#8217;ambiente di coltura dovrà essere sterile o quasi, il medium ben aerato e drenante.</p>
<p>Anche qui usiamo <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">la serretta</a> e il tappetino riscaldante e prepariamo il substrato bagnandolo prima con acqua a pH controllato e lasciandolo scolare dopo.<br />
Alcuni preferiscono germinare i semi prima di metterli a dimora tenendoli alcuni giorni su uno strato di tessuto bagnato sotto un piatto capovolto.<br />
Questo accorgimento tuttavia non è necessario e si possono posizionare i semini in forellini poco profondi nel substrato. I semi devono stare al buio.</p>
<p>Fatto questo si procederà ad una leggera annaffiatura che andrà ripetuta circa ogni 2-3 giorni.</p>
<p>La temperatura ideale è di 20-25 gradi e l&#8217;umidità dell&#8217;80% circa. Quando le prime vere foglioline saranno spuntate si potrà rimuovere il coperchio della serra e posizionare le piantine sotto una luce al neon da tenere a circa dieci centimetri.<br />
Piano piano si potrà aumentare la luce e si cominceranno a somministrare fertilizzanti.</p>
<p>E&#8217; fondamentale in questa fase una certa pazienza per permettere alle piante di adattarsi al nuovo ambiente, in quanto uno shock potrebbe essere fatale.</p>
<p>Lo sviluppo da ora in poi procederà velocemente e saranno necessari diversi travasi in contenitori mano a mano più grandi.<br />
Le piante dovranno essere spostate facendo molta attenzione a non torcere o rovinare le radici; a tal fine è bene scegliere un medium già predisposto per consentire un agevole travaso “in blocco”, come ad esempio cubetti di lana di roccia o cestini di perlite o compresse di torba, che permettono di non toccare affatto l&#8217;apparato radicale.<br />
L&#8217;utilizzo di cubetti per germinazione è consigliabile anche per l&#8217;importanza che il substrato riveste nella delicata fase della radicazione: materiale concepito appositamente permetterà di evitare errori frequenti quando si utilizza semplice terriccio.<br />
La zona attorno alle radici dovrà infatti essere aerata, mai completamente asciutta né fradicia, leggera e drenante. Il rischio che si corre è quello della mancanza di ossigeno, dell&#8217;attacco di funghi e muffe, di marciume.</p>
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