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	<title> &#187; fuori suolo</title>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mini sistema idroponico in pochi minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire un piccolo ed economico sistema idroponico a secchi. Un idrosistema semplificato senza ricircolo in pochi minuti, ideale per l'esterno.
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/21/idoponica-un-sistema-casalingo-parte-2/' rel='bookmark' title='Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)'>Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/06/28/manutenzione-del-sistema-idroponico/' rel='bookmark' title='Manutenzione del sistema idroponico'>Manutenzione del sistema idroponico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" title="sistema-idroponico-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg" alt="sistema idroponico fai da te" width="448" height="318" /></a>Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne&#8217; molto denaro?<br />
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.<br />
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.</p>
<p><em>Materiali: </em><br />
- due secchi della capienza di circa 20 litri<br />
- <a title="substrato per idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrato per idroponica</a> (perlite, fiocchi di lana di roccia, vermiculite o argilla espansa)<br />
- trapano con punta fine o punteruolo<br />
- <a title="timer ad intervalli di un minuto" href="http://growerplanet.it/controlli_TIMER--ELETTRONICO-CON-RELAIS.1.9.25.gp.551.-1.uw.aspx" target="_blank">timer ad intervallo di un minuto</a><br />
- <a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore</a> con tubicino e pietra porosa<br />
- <a title="pompa idroponica" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-IMMERSIONE---300L-H.1.9.54.gp.4645.-1.uw.aspx" target="_blank">pompa</a><br />
- <a title="tubo per pompa irrigazione" href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_TUBO-FLEXI-32MM-.1.9.53.gp.492.-1.uw.aspx" target="_blank">tubo flessibile per la pompa</a></p>
<p>- <a title="misuratore ph" href="http://growerplanet.it/PH_ADWA-TESTER-PH.1.9.60.gp.540.-1.uw.aspx" target="_blank">test del pH</a><br />
- eventualmente <a title="correttore pH" href="http://growerplanet.it/Correzione-pH.1.9.97.sp.uw.aspx" target="_blank">soluzione per la correzione del pH</a><br />
- <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a><br />
<span id="more-1790"></span>Il concetto alla base di questo progetto è che il vaso che contiene le piante venga irrigato regolarmente come in qualunque sistema a gocciolamento, senza ricircolo.<br />
Questo semplicissimo sistema idroponico &#8216;povero&#8217; si potrà quindi utilizzare all&#8217;esterno, dove l&#8217;acqua di scolo andrà ad arricchire il terreno circostante.<br />
Le dimensioni ridottissime permettono di evitare eventuali fenomeni di inquinamento da fertilizzante.</p>
<p><strong>La costruzione del sistema idroponico fatto in casa</strong></p>
<p>Prendete il primo secchio (pulito!) e praticate dei forellini sul fondo e in basso sui lati, per far defluire la soluzione nutritiva.<br />
Se i fori sono troppo grossi e lasciano passare il substrato, potete semplicemente infilare il secchio in un vecchio collant.<br />
La grandezza e il numero dei fori di drenaggio è variabile a seconda del numero di piante, del substrato e delle condizioni ambientali: procedete per tentativi.<br />
Se necessitate di fori più grandi potete evitare che il medium li attraversi schermandoli con pezzetti di griglia fine fissata con silicone atossico.</p>
<p>Inserite ora il substrato, risciacquato se necessario.</p>
<p>A questo punto avrete un vaso funzionale, e volendo potreste già metterci le piantine e innaffiare a mano.</p>
<p>Ma noi vogliamo un sistema idroponico automatizzato, quindi prendete il secondo secchio, ben pulito, e riempitelo di acqua.<br />
Se è acqua del rubinetto meglio lasciarla riposare un po&#8217; perchè il cloro evapori. Di solito è meglio evitare acqua di pozzo, di falda o di fonte perchè troppo ricca e spesso potenzialmente inquinata.<br />
Aggiungete i nutrienti nelle quantità riportate in etichetta, mescolate, lasciate riposare e misurate il pH.<br />
Correggetelo se necessario.</p>
<p>La misurazione e regolazione del pH sono molto utili sempre, anche quando si annaffia a mano. Ovviamente se state facendo qualche esperimento senza pretese potete saltare questo punto per ora.</p>
<p>Mettete la pompa nel secchio/serbatoio, collegatela ad un tubo che fisserete poi al vaso con le piante. Un po&#8217; di nastro adesivo potrebbe andare, ma meglio fissarlo con un pezzetto di fil di ferro ricoperto di plastica (reperibile in qualunque negozio, si usa per fissare i rampicanti) per poterlo spostare a piacimento.<br />
Qui ci starebbe benissimo un gocciolatore per una migliore distribuzione dell&#8217;acqua ma questo vuole essere un sistema idroponico semplificato all&#8217;osso, quindi non ce ne preoccuperemo.</p>
<p>Collegate ora la pompa non direttamente all&#8217;alimentazione elettrica bensì al timer, programmando quest&#8217;ultimo perchè si attivi per un minuto due/ tre volte al giorno. Non tutti i timer hanno questa funzione, spesso i modelli base hanno intervalli minimi di 15 minuti. Scegliete quindi con attenzione.<br />
Il settaggio dipende dalla portata della pompa (che comunque avrete scelto in base alla capienza del serbatoio), dal numero di piante e dal clima.<br />
Ora potete finalmente inserire il timer nella presa di corrente.</p>
<p>Non mi pare il caso di ricordarlo ad ogni passaggio ma il buon senso ovviamente suggerisce di provare la portata della pompa e dei fori di drenaggio, la tenuta del tubo, e l&#8217;assemblaggio generale prima di lasciare il sistema idroponico abbandonato a se stesso senza supervisione.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1790"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Coltivare rose in idroponica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 15:08:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare rose in idroponica per preservarle dalle tipiche malattie delle rose
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</ol>]]></description>
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<p>Da anni ormai spadroneggia sul mercato floricolo e le varietà esistenti non si contano più.  Sebbene non si tratti di una pianta molto esigente, accontentandosi di sei ore di luce, una temperatura non eccessiva e qualche supplemento di biossido di carbonio, è molto spesso al centro delle indesiderate attenzioni di infestanti vari.</p>
<p>Questi attacchi possono essere tenuti sotto controllo coi metodi classici, e la coltivazione fuori suolo sicuramente aiuta a limitarne la portata.</p>
<p>Ma vediamo come strutturare un rosaio idroponico.</p>
<p>Innanzitutto, lo spazio. I cespugli possono crescere parecchio, quindi è bene verificare prima dell&#8217;acquisto quale varietà si adatta all&#8217;ambiente a disposizione. Una rosa che non cresca troppo sarà da preferirsi. Nella progettazione dell&#8217;impianto prevediamo quindi per ogni pianta uno spazio di almeno 120 cm quadrati.</p>
<p>Da tenere in considerazione sono le dimensioni della pianta adulta, in modo che non sia troppo vicina alla rosa accanto, in maniera da garantire un&#8217;adeguata illuminazione e il ricircolo dell&#8217;aria.</p>
<p><span id="more-1689"></span></p>
<p>Inoltre bisognerà ricorrere a potatura e ad adeguati supporti per evitare che i rami delle piante di rosa si intreccino o danneggino l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Quale sistema?</strong></p>
<p>Il miglior medium per le rose in idroponica è l&#8217;argilla. Queste piante sono infatti sensibili all&#8217;umidità e le radici possono essere delicate.</p>
<p>Un substrato ben drenante è ottimale per mantenere la corretta idratazione, e al contempo evitare la macerazione degli apici radicali.</p>
<p>Per la stessa ragione è da preferire un idrosistema di tipo Ebb and Flood, con la soluzione nutritiva che scorre senza lasciare le radici immerse.</p>
<p><strong>La serra</strong> <strong>per le rose idroponiche</strong></p>
<p>Una temperatura tra 18 e 24 gradi sarà ideale. Le rose non necessitano di grandissime quantità di luce: sei ore al giorno saranno sufficienti.</p>
<p>Sebbene in teoria sia possibile utilizzare la sola luce solare, è bene dotarsi di un numero adeguato di <a href="http://growerplanet.it/bulbi_agro.aspx" target="_blank">lampade AGRO</a> (per tutto il ciclo di vita della pianta) come riserva.</p>
<p>E&#8217; importante un supplemento di biossido di carbonio, somministrabile tramite la classica <a href="http://growerplanet.it/CO2.1.9.36.sp.uw.aspx" target="_blank">bombola di CO2</a> o con le pratiche pastiglie <a href="http://growerplanet.it/CO2_CO2-TABS-EXTRA-SLOW--60-PCS-.1.9.36.gp.1117.-1.uw.aspx" target="_blank">CO2 tabs</a>.</p>
<p><strong>Infestazioni e malattie delle rose</strong></p>
<p>Come anticipato le rose restano piante piuttosto fragili e soggette ad attacchi di parassiti e patogeni.</p>
<p>Spostando il nostro delizioso roseto indoor abbiamo già fatto un primo passo per proteggerlo dalle insidie, ed eliminando la terra un secondo.</p>
<p>Il terzo passo è quello della lotta biologica, con insetti antagonisti. Se avete infestazioni con una rapida ricerca online sarà possibile trovare la più vicina biofabbrica e ricevere direttamente per posta le uova, le larve o gli insetti adulti che fanno al caso vostro.</p>
<p>MAI utilizzare sulle rose pesticidi commerciali, piuttosto recatevi dal vostro garden di fiducia e richiedete un prodotto specifico per il vostro problema, facendo presente che dovrete utilizzarlo sulle rose.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1689"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Frutta e verdura idroponica sullo scaffale</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/17/frutta-e-verdura-idroponica-sullo-scaffale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=frutta-e-verdura-idroponica-sullo-scaffale</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:28:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Futurlab propone serre idroponiche all'interno dei supermercati inglesi.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1173" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/17/frutta-e-verdura-idroponica-sullo-scaffale/frutta_idroponica_sugli_scaffali/"><img class="alignleft size-full wp-image-1173" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="frutta_idroponica_sugli_scaffali" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/frutta_idroponica_sugli_scaffali.jpg" alt="frutta_idroponica_sugli_scaffali" width="300" height="225" /></a>Raccogliere frutta e verdura direttamente dalla pianta è il sogno di molti cittadini che sognano cibo biologico e contatto con la natura.<br />
Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.<br />
L&#8217;idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.<br />
All&#8217;interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant&#8217;altro.<br />
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.<br />
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l&#8217;utilizzo di substrato.<br />
<span id="more-1172"></span>Se questo tipo di coltura alla portata dell&#8217;utente finale dovesse essere avviata si taglierebbero i costi di trasporto e stoccaggio al punto da rendere i prodotti idroponici molto più convenienti di quelli tradizionali.<br />
Inoltre il minore inquinamento prodotto e il risparmio idrico  potrebbero garantire un&#8217;etichetta di eco-compatibilità come valore aggiunto.all&#8217;ortofrutta in questione.<br />
Lucy MacLennan, Managing Director della catena di negozi inglesi Sainsbury, ha accolto con entusiasmo la novità, evidenziando come tale coltivazione potrebbe migliorare la qualità del cibo consumato.</p>
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		<title>Il design incontra la coltivazione idroponica</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 10:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione di gadget poco funzionali per la coltivazione idroponica casalinga possono fuorviare il consumatore da quella che è la coltura fuori suolo praticata in maniera seria. Segnaliamo le false pubblicità e i prodotti inutili.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;E come spesso accade in questi casi entrambi si avviano a braccetto verso gli affollati lidi dell&#8217;inutilità.<a rel="attachment wp-att-1077" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/11/il-design-incontra-la-coltivazione-idroponica/micro-idroponica/"><img class="alignright size-full wp-image-1077" title="micro-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/micro-idroponica.jpg" alt="micro-idroponica" width="160" height="160" /></a></p>
<p>Dopo il drammatico <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/11/meravigliose-inutili-modernita/" target="_blank">Hydroponic Garden</a>, ecco <a href="http://www.coolest-gadgets.com/20090727/power-plant-growing-machine/" target="_blank">qui</a> un nuovo simpatico gadget dedicato alla coltivazione di piantine aromatiche e fiori.</p>
<p>Vorreste forse esporre agli occhi critici dei vostri ospiti banali vasetti di terra? Magari vorreste germinare in antichi, obsoleti, esteticamente inappaganti blocchetti di torba, rockwool o altri pratici materiali?</p>
<p>Macchè. Il trend è quello dell&#8217;oggetto di design, quindi spendete le vostre 35 sterline (40 euro circa, più spese di spedizione) e compratevi questo oggetto a metà tra il tostapane e la <a href="http://a.imagehost.org/0507/Electric_Kettle.jpg" target="_blank">teiera elettrica</a>, che grazie ad un&#8217;avanzata tecnologia concepita addirittura dalla NASA (cioè l&#8217;idroponica) vi permetterà di germinare i vostri semini (non compresi).</p>
<p><span id="more-1076"></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1078" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/11/il-design-incontra-la-coltivazione-idroponica/powerplant/"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="powerplant" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/powerplant.jpg" alt="powerplant" width="245" height="154" /></a>Addirittura promette ottimi risultati anche a chi non è dotato del famoso pollice verde.</p>
<p>In realtà il <a href="http://www.coolest-gadgets.com/20090727/power-plant-growing-machine/" target="_blank">Power Plant Growing Machine</a>, dall&#8217;altisonante nome, altro non è che un minimale, microscopico idrosistema.</p>
<p>In pratica in serbatoio viene dapprima riempito con acqua, che va ad irrigare tramite uno spruzzatore la spugna posta nella fessura in alto.</p>
<p>Appena i germogli sono spuntati all&#8217;acqua va aggiunto il fertilizzante, fornito nella confezione, e il gioco è fatto.</p>
<p>A questo punto viene rimossa la preziosa strisciolina di cartone in dotazione, che era stata posta a copertura dei semini, e sui tre virgulti vengono posti dei coperchietti di plastica a simulare miniature di serra.</p>
<p>Questo oggetto dalle dimensioni irrisorie permette la coltivazione di tre piante molto piccole, e potrebbe anche essere un accettabile giocattolo se non fosse per qualche pecca, come ad esempio la finestra laterale nel serbatoio per monitorare il livello dell&#8217;acqua. Questa farà filtrare la luce disturbando lo sviluppo delle radici e favorendo il dilagare di alghe all&#8217;interno di un contenitore troppo stretto per un&#8217;agevole pulizia.</p>
<p>Questo tipo di gadget purtroppo vengono promossi sbandierando le caratteristiche della coltura fuori suolo: la possibilità di coltivare anche in zone ostili, la sperimentazione NASA, superossigenazione, semplicità d&#8217;uso coniugata ad alta tecnologia; ci si ritrova poi fra le mani un pezzo di plastica equivalente ad un contenitore da microonde con un ossigenatore, solo meno pratico per via della forma improbabile e trenta volte più costoso.</p>
<p>Il rischio legato alla diffusione di questi giocattoli, che spesso si rivelano assai deludenti nei risultati, è quello di confondere ancora di più le idee del consumatore, che potrebbe associare un brutto regalo di Natale finito nella pattumiera con la coltivazione idroponica, quella vera.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VFk4M5rn2t4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/VFk4M5rn2t4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Se hai segnalazione di altri articoli di varia inutilità idroponica o non sei d&#8217;accordo riguardo al Power Machine, sei come sempre libero di commentare o scrivere una mail a redazione at giardinaggioindoor dot it.</p>
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		<title>BioSevia, biologico in terra ed idroponica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:51:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Biosevia è il pimo prodotto bioponico, che permette cioè una coltura idroponica organica e biologica.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1071" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_terra/"><img class="alignleft size-full wp-image-1071" title="biosevia_terra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_terra.jpg" alt="biosevia_terra" width="209" height="256" /></a></p>
<p>I pregi dell&#8217;idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.<br />
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.<br />
Il cruccio degli amanti dell&#8217;idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.<br />
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell&#8217;agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.</p>
<p>Il problema è stato studiato a fondo dall&#8217;azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.<br />
<span id="more-1059"></span> <a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_grow/"><img class="size-full wp-image-1064 alignleft" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_grow.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="131" height="250" /></a>Punti di forza sono l&#8217;assimilabilità e la solubilità molto elevate, che rendono il prodotto rapidamente degradabile e pronto per essere assorbito <a rel="attachment wp-att-1062" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_bloom/"><img class="alignright size-full wp-image-1062" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_bloom.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="115" height="250" /></a>dalla pianta in qualunque tipo di sistema: a radici nude o in presenza di substrato.<br />
Il risultato ottenuto è eccellente, anche considerando che si tratta di un nutrimento concentrato e quindi utilizzabile in dosi ridotte. Sicuramente sarà apripista per una serie di prodotti simili, poichè nessuna azienda vorra farsi mancare a catalogo un fertilizzante biologico per idroponica.</p>
<p>Sull&#8217;onda del successo di BioSevia è stato lanciata in questi giorni una linea parallela: si tratta di BioSevia Terra, dedicata appunto a quei coltivatori che preferiscono il substrato tradizionale.<br />
La formula ricalca le caratteristiche della serie per idroponica, e rende possibile preparare in anticipo la soluzione e utilizzare l&#8217;irrigazione automatica.<br />
L&#8217;impiego di concimi biologici, come abbiamo già detto, rende difficoltoso lasciare la soluzione pronta senza che gli elementi in sospensione precipitino a depositarsi sul fondo. Il rischio è quello di una soluzione nutritiva sbilanciata o povera, di sistemi di riigazione ostruiti, e soprattutto col caldo del proliferare di batteri.<br />
Ecco quindi dove BioSevia Terra interviene: alta solubità, elevata concentrazione, pochi residui, il tutto in un prodotto bicomponente (crescita e fioritura) di semplice utilizzo.</p>
<p>BioSevia, sia nella formulazone classica che specifica per terra, è conforme al regolamento europeo sulla coltivazione biologica.</p>
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		<title>Foraggio idroponico</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 17:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' possibile ottenere foraggio idroponico di ottima qualità e in tempi brevi utilizzando una camera di coltivazione automatizzata.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1038" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico/"><img class="alignright size-full wp-image-1038" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="foraggio-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico.jpg" alt="foraggio-idroponico" width="312" height="234" /></a>Sembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.<br />
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l&#8217;alimentazione animale.<br />
L&#8217;apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.</p>
<p>Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all&#8217;interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.</p>
<p>Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.<br />
<span id="more-1036"></span><a rel="attachment wp-att-1039" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1039" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico2" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico2.jpg" alt="foraggio-idroponico2" width="270" height="158" /></a>Le sementi di cereali e legumi vengono distribuite sui vassoi, dove un sistema di irrigazione temporizzato vaporizza regolarmente l&#8217;acqua.<br />
La temperatura viene mantenuta costante per garantire uno sviluppo costante e veloce, e un apporto nutrizionale ottimale.<br />
Il compito dell&#8217;operatore consiste nella raccolta dell&#8217;erba, seguita dal risciacquo dei vassoi e ridistribuzione dei semi; questi germinano in 24 ore e in soli sei giorni il foraggio ha raggiunto l&#8217;altezza di 15-20 centimetri, formando un fitto tappeto pronto per essere somministrato al gregge. Non c&#8217;è scarto in quanto le radici sono commestibili, e il prodotto ottenuto è qualitativamente ottimo.</p>
<p>L&#8217;alimentazione è a 15 ampere e il consumo della camera di coltivazione idroponica automatizzata non supera i 2 euro al giorno di elettricità, <a rel="attachment wp-att-1040" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/foraggio-idroponico3/"><img class="alignright size-full wp-image-1040" style="margin: 4px;" title="foraggio-idroponico3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/foraggio-idroponico3.jpg" alt="foraggio-idroponico3" width="230" height="179" /></a>grazie all&#8217;isolamento dall&#8217;esterno e al design pensato per una gestione oculata. Benchè sia resistente alle intemperie si otterrano risultati assai migliori e con un miglior rapporto costi/benefici se la camera idroponica verrà posizionata al riparo e non direttamente esposta al solleone o al gelo. La modesta richiesta elettrica permette un&#8217;agevole interazione con fonti alternative, solari od eoliche.</p>
<p>Come sempre quando si parla di idroponica un punto forte è il risparmio idrico: con questo sistema infatti è possibile ottenere 1 kg di erna con 2-3 litri di acqua, contro gli 80 litri necessari nella coltura tradizionale.<br />
Qualunque fonte andrà bene allo scopo, ma in caso di necessità di filtraggio la camera di coltura idroponica è predisposta per l&#8217;utilizzo di depuratori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1041" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/camera-idroponica-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1041" title="camera-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/camera-idroponica1.jpg" alt="camera-idroponica" width="205" height="147" /></a>Per ottenere buoni risultati è necessario impiegare da 15 a 60 minuti al giorno nelle operazioni di raccolta, pulitura e semina. La quantità del raccolto varia in base alle dimensioni dell&#8217;impianto.</p>
<p>Ovviamente il sistema garantisce la germinazione anche di altre piante, e non solo del foraggio.<br />
I prezzi sono molto interessanti: con una spesa di circa 5000 euro si possono ottenere 40 kg di erbe fresche al giorno, con 16.000 euro 300kg.</p>
<p><em>Fonte: http://www.bestoftrade.fr/cnt/gt/default.asp?catid=38300&amp;agg=3213&amp;parid=-1</em></p>
<p><em>EDIT: Il link originale riportato sopra non è più attivo. Per chi fosse interessato ecco due link dove trovare informazioni</em></p>
<p><em>in spagnolo: <a href="http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm" target="_blank">http://www.elmejorguia.com/hidroponia/Forraje_Verde_Hidroponico_introduccion.htm</a></em></p>
<p><em>in italiano: <a href="http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html" target="_blank">http://www.forumdiagraria.org/bovini-f15/convenienza-foraggio-idroponico-parola-agli-allevatori-t8629.html</a></em></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1036"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Meravigliose, inutili modernità</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 14:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il designer Jim Ruck propone un mini sistema idroponico (in realtà aeroponico) di grande impatto visivo e dubbia utilità
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coniugare un piccolo, maneggevole, casalingo sistema aeroponico con un design ricco di appeal?<a rel="attachment wp-att-610" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/11/meravigliose-inutili-modernita/hydroponic-garden-2/"><img class="alignright size-full wp-image-610" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="hydroponic-garden-giardino-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/hydroponic-garden-2.jpg" alt="hydroponic-garden-giardino-idroponico" width="257" height="148" /></a></p>
<p>Sembrerebbe possibile grazie al sistema di <a href="http://www.jimruck.com/portfolio_hydroponic.html" target="_blank">Jim Ruck</a>, un gadget utile e piacevole da vedere.<br />
Pensato come parte integrante dell&#8217;arredo di un moderno salotto, questo oggettino permette un&#8217;adeguata nebulizzazione delle radici con la soluzione nutritiva.<br />
Su un lato è possibile vedere la cascatella di acqua, pensata per ossigenarla al meglio e richiamare certi accessori tipici da giardino zen.<br />
Piccole lattughe o erbe aromatiche cresceranno rigogliose sulla parte alta del vostro modernissimo giardino hi-tech in miniatura.<br />
<span id="more-609"></span><br />
Purtroppo, benchè affascinati dalle linee pulite e dal look così sfacciatamente terzo millennio ostentato dal gingillo (chiamato inopportunamente  <a href="http://www.jimruck.com/portfolio_hydroponic.html" target="_blank">Hydroponic Garden</a>, nonostante di tratti appunto di aeroponica) siamo costretti a bocciarlo. La superficie è talmente limitata da rendere improbabile la coltivazione di alcunchè, e soprattutto le radici esposte alla luce soffrirebbero e sarebbero immediatamente attaccate da patogeni e alghe.<br />
<a rel="attachment wp-att-611" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/11/meravigliose-inutili-modernita/hydroponic-garden-1/"><img class="aligncenter size-full wp-image-611" title="hydroponic-garden-giardino-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/hydroponic-garden-1.jpg" alt="hydroponic-garden-giardino-idroponico" width="584" height="335" /></a><br />
La crescita delle piante sicuramente risulterebbe stentata e tutto lo sforzo per creare un oggetto dalle linee pulite e sobrie verrebbe guastato da una melma verdastra e da piantine sofferenti.</p>
<p>Se davvero volete decorare la vostra casa/studio/showroom con questa carinissima inutilità ricordate di utilizzare piante di plastica e acqua distillata.</p>
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		<title>Organismi colonizzatori</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2007 17:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Christian Cantelli PER ALCUNI venire a sapere che esistono batteri e funghi colonizzatori in vendita nei negozi di home-gardening specifici per la coltivazione idroponica può sembrare quantomeno bizzarro, vale la pena spendere fino ad un centinaio di euro per un barattolo di microbi viventi? E a che cosa servono? Molte delle maggiori ditte produttrici [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Christian Cantelli</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-170" style="border: 2px solid black; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" title="trichoderma" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/526trichodermareesei.jpg" alt="" width="145" height="209" />PER ALCUNI venire a sapere che esistono batteri e funghi colonizzatori in vendita nei negozi di home-gardening specifici per la coltivazione idroponica può sembrare quantomeno bizzarro, vale la pena spendere fino ad un centinaio di euro per un barattolo di microbi viventi? E a che cosa servono?<br />
Molte delle maggiori ditte produttrici dei nutrimenti hanno negli ultimi anni aggiunto al loro catalogo questo tipo di prodotti che, per quanto riguarda la tecnica di coltivazione idroponica, rappresentano una vera e propria rivoluzione.</p>
<p>I FUNGHI sono stati i primi, dato che si doveva trovare un freno ai funghi dannosi per la vegetazione come i famigerato pythium, capace di distruggere un intero raccolto in brevissimo tempo, o altri come il Fusarium o il Verticilliu, si pensò di introdurre nella rizosfera (la zona sottosuolo casa delle radici) un nemico naturale degli stessi, il trichoderma.<span id="more-167"></span><br />
Prima di questa piccola rivoluzione davanti allo sconforto provocato dal vedere una bella pianta attaccata dal pythium, con le radici marroni e marcescenti non rimaneva altro da fare che rassegnarsi.<br />
Usare fungicidi infatti è assolutamente sconsigliato per colture che prevedono l&#8217;uso da parte dell&#8217;uomo. Mentre il trattamento con raggi UV non risulterebbe molto pratico in ambito domestico.</p>
<p>I TRICHODERMA sono una specie di funghi colonizzatori che nelle sue varietà (ricordiamo i T. harzianum, T. viride, T. koningii, T. hamatum) hanno uno straordinario effetto sullo sviluppo delle radici e sulla salute generale delle piante. I funghi colonizzatori infatti formano un bio-scudo attorno alla massa radicale ma senza entrare in conflitto con le piante per il nutrimento. Anzi ne favoriscono lo sviluppo grazie ad una stupefacente simbiosi impedendo il marcire delle radici e il proliferare di agenti patogeni dannosi impedendogli di nutrirsi (in quanto in competizione diretta coi “nostri” funghi). I funghi producono vari effetti a vari livelli, è stato tra l&#8217;altro dimostrato che le  piante in simbiosi con certe varietà di trichoderma assorbono fino al 40% in meno di azoto (elemento che se assorbito in quantità eccessive può provocare gravi danni a tutta la pianta).</p>
<p>ALTRO “LAVORO” da non sottovalutare è la digestione e sintetizzazione dei microelementi presenti nella rizosfera, i funghi in pratica rendono disponibili per la piante la quasi totalità dei microelementi scomponendo i nutrienti complessi in elementi semplici assimilabili dall&#8217;apparato radicale delle piante.<br />
Il trichoderma e gli altri funghi benefici possono essere inoltre spruzzati sulla pianta sotto forma di spray fogliare in sospensione per fermare il formarsi di muffe e l&#8217;attacco di   altri funghi e batteri nocivi come i Rhizoctania solani, Fusarium, Sclerotium rolfsii, Sclerotinia homoeocarpa e naturalmente il Pythium.</p>
<p>AI GIORNI NOSTRI i prodotti sul mercato disponibili sono solitamente un mix di funghi benefici comprendenti alcune varietà di trichoderma con diverse specializzazioni ed altri funghi simbiotici.<br />
É un&#8217;ottima idea, dati i numerosi benefici, investire una piccola quantità di denaro per l&#8217;acquisto di una bustina di funghi colonizzatori da immettere nella nostra coltivazione idroponica.</p>
<p>I BATTERI invece sono arrivati molto, molto prima. Sin dagli albori della civiltà l&#8217;uomo ha imparato ad usare gli escrementi di animale per concimare le sue colture. Gli escrementi, oltre a contenere sostanze e nutrienti contengono soprattutto milioni di batteri che li decompongono e li rendono disponibili per le piante.</p>
<p>LE COLONIE di batteri non dannosi per l&#8217;uomo o le piante sono usate con lo stesso principio con cui sono usati i funghi: se esiste una colonia non può formarsene un&#8217;altra che sia in competizione con la stessa, quindi colonizzare con batteri benefici impedisce prima di tutto che si insedino colonie di batteri dannosi. Nella medicina indiana dell&#8217;ayurveda, dalla tradizione millenaria, vengono usate cure a base di escrementi freschi che, grazie ai batteri in essi contenuti, combattono infezioni e malattie. É un tipo di rimedio antichissimo, probabilmente quanto l&#8217;uomo stesso.</p>
<p>I BATTERI introdotti nella rizosfera si nutrono del materiale di scarto prodotto dalla pianta dopo il processo fotosintetico, si stabiliscono quindi attorno alle radici per ricevere il loro cibo e difenderne la fonte da eventuali concorrenti.<br />
Alcune specie di batteri sono in grado di sintetizzare e solubilizzare vari minerali tra cui anche il fosforo, un elemento importantissimo per la salute delle piante. Altri batteri sono in grado di produrre ormoni naturali per la crescita delle piante, altri sono in grado di sintetizzare l&#8217;azoto e via dicendo. Una colonia di varie specie di batteri con diverse specializzazioni bene bilanciata e mirata può compiere vere meraviglie nella vostra rizosfera.</p>
<p>IL BIO-SCUDO batterico è inoltre totalmente compatibile con il bio-scudo di funghi eventualmente introdotti nella rizosfera, un corretto mix di microorganismi produce una situazione ideale per l&#8217;apparato radicale: è stato ampiamente dimostrato che l&#8217;uso congiunto di funghi e batteri può aumentare fino al 90% in più la massa radicale; più radici = più fiori e frutti, l&#8217;equazione magica.<br />
Inoltre una pianta sottoposta a questa colonizzazione combinata e mirata crescerà molto più velocemente, si ammalerà di meno e avrà un metabolismo molto migliore, assorbendo fino al doppio di acqua e nutrienti rispetto alla media.</p>
<p>QUESTO TIPO di trattamento rende la pianta adatta per la coltivazione idroponica diminuendo drasticamente i rischi di problemi strettamente legati proprio a questa tecnica di coltura, ne rafforza le difese e ne ottimizza il metabolismo. Ancora una volta è la natura ad aiutare se stessa, la dove l&#8217;uomo usa la scienza per studiarne i meravigliosi processi e trarne i suoi vantaggi con meravigliosi fiori e frutti.</p>
<p>Fonte scientifica:<br />
G. E. Harman,<br />
Cornell University, ( <a href="http://www.nysaes.cornell.edu/" target="_blank">http://www.nysaes.cornell.edu/</a>) Geneva, NY</p>
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		<title>L&#8217;ABC dell&#8217;idroponica</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Sep 2006 12:39:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta. Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-129" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="abc dell'idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/acqua_foglia.jpg" alt="" width="136" height="189" />I vegetali  nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta.<br />
Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati  materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia o la perlite.</p>
<p>Attraverso un sistema di gocciolatori e canalette, l’acqua fertilizzata viene fatta circolare in maniera da eliminarne ogni spreco, e sebbene di al non addetto ai lavori questo possa sembrare un piccolo risparmio, si parla in realtà di erogazione idrica dimezzata.</p>
<p><span id="more-3"></span></p>
<p>Oltre a questo, è importante considerare il lato dell’igiene e della salute : il terreno, oltre ad offrire il nutrimento, ospita anche una complessa comunità di piccoli animali e microrganismi nocivi, i cosiddetti parassiti : nella coltivazione idroponica  le radici sono separate dal terreno e dai parassiti presenti impedendo la loro proliferazione ai danni della coltura.<br />
Le piante coltivate con questa tecnica si trovano perciò in un migliore stato sanitario senza dover ricorrere all’impiego di prodotti tossici.</p>
<p>Un’ altra importante considerazione importante riguarda il controllo sulla nutrizione delle piante.<br />
Somministrando alle piante un nutrimento controllato si può ottimizzare il rapporto fra qualità e quantità: ogni elemento nutritivo ha specifici compiti all’interno della pianta.</p>
<p>Ad esempio, l’azoto è indispensabile per la crescita e influisce sulla quantità di prodotto che darà la pianta, il calcio permette al pomodoro di produrre frutti consistenti e meno “acquosi”, il magnesio e il potassio influiscono sulla sapidità del frutto, il potassio influisce sulla colorazione dei frutti e sul contenuto in zuccheri, eccetera.</p>
<p>Un eccesso di azoto rispetto ad altri elementi determina una notevole produzione ma di cattiva qualità, un eccesso di calcio sul potassio <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2006/09/14/labc-dellidroponica/attachment/0/"><img class="alignright size-full wp-image-913" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="radici idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/09/0.jpg" alt="radici idroponica" width="208" height="277" /></a>determina una colorazione sbiadita dei frutti, e così via.</p>
<p>Nella coltivazione tradizionale, con le piante nutrite attraverso il terreno, è molto difficile controllare nel dettaglio la fertilizzazione; il risultato produttivo dipende quindi dalle caratteristiche del terreno solo in parte corrette con la concimazione.</p>
<p>Nella coltura idroponica, invece, è possibile controllare e decidere con precisione cosa e quanto somministrare alle piante, guidando la produzione verso determinate caratteristiche merceologiche: si può pertanto decidere di puntare sulla qualità a scapito della quantità o viceversa, bilanciando in modo adeguato la formula usata nella preparazione della soluzione nutritiva.<br />
Si può monitorare costantemente la quantità di fertilizzante presente nella soluzione ricorrendo alla misurazione dell’ EC (elettroconduttività).<br />
Questo vale non solo nella produzione alimentare, come nel caso dei pomodori, ma anche nella produzione di piante e fiori.</p>
<p>Nonostante siano stati fatti tentativi con impianti all’aperto, la coltivazione fuori suolo reca vantaggi  assai più apprezzabili in serra :in questo modo è possibile infatti sviluppare una completa indipendenza dal clima, dalle stagioni e dai repentini mutamenti meteorologici, attraverso pochi accorgimenti supplementari e l’attrezzatura idonea.</p>
<p>Si tratta innanzitutto di un’adeguata illuminazione con lampade specifiche (ai vapori di sodio o agli ioduri metallici), che simulino lo spettro solare: ne esistono di adatte sia per la fase sia della crescita, sia della fioritura/fruttazione.</p>
<p>L’utilizzo di riflettori permette di convogliare la luce e moltiplicarne l’intensità senza dispersioni, facendo sì che le piante crescano molto in fretta e particolarmente rigogliose: variando il numero delle ore luce/buio, si può simulare il cambio di stagione ed indurre quindi lo stadio successivo di sviluppo della pianta.</p>
<p>Le lampade emettono calore, influenzando un altro parametro fondamentale: la temperatura, che viene monitorata attentamente e corretta quando necessario, con l’ausilio di un termostato collegato all’impianto di climatizzazione.</p>
<p>Anche la ventilazione vene effettuata con cura: il ristagno influisce infatti negativamente sui vegetali, per cui la serra viene dotata di una ventola per il ricambio dell’aria ed per evitare l’accumulo di anidride carbonica, e di un ventilatore oscillante che simuli il vento, contribuendo così anche ad abbassare la temperatura, a rinforzare i fusti e a diminuire il tasso di umidità, rendendo più sano l’ambiente e inibendo lo sviluppo di muffe e marcescenze.</p>
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