Raccogliere frutta e verdura direttamente dalla pianta è il sogno di molti cittadini che sognano cibo biologico e contatto con la natura.
Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.
L’idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.
All’interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant’altro.
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l’utilizzo di substrato.
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…E come spesso accade in questi casi entrambi si avviano a braccetto verso gli affollati lidi dell’inutilità.
Dopo il drammatico Hydroponic Garden, ecco qui un nuovo simpatico gadget dedicato alla coltivazione di piantine aromatiche e fiori.
Vorreste forse esporre agli occhi critici dei vostri ospiti banali vasetti di terra? Magari vorreste germinare in antichi, obsoleti, esteticamente inappaganti blocchetti di torba, rockwool o altri pratici materiali?
Macchè. Il trend è quello dell’oggetto di design, quindi spendete le vostre 35 sterline (40 euro circa, più spese di spedizione) e compratevi questo oggetto a metà tra il tostapane e la teiera elettrica, che grazie ad un’avanzata tecnologia concepita addirittura dalla NASA (cioè l’idroponica) vi permetterà di germinare i vostri semini (non compresi).
I pregi dell’idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.
Il cruccio degli amanti dell’idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell’agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.
Il problema è stato studiato a fondo dall’azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.
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Sembra strano, ma anche in pieno deserto è virtualmente possibile nutrire adeguatamente pecore, cavalli o mucche con erbe fresce ricche di minerali.
La soluzione è una camera di coltivazione semi automatizzata, ovvero una tecnologia di produzione di biomassa vegetale in ambiente controllato, ottenuta dalla germinazione e la rapida crescita delle piante, con il risultato di foraggio ad alta digeribilità, qualità nutrizionali elevate e molto adatto per l’alimentazione animale.
L’apporto di erbe fresche giova alla salute del bestiame, rendendolo più forte, sano, fertile e produttivo.
Di cosa si tratta in pratica? Parliamo di una speciale camera di coltivazione idroponica, una sorta di super growroom, all’interno della quale vengono coltivati in vassoi avena, orzo, mais, frumento, sorgo, erba medica.
Anche durante la cattiva stagione, o in regioni dal clima poco adatto è infatti possibile oggi ottenere raccolti idroponici in grado si soddisfare il fabbisogno del bestiame.
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Coniugare un piccolo, maneggevole, casalingo sistema aeroponico con un design ricco di appeal?
Sembrerebbe possibile grazie al sistema di Jim Ruck, un gadget utile e piacevole da vedere.
Pensato come parte integrante dell’arredo di un moderno salotto, questo oggettino permette un’adeguata nebulizzazione delle radici con la soluzione nutritiva.
Su un lato è possibile vedere la cascatella di acqua, pensata per ossigenarla al meglio e richiamare certi accessori tipici da giardino zen.
Piccole lattughe o erbe aromatiche cresceranno rigogliose sulla parte alta del vostro modernissimo giardino hi-tech in miniatura.
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di Christian Cantelli
PER ALCUNI venire a sapere che esistono batteri e funghi colonizzatori in vendita nei negozi di home-gardening specifici per la coltivazione idroponica può sembrare quantomeno bizzarro, vale la pena spendere fino ad un centinaio di euro per un barattolo di microbi viventi? E a che cosa servono?
Molte delle maggiori ditte produttrici dei nutrimenti hanno negli ultimi anni aggiunto al loro catalogo questo tipo di prodotti che, per quanto riguarda la tecnica di coltivazione idroponica, rappresentano una vera e propria rivoluzione.
I FUNGHI sono stati i primi, dato che si doveva trovare un freno ai funghi dannosi per la vegetazione come i famigerato pythium, capace di distruggere un intero raccolto in brevissimo tempo, o altri come il Fusarium o il Verticilliu, si pensò di introdurre nella rizosfera (la zona sottosuolo casa delle radici) un nemico naturale degli stessi, il trichoderma. Read more…
I vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile, purché si fornisca loro una soluzione nutritiva bilanciata, con un pH (grado di acidità) adeguato alla tipologia di pianta.
Per provvedere alle funzioni di ancoraggio e di protezione della radici dalla luce vengono impiegati materiali inerti, come l’argilla, la lana di roccia o la perlite.
Attraverso un sistema di gocciolatori e canalette, l’acqua fertilizzata viene fatta circolare in maniera da eliminarne ogni spreco, e sebbene di al non addetto ai lavori questo possa sembrare un piccolo risparmio, si parla in realtà di erogazione idrica dimezzata.












