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	<title> &#187; fertilizzanti</title>
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		<title>Il Calcio nelle piante indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:04:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carenza di Calcio nelle piante. Sintomi e cura. Come evitarla organizzando meglio la growroom.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato offre una gamma vastissima di prodotti tra cui scegliere quando si parla di nutrimenti per idroponica.<a href="http://growerplanet.it/"><img class="alignright size-full wp-image-1737" title="fertilizzanti-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/fertilizzanti-idroponica.jpg" alt="fertilizzanti idroponica" width="390" height="325" /></a></p>
<p>Tanta possibilità di scelta genera senz&#8217;altro il dubbio:</p>
<p><strong>Quale fertilizzante idroponico scegliere? Quale funziona meglio?</strong></p>
<p>La risposta chiaramente dipende dal tipo di coltivazione, o più specificatamente da quale tipo di pianta state coltivando in idroponica e in quale sistema. Se molti fertilizzanti sono infatti concepiti per uso generale e sono perfetti per piante poco esigenti o per diversi tipi di pianta all&#8217;interno dello stesso sistema idroponico o ambientale, altri sono formulati in maniera specifiche per alcune varietà, come le orchidee o il peperoncino, o ancora le piante a sviluppo particolarmente veloce.</p>
<p><strong>Una volta scelto un buon nutriente, adatto alle nostre esigenze, siamo dunque al riparo da carenze?</strong></p>
<p><strong>E se invece le nostre piante ci mostrano una mancanza di un elemento significa che il nostro fertilizzante idroponico è quello sbagliato, o è di cattiva qualità?</strong></p>
<p>Non necessariamente. Anzi, sono entrambe situazioni improbabili.</p>
<p><span id="more-1736"></span></p>
<p>La chimica delle piante è complessa e subordinata a vari fattori ambientali, pertanto non immutabile nel tempo. Tutti siamo quindi soggetti ad un&#8217;improvvisa mancanza di un elemento chimico nel sistema delle nostre piantine, anche se il nutrimento somministrato è perfetto.</p>
<p>E se talune carenze sono piuttosto evidenti, a volte individuare una carenza di Calcio è davvero un&#8217;impresa ardua, perchè il mix di sintomi si confonde con quello di altre carenze più frequenti e quindi probabili, ma anche con malattie e attacchi patogeni.</p>
<p><strong>Quali sono questi sintomi indicatori della carenza di Calcio nella pianta?</strong></p>
<p>Le foglie più recenti, i germogli e a volte i giovani rametti si curvano ai bordi e si deformano, o nascono già deformi e arrotolate o accartocciate.</p>
<p>Le foglie più grandi tendono ad incresparsi e si mostrano rugose. A partire dalle punte e poi dai margini il fogliame muore, assumendo un aspetto bruciato.</p>
<p>Le radici non riescono a svilupparsi, sono corte, poco ramificate e poco distanziate. La pianta non può assorbire correttamente i nutrienti, in particolare Potassio e Magnesio.</p>
<p><strong>Ma perchè se il Calcio è disponibile la pianta non lo assimila?</strong></p>
<p>Alcuni fattori inibiscono l&#8217;assunzione corretta del Calcio: un pH troppo acido ad esempio. Ma anche eccessiva presenza di Zolfo o Fosforo, che si legano alle molecole del Calcio rendendolo indissolubile e quindi inutilizzabile. anche il Magnesio e l&#8217;Azoto possono interferire con la gestione del Calcio da parte della pianta.</p>
<p>Il lento assorbimento dell&#8217;acqua e lo stress idrico inibisce la circolazione del Calcio: attenzione all&#8217;umidità, se è troppo alta crea uno stallo nella traspirazione. Anche l&#8217;eccessivo calore sbilancia l&#8217;equilibrio idrico. Quindi ventilazione ottimale e temperature non troppo elevate aiutano a  l&#8217;assunzione di Calcio (ma non solo).</p>
<p>Sotto-fertilizzazione dunque non è la parola chiave. Spesso il problema è l&#8217;eccesso, o il mix con troppi elementi (booster, additivi, fertilizzanti differenti). Ecco perchè bisognerebbe utilizzare sempre prodotti della stessa linea, concepiti per lavorare insieme.</p>
<p>Il controllo ambientale poi è legato a doppio filo alla nutrizione, in idroponica ma anche nel terreno. Temperatura, acidità del substrato, umidità: tutto influisce sull&#8217;assunzione di elementi e microelementi. Non basta assicurarsi dunque un fertilizzante di buona marca per crescere delle belle piante, me bisogna necessariamente essere coltivatori attenti. Una carenza di Calcio può, come abbiamo visto, essere dovuta ad una cattiva ventilazione.</p>
<p><strong>Ma è davvero così importante il Calcio? Perchè le piante ne hanno bisogno?</strong><br />
Il Calcio è utilizzato nella formazione delle  pareti cellulari delle piante, ed è indispensabile per la stabilità e la funzionalità della membrana cellulare. Si comporta come una specie di colla o di cemento, mantenendo di fatto la solidità dei tessuti. Lo si può immaginare coma una malta che mantiene uniti e rafforza i mattoncini cellulari che compongono la pianta.</p>
<p>Questo significa che la robustezza dello stelo, la compattezza dei fusti e dei rami, la struttura stessa della pianta dipendono da Calcio.</p>
<p>Il Calcio è inoltre indispensabile per la corretta assimilazione di altri elementi. Non dimentichiamo che la chimica interna delle piante e di tutti gli esseri viventi prevede una sorta di sintonia: tutti gli elementi sono indispensabili per mantenere l&#8217;equilibrio.</p>
<p>Se il Calcio manca lo &#8216;scheletro&#8217; vegetale diventa fragile, la pianta è soggetta a malattie ed attacchi ed infine muore.</p>
<p>Inoltre è interessante notare che i tessuti danneggiati dalla carenza non possono essere &#8216;riparati&#8217; anche una volta bilanciata la somministrazione. I tessuti nuovi cresceranno però sani, quindi la pianta può ripartire con uno sviluppo normale ma presenterà i segni della carenza sulle parti colpite.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong></p>
<p>-Il Calcio è un elemento indispensabile per le piante.</p>
<p>-Utilizzare un nutriente scadente ovviamente non ha senso, quindi procuratevi un buon fertilizzante completo specifico per idroponica.</p>
<p>-Questo comunque non vi metterà al riparo da eventuali carenze, poiché i fattori in gioco sono molteplici. Le piante nella realtà non funzionano come in Farmville, ma sono organismi delicati che si basano su precisi equilibri chimici e ambientali. Un po&#8217; come noi.</p>
<p>-Prima di somministrare altro Calcio o più nutrimento in caso di carenza controllate bene la vostra growroom: ventilazione, temperatura, umidità e pH del substrato/soluzione nutritiva possono essere le cause.</p>
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		<title>La somministrazione dei nutrimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:04:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la fertilizzazione è importante quando si coltiva indoor. Nutrimenti specifici a seconda del substrato (cocco, terriccio o idroponica) e della fase di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura) sono indispensabili.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fertilizzazione è un punto chiave nella coltivazione, per cui la scelta di una buona marca di nutrienti specifici farà già di per se la differenza.<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1363" title="fertilizzare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/fertilizzare.jpg" alt="fertilizzare" width="150" height="168" /></a><br />
Vediamo quali altri accorgimenti ne massimizzeranno il potenziale.</p>
<p>I dosaggi riportati in etichetta vanno sempre rispettati, badando di usare il fertilizzante giusto nelle giuste quantità in base allo stadio di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura), al substrato usato (<a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_cocco_cat-28.aspx" target="_blank">cocco</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_idroponica_cat-29.aspx" target="_blank">idroponica</a>, <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_terra_cat-33.aspx" target="_blank">terra</a>) e nel caso di prodotti molto specifici anche in base alla tipologia della pianta (ad esempio <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_peperoncino_cat-137.aspx" target="_blank">peperoncini</a>, od <a href="http://italgrow.com/nutrimenti_per_orchidee_cat-111.aspx" target="_blank">orchidee</a>)</p>
<p>Fertilizzanti multicomponenti e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=stimolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">additivi</a> non vanno mai mischiati allo stato concentrato o in poca acqua. Questi prodotti vengono tenuti separati proprio perché a contatto diretto l&#8217;uno con l&#8217;altro possono formare residui dannosi.</p>
<p>Prima di tutto quindi riempite il serbatoio, poi versate uno ad uno i fertilizzanti, infine mescolate molto bene per evitare un pH e una distribuzione disomogenei.</p>
<p><span id="more-1362"></span>Sul mercato si trovano molti prodotti bi-componenti, specifici per la fase della crescita e della fioritura/fruttificazione. La loro formulazione specifica permette di fornire esattamente quanto necessario senza sprechi. Nella prima fase infatti abbiamo un alto fabbisogno di Azoto, mentre nella seconda è bene somministrare molto Potassio e Fosforo, e poco Azoto. Anche gli additivi in commercio che mirano a stimolare una fioritura più abbondante contengono principalmente Potassio e Fosforo.</p>
<p>Ogni elemento contenuto nel fertilizzante è importante per la crescita della pianta e non può essere rimpiazzato da altri. Per esempio: Magnesio e Azoto sono indispensabili per la produzione di clorofilla, ma se l&#8217;uno manca non sarà possibile rimediare somministrando un quantitativo superiore dell&#8217;altro.<br />
I nutrienti debbono quindi essere completi e contenere tutte le sostanze richieste, nella forma più adatta all&#8217;assimilazione tramite le radici e nella proporzione più idonea.</p>
<p>Per una corretta alimentazione delle piante sono necessari macroelementi quali Azoto, Fosforo, Potassio (la famosa formula NPK), Calcio, Magnesio, Zolfo, Cloro.<br />
Importante anche la presenza di microelementi, che possono essere presenti in tracce nel fertilizzante (Boro, Manganese, Rame, Zinco, Molibdeno, Cobalto, Ferro, Silicio, Nickel). Soprattutto in idroponica queste tracce sono utili per supplire alla mancanza del terreno: in questo contesto è fondamentale una volta in più monitorare il pH in quanto valori anomali possono causare fenomeni di insolubilità.</p>
<p>I concimi possono essere inorganici, detti anche minerali o chimici, quando non contengono carbonio.<br />
Gli elementi nutritivi necessari sono tratti da depositi minerali, acqua di mare e depurati, o prodotti dall&#8217;industria chimica. Il loro impiego è largamente diffuso nella coltivazione a fini commerciali per il minor costo e la resa maggiore. Sono banditi dall&#8217;agricoltura biologica.</p>
<p>I concimi organici, ottenuti da fonti prevalentemente naturali (alghe, guano, letame), contengono carbonio e hanno un minore impatto ambientale.<br />
Il loro costo è mediamente più elevato, il contenuto di nutrienti più scarso e la resa minore: le piante infatti assorbono gli elementi solo una volta che le dinamiche di trasformazione all&#8217;interno del terreno hanno trasformato gli elementi organici in esso contenuti in inorganici (esempio: l&#8217;assorbimento dell&#8217;Azoto avviene sotto forma di ione nitrato. I concimi minerali lo contengono già in questa forma, mentre nel terreno la trasformazione avviene per mineralizzazione dei composti organici).</p>
<p>Tuttavia l&#8217;utilizzo di concimi biologici è da preferirsi nel terreno per la sua capacità di migliorarne la qualità, aumentando il fattore di ritenzione di nutrienti e acqua. In idroponica questo problema non si presenta e l&#8217;attenzione va posta esclusivamente sulla qualità dei fertilizzanti e sul corretto smaltimento.</p>
<p>Nel fertilizzante sono presenti anche piccole ma indispensabili quantità di microelementi in tracce. Un buon parametro per misurare la qualità del nutriente è verificare la presenza di chelati: essi sono composti organici che reagiscono con gli ioni metallici rendendoli solubili e più stabili anche quando il pH è alto. Ferro, Rame, Manganese e Zinco possono infatti non essere assorbiti quando la soluzione è eccessivamente alcalina.</p>
<p>La funzione degli elementi</p>
<p>Azoto (N):  presente nelle proteine, negli amminoacidi e negli acidi nucleici. Indispensabile per la produzione di clorofilla e per lo svolgimento della fotosintesi, da cui dipende la vita della pianta.<br />
Componente essenziale anche degli enzimi preposti alla produzione di auxine e ormoni della crescita. Influisce sul corretto assorbimento dei nutrienti.<br />
Fosforo (P): presente soprattutto nei fosfolipidi, negli acidi nucleici e negli zuccheri fosforati. Importante per il trasporto degli elementi all&#8217;interno della pianta, nello svolgimento della fotosintesi, nella produzione di proteine e nello sviluppo delle radici. E&#8217; presente in concentrazioni elevate nelle parti in crescita e nei semi.<br />
Potassio (K): elemento dinamico usato come attivatore degli enzimi, è anche uno dei principali componenti delle ceneri. Regola l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua, la traspirazione e il metabolismo. Importante nella fotosintesi, nel mantenimento del pH all&#8217;interno della pianta, nell&#8217;attivazione degli enzimi, aumenta la resistenza agli attacchi esterni.<br />
Magnesio (Mg):  atomo centrale della molecola della clorofilla, responsabile della fotosintesi. Promuove la corretta assunzione del Fosforo ed è presente in grande quantità all&#8217;interno dei semi.<br />
Zolfo (S): componente attivo nella formazione di aromi e sapori di molte verdure (cipolle, cavoli), è costituente essenziale negli amminoacidi come la cisteina, da cui dipende la produzione di proteine.<br />
Calcio (Ca): rafforza le pareti delle cellule, promuove la crescita e lo sviluppo radicale. Aiuta nel bilanciare eccessi nella somministrazione di altri elementi.<br />
Ferro (Fe): Importante durante la fotosintesi e la formazione di proteine, promuove l&#8217;attività enzimatica.<br />
Manganese (Mn): in associazione col Ferro contribuisce alla formazione di clorofilla. Aiuta la produzione di amidi e zuccheri all&#8217;interno delle foglie.<br />
Rame (Cu): indispensabile per garantire le funzioni enzimatiche più importanti, contribuisce alla produzione di clorofilla.<br />
Zinco (Zn): gioca un ruolo principale nella produzione di auxina, ormone della crescita.<br />
Molibdeno (Mo): riduce i nitrati prima della formazione delle molecole delle proteine.<br />
Boro (B): aiuta la corretta movimentazione degli zuccheri, ed è strettamente correlato alle funzioni del Calcio.</p>
<p>Molti elementi alterano il pH della soluzione. Questo andrà quindi monitorato e regolato dopo l&#8217;aggiunta dei fertilizzanti.</p>
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		<title>Realizzare compost fai da te</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:29:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche. Tale trasformazione viene chiamata  compostaggio. Ecco come ottenere il compost fai da te.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da <a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank">pianteamiche.com</a></em></p>
<p>Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito  ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere, <a rel="attachment wp-att-1301" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/11/18/realizzare-compost-fai-da-te/compost/"><img class="alignright size-full wp-image-1301" style="margin: 4px;" title="compost" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/compost.jpg" alt="compost" width="193" height="128" /></a>realizzarlo non è  affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.</p>
<h4>COSA E&#8217; IL COMPOST</h4>
<p>Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante,  simile all&#8217;humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze  organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze  organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale  trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata <strong> compostaggio</strong>.</p>
<p><span><span id="more-1300"></span></span>Effettuare il compostaggio è abbastanza elementare; se si  possiede un giardino si può, in modo molto semplice, preparare un composto  efficace. Ciascuno di noi produce una sufficiente &#8220;produzione&#8221; di scarti  vegetali (residui di verdure, bucce, fondi di tè o di caffè), fiori appassiti,  legni e rami di potatura, erba tagliata del prato, foglie secche, oppure  segatura. Accumulando tutti questi materiali all&#8217;aperto oppure in un apposito  contenitore, chiamato &#8220;composter&#8221; o &#8220;compostatore&#8221; (vedi foto) si ottiene in  breve tempo il compost. Per preparare un buon composto vi sono alcune semplici  regole da seguire.</p>
<p><strong>Scelta dei materiali<br />
</strong>quelli sopra indicati sono gli ideali; meno indicati sono invece gli avanzi  di cibo di origine animale o i cibi cotti (possono attrarre insetti e animali  indesiderati), le foglie di consistenza troppo coriacea, rami e aghi di conifere  (al massimo 1/4 o 1/5 del materiale da compostare).<br />
Assolutamente da evitare vetri, tessuti, pile, vernici, farmaci, legni  verniciati; carte patinate e plastica; non vanno assolutamente utilizzati perché  inquinerebbero il compost con sostanze tossiche.</p>
<p><strong>Scelta del luogo adatto</strong><br />
Il luogo ideale per collocare il &#8220;compostatore&#8221; è un angolo ventilato,  preferibilmente a mezz&#8217;ombra o all&#8217;ombra di arbusti a foglie caduche affinché in  inverno possa avere luce e si trovi al sole in estate. Il materiale da  compostare si può introdurre nel compostatore in continuazione, aggiungendo  nuovo materiale man mano che quello più vecchio fermenta.</p>
<h4>LE FASI DEL COMPOSTAGGIO</h4>
<p>Tecnicamente il compostaggio si divide in 3 stadi.<br />
a) La temperatura comincia a crescere; si nota presenza preponderante di alcuni  batteri, chiamati <strong>mesofili</strong> in quanto richiedono una certa umidità  ambientale. In questa fase è necessaria un&#8217;elevata disponibilità di ossigeno,  altrimenti si ha  produzione di ammoniaca (e quindi di cattivi odori),  acidi e altre sostanze. La durata di questo stadio dipende dal materiale  utilizzato: da una settimana se si sono utilizzati materiali &#8220;teneri&#8221;, a 2-3  settimane se vi sono rami.</p>
<p>b)Con l&#8217;aumento della temperatura, i batteri mesofili muoiono e vengono  sostituiti da quelli detti termofili (che vogliono ambienti caldi), i quali sono  responsabili della demolizione della sostanza organica. In questa fase la  temperatura ideale è 55-60°C: nei cumuli grandi (superiori a 1m x 1m) è  consigliabile misurare la temperatura e, se questa arriva a 70°C, è necessario  insufflare aria o bagnare bene, allo scopo di far calare la temperatura; se  infatti supera i 70°C, i batteri in parte muoiono e di conseguenza il processo  non avviene in modo ottimale. Comunque se la massa è composta di diversi  materiali, come scarti vegetali, foglie e rami, la quantità di aria nel cumulo è  sufficiente per impedire un aumento eccessivo della temperatura. In questo  stadio occorre rivoltare la massa per evitare grosse differenze di maturazione  fra il prodotto interno e quello esterno ed è necessario bagnare frequentemente.  La durata del 2° stadio può essere anche di parecchi mesi.</p>
<p>c) La temperatura ritorna a 40°C; il rischio, a questo punto, è che la  produzione di acidi fertilizzanti sia eccessiva. L&#8217;aggiunta di azoto ammoniacale  (1-2 kg per m) può arrestare questo processo. Il 3° stadio può durare da alcune  settimane a qualche mese, a seconda del materiale di partenza</p>
<h4>COSA FARE PER AVERE UN OTTIMO COMPOSTAGGIO</h4>
<p>Prestare sempre attenzione al materiale di partenza; se il prodotto da  compostare è troppo umido, si svilupperanno cattivi odori; è quindi opportuno  miscelare adeguatamente i materiali umidi con quelli secchi (scarti vegetali  fini e grossi). In questo modo si otterrà, tra l&#8217;altro, un materiale di giusta  porosità con una buona circolazione dell&#8217;aria nel suo interno. Se la massa si  asciuga troppo si deve bagnare. Importante è poi il rapporto carbonio/azoto  nella miscela iniziale che dovrebbe essere compreso tra 15 e 30, cioè 15-30 g di  azoto per ogni grammo di carbonio.<br />
Poiché senza un&#8217;analisi è difficile determinare tale rapporto, si può utilizzare  come riferimento la tabella con alcuni valori guida.<br />
La misurazione della temperatura indica lo stadio in cui si trova il materiale;  la temperatura va misurata ad almeno 40 cm di profondità, con un apposito  termometro industriale graduato da 0 a 100°C.<br />
La massa va mescolata in inverno dopo 30 giorni e in estate dopo 15 giorni; è  necessario mescolare 3-5 volte al mese per il composto fresco, 4-6 per il  composto pronto e oltre 10 per il composto maturo.</p>
<p><strong>COMPOSTATORI<br />
</strong>I compostatori possono avere forma diversa e, normalmente, hanno una  capacità compresa tra i 200 e i 1000 litri. Sono dotati di alette, fessure e  sistemi di ventilazione per permettere la circolazione dell&#8217;aria e hanno il  vantaggio di nascondere alla vista il materiale da compostare; inoltre, sono  inaccessibili agli animali domestici e favoriscono la maturazione del materiale  nei periodi freddi. Per contro, se non si aprono lateralmente, l&#8217;operazione di  mescolamento risulta difficile e laboriosa.</p>
<p><strong>I VARI TIPI DI COMPOST </strong></p>
<p>Ovviamente il composto varia a seconda del materiale che sì è impiegato e  della durata del processo di compostaggio.<br />
<strong>Composto fresco:</strong> sono materiali &#8220;teneri&#8221; che hanno subito da 1 a 3 mesi  di compostaggio e quindi il processo non è ancora terminato.<br />
Per utilizzare questo prodotto deve trascorrere almeno un mese prima della  semina o della piantagione.<br />
<strong>Composto pronto: </strong>ha subito almeno 4-8 mesi di compostaggio ma la  trasformazione in humus non ha ancora raggiunto livelli particolarmente elevati.<br />
<strong>Composto maturo: </strong>a seconda delle sue componenti ha subito da 12 a 24 nesi  di compostaggio; contiene meno elementi nutritivi.</p>
<p><strong>USARE IL COMPOST</strong><br />
Il compost, a seconda del tipo e della maturazione, ha diversi impieghi. Nella  preparazione delle aiuole si consiglia il compost pronto, che però non è  consigliato per i terricci delle piante in vaso. Il composto maturo è invece l&#8217;i¬eale  per la preparazione di terricci da utilizzare per le piante in vaso.<br />
Il dosaggio consigliato è al massimo di 1/3 rispetto agli altri componenti  (torba, sabbia).</p>
<p><em>Tratto da <a href="http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=DXMD-060213" target="_blank">pianteamiche.com</a></em></p>
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		<title>BioSevia, biologico in terra ed idroponica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Biosevia è il pimo prodotto bioponico, che permette cioè una coltura idroponica organica e biologica.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1071" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_terra/"><img class="alignleft size-full wp-image-1071" title="biosevia_terra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_terra.jpg" alt="biosevia_terra" width="209" height="256" /></a></p>
<p>I pregi dell&#8217;idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.<br />
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.<br />
Il cruccio degli amanti dell&#8217;idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.<br />
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell&#8217;agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.</p>
<p>Il problema è stato studiato a fondo dall&#8217;azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.<br />
<span id="more-1059"></span> <a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_grow/"><img class="size-full wp-image-1064 alignleft" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_grow.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="131" height="250" /></a>Punti di forza sono l&#8217;assimilabilità e la solubilità molto elevate, che rendono il prodotto rapidamente degradabile e pronto per essere assorbito <a rel="attachment wp-att-1062" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_bloom/"><img class="alignright size-full wp-image-1062" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_bloom.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="115" height="250" /></a>dalla pianta in qualunque tipo di sistema: a radici nude o in presenza di substrato.<br />
Il risultato ottenuto è eccellente, anche considerando che si tratta di un nutrimento concentrato e quindi utilizzabile in dosi ridotte. Sicuramente sarà apripista per una serie di prodotti simili, poichè nessuna azienda vorra farsi mancare a catalogo un fertilizzante biologico per idroponica.</p>
<p>Sull&#8217;onda del successo di BioSevia è stato lanciata in questi giorni una linea parallela: si tratta di BioSevia Terra, dedicata appunto a quei coltivatori che preferiscono il substrato tradizionale.<br />
La formula ricalca le caratteristiche della serie per idroponica, e rende possibile preparare in anticipo la soluzione e utilizzare l&#8217;irrigazione automatica.<br />
L&#8217;impiego di concimi biologici, come abbiamo già detto, rende difficoltoso lasciare la soluzione pronta senza che gli elementi in sospensione precipitino a depositarsi sul fondo. Il rischio è quello di una soluzione nutritiva sbilanciata o povera, di sistemi di riigazione ostruiti, e soprattutto col caldo del proliferare di batteri.<br />
Ecco quindi dove BioSevia Terra interviene: alta solubità, elevata concentrazione, pochi residui, il tutto in un prodotto bicomponente (crescita e fioritura) di semplice utilizzo.</p>
<p>BioSevia, sia nella formulazone classica che specifica per terra, è conforme al regolamento europeo sulla coltivazione biologica.</p>
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		<title>Biochar, il carbone amico dell&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 13:15:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il biochar, detto anche agrichar o carbone agricolo, è un materiale simile alla carbonella ottenuto grazie alla pirolisi di biomasse che ha le potenzialità per rivoluzionare l'agricoltura e rallentare l'effetto serra.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne sente parlare da un bel po&#8217; di tempo come di un interessante prodotto da alcuni e come panacea risanatrice degli scompensi climatici da <a rel="attachment wp-att-958" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/30/biochar-il-carbone-agricolo-amico-dellambiente/biochar-2/"><img class="alignright size-full wp-image-958" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="biochar" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/05/biochar-2.jpg" alt="biochar" width="205" height="146" /></a>altri. Ma cos&#8217;è?</p>
<p>Il Biochar, o Agrichar, o ancora carbone agricolo, è il prodotto naturale della pirolisi (scomposizione ottenuta col calore in assenza di ossigeno) di biomasse composte da rifiuti vegetali e altri scarti organici.<br />
Il procedimento permette di ottenere un materiale simile a fine carbonella molto ricco di carbonio organico, combinato con carbone, condensato di bio-oli, cenere e catrame.</p>
<p>A cosa serve?</p>
<p>La sua particolare composizione lo rende idoneo all&#8217;assorbimento di CO2 e gas responsabili dell&#8217;effetto serra, che vengono letteralmente estratti dall&#8217;atmosfera e fissati al suolo in maniera stabile.<br />
La CO2 catturata viene trattenuta, contribuendo a rendere il Biochar un substrato nutriente che riduce il fabbisogno di fertilizzanti, migliora la resa del suolo e rende più efficienti le colture tradizionali.<br />
In sintesi, il Biochar incrementa i raccolti, migliora la qualità del terreno e riduce l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;agricoltura.</p>
<p>Perchè ancora non ha salvato il mondo?</p>
<p><span id="more-957"></span></p>
<p>Perchè costa. Non molto, ma al momento la pirolisi per la produzione di bioenegia costa di più dell&#8217;utilizzo dei combustibili fossili.<br />
Certo mettendo sul piatto tutti i punti a favore del Biochar sembrerebbe impossibile che si voglia restare abbarbicati a qualcosa di così antiquato e soprattutto non-rinnovabile, ma questa è l&#8217;economia.<br />
Non dimentichiamo che guidiamo automobili a benzina e le guideremo fino a che il petrolio sarà un business così appetitoso.</p>
<p>Ma da dove esce questo prodotto miracoloso? Da un modernissimo laboratorio?</p>
<p>Ovviamente no. Quello del Biochar non è un&#8217;invenzione recente: già i nativi dell&#8217;Amazzonia pre-colombiana infatti fertilizzavano il suolo bruciando scarti vegetali e rifiuti in fossati, creando un ambiente molto fertile chiamato dagli europei Terra Preta (Terra Nera, in portoghese ).<br />
La tecnica però è stata abbandonata per essere riscoperta solo recentemente.<br />
Università e ricercatori stanno attivandosi per progetti interessanti in Africa e per l&#8217;applicazione su larga scala del Biochar, ma ad oggi non sono ancora attivi grandi centri che si occupino esclusivamente di esso.<br />
Gli usi potenziali sono moltissimi e tutti molto interessanti.<br />
Biochar può ripulire l&#8217;atmosfera dai gas serra e incamerarli per secoli, attenuando il riscaldamento globale.<br />
La sua produzione combinata con l&#8217;utilizzo di biocarburanti ha un bilancio positivo che garantisce 3-9 volte più energia ottenuta di quanta ne è stata spesa.<br />
La sua presenza nei terreni di coltura ne abbassa il pH, previene la lisciviazione dei nutrienti e li conserva disponibili più a lungo, oltre a trattenere l&#8217;acqua.<br />
Questo migliora la resa del substrato, e riduce l&#8217;impiego di fertilizzanti.<br />
Riduce inoltre l&#8217;emissione del suolo di protossido d&#8217;azoto e metano, dannosi per l&#8217;atmosfera. Terreni sfruttati o poco fertili possono essere letteralmente trasformati con l&#8217;aggiunta di Biochar.<br />
L&#8217;aggiunta di Biochar all&#8217;alimentazione degli animali contribuirebbe a ridurne le emissioni di metano (un po&#8217; come il carbone attivo sgonfia-pancia della pubblicità) e lo migliorerebbe il potere concimante del letame, oltre a renderlo un po&#8217; meno odoroso di &#8220;campagna&#8221;.</p>
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// ]]&gt;</script><br />
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<p>E dove si deforesta? Questo Biochar non si incatenerà mica agli alberi per salvarli.</p>
<p>No, però permetterebbe di porre un freno all&#8217;attuale politica del taglia e brucia, che porta ad un rapido sfruttamento delle aree che vengono poi abbandonate per una nuova zona deforestata.<br />
Le aree disboscate infatti non sono granchè fertili, richiedono molti nutrienti chimici e si esauriscono in fretta. Se invece di bruciare gli alberi per produrre energia si &#8220;pirolizzassero&#8221; (ok, fingiamo che questa parola esista) Biochar si avrebbero campi fertili e un buon recupero di materiale. E ovviamente meno alberi abbattuti.<br />
La ciliegina sulla torta è che tutto questo non richiederebbe sostanziali cambiamenti strutturali o grandi investimenti.</p>
<p>Dov&#8217;è il trucco?</p>
<p>Non c&#8217;è trucco e non c&#8217;è inganno. Ma ci sono i derivati, che sono ottimi.<br />
Bio-olio combustibile da utilizzare per il riscaldamento (produce particolato però e va quindi utilizzato con le cautele del caso), e Syngas che può essere bruciato direttamente o convertito in diesel pulito o nella produzione di metanolo o idrogeno.<br />
Ok, a ben guardare il bio-olio qualche problemino lo dà, come combustibile: è corrosivo per l&#8217;acciaio e ha un elevato contenuto di vapore acqueo che potrebbe danneggiare l&#8217;accensione dei macchinari, inoltre contiene particelle che potrebbero bloccare gli iniettori.<br />
Più che utilizzato direttamente esprimerebbe al meglio il suo potenziale una volta raffinato e suddiviso in preziose ed utili sostanze chimiche, e solo dopo utilizzato come combustibile o trasformato in Syngas.</p>
<p>La pirolisi parrebbe essere il metodo col migliore rapporto costo-efficacia per la produzione di energia da biomasse. Piccole unità trasportabili per la pirolisi abbatterebbero i costi del trasporto della biomassa e si potrebbero alimentarecol Syngas prodotto.<br />
Esiste una pirolisi lenta, a bassa temperatura, che produce più Biochar (circa il 50%) e impegna diverse ore, e una veloce che in pochi secondi grazie alle alte temperature produce circa il 60% di bio-olio, il 20% di Syngas e il 20% di Biochar.<br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/27/kyoto-box-forno-di-cartone-ad-energia-solare">Abbiamo visto di recente applicare con successo la tecnologia a microonde alla pirolisi nel Black Phantom</a>, e questo potrebbe rendere ancora più efficiente l&#8217;intero procedimento.</p>
<p>Impieghi pratici</p>
<p>Al momento si lavora sulla possibilità di aprire impianti locali centralizzati a livello regionale, sulla fornitura di sistemi a piccoli gruppi di agricoltori e su forni mobili a bordo di speciali camion.<br />
A seconda delle esigenze specifiche della zona può essere adottato uno di questi metodi, che restano comunque allo studio limitatamente a poche zone rurali.<br />
Bisognerà aspettare il finanziamento di qualche colosso del commercio per vedere veri importanti passi avanti.<br />
Incrociamo dunque le dita nella speranza che il Biochar si riveli fonte di guadagno della multinazionale di turno e non un bastone tra le ruote dei titani del petrolio e del carbone, o non ne sentiremo mai più parlare.</p>
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		<title>Fertilizzanti organici</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/28/fertilizzanti-organici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fertilizzanti-organici</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 22:33:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[organico]]></category>

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		<description><![CDATA[La differenza sostanziale tra i nutrimenti organici e organico-minerali è da ricondurre al contenuto di azoto,che di solito non è inferiore al 3%. Nei concimi organici sono inclusi prevalentemente prodotti o estratti di origine vegetale e animale mentre i compost organico/naturali (molto usati nell’outdoor) hanno origine vegetale(scarti di verdura ecc.) e a volte, sono inclusi in piccola percentuale scarti di origine animale. I concimi fertilizzante organicoorganico-minerali invece,sono prodotti ottenuti per reazione o miscelando concimi organici con concimi minerali semplici o composti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Lorenzo &#8220;Lollo&#8221; Lettini</em></strong><a rel="attachment wp-att-777" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/28/fertilizzanti-organici/organic_production/"><img class="alignright size-full wp-image-777" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="organico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/organic_production.jpg" alt="organico" width="179" height="144" /></a></p>
<p><a href="http://www.growshopanovara.com/" target="_blank">www.growshopanovara.com</a><br />
Spesso molti hobbysti della coltivazione indoor o dediti solamente all’outdoor, hanno sentito parlare di nutrimenti npk organici, minerali/organici o minerali senza conoscerne sostanzialmente la differenza e il loro impiego nelle varie tecniche di coltivazione di cui le principali, almeno per quanto riguarda l’ home gardening sono quella organica( terra) e l’idroponica. Attualmente in commercio si trovano una miriade di prodotti/nutrimenti sia per terra che per idroponica, i quali  da 30 anni a questa parte venivano prodotti da case olandesi che vantano una lunga esperienza nella produzione di quest’ultimi.</p>
<p><span id="more-775"></span></p>
<p>Fondamentalmente sono divisi in: concimi organici,concimi organici-minerali e ammendanti organici naturali e per quest’ultimi prendiamo ad esempio i prodotti naturali di<a href="http://www.plagron.nl/" target="_blank"> plagron</a> granulari o in polvere. La differenza sostanziale tra i nutrimenti organici e organico-minerali è da ricondurre al contenuto di azoto, che di solito non è inferiore al 3%. Nei concimi organici sono inclusi prevalentemente prodotti o estratti di origine vegetale e animale mentre i compost organico/naturali (molto usati nell’outdoor) hanno origine vegetale(scarti di verdura ecc.) e a volte, sono inclusi in piccola percentuale scarti di origine animale. I concimi <a rel="attachment wp-att-776" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/28/fertilizzanti-organici/a-healthy-garden/"><img class="size-full wp-image-776 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="fertilizzante organico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/a-healthy-garden.gif" alt="fertilizzante organico" width="103" height="215" /></a>organico-minerali invece,sono prodotti ottenuti per reazione o miscelando concimi organici con concimi minerali semplici o composti.</p>
<p>Idroponica: vengono usati principalmente nutrimenti minerali e non organici per un motivo di fluidità e di stabilità nella composizione; i nutrimenti organici essendo “vivi” e quindi soggetti ad addensamenti,andrebbero ad otturare i condotti del sistema idroponico con conseguenze immaginabili.</p>
<p>Importante è la differenza di assimilazione delle piante per quanto riguarda micro e macroelementi organici e minerali: i primi subiscono una digestione e una conversione da organico a inorganico i secondi hanno la particolarità per la loro sintesi di produzione, di essere direttamente assimilati dalla pianta senza subire alcun processo di conversione. La casa produttrice <a href="http://www.advancednutrients.com/" target="_blank">advanced</a><a href="http://www.advancednutrients.com/" target="_blank"> </a><a href="http://www.advancednutrients.com/" target="_blank">nutrients</a>, molto nota tra gli appassionati dell’indoor e dell’outdoor per la loro vastissima gamma di nutrienti, enzimatici, inibitori virali, booster di fioritura, ha brevettato un monocomponente per idroponica assolutamente organico (iguana juice) ma con una fluidità notevole ovviando così al problema degli intasamenti del sistema idro.</p>
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		<title>Tabella guida alla coltivazione indoor</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 13:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tabella di coltivazione indoor. Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica nelle colture indoor. Come gestire i fattori base nelle colture in interni, risposte alle più frequenti domande su ph, ec, illuminazione artificiale, substrati, aerazione.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-618" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/12/617/tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor/"><img class="size-full wp-image-618 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor.jpg" alt="tabella_coltivazione_indoor_tabella_coltivazione_indoor" width="420" height="210" /></a></p>
<p>Tempo addietro avevamo redatto in collaborazione con lo staff di <a href="http://www.italgrow.com">Italgrow</a> una tabella riassuntiva dei principali parametri da considerare nella coltivazione indoor.<br />
Predisponendo una serie di sezioni principali (Luce, Aria, Acqua, Nutrienti, Substrati ed Idroponica) riproponiamo a grande richiesta  la più semplice delle guide per il neofita e non solo, in grado di fornire un prima panoramica e una serie di risposte alle più comuni domande: che portata dovrebbe avere il mio aspiratore? Cos&#8217;è un regolatore di giri? A che distanza dalle lampade devono stare le piante? Come gestisco ph ed EC? Quando va utilizzato uno stimolatore radicale? Qual&#8217;è in pratica la differenza tra i vari substrati e quale formato è idoneo alla mia situazione?</p>
<p><span id="more-617"></span><br />
Consultate la nostra tabella e vi toglierete un bel po&#8217; di dubbi.<br />
La trovate anche disponibile in formato pdf nella sezione download. Fateci sapere cosa ne pensate.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="100%" bordercolor="#000000">
<col width="29"></col>
<col width="202"></col>
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>LUCE</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Lampade</span></span></td>
<td width="79%">
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Le 			lampade devono essere HPS, MH o Fluorescenti, tutte le altre sono 			inutili. La potenza delle lampade DEVE essere abbinata a quella 			del trasformatore. </span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Es. 			<em>Sylvania Grolux 400W con trasformatore da 400W.</em></span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>MH 			=</strong> lampade ioduri metallici, luce bianco fredda, crescita 			vegetativa 18h ed eventualmente le prime 2 settimane di fioritura. </span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>HPS 			= </strong>lampade ai vapori di sodio, luce arancione, fase 			fioritura-fruttificazione a 12h di luce ed eventualmente  			germinazione.</span></span></p>
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>FLUO 			=</strong> lampade fluorescenti con varie temperature di colore, quelle 			più usate sono luce bianco fredda per la crescita (es. 			Envirolite White     6400K°) oppure luce bianco calda per la 			fioritura e germinazione/talee (Es. Envirolite Red 2700 K°).</span></span></p>
<p style="font-style: normal;">
<p style="font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Distanza 			lampade dalle piante (cm) e spazio coperto (m2):</strong></span></span></p>
<p style="font-style: normal;">
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm; font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Fase 				di germinazione, primi giorni;</em> Fluorescenti 125-200W  = </strong>5-15cm – <em>0,4-1 m2</em> <strong>/ 400W = </strong>50-60cm 				– <em>0,8-1,5 m2</em><strong> / 600W =</strong> 60-80cm – <em>1-1,8 m2</em></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm; font-style: normal;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Fase 				di crescita vegetativa e fioritura;</em> Fluorescenti 125-200W = </strong>10-20cm<strong> – </strong><em>0,4-0,6m2</em><strong> / 400W = </strong>30-50cm – <em>0,8-1 				m2</em><strong> / 600W = </strong>40-60cm 				– <em>1-1,2 m2</em></span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>ARIA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Temperatura 			e umidità relativa </span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>T° 			Crescita ottimale = 21-27 C° / Range T° min-max = 15-36 C°</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>T° 			Fioritura ottimale = 23-29 C° / Range T° min-max = 18-36 			C°</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Durante 			la notte le temperature possono essere leggermente inferiori a 			quelle diurne, meglio non discostarsi troppo pena ritardo nella 			fioritura e allungamento. Nelle ultime 2 settimane invece una 			forte escursione termica favorisce la produzione di resina</em></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ricambio 			d&#8217;aria – Scelta aspiratore </span></span></td>
<td width="79%">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per 			cominciare bisogna calcolare il volume della stanza, ecco la 			formula:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>lunghezza 			x larghezza x altezza = volume totale in metri cubi.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			<strong>ricambio d&#8217;aria ottimale</strong> prevede che il volume totale 			d&#8217;aria della stanza venga cambiato almeno 30 volte in un&#8217;ora 			quindi per trovare l&#8217;aspiratore giusto basta seguire questa 			formula:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>volume 			stanza x 30-45-60</strong> (a seconda del grado di efficienza che si 			vuole ottenere)  <strong>= portata aspiratore</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Es.</strong> 1,5 x 1 x 2 m = 3 metri cubi =  3 metri cubi x 60 ricambi in 			un&#8217;ora = 180 m cubi/h portata aspiratore &#8211; <strong>In questo caso è 			idoneo l&#8217;aspiratore ELICENT da 100mm – 195m3/h</strong></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ricambio 			d&#8217;aria – Filtro per gli odori e accessori</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			filtro odori va abbinato all&#8217;aspiratore scegliendo la portata 			giusta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Oltre 			alle ragioni di spazio che devono essere valutate singolarmente <strong>il 			filtro odori dovrebbe avere una portata uguale o superiore alla 			portata dell&#8217;aspiratore</strong>. Filtri di minore capacità 			possono essere utilizzati con un aspiratore più potente 			tramite l&#8217;ausilio del regolatore di giri che limita la capacità 			dell&#8217;aspiratore stesso. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il 			Regolatore di giri,</strong> oltre a svolgere la funzione di cui 			sopra, è molto utile per almeno due ragioni: </span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Diminuisce 				drasticamente il rumore di funzionamento e la turbolenza 				dell&#8217;aspiratore. In questo caso un trucco sta nell&#8217;acquistare un 				aspiratore sovradimensionato per poi usarlo a potenza ridotta con 				il regolatore di giri , in questo modo il rumore e lo stress 				meccanico saranno minimi.</em></span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Durante 				l&#8217;inverno dovendo tenere sempre in funzione l&#8217;aspiratore+filtro 				per gli odori che altrimenti si noterebbero, capita spesso di 				avere le temperature notturne e/o diurne troppo basse, regolando 				la portata dell&#8217;aspiratore e facendolo funzionare al 40-60% 				potremmo contenere la dispersione di calore e mantenere 				temperature stabili.</em></span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>ACQUA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 			ph della soluzione nutriente deve essere abbastanza preciso, 			soprattutto in idroponica. Quasi tutte le carenze o disfunzioni 			partono da un errato valore del ph, troppo alto o troppo basso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per 			misurare il ph esistono 2 tipi di misuratori: quelli economici 			manuali con scala a colori e un reagente, e quelli digitali che 			leggono direttamente il valore nell&#8217;acqua, molto precisi, 			consigliati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Nella 			scelta del misuratore bisogna tenere conto delle esigenze diverse: 			per chi coltiva in terra è sufficiente una misura 			approssimata e quindi  un misuratore manuale, ma nell&#8217;idroponica è 			 necessaria la massima precisione ed è quasi obbligatorio 			avere un misuratore digitale. <strong>Per correggere il ph si usano 			speciali acidi chiamati comunemente ph meno e ph più.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>Di 			seguito il range corretto per terra e idroponica.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Terra:</strong> valori compresi tra 6,0 e 7,0 sono accettabili &#8211; <strong>Valore 			ottimale = 6,3-6,8 ph .</strong>Questi 			valori sono validi per i normali terricci in commercio e non 			tengono conto di eventuali carenze o eccessi di minerali disciolti 			nel terreno, che potrebbero alterare il ph del terreno stesso; in 			questi casi è necessario verificare il ph della terra con 			un test specifico in vendita nei negozi specializzati e correggere 			con la soluzione nutritiva o con additivi organici fino al valore 			ottimale riportato sopra.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Cocco:</strong> valori compresi tra 5,5 e 6,5 sono accettabili – <strong>Valore 			ottimale = 5,8-6,2 ph</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Rockwool: </strong>valori compresi tra 5,0 e 			6,0 sono accettabili – <strong>Valore ottimale = 5,5-5,8 ph</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Idroponica: </strong>valori compresi tra 5,5 e 			6,2 sono accettabili – <strong>Valore ottimale = 5,8-6,0 ph.</strong> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In 			idroponica pura il controllo del ph è fondamentale non 			avendo un substrato che fa da tampone ad eventuali errori. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;oscillare 			del valore nel tempo è normale, e permette anche 			l&#8217;assorbimento ottimale di tutti i nutrimenti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Problemi:</strong> </span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				sale in fretta = acqua  troppo dura, correggere il ph ed 				eventualmente considerare l&#8217;acquisto di un filtro ad osmosi o 				l&#8217;uso di acqua demineralizzata.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				sale lentamente, sempre = ottimo segno, le radici hanno 				un&#8217;elevata attività metabolica e si stanno espandendo. 				Fate attenzione ,troppe radici intasano la pompa.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ph 				scende = segno di possibili marcescenze o di attacchi patogeni 				quali phytium e phusarium, scarsa ossigenazione dell&#8217;acqua, 				temperatura soluzione troppo alta.</span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ec</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La 			sigla EC è l&#8217;abbreviazione dell&#8217;inglese Electric 			Conductivity ovvero Conducibilità Elettrica (CE), e la sua 			unità di misura è il mS/sec (milli-Siemens al 			secondo). Questa rilevazione serve a capire quanti sali sono 			disciolti nell&#8217;acqua: essendo infatti le piante in grado di 			assorbire i sali fino ad un certo punto, e avendo come gli uomini 			bisogni diversi nelle diverse fasi di crescita, questo parametro 			risulta molto utile per sapere quanto fertilizzante somministrare 			alle nostre piante nei vari stadi. Si misura con uno strumento 			digitale chiamato <strong>Conduttivimetro o Misuratore di 			conducibilità.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;acqua 			del rubinetto ha già un suo valore di CE, che solitamente 			varia da 0,2 a 0,8 mS/sec,  ecco perchè è 			preferibile utilizzare acqua demineralizzata o osmotica , che ha 			una CE vicino allo zero. I sali disciolti nell&#8217;acqua sono 			solitamente Calcio, Magnesio e Bicarbonato di Sodio. I primi due 			sono utili, anche se fastidiosi per la tendenza ad innalzare 			lentamente il livello del ph, il terzo invece è proprio 			dannoso: se vivete vicino la mare e avete una CE molto alta, 			meglio chiedere un&#8217;analisi qualitativa al vostro acquedotto; è 			gratuita e la legge li obbliga a fornirvela.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Come 			regolarsi.</strong></span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Germinazione 				e talee =  CE min. 0,6 – max. 1,0 . In pratica alzate di 0,6 				mS/sec la CE della vostra acqua di rubinetto. </span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right: -0.02cm;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Crescita 				vegetativa e fioritura = CE min. 1,0 – max 2,0. Raggiungete il 				max. Tra la 4° e la 6° settimana di fioritura, poi 				scendete di nuovo fino ad arrivare a risciacquare durante 				l&#8217;ultima settimana con un valore di EC simile a quello iniziale 				per la semina e il taleaggio. Esistono in commercio prodotti 				specifici per questa fase.</span></span></p>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Temperatura</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La 			temperatura dell&#8217;acqua è molto importante, in terra ma 			sopra tutto in idroponica dove può causare gravi danni se 			incontrollata.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Vale 			la regola di irrigare con acqua temperatura ambiente o leggermente 			più fredda, per l&#8217;idroponica la temperatura di riferimento 			è il range compreso tra i 15 e i 23 C°. <strong>Ottimale 			18-20 C°</strong></span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>NUTRIENTI</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>E</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>AFFINI</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ammendanti 			organici </span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ne 			esistono vari tipi, vanno usati preferibilmente all&#8217;aperto e 			mischiati col terreno di base alcuni mesi prima, se possibile. 			Molti hanno la funzione di migliorare il terreno correggendo 			l&#8217;acidità e la struttura, altri hanno la funzione di 			aggiungere nutrimenti che verranno poi usati dalla pianta, ad 			esempio il sangue di bue o il guano. Le caratteristiche e le dosi 			sono sempre indicate in etichetta.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Fertilizzante 			di base liquido</span></span></td>
<td width="79%">
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Terra 				=</strong> i fertilizzanti specifici per la terra non possono venire 				usati in colture idroponiche! Quelli organici specifici per più 				medium non possono essere usati con sistemi di irrigazione 				automatica.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Cocco 				=</strong> linea specifica per questo substrato che ha caratteristiche 				uniche. Con una certa esperienza possono venir usati con successo 				anche quelli per l&#8217;idroponica classica.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Idroponica 				=</strong> fertilizzanti minerali da sali purificati, hanno tutto ciò 				che serve alla pianta , non contengono silicato che va aggiunto a 				parte. Possono essere usati in terra a ½ dose.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tutti 			i fertilizzanti vanno mischiati in acqua separatamente e tenuti al 			fresco al riparo dalla luce, le bottiglie vanno agitate prima 			dell&#8217;uso. Meglio considerare dosaggi inferiori a quelli 			consigliati, che si riferiscono a situazioni ottimali 			difficilmente riproducibili almeno per un principiante.  Quasi 			sempre è preferibile integrarli con altri stimolatori, sia 			in terra ma soprattutto in idroponica.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Stimolatori </span></span></td>
<td width="79%">
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Radici:</strong> questi prodotti <strong>vanno usati al momento della semina, rinvaso e 				trapianto, nella propagazione per talee quando le radici sono già 				formate</strong>. Hanno la tendenza ad alzare il ph.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Crescita:</strong> esistono vari prodotti, la loro funzione è di migliorare 				l&#8217;assorbimento dei nutrimenti di base e di accelerare e 				incrementare la produzione di materiale verde che sosterrà 				la fioritura in seguito. Ricordarsi sempre che senza una 				rigogliosa e sana crescita vegetativa , la fioritura non darà 				i risultati sperati. <strong>Vanno usati quando la pianta è 				adulta per tutta la fase di crescita e per le prime due settimane 				di fioritura.</strong></span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Fioritura:</strong> qui l&#8217;industria dei nutrimenti offre una vasta gamma di prodotti, 				da distinguere in stimolatori naturali e additivi fertilizzanti:</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Stimolatori 				naturali:</em> </strong>a base di amminoacidi e oli essenziali, hanno 				la funzione di attivare gli ormoni della fioritura e di 				concentrare e aumentare la produzione di principi attivi e 				resina; aumentano il tenore zuccherino quindi migliorano il 				sapore del prodotto finale. Alcuni esempi di nomi commerciali:  				Plagron Green Sensation, Biobizz Topmax, B-cuzz Bloom Stimulator 				etc&#8230; <strong>Vanno usati dai primi 15 gg in avanti, tranne l&#8217;ultima 				settimana.</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><em>Additivi 				fertilizzanti:</em></strong> sono fertilizzanti a tutti gli effetti in 				quanto contengono macro elementi in quantità rilevanti. Il 				più comune è appunto il <strong>PK 13-14</strong>, un mix di 				fosforo e potassio altamente concentrato da usare in fioritura 				per aumentare la resa finale e la compattezza delle cime. Questo 				prodotto nasce insieme ai fertilizzanti a due componenti A+B in 				quanto essi vanno usati sempre nelle medesime proporzioni per 				tutto il ciclo. Per variare le proporzioni di nutrimento NPK 				(Azoto-Fosforo-Potassio) e quindi la dieta della pianta è 				necessario aggiungere questo additivo diminuendo le dosi del 				nutrimento di base. In questo modo avremmo un rapporto di fosforo 				e potassio più alto, necessario alla pianta in certe fasi 				della fioritura. <strong>Va usato  a metà fioritura  quando le 				piante smettono di allungarsi e incominciano a sviluppare i 				boccioli o frutti. Può venire usato  per una-due volte 				fino ad un massimo di una settimana, o a dosi ridotte per 2-3 				settimane, a partire dalla seconda-terza dall&#8217;inizio del periodo 				12/12 h fino alla quinta-sesta settimana.</strong> Attenzione al sovra 				dosaggio, controllare che i valori di CE non siano superiori a 				2,0.</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Flushing 				o risciacquo: </strong>Svolgono la 				funzione di lavare via i nutrimenti in eccesso nel substrato e 				nei tessuti della pianta, migliorandone il gusto. <strong>Vanno 				usati gli ultimi 7-15 giorni.</strong></span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="3" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>SUBSTRATI</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Terra</span></span></td>
<td width="79%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 			molti terricci pronti , pre-fertilizzati con sostanze organiche e 			alleggeriti con perlite per un drenaggio ottimale, che solitamente 			forniscono nutrimento a sufficienza per due-cinque settimane. 			Portiamo ad esempio la linea Plagron:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Grow 				mix:</strong> classico terriccio con due, tre settimane di 				fertilizzazione, va usato insieme ai fertilizzanti liquidi di 				crescita e fioritura a partire dalla 2-3 settimana</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Bat 				mix:</strong> terriccio pre fertilizzato con Bat Guano ad alto 				contenuto di fosforo, ideale per la fioritura, permette una 				crescita rigogliosa per tutto il ciclo senza ausilio di 				fertilizzanti di base.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Royalty 				mix:</strong> il più completo della gamma, addizionato con  				funghi e  muffe benefici per la protezione delle radici. E&#8217; 				possibile portare a termine il ciclo senza aggiungere 				fertilizzanti di base.</span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E&#8217; 			consigliabile utilizzare gli stimolatori di radici, crescita e 			fioritura anche quando non è necessario usare il 			fertilizzante di base.</span></span></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Cocco</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 				tre principali formati di questo substrato, eccone le 				caratteristiche principali:</span></span></p>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Coco 				Brick:</strong> cocco pressato e disidratato in mattonelle, per 				prepararlo all&#8217;utilizzo si immerge in acqua dove deve restare per 				circa un&#8217;ora. Ogni Brick ha una capacità di circa 9lt di 				substrato.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Fibra 				di cocco:</strong> confezionato come i classici terricci in confezioni 				da 20 e 50 lt, è già pronto all&#8217;uso. </span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Lastre 				di cocco: </strong>lastre di 				100cm x 15cm di fibra di cocco rivestite in plastica, da usare 				con i sistemi di irrigazione automatica, vanno appoggiati su 				speciali vasi chiamati Libra o sui vassoi drenanti Duma. E&#8217; 				opportuno effettuare dei tagli del rivestimento sul fondo per il 				drenaggio che dovrebbe essere pari al 20% del volume d&#8217;acqua 				usata per l&#8217;irrigazione. </span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Idroponica</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Esistono 				vari tipi di substrato inerte:</span></span></p>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Rockwool:</strong> il più usato finora sotto forma di lastre o cubi di varie 				misure, per la sua composizione chimico fisica ha una buona 				capacità di trattenere acqua e anche quando completamente 				saturo mantiene una buona ossigenazione, essendo il suo ph molto 				alcalino prima di utilizzarlo va lasciato a bagno 24-48 ore in 				una soluzione a ph corretto a 5,5-5,8.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Perlite:</strong> substrato molto leggero, altamente drenante con poca capacità 				di trattenere l&#8217;acqua, ottimo se usato nei sistemi a 				gocciolamento continuo o in aeroponica. ph neutro.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Hydrokorrels: </strong>argilla espansa per l&#8217;idrocoltura, si lascia attraversare 				dalle radici, ha una discreta capacità di trattenere 				l&#8217;acqua ed è un buon drenante. ph neutro.</span></span></li>
<li><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Diahydro:</strong> un silicato fossile estratto da depositi di alghe marine ha una 				buona capacità di trattenere l&#8217;acqua ma contemporaneamente 				è un buon drenante. Apporta silicato. ph neutro.</span></span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td rowspan="5" width="10%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>IDROPONIA</strong></span></span></td>
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">NFT</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				che consiste nel far scorrere un velo d&#8217; acqua e nutrimenti su un 				vassoio dove poggiano le radici. Il substrato più 				utilizzato è il rockwool in cubi dove alloggeranno le 				talee già radicate.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> facile manutenzione, facile accesso alle radici, sviluppo e 				maturazione dei frutti molto rapida </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> rischio di seccare le piante in caso di black out, non permette 				cicli troppo lunghi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> Nutriculture Gro tank, Nutriculture Multiduct </span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ebb&amp;Flood</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				che consiste nell&#8217;allagamento di un vassoio drenante, dove sono 				alloggiate le piante sorrette da un substrato tipo perlite o 				argilla espansa. Grazie ad un timer si può temporizzare 				l&#8217;allagamento.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi: </strong>ossigenazione molto efficace, supporta piante perenni e cicli 				lunghi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> non si accede alle radici, richiede discreta esperienza  nel 				programmare i cicli di irrigazione</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> Nutriculture Ebb &amp; Flood , Nutriculture Flo 				Gro</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Deep 			Water</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tecnica 				idroponica molto semplice, si tratta di alloggiare le piante al 				di sopra di una vasca piena di soluzione nutritiva e ossigenata 				da un areatore. Le piante si sostengono con i vasi sul coperchio</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> semplicissimo da usare e da mantenere, molto efficace, economico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> se non si usano gli irrigatori va innaffiato a mano i primi 				giorni, necessita di costante ossigenazione esterna.</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Drip 			system</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il 				classico sistema a gocciolatori, può venir usato con tutti 				i substrati, solitamente consiste in una vasca d&#8217;acqua che grazie 				ad un sistema di pompaggio distribuisce a tutti i vasi la 				soluzione nutritiva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> Espandibile e modulabile, accetta tutti i substrati, economico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> Manutenzione frequente e difficoltosa, grosso spreco d&#8217;acqua e 				fertilizzanti, necessità di usare un substrato.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali:</strong> General Hydroponics Water farm , Nutriculture 				Flo Gro</span></span></ul>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="11%"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Aeroponica</span></span></td>
<td width="79%">
<ul><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Evoluzione 				dell&#8217;idroponica, basata su nebulizzazione della soluzione 				nutritiva tramite degli spruzzatori installati a livello 				radicale, comandati da una vasca centrale di miscelazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Vantaggi:</strong> crescita ancora più rapida, ossigenazione ottimale delle 				radici, nessun substrato, ridotto uso di acqua e fertilizzante .</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Svantaggi:</strong> in caso di guasto rischio elevato di disidratazione, supporta 				piante di piccole dimensioni, difficoltà nell&#8217;affrontare 				cicli lunghi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Nomi 				commerciali: </strong>General Hydroponics Aeroflo, General Hydroponics 				Aerofarm, Nutriculture Amazon, Nutriculture Propagator</span></span></ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>immagine: <a href="http://psd.tutsplus.com">http://psd.tutsplus.com</a></em></p>
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		<title>Emulsione di pesce, fertilizzante organico</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 22:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;emulsione di pesce deriva principalmente da scarti di lavorazione dei prodotti ittici per il consumo<a rel="attachment wp-att-324" href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/2008/05/07/emulsione-di-pesce-fertilizzante-organico/snapdragon/"><img class="alignright size-medium wp-image-324" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="emulsione di pesce" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/snapdragon.jpg" alt="" width="222" height="202" /></a> alimentare, ma anche da alcune varietà di pesce tropicale non adatto al consumo in quanto di carni oleose e spinose, pescati per il loro alto contenuto proteico.</p>
<p>Questi pesci vengono cotti in forno e pressati: liquidi e oli vengono raccolti mentre la carne e le parti solidi vengono riutilizzate nell&#8217;alimentazione animale.<br />
Il &#8220;succo&#8221; ottenuto, detto &#8220;stickwater&#8221; è più prezioso del petrolio e viene venduto ad oltre il doppio del prezzo del greggio. Il secondo passo consiste nella  centrifuga del siero, che viene schiumato e bollito fino a diventare una soluzione densa e gommosa detta appunto emulsione di pesce.<span id="more-323"></span></p>
<p>Viane aggiunta una piccolissima parte (meno dello 0,1% del peso) di acido fosforico per fare scendere il pH a valori intorno al 4,5%, evitando così che il prodotto marcisca e che gli enzimi del pesce sviluppino gas dall&#8217;odore insopportabile. Questo dettaglio non compromette la completa naturalezza dell&#8217;emulsione.</p>
<p>Una volta confezionato, l&#8217;articolo viene venduto come appetizzante per il cibo degli animali o come fonte di proteine extra per lo colture da foraggio, o ancora come fertilizzante.<br />
In quest&#8217;ultimo caso viene ancora aggiunto un agente deodorante prima dell&#8217;imbottigliamento e il pH viene controllato ed eventualmente corretto perchè i valori restino bassi.<br />
Per ottenere il marchio di prodotto Organico è sufficiente che gli elementi aggiuntivi non superino l&#8217;1% del peso totale: è infatti indispensabile provvedere affinchè i gas della decomposizione non facciano esplodere le bottiglie o non diventino comunque immaneggiabili.</p>
<p>Oltre all&#8217;emulsione Organica fino ad ora descritta esistono altri due tipi di fertilizzante a base di pesce: l&#8217;emulsione ammendata e quella enzimatica.<br />
Nel caso di parli di prodotto ammendato, si parla di un prodotto analogo a quello fino ad ora trattato, ma a cui vengono aggiunte alte percentuali di additivi sintetici, come l&#8217;urea.<br />
L&#8217;emulsione enzimatica ha solitamente valori NPK di 2-5-3 (contro i 5-1-1 dell&#8217;emulsione Organica), e viene prodotta partendo da scarti di pesce lasciati in un contenitore di acciaio con enzimi che ne causano il deterioramento.</p>
<p>A questo punto l&#8217;acqua rimasta viene separata dall&#8217;olio e bollita affinchè rimanga un fondo denso a cui viene aggiunto acido fosforico per uccidere gli enzimi precedentemente addizionati. Per attuare questa operazione il pH deve avere un valore attorno al 4, per cui in seguito è necessario un tocco di potassio per rialzarlo a 4.5.</p>
<p>Questo tipo di fertilizzante è ottimo per le giovani piante, soprattutto quando il clima è ancora freddo, e può essere somministrato per via foliare.<br />
Stimola la crescita e lo sviluppo della radici, ma è importante attenersi strettamente alle dosi riportate in etichetta per non rischiare di &#8220;bruciare&#8221; le piante.<br />
Grazie alle sue caratteristiche &#8220;ricostituenti&#8221; è indicato per le talee e le piante appena trapiantate, per le fioriture prolungate, e in seguito a problematiche radicali. Migliora l&#8217;aspetto delle foglie che tendono a reinverdire.</p>
<p>Ad oggi non è stato ancora proposto un fertilizzante alternativo, magari con una produzione più semplice od un odore meno invadente, per cui anche nel secolo delle colture idroponiche nelle basi lunari il succo di pesce la fa da padrone come nella tradizione contadina.</p>
<p>I prodotti normalmente in commercio sono pratici, bilanciati, e riportano utili tabelle di dosaggio. Ma se voleste cimentarvi nella produzione domestica, ecco come fare.<br />
Potete usare parti di pesce fresco o inscatolato, ma in questo caso lasciatelo qualche giorno a macerare con del terriccio in un contenitore chiuso, cosicchè i microbi abbiano la meglio sui conservanti.<br />
Mettete il tutto in un secchio da una ventina di litri, riempiendone metà con segatura, paglia o foglie e aggiungendo al pesce anche della melassa per accelerare la decomposizione e controllare in minima parte gli odori molesti che si svilupperanno.<br />
Lasciate maturare un paio di settimane, aprendo tutti i giorni il coperchio per dare una vigorosa mescolata e migliorare lo sviluppo dei microbi nel composto. La componente vegetale del nostro brodo aiuterà  l&#8217;ossigenazione, assorbirà l&#8217;azoto e mitigherà il fetore.</p>
<p>Volendo aggiungere acido solforico e magnesio, come è d&#8217;uso nel fertilizzante confezionato, è sufficiente un cucchiaio di sali Epsom. Se fosse necessario acidificare, utilizzate un cucchiaio di aceto di mele. Se ancora l&#8217;aroma fosse intollerabile è possibile aggiungere altro materiale vegetale e frutta, o direttamente dello zucchero di canna, che accelera lo sviluppo microbico e ha eccellenti proprietà deodoranti.</p>
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