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	<title> &#187; coltivazione</title>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>


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		<title>L&#8217;Aquila, nascono gli Orti Urbani</title>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i  dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1522" title="orto_urbano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg" alt="orto urbano" width="400" height="300" /></a>del tessuto sociale della città.</p>
<p>L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/LAquila-nascono-gli-Orti-Urbani-nei-nuovi-insediamenti-del-progetto-CASE_486808876.html" target="_blank">Adnkronos</a>) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in  merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi  insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune  dell&#8217;Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  sono giunti a stipulare un Protocollo d&#8217;Intesa.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato ad Assergi, dall&#8217;Assessore Comunale competente,  Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida  all&#8217;Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in  materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell&#8217;esperienza  profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la  gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei  nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2,  Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito  3), secondo  i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione del tessuto sociale della città.</p>
<div><span id="more-1521"></span></div>
<div>
<p>&#8221;La creazione degli Orti Urbani &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Moroni &#8211;  è accompagnata da forte attesa da parte delle comunità, a vantaggio  delle quali è stata concepita quale stimolo a ricreare uno spirito di  aggregazione positiva ed efficace. Esprimo dunque piena soddisfazione  per la sinergia avviata e per l&#8217;opportunità di collaborare, in questa  prima fase di realizzazione degli Orti, con l&#8217;Ente Parco, con il quale  il Comune dell&#8217; Aquila condivide obiettivi e missione e del quale è nota  l&#8217;affidabilità in termini di impegno e know how&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per il Parco &#8211; ha aggiunto Diaconale &#8211; si tratta di una nuova  opportunità di mettere a frutto le competenze dell&#8217;Ente, dedicandole ad  un progetto importante per implicazioni sociali, quale contributo al  rafforzamento dell&#8217;identità della cittadinanza aquilana. Dal Protocollo  d&#8217;Intesa scaturirà immediatamente un Avviso Pubblico destinato a tutti i  residenti del progetto C.A.S.E. nelle cui aree verdi è presente una  zona destinata agli Orti Urbani&#8221;.</p>
</div>


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		<title>Le malattie del pomodoro</title>
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		<description><![CDATA[Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa. Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere. Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il [...]


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<p>Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e  parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.</p>
<p>Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.</p>
<p>E &#8216;importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito,  prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e  peperoni sono sensibili agli stessi problemi.</p>
<p>Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi  e come procedere.</p>
<p><span id="more-1515"></span></p>
<h3>Malattie del Pomodoro &#8211; Fogliame</h3>
<ul>
<li> <strong>Ruggine</strong> la cosiddetta Ruggine può colpire il fogliame,   gli steli e i frutti del pomodoro. Sintomi: macchie scure con anelli  concentrici si sviluppano a partire dalle foglie più vecchie. La superficie  fogliare circostante diventa gialla. Le foglie più giovani possono cadere lasciando i frutti esposti al sole. I pomodori presentano macchie nere.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Trattamento preventivo a base di fungicida specifico (fine maggio, da ripetere dopo due settimane).   Rimuovere le piante colpite e raccogliere tutte le foglie e i pomodori caduti non appena siano visibili i primi sintomi. Questo fungo colpisce soprattutto all&#8217;aperto.</li>
<li> <strong>Muffa grigia delle foglie: </strong> riguarda solo le foglie del  pomodoro, a partire da quelle più vecchie. Sintomi: Piccole macchie  scure visibili su entrambe le facce  delle foglie. Le macchie  hanno un colore grigio marrone, ma spesso nella parte superiore della foglia assumono contorni  gialli. La parte centrale delle parti colpite si secca, alla fine le foglie cadono, i frutti non si sviluppano. E&#8217; una malattia molto grave.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Un clima caldo, umido e scarsamente arieggiato incoraggia la mattia. Migliorare quindi la circolazione dell&#8217;aria. Rimuovere tutte le piante colpite, somministrare prodotto specifico.</li>
<li> <strong>Pronospora</strong> colpisce sia le foglie che i frutti dei  pomodori, e si propaga rapidamente. Sintomi: compaiono macchie grigie sulle foglie che presto seccano. Un  anello di muffa bianca a volte si sviluppa attorno alle macchie,  soprattutto in caso di pioggia.  Striature scure possono apparire sugli steli. Macchie scure si presentano anche sui frutti, sia maturi che acerbi.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> E&#8217; molto difficile porre rimedio, meglio ricorrere a prodotti preventivi. Le piante malate vanno asportate immediatamente. Una buona circolazione dell&#8217;aria riduce sensibilmente il rischio di infestazione.</li>
<li> <strong>Septoriosi</strong>: E&#8217; a volte scambiata per  la peronospora. Sulle foglie si presentano macchie circolari grigie con puntini al loro interno. Possono manifestarsi anche larghe macchie marroni. Le foglie più vecchie cadono quasi subito.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Allontanare le piante colpite e le loro parti. Sebbene si tratti di una patologia abbastanza aggressiva è fortunatamente rara.</li>
<li> <strong>Verticillium:</strong> Le foglie ingialliscono, presentano ingiallimento e necrosi, appassimento. La causa è un fungo del terreno, che  può colpire la maggior parte delle piante. La rotazione delle colture e la selezione di  varietà resistenti è fondamentale. I sintomi comprendono inoltre: perdita di  turgore della chioma nelle ore più calde della giornata e recupero durante la notte, macchie tra le venature delle foglie più vecchie. Questo fungo inibisce la capacità della pianta di assorbire l&#8217;acqua  e le sostanze nutritive .<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Rimuovere le piante colpite e bruciarle, scegliere  varietà resistenti, ruotare spesso le colture</li>
<li><strong>Eccesso di Azoto: </strong>Le foglie si arricciano verso l&#8217;alto, il colore può scurirsi.<br />
<strong> Cosa fare</strong>: Controllare la dose dei fertilizzanti, sciacquare il substrato con annaffiature di sola acqua.</li>
</ul>


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		<title>Tra pomi e fiori, florovivaismo in mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:43:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tra-pomi-e-fiori.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1507" title="tra pomi e fiori" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tra-pomi-e-fiori.jpg" alt="tra pomi e fiori" width="111" height="132" /></a>A Calvi dell’Umbria (TR) nei giorni 11 e 12 Settembre 2010,mostra-mercato di florovivaismo “Tra pomi e fiori ”. L’evento, il primo del genere svoltosi in Umbria e giunto alla sua X edizione, avra’luogo nel centro storico che nei due giorni della manifestazione sara’animato dalla presenza di vivaisti selezionati,provenienti da diverse regioni italiane che metteranno a disposizione dei visitatori le loro produzioni e la loro esperienza , tali da soddisfare un po’tutti gli appassionati di giardinaggio e del mondo del verde.</p>
<p>Nelle vie e nelle piazze del centro gli agrumi, le rose  le piante da frutto, i rampicanti, gli arbusti inusuali, le succulente, le carnivore, le tillantsie, le orchidee,  le peonie ,le acidofile,le erbacce perenni,le salvie ,i pelargoni e quanto altro la stagione puo’ offrire faranno a gara per offrire uno scenario verde davvero speciale.</p>
<p><span id="more-1506"></span>Sara’ a disposizione uno” stand dello scambio”, dove quanti lo vorranno potranno barattare con altri appassionati del  verde piante e semi</p>
<p>Non mancheranno le diverse produzioni artigianali e le specialita’enogastronomiche.</p>
<p>Uno spazio,come per le edizioni precedenti,sara’riservato alla pittura botanica con la partecipazione di artisti noti a livello nazionale</p>
<p>Nel suo spazio”La Vetrina” si potranno ammirare le opere della scultrice Giovanna De Sanctis</p>
<p>Si potranno degustare cibi tipici e menu floreali presso i locali punti di ristoro</p>
<p>Calvi si raggiunge percorrendo l’autostrada A1 con uscita al casello di Magliano Sabina o la Via Flaminia</p>
<p>Una occasione per visitare Calvi ,definita “la porta felice dell’Umbria”adagiata su uno sperone roccioso tra colline verdeggianti che digradano verso il Tevere a ridosso del Monte S.Pancrazio,nella cui piazza principale merita una visita la chiesa di S.Brigida,antistante il complesso  monumentale del Monastero delle Orsoline  opera del Fuga,costruito nel 1744 insieme alla chiesa annessa di S.Antonio in cui e’ alloggiato un pregiatissimo presepe in terracotta policroma opera del XVI sec.dei fratelli Giovanni e Raffaele da Montereale.Notevoli la chiesa a pianta ottagonale della SS. Trinita’e quella di S.Maria Assunta</p>
<p>Durante le festivita’ natalizie sono visitabili i presepi che hanno valso a Calvi il nome di Paese dei presepi;scene della nativita’ sono raffigurate in alcuni murales dipinti sui muri delle vecchie case</p>
<p>Una visita merita senz’altro la vicina Otricoli ,a 10 Km circa con il suo borgo storico,la Chiesa di S.Maria Assunta ,i suoi palazzi ed in particolare il  sito archeologico di Ocriculum ,antica citta’ romana e importante porto sul Tevere di cui si possono ammirare i resti ,quasi tutti di epoca augustea ,come il teatro,le  terme ,il capitolium dove si presume sia stata rinvenuta la testa di Giove,attualmente esposta come anche il mosaico delle terme,nei Musei Vaticani</p>
<p>ORARIO : dalle 10 &#8211; 19<br />
BIGLIETTO : 3 €<br />
Per informazioni : Segreteria Organizzativa 333 6841760<br />
Comune di Calvi dell’Umbria 0744 710119</p>


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		<title>Orto in balcone: come progettarlo senza stress</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 10:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente. Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi. Ad ognuno il suo spazio Pensate che il vostro [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/organizzare_orto.jpg"><img class="size-full wp-image-1494 alignleft" style="margin: 4px; border: 1px solid black;" title="organizzare_orto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/organizzare_orto.jpg" alt="organizzare orto " width="331" height="278" /></a>Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.</p>
<p>Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.</p>
<p><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></p>
<p>Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?</p>
<p>Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.</p>
<p>Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.</p>
<p>Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.</p>
<p><span id="more-1493"></span></p>
<p><strong>Ogni cosa è illuminata</strong></p>
<p>Se tutte le piante hanno bisogno di luce, gli ortaggi amano il sole in particolar modo. In che direzione si affaccia il vostro balcone?</p>
<p><strong>Le esposizioni a sud-est o sud-ovest</strong> sono le migliori. Infatti assicurano  entrambe molte ore di luce al giorno, ma non nelle ore più calde.</p>
<p>I balconi che guardano <strong>a sud</strong>, invece, avranno sicuramente molta luce, ma rischiano di averne “troppa”, specie nel pieno della giornata.</p>
<p>L&#8217;esposizione peggiore, infine, è quella <strong>a nord</strong>. Potete comunque provare a coltivare il vostro orto su un balcone esposto a nord, magari spostando per qualche ora al giorno le vostre piantine su davanzali meglio esposti.</p>
<p><strong>Questione di clima</strong></p>
<p>“Gli ortaggi devono crescere fuori, all&#8217;aperto” Così recitano tutti i contadini esperti!</p>
<p>Possiamo spostarli in casa solo se fuori fa davvero freddo anche perché, se li abituiamo ad una temperatura eccessivamente mite, appena li porteremo di nuovo sul balcone, moriranno.</p>
<p>L&#8217;idea migliore è quella di non piantare gli ortaggi che hanno bisogno di climi mediterranei, in zone con temperature molto basse.</p>
<p>Anche il vento, che danneggia le piantine, può essere sconfitto senza grandi drammi: mettete le piante più fragili nei punti più riparati del vostro balcone, magari vicino alle pareti.</p>
<p><strong>L&#8217;orto non è una scienza!</strong></p>
<p>Preparatevi psicologicamente! Non aspettatevi di vedere grandi risultati dopo un giorno o dopo una settimana. E forse nemmeno dopo un mese.</p>
<p>Le piantine sono esseri viventi: alcune sono più resistenti, altre, per quanto possiate sforzarvi e seguire ogni indicazione, non cresceranno.</p>
<p>Preparatevi quindi a grandi delusioni e a sorprese inaspettate!</p>
<p><strong><em>Coltivare l&#8217;Orto</em></strong></p>
<p><strong><em>Una guida ecologica per coltivare l&#8217;orto in balcone</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.coltivareorto.it" target="_blank">http://www.coltivareorto.it</a></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		PRE { font-family: "DejaVu Sans Mono", monospace } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Orto in Balcone: Come progettarlo senza stress!</strong></span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Se l&#8217;idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri. </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Ogni cosa è illuminata</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Se tutte le piante hanno bisogno di luce, gli ortaggi amano il sole in particolar modo. In che direzione si affaccia il vostro balcone?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Le </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>esposizioni a sud-est o sud-ovest </strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">sono le migliori. Infatti assicurano  entrambe molte ore di luce al giorno, ma non nelle ore più calde.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">I balconi che guardano </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>a sud</strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">, invece, avranno sicuramente molta luce, ma rischiano di averne “troppa”, specie nel pieno della giornata.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">L&#8217;esposizione peggiore, infine, è quella </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>a nord</strong></span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">. Potete comunque provare a coltivare il vostro orto su un balcone esposto a nord, magari spostando per qualche ora al giorno le vostre piantine su davanzali meglio esposti.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>Questione di clima</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Gli ortaggi devono crescere fuori, all&#8217;aperto” Così recitano tutti i contadini esperti!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Possiamo spostarli in casa solo se fuori fa davvero freddo anche perché, se li abituiamo ad una temperatura eccessivamente mite, appena li porteremo di nuovo sul balcone, moriranno.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">L&#8217;idea migliore è quella di non piantare gli ortaggi che hanno bisogno di climi mediterranei, in zone con temperature molto basse.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Anche il vento, che danneggia le piantine, può essere sconfitto senza grandi drammi: mettete le piante più fragili nei punti più riparati del vostro balcone, magari vicino alle pareti.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;"><strong>L&#8217;orto non è una scienza!</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Preparatevi psicologicamente! </span><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Non aspettatevi di vedere grandi risultati dopo un giorno o dopo una settimana. E forse nemmeno dopo un mese.</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Le piantine sono esseri viventi: alcune sono più resistenti, altre, per quanto possiate sforzarvi e seguire ogni indicazione, non cresceranno. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Preparatevi quindi a grandi delusioni e a sorprese inaspettate!</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Bitstream Vera Serif,Cambria,serif;">Coltivare l&#8217;Orto</span></p>
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		<title>Coltivare orchidee in idroponica</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:48:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le orchidee sono bellissimi fiori particolarmente adatti ad essere coltivati in idroponica. Le orchidee coltivate indoor danno grandi soddisfazioni sotto luce artificiale.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1421" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/02/11/coltivare-orchidee-in-idroponica/orchidea-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1421" style="margin: 4px;" title="orchidea" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/orchidea1.jpg" alt="" width="278" height="255" /></a>Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un&#8217;incredibile varietà di forme e colori.</p>
<p>Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.</p>
<p>Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l&#8217;acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c&#8217;è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura.<br />
<span id="more-1419"></span></p>
<p>Coltivando orchidee si deve dunque ricreare la condizione ottimale in cui la pianta prospera. Per farlo si andrà ad intervenire sull&#8217;illuminazione, la fertilizzazione, l&#8217;umidità e la ventilazione.<br />
La maggior parte delle specie viene tenuta sotto lampade HPS specifiche per la coltura indoor da 400 watt, facendo attenzione a posizionare le piante secondo la loro sensibilità naturale alla luce: quelle che amano la mezza luce o l&#8217;ombra andranno sistemate in una posizione defilata rispetto alla lampada.</p>
<p>Si può utilizzare un modello <a href="http://italgrow.com/bulbi_agro_cat-18.aspx" target="_blank">agro</a>, per tutto il ciclo della pianta, oppure due diversi bulbi, uno per la <a href="http://italgrow.com/bulbi_crescita_cat-19.aspx" target="_blank">crescita</a> e uno per la <a href="http://italgrow.com/bulbi_fioritura_cat-20.aspx" target="_blank">fioritura</a>. La scelta dipenderà dalle esigenze specifiche della specie scelta.<br />
Le orchidee cresciute sotto luce artificiale consumano più acqua, ma attenzione alla sovrairrigazione: le radici devono essere praticamente asciutte prima della successiva annaffiatura.<br />
Siccome l&#8217;ambiente protetto stimola uno sviluppo più vigoroso e veloce, le piante avranno bisogno di maggiore <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=orchid+focus&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">nutrimento</a>. E&#8217; importante scegliere prodotti di buona qualità, con basso residuo e adatte alle esigenze specifiche delle orchidee.</p>
<p>Le lampade tendono inoltre a seccare l&#8217;aria, aumentando la temperatura. Per ricreare l&#8217;ambiente umido a cui le nostre piantine sono abituate si può usare un <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=umidificatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">umidificatore</a>, e ricoprire i muri di telo plastico riflettente per ottenere una maggiore rifrazione e una migliore gestione dell&#8217;umidità (che in questo modo non viene assorbita dai muri).<br />
Essendo l&#8217;umidità amata anche da funghi e batteri è importante un&#8217;attenta igiene e una buona ventilazione. Un ventilatore oscillante aiuterà ad evitare la formazione di sacche di aria calda e umida.</p>
<p>Il <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_cat-44.aspx" target="_blank">substrato</a> può essere uno dei tanti in commercio per la coltura idroponica, orientandosi di preferenza su materiali inerti e sterili con un buon passaggio di ossigeno, come le <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_hydrokorrels_argilla_espansa_8_16_25l_product-44-364.aspx" target="_blank">biglie di argilla espansa</a>. Questo medium rende anche particolarmente agevole il trapianto. Benché venga proposta sul mercato in varie misure, l&#8217;argilla è ideale per radici grosse e spesse, cui offre un sostegno perfetto.<br />
Vermiculite e <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_perlite_12_5_l_product-44-1618.aspx" target="_blank">perlite</a>, anch&#8217;essi substrati minerali, hanno grani fini e leggeri che si prestano al supporto di radici più sottili e delicate. Possono essere usati da soli o mischiati tra di loro.<br />
La <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_75x75x65_product-44-1112.aspx" target="_blank">lana di roccia</a> è una sorta di spugna che viene venduta sotto forma di cubi, pezzetti, lastre o mattoncini. Trattiene moltissima acqua ma consente anche al tempo stesso una buona ossigenazione.<br />
Ogni pianta ha diverse esigenze e di conseguenza la scelta migliore è sperimentare i diversi medium cercando il più adatto.</p>
<p>La scelta del sistema di coltivazione è meno vasta. Sistemi idroponici che alloggiano molte piante non sono infatti adatti per le orchidee, a causa dell&#8217;alto rischio di trasmissione delle malattie.<br />
La soluzione migliore è il classico <a href="http://italgrow.com/ricircolo_waterfarm_product-48-337.aspx" target="_blank">vaso singolo</a>, che può essere puramente pratico o composto in maniera da abbinare un lato esteticamente più vezzoso ad una base adatta allo scopo.</p>


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		<title>Evitare le malattie nelle colture indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le malattie e le infestazioni nelle coltivazioni indoor possono diventare un problema difficile da affrontare. Impariamo come evitare di averci a che fare.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="mosca bianca" rel="attachment wp-att-1380" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/evitare-le-malattie-nelle-colture-indoor/mosca_bianca/"><img class="alignleft size-full wp-image-1380" style="margin: 4px;" title="mosca_bianca" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/mosca_bianca.jpg" alt="mosca bianca" width="300" height="221" /></a>Mantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.<br />
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :<br />
-un&#8217;umidità moderata, attorno al 60-70%.<br />
-acqua di origine sicura. Se l&#8217;acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell&#8217;uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).<br />
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d&#8217;acqua<br />
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)<br />
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E&#8217; indispensabile quindi un&#8217;accurata ispezione della pianta madre.</p>
<p><span id="more-1379"></span>Nonostante tutti gli accorgimenti potreste comunque subire un attacco dall&#8217;esterno, da parte di qualche parassita.<br />
Se vedrete le piante perdere colore, le foglie cadere la causa potrebbe essere un ospite indesiderato, anche se questo non è visibile all&#8217;occhio.  Un insidioso moscerino ad esempio potrebbe infestare le radici, e l&#8217;intera pianta verrebbe contagiata tramite la linfa.<br />
Esaminate spesso le piante con una lente di ingrandimento e posizionate fra le foglie gli appositi fogli adesivi gialli (bug scan); se scorgete qualche insetto non esitate ad isolare immediatamente la pianta.</p>
<p>Alcuni parassiti comuni:<br />
ragnetto rosso – della grandezza di una capocchia di spillo, si nutre di linfa. La pianta infestata appare malata e perde le foglie. Piccole ragnatele sono visibili ad occhio nudo nella fase avanzata.<br />
Afidi: dalla tipica forma a pera, succhiano la linfa della pianta causando l&#8217;arricciamento delle foglie. Lunghi un paio di millimetri, possono avere vari colori.<br />
Moscerino dei funghi: allo stato larvale divora le radici. Simile al moscerino della frutta, nero, lungo due millimetri. La pianta colpita deperisce rapidamente.<br />
Mosca bianca: le piante infestate ingialliscono ed appassiscono. Solitamente si trova sulla parte inferiore delle foglie.</p>
<p>Gli insetti possono essere eliminati con specifici prodotti chimici o naturali (piretro, infusi di ortica), o ancora tramite antagonisti naturali (coccinelle e altri insetti predatori).</p>


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		<title>Propagazione: semi e talee</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:27:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come operare per ottenere talee e gestire semina e propagazione in maniera ottimale


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1376" class="wp-caption alignright" style="width: 265px"><a rel="attachment wp-att-1376" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/propagazione-semi-e-talee/piantina_idroponica/"><img class="size-full wp-image-1376 " style="margin: 4px;" title="piantina_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/piantina_idroponica.jpg" alt="piantina idroponica" width="255" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.<br />
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l&#8217;ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.<br />
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.<br />
Inoltre l&#8217;utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.</p>
<p>La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.</p>
<p>Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.<br />
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_4x4x4_product-44-1110.aspx" target="_blank">cubi di rockwool </a>o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.<br />
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l&#8217;umidità avrà un valore stabile attorno all&#8217;80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">serretta di plastica</a>.</p>
<p>Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.<br />
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.</p>
<p><span id="more-1375"></span>La talea, recisa con una lama molto affilata (un bisturi o una lametta) va scelta verso la cima e deve avere alcune foglie (almeno tre coppie, generalmente). Appena prelevata va immediatamente immersa la parte recisa in acqua tiepida.</p>
<p>Ora con la lametta andremo a rimuovere la coppia di foglie più vicina (o due coppie, se il substrato sarà abbastanza profondo) alla base e a tagliare poco al di sotto di esse lo stelo con un&#8217;incisione a 45 gradi. Se le foglie rimanenti dovessero essere troppo grandi e pesanti le taglieremo a metà.</p>
<p>Adesso la talea è pronta per essere alloggiata nel substrato, dove avremo praticato un forellino della misura più adatta ad ospitare lo stelo.</p>
<p>I nostri cloni andranno nebulizzati con acqua facendo attenzione a non esagerare. E&#8217; importante rimuovere foglie morte o altro materiale che costituirebbe un ideale terreno di coltura per funghi e batteri.<br />
Se dovessero spuntare dei boccioli, andranno eliminati.</p>
<p>In 7 – 10  giorni le piantine dovrebbero essere in grado di sopportare le prime esposizioni al loro ambiente di coltura definitivo, a patto che non vi siano sbalzi climatici eccessivi.<br />
Potrete iniziare a rimuovere il coperchio della serretta partendo da una mezz&#8217;ora al giorno, e a somministrare fertilizzanti specifici.</p>
<p>Ovviamente si possono ottenere le piantine anche partendo dai semi.<br />
Vediamo come.<br />
Intanto è fondamentale la scelta dei semi, che andranno raccolti da piante sane  e dovranno essere maturi.<br />
I semi conservati male muoiono: per mantenerli dormienti senza che germinino o muoiano devono essere mantenuti al buio, in un ambiente freddo (2-8 gradi), secco e con scarso ossigeno (ad esempio un barattolo).<br />
L&#8217;ambiente di coltura dovrà essere sterile o quasi, il medium ben aerato e drenante.</p>
<p>Anche qui usiamo <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">la serretta</a> e il tappetino riscaldante e prepariamo il substrato bagnandolo prima con acqua a pH controllato e lasciandolo scolare dopo.<br />
Alcuni preferiscono germinare i semi prima di metterli a dimora tenendoli alcuni giorni su uno strato di tessuto bagnato sotto un piatto capovolto.<br />
Questo accorgimento tuttavia non è necessario e si possono posizionare i semini in forellini poco profondi nel substrato. I semi devono stare al buio.</p>
<p>Fatto questo si procederà ad una leggera annaffiatura che andrà ripetuta circa ogni 2-3 giorni.</p>
<p>La temperatura ideale è di 20-25 gradi e l&#8217;umidità dell&#8217;80% circa. Quando le prime vere foglioline saranno spuntate si potrà rimuovere il coperchio della serra e posizionare le piantine sotto una luce al neon da tenere a circa dieci centimetri.<br />
Piano piano si potrà aumentare la luce e si cominceranno a somministrare fertilizzanti.</p>
<p>E&#8217; fondamentale in questa fase una certa pazienza per permettere alle piante di adattarsi al nuovo ambiente, in quanto uno shock potrebbe essere fatale.</p>
<p>Lo sviluppo da ora in poi procederà velocemente e saranno necessari diversi travasi in contenitori mano a mano più grandi.<br />
Le piante dovranno essere spostate facendo molta attenzione a non torcere o rovinare le radici; a tal fine è bene scegliere un medium già predisposto per consentire un agevole travaso “in blocco”, come ad esempio cubetti di lana di roccia o cestini di perlite o compresse di torba, che permettono di non toccare affatto l&#8217;apparato radicale.<br />
L&#8217;utilizzo di cubetti per germinazione è consigliabile anche per l&#8217;importanza che il substrato riveste nella delicata fase della radicazione: materiale concepito appositamente permetterà di evitare errori frequenti quando si utilizza semplice terriccio.<br />
La zona attorno alle radici dovrà infatti essere aerata, mai completamente asciutta né fradicia, leggera e drenante. Il rischio che si corre è quello della mancanza di ossigeno, dell&#8217;attacco di funghi e muffe, di marciume.</p>


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		<title>Irrigazione su diversi substrati</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 13:18:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'irrigazione nei vari substrati quali perlite, argilla espansa, terriccio, cocco è importante nelle colture indoor e va pianificata con cura.


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Coltivando in <a href="http://italgrow.com/nutrient_film_technique_cat-49.aspx" target="_blank">NFT</a> l&#8217;afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. <a title="annaffiare" rel="attachment wp-att-1346" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/19/irrigazione-su-diversi-substrati/annaffiare/"><img class="alignright size-full wp-image-1346" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="annaffiare" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/annaffiare.jpg" alt="annaffiare" width="168" height="210" /></a></p>
<p>Sebbene alcuni lascino sempre attiva la<a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank"> pompa</a> è consigliabile una <a href="http://italgrow.com/impianti_parti_timer_per_pompa_irrigazione_product-110-1542.aspx" target="_blank">programmazione ad intervalli</a> che garantisca 10-20 irrigazioni all&#8217;ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.</p>
<p>Se il medium è la <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=perlite+vulcanica&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">perlite</a> è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.</p>
<p>Se la soluzione viene somministrata dall&#8217;alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_hydrokorrels_argilla_espansa_8_16_25l_product-44-364.aspx" target="_blank">l&#8217;argilla</a>, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.</p>
<p>L&#8217;acqua tende comunque a creare dei “canali” all&#8217;interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.</p>
<p><span id="more-1345"></span>I substrati che trattengono molta umidità come <a href="http://italgrow.com/terricci_biologici_cat-41.aspx" target="_blank">terriccio</a>, <a href="http://italgrow.com/terricci_di_cocco_cat-42.aspx" target="_blank">cocco</a> e <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=rockwool+rocce&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">lana di roccia</a> tendono ad imbibirsi e va posta particolare attenzione a non esagerare con l&#8217;irrigazione, assicurandosi contemporaneamente un ottimo drenaggio.<br />
Meglio irrigare durante le ore di luce, quando l&#8217;evaporazione è alta, e tenere sotto controllo l&#8217;umidità ambientale (più è alta, minore sarà la richiesta di acqua).</p>
<p>Intervalli abbastanza lunghi tra una somministrazione e l&#8217;altra permetteranno una migliore aerazione del medium.</p>


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		<title>Organizzare al meglio la growroom</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:53:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1341" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1341  " style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom-150x120.png" alt="" width="250" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>Norme generali</p>
<p>Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.<br />
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.</p>
<p>I <a href="http://italgrow.com/vasi_accessori_cat-7.aspx" target="_blank">contenitori</a> devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz&#8217;altro una parte del potenziale della pianta.<br />
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell&#8217;assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.</p>
<p>-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l&#8217;adeguata aerazione è indispensabile.<br />
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.<br />
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell&#8217;aria ed incoraggiare la crescita delle radici.</p>
<p><span id="more-1340"></span></p>
<p>-Serbatoio<br />
Meglio sceglierlo in materiale non tossico, specifico per alimenti. E&#8217; indispensabile che sia opaco e non permetta il passaggio della luce, che incoraggerebbe la crescita delle alghe e lo sviluppo di patogeni. Inoltre i raggi UV possono decomporre alcuni elementi nutritivi.</p>
<p>-Pompa<br />
Per automatizzare l&#8217;irrigazione utilizzate una <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompa</a> ed un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per gestire l&#8217;accensione e lo spegnimento.<br />
Bisogna accertarsi che la pompa abbia la portata necessaria a supportare l&#8217;estensione del vostro impianto.<br />
L&#8217;utilizzo di molte deviazioni o restringimenti, il diametro dei tubi, la pendenza influiscono sulla potenza necessaria per un&#8217;annaffiatura sempre efficiente.<br />
Optional interessanti sono la presenza di un filtro interno che prevenga blocchi (indispensabile in alcuni tipi di sistema con poca autonomia in caso di guasti della pompa), un funzionamento silenzioso e un sistema di spegnimento automatico in caso di attività in assenza di acqua.<br />
Meglio scegliere un modello ad immersione, che permetterà una maggiore versatilità.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">Timer</a><br />
Indispensabile per la regolazione delle luci, utilissimo per l&#8217;irrigazione.<br />
I modelli digitali sono più affidabili, in caso di NFT o altri sistemi che richiedano frequenti intervalli è indispensabile dotarsi di un prodotto di qualità.<br />
Assicurarsi di non sovraccaricare il temporizzatore con troppi strumenti o con strumenti troppo potenti.<br />
Sono da preferire i modelli ad alta resistenza all&#8217;umidità e possibilmente facili da programmare.</p>
<p>-Elettricità<br />
Le norme di sicurezza sono basilari: la zona delle prese e degli apparecchi elettrici deve essere assolutamente asciutta, considerando anche eventuali perdite o danneggiamenti.<br />
Controllare la portata delle prese e non cercare mai di superarla.<br />
Quando si accendono molte lampade, farlo in maniera scaglionata.<br />
Installare un salvavita.<br />
Può essere molto utile inoltra calcolare quanto la vostra coltivazione vi verrà a costare, applicando questa formula:<br />
Costo dell&#8217;energia per kilowatt (è reperibile sulla vostra ultima bolletta) moltiplicato per il numero di kilowatt impiegati (1000 watt = 1 kilowatt) moltiplicato per il numero di ore quotidiane di accensione.<br />
Esempio: poniamo che la corrente costi 0.10 euro al kilowatt e che voi abbiate 2 lampade da 600 watt (1,2 kilowatt) accese 12 ore al giorno.<br />
0,10 € x 1,2 kw x 12 ore = 1,44 euro al giorno.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/impianti_parti_cat-110.aspx" target="_blank">Impianto d&#8217;irrigazione</a><br />
Sembra banale, ma la prima cosa da fare è renderlo il più lineare e semplice possibile, facendo un buon progetto prima di prendere in mano gli attrezzi.<br />
Poche giunture, curve, raccordi garantiranno un basso rischio di perdite. Utilizzate filtri dove possibile.<br />
Il diametro dei tubi deve essere adeguato: meglio abbondare, soprattutto se il sistema è destinato a crescere.<br />
Tutti i tubicini che si connetteranno alla linea principale devono avere lo stesso diametro e possibilmente la stessa lunghezza, per garantire un equilibrio nel flusso del liquido.<br />
Anche gli irrigatori devono avere tutti le stesse caratteristiche ed essere manutenuti con costanza (basta un irrigatore bloccato per alterare l&#8217;equilibrio).</p>
<p>Una manutenzione regolare è indispensabile. <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=gocciolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">Gocciolatori</a> e spruzzatori sono soggetti a blocchi e vanno controllati e sciacquati spesso, il pH va mantenuto basso (compatibilmente alla tipologia di coltivazione) per evitare depositi, periodicamente va effettuata una completa sanificazione dell&#8217;impianto.<br />
Per sicurezza meglio posizionare almeno due linee di irrigazione per vaso, così da evitare che la pianta non riceva acqua del tutto in caso di blocco.<br />
Posizionare i tubicini in sospensione e non a contato con le radici o col substrato aiuterà ad evitare l&#8217;accesso di materiale all&#8217;interno del sistema di irrigazione.</p>


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