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	<title> &#187; coltivazione</title>
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		<title>Coltivare fragole: tutto quello che devi sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare fragole: serra, clima, terreno, scelta della varietà, trapianto, concimazione, irrigazione, cura e protezione delle piante di fragola
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1936" style="margin: 4px;" title="coltivare-fragole" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg" alt="coltivare fragole" width="270" height="270" /></a>da <em><a href="http://www.vivaizanzi.it" target="_blank">www.vivaizanzi.it</a></em></p>
<p>La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p>A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p>Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p><span id="more-1935"></span></p>
<p><strong>Clima</strong></p>
<p>La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p>I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p>-12°C temperatura minima letale;</p>
<p>-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p>25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p>Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p>Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p>La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p>E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p><strong>Terreno</strong></p>
<p>La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p>• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p>• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p>• reazione sub-acida;</p>
<p>• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p>• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p>• assenza di ristagni idrici.</p>
<p>La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p>L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p>Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p>La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p>Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p>Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p>Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p>• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p>• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p>• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p>• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p>• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p>Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p>L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p><strong>Trapianto</strong></p>
<p>Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p>Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p><strong>Concimazione</strong></p>
<p>La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p>Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p>Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p>Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p>L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p>• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p>• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p>• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p>• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p>• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p>Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p>Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p>Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p><strong>Irrigazione</strong></p>
<p>Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p>L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p><strong>Cure colturali</strong></p>
<p>Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p>Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p>Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Clima</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-12°C temperatura minima letale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Terreno</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• reazione sub-acida;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• assenza di ristagni idrici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Trapianto</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Concimazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Irrigazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cure colturali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<table width="60%" border="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><strong>Avversità </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><em><strong>Principio attivo</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Ficomiceti</strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Euparen<br />
Fosetil alluminio<br />
Metalaxil<br />
Propamocarb<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Oidio </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Nuarimol<br />
Penconazolo<br />
Pirazofos (*)<br />
Triforine<br />
Zolfo bagnabile Bayer</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Marciumi (Botrite)</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Iprodione<br />
Procimidone<br />
Vinclozolin</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Antracnosi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Afidi </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos<br />
Piretro (naturale)<br />
Pirimicarb</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Tripidi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Acefate<br />
Folithion<br />
Tamaron<br />
Mesurol</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Acari </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Peropal<br />
Clofentezine<br />
Dicofol<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nottue </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Mesurol<br />
Dipterex liquidi<br />
Triclorfon</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nematodi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Dazomet (*)<br />
Nemacur granulare</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Malerbe</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Glufosinate ammonio<br />
Setossidim<br />
Quizalofop etile<br />
Difenamide</strong></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><em>(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il<br />
controllo del tecnico del Centro di Iotta.</em></span></p>
<p><em>Il nome Zanzi viene da sempre associato alle piante da frutto, alle centinaia di varietà divulgate in Italia e nei Paesi mediterranei dall’opera incessante, faticosa, ma soddisfacente, dei fondatori dei Vivai Zanzi. Oltre all’introduzione delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, occorre riconoscere anche il contributo dato da questa &#8220;famiglia di agricoltori&#8221; alla diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito in modo significativo alla specializzazione della moderna frutticoltura.</em></p>
<p><em>Contatta Vivai Zanzi offre spedizioni tramite corriere con comodo pagamento contrassegno, per un minimo di 1 cassa per varietà (mediamente 700 piante).</em></p>
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		<title>Orto Urbano</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 12:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto Nazionale Orti Urbani divulga le esperienze di orti gestiti da cittadini presenti sul territorio nazionale. L'Orto in città risparmio, ortaggi genuini e socializzazione
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<p>Si tratta in genere di piccoli lotti di terreno (tra i 40 e i 65 mq.) di proprietà comunale da adibire ad orti e giardinaggio ricreativo ed assegnati in comodato ai cittadini richiedenti, che li coltivano per consumi familiari. Possono essere anche luoghi adatti allo svolgimento di attività didattiche per i più giovani.</p>
<p>La passione per la coltivazione casalinga dell’orto coinvolge allo stesso modo ambo i sessi e piace ai giovani, giacché è praticato da più di uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l&#8217;interesse aumenta con l&#8217;età e raggiunge quasi la metà degli over 65.</p>
<p>Tratto da: <a title="orti urbani" href="http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani" target="_blank">http://www.campagnamica.it/stili-sostenibili/progetto-nazionale-orti-urbani</a></p>
<p>Clicca sul link per leggere il post originale e consultare i pdf con le le dieci esperienze di partenza nelle diverse città italiane.</p>
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		<title>Vanzo Floreale</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 15:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vanzo Floreale a Villa Giustiniani, Padova. Esposizione di articoli per il giardinaggio, vivaisti, florovivaisti, amanti della botanica. Ortensie, bulbose, rose antiche, iris.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em></em></span><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale,  l’appuntamento dedicato agli appassionati del giardinaggio tornerà con la V edizione nel tradizionale e prestigioso parco secolare di  Villa <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/vanzo-floreale.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1859" style="margin: 4px;" title="vanzo-floreale" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/vanzo-floreale.jpg" alt="vanzo-floreale" width="432" height="288" /></a>Giustiniani, di San Pietro Viminario , Padova &#8211;  sabato 17 e domenica 18 settembre 2011. Vanzo Floreale sceglie l’autunno, la stagione migliore per il giardino: per preparare i terreni, per mettere a dimora bulbi, nuove piante,  in attesa della primavera per dare il meglio delle fioriture.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E’ già in piena attività la selezione degli espositori: vivaisti, florovivaisti, artigiani per garantire una qualità  richiesta dai visitatori sempre più esigenti e  alla ricerca di idee, suggerimenti e suggestioni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">In omaggio all’antico roseto del parco,  da sempre orgoglio e passione di Roberta e Lorenzo Giustiniani, la  rosa resta la protagonista dell’esposizione con le ultime collezioni:  rose antiche, botaniche e moderne. Presenti inoltre le ortensie a fioritura autunnale, le bulbose a fioritura invernale, le iris, le graminacee ornamentali e le erbacee perenni. E ancora  agrumi e ricche collezioni di  aromatiche; frutti antichi e recuperati,  particolare attenzione alla mela in   una straordinaria  esposizione di specie insolite. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span id="more-1858"></span><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Accanto ai vivaisti il meglio di creazioni artigianali per la casa di campagna e il giardino, dall’arredo all’abbigliamento, alle insolite decorazioni floreali, agli attrezzi e alle pitture botaniche. E ancora conserve, spezie e confetture biologiche.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale, oltre a un’importante esposizione, conferma la sua vocazione alla crescita della sensibilità e della cura per il Verde e per il territorio proponendo un ricco calendario  culturale: L’Ordine degli  Agronomi e Forestali aprirà il programma, anche per questa edizione,  con un convegno sul Parco Storico. Grande interesse raccolgono sempre le conversazioni sulle ultime novità editoriali di giardinaggio. Sono già in scaletta “All’ombra delle farfalle” di Francesca Marzotto Caotorta e  “Eva Mameli Calvino” di  Elena Macellari.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’etnobotanico, Prof. Antonio Todaro, dell’Università di Padova, propone invece un curioso incontro “papaveri, ortiche ed erbe popolari nelle canzoni di Fabrizio de André”. Un modo affascinante per far conoscere le piante spontanee ricordandole nelle canzoni del celebre cantante.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Molte le associazioni culturali presenti rivolte alla conservazione delle antiche tradizioni e al recupero di coltivazioni in via di estinzione. Un’occasione divertente per raccogliere informazioni consigli e scambiare semi di piante insolite.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vanzo Floreale il 17/18 settembre l’occasione per salutare la fine dell’estate e festeggiare l’autunno con le sue suggestioni.</span></span></span></p>
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		<title>Coltivazione del tabacco in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 10:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Lavoriamo per il futuro della tabacchicoltura", incontro sul futuro della coltivazione di tabacco in Italia. La produzione di tabacco italiano: tavola rotonda.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/pianta-di-tabacco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1838" style="margin: 4px;" title="pianta di tabacco" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/pianta-di-tabacco.jpg" alt="pianta di tabacco" width="180" height="211" /></a>Il futuro delle coltivazioni di tabacco italiane, tra le migliori a livello mondiale, è legato allo sviluppo delle ricerca e alla sostenibilità di  un settore che in Italia impiega oltre 60.000 addetti che arrivano a  200.000 con l&#8217;indotto (comprese le rivendite di tabacchi) e che tuttavia  soffre anche per l&#8217;impatto delle normative europee.</p>
<p>Sono i temi  principali affrontati oggi in un convegno che si è svolto a Città di  Castello, in provincia di Perugia, nel cuore dell&#8217;Umbria, terza regione  per produzione di tabacco con le sue 17.000 tonnellate annue.</p>
<p><span id="more-1837"></span></p>
<p>L&#8217;incontro dal titolo &#8221;Lavoriamo per il futuro della  tabacchicoltura&#8221; ha fatto il punto sul progetto di ricerca, avviato nel  2010, che ha visto il coinvolgimento di Ismea, Università di Napoli Federico II, Università di Perugia, e Unitab.  Il dibattito, cui hanno partecipato studiosi, politici e imprenditori,  si è incentrato sulle proposte avanzate dalla Commissione europea, in  particolare dalla direzione generale Sanco, per la revisione della  Direttiva sui prodotti di tabacco, e ancora si è parlato di costi di  produzione e di malattie che minano qualità e quantità dei tabacchi.</p>
<div><!-- .leogoo { width: 200px; overflow: hidden; text-align: left; float: left; background-color: rgb(255, 255, 255); border: 1px solid rgb(177, 177, 177); margin: 0px 10px 0px 0px; }.leogoo_by { font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 10px; font-weight: bold; color: rgb(69, 69, 69); border-bottom: 1px dotted; }.leogoo_by a { color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_by a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_title { width: 200px; font-family: Georgia,Times New Roman,serif; font-size: 12px; font-weight: bold; color: rgb(0, 51, 153); }.leogoo_title a { color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: none; }.leogoo_title a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: underline; }.leogoo_description { width: 200px; font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 11px; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 15px; }.leogoo_url { font-family: Arial,Verdana,Tahoma; font-size: 11px; font-style: italic; color: rgb(69, 69, 69); }.leogoo_url a { color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; }.leogoo_url a:hover { background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(69, 69, 69); text-decoration: none; } -->&#8220;Il primo obiettivo è ridurre i costi di produzione&#8221; ha detto Oriano  Gioglio, direttore di Unitab. in rappresentanza dei produttori di  tabacco. Infatti, ha spiegato Gioglio, &#8220;i tabacchicoltori si trovano in  grandi difficoltà dopo la fine degli aiuti comunitari che coprivano il  50% del valore della produzione. E&#8217; ovvio comunque che il mercato deve  fare di più&#8221;. Sul fronte normativo, a livello europeo, ha continuato  Gioglio &#8220;l&#8217;Italia sta cercando di fare fronte comune con i paesi  produttori di tabacco ma preoccupano alcune modifiche che se approvate  darebbero un colpo ai nostri tabacchicoltori soprattutto campani&#8221;.</p>
<p>In particolare desta allarme il divieto di utilizzo degli ingredienti per la produzione delle sigarette che  rischia di annullare la produzione di varietà Burley, coltivata  soprattutto in Campania e destinata alle sigarette &#8216;American Blend&#8217;,  composte da miscele di diverse qualità che necessitano di essere  combinate con ingredienti. Altro punto nodale delle modifiche della  Commissione Ue la introduzione del &#8216;pacchetto generico&#8217; che prevede  pacchetti di sigarette tutti uguali, in tinta unita, al quale la filiera  italiana del tabacco è ostile.</p>
<p>Il dibattito nella cittadina umbra si è imperniato anche sulla  ricerca scientifica sia per l&#8217;uso razionale dell&#8217;acqua, affrontato da  Enrico Fratteggiani, sia sulla lotta alle orobanche, parassiti del  tabacco nell&#8217;intervento di Astolfo Zoina, docente dell&#8217;Università  Federico II di Napoli. Inoltre, sono stati illustrati anche i risultati  dell&#8217;indagine sui costi di produzione del tabacco Bright e  l&#8217;individuzione di best practice dal prof Antonio Perri dell&#8217;Università  di Perugia.</p>
<p>Infine, hanno partecipato a un&#8217;interessante tavola rotonda, tra gli  altri l&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura dell&#8217;Umbria Fernanda Cecchini, il  parlamentare Walter Verini (Pd), la professoressa Ventura  dell&#8217;Università di Perugia e il presidente di Un.I.Tab. Roberto Di Menno  Di Bucchianico.</p>
<p><em>fonte: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Sostenibilita-e-sviluppo-della-ricerca-per-il-futuro-delle-coltivazioni-di-tabacco-italiane_311927521272.html" target="_blank">adnkronos</a></em></p>
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		<title>Floro-vivaismo in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 12:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I migliori espositori per la prima e più completa mostra-mercato di floro-vivaismo alla TRE GIORNI PER IL GIARDINO. Appuntamento al Parco del Castello di Masino a Caravino
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Tre-Giorni-per-il-Giardino-©-G.Lovera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1782" style="margin: 4px;" title="Tre Giorni per il Giardino " src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Tre-Giorni-per-il-Giardino-©-G.Lovera.jpg" alt="Tre Giorni per il Giardino " width="345" height="242" /></a>Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’Accademia Piemontese del Giardino sono lieti di presentare la 20ª edizione della TRE GIORNI PER IL GIARDINO &#8211; I migliori espositori per la prima e più completa mostra-mercato di floro-vivaismo</p>
<p>Appuntamento imperdibile al Parco del Castello di M asino a Caravino (TO) dove si festeggerà da giovedì 28 aprile a domenica 1 maggio 2011 &#8211; la ventesima edizione della “Tre giorni per il giardino”, la prima e più completa manifestazione floro-vivaistica nazionale per giardini e terrazzi, da anni sinonimo di qualità ed eccellenza, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente I taliano sotto l’ accurata regia dell’ Architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’ Accademia Piemontese del Giardino. Vent’ anni caratterizzati da un’ esponenziale crescita di consenso sia da parte del pubblico &#8211; che vi partecipa sempre più numeroso ed entusiasta &#8211; sia da parte degli espositori – anch’ essi in aumento costante &#8211; che vedono nella “ Tre giorni” un’ eccezionale vetrina dove proporre le loro collezioni migliori.</p>
<p><span id="more-1781"></span></p>
<p>Vista l’ alta affluenza di pubblico registrata negli anni scorsi, anche quest’anno la mostra-mercato durerà quattro giorni, durante i quali oltre 140 vivaisti italiani e stranieri accuratamente selezionati e altamente qualificati porteranno a Masino il meglio delle loro produzioni e tante novità per la nuova stagione. Giovedì 28 aprile la manifestazione sarà aperta al pubblico solo al pomeriggio, dalle ore 14 alle 18, mentre venerdì 29, sabato 30 aprile e domenica 1 maggio l’ orario sarà dalle ore 10 alle 18.</p>
<p>Una vera e propria festa del “verde” per esperti, appassionati di fiori e amanti della natura interessati a un giardinaggio innovativo e al tempo stesso rispettoso delle esigenze ambientali, resa ancora più piacevole dall’incantevole fioritura del cosiddetto “Giardino delle Nuvole” &#8211; composto da circa 7.000 piante di candide Spireae Van Houttey donate al FAI dalla Fondazione Zegna e messe a dimora cinque anni fa nel parco del Castello su progetto di Paolo Pejrone &#8211; e dalla visita al settecentesco labirinto di carpini restaurato e inaugurato nella primavera del 2009, un vasto e misterioso rompicapo botanico situato alla fine dell&#8217;antico viale di accesso.</p>
<p>M olte le categorie esposte a M asino, tra cui piante annuali, biennali e perenni da fiore; piante decorative per la foglia; alberi e arbusti per il giardino e il terrazzo in vaso e in zolla, piante da bacca; piante aromatiche officinali; piante da frutta e da orto; piante acquatiche; piante cactacee e succulente; piante alpine e da roccia; agrumi e piccoli frutti; frutti antichi; sementi rare. Tante anche le nuove proposte di questa edizione: dalle nuove collezioni di iris americani, gigli in vaso, clematis, campanule, ninfee, petunie, ortensie, digitalis e lobelie alle rose a bassa manutenzione per giardini naturali, dagli ibridi di loto alle erbe commestibili rare, dalle fuchsie resistenti al freddo alle piante cinesi e giapponesi per l’ombra, dalle rarissime orchidee di montagna alle varietà di peschi antichi selvatici, mirtilli siberiani, patate blu in vaso e ben 75 varietà di antiche piante di pomodoro.</p>
<p>Oltre a piante e fiori, in esposizione a Masino anche cesteria e intrecciati, prodotti e attrezzi per la cura del verde, piscine naturali, sculture in legno, prodotti ornitologici, nidi e colombaie, vasi decorati, serre, arredi e tende, editoria specializzata, abbigliamento da giardino. Inoltre sarà possibile acquistare genuini prodotti dell’orto di primavera &#8211; quali asparagi verdi e bianco-rosati, insalatine, rapanelli, fragoline e tutti i sapori e i profumi dell’orto.</p>
<p>Per i più piccoli: durante le giornate di sabato 30 aprile e domenica 1 maggio verranno organizzati per i bambini divertenti laboratori ludico-didattici dal titolo “Con le mani nella terra, i piccoli giardinieri crescono”, tenuti da Nadia Nicoletti, esperta di didattica orticola nonché autrice di libri di grande successo, quali “ L’ insalata era nell’ orto” e “ Lo sai che i papaveri” (Salani Editore). Tante le attività proposte ai bimbi presenti, tra cui la costruzione di un mini-orto e di una mangiatoia per uccelli da portare poi a casa.</p>
<p>Orario:</p>
<p>- Giovedì 28 aprile: apertura solo pomeridiana dalle ore 14 alle 18.</p>
<p>- Da venerdì 29 aprile a domenica 1 maggio: dalle ore 10 alle 18.</p>
<p>Ingresso:</p>
<p>- Biglietto per la sola manifestazione: Adulti € 7,00; Bambini (4-12 anni) € 4,50; Possessori Carta Musei Piemonte € 5,50; Iscritti FAI € 3,00; Residenti gratuito. Nel pomeriggio di giovedì 30 aprile ingresso gratuito solo per Iscritti FAI e Soci dell’Accademia Piemontese del Giardino.</p>
<p>- Biglietto cumulativo manifestazione + visita al Castello: Adulti € 10,00; Bambini (4-12 anni) € 5,50; Possessori Carta Musei Piemonte € 5,50; Iscritti FAI € 3,00; Residenti gratuito.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>FAI – Castello di Masino, Caravino (TO) tel. 0125-778100; e-mail: faimasino@fondoambiente.it</p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI : <a href="www.fondoambiente.it" target="_blank">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa FAI :</p>
<p>Elisabetta Cozzi &#8211; tel. 02-467615220; e.cozzi@fondoambiente.it</p>
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		<title>Seminario bonsai e suiseki</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/10/19/seminario-bonsai-e-suiseki/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seminario-bonsai-e-suiseki</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 10:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[bonsai]]></category>
		<category><![CDATA[botanica]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[hobby]]></category>

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		<description><![CDATA[Stage di tecniche per l'arte del bonsai e del suiseki presso VersOriente, con esperti orientalisti e membri dell'Unione Bonsaisti Italiani
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/bonsai_suiseki_locandina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1674" style="margin: 4px;" title="bonsai_suiseki" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/bonsai_suiseki_locandina.jpg" alt="bonsai_suiseki" width="195" height="194" /></a>L&#8217;arte giapponese della disposizione delle pietre naturali, un’arte raffinata e antichissima per riscoprire la vera bellezza della Natura.</p>
<p><strong>Il termine suiseki in giapponese significa &#8220;pietra &#8211; acqua&#8221;</strong> ed indica l’arte di raccogliere pietre trovate in natura e disporle per creare paesaggi in miniatura o composizioni astratte di particolare forza evocativa. Non tutte le pietre trovate in natura possono diventare <strong>suiseki</strong>, ma debbono possedere particolari caratteristiche: innanzitutto una notevole carica espressiva, forme particolari e caratterizzanti (kata), nonchè struttura (shitsu) e colori (iro) evocativi, che siano in grado di attrarre il fruitore spingendolo alla contemplazione.</p>
<p>Lo stage intensivo offre un primo approccio teorico e pratico all’arte del suiseki. Alcuni esperti orientalisti dell&#8217;Università La Sapienza di Roma introdurranno l&#8217;argomento, mentre il docente fornirà le basi concettuali e storiche per comprenderne appieno i fondamenti, nonché le <strong>tecniche </strong>e le istanze <strong>per permettere di realizzare un suiseki</strong>.</p>
<p><span id="more-1673"></span></p>
<p><strong>DOCENTE</strong></p>
<p><strong>Marino Nikpal</strong>, docente bonsai e suiseki, membro dell’Unione Bonsaisti Italiani (<a href="http://www.ubibonsai.it" target="_blank">www.ubibonsai.it</a>), l’unica Associazione nazionale oltre a quella giapponese, ad avere riconoscimenti di Stato (“PREMIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI DELLA REPUBBLICA ITALIANA”e “PREMIO DELLA SEGRETERIA DI STATO ALLA CULTURA DI SAN MARINO”) e dell’Associazione Italiana amatori del Suiseki  (<a href="http://www.aias-suiseki.it" target="_blank">www.aias-suiseki.it</a>). Vive e lavora a Livorno, dove gestisce il Centro Culturale Bonsai Labronico. Particolarmente attivo nella promozione dell’<strong>arte del Suiseki</strong>, ha avuto occasione di conoscere i personaggi italiani ed internazionali più rappresentativi del panorama suisekista. Si occupa anche di <strong>Bonsai su roccia (Ishizuki)</strong>, espressione che considera una simbiosi tra le due arti.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>- La  storia</p>
<p>- L’origine del nome Suiseki</p>
<p>- Il materiale</p>
<p>- La forma</p>
<p>- La classificazione</p>
<p>- L’esposizione</p>
<p>- Nozioni di base per realizzare un Daiza</p>
<p><strong>DATA: IL PRIMO STAGE SI SVOLGERA’ IL 6 E 7 NOVEMBRE 2010 PRESSO VERSORIENTE, VICOLO CELLINI 17 ROMA.</strong></p>
<p><strong>LO STAGE &#8220;BONSAI&#8221;</strong></p>
<p>Un’occasione unica per riappropriasi della dimensione naturale nella propria vita quotidiana, anche in piccoli spazi.</p>
<p><strong>Il bonsai</strong> è al contempo la massima espressione dell’ambiente naturale e il risultato ultimo delle cure e della pratica di chi lo ha coltivato. Questa forma d’arte è stata in grado, negli anni, di valicare confini di ordine geografico e culturale proprio per la natura stessa della sua bellezza, in grado di soddisfare il senso estetico di ognuno indipendentemente dalla cultura di appartenenza</p>
<p>Rispetto alle altre piante, al bonsai si aggiunge il valore intrinseco di conservare l’individualità spiccata della pianta, evocando al contempo uno scenario naturale di dimensioni più vaste o una forma di bellezza astratta.<strong> Nel bonsai la semplice bellezza di una pianta assume un significato propriamente artistico</strong>: VersOriente offre la possibilità di approcciarsi a questa raffinata arte grazie ad uno dei maggiori esperti bonsaisti italiani, attraverso una serie di incontri teorici e pratici, introdotti da esperti orientalisti dell&#8217;Università La Sapienza di Roma.</p>
<p>Un’occasione unica per riappropriasi della dimensione naturale nella propria vita quotidiana, anche in piccoli spazi.</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Domenica 14 Novembre, I lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : fase conoscitiva e approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Cenni storici, Bonsai in Giappone e in Italia, breve classificazione degli alberi e riconoscimento, cenni di botanica e fisiologia degli alberi, I cinque stili base, gli attrezzi.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Impariamo a maneggiare e ad utilizzare gli attrezzi, applicazione pratica-teorica del filo di rame, cenni di modellatura.</p>
<p>Domenica 15 Gennaio II lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Argomenti trattati:</p>
<p>Gli altri stili bonsai, Come scegliere un albero, tecniche di potatura, elementi di estetica applicati al bonsai.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale)</p>
<p>Domenica 13 marzo III lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>La legna secca, il rinvaso, i substrati, la concimazione, innaffiatura, malattie, avversit¨¤ e prevenzione.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale)</p>
<p>Domenica 5 Giugno IV lezione</p>
<p>Ore 09,30 &#8211; 13,00 : approccio teorico all’arte Bonsai</p>
<p>Come mantenere la propria collezione bonsai, le mostre, giudicare un esemplare, il tokonoma e l’esposizione formale del bonsai.</p>
<p>Ore 14,30 &#8211; 17,30: approccio pratico al bonsai</p>
<p>Disegniamo il nostro albero, workshop: applicazione del filo di rame e modellatura (gli allievi potranno portare proprie piante e attrezzature, o all’occorrenza sarà messo a disposizione del materiale), allestimento del Tokonoma</p>
<p>DOCENTE</p>
<p>Antonio Gesualdi è <strong>artista bonsaista</strong>. Ha iniziato la sua bonsai-do quando all’età di 11 anni sua madre gli donò un libro di tecniche bonsai. Nel 1995 si iscrisse all’Arbores Bonsai Club, e sotto la guida di bonsaisti quali Angelo Santoriello ed altri si è avviato al mondo del professionismo .Nel 2000, prende la carica di Presidente dell’A.B.C., e nel 2005 fino al 2007 inizia una collaborazione con il Progetto Futuro bonsai School, gestendo il distaccamento per il centro-sud Italia. A Gennaio 2008 fonda la Scuola bonsai del Mediterraneo, e nel frattempo entra a far parte del consiglio direttivo dell’ U.B.I. (Unione Bonsaisti Italiani). Coadiuvato anche da trascorsi artistici nell’ambito delle arti figurative,  il Bonsaismo è per Antonio Gesualdi espressione Artistica,  comunicativa ed estro. Oggi vive, lavora e studia all’interno dell’AI-KI Bonsai En (Giardino bonsai dell’armonia e dell’energia), Il suo modo di fare bonsai si può definire &#8220;integrale&#8221; dove ad un attento iter tradizionale, ravvisabile nell’esposizione e nel senso estetico, sobrio e minimalista, tipico del wabi-sabi, affianca i criteri innovativi e avanguardistici derivanti da una continua ricerca stilistica e figurativa applicati alla didattica ed alla formazione nella Scuola Bonsai del Mediterraneo.</p>
<p><strong>INFO E ISCRIZIONI:</strong></p>
<p>VersOriente</p>
<p>vicolo Cellini 17, 00186 Roma</p>
<p>tel. 06.68.93.506</p>
<p>info@versoriente.net</p>
<p><a href="http://www.versoriente.net" target="_blank">www.versoriente.net</a></p>
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		<title>Coltivare funghi Porcini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 15:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare funghi porcini in casa. E' possibile? La coltivazione del fungo porcino è nei sogni di molti ma è sicuramente di difficile realizzazione.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>fungo porcino</strong> è uno dei funghi più popolari in cucina, amatissimo per la sua versatilità e per il suo sapore unico.<a rel="attachment wp-att-1649" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/09/20/coltivare-funghi-porcini/coltivare_porcini/"><img class="alignright size-full wp-image-1649" style="margin: 4px;" title="coltivare_porcini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/coltivare_porcini.jpg" alt="coltivare funghi porcini" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Col nome di <strong>Porcino</strong> si fa normalmente riferimento ad un fungo del genere Boletus, di aspetto tozzo  e spesso di grandi dimensioni. E&#8217; un fungo simbionte e gregario, comune nei boschi di castagni e querce, nelle abetaie e nelle faggete.</p>
<p>La <strong>raccolta dei funghi nei boschi</strong> è un&#8217;attività praticatissima e pertanto regolata in molte zone da regolari controlli per prevenire l&#8217;impoverimento o la deturpazione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Non tutti ovviamente hanno la possibilità di andare personalmente a raccogliere i propri porcini. E nemmeno le capacità: la ricerca richiede una certa abilità, esperienza e conoscenza del territorio.</p>
<p>La cernita poi va fatta con attenzione, visto che il rischio di intossicazione in caso di consumo di funghi non mangerecci è molto alto e può avere gravissime conseguenze.</p>
<p><span id="more-1648"></span></p>
<p>Insomma, i<strong> funghi porcini</strong> non sono così facili da portare in tavola, se non pagando prezzi spesso salatissimi al negozio di fiducia, sperando non si tratti di prodotti importati da remote regioni.</p>
<p>Ecco quindi che tornerebbe utilissimo produrseli in casa. Molte persone si chiedono <strong>come coltivare funghi porcini</strong> per hobby e magari per guadagno. Ebbene, la natura del <strong>fungo porcino</strong> non ce lo permette così facilmente.</p>
<p>Non esiste infatti un <strong>substrato coltivabile pronto all&#8217;uso</strong>, come accade per altri funghi come gli <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/" target="_blank">champignon o gli shiitake</a>. Ne&#8217; è semplice <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2007/04/13/la-coltivazione-dei-funghi/" target="_blank">allestire una fungaia</a> adatta.</p>
<p>Come abbiamo accennato i porcini sono simbionti, ovvero vivono in uno stretto rapporto di scambio con gli alberi. Il micelio del fungo si collega alle radici traendone sostanze nutritive già sintetizzate dalla pianta, come zuccheri ed amidi, rilasciate perchè prodotte in esubero.</p>
<p>L&#8217;apparato radicale si nutre attraverso al micelio come se quest&#8217;ultimo fosse un prolungamento delle radici, sfruttando così una zona molto più vasta e provvedendo maggiore nutrimento all&#8217;albero.</p>
<p>Le micorrize contribuiscono a rendere l&#8217;apparato radicale più forte, robusto, e resistente.</p>
<p><strong>E&#8217; dunque impossibile coltivare funghi porcini?</strong></p>
<p>No, ma è abbastanza complicato da ricordare da vicino la <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/01/28/tartufi-e-tartufaie/" target="_blank">coltivazione del tartufo</a>.</p>
<p>Si deve infatti localizzare un ambiente il più simile possibile a quello naturale quanto ad <strong>illuminazione, temperatura ed umidità</strong>. Qui si pianteranno alberi artificialmente micorrizati con <strong>spore di fungo porcino</strong> da ditte specializzate.</p>
<p>Anche il terreno deve avere le caratteristiche ideali e per ottenere buoni risultati è bene utilizzare terriccio che abbia già in passato dato vita a <strong>funghi porcini</strong>.</p>
<p>Per vedere i primi risultati bisogna attendere qualche anno.</p>
<p>L&#8217;intero procedimento è molto oneroso e il prezzo dei funghi non basta ad ammortizzarlo, come accade invece nel caso dei tartufi.</p>
<p>Ecco perchè <strong>la coltivazione del fungo porcino</strong> è una nicchia di mercato ristretta e a tutt&#8217;oggi l&#8217;unica alternativa alla raccolta resta l&#8217;acquisto.</p>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>L&#8217;Aquila, nascono gli Orti Urbani</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città. L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell&#8217;Aquila ed il [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i  dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1522" title="orto_urbano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg" alt="orto urbano" width="400" height="300" /></a>del tessuto sociale della città.</p>
<p>L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/LAquila-nascono-gli-Orti-Urbani-nei-nuovi-insediamenti-del-progetto-CASE_486808876.html" target="_blank">Adnkronos</a>) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in  merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi  insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune  dell&#8217;Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  sono giunti a stipulare un Protocollo d&#8217;Intesa.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato ad Assergi, dall&#8217;Assessore Comunale competente,  Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida  all&#8217;Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in  materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell&#8217;esperienza  profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la  gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei  nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2,  Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito  3), secondo  i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione del tessuto sociale della città.</p>
<div><span id="more-1521"></span></div>
<div>
<p>&#8221;La creazione degli Orti Urbani &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Moroni &#8211;  è accompagnata da forte attesa da parte delle comunità, a vantaggio  delle quali è stata concepita quale stimolo a ricreare uno spirito di  aggregazione positiva ed efficace. Esprimo dunque piena soddisfazione  per la sinergia avviata e per l&#8217;opportunità di collaborare, in questa  prima fase di realizzazione degli Orti, con l&#8217;Ente Parco, con il quale  il Comune dell&#8217; Aquila condivide obiettivi e missione e del quale è nota  l&#8217;affidabilità in termini di impegno e know how&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per il Parco &#8211; ha aggiunto Diaconale &#8211; si tratta di una nuova  opportunità di mettere a frutto le competenze dell&#8217;Ente, dedicandole ad  un progetto importante per implicazioni sociali, quale contributo al  rafforzamento dell&#8217;identità della cittadinanza aquilana. Dal Protocollo  d&#8217;Intesa scaturirà immediatamente un Avviso Pubblico destinato a tutti i  residenti del progetto C.A.S.E. nelle cui aree verdi è presente una  zona destinata agli Orti Urbani&#8221;.</p>
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		<title>Le malattie del pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1516" style="margin: 4px;" title="malattie del pomodoro" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/tomatoes.jpg" alt="malattie del pomodoro" width="265" height="261" /></a>Coltivare pomodori è un po&#8217; un classico: non c&#8217;è orto dove manchi questa pianta, sia esso all&#8217;aperto, in serra o sul balcone di casa.</p>
<p>Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e  parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.</p>
<p>Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.</p>
<p>E &#8216;importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito,  prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e  peperoni sono sensibili agli stessi problemi.</p>
<p>Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi  e come procedere.</p>
<p><span id="more-1515"></span></p>
<h3>Malattie del Pomodoro &#8211; Fogliame</h3>
<ul>
<li> <strong>Ruggine</strong> la cosiddetta Ruggine può colpire il fogliame,   gli steli e i frutti del pomodoro. Sintomi: macchie scure con anelli  concentrici si sviluppano a partire dalle foglie più vecchie. La superficie  fogliare circostante diventa gialla. Le foglie più giovani possono cadere lasciando i frutti esposti al sole. I pomodori presentano macchie nere.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Trattamento preventivo a base di fungicida specifico (fine maggio, da ripetere dopo due settimane).   Rimuovere le piante colpite e raccogliere tutte le foglie e i pomodori caduti non appena siano visibili i primi sintomi. Questo fungo colpisce soprattutto all&#8217;aperto.</li>
<li> <strong>Muffa grigia delle foglie: </strong> riguarda solo le foglie del  pomodoro, a partire da quelle più vecchie. Sintomi: Piccole macchie  scure visibili su entrambe le facce  delle foglie. Le macchie  hanno un colore grigio marrone, ma spesso nella parte superiore della foglia assumono contorni  gialli. La parte centrale delle parti colpite si secca, alla fine le foglie cadono, i frutti non si sviluppano. E&#8217; una malattia molto grave.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Un clima caldo, umido e scarsamente arieggiato incoraggia la mattia. Migliorare quindi la circolazione dell&#8217;aria. Rimuovere tutte le piante colpite, somministrare prodotto specifico.</li>
<li> <strong>Pronospora</strong> colpisce sia le foglie che i frutti dei  pomodori, e si propaga rapidamente. Sintomi: compaiono macchie grigie sulle foglie che presto seccano. Un  anello di muffa bianca a volte si sviluppa attorno alle macchie,  soprattutto in caso di pioggia.  Striature scure possono apparire sugli steli. Macchie scure si presentano anche sui frutti, sia maturi che acerbi.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> E&#8217; molto difficile porre rimedio, meglio ricorrere a prodotti preventivi. Le piante malate vanno asportate immediatamente. Una buona circolazione dell&#8217;aria riduce sensibilmente il rischio di infestazione.</li>
<li> <strong>Septoriosi</strong>: E&#8217; a volte scambiata per  la peronospora. Sulle foglie si presentano macchie circolari grigie con puntini al loro interno. Possono manifestarsi anche larghe macchie marroni. Le foglie più vecchie cadono quasi subito.<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Allontanare le piante colpite e le loro parti. Sebbene si tratti di una patologia abbastanza aggressiva è fortunatamente rara.</li>
<li> <strong>Verticillium:</strong> Le foglie ingialliscono, presentano ingiallimento e necrosi, appassimento. La causa è un fungo del terreno, che  può colpire la maggior parte delle piante. La rotazione delle colture e la selezione di  varietà resistenti è fondamentale. I sintomi comprendono inoltre: perdita di  turgore della chioma nelle ore più calde della giornata e recupero durante la notte, macchie tra le venature delle foglie più vecchie. Questo fungo inibisce la capacità della pianta di assorbire l&#8217;acqua  e le sostanze nutritive .<br />
<strong>Cosa fare:</strong> Rimuovere le piante colpite e bruciarle, scegliere  varietà resistenti, ruotare spesso le colture</li>
<li><strong>Eccesso di Azoto: </strong>Le foglie si arricciano verso l&#8217;alto, il colore può scurirsi.<br />
<strong> Cosa fare</strong>: Controllare la dose dei fertilizzanti, sciacquare il substrato con annaffiature di sola acqua.</li>
</ul>
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