Colture indoor: fai da te o negozio?

idroponica fai-da-tePremettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l’autosufficienza e l’iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.

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L’Aquila, nascono gli Orti Urbani

L’accordo affida all’Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione orto urbanodel tessuto sociale della città.

L’Aquila, 3 giu. – (Adnkronos) – Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell’Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono giunti a stipulare un Protocollo d’Intesa.

L’accordo, firmato ad Assergi, dall’Assessore Comunale competente, Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida all’Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell’esperienza profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2, Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito 3), secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città.

Le malattie del pomodoro

malattie del pomodoroColtivare pomodori è un po’ un classico: non c’è orto dove manchi questa pianta, sia esso all’aperto, in serra o sul balcone di casa.

Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.

Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.

E ‘importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito, prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e peperoni sono sensibili agli stessi problemi.

Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi e come procedere.

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Tra pomi e fiori, florovivaismo in mostra

tra pomi e fioriA Calvi dell’Umbria (TR) nei giorni 11 e 12 Settembre 2010,mostra-mercato di florovivaismo “Tra pomi e fiori ”. L’evento, il primo del genere svoltosi in Umbria e giunto alla sua X edizione, avra’luogo nel centro storico che nei due giorni della manifestazione sara’animato dalla presenza di vivaisti selezionati,provenienti da diverse regioni italiane che metteranno a disposizione dei visitatori le loro produzioni e la loro esperienza , tali da soddisfare un po’tutti gli appassionati di giardinaggio e del mondo del verde.

Nelle vie e nelle piazze del centro gli agrumi, le rose  le piante da frutto, i rampicanti, gli arbusti inusuali, le succulente, le carnivore, le tillantsie, le orchidee,  le peonie ,le acidofile,le erbacce perenni,le salvie ,i pelargoni e quanto altro la stagione puo’ offrire faranno a gara per offrire uno scenario verde davvero speciale.

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Orto in balcone: come progettarlo senza stress

organizzare orto Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.

Se l’idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.

Ad ognuno il suo spazio

Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?

Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.

Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.

Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.

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Coltivare orchidee in idroponica

Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un’incredibile varietà di forme e colori.

Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.

Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l’acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c’è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura.
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Evitare le malattie nelle colture indoor

mosca biancaMantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :
-un’umidità moderata, attorno al 60-70%.
-acqua di origine sicura. Se l’acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell’uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d’acqua
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E’ indispensabile quindi un’accurata ispezione della pianta madre.

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Propagazione: semi e talee

piantina idroponica

foto: eurohydro.com

Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l’ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.
Inoltre l’utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.

La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.

Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio cubi di rockwool o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l’umidità avrà un valore stabile attorno all’80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una serretta di plastica.

Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.

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Irrigazione su diversi substrati

Coltivando in NFT l’afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. annaffiare

Sebbene alcuni lascino sempre attiva la pompa è consigliabile una programmazione ad intervalli che garantisca 10-20 irrigazioni all’ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.

Se il medium è la perlite è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.

Se la soluzione viene somministrata dall’alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per l’argilla, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.

L’acqua tende comunque a creare dei “canali” all’interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.

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Organizzare al meglio la growroom

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Norme generali

Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.

I contenitori devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz’altro una parte del potenziale della pianta.
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell’assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.

-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l’adeguata aerazione è indispensabile.
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell’aria ed incoraggiare la crescita delle radici.

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