Coltivare orchidee in idroponica

Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un’incredibile varietà di forme e colori.

Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.

Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l’acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c’è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura.
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Evitare le malattie nelle colture indoor

mosca biancaMantenere una rigida tabella di manutenzione e pulizia è essenziale per ottenere buoni risultati ed evitare malattie.
Altri accorgimenti per mantenere le piante in buona salute sono :
-un’umidità moderata, attorno al 60-70%.
-acqua di origine sicura. Se l’acqua arriva da un pozzo o un lago va sterilizzata prima dell’uso. In ogni caso è bene non conservarla più di qualche giorno (riponetela in un luogo fresco e buio).
-substrato drenante e attenzione ai ristagni d’acqua
-mantenimento costante dei fattori ambientali per evitare shock alla pianta (temperatura, umidità, ventilazione, pH, EC, luce, nutrienti)
-materiale sterile. Semi e talee devono provenire da fonte certa, tenendo anche presente che molti patogeni hanno periodo di incubazione abbastanza lunghi. E’ indispensabile quindi un’accurata ispezione della pianta madre.

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Propagazione: semi e talee

piantina idroponica

foto: eurohydro.com

Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l’ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.
Inoltre l’utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.

La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.

Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio cubi di rockwool o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l’umidità avrà un valore stabile attorno all’80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una serretta di plastica.

Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.

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Irrigazione su diversi substrati

Coltivando in NFT l’afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. annaffiare

Sebbene alcuni lascino sempre attiva la pompa è consigliabile una programmazione ad intervalli che garantisca 10-20 irrigazioni all’ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.

Se il medium è la perlite è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.

Se la soluzione viene somministrata dall’alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per l’argilla, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.

L’acqua tende comunque a creare dei “canali” all’interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.

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Organizzare al meglio la growroom

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Norme generali

Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.

I contenitori devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz’altro una parte del potenziale della pianta.
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell’assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.

-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l’adeguata aerazione è indispensabile.
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell’aria ed incoraggiare la crescita delle radici.

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Coltivare indoor per la salute

Le nostre nonne avevano ragione: una ricerca conferma che le piante possono effettivamente diminuire l’inquinamento presente negli ambienti chiusi.

Considerando la quantità di tempo che oggi passiamo in casa e al lavoro dobbiamo temere particolarmente l’inquinamento da ozono, il gas noto per la sua azione di barriera ai dannosi raggi UV.

Questo gas, tanto utile nella stratosfera per evitare dall’effetto serra, concentrandosi al suolo pu diventare un serio rischio per la salute.

L’esposizione prolungata può portare infatti all’edema polmonare, un’affezione seria che negli Stati Uniti causa due milioni di morti all’anno.

Ricerche condotte della Pennsylvania State University stabiliscono l’utilit di alcune comuni piante da appartamento nell’abbassare i livelli di ozono in ambienti indoor.

Economiche, di facile manutenzione, e sicuramente pi pratiche di un filtro ai carboni attivi, piantine decorative come sansevieria, chlorophytum e scindapsus preservano case ed uffici dall’accumulo di gas dannosi.

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Realizzare compost fai da te

Tratto da pianteamiche.com

Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere, compostrealizzarlo non è affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.

COSA E’ IL COMPOST

Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante, simile all’humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata compostaggio.

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Action Mutant: led nel terrario delle carnivore

Tratto dal blog Action Mutant

Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?led-illuminazione-piante-carnivore
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa  per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.

Come funzionano ?
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri.  La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.

Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).
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Coltivare funghi in casa

di shesparticular (aka Kate Jackson)

funghi shiitake

funghi shiitake

I funghi forniscono una buona fonte di proteine ed altri nutrienti, oltre ad essere gustosi. Io ho scelto di coltivare le mie qualità preferite: Shiitake e Oyster. Si tratta di funghi assai diversi tra loro quanto a sapore e aspetto.

Ovviamente ci sono tantissime altre varietà tra cui scegliere, la maggior parte delle quali possono essere coltivate senza grossi problemi seguendo gli stessi criteri. Sarà sufficiente informarsi sul tipo di substrato preferito dal vostro fungo e sarete a posto.

Il medium di coltivazione sarà scelto anche in base allo spazio a disposizione, oltre alla varietà di funghi da coltivare.
Io ad esempio vivo in un monolocale in città, senza spazio esterno, e non ho quindi molto spazio da dedicare alla coltivazione nel mio appartamentino.

Si possono trovare online molti kit completamente pronti per avviare la coltivazione.
Il substrato è composto da segatura, mais o trucioli in sacchi o scatole; oppure ci sono vecchi ceppi di legno preinoculati con le spore. Avendo tempo e spazio e la possibilità di procurarsi pezzi di legno di ciliegio o rovere si può anche provare ad inoculare da se’ le spore.
Io ho deciso di fare un po’ a modo mio e, come vedrete, di utilizzare anche un rotolo di carta igienica.

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Orto biologico a Buckingham Palace

buckingham_palaceLa regina Elisabetta II è nota per la sua frugalità, che ora viene confermata: la sovrana ha creato un piccolo orto negli immensi giardini di Buckingham Palace, un ‘orticello di guerra’ che non si vedeva vicino alle reali mura proprio dalla Seconda guerra mondiale.

Una tendenza – quella del ‘coltiva i tuoi ortaggi’ – che sta prendendo sempre più piede nella Gran Bretagna colpita dalla recessione. Ma anche un esempio dato da Michelle Obama, la nuova First Lady americana che con la regina ha stretto un ottimo rapporto, che nei giardini della Casa Bianca ha da mesi piantato un orto biologico. Così accanto al laghetto, all’eliporto e ai campi da tennis dove re Giorgio VI sfidava il campione Fred Perry, gli ospiti reali potranno ora ammirare un riquadro dove i giardinieri reali coltivano fagioli, fagiolini, porri e rape.

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