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	<title> &#187; coltivazione in acqua</title>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2008/04/22/acquaponica-australiana/' rel='bookmark' title='Acquaponica australiana'>Acquaponica australiana</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/07/27/foraggio-idroponico/' rel='bookmark' title='Foraggio idroponico'>Foraggio idroponico</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[guide]]></category>
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		<category><![CDATA[bricolage]]></category>
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		<category><![CDATA[idroponica base]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica semplificata]]></category>
		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida alla costruzione, passo per passo, di un impianto idroponico da installare sul balcone di casa.
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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/21/idoponica-un-sistema-casalingo-parte-2/' rel='bookmark' title='Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)'>Idoponica: un sistema casalingo (parte 2)</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/05/10/ortaggi-sul-balcone-di-casa/' rel='bookmark' title='Ortaggi sul balcone di casa'>Ortaggi sul balcone di casa</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" style="margin: 4px;" title="idroponica_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg" alt="idroponica in casa" width="378" height="564" /></a></em>Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della          democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande  popolo che gli si          parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn,          la grandiosa capitale del regno azteca.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla  fine di questo          popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che  colpì i soldati          più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un  probabile ex          contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i  suoi occhi          rimanendo presumibilmente alquanto scosso.<br />
La capitale del regno azteco infatti          sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi  carente di terreno          fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco  contando che si presume          vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così,  ingegnandosi con ciò che          la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare  una tecnica di          coltivazione a &#8220;radice fluttuante&#8221; che consisteva nello  sfruttamento dell&#8217;acqua          del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti.  Vere e proprie          zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono  l&#8217;ossatura di questo          sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra  posizionata sulle          zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento  alle piante          nell&#8217;acqua sottostante.<br />
<span id="more-1545"></span> Questa è brevemente la storia che costituisce il punto di  partenza per il nostro          esperimento odierno: la coltivazione a radice fluttuante&#8230;sul  poggiolo di casa!          Con questa nuova rubrica ci prefiggiamo di seguire passo dopo  passo la creazione          di questo piccolo orto nel tentativo, o ancor meglio nella  speranza, di avere un          sufficiente raccolto da poter dichiarare utilizzabile e  consigliabile          l&#8217;istallazione di un sistema simile nelle proprie case.</p>
<p><strong>Primi passi</strong><br />
Ed ecco una breve introduzione della nostra riproduzione di  queste Chinampas              versione poggiolo di casa 2010.</p>
<p>Ovviamente il nostro sarà un  sistema a ciclo              chiuso con la sistemazione di una tubatura che ospiterà al  suo interno i vasetti              con le piante. Il tutto sarà collegato ad un recipiente con  un motorino ad              immersione che pomperà l&#8217;acqua necessaria ad alimentare le  piante. Solo l&#8217;acqua              non sarebbe sufficiente e dopo i primi giorni di  istallazione del sistema sarà              necessario &#8220;alimentare&#8221; l&#8217;acqua con prodotti biologici  ricchi dei principali              elementi necessari alle piante per svilupparsi quali Azoto,  Potassio etc.<br />
Non vi lasciate spaventare dall&#8217;apparente difficoltà di questi  primi passi: il              grosso del lavoro consiste nella costruzione del sistema che  prende circa 6 ore,              poi si passa ad una più soft e divertente cura quotidiana  che ruba al massimo 10              minuti del vostro tempo.  Innanzitutto ecco un elenco del  materiale necessario per          lanciarsi in questo esperimento:<br />
- tubi di scarico (quelli usati dagli idraulici facilmente recuperabili  nei fai              da te) Costo : 35/50 euro a seconda delle dimensione. Nel  nostro esperimento la              lunghezza totale è circa 4,50 metri.<br />
- 26 vasetti di plastica. Costo : 8 euro<br />
- recipiente per l&#8217;acqua di ricircolo capacità di 25/30 litri<br />
- motorino ad immersione  (consumo nullo 9 W ) costo 15 euro.<br />
- tubi (costi di 3/4 euro a seconda delle dimensioni)<br />
- silicone (per tappare eventuali perdite)<br />
- trapano per creare lo spazio per le piante.</p>
<p>Come potete          facilmente vedere la foto ad inizio articolo  lascia poco spazio a dubbi e  perplessità. I tubi,          forati con il trapano, hanno lasciato lo spazio ai vasetti che  sono per metà          inseriti dentro.</p>
<p>In fondo a destra il recipiente che contiene  l&#8217;acqua e tra          qualche giorno le sostanze nutritive per le piante. Dal  recipiente ecco spuntare          i due tubi: il piccolo che si dirige a sinistra che inizia il  circolo &#8220;virtuoso&#8221;          e il tubo grosso di scarico del sistema: per non affaticare il  motorino è stato          sistemato il tutto in maniera tale da sfruttare al meglio la  gravità.</p>
<p>Questa          settimana abbiamo avuto problemi con il vento maligno che ha  importunato          vistosamente le piante di pomodoro costrette all&#8217;equilibrismo  per rimanere in          sella mentre effetti positivi li abbiamo avuti con una  irrigazione mattina/sera          tramite un semplice spruzzino che ha garantito il giusto mix di  umidità e          rinfresco senza rovinare la superficie dei vasetti ancor troppo  piccoli per          ricevere direttamente l&#8217;acqua dall&#8217;innaffiatoio.</p>
<p>Oggi, 26  aprile, abbiamo invece          iniziato l&#8217;alimentazione vera e propria delle piante tramite  l&#8217;utilizzo di          prodotti specifici contenenti gli elementi chimici basilari per  lo sviluppo          delle piante coltivate in idroponica. Potassio, Calcio, Magnesio  sono solo          alcuni degli elementi che aiuteranno le nostre piante a  crescere, si spera,          forti e sane. Niente paura, questi &#8220;integratori energetici&#8221;,  costano          relativamente poco (6 euro per due bottiglie da 1,5 litri una) e  rendono          tanto..almeno questa è la speranza!<br />
Infine, ultima azione svolta ma prima  nell&#8217;importanza complessiva del progetto,              abbiamo realizzato una struttura per garantire a zucchine e  pomodori di crescere              e svilupparsi appoggiandosi ad un intreccio di corde fissate  a loro volta a              quattro supporti fissi. Un lavoro invasivo dal punto di  vista estetico essendo              ancora priva del verde che ci auguriamo lo possa ricoprire  ma basilare per poter              garantire un futuro sviluppo sano delle nostre piante.              Complessivamente si vedono dei miglioramenti generali delle  piantine anche se le              radici non hanno ancora raggiunto l&#8217;acqua che scorre sotto  di loro.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo              aspetto è basilare contando che, senza terra, le piante  necessitano di un              contatto continuo con l&#8217;acqua.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="https://docs.google.com/File?id=dg66jrsg_69dfwrvqhk_b" alt="" width="332" height="222" />Ecco che il nostro orto prende forma: la struttura  aiuterà i          nostri virgulti a crescere ! Il serbatoio, in fondo al poggiolo a  destra, è          stato coperto per evitare che i raggi del sole entrino  direttamente in contatto          con l&#8217;acqua riscaldandola eccessivamente.</p>
<p>P.S. abbiamo acquistato anche un ossigenatore da acquario e  lo abbiamo inserito              nel serbatoi : un oggetto necessario per combattere le  possibili muffe capaci di              crearsi all&#8217;interno del tubo principale. Piccoli  accorgimenti utili per              aumentare la percentuale di successo di questo esperimento.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/" target="_blank"><strong>(CONTINUA&#8230;)</strong></a></p>
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		<title>Idroponica a scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 12:26:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[idroponica semplificata con la tecnica deep water utilizzando vecchi banchi di scuola.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell&#8217;esempio di idroponica semplificata:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg"><img class="aligncenter" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg" alt="idroponica a scuola" width="690" height="514" /></a><span id="more-1538"></span></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1540" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg" alt="idroponica a scuola" width="620" height="432" /></a></p>
<p>&#8220;Buongiorno,</p>
<p>vi mando delle foto del progetto che ho realizzato anche grazie ai vostri consigli scambiati sul blog, si tratta di un  orto idroponico deep water realizzato per i bambini delle elementari  riutilizzando dei vecchi  banchi da scuola, se conoscete qualcuno che  potrebbe essere interessato fatemi sapere, sarò lieto di cederli il  progetto per vedere se funziona a lungo termine.</p>
<p>Cordiali Saluti</p>
<p>giacomo  piovan&#8221;</p>
<p>per contatti: since_at_hotmail.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La pulizia degli idrosistemi</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/la-pulizi-degli-idrosistemi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-pulizi-degli-idrosistemi</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:45:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>

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		<description><![CDATA[Come manutenere in maniera ottimale i sistemi idroponici. Con quale frequenza lavarli e come agire per mantenerli in perfette condizioni nel tempo.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1385" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg"><img class="size-full wp-image-1385" title="idrosistemi in serra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/idrosistemi-in-serra.jpg" alt="" width="247" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Qualunque sia la tecnica di coltivazione l&#8217;igiene è sempre fondamentale.<br />
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l&#8217;accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.<br />
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.<br />
Le operazioni di svuotamento dell&#8217;impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:</p>
<p>-il tubo che dalla pompa porta all&#8217;impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.</p>
<p>-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l&#8217;acqua defluisce grazie alla forza di gravità.</p>
<p>-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.</p>
<p><span id="more-1384"></span>La soluzione nutriente residua può essere utilizzata nel vostro giardino per sfruttare i nutrimenti rimasti, ma non va dispersa nelle fognature, nella sabbia o in generale nell&#8217;ambiente circostante in quanto dannosa per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Svuotando il serbatoio si coglierà l&#8217;occasione per una buona pulizia generale, sciacquando con cura tubi, filtri, <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompe</a> ed irrigatori. Anche il substrato e le radici sono soggetti ad accumuli di calcare e sali e andranno lavati.</p>
<p>Per operare al meglio si procede così. Dopo avere svuotato il sistema e rimosso manualmente ogni accumulo o sporcizia visibile, si riempie parte del serbatoio con acqua pulita a <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">pH basso</a> ( valore attorno 5-6. L&#8217;acqua osmotica non necessita correzioni) e si attiva la pompa, lasciando che l&#8217;acqua scorra e ripulisca il tutto.<br />
Se il substrato è accessibile può essere lavato con una gomma da giardino.<br />
La pulizia sarà garantita dal <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">valore EC dell&#8217;acqua</a> reflua, che non dovrà essere molto superiore a + 0.5mS rispetto a quella utilizzata per risciacquare.</p>
<p>Esistono diversi prodotti appositi per l&#8217;igiene degli impianti, da utilizzare durante la manutenzione o durante il normale ciclo di coltivazione per prevenire incrostazioni.</p>
<p>Fra un ciclo e l&#8217;altro la pulizia dovrà essere particolarmente profonda con rimozione di tutto il materiale, lavaggio accurato del substrato con acqua acida (pH 5 o inferiore), smontaggio e controllo piccole parti, utilizzo di disinfettante (soluzione di cloro o acqua ossigenata) e risciacquo finale.<br />
Tempi e modalità dipendono dal tipo e dalla dimensione del sistema.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Misurare il grado di acidità (pH)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acidità]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[misurazione del pH]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore del pH (o grado di acidità) nelle coltivazioni indoor, soprattutto idroponiche. Come misurarlo e come regolarlo.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1371" class="wp-caption alignleft" style="width: 302px"><a title="radici sane in idroponica" rel="attachment wp-att-1371" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/misurare-il-grado-di-acidita-ph/racines-dps-a/"><img class="size-full wp-image-1371 " style="margin: 4px;" title="redici sane in idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/racines-DPS-A.jpg" alt="radici sane in idroponica" width="292" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>In sistemi a ricircolo il valore del pH andrebbe rilevato su base giornaliera, poiché le variazioni nella soluzione nutritiva apportate dalle piante stesse possono causare fluttuazioni importanti.<br />
In ogni caso, è indispensabile la misurazione ogniqualvolta vengano aggiunti dell&#8217;acqua o dei fertilizzanti.</p>
<p>Per mantenere l&#8217;acidità stabile si può ricorrere all&#8217;uso di nutrienti che offrano un “<a href="http://italgrow.com/correzione_ph_ph_down_con_tamponi_1l_product-97-177.aspx" target="_blank">effetto cuscinetto” o buffer</a>, e ad una regolazione della temperatura (inferiore ai 30 gradi) e dell&#8217;umidità (superiore al 50%)  tale da ridurre l&#8217;eccessiva evaporazione.</p>
<p>Per effettuare la misurazione si procederà, come per l&#8217;EC, a mescolare bene la soluzione e a prelevare un campione con un contenitore pulito.<br />
E&#8217; bene non effettuare misurazioni subito dopo l&#8217;aggiunta di fertilizzanti o regolatori dell&#8217;acidità.</p>
<p><span id="more-1370"></span>A questo punto si può optare per un <a href="http://italgrow.com/ph_ph_test_manuale_product-60-520.aspx" target="_blank">tester manuale</a> o uno elettronico.</p>
<p>Il tester manuale è molto semplice: basterà riempire la provetta che troverete nella confezione con il vostro campione, versare alcune gocce di reagente e aspettare alcuni secondi.<br />
L&#8217;acqua si colorerà assumendo una tinta variabile tra il giallo (pH basso) e il blu (pH alto) passando per l&#8217;arancio, il rosso e il verde.<br />
Sarà sufficiente accostare la provetta alla scala cromatica fornita per stabilire il valore del pH.<br />
Si tratta di un sistema facile, veloce ed economico, ma non molto accurato. Molte persone inoltre hanno problemi nel distinguere con chiarezza i colori.</p>
<p>Il <a href="http://italgrow.com/ph_cat-60.aspx" target="_blank">tester elettronico</a> si presenta simile a quello per l&#8217;EC. Anche qui dovremo calibrare lo strumento, tarandolo con l&#8217;ausilio di due buste di liquido a pH bilanciato.<br />
L&#8217;elettrodo andrà immerso prima nell&#8217;una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluz_calibrante_ph4_busta_20ml_product-95-522.aspx" target="_blank">(pH 4)</a> e tarato, poi sciacquato con acqua distillata e immerso <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluz_calibrante_ph7_busta_20ml_product-95-523.aspx" target="_blank">nella seconda busta (pH 7</a>), quindi tarato nuovamente. Segue un secondo risciacquo.<br />
Ora lo strumento è pronto, e basterà immergerlo nel campione di soluzione per ottenere la misurazione.</p>
<p>Solitamente l&#8217;acqua tende ad essere alcalina. In ogni caso sarà sufficiente l&#8217;aggiunta di prodotti appositi <a href="http://italgrow.com/correzione_ph_cat-97.aspx" target="_blank">(pH down e pH up) </a>per portarla ai valori ottimali (5-6, per la maggior parte delle piante).</p>
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		<item>
		<title>Misurazione dell&#8217;EC, PPM e TDS in idroponica</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[gestione growroom]]></category>
		<category><![CDATA[idroponia]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione dell'ec]]></category>
		<category><![CDATA[no soil]]></category>

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		<description><![CDATA[misurazione dell'EC (elettroconduttività) in idroponica, e spiegazione del significato di PPM e TDS.
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<p>In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all&#8217;alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.<br />
Per mantenere stabile e sotto controllo l&#8217;equilibrio della soluzione è necessario <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a> o conduttività.</p>
<p>Questo valore è l&#8217;unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell&#8217;acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.<br />
Per <a href="http://italgrow.com/conduttivit_cat-58.aspx" target="_blank">rilevare l&#8217;EC</a> si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.</p>
<p><span id="more-1366"></span>Questo strumento va prima di tutto calibrato, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;apposito liquido bilanciati che ne permette la taratura. In sintesi sarà sufficiente immergere l&#8217;elettrodo in una <a href="http://italgrow.com/soluzioni_calibrazione_soluzione_calibrante_ec_1_413_500ml_product-95-944.aspx" target="_blank">soluzione a EC calibrato a 1,43 mS</a> e impostare lo strumento, come specificato sulle istruzioni, premendo semplicemente un tasto.</p>
<p>Una volta effettuata questa operazione l&#8217;elettrodo va sciacquato in acqua distillata, così come dopo ogni misurazione.<br />
Si potrà poi procedere a mescolare la soluzione e a prelevare un campione utilizzando un contenitore ben pulito.<br />
Il valore di EC va monitorato con particolare attenzione nei sistemi a ricircolo, anche se la maggior parte delle piante ha una tolleranza piuttosto elevata.</p>
<p>Il valore di EC consigliato va elevandosi a seconda dello stadio di crescita, a causa delle differenti esigenze ( 0.6 -1 per talee e piantine, 1.5 – 3 fase vegetativa, 1.5 -2.5 per la fioritura).</p>
<p>Le unità di misura utilizzate nella misurazione della conduttività sono varie ed è indispensabile badare a quale viene fatto riferimento se vogliamo seguire ad esempio il valore consigliato sulle etichette dei fertilizzanti.</p>
<p>Troviamo infatti:<br />
mS, ovvero milli-siemens per centimetro<br />
µS , ovvero micro-siemens per centimetro<br />
ppm , ovvero parti per milione. Questa unità si usa per stabilire il valore TDS, ovvero la quantità totale di sali dissolti. I misuratori che se ne avvalgono contengono un software che trasforma il valore EC in una stima approssimativa di TDS.</p>
<p>Quasi tutti gli strumenti permettono di scegliere l&#8217;unità di misura. Nel caso quella segnalata sui vostri fertilizzanti non fosse contemplata potrete fare voi stessi la conversione utilizzando questa tabella:</p>
<p>uS : 1000 = mS<br />
mS x 1000 = uS</p>
<p>Il valore TDS è ottenuto moltiplicando il valore di elettro conduttività (l&#8217;EC, espresso in mS o uS) per un ipotetico fattore di conduttività al fine di dedurre approssimativamente la concentrazione di sali.<br />
Siccome l&#8217;acqua non ha sempre le stesse caratteristiche (acqua dura, morbida, con nutrienti, di pozzo, osmotica&#8230;) questo fattore incognita dovrebbe variare di volta in volta per adattarsi al tipo di soluzione da misurare (es. 500 per l&#8217;acqua pura, 650 per acqua alcalina, eccetera) e anche all&#8217;unità di misura utilizzata per misurare l&#8217;EC (fattore=550 se l&#8217;EC è misurato in mS, fattore=0,55 se misurato in uS).</p>
<p>Spesso inoltre  il valore TDS viene assegnato per convenzione partendo dal presupposto che l&#8217;acqua sia pura, utilizzando un fattore di conduttività di 500: ma questo è improbabile in idroponica, dove avremo una soluzione nutritiva ricca di nutrienti e il fattore in questione dovrebbe essere 800 (se l&#8217;EC è stato misurato i mS, 0,8 se è stato misurato in uS).</p>
<p>Questo rende di fatto questo metodo impraticabile per chi non abbia già approfondite conoscenze sulla tipologia e la qualità dell&#8217;acqua, il che nel nostro caso sarebbe assurdo.</p>
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		<item>
		<title>Frutta e verdura idroponica sullo scaffale</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 10:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[fuori suolo]]></category>
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		<category><![CDATA[no soil]]></category>
		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Futurlab propone serre idroponiche all'interno dei supermercati inglesi.
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Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.<br />
L&#8217;idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.<br />
All&#8217;interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant&#8217;altro.<br />
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.<br />
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l&#8217;utilizzo di substrato.<br />
<span id="more-1172"></span>Se questo tipo di coltura alla portata dell&#8217;utente finale dovesse essere avviata si taglierebbero i costi di trasporto e stoccaggio al punto da rendere i prodotti idroponici molto più convenienti di quelli tradizionali.<br />
Inoltre il minore inquinamento prodotto e il risparmio idrico  potrebbero garantire un&#8217;etichetta di eco-compatibilità come valore aggiunto.all&#8217;ortofrutta in questione.<br />
Lucy MacLennan, Managing Director della catena di negozi inglesi Sainsbury, ha accolto con entusiasmo la novità, evidenziando come tale coltivazione potrebbe migliorare la qualità del cibo consumato.</p>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 10:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diffusione di gadget poco funzionali per la coltivazione idroponica casalinga possono fuorviare il consumatore da quella che è la coltura fuori suolo praticata in maniera seria. Segnaliamo le false pubblicità e i prodotti inutili.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;E come spesso accade in questi casi entrambi si avviano a braccetto verso gli affollati lidi dell&#8217;inutilità.<a rel="attachment wp-att-1077" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/11/il-design-incontra-la-coltivazione-idroponica/micro-idroponica/"><img class="alignright size-full wp-image-1077" title="micro-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/micro-idroponica.jpg" alt="micro-idroponica" width="160" height="160" /></a></p>
<p>Dopo il drammatico <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/04/11/meravigliose-inutili-modernita/" target="_blank">Hydroponic Garden</a>, ecco <a href="http://www.coolest-gadgets.com/20090727/power-plant-growing-machine/" target="_blank">qui</a> un nuovo simpatico gadget dedicato alla coltivazione di piantine aromatiche e fiori.</p>
<p>Vorreste forse esporre agli occhi critici dei vostri ospiti banali vasetti di terra? Magari vorreste germinare in antichi, obsoleti, esteticamente inappaganti blocchetti di torba, rockwool o altri pratici materiali?</p>
<p>Macchè. Il trend è quello dell&#8217;oggetto di design, quindi spendete le vostre 35 sterline (40 euro circa, più spese di spedizione) e compratevi questo oggetto a metà tra il tostapane e la <a href="http://a.imagehost.org/0507/Electric_Kettle.jpg" target="_blank">teiera elettrica</a>, che grazie ad un&#8217;avanzata tecnologia concepita addirittura dalla NASA (cioè l&#8217;idroponica) vi permetterà di germinare i vostri semini (non compresi).</p>
<p><span id="more-1076"></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1078" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/11/il-design-incontra-la-coltivazione-idroponica/powerplant/"><img class="alignleft size-full wp-image-1078" title="powerplant" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/powerplant.jpg" alt="powerplant" width="245" height="154" /></a>Addirittura promette ottimi risultati anche a chi non è dotato del famoso pollice verde.</p>
<p>In realtà il <a href="http://www.coolest-gadgets.com/20090727/power-plant-growing-machine/" target="_blank">Power Plant Growing Machine</a>, dall&#8217;altisonante nome, altro non è che un minimale, microscopico idrosistema.</p>
<p>In pratica in serbatoio viene dapprima riempito con acqua, che va ad irrigare tramite uno spruzzatore la spugna posta nella fessura in alto.</p>
<p>Appena i germogli sono spuntati all&#8217;acqua va aggiunto il fertilizzante, fornito nella confezione, e il gioco è fatto.</p>
<p>A questo punto viene rimossa la preziosa strisciolina di cartone in dotazione, che era stata posta a copertura dei semini, e sui tre virgulti vengono posti dei coperchietti di plastica a simulare miniature di serra.</p>
<p>Questo oggetto dalle dimensioni irrisorie permette la coltivazione di tre piante molto piccole, e potrebbe anche essere un accettabile giocattolo se non fosse per qualche pecca, come ad esempio la finestra laterale nel serbatoio per monitorare il livello dell&#8217;acqua. Questa farà filtrare la luce disturbando lo sviluppo delle radici e favorendo il dilagare di alghe all&#8217;interno di un contenitore troppo stretto per un&#8217;agevole pulizia.</p>
<p>Questo tipo di gadget purtroppo vengono promossi sbandierando le caratteristiche della coltura fuori suolo: la possibilità di coltivare anche in zone ostili, la sperimentazione NASA, superossigenazione, semplicità d&#8217;uso coniugata ad alta tecnologia; ci si ritrova poi fra le mani un pezzo di plastica equivalente ad un contenitore da microonde con un ossigenatore, solo meno pratico per via della forma improbabile e trenta volte più costoso.</p>
<p>Il rischio legato alla diffusione di questi giocattoli, che spesso si rivelano assai deludenti nei risultati, è quello di confondere ancora di più le idee del consumatore, che potrebbe associare un brutto regalo di Natale finito nella pattumiera con la coltivazione idroponica, quella vera.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VFk4M5rn2t4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/VFk4M5rn2t4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Se hai segnalazione di altri articoli di varia inutilità idroponica o non sei d&#8217;accordo riguardo al Power Machine, sei come sempre libero di commentare o scrivere una mail a redazione at giardinaggioindoor dot it.</p>
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		<title>BioSevia, biologico in terra ed idroponica</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 08:51:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Biosevia è il pimo prodotto bioponico, che permette cioè una coltura idroponica organica e biologica.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1071" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_terra/"><img class="alignleft size-full wp-image-1071" title="biosevia_terra" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_terra.jpg" alt="biosevia_terra" width="209" height="256" /></a></p>
<p>I pregi dell&#8217;idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.<br />
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.<br />
Il cruccio degli amanti dell&#8217;idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.<br />
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell&#8217;agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.</p>
<p>Il problema è stato studiato a fondo dall&#8217;azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.<br />
<span id="more-1059"></span> <a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_grow/"><img class="size-full wp-image-1064 alignleft" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_grow.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="131" height="250" /></a>Punti di forza sono l&#8217;assimilabilità e la solubilità molto elevate, che rendono il prodotto rapidamente degradabile e pronto per essere assorbito <a rel="attachment wp-att-1062" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/04/biosevia-biologico-in-terra-ed-idroponica/biosevia_bloom/"><img class="alignright size-full wp-image-1062" title="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/biosevia_bloom.jpg" alt="biosevia-fertilizzante-biologico-idroponico" width="115" height="250" /></a>dalla pianta in qualunque tipo di sistema: a radici nude o in presenza di substrato.<br />
Il risultato ottenuto è eccellente, anche considerando che si tratta di un nutrimento concentrato e quindi utilizzabile in dosi ridotte. Sicuramente sarà apripista per una serie di prodotti simili, poichè nessuna azienda vorra farsi mancare a catalogo un fertilizzante biologico per idroponica.</p>
<p>Sull&#8217;onda del successo di BioSevia è stato lanciata in questi giorni una linea parallela: si tratta di BioSevia Terra, dedicata appunto a quei coltivatori che preferiscono il substrato tradizionale.<br />
La formula ricalca le caratteristiche della serie per idroponica, e rende possibile preparare in anticipo la soluzione e utilizzare l&#8217;irrigazione automatica.<br />
L&#8217;impiego di concimi biologici, come abbiamo già detto, rende difficoltoso lasciare la soluzione pronta senza che gli elementi in sospensione precipitino a depositarsi sul fondo. Il rischio è quello di una soluzione nutritiva sbilanciata o povera, di sistemi di riigazione ostruiti, e soprattutto col caldo del proliferare di batteri.<br />
Ecco quindi dove BioSevia Terra interviene: alta solubità, elevata concentrazione, pochi residui, il tutto in un prodotto bicomponente (crescita e fioritura) di semplice utilizzo.</p>
<p>BioSevia, sia nella formulazone classica che specifica per terra, è conforme al regolamento europeo sulla coltivazione biologica.</p>
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		<title>L&#8217;arte della coltivazione in interni</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2006 14:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scelta del sistema idroponico più adeguato alle proprie esigenze: a gocciolamento, NFT, ebb and flood, aeroponico.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di William Texier</em><img class="alignright size-medium wp-image-122" style="border: 1px solid black; margin: 1px;" title="pomodori fatti in casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/12/draft_lens1826270module8038047photo_tomatos.jpg" alt="" width="121" height="161" /></p>
<p>Durante gli ultimi 20 anni, i progressi nella tecnica della coltivazione indoor sono stati talmente notevoli da elaborare i primi prototipi nati per impiego industriale per ottenere sistemi idroponici dal prezzo e dalle dimensioni contenuti, idonei anche al semplice appassionato che potrà tranquillamente utilizzarli sul balcone, sulla veranda, oppure in casa davanti ad una finestra o sotto una luce artificiale.<br />
Se lo spazio a disposizione è molto, non manca l&#8217;offerta di sistemi da serra, per permettere un ricco , sano e  abbondante raccolto, da distribuire tra amici e conoscenti o da rivendere.<span id="more-36"></span><br />
E&#8217; fatto noto che in idroponica la qualità del prodotto  è superiore per sapore, resa, rapidità di sviluppo, sfruttamento delle potenzialità della pianta, e ovviamente offre la certezza di una pianta  non trattata con sostanze pericolose per la salute.</p>
<p>Poiché questi sistemi hanno una grande scorta di acqua, si potrebbe pensare che le piante siano quasi autosufficienti, e che scegliendo questa tecnica di coltivazione si non sia necessario dedicare molto tempo alle nostre piantine, ma non è così: il loro metabolismo infatti è più veloce e richiede cure.<br />
Le motivazioni che spingono verso l&#8217;idroponica non vanno cercate nella mancanza di tempo per badare all&#8217;orto tradizionale, ma nella ricerca di un risultato di qualità superiore.<br />
In effetti, l&#8217;argomento è spesso fonte di una certa confusione, dovuta anche ad un certo uso disinvolto dei termini: per idro coltura, ad esempio, s&#8217;intende di solito un sistema passivo, che si avvale di accessori quali gocciolatori.<br />
L&#8217;idroponica è una tecnica dinamica, che sfrutta l&#8217;uso di pompe per creare un ricircolo di soluzione nutritiva e di ossigeno.<br />
Vediamo quali sono i sistemi più comuni, classificati approssimativamente in quattro categorie a seconda della tecnologia usata:</p>
<div id="attachment_1409" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1409" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2006/11/21/larte-della-coltivazione-in-interni/a_perdere/"><img class="size-thumbnail wp-image-1409" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="sistema con gocciolatore" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/A_PERDERE-150x120.jpg" alt="sistema con gocciolatore" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>Sistemi a gocciolamento:</p>
<p>Partendo da una linea principale, piccoli tubi di plastica portano ad intervalli regolari, scanditi da un timer,  l&#8217;elemento nutritivo ad ogni singola pianta.<br />
Si tratta di un sistema sviluppato in lunghezza, composto da vassoi rettangolari contenenti lastre di substrato neutro, come la fibra di cocco, sulle quali sono adagiati cubi di rockwool in cui la pianta è radicata.<br />
Un serbatoio posto nella parte inferiore convoglia l&#8217;acqua in eccesso e a seconda del sistema, la rimette in circolo o la espelle.<br />
Questo tipo di sistema può essere anche molto piccolo, 30 x 55 cm, è versatile e semplice da utilizzare anche per un principiante, in quanto entro certi limiti il medium protegge le radici dagli sbalzi d temperatura e d&#8217;umidità, e dagli errori dell&#8217;operatore.<br />
L&#8217;irrigazione è la parte più complessa: troppa acqua e le radici si decomporranno per mancanza di ossigeno, non abbastanza ed i sali si si</p>
<div id="attachment_1410" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1410" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2006/11/21/larte-della-coltivazione-in-interni/satellite/"><img class="size-thumbnail wp-image-1410" title="sistema a gocciolamento con satellite" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/SATELLITE-150x120.jpg" alt="sistema a gocciolamento con satellite" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>accumuleranno nel cubo di rockwool impedendo l&#8217;assorbimento dei nutrienti.<br />
Esiste inoltre un problema ecologico: è necessario cambiare il medium ad ogni ciclo di coltivazione, producendo rifiuti non riciclabili; se per l&#8217;amatore è una piccola noia, diventa un fattore assai importante nei paesi con una massiccia produzione in serra, come l&#8217;Olanda, dove la lana di roccia è impiegata in quantità industriali sia nella coltivazione dei fiori che dell&#8217;orto frutta.</p>
<p>Ebb e flood</p>
<p>Il sistema è solitamente di forma quadrata, composto da un vassoio forato e da un serbatoio sottostante.<br />
Ad intervalli regolari una pompa temporizzata riempie d&#8217;acqua fertilizzata il vassoio colmo di materiale di ancoraggio (lana di roccia o, meglio,  argilla, meno incline alle infestazioni d&#8217;alghe e più ecologica), dal quale poi defluisce dagli appositi fori,</p>
<div id="attachment_1411" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/EBB_FLOOD.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1411" title="EBB AND FLOOD" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/EBB_FLOOD-150x120.jpg" alt="ebb and flood" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>tornando nel serbatoio.<br />
Un sistema alternativo prevede che il vassoio resti vuoto e che le piante siano direttamente inserite in appositi buchi.<br />
Alzando e abbassando lentamente il livello dell&#8217;acqua si produce un&#8217;eccellente ossigenazione, fondamentale per la buona riuscita di una coltivazione idroponica, ma resta fondamentale una buona gestione idrica per evitare danni alla piante: nell&#8217;insieme si tratta di un sistema  che può dare grandi soddisfazioni, ma non adatto ai principianti e che richiede un po&#8217; di pratica per un risultato ottimale.</p>
<p>N.F.T (Nutrient Film Technique)</p>
<p>Sviluppato in Inghilterra da A. Cooper negli anni 60, si tratta dei primo vero sistema idroponico, semplice da assemblare con pezzi reperibili nei</p>
<div id="attachment_1412" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/NFT.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1412" title="nutrient film technique" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/NFT-150x120.jpg" alt="nutrient film technique" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>negozi di ferramenta.<br />
L&#8217;elemento nutritivo è distribuito in forma di sottile pellicola d&#8217;acqua dal flusso costante grazie ad un semplice ma ingegnoso metodo: si tratta di una tavola leggermente inclinata, montata su una struttura metallica e ricoperta da un foglio di plastica, su cui vengono disposte le piantine nei cubi di rockwool.<br />
La plastica è piegata e fissata in modo da formare una depressione centrale in cui l&#8217;acqua può scorrere, e sul fondo è presente una canaletta che convoglia il liquido irriguo nel serbatoio, da dove rientrerà in circolo.<br />
Il sistema offre buona buona ossigenazione, ma in caso di guasto l&#8217;autonomia delle piante è di poche ore, ed è sconsigliato per coltivazioni di  vegetali di grandi dimensioni per la scarsa possibilità di gestione di grosse masse radicali.</p>
<p>Ricircolo</p>
<p>Questa tecnologia è stata sviluppata simultaneamente in Israele e all&#8217;università del Davis,California, negli anni 70, ed è un metodo di coltivazione</p>
<div id="attachment_1413" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1413" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2006/11/21/larte-della-coltivazione-in-interni/aeroponica/"><img class="size-thumbnail wp-image-1413" title="AEROPONICA" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2006/11/AEROPONICA-150x120.jpg" alt="aeroponica" width="150" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>molto apprezzato e diffuso.<br />
E&#8217; un sistema a ricircolo, ecologico e senza sprechi, con un&#8217;alta autonomia.<br />
Il movimento continuo della soluzione fertilizzante garantisce ossigenazione e evita ristagni nocivi nella zona radicale.<br />
Questi sistemi sono costituiti da due secchi, incastrati l&#8217;uno nell&#8217;altro: quello superiore, da fondo bucherellato, contiene un medium d&#8217;ancoraggio, come l&#8217;argilla, mentre quello inferiore svolge la funzione di serbatoio.<br />
Nella colonna d&#8217;irrigazione, che collega i due contenitori, viene pompato aria attraverso un ossigenatore: il livello dell&#8217;acqua sale e  bagna l&#8217;argilla.<br />
Poi, per effetto della gravità stessa, il liquido si convoglia verso il fondo forato e torna nel serbatoio,  dove viene rimesso in circolo.<br />
Questo tipo di &#8220;vasi attivi&#8221; sono ideali per singole piante, che possono svilupparvici per anni e raggiungere dimensioni impressionanti, ma hanno un&#8217;autonomia di pochi giorni se non vengono dotati di un serbatoio supplementare.<br />
Per operare su più larga scala, ci si può orientare su unità modulari: si tratta di tubi, con fori in cui inserire cestelli forati colmi di argilla espansa per l&#8217;ancoraggio della piante, in cui scorre un flusso consistente ( della profondità di circa 8 cm) di soluzione nutriente.<br />
L&#8217;acqua fertilizzata viene erogata in getti, che permettono la forte ossigenazione da cui deriva il termine aeroponica, e che garantiscono una crescita realmente impressionante.<br />
Questo tipo di sistema, proposto in un&#8217;ampia varietà di misure ( da 2 x 1  metro a 30 x 7 metri), permette il riciclo di tutti i materiali impiegati,e un ottimale controllo diretto del flusso d&#8217;acqua ( con la pompa  sempre accesa o spenta durante la notte).<br />
Richiede tuttavia una certa attenzione per la temperatura del liquido, in cui le radici sono immerse totalmente, e  un ambiente ben arieggiato.</p>
<p>QUALE SCEGLIERE?</p>
<p>Per una scelta ponderata, bisogna prendere in considerazione diversi fattori: lo spazio a disposizione, gli obbiettivi da raggiungere,  i mezzi finanziari ed il tempo a disposizione per il progetto.<br />
Come regola generale, migliore è il sistema e più veloce è la crescita, ma anche più impegnativa la manutenzione.<br />
E&#8217; da prevedere una spesa iniziale considerevole, ma che verrà in fretta ammortizzata dai risultati  ottenuti.</p>
<p>Qualunque sia la scelta finale, ci sono alcune regole fondamentali a cui attenersi:</p>
<p>- ventilazione: la stanza in cui tenete le vostre piante deve essere arieggiata molto bene per eliminare l&#8217;eccesso di umidità e apportare CO2<br />
-alcuni ventilatori saranno d&#8217;aiuto per  eliminare le tasche d&#8217;aria calda e umida e il fusto delle piante più robusto.<br />
-in caso di luci artificiali va ricordato che il loro raggio d&#8217;azione è piuttosto limitato , quindi andranno tenute il più possibile vicino alle piante, facendo però attenzione a non bruciarle.<br />
la distanza consigliata varia a seconda del tipo di bulbo utilizzato.<br />
può essere utile potare i rami più bassi che ricevono poca luce.<br />
-in estate, se coltivate in uno spazio ristretto, può essere una buona idea accendere le luci di notte , approfittando del fresco.<br />
-La soluzione nutriente deve essere mantenuta più fredda possibile per mantenere alta l&#8217;ossigenazione delle radici: la temperatura ideale è attorno ai 18 C°, e il ph deve avere un valore compreso tra 5.5 e 6.5 .<br />
Il valore ideale dell&#8217;EC  è tra 0.4 e 0.8 per le talee, 1.6 per le piantine giovani, 2.0 per lo stadio vegetativo, e tra 1. e 1.8 per lo stadio di fioritura o fruttificazione.<br />
-La scelta dei nutrenti è molto importante: per definizione il medium deve essere neutro, quindi  fertilizzanti costituiscono la sola fonte di nutrimento per la pianta.<br />
deve essere completo e bilanciato, i sali devono essere puri per un migliore assorbimento, preferibilmente liquido perché non intasi le canaline.<br />
leggete con attenzione le etichette e non esitate a fare qualche test comparativo personale che personale:la fertilizzazione è un fattore che influirà moltissimo sulla vostra coltivazione.</p>
<p>PER CONCLUDERE</p>
<p>Per più di 20 anni ho coltivato le mie piante in idroponica: pianto sempre alcuni esemplari in terra, per comparare gli sviluppi.<br />
La differenza nei risultati non smette di stupirmi.<br />
Solo poche specie non danno grandi soddisfazioni con questa tecnica: di solito si tratta di piante difficili da trapiantare e richiedono di essere seminate e germinate nello stesso posto dove cresceranno.<br />
La qualità della produzione è l&#8217;obbiettivo principale del coltivatore domestico: purtroppo nessun fertilizzate specifico, che io sappia, è stato certificato come organico (anche se alcuni si fregiano di tale caratteristica).<br />
Infatti, perché un nutrimento sia organico, deve essere prodotto da organismi viventi e poi reso disponibile per il sostentamento della pianta; in idroponica, questi organismi competono con le piante per l&#8217;ossigeno, prosperano e si sviluppano al punto di colonizzare il sistema e le radici impedendone le funzioni vitali.<br />
Sono tuttavia in commercio prodotti ad alto valore nutritivo, con una resa pari o superiore ai migliori terricci.<br />
In questi anni ho fatto il possibile per ottenere un tipo di coltivazione il più possibile biologica, per quanto un intrico di tubi di plastica non richiami alla mente qualcosa di vicino alla natura: non ho mai fatto ricorso ad antiparassitari ( o, ovviamente ai diserbanti), ricorrendo agli insetti predatori per ricreare un microcosmo biologicamente differenziato: si tratta di una sfida affascinante.<br />
La coltivazione delle piante, nell&#8217;equilibrio tra tecnologia e rispetto della natura, dona grandi soddisfazioni e grandi risultati: spero possiate scoprirlo in prima persona.</p>
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