La pulizia degli idrosistemi

foto: eurohydro.com

Qualunque sia la tecnica di coltivazione l’igiene è sempre fondamentale.
Nei sistemi idroponici particolare cura va prestata alla soluzione nutriente, che va regolarmente sostituita per evitare l’accumulo di sali, sporcizia ed eventuali patogeni. Di norma lo scarico va fatto ogni circa due settimane, tre se si lavora con acqua di osmosi, una in caso di acqua salmastra.
Il caldo intenso può rendere necessari ricambi più frequenti.
Le operazioni di svuotamento dell’impianto possono essere difficoltose, solitamente si svolgono secondo questi schemi:

-il tubo che dalla pompa porta all’impianto di irrigazione è dotato di una valvola in linea con la possibilità di deviare il flusso verso un terzo tubo di scarico.

-il serbatoio ha una pendenza sul fondo al termine della quale è presente una valvola di scarico. Aprendo la valvola l’acqua defluisce grazie alla forza di gravità.

-utilizzo di una “pompa di sentina”, pratica e leggera si può immergere al momento del bisogno nel serbatoio collegandola ad un tubo predisposto per lo scarico. Purtroppo questo tipo di pompe lasciano sempre un ristagno di circa un centimetro sul fondo, ma può essere utilizzata in associazione con metodo precedente.

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Misurare il grado di acidità (pH)

radici sane in idroponica

foto: eurohydro.com

In sistemi a ricircolo il valore del pH andrebbe rilevato su base giornaliera, poiché le variazioni nella soluzione nutritiva apportate dalle piante stesse possono causare fluttuazioni importanti.
In ogni caso, è indispensabile la misurazione ogniqualvolta vengano aggiunti dell’acqua o dei fertilizzanti.

Per mantenere l’acidità stabile si può ricorrere all’uso di nutrienti che offrano un “effetto cuscinetto” o buffer, e ad una regolazione della temperatura (inferiore ai 30 gradi) e dell’umidità (superiore al 50%)  tale da ridurre l’eccessiva evaporazione.

Per effettuare la misurazione si procederà, come per l’EC, a mescolare bene la soluzione e a prelevare un campione con un contenitore pulito.
E’ bene non effettuare misurazioni subito dopo l’aggiunta di fertilizzanti o regolatori dell’acidità.

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Misurazione dell’EC, PPM e TDS in idroponica

acquaLe piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.

In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all’alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.
Per mantenere stabile e sotto controllo l’equilibrio della soluzione è necessario monitorare l’EC o conduttività.

Questo valore è l’unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell’acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.
Per rilevare l’EC si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.

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Frutta e verdura idroponica sullo scaffale

frutta_idroponica_sugli_scaffaliRaccogliere frutta e verdura direttamente dalla pianta è il sogno di molti cittadini che sognano cibo biologico e contatto con la natura.
Nel 2019 questa potrebbe diventare una realtà in Inghilterra, dove il pubblico potrà andarsene tranquillamente al supermercato e cogliere da piante ed alberi quanto più gli aggrada.
L’idea è della Futurlab, importante azienda convinta di avere individuato un settore di investimento interessante proponendo scaffali idroponici direttamente nella grande distribuzione.
All’interno della rivendita sarebbero presenti aree-serra, dove crescerebbero funghi, fragole, patate, peperoni, insalata, pomodori, e quant’altro.
Come in qualunque reparto ortofrutta il cliente dovrà semplicemente scegliere la merce, pesarla e metterla nel carrello.
Le serre in questione sono concepite come idroponiche/aeroponiche e senza l’utilizzo di substrato.
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Il design incontra la coltivazione idroponica

…E come spesso accade in questi casi entrambi si avviano a braccetto verso gli affollati lidi dell’inutilità.micro-idroponica

Dopo il drammatico Hydroponic Garden, ecco qui un nuovo simpatico gadget dedicato alla coltivazione di piantine aromatiche e fiori.

Vorreste forse esporre agli occhi critici dei vostri ospiti banali vasetti di terra? Magari vorreste germinare in antichi, obsoleti, esteticamente inappaganti blocchetti di torba, rockwool o altri pratici materiali?

Macchè. Il trend è quello dell’oggetto di design, quindi spendete le vostre 35 sterline (40 euro circa, più spese di spedizione) e compratevi questo oggetto a metà tra il tostapane e la teiera elettrica, che grazie ad un’avanzata tecnologia concepita addirittura dalla NASA (cioè l’idroponica) vi permetterà di germinare i vostri semini (non compresi).

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BioSevia, biologico in terra ed idroponica

biosevia_terra

I pregi dell’idroponica sono ormai noti ai più. Professionisti, amatori e anche semplici curiosi si accostano a questa tecnica ogni giorno anche grazie alla diffusione di idrosistemi semplici da usare e poco dispendiosi.
Il passaparola e la facile reperibilità di informazioni e manuali aiutano il neofita ad apprendere le basi della coltivazione fuori suolo, a fare acquisti oculati e ad ottenere il massimo dalla propria coltivazione.
Il cruccio degli amanti dell’idroponica è stato per anni quello di non potere coniugare la resa e la velocità della loro coltura con un approccio biologico.
I fertilizzanti specifici per idroponica infatti sono per definizione minerali, ovvero chimici. Il nutrimento organico tipico dell’agricoltura biologica tende infatti ad intasare tubi e spruzzatori, per via delle particelle piuttosto grosse in sospensione nella soluzione. Queste particelle possono ristagnare verso il fondo e marcire, creando cattivi odori e rischio di contaminazione da patogeni.

Il problema è stato studiato a fondo dall’azienda leader nel settore General Hydroponics, che recentemente ha immesso sul mercato il primo fertilizzante con tutti i requisiti per ottenere una certificazione biologica, adatto però alle colture idroponiche: BioSevia.
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L’arte della coltivazione in interni

di William Texier

Durante gli ultimi 20 anni, i progressi nella tecnica della coltivazione indoor sono stati talmente notevoli da elaborare i primi prototipi nati per impiego industriale per ottenere sistemi idroponici dal prezzo e dalle dimensioni contenuti, idonei anche al semplice appassionato che potrà tranquillamente utilizzarli sul balcone, sulla veranda, oppure in casa davanti ad una finestra o sotto una luce artificiale.
Se lo spazio a disposizione è molto, non manca l’offerta di sistemi da serra, per permettere un ricco , sano e abbondante raccolto, da distribuire tra amici e conoscenti o da rivendere. Read more…

Idroponica: la storia

radici nel sistema amazon nutriculture

radici nel sistema amazon nutriculture

Con il termine “ idroponica” (dal greco coltivazione in acqua) si indica una tecnica agronomica che esclude il contatto delle radici con il terreno.

L’idroponica garantisce rispetto all’agricoltura tradizionale produzioni più ricche, costi minori, qualità controllata, risparmio di acqua e rispetto per l’ambiente.

E’ diffusa soprattutto in paesi, come l’Olanda, in cui vigono norme severe per impedire l’inquinamento delle falde idriche, e se ne sperimenta l’applicazione particolari contesti: nelle aree inquinate o radioattive (come Chernobyl),nelle zone aride dell’Africa, nella basi in Antartide e nelle missioni aerospaziali. Read more…