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	<title> &#187; bricolage</title>
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		<title>Mini sistema idroponico in pochi minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Costruire un piccolo ed economico sistema idroponico a secchi. Un idrosistema semplificato senza ricircolo in pochi minuti, ideale per l'esterno.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" title="sistema-idroponico-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg" alt="sistema idroponico fai da te" width="448" height="318" /></a>Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne&#8217; molto denaro?<br />
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.<br />
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.</p>
<p><em>Materiali: </em><br />
- due secchi della capienza di circa 20 litri<br />
- <a title="substrato per idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrato per idroponica</a> (perlite, fiocchi di lana di roccia, vermiculite o argilla espansa)<br />
- trapano con punta fine o punteruolo<br />
- <a title="timer ad intervalli di un minuto" href="http://growerplanet.it/controlli_TIMER--ELETTRONICO-CON-RELAIS.1.9.25.gp.551.-1.uw.aspx" target="_blank">timer ad intervallo di un minuto</a><br />
- <a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore</a> con tubicino e pietra porosa<br />
- <a title="pompa idroponica" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-IMMERSIONE---300L-H.1.9.54.gp.4645.-1.uw.aspx" target="_blank">pompa</a><br />
- <a title="tubo per pompa irrigazione" href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_TUBO-FLEXI-32MM-.1.9.53.gp.492.-1.uw.aspx" target="_blank">tubo flessibile per la pompa</a></p>
<p>- <a title="misuratore ph" href="http://growerplanet.it/PH_ADWA-TESTER-PH.1.9.60.gp.540.-1.uw.aspx" target="_blank">test del pH</a><br />
- eventualmente <a title="correttore pH" href="http://growerplanet.it/Correzione-pH.1.9.97.sp.uw.aspx" target="_blank">soluzione per la correzione del pH</a><br />
- <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a><br />
<span id="more-1790"></span>Il concetto alla base di questo progetto è che il vaso che contiene le piante venga irrigato regolarmente come in qualunque sistema a gocciolamento, senza ricircolo.<br />
Questo semplicissimo sistema idroponico &#8216;povero&#8217; si potrà quindi utilizzare all&#8217;esterno, dove l&#8217;acqua di scolo andrà ad arricchire il terreno circostante.<br />
Le dimensioni ridottissime permettono di evitare eventuali fenomeni di inquinamento da fertilizzante.</p>
<p><strong>La costruzione del sistema idroponico fatto in casa</strong></p>
<p>Prendete il primo secchio (pulito!) e praticate dei forellini sul fondo e in basso sui lati, per far defluire la soluzione nutritiva.<br />
Se i fori sono troppo grossi e lasciano passare il substrato, potete semplicemente infilare il secchio in un vecchio collant.<br />
La grandezza e il numero dei fori di drenaggio è variabile a seconda del numero di piante, del substrato e delle condizioni ambientali: procedete per tentativi.<br />
Se necessitate di fori più grandi potete evitare che il medium li attraversi schermandoli con pezzetti di griglia fine fissata con silicone atossico.</p>
<p>Inserite ora il substrato, risciacquato se necessario.</p>
<p>A questo punto avrete un vaso funzionale, e volendo potreste già metterci le piantine e innaffiare a mano.</p>
<p>Ma noi vogliamo un sistema idroponico automatizzato, quindi prendete il secondo secchio, ben pulito, e riempitelo di acqua.<br />
Se è acqua del rubinetto meglio lasciarla riposare un po&#8217; perchè il cloro evapori. Di solito è meglio evitare acqua di pozzo, di falda o di fonte perchè troppo ricca e spesso potenzialmente inquinata.<br />
Aggiungete i nutrienti nelle quantità riportate in etichetta, mescolate, lasciate riposare e misurate il pH.<br />
Correggetelo se necessario.</p>
<p>La misurazione e regolazione del pH sono molto utili sempre, anche quando si annaffia a mano. Ovviamente se state facendo qualche esperimento senza pretese potete saltare questo punto per ora.</p>
<p>Mettete la pompa nel secchio/serbatoio, collegatela ad un tubo che fisserete poi al vaso con le piante. Un po&#8217; di nastro adesivo potrebbe andare, ma meglio fissarlo con un pezzetto di fil di ferro ricoperto di plastica (reperibile in qualunque negozio, si usa per fissare i rampicanti) per poterlo spostare a piacimento.<br />
Qui ci starebbe benissimo un gocciolatore per una migliore distribuzione dell&#8217;acqua ma questo vuole essere un sistema idroponico semplificato all&#8217;osso, quindi non ce ne preoccuperemo.</p>
<p>Collegate ora la pompa non direttamente all&#8217;alimentazione elettrica bensì al timer, programmando quest&#8217;ultimo perchè si attivi per un minuto due/ tre volte al giorno. Non tutti i timer hanno questa funzione, spesso i modelli base hanno intervalli minimi di 15 minuti. Scegliete quindi con attenzione.<br />
Il settaggio dipende dalla portata della pompa (che comunque avrete scelto in base alla capienza del serbatoio), dal numero di piante e dal clima.<br />
Ora potete finalmente inserire il timer nella presa di corrente.</p>
<p>Non mi pare il caso di ricordarlo ad ogni passaggio ma il buon senso ovviamente suggerisce di provare la portata della pompa e dei fori di drenaggio, la tenuta del tubo, e l&#8217;assemblaggio generale prima di lasciare il sistema idroponico abbandonato a se stesso senza supervisione.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1790"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Convertire un acquario in sistema idroponico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:35:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come costruire un efficace sistema idroponico deep water ideale per talee e piccole piante riciclando un vecchio acquario e con pochissimi soldi. Fai da te e riciclo per un idroponica base utile ed istruttiva.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1746" style="margin: 4px; border: 1px solid black;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg" alt="sistema idroponico deep water fai da te" width="300" height="300" /></a>Un <strong>sistema idroponico casalingo semplice</strong> e d&#8217;effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo.</p>
<p>Facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l&#8217;occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario.</p>
<p>Variando un po&#8217; i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po&#8217; di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass.</p>
<p>La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca.</p>
<p>Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell&#8217;apparato radicale.</p>
<p><span id="more-1742"></span></p>
<p>Impiegando un contenitore  opaco, od oscurando tutta la vasca si otterrà comunque un efficace <strong>idrosistema <a title="deep water system sistema idroponico" href="http://growerplanet.it/Talee-e-Propagazione_CUTTING-BOARD-27.1.9.46.gp.336.-1.uw.aspx" target="_blank">deep water system</a> fai-da-te</strong> ideale per <strong>crescere talee e piccole piante</strong>, paragonabile ad un <strong>floating system in miniatura</strong>.</p>
<p>Bene, vediamo dunque cos&#8217;altro ci serve per realizzare il nostro <strong>sistema idroponico riciclato.</strong></p>
<p>Innanzitutto del poilstirolo, spesso abbastanza perchè galleggi. Ne servirà un pezzo grande circa quanto la superficie della vasca.</p>
<p>In questo polistirolo andranno praticati dei buchi dove inseriremo, a seconda dello spazio a disposizione, dei bicchieri di plastica a cui avremo forellato il fondo. In alternativa con pochi centesimi potete acquistare dei <a title="vasi di rete da idroponica" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=vaso+rete&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">vasi di rete da idroponica</a>.</p>
<p>All&#8217;interno dei bicchieri/vasetti inseriremo un <strong>medium di coltivazione, come <a title="perlite da coltivazione idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_PERLITE-12-5-L.1.9.44.gp.1618.-1.uw.aspx" target="_blank">perlite</a> o vermiculite</strong>.  Ne basterà qualche manciata.</p>
<p>Oltre a questo, serviranno una <a title="pompa ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">pompa per ossigenazione</a> (probabilmente già presente nell&#8217;acquario), <a title="misuratore del ph" href="http://growerplanet.it/PH.1.9.60.sp.uw.aspx" target="_blank">un misuratore del pH</a> (anche questo spesso compreso nel set originario) e dei <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti specifici per idroponica</a>.</p>
<p><strong>Come procedere nella costruzione del mio idrosistema deep water?</strong></p>
<p>Dunque per iniziare rifiliamo con un cutter o un coltello affilato il polistirolo perchè sia della misura giusta per coprire la superficie dell&#8217;acquario.</p>
<p>Poi prendiamo un bicchiere di plastica ed utilizziamolo per tracciare dei cerchi sul polistirolo con un pennarello in corrispondenza dei buchi che sosterranno i nostri &#8216;vasetti&#8217;. Ora con la taglierina pratichiamo i fori, avendo cura di restare qualche millimetro all&#8217;interno della linea della circonferenza.</p>
<p>Questo ci garantisce che i bicchieri saranno ben sorretti.</p>
<p>Con un ferro da calze o un grosso ago facciamo dei forellini sul fondo dei bicchieri facendo attenzione a non romperli.</p>
<p>La tecnica migliore è appoggiare il bicchiere su una superficie morbida ed utilizzare uno strumento molto appuntito.</p>
<p>Ora bisogna sistemare nell&#8217;acquario la pietra porosa che si trova alla fine del tubicino dell&#8217;<a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ossigenatore</a>. Attenzione: l&#8217;ossigenatore, o pompa ad aria, deve stare all&#8217;esterno della vasca, lontano dall&#8217;acqua.</p>
<p>Bene, adesso si può aggiungere l&#8217;acqua coi <strong><a title="nutrimenti per idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a></strong>, seguendo le dosi indicate in etichetta. In questa fase è meglio andare cauti con le dosi e non esagerare. Il sovradosaggio è decisamente più pericoloso di una temporanea deficienza di fertilizzante.</p>
<p>E&#8217; importante assicurarsi che la soluzione sia ben miscelata prima di misurare il pH ed eventualmente correggerlo.</p>
<p>Attaccato l&#8217;ossigenatore alla corrente si potrò verificare il flusso di ossigeno nell&#8217;acqua: questo aiuterà le radici a crescere sane e ad assorbire adeguatamente i nutrimenti.</p>
<p>Ok, ora siamo in dirittura di arrivo: posizioniamo il polistirolo sulla superficie dell&#8217;acqua e i bicchieri nei fori. Un po&#8217; di perlite nei bicchieri costituirà un ottimo substrato. Se dovesse sfuggire dai forellini praticati nei vasetti di plastica, potete mettere sul fondo un pezzetto di tessuto, meglio se un pezzo di collant o similare.</p>
<p>Per quel che concerne la sostituzione della <strong>soluzione nutritiva</strong> potreste ovviamente <a title="misuratore di EC" href="http://growerplanet.it/Conduttivit-.1.9.58.sp.uw.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a>, ma una volendo mantenere la manutenzione al minimo e il sistema il più semplice possibile potete adottare questa regola: quando metà dell&#8217;acqua è consumata sostituitela con acqua fresca, senza nutrienti. Quando ne manca di nuovo metà sostituitela tutta, con l&#8217;aggiunta questa volta dei fertilizzanti.</p>
<p>E ora godetevi il vostro sistema idroponico fatto in casa e sbizzarritevi con le vostre piantine: una volta ben radicate le potrete trapiantare in terra o in un altro idrosistema, ottenendo talee o giovani piante sane tutto l&#8217;anno a costi contenutissimi.</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1742"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Costruire una Growbox fai da te</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 12:24:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guida con istruzioni passo per passo su come costruire una growbox (o grow box, o darkroom) in casa con poca spesa.
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<p><em>Liberamente tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></em><em> </em></p>
<p><em>Scritto da Drillbit</em></p>
<p>La GrowBox, o Dark Room è in pratica una sorta di armadio pensato per ospitare in casa piante che necessitano di un ambiente controllato per la crescita.<br />
Illuminazione specifica, un clima predefinito e la semplicità di gestione non sono facili da ottenere posizionando semplicemente le piante all&#8217;interno di una stanza, senza contare l&#8217;impatto estetico.<br />
D&#8217;altra parte un comune armadio è decisamente inadeguato alla bisogna. Ecco dunque una guida per costruire in casa una piccola (152x61x61) growbox fai da te.<br />
Per disegnare il progetto esiste un programma gratuito e semplice da usare, Google Sketch up, scaricabile a questo indirizzo: <a href="http://sketchup.google.com/">http://sketchup.google.com/</a><br />
<strong><br />
I materiali necessari sono questi:</strong></p>
<p>-Pannelli di fibra di legno a media densità ( un prodotto economico e leggero, costituito da cippati riassemblati, assimilabile al truciolato. Le misure originali sono espresse in pollici. Per la vostra comodità è conveniente rivedere le proporzioni in centimetri in modo da lavorare con numeri tondi).</p>
<p>Si possono acquistare al Brico o in altri negozi simili, richiedendo già il taglio secondo le vostre esigenze.<br />
. 2 Pannelli frontali: 33.83&#215;125.27<br />
. 2 Pannelli laterali: 60.96&#215;152.4<br />
. 2 Pannelli superiore/inferiore: 60.96&#215;33.83<br />
<span id="more-1677"></span><br />
-Pali quadrati 5&#215;5 (stesso materiale, anche questi reperibili nei centri bricolage a poco prezzo già tagliati)<br />
.12 lunghi 54.86<br />
. 4 lunghi 152.4</p>
<p>-Viti per legno, rondelle e bulloni, volendo ruotine girevoli<br />
-<a title="Telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">Telo riflettente </a><br />
-Colla spray o altro per fissare il telo al legno</p>
<p><strong>Montaggio della struttura portante della growbox</strong></p>
<p>Per prima cosa al pannello di base vanno assicurati quattro dei pali corti a mo&#8217; di cornice, lasciando agli angoli lo spazio necessario per la base dei pali che sorreggeranno l&#8217;impalcatura.<br />
In questo progetto è previsto di spendere il meno possibile. Paragonando i costi di un <a title="riflettore ventilato" href="http://growerplanet.it/riflettori_-RIFLETTORE-SPUDNIK-ASPIRABILE-CON-VETRO.1.9.129.gp.949.-1.uw.aspx" target="_blank">riflettore ventilato</a> con quelli di poco materiale supplementare risulta più conveniente la seconda opzione.<br />
Quindi nel lato superiore è previsto uno spazio di circa 30 centimetri per posizionare le luci, al di sotto del quale si potrà porre una lastra di vetro. In questo modo si potrà ventilare separatamente l&#8217;impianto di illuminazione e mantenere più fresca la growbox stessa.<br />
L&#8217;impalcatura a questo punto sarà così composta: 4 pali lunghi, fissati in cima con i quattro pali corti identici a quelli della base. Trenta centimetri sotto questi pali andranno fissati gli ultimi 4 pali corti, a rinforzare e stabilizzare la struttura.</p>
<p>Una volta che tutti i pezzi sono ben avvitati potete finalmente fissare la struttura sulla base. Se necessario potete aiutarvi con delle squadrette (angoli di metallo reperibili per pochi centesimi dal ferramenta, provvisti di fori per le viti).</p>
<p>Se volete montare le ruote per rendere mobile la vostra growbox, potete farlo ora. Basterà qualche vite e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>I pannelli laterali: chiudiamo la growbox</strong></p>
<p>Per assicurare una perfetta rifrazione della luce senza sprechi e una vita più lunga al legno, sarà sufficiente foderare i pannelli con <a title="telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">telo riflettente</a> (tipo Mylar).<br />
Si possono incollare con la colla spray (più semplice da usare) o altri collanti. Attenzione a tenerlo ben teso.<br />
Una volta assemblati i pannelli con le viti alla struttura portante la growbox è praticamente finita. Ora bisogna pensare agli accessori.</p>
<p><strong>Aerazione </strong></p>
<p>Per una growbox così piccola il sistema migliore per l&#8217;aerazione sono piccole<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a>, del tipo usato normalmente per i pc.<br />
Due saranno sufficienti per la zona di coltivazione e una per la parte delle lampade.<br />
Con un trapano e una sega (o con gli strumenti che più vi sono congegnali) vanno praticati i fori per alloggiare le <a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventole</a>. Se restano spazi o imprecisioni andranno riempiti in un secondo tempo.<br />
Attenzione al wattaggio: le<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a> a volte necessitano di un trasformatore e non possono essere attaccate direttamente alla corrente. Attenzione due volte ai cablaggi: se fate passare del filo elettrico badate che sia esterno alla growbox e comunque a prova di umidità.</p>
<p>Una ventola andrà piazzata in basso da un lato per fare entrare aria fresca, mentre quella per l&#8217;estrazione dell&#8217;aria andrà posizionata in alto sull&#8217;altro lato, vista la tendenza dell&#8217;aria calda a salire.</p>
<p><strong>Illuminare la growroom</strong></p>
<p>Viste le dimensioni in questo caso non sarà necessario un gran wattaggio. Con le viti dunque basterà fissare il <a title="portalampada" href="http://growerplanet.it/accessori-e-ricambi_PORTALAMPADA-E-40-CERAMICA.1.9.98.gp.22.-1.uw.aspx" target="_blank">portalampada</a> sul lato più vicino alla corrente e avvitare il bulbo, che potrà essere HPS, MH o CFL.<br />
(In questo caso si è deciso di fare a meno del <a title="riflettori" href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>. Ma è un accessorio utile e costa poco, nel caso bastano un paio di viti in più per montarlo e ha il pregio di avere già il portalampada integrato.)</p>
<p><strong>Filtro e ventilazione</strong><br />
Costruire il <a title="filtro degli odori" href="http://growerplanet.it/filtri-odori.1.9.37.sp.uw.aspx" target="_blank">filtro degli odori </a>da se&#8217; permette di risparmiare e aggiunge soddisfazione. <strong> </strong>Si può procedere molto semplicemente procurandosi della normale rete da pollaio, qualche paio di collant<strong> </strong>e dei carboni attivi, oppure del materiale in fibra di carbone attivo, come quella utilizzata nella cappa della cucina. Inoltre, un rotolo di guarnizione coibentante (si usa normalmente per limitare gli spifferi, costa poco e si trova anch&#8217;essa dal ferramenta), due<a title="estrattori" href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=35&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank"> aspiratori cetrifughi (o estrattori)</a> piccoli e un raccordo a T.</p>
<p>Con un pezzo di rete si forma un cilindro della misura dell&#8217;imboccatura del raccordo a T, fermandolo con delle fascette da elettricista.</p>
<p>Poi procedendo allo stesso modo si forma un cilindro più grosso, che contenga il primo lasciando un paio di centimetri tra quello interno e quello esterno. Si potrà ottenere e mantenere questo spazio utilizzando la guarnizione.</p>
<p>Entrambi vanno infilati, singolarmente, in un collant, così da contenere i carboni attivi (si trovano nei negozi di acquariologia).</p>
<p>I carboni vanno versati nel cilindro centrale, lasciando abbastanza spazio per l&#8217;imboccatura del tubo di scarico.</p>
<p>Infine, con del nastro americano, o da pacchi, sigillare il tutto. Una volta finito sarà sufficiente prendere le misure e segnare all&#8217;interno della growbox dove vanno assicurati gli estrattori, che dovranno trovarsi alle due estremità del T.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="filtro odori growbox fai da te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg" alt="filtro odori growbox fai da te" width="427" height="333" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della growbox tutti i cavi vanno assicurati con nastro adesivo e ogni fessura va sigillata.</p>
<p>Volendo si possono aggiungere due multipresa ai sui pannelli laterali, posto che non si coltivi in idroponica, per posizionare delle luci cfl da utilizzare nelle prime fasi di crescita.</p>
<p>Questa soluzione adottata nel progetto originale è secondo me poco pratica e pericolosa e totalmente sostituibile con una coppia di<a title="saliscendi" href="http://growerplanet.it/accessori-riflettori_VOLVIT-AUTHENTIC--EASY-ROLL--MADE-IN-EU-COPPIA.1.9.128.gp.4741.-1.uw.aspx" target="_blank"> saliscendi</a> e un riflettore invece del portalampada avvitato direttamente nel pannello laterale. Questo permetterà di regolare l&#8217;altezza dell&#8217;illuminazione in tutta sicurezza. Attenzione soltanto ad avere i cavi della lunghezza giusta.</p>
<p>Per tutto quello che concerne i cablaggi: va posto un particolare riguardo alla portata elettrica di quello che utilizzate. Leggere SEMPRE istruzioni e raccomandazioni d&#8217;uso e magari farsi consigliare dal negoziante è fondamentale.</p>
<p>Soprattutto se coltivate in idroponica tutta l&#8217;apparecchiatura elettrica va tenuta possibilmente all&#8217;esterno e comunque estremamente protetta.</p>
<p>Cercate di utilizzare delle prese multiple e non attaccare tutto su una sola presa penzolante dal muro.  Vi tornerà utile anche un timer.</p>
<p>Questo presentato è il progetto realizzato da un privato, che va interpretato come un canovaccio su cui lavorare ulteriormente.</p>
<p>Il testo è liberamente tradotto dall&#8217;originale in inglese, ricco di foto illustrative, presente a questo indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></p>
<p>ed è stato scritto dall&#8217;utente Drillbit</p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1677"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idrosistema economico e veloce fatto in casa</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come costruire un sistema idroponico economico e veloce in casa. Idrosistema fai da te con materiale di recupero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1659" style="margin: 4px;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg" alt="sistema_idroponico_fai_da_te" width="225" height="300" /></a>Di jrossetti, articolo in lingua originale con foto: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p>Il &#8216;secchio idroponico&#8217; Hydrobucket è un <strong>idrosistema fai-da-te</strong> pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.<br />
Il design è pensato per essere <strong>il più semplice possibile</strong> e per consentire l&#8217;impiego del minor numero di parti.</p>
<p>Inoltre <strong>non richiede particolari abilità per l&#8217;assemblamento ed è economico.<br />
</strong><br />
<em>Strumenti </em></p>
<p>- le tue mani<br />
- un taglierino<br />
- un metro<br />
- un pennarello</p>
<p><span id="more-1658"></span></p>
<p><strong><em>Materiali</em></strong></p>
<p>- 2 secchi da 20 litri con coperchio<br />
- 60 cm di tubi da mezzo pollice in vinile o PE<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa da acquario</a><br />
- 1 tubo rigido da irrigazione filettato  (2,5 cm di diametro, circa 15 di lunghezza)<br />
- 1 adattatore per tubo da mezzo pollice<br />
- 1 connessione a gomito compatibile con l&#8217;adattatore<br />
- 1 contenitore in plastica del tipo riutilizzabile (qualunque contenitore delle dimensioni giuste andrà bene, purchè dotato di bordo) oppure un <a href="http://growerplanet.it/Vasi---accessori_VASO-RETE-RIUTILIZZABILE-DIAM--12-5-CM.1.9.7.gp.1132.-1.uw.aspx" target="_blank">vaso in rete per idroponica<br />
</a>- 1 una pietra porosa da acquario<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore per acquario</a><br />
- <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_HYDROKORRELS-ARGILLA-ESPANSA-8-16-25L.1.9.44.gp.364.-1.uw.aspx" target="_blank">argilla espansa</a> quanto basta<br />
- vernice spray</p>
<p>Questo è quanto vi occorre in linea di massima, ovviamente tutto può essere modificato per adattarsi alle vostre esigenze.</p>
<p><strong><em>Tagliare i coperchi</em></strong></p>
<p>Questa è la parte più facile. Usate il taglierino con una lama bella nuova e procedete con molta calma per ottenere tagli netti e precisi.<br />
Per prima cosa ritagliate in un coperchio. Misurate il vaso-contenitore col metro e riportate la sagoma da ritagliare sul coperchio col pennarello. Attenzione perchè è importante che il vaso non caschi dentro ma resti bel sorretto grazie al bordo.</p>
<p>Passando all&#8217;altro coperchio dovrete praticare un foro per il passaggio dei tubi della pompa e del troppo pieno, che posizioneremo l&#8217;uno accanto all&#8217;altro per semplificare il lavoro.<br />
Se avete scelto i tubi della dimensione suggerita nell&#8217;elenco del materiale il foro da praticare avrà una larghezza di circa 7,5 cm. Altrimenti misurate i tubi e regolatevi di conseguenza.<br />
Il buco sarà nella parte più esterna del coperchio, lateralmente. Calcolate che fra i due tubi deve esserci un piccolo spazio, per consentire il deflusso dell&#8217;acqua.<br />
<em><br />
<strong>Tagliare il secchio superiore</strong></em></p>
<p>Il secchio è troppo alto, quindi ne ricaviamo un &#8216;cestello&#8217; più basso misurando circa 15 cm dal fondo.<br />
Segnate la circonferenza col pennarello e poi tagliate lungo la linea cercando di essere abbastanza precisi.<br />
Ora avrete un secchio alto 15 cm.</p>
<p>Sul fondo bisogna ora praticare i fori per fare passare i tubi. Siccome l&#8217;acqua non deve ristagnare nel secchio non useremo sigillanti o colle, così da favorire un completo svuotamento.<br />
Fate semplicemente due fori leggermente più piccoli dei tubi stessi e con movimenti di avvitamento inseritevi delicatamente i tubi, in maniera che restino saldi senza dovere usare silicone o altro.</p>
<p><strong><em>Assemblamento</em></strong></p>
<p>Tubo del troppo pieno: la parte filettata del tubo rigido da irrigazione dovrà sporgere sotto al secchio, mentre il resto dovrà rimanere bello dritto. Più tubo resta all&#8217;interno del secchio e più acqua la vostra pianta avrà, quindi fate uscire dal secchio solo la vite e al massimo un cm se è necessario perchè il tutto resti ben saldo.</p>
<p>Ugello della pompa: infilate l&#8217;adattatore nel foro più piccolo praticato sul fondo, dopodichè su questo sistemate il raccordo a gomito. Questo sarà l&#8217;ugello.</p>
<p>Tubo della pompa: mettete la pompa nel secchio in basso (quello intero) e misurate la distanza necessaria a raggiungere il raccordo posto nel secchio superiore. Tagliate il tubo morbido di misura e inseritelo nell&#8217;ugello.</p>
<p>La pompa: ora attaccate l&#8217;altra estremità del tubo morbido alla pompa. Se l&#8217;uscita di quest&#8217;ultima non fosse perfettamente di misura potete assicurarla con del <a href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_NASTRO-TEFLON-12MT.1.9.53.gp.490.-1.uw.aspx" target="_blank">nastro in teflon</a>.  Questo può accadere se utilizzate materiale di recupero, ma comprando tutto il materiale insieme potrete essere sicuri che tutte le parti siano compatibili.</p>
<p>Bene, ora mettete il coperchio sul secchio inferiore e posizionate quello superiore: verificate che il tubo sia davvero di misura e se fosse troppo lungo tagliatelo per evitare che si pieghi diminuendo la portata idrica.<br />
Se fosse troppo corto invece potete lasciarlo com&#8217;è; la pompa deve sempre essere sommersa, ma non è indispensabile che stia sul fondo.</p>
<p><strong><em>Testare il sistema idroponico</em></strong></p>
<p>Ok, ora basta spostare un pochino il coperchio del secchio e riempirlo d&#8217;acqua. Poi rimettere a posto per bene e assicurarsi che il tutto sia stabile e che il tubo del troppo pieno sia nella giusta posizione.<br />
Controllate anche che il tubo della pompa non sia piegato.<br />
Attaccando la pompa alla corrente il secchio di sopra comincerà a riempirsi. Se avete lavorato nel migliore dei modi sul coperchio del secchio in basso dovrebbe colare un po&#8217; d&#8217;acqua, ma non troppa, drenando direttamente nel foro laterale.</p>
<p>Lasciando in funzione qualche minuto si potrà verificare di non avere sbagliato la portata e che l&#8217;acqua non tracimi dalla cima. Staccando la pompa il secchio si svuoterà in un paio di minuti.<br />
<em><br />
<strong>Tocchi finali</strong></em></p>
<p>Se avete utilizzato un contenitore riciclato come vaso, praticate dei fori sul fondo grandi abbastanza per fare scorrere l&#8217;acqua senza fare cadere l&#8217;argilla espansa.<br />
Mettere il vaso col substrato sotto l&#8217;acqua per verificare che scoli adeguatamente, prima dell&#8217;utilizzo.</p>
<p>Pietra porosa: in un sistema idroponico flood and drain come questo è necessario fornire ossigenazione all&#8217;acqua.<br />
Qui andrà benissimo una pietra da una decina di centimetri da porre vicino alla pompa.<br />
Ora si può riempire il secchio con acqua fresca e nutrienti.</p>
<p>Il resto dell&#8217;allestimento dipende da voi, qui abbiamo aggiunto anche un timer collegato alla pompa, che viene così attivata un quarto d&#8217;ora ogni 4 ore. L&#8217;ossigenatore può essere sempre attivo o seguire lo stesso schema della pompa.</p>
<p>Per evitare la formazione di alghe i secchi andranno dipinti all&#8217;esterno di nero o di colore scuro, senza dimenticare il fondo del secchio superiore e il coperchio di quello inferiore.</p>
<p>Se volete coltivare piante come i pomodori, che necessitano supporto, potete sbizzarrirvi con un traliccio in bambù, o con quello che più vi piace, ricordando di operare in modo da potere sempre spostare il sistema idroponico e manutenerlo comodamente.</p>
<p><em>Questo articolo è tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p><em>Pubblicato sul sito: <a href="http://www.instructables.com" target="_blank">http://www.instructables.com</a></em></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1658"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Costruire un sistema idroponico semplificato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire un sistema idroponico semplificato con pochi soldi, materiale riciclato e nessuna conoscenza tecnica. E senza corrente elettrica!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <a title="view Tool Using Animal's profile" href="http://www.instructables.com/member/Tool+Using+Animal/">Tool Using Animal</a></em></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1593" style="margin: 4px;" title="costruire un sistema idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg" alt="costruire un sistema idroponico" width="274" height="362" /></a>Realizzare una sorta di <strong>giardino idroponico</strong> alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con <strong>materiali di riciclo</strong>?<br />
Possibile.</p>
<p>Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.<br />
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l&#8217;occhio.</p>
<p>Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere <strong>Ebb &amp; Flood.</strong><br />
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.</p>
<p><span id="more-1592"></span>Per iniziare basterà procurarsi:</p>
<p>-una bottiglia da 2 litri<br />
-una bottiglia da 1 litro<br />
-tappi (compatibili con entrambe le bottiglie)<br />
-colla attaccatutto atossica<br />
-tubicini da ossigenazione per  acquario e relativi connettori<br />
-vernice nera<br />
-nastro adesivo da tappezziere<br />
-perlite</p>
<p><strong>Il connettore</strong></p>
<p>Per collegare tra loro le bottiglie basterà incollare l&#8217;uno all&#8217;altro i tappi di plastica e successivamente con un trapano o un punteruolo forare il lato comune.</p>
<p>Attraverso al foro far passare un giunto per tubicini di gomma sottile, come quelli che si usano per gli aereatori (o pompe d&#8217;ossigeno). Si trova per pochi centesimi nei negozi di acquariologia. Fissare con colla.<br />
Ora è possibile attaccare al giunto un pezzo di tubicino, di lunghezza sufficiente per raggiungere il fondo della bottiglia da 2 litri.</p>
<p><strong>Il serbatoio</strong> <strong>dell&#8217;idrosistema</strong></p>
<p>Prendere la bottiglia da due litri, proteggere con nastro adesivo la vite e una striscia verticale lungo tutta la bottiglia, quindi dipingere di nero opaco.<br />
Il colore scuro attira e conserva il calore, mentre la striscia trasparente permetterà di verificare il livello del liquido all&#8217;interno.<br />
Ora il serbatoio si può riempire per metà di <strong>soluzione nutritiva</strong>.</p>
<p><strong>Il vaso</strong></p>
<p>La parte più semplice: basterà prendere la bottiglia da un litro, tagliarne il fondo, praticare un foro di &#8216;troppo pieno&#8217; sul lato in caso di piogge copiose, e avvitarla sul serbatoio del nostro <strong>sistema idroponico semplificato</strong> utilizzando il connettore.</p>
<p><strong>Assemblare e testare</strong></p>
<p>Si possono costruire quante coppie di vaso e serbatoio si vogliano. Mano a mano che il serbatoio, posto al sole, si scalda, <strong>la soluzione nutriente si trasferisce nel vaso.</strong><br />
Sebbene la teoria si basi sull&#8217;escursione termica tra il giorno e la notte, è possibile osservare che  il solo passaggio di poche nuvole sia sufficiente.<br />
<strong>Le piante in questo modo sono sempre irrigate e nutrite.</strong></p>
<p><strong>Il sistema in funzione</strong></p>
<p>I vasi possono ora essere riempiti di perlite, in cui potrete <strong>seminare o alloggiare talee</strong>.<br />
Posizionate il tutto al sole, e dimenticatevene, perchè il sistema necessita di una manutenzione davvero minima.</p>
<p>Questo <strong>sistema idroponico</strong> è ovviamente assolutamente essenziale, ma ha il suo grande pregio nei costi minimi e nella semplicità di realizzazione ed utilizzo. Inoltre nasce per essere utilizzato outdoor e non necessita di corrente elettrica. Può essere un buon progetto base da cui partire per elaborare progetti propri.</p>
<p><em>Tradotto liberamente, con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;autore, da : <a href="http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/</a></em></p>
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		<title>Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:17:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[come riciclare oggetti ikea per realizzare un giardino o un orto capovolto. Piante, fiori e frutti anche in città con poca spesa e qualche borsa di plastica.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1583" style="margin: 4px;" title="pomodoro_capovolto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg" alt="pianta di pomodoro capovolta" width="180" height="240" /></a>Ecco come realizzare un <a href="http://www.coltivareorto.it/consigli-orto/orti-capovolti-coltivare-al-contrario.html" target="_blank">orto capovolto</a> con i sacchetti<a href="http://www.ikea.com/it/it/search/?query=vastlig" target="_blank"> VASTLIG di IKEA</a>, reperibilissimi ed estremamente economici. L&#8217;idea del giardinaggio o dell&#8217;orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.</p>
<p>In questo caso anche l&#8217;estetica è soddisfatta.</p>
<p><strong>Descrizione:</strong> per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.</p>
<p><strong>Strumenti:</strong> forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.</p>
<p><strong>Come procedere?</strong></p>
<p>-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.</p>
<p><span id="more-1582"></span></p>
<p>-Ora prendi le forbici e taglia una ics sul fondo del sacchetto, che sia abbastanza grande da far passare i rami, o la matassa di radici, a seconda di cosa hai deciso al punto presedente. Non esagerare con l&#8217;incisione o la pianta cadrà. Ma non avere nemmeno paura di usare le forbici: ora infatti vediamo come rendere più stabile il fondo e ridurre eventuali buchi eccessivi.</p>
<p>-Ritaglia il cartoncino (una scatola di cereali si presta all&#8217;uso) o il materiale che hai scelto sagomandolo come il fondo della borsa. Lascia qualche centimetro di margine oltre alla ics che hai ritagliato. Questo sarà il &#8216;collare&#8217;.</p>
<p>-Ora pratica un taglio nel collare partendo dall&#8217;esterno e arrivando al centro. Quando arrivi al centro ritaglia un piccolo cerchio attraverso il quale dovrà passare lo stelo. Ora abbiamo un rinforzo per il fondo che sosterrà la pianta e la terra.</p>
<p>-Prendi il collare ed inserisci la pianta utilizzando il taglio fatto nel cartoncino, in modo che il circolo centrale accolga lo stelo. Sistemalo sul fondo e sarai sicuro che la terra non cadrà attraverso la ics che hai praticato nel sacchetto.</p>
<p>-Aggiungi la terra, annaffia e sei pronto  a partire.</p>
<p>Oltre a questi sacchetti IKEA offre parecchi oggetti riciclabili in giardino, come contenitori plastici ideali da trasformare in vasi. Il prezzo medio è inferiore a quello dei vasi acquistati come tali, quindi vale la pena di fare un giro a dare un&#8217;occhiata, e magari apportare qualche semplice modifica con mezzi propri.</p>
<p>Anche gli oggetti che avete già in casa possono essere riciclati: non buttate via prima di avere valutato la possibilità di una nuova vita per le vostre suppellettili!</p>
<p>TRATTO E LIBERAMENTE TRADOTTO DA: <a href="http://ikeahacker.blogspot.com/2010/07/vastlig-topsy-turvy-style-planter-for-2.html" target="_blank">ikeahackerblogspot.com</a></p>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ilrospo.it']);" href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><strong>Morti urbani</strong></p>
<p>Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i  cambiamenti del mio         orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su  questa rubrica e a         gran voce con i risultati sotto mano.</p>
<p>Eccoci alla terza  settimana di lavori, con         oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i  risultati iniziano,         almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno  trainando infatti tutte         le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro  probabilmente a causa         della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l&#8217;acqua  ma le aspettative         sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1547 alignleft" title="idroponica_primi_passi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="idroponica primi passi" width="247" height="370" /></a><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica_fatta_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="idroponica fatta in casa" width="248" height="371" /></a></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p>Indubbiamente         alcune piante stanno dimostrando tutto il loro vigore a  discapito di vicine meno         fortunate (la foto non lascia dubbi a tal proposito) ma in linea  di massima l&#8217;80%         del lavoro sembra stia andando nella giusta direzione.</p>
<p>Per la  prima volta questa         mattina ho iniziato con una prima lieve, e spero non deleteria,  prima potature delle         foglie ingiallite e stanche che ben si notano nelle foto qui  pubblicate. Bene il         lavoro di nutrimento dell&#8217;acqua: una pulizia settimanale del  serbatoio accompagnato         dal continuo lavorio dell&#8217;ossigenatore stanno garantendo una  corretta alimentazione         alle piante senza finora addurre i problemi paventati all&#8217;inizio  di questo progetto         riguardanti la possibile muffa creata dall&#8217;umidità..non c&#8217;è da  cantar vittoria         ma per adesso il lavoro procede al meglio.</p>
<p>Incredibile l&#8217;utilità  dell&#8217;intelaiatura         che non solo ha sconfessato i rischi del vento ovvi in un  balcone di casa ma ha         reso possibile l&#8217;irrobustimento delle piante, ed in particolare  dei pomodori,         che stanno crescendo meravigliosamente surclassando  abbondantemente gli stessi zucchini         che comunque stanno al passo.</p>
<p>Discorso a parte invece per le  fragole che, per la         dimensione troppo abbondante dei vasi stessi al momento  dell&#8217;acquisto stanno         patendo in maniera forte la nuova sistemazione rischiando di  appassire. Ma su quest&#8217;ultimo         argomento mi riserbo ancora una settimana di tempo per valutare  meglio. Nel complesso         rimane comunque un progetto POSITIVO che ha aumentato e  sensibilizzato chi scrive,         e si spera chi legge, ad un argomento sempre più lontano dalla  nostra quotidianità         nonostante l&#8217;importanza basilare dello stesso.</p>
<p>Praticamente un terzo, che alcuni leggeranno come sconfitta altri come  vittoria              continua a vivere e a dare quindi linfa al mio progetto e a  questa rubrica. Un              terzo delle piantine che misi 6 settimane or sono continua a  crescere dando alla              luce simpatici pomodorini e grandi e vanitose zucchine.  Continuando con quello              che è diventato il rito del lunedì mattina (è infatti in  questa data che cambio              l&#8217;acqua del serbatoio aggiungendo i fertilizzanti) sto  intravedendo il miracolo              della vita di madre natura.</p>
<p>Vedere crescere le proprie  piantine in quella che              fino a qualche settimana fa era una scommessa persa in  partenza, questa almeno              era il parere dei molti detrattori al mio progetto, regala  grande soddisfazione.              Sapere che la fragolina che era apparsa è stata gustata di  nascosto dalla mamma              e sapere che il gusto non era per niente acquoso (cosa che  in idroponica credevo              inevitabile) e che anzi era molto dolce  e..buona&#8230;impagabile! Certo non sono              solo rose, ho perso 20 piantine circa a causa del mancato  raggiungimento delle              radici con l&#8217;acqua sottostante ma, devo sottolinearlo, tutto  questo è dovuto ad              una mia grave mancanza.</p>
<p>A causa di una fornitura errata ho  infatti dovuto              utilizzare dei vasetti comuni e non quelli da idroponica,  potete facilmente              immaginare la quasi impossibilità per le piante di  raggiungere l&#8217;acqua(*). Ormai              ero in gioco e decisi di andare avanti anche se senza il  materiale giusto ma              nella prossima tornata non farò lo stesso errore condannando  tante piante a fine              infima.Si, come avete letto ho deciso che questo esperimento  andrà avanti visto              i buoni esiti di questo primo tentativo, ma non distraiamoci  continuiamo a              seguire questo ciclo che è ancora lontano dal concludersi  anche se quei fiori di              zucchino sul davanzale sono davvero invitanti..              P.S. mi scuso nel prossimo numero inserirò le immagini dei  primi frutti !!</p>
<p><strong>I risultati</strong></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="idroponica_sul_balcone_1" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="427" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="idroponica_sul_balcone_3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="426" height="479" /></a></p>
<p>Che ne dite?!?! Ecco il risultato del lavoro nel nostro orto idroponico          outdoor.Finalmente fatti, e tanti, da contrapporre alle parole e  alle tante          critiche verso il progetto verde del rospo.it.<br />
Da circa tre  settimane * sto mangiando fiori di zucchini in  pastella (una vera          leccornia), zucchini veri e propri con tanto di frittata o fatti  in padella e          attendo con l&#8217;acquolina in bocca i pomodori. A proposito,  riuscite a contarli          nell&#8217;immagine in basso a destra? I risultati ci sono, chiari  nitidi e talmente          positivi da lasciare attoniti.Il gusto dei prodotti è buono e  naturale senza          nessun ipotetico gusto di acqua come ignaramente avevamo  immaginato, il lavoro          sulle piante non prende più di 5/10 minuti al giorno e il veder  crescere questo          piccolo eden davanti al poggiolo, parafraso la nota pubblicità,  non ha prezzo!<br />
In più, elemento che non avevo contato, non avendo il trasporto  con i relativi          tempi, la freschezza di questi ortaggi non ha paragone vengono  colti dalla          pianta&#8230;pochi minuti prima di esser consumati.<br />
Ovviamente non tutto è andato a buon fine e ,come per ogni  esperimento, ci          riproponiamo di migliorare sempre di più imparando dai nostri  errori. I vasi          sbagliati e le dimensioni troppo piccole del nostro tubo non  hanno permesso alle          piante di crescere serenamente, solo 1/3 ,anche se alla grande, è  maturato          mentre la scarsa fiducia nel progetto ci aveva portato a  sottovalutare la forza          delle piante (guardate la foto grande in fondo, la pendenza  dell&#8217;impalcatura è          dovuta al peso dei pomodori).</p>
<p>Ma sono errori comprensibili e  utili, il prossimo          orto incorrerà probabilmente in altre problematiche ma sul  fronte fondamentale          di questo lavoro abbiamo finalmente il riscontro tanto atteso(10  settimane di          attesa se contiamo tutto il lavoro e la crescita) L&#8217;ORTO  IDROPONICO OUTDOOR E&#8217;          UNA REALTA&#8217; , esiste ed è stato possibile realizzarlo persino  per dei neofiti.          Nei prossimi aggiornamenti ancora tante nozioni per  perfezionarci.</p>
<p><em>Tutto il materiale pubblicato in questo post appartiene al blog <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo</a>.</em></p>
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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" style="margin: 4px;" title="idroponica_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg" alt="idroponica in casa" width="378" height="564" /></a></em>Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della          democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande  popolo che gli si          parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn,          la grandiosa capitale del regno azteca.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla  fine di questo          popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che  colpì i soldati          più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un  probabile ex          contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i  suoi occhi          rimanendo presumibilmente alquanto scosso.<br />
La capitale del regno azteco infatti          sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi  carente di terreno          fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco  contando che si presume          vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così,  ingegnandosi con ciò che          la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare  una tecnica di          coltivazione a &#8220;radice fluttuante&#8221; che consisteva nello  sfruttamento dell&#8217;acqua          del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti.  Vere e proprie          zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono  l&#8217;ossatura di questo          sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra  posizionata sulle          zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento  alle piante          nell&#8217;acqua sottostante.<br />
<span id="more-1545"></span> Questa è brevemente la storia che costituisce il punto di  partenza per il nostro          esperimento odierno: la coltivazione a radice fluttuante&#8230;sul  poggiolo di casa!          Con questa nuova rubrica ci prefiggiamo di seguire passo dopo  passo la creazione          di questo piccolo orto nel tentativo, o ancor meglio nella  speranza, di avere un          sufficiente raccolto da poter dichiarare utilizzabile e  consigliabile          l&#8217;istallazione di un sistema simile nelle proprie case.</p>
<p><strong>Primi passi</strong><br />
Ed ecco una breve introduzione della nostra riproduzione di  queste Chinampas              versione poggiolo di casa 2010.</p>
<p>Ovviamente il nostro sarà un  sistema a ciclo              chiuso con la sistemazione di una tubatura che ospiterà al  suo interno i vasetti              con le piante. Il tutto sarà collegato ad un recipiente con  un motorino ad              immersione che pomperà l&#8217;acqua necessaria ad alimentare le  piante. Solo l&#8217;acqua              non sarebbe sufficiente e dopo i primi giorni di  istallazione del sistema sarà              necessario &#8220;alimentare&#8221; l&#8217;acqua con prodotti biologici  ricchi dei principali              elementi necessari alle piante per svilupparsi quali Azoto,  Potassio etc.<br />
Non vi lasciate spaventare dall&#8217;apparente difficoltà di questi  primi passi: il              grosso del lavoro consiste nella costruzione del sistema che  prende circa 6 ore,              poi si passa ad una più soft e divertente cura quotidiana  che ruba al massimo 10              minuti del vostro tempo.  Innanzitutto ecco un elenco del  materiale necessario per          lanciarsi in questo esperimento:<br />
- tubi di scarico (quelli usati dagli idraulici facilmente recuperabili  nei fai              da te) Costo : 35/50 euro a seconda delle dimensione. Nel  nostro esperimento la              lunghezza totale è circa 4,50 metri.<br />
- 26 vasetti di plastica. Costo : 8 euro<br />
- recipiente per l&#8217;acqua di ricircolo capacità di 25/30 litri<br />
- motorino ad immersione  (consumo nullo 9 W ) costo 15 euro.<br />
- tubi (costi di 3/4 euro a seconda delle dimensioni)<br />
- silicone (per tappare eventuali perdite)<br />
- trapano per creare lo spazio per le piante.</p>
<p>Come potete          facilmente vedere la foto ad inizio articolo  lascia poco spazio a dubbi e  perplessità. I tubi,          forati con il trapano, hanno lasciato lo spazio ai vasetti che  sono per metà          inseriti dentro.</p>
<p>In fondo a destra il recipiente che contiene  l&#8217;acqua e tra          qualche giorno le sostanze nutritive per le piante. Dal  recipiente ecco spuntare          i due tubi: il piccolo che si dirige a sinistra che inizia il  circolo &#8220;virtuoso&#8221;          e il tubo grosso di scarico del sistema: per non affaticare il  motorino è stato          sistemato il tutto in maniera tale da sfruttare al meglio la  gravità.</p>
<p>Questa          settimana abbiamo avuto problemi con il vento maligno che ha  importunato          vistosamente le piante di pomodoro costrette all&#8217;equilibrismo  per rimanere in          sella mentre effetti positivi li abbiamo avuti con una  irrigazione mattina/sera          tramite un semplice spruzzino che ha garantito il giusto mix di  umidità e          rinfresco senza rovinare la superficie dei vasetti ancor troppo  piccoli per          ricevere direttamente l&#8217;acqua dall&#8217;innaffiatoio.</p>
<p>Oggi, 26  aprile, abbiamo invece          iniziato l&#8217;alimentazione vera e propria delle piante tramite  l&#8217;utilizzo di          prodotti specifici contenenti gli elementi chimici basilari per  lo sviluppo          delle piante coltivate in idroponica. Potassio, Calcio, Magnesio  sono solo          alcuni degli elementi che aiuteranno le nostre piante a  crescere, si spera,          forti e sane. Niente paura, questi &#8220;integratori energetici&#8221;,  costano          relativamente poco (6 euro per due bottiglie da 1,5 litri una) e  rendono          tanto..almeno questa è la speranza!<br />
Infine, ultima azione svolta ma prima  nell&#8217;importanza complessiva del progetto,              abbiamo realizzato una struttura per garantire a zucchine e  pomodori di crescere              e svilupparsi appoggiandosi ad un intreccio di corde fissate  a loro volta a              quattro supporti fissi. Un lavoro invasivo dal punto di  vista estetico essendo              ancora priva del verde che ci auguriamo lo possa ricoprire  ma basilare per poter              garantire un futuro sviluppo sano delle nostre piante.              Complessivamente si vedono dei miglioramenti generali delle  piantine anche se le              radici non hanno ancora raggiunto l&#8217;acqua che scorre sotto  di loro.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo              aspetto è basilare contando che, senza terra, le piante  necessitano di un              contatto continuo con l&#8217;acqua.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="https://docs.google.com/File?id=dg66jrsg_69dfwrvqhk_b" alt="" width="332" height="222" />Ecco che il nostro orto prende forma: la struttura  aiuterà i          nostri virgulti a crescere ! Il serbatoio, in fondo al poggiolo a  destra, è          stato coperto per evitare che i raggi del sole entrino  direttamente in contatto          con l&#8217;acqua riscaldandola eccessivamente.</p>
<p>P.S. abbiamo acquistato anche un ossigenatore da acquario e  lo abbiamo inserito              nel serbatoi : un oggetto necessario per combattere le  possibili muffe capaci di              crearsi all&#8217;interno del tubo principale. Piccoli  accorgimenti utili per              aumentare la percentuale di successo di questo esperimento.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/" target="_blank"><strong>(CONTINUA&#8230;)</strong></a></p>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>
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		<title>Come fare una Seed Bomb</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 19:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di treesneedtobehugged Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito? Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare? Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte? E quante volte questo tipo di pensieri [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <em>treesneedtobehugged</em></p>
<p>Non trovi detestabili quei lotti spogli di terreno a lato delle strade? <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1476" title="seedbomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/seedbomb.jpg" alt="seedbomb" width="258" height="240" /></a></p>
<p>Hai fantasticato di riempire di fiori quei brutti spazi ma hai avuto paura di venire perseguito?</p>
<p>Non puoi spendere per comprare piante da trapiantare?</p>
<p>Oppure è troppo difficile raggiungere l&#8217;area su cui vorresti intervenirte?<br />
E quante volte questo tipo di pensieri ti ha attraversato la testa, quanti lotti abbandonati o aiuola trascurate hai incrociato nella tua vita.<br />
Bene, quello che ci vuole per te è una seed bomb (bomba di semi). E&#8217; economica, naturale ed organica, facile da fare, semplice da trasportare in tasca e efficientissima per coprire anche vaste aree in breve tempo.<br />
Le seed bomb è l&#8217;asso nella manica dei <a href="http://www.guerrillagardening.it/" target="_blank">guerrilla gardeners</a> che vogliono raggiungere il loro scopo presto e bene.</p>
<p><span id="more-1474"></span></p>
<p><strong>Materiali</strong></p>
<p>-Argilla (creta) essiccata (quella per modellare, si trova nei negozi di giocattoli, forniture artistiche, decoupage, hobby e modellismo. Ha l&#8217;aspetto di un panetto di Das o stucco e costa molto poco);<br />
-Acqua<br />
-Semi di fiori resistenti (come ad esempio girasole, nontiscordardime, Arabis);<br />
-Compost o worm casting<br />
-Una superficie larga e piatta (io ho usato il coperchio dello yogurt)<br />
-Argilla di fiume (o limo, o argilla fertilizzante). Si trova nei garden più forniti o nei negozi di acquari in forma di biglie.</p>
<p>Procedimento:</p>
<div id="attachment_1475" class="wp-caption alignright" style="width: 289px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg"><img class="size-full wp-image-1475" title="seed bomb" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/Cutting.jpg" alt="seed bomb" width="279" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">il taglio dell&#39;argilla</p></div>
<p>Taglia una fettina molto sottile di argilla dal panetto.<br />
Schiacciala su una superficia larga e piatta, poi cospargila di compost. Più compost dà una maggiore probabilità di riuscita ai vostri semini.<br />
Aggiungi qualche seme (due, o più, a seconda della grandezza e della qualità).<br />
Aggiungi con cautela qualche goccia d&#8217;acqua (attenzione a non esagerare, versa poco per volta) .<br />
Chiudi su se&#8217; stesso lo strato di argilla e modella a forma di palla. assicurati che i semi siano all&#8217;interno.<br />
Ora ripassatela per un po&#8217; di volte nel compost, finchè non sarà completamente ricoperta da un buono strato.</p>
<p>Ok, adesso lasciate asciugare al sole e avete finito.</p>
<p>Ripetete quante volte volete fino a riempire le tasche dei pantaloni, della giacca e dello zaino vostri e dei vostri amici, poi potrete portare il verde dove c&#8217;è solo un trascurato pezzo di terra.<br />
Se volete assicurarvi una ricca e sicura fioritura ricordatevi di annaffiare!</p>
<p>Questa descritta è una ricetta base: trovate la vostra formula (ad esempio con argilla verde venduta al chilo in erboristeria al posto del panetto) e agite.</p>
<p>Una versione più semplice e veloce, tratta da <a href="http://www.guerrillagardening.it/idee.htm" target="_blank">guerrillagardening.it</a>: avvolgi in carta di giornale terriccio, fertilizzante, e semi di fiori che vorresti veder nascere. Il tutto imbevuto d&#8217;acqua.</p>
<p>Attenzione a mantenere le vostre scorribande nei limiti della legalità.</p>
<p><em>Liberamente tradotto ed adattato col permesso dell&#8217;autore da <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Seed-Bomb/" target="_blank">qui.</a></em></p>
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