Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it
Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.
Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante. Read more…
Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l’autosufficienza e l’iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.
L’accordo affida all’Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città.
L’Aquila, 3 giu. – (Adnkronos) – Grazie alla sinergia individuata in merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune dell’Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono giunti a stipulare un Protocollo d’Intesa.
L’accordo, firmato ad Assergi, dall’Assessore Comunale competente, Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida all’Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell’esperienza profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2, Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito 3), secondo i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla ricostituzione del tessuto sociale della città.
Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.
Se l’idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.
Ad ognuno il suo spazio
Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?
Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.
Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.
Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.
Per tecniche colturali si intendono tutte quelle operazioni eseguite con l’intento di favorire la crescita rigogliosa e produttiva delle piante; ce ne sono moltissime, ed in questo articolo daremo una breve descrizione delle principali.
Sarchiatura
E’ necessario possedere almeno un tipo di zappa per lavorare la terra intorno agli ortaggi e alle piante ornamentali e da frutto.
La sarchiatura ha sostanzialmente due funzioni:
riduce le infestanti e in tal modo aumenta la disponibilità di luce e di sostanze nutritive;
diminuisce la compattezza del suolo permettendo la penetrazione di aria vitale.
Si afferma anche che uno strato di terra fine sulla superficie agisca da pacciamatura impedendo un’eccessiva perdita d’acqua.
Sono disponibili sul mercato molti modelli di zappe e sarchiatoi tra i quali scegliere, il più diffuso è il sarchiatolo a tiro; questo tipo di sarchiatoio ha una lama piatta portata all’estremità di due braccia di metallo che permettono alla terra di passare in mezzo. L’attrezzo viene tirato e spinto, appena sotto la superficie del suolo, in modo da recidere gli steli delle infestanti subito sotto il colletto. Se usato troppo in profondità si rivela meno efficace nel controllo delle erbacce.
Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere, realizzarlo non è affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.
COSA E’ IL COMPOST
Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante, simile all’humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata compostaggio.
L’idroponica come ormai sappiamo è una tecnica redditizia ed efficiente, ma come renderla ancora più produttiva?
Creando sistemi rotanti naturalmente.
Ecco quindi i design avanzati di Omega Garden , brevettati per raggiungere la massima semplicità unitamente a raccolti sempre più abbondanti, sia nella coltivazione casalinga che in quella industriale.
Diamo un’occhiata nel dettaglio al catalogo proposto.
Per il grower amatoriale il prodotto ad hoc è il Volksgarden, che può ospitare fino ad ottanta piante e contestualmente donare un tocco decisamente eccentrico all’arredo.
Ecco una comoda guida per costruire in maniera facile e veloce una casetta per insetti utili.
Qualcuno si domanderà: perchè mai dovremmo metterci in casa degli insetti, e in che senso sarebbero utili?
Beh, innanzitutto il vostro giardino è un importante rifugio per la fauna selvatica e un ottimo posto per osservarla da vicino.
Immaginate la scena: gli erbivori che tranquillamente brucano, alcuni astutamente mimetizzati per evitare di essere visti, e i predatori che si aggirano cercando l’occasione per piombare sulla sventuarata cena.
Improvvisamente, il carnivoro balza e afferra la preda che si dibatte. Che scena!
Siamo forse nel Serengeti?
Contro la crisi cresce la vendita di bustine di semi e piantine già sviluppate per gli coltivare gli ortaggi sul bancone di casa.
Qualcuno l’ha già battezzata “orto-mania” ma, quella di coltivarsi in proprio, magari sul terrazzo di casa, insalata e pomodori, più che una moda – in tutto l’Imperiese – sembra ormai diventata una scelta. Spesso e volentieri anche forzata, visti gli stipendi “leggeri” di questi tempi e il forte rincaro che frutta e verdura continuano a subire su mercati e supermercati. Contro la crisi, insomma, gli imperiesi corrono ad acquistare bustine di semi e piantine già sviluppate. Piantare e poi coltivare aromi, ortaggi e anche frutta sul terrazzo di casa fa indubbiamente risparmiare. E poi, cosa non trascurabile, si sa sempre ciò che si mangia. E così, al fianco di basilico e maggiorana, ecco spuntare insalata e pomodori, mandarini e limoni.
Riprendiamo con la guida per la costruzione fai-da-te con materiali recuperati di un semplice ed economico sistema nft , concepito per l’utilizzo all’esterno senza strumenti elettronici ne’ conoscinze specifiche. Qui la prima parte.
TAPPARE I TUBI
Inseriamo i tappi al loro posto sulle estremità dei tubi e segnamo il punto in cui arrivano.
E’ bene sissare un solo tappo per volta, per evitare che i tubi flettendosi tirino via dalla loro posizione.
Ricordiamo di allineare i tappi ricordando che il foro di scolo va in basso, e quello di entrata nel tubo seguente in alto.
In questo modo si creano dislivelli che aiuteranno ad ossigenare l’acqua durante il suo giro. Le radici gradiranno senz’altro quest’attenzione. Read more…