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	<title> &#187; autosufficienza</title>
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		<title>Studiare Acquaponica: i corsi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il centro studi per l'acquaponica propone corsi volti all'approfondimento della sinergia tra acquacoltura e idroponica, ovvero un ambiente in cui sviluppare pesci, crostacei e piante
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1914" style="margin: 4px;" title="centro studi per l'acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/acquaponica-corsi.jpg" alt="centro studi per l'acquaponica" width="209" height="300" /></a></strong><em>[fonte: <a href="http://acquaponica.blog.tiscali.it/">http://acquaponica.blog.tiscali.it/</a>]</em></p>
<p><strong>AquaSchool</strong> nasce con l’intento di erogare servizi didattici, attinenti lo studio e lo sfruttamento sostenibile degli organismi acquatici e degli ambienti naturali o artificiali che li ospitano, avvalendosi delle attuali tecnologie telematiche di formazione a distanza.<br />
In questo modo chiunque è dotato di un accesso ad un personal computer collegato ad Internet, può seguire un corso in piena libertà, svincolato dalla necessità di recarsi in un’aula collocata in uno spazio determinato e ad un’ora stabilita.</p>
<p>Infatti seguire in qualità di studente un corso a distanza con il computer presenta i seguenti innegabili vantaggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1913"></span></p>
<div>
<ul>
<li>La possibilità di ricevere il materiale didattico tramite posta elettronica direttamente sulla propria scrivania e quindi di poter studiare per conto proprio senza rimanere collegato alla Rete;</li>
<li>L’assistenza diretta via e-mail da parte dell’insegnante, sempre pronto a soddisfare le richieste dello studente e a sostenerlo nei suoi studi;</li>
<li>L’accesso a documenti ed immagini su un’area del web, specificamente disegnata per costituire una valida integrazione didattica del corso che si sta seguendo, consentendo ad esempio di poter effettuare dei tour guidati nella Rete, riguardanti gli argomenti che sta studiando;</li>
<li>La partecipazione ad una mailig list moderata in cui è possibile scambiare le proprie opinioni con gli altri partecipanti del corso;</li>
<li>L’accesso ad una classe virtuale in giorni ed in orari prestabiliti nei quali è possibile incontrare il proprio docente e gli altri compagni di corso e discutere con loro in tempo reale (in gergo “chattare”); si differenzia dalla precedente mailing list in quanto questa presuppone sempre che i messaggi dei suoi partecipanti arrivano dopo un certo lasso di tempo ai loro destinatari che, a loro volta, rispondono dopo un’ulteriore intervallo temporale.</li>
</ul>
</div>
<p>Queste possibilità, offerte dalle odierne tecnologie informatiche, consentono quindi di poter realizzare finalmente una delle massime aspirazioni delle società civili moderne: la democratizzazione del sapere e la diffusione capillare delle conoscenze umane.<br />
In questo contesto e con questo spirito <strong>AquaSchool</strong> vuole essere un <em>punto di riferimento</em> italiano per l’erogazione di corsi di formazione a distanza, riguardanti la didattica degli ambienti acquatici marini, salmastri e di acqua dolce e della fauna e flora che li popola.</p>
<p>ELENCO DEI CORSI</p>
<ul>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=970" target="_blank">Corso di Acquaponica</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=1743">Coltivare piante acquatiche ornamentali per profitto</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=80" target="_blank">Corso di Astacicoltura ovvero l’allevamento dei gamberi di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=94" target="_blank">Introduzione all’Acquacoltura di acqua dolce</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=290" target="_blank">Costruire e gestire un laghetto di pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=350" target="_blank">Qualità dell’acqua in impianti di acquacoltura e pesca sportiva</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=744">Sistemi di ricircolo idrico in allevamento</a></li>
<li><a href="http://aqua.sportandservice.com/aquablog/?page_id=792" target="_blank">Avviare un Centro di Pesca Sportiva</a>: Corso avanzato</li>
</ul>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1913"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Hortocity, orti in città</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 11:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano. Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>HORTICITY è una società specializzata nella pianificazione, progettazione e realizzazione di sistemi per la coltivazione di frutta ed ortaggi in ambito urbano.</p>
<div id="attachment_1886" class="wp-caption alignleft" style="width: 494px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg"><img class="size-full wp-image-1886" title="Hortocity, orti in città" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0061.jpg" alt="Hortocity, orti in città" width="484" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;orto realizzato nel condominio popolare di Via Gandusio</p></div>
<p>Horticity aiuta a soddisfare il desiderio/la passione di coltivare l’orto in terrazzo (mini-orto) creando un piccolo angolo di natura dove far crescere non solo le tradizionali piante aromatiche (basilico, rosmarino e mentuccia) ma anche pomodori, zucchine e lattuga per la produzione casalinga.</p>
<p>Le tecniche adottate sono quelle tipiche delle coltivazioni fuori suolo intensive ma opportunamente modificate per adattarle alle esigenze di spazio, input e cure proprie della piccola produzione domestica.</p>
<p>Horticity è, altresì, impegnata nella promozione e diffusione del valore sociale della pratica orticola nel contesto urbano sia attraverso la partecipazione a progetti di realizzazione e gestione di orti comunitari che la prestazione di consulenza e formazione alle associazioni di orticoltori.</p>
<p><a href="http://www.horticity.it/" target="_blank">http://www.horticity.it/</a><br />
<span id="more-1885"></span><br />
<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1887" style="margin: 4px;" title="Hortocity, idroponica urbana" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0033.jpg" alt="Hortocity, idroponica urbana" width="718" height="481" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1888" title="Hortocity, fuorisuolo cittadino" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/DSC_0100.jpg" alt="Hortocity, fuorisuolo cittadino" width="718" height="481" /></a></p>
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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1885"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Insetticida fai da te</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 13:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antiparassitario insetticida fatto in casa per combattere le infestazioni più comuni nelle piante di pomodoro e non solo. Economico e valido contro buchi, moscerini, pidocchi, ragnetto rosso.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/insetticida_bruchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1855" style="margin: 4px;" title="insetticida_bruchi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/insetticida_bruchi.jpg" alt="bruco" width="210" height="158" /></a>Esistono moltissime ricette per &#8216;cucinare&#8217; in casa, con poche risorse e pochissimo denaro, <strong>un valido antiparassitario fai da te utile per la maggior parte degli insetti infestanti.</strong></p>
<p>In questo caso avremo un prodotto che non danneggia le piante e che può essere usato fino al momento del raccolto perchè <strong>non tossico</strong>. Gli ingredienti presi in considerazione sono reperibili senza alcuno sforzo, ma è sicuramente possibile sostituirli con altri.</p>
<p>Sarebbe anzi interessante conoscere le misture personalizzate dei lettori: <strong>se vuoi condividere la tua ricetta sentiti libero di farlo nei commenti e noi la aggiungeremo a questo articolo.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1851"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Cosa serve:</strong></p>
<ul>
<li>una bottiglia capiente e pulita</li>
<li>uno spruzzatore</li>
<li>un imbuto</li>
<li>un pezzo di tessuto pulito (un canovaccio o similare)</li>
<li>una pentola con la stessa capienza della bottiglia</li>
<li>due piccole cipolle</li>
<li>un peperoncino</li>
<li>uno spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>poco detersivo per i piatti (possibilmente biologico)</li>
<li>un frullatore (non è indispensabile ma aiuta)</li>
</ul>
<p><strong>Come fare l&#8217;antiparassitario casalingo:</strong></p>
<p>Prendere tutta la verdura e tritarla grossolanamente<strong>, </strong>poi frullarla fino a farla diventare una pasta. Se non avete il frullatore potete lavorare di mezzaluna e pestello. Attenzione a non strofinarvi gli occhi o la bocca in questa fase, questi ingredienti possono essere davvero molto irritanti<strong>.</strong></p>
<p>Il frullato va ora versato nella pentola e coperto di acqua tiepida. Mescolare e lasciare riposare almeno una ventina di minuti. NON cuocere.<strong> </strong></p>
<p>Ora il nostro antiparassitario va filtrato con il canovaccio: la parte liquida va raccolta nella bottiglia, la poltiglia residua gettata nella compostiera.<strong> </strong></p>
<p>Il tocco finale è dato dal detersivo, che va scelto <strong>organico a base vegetale, privo di inquinanti, coloranti e profumi artificiali</strong>. Questo tipo di detersivo si trova ormai in molti negozi ed è piuttosto costoso<strong>, </strong>ma si tratta di soldi ben spesi. Se non avete a disposizione un prodotto biologico utilizzatene uno commerciale<strong>, </strong>aggiungendone un cucchiaio. Se avete il sapone ecologico abbondate e mettete due cucchiai.<strong> </strong></p>
<p><strong>Il detersivo aiuta l&#8217;antiparassitario ad aderire alle foglie</strong> e crea una pellicola che infastidisce gli insetti e protegge ulteriormente le piante<strong>.</strong></p>
<p><strong>Ora l&#8217;insetticida casalingo fai da te è pronto. </strong>Con l&#8217;aiuto dell&#8217;imbuto riempite lo spruzzatore, che utilizzerete sempre regolato sulla nebbia più fine possibile. Il resto del prodotto può essere conservato fino a due settimane in frigorifero nella bottiglia ben chiusa,  ricordando di agitarla bene prima dell&#8217;uso.<strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;antiparassitario andrà spruzzato abbondantemente sulle foglie (anche sotto), sugli steli e anche sul terriccio. </strong>Applicando ogni 4-5 giorni, per almeno 4 volte consecutive, si vedranno interessanti risultati<strong>.</strong></p>
<p><strong>Si tratta di una ricetta utile per molti infestanti comuni. </strong>Resta inteso che infestazioni particolarmente vaste o di specifici parassiti necessitano di prodotti ben più mirati. Inoltre questo tipo di insetticidi è piuttosto blando e pertanto utile principalmente in ambiente indoor e su un numero limitato di piante.<strong> </strong></p>
<p><strong>Si può utilizzare preventivamente sulle piante per prevenirne l&#8217;infestazione. Ottimo per i parassiti del pomodoro e dell&#8217;insalata a foglia verde, particolarmente efficace su bruchi, moscerino della frutta, mosca bianca, pidocchi, ragno rosso.</strong></p>
<p>Se avete paura dell&#8217;odore potete aggiungere una goccia di olio essenziale profumato all&#8217;agrume, a sua volta blandamente attivo contro gli insetti.<strong> </strong></p>
<p><strong>Un&#8217;ultima considerazione: questo tipo di intervento mira ad allontanare gli insetti privandoli del cibo (cioè le vostre piante), non li uccide.<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mini sistema idroponico in pochi minuti</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2011/02/25/mini-sistema-idroponico-in-pochi-minuti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mini-sistema-idroponico-in-pochi-minuti</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autosufficienza]]></category>
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		<category><![CDATA[costruire un idrosistema]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[idroponica base]]></category>
		<category><![CDATA[idroponica semplificata]]></category>
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		<description><![CDATA[Costruire un piccolo ed economico sistema idroponico a secchi. Un idrosistema semplificato senza ricircolo in pochi minuti, ideale per l'esterno.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" title="sistema-idroponico-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg" alt="sistema idroponico fai da te" width="448" height="318" /></a>Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne&#8217; molto denaro?<br />
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.<br />
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.</p>
<p><em>Materiali: </em><br />
- due secchi della capienza di circa 20 litri<br />
- <a title="substrato per idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrato per idroponica</a> (perlite, fiocchi di lana di roccia, vermiculite o argilla espansa)<br />
- trapano con punta fine o punteruolo<br />
- <a title="timer ad intervalli di un minuto" href="http://growerplanet.it/controlli_TIMER--ELETTRONICO-CON-RELAIS.1.9.25.gp.551.-1.uw.aspx" target="_blank">timer ad intervallo di un minuto</a><br />
- <a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore</a> con tubicino e pietra porosa<br />
- <a title="pompa idroponica" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-IMMERSIONE---300L-H.1.9.54.gp.4645.-1.uw.aspx" target="_blank">pompa</a><br />
- <a title="tubo per pompa irrigazione" href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_TUBO-FLEXI-32MM-.1.9.53.gp.492.-1.uw.aspx" target="_blank">tubo flessibile per la pompa</a></p>
<p>- <a title="misuratore ph" href="http://growerplanet.it/PH_ADWA-TESTER-PH.1.9.60.gp.540.-1.uw.aspx" target="_blank">test del pH</a><br />
- eventualmente <a title="correttore pH" href="http://growerplanet.it/Correzione-pH.1.9.97.sp.uw.aspx" target="_blank">soluzione per la correzione del pH</a><br />
- <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a><br />
<span id="more-1790"></span>Il concetto alla base di questo progetto è che il vaso che contiene le piante venga irrigato regolarmente come in qualunque sistema a gocciolamento, senza ricircolo.<br />
Questo semplicissimo sistema idroponico &#8216;povero&#8217; si potrà quindi utilizzare all&#8217;esterno, dove l&#8217;acqua di scolo andrà ad arricchire il terreno circostante.<br />
Le dimensioni ridottissime permettono di evitare eventuali fenomeni di inquinamento da fertilizzante.</p>
<p><strong>La costruzione del sistema idroponico fatto in casa</strong></p>
<p>Prendete il primo secchio (pulito!) e praticate dei forellini sul fondo e in basso sui lati, per far defluire la soluzione nutritiva.<br />
Se i fori sono troppo grossi e lasciano passare il substrato, potete semplicemente infilare il secchio in un vecchio collant.<br />
La grandezza e il numero dei fori di drenaggio è variabile a seconda del numero di piante, del substrato e delle condizioni ambientali: procedete per tentativi.<br />
Se necessitate di fori più grandi potete evitare che il medium li attraversi schermandoli con pezzetti di griglia fine fissata con silicone atossico.</p>
<p>Inserite ora il substrato, risciacquato se necessario.</p>
<p>A questo punto avrete un vaso funzionale, e volendo potreste già metterci le piantine e innaffiare a mano.</p>
<p>Ma noi vogliamo un sistema idroponico automatizzato, quindi prendete il secondo secchio, ben pulito, e riempitelo di acqua.<br />
Se è acqua del rubinetto meglio lasciarla riposare un po&#8217; perchè il cloro evapori. Di solito è meglio evitare acqua di pozzo, di falda o di fonte perchè troppo ricca e spesso potenzialmente inquinata.<br />
Aggiungete i nutrienti nelle quantità riportate in etichetta, mescolate, lasciate riposare e misurate il pH.<br />
Correggetelo se necessario.</p>
<p>La misurazione e regolazione del pH sono molto utili sempre, anche quando si annaffia a mano. Ovviamente se state facendo qualche esperimento senza pretese potete saltare questo punto per ora.</p>
<p>Mettete la pompa nel secchio/serbatoio, collegatela ad un tubo che fisserete poi al vaso con le piante. Un po&#8217; di nastro adesivo potrebbe andare, ma meglio fissarlo con un pezzetto di fil di ferro ricoperto di plastica (reperibile in qualunque negozio, si usa per fissare i rampicanti) per poterlo spostare a piacimento.<br />
Qui ci starebbe benissimo un gocciolatore per una migliore distribuzione dell&#8217;acqua ma questo vuole essere un sistema idroponico semplificato all&#8217;osso, quindi non ce ne preoccuperemo.</p>
<p>Collegate ora la pompa non direttamente all&#8217;alimentazione elettrica bensì al timer, programmando quest&#8217;ultimo perchè si attivi per un minuto due/ tre volte al giorno. Non tutti i timer hanno questa funzione, spesso i modelli base hanno intervalli minimi di 15 minuti. Scegliete quindi con attenzione.<br />
Il settaggio dipende dalla portata della pompa (che comunque avrete scelto in base alla capienza del serbatoio), dal numero di piante e dal clima.<br />
Ora potete finalmente inserire il timer nella presa di corrente.</p>
<p>Non mi pare il caso di ricordarlo ad ogni passaggio ma il buon senso ovviamente suggerisce di provare la portata della pompa e dei fori di drenaggio, la tenuta del tubo, e l&#8217;assemblaggio generale prima di lasciare il sistema idroponico abbandonato a se stesso senza supervisione.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
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		<title>Orto all&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:56:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottenere insalata e ortaggi anche senza molto sole è possibile. Ecco come ottenere il meglio se hai poca luce o devi coltivare in un orto con poco sole.
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<p>Un&#8217;esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.</p>
<p>Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?</p>
<p>Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.</p>
<p><strong>Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?</strong></p>
<p>Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.</p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p>Ma se coltivi per ottenere lussureggianti foglie, steli o germogli anche una zona poco esposta al sole andrà benissimo. Ovviamente un&#8217;esposizione scarsa non significa buio totale: vogliamo che le piante pratichino la fotosintesi e che prosperino, quindi parliamo di un&#8217;area che magari riceve poche ore di luce ( non meno di sei ) anche non diretta, o molte ore di luce debole o intermittente (come nel caso di piante schermate dalle fronde degli alberi).</p>
<p>Ecco qualche pianta che puoi coltivare nel tuo orto ombroso: cavoli, cavolfiori e broccoli, piselli, bietole, cavoletti, barbabietole, ravanelli, spinaci, ravizzone, fagioli e in generale insalate verdi (come lattuga o indivia ad esempio).</p>
<p>La varietà non manca e pensa ai vantaggi: meno sole vuol dire anche annaffiature meno frequenti, e i raccolti si succederanno meno febbrilmente concedendoti più tempo tra uno e l&#8217;altro.</p>
<p>Ok, questo vuol dire anche che avrai meno raccolti, ma ehy mica si può avere tutto dalla vita.</p>
<p>Inoltre puoi compensare questo punto se hai già una zona soleggiata e semplicemente non sapevi cosa mettere nella parte dell&#8217;orto che resta in ombra e dove regolarmente le tue piantine di pomodoro soffrivano.</p>
<p>Puoi organizzare per bene lo spazio dedicando alle amanti del sole come pomodoro, melanzana, e peperone e disponendo insalata e cavoli nella parte ombrosa: niente sprechi, tavola più ricca e tutti contenti.</p>
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		<title>Costruire una Growbox fai da te</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 12:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida con istruzioni passo per passo su come costruire una growbox (o grow box, o darkroom) in casa con poca spesa.
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1679" class="wp-caption alignright" style="width: 259px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg"><img class="size-full wp-image-1679" title="costruire growbox" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg" alt="costruire growbox" width="249" height="408" /></a><p class="wp-caption-text">Costruire una growroom. Guida di Drillbit su Instructable.com</p></div>
<p><em>Liberamente tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></em><em> </em></p>
<p><em>Scritto da Drillbit</em></p>
<p>La GrowBox, o Dark Room è in pratica una sorta di armadio pensato per ospitare in casa piante che necessitano di un ambiente controllato per la crescita.<br />
Illuminazione specifica, un clima predefinito e la semplicità di gestione non sono facili da ottenere posizionando semplicemente le piante all&#8217;interno di una stanza, senza contare l&#8217;impatto estetico.<br />
D&#8217;altra parte un comune armadio è decisamente inadeguato alla bisogna. Ecco dunque una guida per costruire in casa una piccola (152x61x61) growbox fai da te.<br />
Per disegnare il progetto esiste un programma gratuito e semplice da usare, Google Sketch up, scaricabile a questo indirizzo: <a href="http://sketchup.google.com/">http://sketchup.google.com/</a><br />
<strong><br />
I materiali necessari sono questi:</strong></p>
<p>-Pannelli di fibra di legno a media densità ( un prodotto economico e leggero, costituito da cippati riassemblati, assimilabile al truciolato. Le misure originali sono espresse in pollici. Per la vostra comodità è conveniente rivedere le proporzioni in centimetri in modo da lavorare con numeri tondi).</p>
<p>Si possono acquistare al Brico o in altri negozi simili, richiedendo già il taglio secondo le vostre esigenze.<br />
. 2 Pannelli frontali: 33.83&#215;125.27<br />
. 2 Pannelli laterali: 60.96&#215;152.4<br />
. 2 Pannelli superiore/inferiore: 60.96&#215;33.83<br />
<span id="more-1677"></span><br />
-Pali quadrati 5&#215;5 (stesso materiale, anche questi reperibili nei centri bricolage a poco prezzo già tagliati)<br />
.12 lunghi 54.86<br />
. 4 lunghi 152.4</p>
<p>-Viti per legno, rondelle e bulloni, volendo ruotine girevoli<br />
-<a title="Telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">Telo riflettente </a><br />
-Colla spray o altro per fissare il telo al legno</p>
<p><strong>Montaggio della struttura portante della growbox</strong></p>
<p>Per prima cosa al pannello di base vanno assicurati quattro dei pali corti a mo&#8217; di cornice, lasciando agli angoli lo spazio necessario per la base dei pali che sorreggeranno l&#8217;impalcatura.<br />
In questo progetto è previsto di spendere il meno possibile. Paragonando i costi di un <a title="riflettore ventilato" href="http://growerplanet.it/riflettori_-RIFLETTORE-SPUDNIK-ASPIRABILE-CON-VETRO.1.9.129.gp.949.-1.uw.aspx" target="_blank">riflettore ventilato</a> con quelli di poco materiale supplementare risulta più conveniente la seconda opzione.<br />
Quindi nel lato superiore è previsto uno spazio di circa 30 centimetri per posizionare le luci, al di sotto del quale si potrà porre una lastra di vetro. In questo modo si potrà ventilare separatamente l&#8217;impianto di illuminazione e mantenere più fresca la growbox stessa.<br />
L&#8217;impalcatura a questo punto sarà così composta: 4 pali lunghi, fissati in cima con i quattro pali corti identici a quelli della base. Trenta centimetri sotto questi pali andranno fissati gli ultimi 4 pali corti, a rinforzare e stabilizzare la struttura.</p>
<p>Una volta che tutti i pezzi sono ben avvitati potete finalmente fissare la struttura sulla base. Se necessario potete aiutarvi con delle squadrette (angoli di metallo reperibili per pochi centesimi dal ferramenta, provvisti di fori per le viti).</p>
<p>Se volete montare le ruote per rendere mobile la vostra growbox, potete farlo ora. Basterà qualche vite e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>I pannelli laterali: chiudiamo la growbox</strong></p>
<p>Per assicurare una perfetta rifrazione della luce senza sprechi e una vita più lunga al legno, sarà sufficiente foderare i pannelli con <a title="telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">telo riflettente</a> (tipo Mylar).<br />
Si possono incollare con la colla spray (più semplice da usare) o altri collanti. Attenzione a tenerlo ben teso.<br />
Una volta assemblati i pannelli con le viti alla struttura portante la growbox è praticamente finita. Ora bisogna pensare agli accessori.</p>
<p><strong>Aerazione </strong></p>
<p>Per una growbox così piccola il sistema migliore per l&#8217;aerazione sono piccole<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a>, del tipo usato normalmente per i pc.<br />
Due saranno sufficienti per la zona di coltivazione e una per la parte delle lampade.<br />
Con un trapano e una sega (o con gli strumenti che più vi sono congegnali) vanno praticati i fori per alloggiare le <a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventole</a>. Se restano spazi o imprecisioni andranno riempiti in un secondo tempo.<br />
Attenzione al wattaggio: le<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a> a volte necessitano di un trasformatore e non possono essere attaccate direttamente alla corrente. Attenzione due volte ai cablaggi: se fate passare del filo elettrico badate che sia esterno alla growbox e comunque a prova di umidità.</p>
<p>Una ventola andrà piazzata in basso da un lato per fare entrare aria fresca, mentre quella per l&#8217;estrazione dell&#8217;aria andrà posizionata in alto sull&#8217;altro lato, vista la tendenza dell&#8217;aria calda a salire.</p>
<p><strong>Illuminare la growroom</strong></p>
<p>Viste le dimensioni in questo caso non sarà necessario un gran wattaggio. Con le viti dunque basterà fissare il <a title="portalampada" href="http://growerplanet.it/accessori-e-ricambi_PORTALAMPADA-E-40-CERAMICA.1.9.98.gp.22.-1.uw.aspx" target="_blank">portalampada</a> sul lato più vicino alla corrente e avvitare il bulbo, che potrà essere HPS, MH o CFL.<br />
(In questo caso si è deciso di fare a meno del <a title="riflettori" href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>. Ma è un accessorio utile e costa poco, nel caso bastano un paio di viti in più per montarlo e ha il pregio di avere già il portalampada integrato.)</p>
<p><strong>Filtro e ventilazione</strong><br />
Costruire il <a title="filtro degli odori" href="http://growerplanet.it/filtri-odori.1.9.37.sp.uw.aspx" target="_blank">filtro degli odori </a>da se&#8217; permette di risparmiare e aggiunge soddisfazione. <strong> </strong>Si può procedere molto semplicemente procurandosi della normale rete da pollaio, qualche paio di collant<strong> </strong>e dei carboni attivi, oppure del materiale in fibra di carbone attivo, come quella utilizzata nella cappa della cucina. Inoltre, un rotolo di guarnizione coibentante (si usa normalmente per limitare gli spifferi, costa poco e si trova anch&#8217;essa dal ferramenta), due<a title="estrattori" href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=35&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank"> aspiratori cetrifughi (o estrattori)</a> piccoli e un raccordo a T.</p>
<p>Con un pezzo di rete si forma un cilindro della misura dell&#8217;imboccatura del raccordo a T, fermandolo con delle fascette da elettricista.</p>
<p>Poi procedendo allo stesso modo si forma un cilindro più grosso, che contenga il primo lasciando un paio di centimetri tra quello interno e quello esterno. Si potrà ottenere e mantenere questo spazio utilizzando la guarnizione.</p>
<p>Entrambi vanno infilati, singolarmente, in un collant, così da contenere i carboni attivi (si trovano nei negozi di acquariologia).</p>
<p>I carboni vanno versati nel cilindro centrale, lasciando abbastanza spazio per l&#8217;imboccatura del tubo di scarico.</p>
<p>Infine, con del nastro americano, o da pacchi, sigillare il tutto. Una volta finito sarà sufficiente prendere le misure e segnare all&#8217;interno della growbox dove vanno assicurati gli estrattori, che dovranno trovarsi alle due estremità del T.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="filtro odori growbox fai da te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg" alt="filtro odori growbox fai da te" width="427" height="333" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della growbox tutti i cavi vanno assicurati con nastro adesivo e ogni fessura va sigillata.</p>
<p>Volendo si possono aggiungere due multipresa ai sui pannelli laterali, posto che non si coltivi in idroponica, per posizionare delle luci cfl da utilizzare nelle prime fasi di crescita.</p>
<p>Questa soluzione adottata nel progetto originale è secondo me poco pratica e pericolosa e totalmente sostituibile con una coppia di<a title="saliscendi" href="http://growerplanet.it/accessori-riflettori_VOLVIT-AUTHENTIC--EASY-ROLL--MADE-IN-EU-COPPIA.1.9.128.gp.4741.-1.uw.aspx" target="_blank"> saliscendi</a> e un riflettore invece del portalampada avvitato direttamente nel pannello laterale. Questo permetterà di regolare l&#8217;altezza dell&#8217;illuminazione in tutta sicurezza. Attenzione soltanto ad avere i cavi della lunghezza giusta.</p>
<p>Per tutto quello che concerne i cablaggi: va posto un particolare riguardo alla portata elettrica di quello che utilizzate. Leggere SEMPRE istruzioni e raccomandazioni d&#8217;uso e magari farsi consigliare dal negoziante è fondamentale.</p>
<p>Soprattutto se coltivate in idroponica tutta l&#8217;apparecchiatura elettrica va tenuta possibilmente all&#8217;esterno e comunque estremamente protetta.</p>
<p>Cercate di utilizzare delle prese multiple e non attaccare tutto su una sola presa penzolante dal muro.  Vi tornerà utile anche un timer.</p>
<p>Questo presentato è il progetto realizzato da un privato, che va interpretato come un canovaccio su cui lavorare ulteriormente.</p>
<p>Il testo è liberamente tradotto dall&#8217;originale in inglese, ricco di foto illustrative, presente a questo indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></p>
<p>ed è stato scritto dall&#8217;utente Drillbit</p>
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		<title>Acquaponica, idroponica ed energia solare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[acquaponica, idroponica, risparmio idrico ed energia solare per costruire una serra completamente autosufficiente ed eco compatibile che sostiene una famiglia di quattro persone. Pesci, ortaggi, frutta, verdura, uova biologiche ed organiche a costo ed impatto zero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile per una famiglia di quattro persone rendersi autosufficienti sotto il profilo alimentare con un modestissimo investimento e un po&#8217; di fai da te.</p>
<div id="attachment_1610" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg"><img class="size-full wp-image-1610" title="acquaponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/acquaponica.jpg" alt="acquaponica" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto: www.gardenpool.org</p></div>
<p>Avendo un po&#8217; di spazio, sì. Questa è la lezione che ci dà questa famiglia di Mesa, Arizona, che trasferitasi nel 2009 in una nuova casa ha trovato già installata una vecchia piscina vuota.</p>
<p>Invece di spendere migliaia di dollari per sistemarla o farla riempire di terra hanno deciso di rimboccarsi le maniche e costruire una<strong> serra urbana economica ed ecosostenibile</strong>, combinando tecniche e concetti base dell&#8217; <strong>aquaponica, idroponica, coltivazione tradizionale, risparmio idrico, filtraggio biologico, allevamento del pollame ed energia solare.</strong></p>
<p>L&#8217;indipendenza totale secondo il progetto avrebbe dovuto essere raggiunta nel 2012, ma già a metà del 2010 l&#8217;impianto procedeva  in <strong>autonomia</strong>.</p>
<p>La produzione garantisce 8 uova fresche al giorno, più <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tilapia" target="_blank"><strong>pesci Tilapia</strong></a> di quanti una famiglia di quattro persone ne possa consumare, e una buona fornitura di frutta, vegetali ed erbe, 365 giorni all&#8217;anno, e tutto <strong>completamente organico e biologico.</strong></p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Le piscine in certe zone degli Stati Uniti sono davvero molto diffuse, ma soprattutto nelle zone aride come questa sono un&#8217;incredibile fonte di spreco. Almeno una volta all&#8217;anno devono essere completamente svuotate e riempite nuovamente, la vasca pulita con acido muriatico e l&#8217;acqua saturata di cloro.  Il filtro inoltre, indispensabile, è il secondo apparecchio elettrico di casa quanto a <strong>consumo elettrico</strong>, dopo il condizionatore.</p>
<p>Si calcola un incremento nell&#8217;uso di acqua potabile attorno al 10% per le famiglie con piscina.</p>
<p>Ovviamente non è indispensabile una piscina per creare una struttura di questo tipo, si tratta solo di sfruttare appieno le risorse a disposizione.</p>
<p>In questo caso si tratta di un vero e proprio <strong>ecosistema simbiotico</strong>, dove il pollaio è costruito sopra lo stagno in modo che i rifiuti prodotti dai polli nutrano i pesci. L&#8217;acqua dei pesci, a sua volta, nutre le piante. Nulla viene sprecato, l&#8217;impiego idrico è minimo.</p>
<p>Ecco il video:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/KMkmgolAj6o&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>e qui alcune immagini della serra in costruzione:</p>
<p><a href="http://gardenpool.org/" target="_blank">http://gardenpool.org/</a></p>
<p>Sullo stesso sito altri begli esempi di piscine riciclate come giardini ed orti.</p>
<p>Glossario:</p>
<p><strong>Idroponica</strong>: piante coltivate fuori suolo, con un substrato inerte che ha il solo scopo di sorreggere il peso della pianta, oppure con le radici direttamente immerse nell&#8217;acqua.</p>
<p><strong>Acquacoltura o acquacultura</strong>: sistema di piante e pesci nello stesso ambiente. Permette di coltivare i vegetali alimentandoli con i prodotti di scarto dell&#8217;allevamento dei pesci.</p>
<p><strong>Filtraggio biologico</strong>: impiego di agenti naturali per il filtraggio dell&#8217;acqua, basato sulla biochimica e che prevede l&#8217;utilizzo di piante come come la lenticchia acquatica (visibile nelle foto sullo stagno dei pesci nell&#8217;articolo) .</p>
<p><strong>Energia solare</strong>: in questo caso si tratta di energia solare vera e propria e non di mero riscaldamento solare della serra. I pannelli solari incamerano energia per alimentare le strutture elettriche (come il ventilatore).</p>
<p><strong>Organico</strong>: in questo caso parliamo di fertilizzazione organica, ovvero ottenuta completamente da origine biologica (animale, vegetale o mista). Anche gli animali vengono alimentati in maniera organica.</p>
<p><strong>Biologico</strong>: l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento biologico implicano la conservazione delle risorse e il minore impatto ambientale possibile.<a title="Sostanza organica del terreno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_organica_del_terreno"></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Costruire un sistema idroponico semplificato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[idroponica base]]></category>
		<category><![CDATA[no soil]]></category>
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		<description><![CDATA[Costruire un sistema idroponico semplificato con pochi soldi, materiale riciclato e nessuna conoscenza tecnica. E senza corrente elettrica!
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <a title="view Tool Using Animal's profile" href="http://www.instructables.com/member/Tool+Using+Animal/">Tool Using Animal</a></em></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1593" style="margin: 4px;" title="costruire un sistema idroponico" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/sistema_idroponico.jpg" alt="costruire un sistema idroponico" width="274" height="362" /></a>Realizzare una sorta di <strong>giardino idroponico</strong> alimentato dal calore del sole, che non richiede quasi nessuna manutenzione, con <strong>materiali di riciclo</strong>?<br />
Possibile.</p>
<p>Bastano pochissimi soldi e non è neppure richiesta una particolare abilità.<br />
Certo a livello estetico si è visto di meglio, ma lavorando di fantasia è sicuramente possibile apportare qualche miglioria anche solo per l&#8217;occhio.</p>
<p>Dunque, quello che vediamo è un sistema prototipo del genere <strong>Ebb &amp; Flood.</strong><br />
Si basa sul principio fisico per cui la temperatura del gas intrappolato nel serbatoio porta ad un incremento del volume del gas stesso.</p>
<p><span id="more-1592"></span>Per iniziare basterà procurarsi:</p>
<p>-una bottiglia da 2 litri<br />
-una bottiglia da 1 litro<br />
-tappi (compatibili con entrambe le bottiglie)<br />
-colla attaccatutto atossica<br />
-tubicini da ossigenazione per  acquario e relativi connettori<br />
-vernice nera<br />
-nastro adesivo da tappezziere<br />
-perlite</p>
<p><strong>Il connettore</strong></p>
<p>Per collegare tra loro le bottiglie basterà incollare l&#8217;uno all&#8217;altro i tappi di plastica e successivamente con un trapano o un punteruolo forare il lato comune.</p>
<p>Attraverso al foro far passare un giunto per tubicini di gomma sottile, come quelli che si usano per gli aereatori (o pompe d&#8217;ossigeno). Si trova per pochi centesimi nei negozi di acquariologia. Fissare con colla.<br />
Ora è possibile attaccare al giunto un pezzo di tubicino, di lunghezza sufficiente per raggiungere il fondo della bottiglia da 2 litri.</p>
<p><strong>Il serbatoio</strong> <strong>dell&#8217;idrosistema</strong></p>
<p>Prendere la bottiglia da due litri, proteggere con nastro adesivo la vite e una striscia verticale lungo tutta la bottiglia, quindi dipingere di nero opaco.<br />
Il colore scuro attira e conserva il calore, mentre la striscia trasparente permetterà di verificare il livello del liquido all&#8217;interno.<br />
Ora il serbatoio si può riempire per metà di <strong>soluzione nutritiva</strong>.</p>
<p><strong>Il vaso</strong></p>
<p>La parte più semplice: basterà prendere la bottiglia da un litro, tagliarne il fondo, praticare un foro di &#8216;troppo pieno&#8217; sul lato in caso di piogge copiose, e avvitarla sul serbatoio del nostro <strong>sistema idroponico semplificato</strong> utilizzando il connettore.</p>
<p><strong>Assemblare e testare</strong></p>
<p>Si possono costruire quante coppie di vaso e serbatoio si vogliano. Mano a mano che il serbatoio, posto al sole, si scalda, <strong>la soluzione nutriente si trasferisce nel vaso.</strong><br />
Sebbene la teoria si basi sull&#8217;escursione termica tra il giorno e la notte, è possibile osservare che  il solo passaggio di poche nuvole sia sufficiente.<br />
<strong>Le piante in questo modo sono sempre irrigate e nutrite.</strong></p>
<p><strong>Il sistema in funzione</strong></p>
<p>I vasi possono ora essere riempiti di perlite, in cui potrete <strong>seminare o alloggiare talee</strong>.<br />
Posizionate il tutto al sole, e dimenticatevene, perchè il sistema necessita di una manutenzione davvero minima.</p>
<p>Questo <strong>sistema idroponico</strong> è ovviamente assolutamente essenziale, ma ha il suo grande pregio nei costi minimi e nella semplicità di realizzazione ed utilizzo. Inoltre nasce per essere utilizzato outdoor e non necessita di corrente elettrica. Può essere un buon progetto base da cui partire per elaborare progetti propri.</p>
<p><em>Tradotto liberamente, con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;autore, da : <a href="http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/Solar-Thermally-Pumped-Hydroponic-System/</a></em></p>
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		<title>Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto in città]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[come riciclare oggetti ikea per realizzare un giardino o un orto capovolto. Piante, fiori e frutti anche in città con poca spesa e qualche borsa di plastica.
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<p>In questo caso anche l&#8217;estetica è soddisfatta.</p>
<p><strong>Descrizione:</strong> per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.</p>
<p><strong>Strumenti:</strong> forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.</p>
<p><strong>Come procedere?</strong></p>
<p>-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.</p>
<p><span id="more-1582"></span></p>
<p>-Ora prendi le forbici e taglia una ics sul fondo del sacchetto, che sia abbastanza grande da far passare i rami, o la matassa di radici, a seconda di cosa hai deciso al punto presedente. Non esagerare con l&#8217;incisione o la pianta cadrà. Ma non avere nemmeno paura di usare le forbici: ora infatti vediamo come rendere più stabile il fondo e ridurre eventuali buchi eccessivi.</p>
<p>-Ritaglia il cartoncino (una scatola di cereali si presta all&#8217;uso) o il materiale che hai scelto sagomandolo come il fondo della borsa. Lascia qualche centimetro di margine oltre alla ics che hai ritagliato. Questo sarà il &#8216;collare&#8217;.</p>
<p>-Ora pratica un taglio nel collare partendo dall&#8217;esterno e arrivando al centro. Quando arrivi al centro ritaglia un piccolo cerchio attraverso il quale dovrà passare lo stelo. Ora abbiamo un rinforzo per il fondo che sosterrà la pianta e la terra.</p>
<p>-Prendi il collare ed inserisci la pianta utilizzando il taglio fatto nel cartoncino, in modo che il circolo centrale accolga lo stelo. Sistemalo sul fondo e sarai sicuro che la terra non cadrà attraverso la ics che hai praticato nel sacchetto.</p>
<p>-Aggiungi la terra, annaffia e sei pronto  a partire.</p>
<p>Oltre a questi sacchetti IKEA offre parecchi oggetti riciclabili in giardino, come contenitori plastici ideali da trasformare in vasi. Il prezzo medio è inferiore a quello dei vasi acquistati come tali, quindi vale la pena di fare un giro a dare un&#8217;occhiata, e magari apportare qualche semplice modifica con mezzi propri.</p>
<p>Anche gli oggetti che avete già in casa possono essere riciclati: non buttate via prima di avere valutato la possibilità di una nuova vita per le vostre suppellettili!</p>
<p>TRATTO E LIBERAMENTE TRADOTTO DA: <a href="http://ikeahacker.blogspot.com/2010/07/vastlig-topsy-turvy-style-planter-for-2.html" target="_blank">ikeahackerblogspot.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[orto in città]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ilrospo.it']);" href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><strong>Morti urbani</strong></p>
<p>Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i  cambiamenti del mio         orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su  questa rubrica e a         gran voce con i risultati sotto mano.</p>
<p>Eccoci alla terza  settimana di lavori, con         oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i  risultati iniziano,         almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno  trainando infatti tutte         le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro  probabilmente a causa         della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l&#8217;acqua  ma le aspettative         sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1547 alignleft" title="idroponica_primi_passi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="idroponica primi passi" width="247" height="370" /></a><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica_fatta_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="idroponica fatta in casa" width="248" height="371" /></a></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p>Indubbiamente         alcune piante stanno dimostrando tutto il loro vigore a  discapito di vicine meno         fortunate (la foto non lascia dubbi a tal proposito) ma in linea  di massima l&#8217;80%         del lavoro sembra stia andando nella giusta direzione.</p>
<p>Per la  prima volta questa         mattina ho iniziato con una prima lieve, e spero non deleteria,  prima potature delle         foglie ingiallite e stanche che ben si notano nelle foto qui  pubblicate. Bene il         lavoro di nutrimento dell&#8217;acqua: una pulizia settimanale del  serbatoio accompagnato         dal continuo lavorio dell&#8217;ossigenatore stanno garantendo una  corretta alimentazione         alle piante senza finora addurre i problemi paventati all&#8217;inizio  di questo progetto         riguardanti la possibile muffa creata dall&#8217;umidità..non c&#8217;è da  cantar vittoria         ma per adesso il lavoro procede al meglio.</p>
<p>Incredibile l&#8217;utilità  dell&#8217;intelaiatura         che non solo ha sconfessato i rischi del vento ovvi in un  balcone di casa ma ha         reso possibile l&#8217;irrobustimento delle piante, ed in particolare  dei pomodori,         che stanno crescendo meravigliosamente surclassando  abbondantemente gli stessi zucchini         che comunque stanno al passo.</p>
<p>Discorso a parte invece per le  fragole che, per la         dimensione troppo abbondante dei vasi stessi al momento  dell&#8217;acquisto stanno         patendo in maniera forte la nuova sistemazione rischiando di  appassire. Ma su quest&#8217;ultimo         argomento mi riserbo ancora una settimana di tempo per valutare  meglio. Nel complesso         rimane comunque un progetto POSITIVO che ha aumentato e  sensibilizzato chi scrive,         e si spera chi legge, ad un argomento sempre più lontano dalla  nostra quotidianità         nonostante l&#8217;importanza basilare dello stesso.</p>
<p>Praticamente un terzo, che alcuni leggeranno come sconfitta altri come  vittoria              continua a vivere e a dare quindi linfa al mio progetto e a  questa rubrica. Un              terzo delle piantine che misi 6 settimane or sono continua a  crescere dando alla              luce simpatici pomodorini e grandi e vanitose zucchine.  Continuando con quello              che è diventato il rito del lunedì mattina (è infatti in  questa data che cambio              l&#8217;acqua del serbatoio aggiungendo i fertilizzanti) sto  intravedendo il miracolo              della vita di madre natura.</p>
<p>Vedere crescere le proprie  piantine in quella che              fino a qualche settimana fa era una scommessa persa in  partenza, questa almeno              era il parere dei molti detrattori al mio progetto, regala  grande soddisfazione.              Sapere che la fragolina che era apparsa è stata gustata di  nascosto dalla mamma              e sapere che il gusto non era per niente acquoso (cosa che  in idroponica credevo              inevitabile) e che anzi era molto dolce  e..buona&#8230;impagabile! Certo non sono              solo rose, ho perso 20 piantine circa a causa del mancato  raggiungimento delle              radici con l&#8217;acqua sottostante ma, devo sottolinearlo, tutto  questo è dovuto ad              una mia grave mancanza.</p>
<p>A causa di una fornitura errata ho  infatti dovuto              utilizzare dei vasetti comuni e non quelli da idroponica,  potete facilmente              immaginare la quasi impossibilità per le piante di  raggiungere l&#8217;acqua(*). Ormai              ero in gioco e decisi di andare avanti anche se senza il  materiale giusto ma              nella prossima tornata non farò lo stesso errore condannando  tante piante a fine              infima.Si, come avete letto ho deciso che questo esperimento  andrà avanti visto              i buoni esiti di questo primo tentativo, ma non distraiamoci  continuiamo a              seguire questo ciclo che è ancora lontano dal concludersi  anche se quei fiori di              zucchino sul davanzale sono davvero invitanti..              P.S. mi scuso nel prossimo numero inserirò le immagini dei  primi frutti !!</p>
<p><strong>I risultati</strong></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="idroponica_sul_balcone_1" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="427" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="idroponica_sul_balcone_3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="426" height="479" /></a></p>
<p>Che ne dite?!?! Ecco il risultato del lavoro nel nostro orto idroponico          outdoor.Finalmente fatti, e tanti, da contrapporre alle parole e  alle tante          critiche verso il progetto verde del rospo.it.<br />
Da circa tre  settimane * sto mangiando fiori di zucchini in  pastella (una vera          leccornia), zucchini veri e propri con tanto di frittata o fatti  in padella e          attendo con l&#8217;acquolina in bocca i pomodori. A proposito,  riuscite a contarli          nell&#8217;immagine in basso a destra? I risultati ci sono, chiari  nitidi e talmente          positivi da lasciare attoniti.Il gusto dei prodotti è buono e  naturale senza          nessun ipotetico gusto di acqua come ignaramente avevamo  immaginato, il lavoro          sulle piante non prende più di 5/10 minuti al giorno e il veder  crescere questo          piccolo eden davanti al poggiolo, parafraso la nota pubblicità,  non ha prezzo!<br />
In più, elemento che non avevo contato, non avendo il trasporto  con i relativi          tempi, la freschezza di questi ortaggi non ha paragone vengono  colti dalla          pianta&#8230;pochi minuti prima di esser consumati.<br />
Ovviamente non tutto è andato a buon fine e ,come per ogni  esperimento, ci          riproponiamo di migliorare sempre di più imparando dai nostri  errori. I vasi          sbagliati e le dimensioni troppo piccole del nostro tubo non  hanno permesso alle          piante di crescere serenamente, solo 1/3 ,anche se alla grande, è  maturato          mentre la scarsa fiducia nel progetto ci aveva portato a  sottovalutare la forza          delle piante (guardate la foto grande in fondo, la pendenza  dell&#8217;impalcatura è          dovuta al peso dei pomodori).</p>
<p>Ma sono errori comprensibili e  utili, il prossimo          orto incorrerà probabilmente in altre problematiche ma sul  fronte fondamentale          di questo lavoro abbiamo finalmente il riscontro tanto atteso(10  settimane di          attesa se contiamo tutto il lavoro e la crescita) L&#8217;ORTO  IDROPONICO OUTDOOR E&#8217;          UNA REALTA&#8217; , esiste ed è stato possibile realizzarlo persino  per dei neofiti.          Nei prossimi aggiornamenti ancora tante nozioni per  perfezionarci.</p>
<p><em>Tutto il materiale pubblicato in questo post appartiene al blog <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo</a>.</em></p>
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