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Piccoli spazi, grandi soddisfazioni

Aumentare le rese imparando a manipolare la crescita delle piante

Quando ho iniziato a coltivare Cannabis, ero convinto, come molti all’epoca, che fosse una pianta molto delicata e che il minimo disturbo, sia di carattere fisico che meteorologico, potesse portare alla distruzione della pianta, e questo voleva dire soltanto che a fine stagione non avrei potuto raccogliere nulla. Fortunatamente ciò apparteneva al passato, quando le informazioni su come coltivare al meglio questa pianta erano difficilmente reperibili, basate sul passaparola e su tante falsità, tanto da trasformare un vegetale così agreste, in pianta intoccabile.

Per evitare gli errori del passato, in questa sezione spiegherò gradualmente le molteplici tecniche di manipolazione attuabili sulle varie parti della pianta durante tutto il suo ciclo vitale, al fine di contenere l’altezza finale raggiungibile e ad esporre il più possibile alla luce la maggior parte della pianta.

Com’è noto, in natura la Cannabis ha un portamento ad “albero di natale” che la rende in grado di orientarsi dove c’è maggiore disponibilità di luce aumentando in questo modo le probabilità di essere fecondata. In tal modo l’apice floreale centrale della pianta ha la possibilità di ingrossarsi, a differenza degli altri componenti della pianta posti su rami secondari, effetto indesiderato questo soprattutto se si coltiva sotto luce artificiale. Ricordiamo sempre che la base FONDAMENTALE per poter utilizzare questi metodi è avere una pianta sana e rigogliosa, perché adottarli su piante malate o con deficienze nutrizionali spesso porta a disturbi della crescita fino alla morte della pianta stessa.

Qauli tecniche?

Innanzitutto bisogna distinguere due diverse tecniche:

Tecniche a basso impatto (per la pianta), in inglese Low stress training o “LST”; il nostro intervento prevede di usare materiali vari come legacci guainati, fil di ferro, filo da giardinaggio o una più comune rafia, oltre alle nostre mani.

Tecniche ad alto impatto, High stress training o “HST”: il nostro intervento sarà molto più invasivo, perché dovremo piegare, tagliare, schiacciare e stringere i rami, gli apici e le foglie.

Perché fare queste due distinzioni?

In primis perché non tutte le varietà di cannabis sono uguali, e di conseguenza non tutte le tecniche potrebbero essere praticabili, in secondo luogo, scegliere un metodo piuttosto che un altro può incidere sulle tempistiche generali della coltivazione perché il ricovero da un taglio necessita di più giorni che una semplice legatura di apicale. Ovviamente non si esclude la possibilità di utilizzare entrambi i metodi sulle piante, tutto dipende dalla nostra volontà e dal tempo che si ha a disposizione, o che ci siamo prefissati.

Tecniche a basso impatto “LST”: le legature

Questo sistema di fissaggio sfrutta l’uso di corde e legacci per togliere la dominanza apicale dal fusto principale su tutti i rami, fino a ottenere molteplici apici pronti ad esplodere durante la fioritura. Possiamo dire che le legature sono la base per tutte le manipolazioni successive e più stressanti, e una volta capito il meccanismo risulterà naturale applicarle sempre. Per eseguire al meglio questa procedura abbiamo bisogno di una pianta che sia in fase di crescita vegetativa da circa 3 settimane e che abbia almeno sviluppato completamente il quarto internodo. È importante aspettare questo periodo perché se iniziassimo la legatura troppo presto potremmo bloccare lo sviluppo della piantina ancora delicata

In primis perché non tutte le varietà di cannabis sono uguali, e di conseguenza non tutte le tecniche potrebbero essere praticabili, in secondo luogo, scegliere un metodo piuttosto che un altro può incidere sulle tempistiche generali della coltivazione perché il ricovero da un taglio necessita di più giorni che una semplice legatura di apicale. Ovviamente non si esclude la possibilità di utilizzare entrambi i metodi sulle piante, tutto dipende dalla nostra volontà e dal tempo che si ha a disposizione, o che ci siamo prefissati.

Questo sistema di fissaggio sfrutta l’uso di corde e legacci per togliere la dominanza apicale dal fusto principale su tutti i rami, fino a ottenere molteplici apici pronti ad esplodere durante la fioritura. Possiamo dire che le legature sono la base per tutte le manipolazioni successive e più stressanti, e una volta capito il meccanismo risulterà naturale applicarle sempre. Per eseguire al meglio questa procedura abbiamo bisogno di una pianta che sia in fase di crescita vegetativa da circa 3 settimane e che abbia almeno sviluppato completamente il quarto internodo. È importante aspettare questo periodo perché se iniziassimo la legatura troppo presto potremmo bloccare lo sviluppo della piantina ancora delicata.

Spago, cordino, rafia, filo o qualsiasi corda che sia abbastanza morbido da non causare tagli o lesioni allo stelo e al fusto della pianta, ma anche abbastanza resistente alla trazione.

Spago, cordino, rafia, filo o qualsiasi corda che sia abbastanza morbido da non causare tagli o lesioni allo stelo e al fusto della pianta, ma anche abbastanza resistente alla trazione.
Ancoraggio del fusto al vaso

Una volta che avremo il materiale a portata di mano, andremo ad effettuare la prima legatura sul fusto principale della pianta, appena sopra i cotiledoni faremo un piccolo cappio semplice in modo che sia saldo ma che non “strozzi” troppo il fusto per non rischiare di bloccare il passaggio dei nutrimenti.

Successivamente andremo a fermare l’altro capo della corda sul bordo del vaso, per far ciò si può utilizzare del nastro adesivo, o effettuare dei piccoli fori sul bordo del vaso stesso in modo da far passare la corda all’interno e poterla fermare saldamente.

N.B.questo passaggio è importante perché se la base della pianta non viene fermata, si corre il rischio di spostarla dalla sede e di inclinarla una volta che andremo a legare l’apicale e gli altri rami.

Per quanto riguarda la legatura della cima apicale il procedimento è simile a quello fatto per la base del fusto, ma il nostro cappio dovrà fermarsi sul penultimo internodo prima dell’apicale vero e proprio. Una volta effettuato il nodo, non dovremo usare la corda per tirare, ma prenderemo l’apicale tra le nostre dita e, con cautela, lo andremo ad inclinare verso il basso, fino a sentire opporre una buona resistenza dalla pianta. A questo punto fisseremo la legatura sul vaso, in direzione opposta a quella usata per ancorare la base della pianta. La delicatezza in questo movimento è obbligatoria perché se si impiega troppa forza nel piegare, rischiate di spezzare il fusto e rovinare la pianta, in più usando le vostre mani per lavorare potrete rendervi conto di quanta resistenza oppone l’arbusto e regolarvi di conseguenza.

Una volta terminate le lagature, la pianta può essere posta sotto le luci aspettando che in pochi giorni l’apicale legato si rialzi in cerca di luminosità tirando e tendendo la corda sempre più a se come risposta allo stress subito durante l’intervento. Inoltre si noterà che anche i rami secondari, poco esposti alla luce, si svilupperanno e diverranno più voluminosi (questo è merito delle Auxine, fitormoni presenti all’interno della pianta  che comandano la distribuzione dei nutrimenti verso i meristemi apicali).

Il nostro lavoro consisterà nel mantenere la dominanza apicale ben distribuita su tutti i rami che piano piano diventeranno sempre più grandi, abbassando la cima apicale fino all’altezza delle altre, in modo tale da farle crescere in maniera uniforme garantendole diversi punti illuminati, pronte a diventare infiorescenze profumate, anziché rimanere nell’ombra dei rami più alti. Ovviamente il discorso delle legature si deve estendere anche ai rami che diventeranno sempre più grossi, in modo da poterli distanziare il più equamente possibile e dare loro la giusta esposizione.

Si dovrebbe continuare con questo procedimento fino a che la pianta non avrà raggiunto l’altezza da noi desiderata, per poi cambiare il fotoperiodo a 12 ore di luce e 12 di buio per avviarla alla fioritura. Durante le prime 2/3 settimane di fioritura la pianta si allungherà molto e potrà anche raddoppiare le sue dimensioni; in questo periodo si consiglia di non intervenire con altre legature, ma di aspettare che la crescita in altezza si sia arrestata per poi agire nel caso in cui qualche cima abbia superato di molto le altre, ma se si è fatto un buon lavoro di distribuzione degli apici vegetativi in precedenza ciò non accadrà.

Pianta manipolata con LST al fine di mantenere canopo uniforme sotto la fonte luminosa. Potete notare che la pianta ha perso completamente la dominanza apicale.

I vantaggi di questa tecnica sono stati dimostrati nel corso del tempo da molti coltivatori, inoltre grazie a manipolazioni di questo tipo si possono ottenere piante più compatte ma mature sessualmente, proprio perché dopo ogni intervento di legatura la pianta impiega qualche giorno prima di riprendersi e ottenere così una crescita omogenea.

Ora che avete le nozioni di base per poter eseguire delle manipolazioni di qualità non mi resta che augurarvi buon divertimento!

Rimanete sintonizzati sulla nostra rubrica, a breve vi mostreremo le ultime novità made in USA per aumentare ulteriormente le rese delle vostre amate piante!.

Autore :

420endriu

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