Coltivando in NFT l’afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione.
Sebbene alcuni lascino sempre attiva la pompa è consigliabile una programmazione ad intervalli che garantisca 10-20 irrigazioni all’ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.
Se il medium è la perlite è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.
Se la soluzione viene somministrata dall’alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per l’argilla, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.
L’acqua tende comunque a creare dei “canali” all’interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.
Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.
I contenitori devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz’altro una parte del potenziale della pianta.
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell’assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.
-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l’adeguata aerazione è indispensabile.
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell’aria ed incoraggiare la crescita delle radici.
Le nostre nonne avevano ragione: una ricerca conferma che le piante possono effettivamente diminuire l’inquinamento presente negli ambienti chiusi.
Considerando la quantità di tempo che oggi passiamo in casa e al lavoro dobbiamo temere particolarmente l’inquinamento da ozono, il gas noto per la sua azione di barriera ai dannosi raggi UV.
Questo gas, tanto utile nella stratosfera per evitare dall’effetto serra, concentrandosi al suolo pu diventare un serio rischio per la salute.
L’esposizione prolungata può portare infatti all’edema polmonare, un’affezione seria che negli Stati Uniti causa due milioni di morti all’anno.
Ricerche condotte della Pennsylvania State University stabiliscono l’utilit di alcune comuni piante da appartamento nell’abbassare i livelli di ozono in ambienti indoor.
Economiche, di facile manutenzione, e sicuramente pi pratiche di un filtro ai carboni attivi, piantine decorative come sansevieria, chlorophytum e scindapsus preservano case ed uffici dall’accumulo di gas dannosi.
Per tecniche colturali si intendono tutte quelle operazioni eseguite con l’intento di favorire la crescita rigogliosa e produttiva delle piante; ce ne sono moltissime, ed in questo articolo daremo una breve descrizione delle principali.
Sarchiatura
E’ necessario possedere almeno un tipo di zappa per lavorare la terra intorno agli ortaggi e alle piante ornamentali e da frutto.
La sarchiatura ha sostanzialmente due funzioni:
riduce le infestanti e in tal modo aumenta la disponibilità di luce e di sostanze nutritive;
diminuisce la compattezza del suolo permettendo la penetrazione di aria vitale.
Si afferma anche che uno strato di terra fine sulla superficie agisca da pacciamatura impedendo un’eccessiva perdita d’acqua.
Sono disponibili sul mercato molti modelli di zappe e sarchiatoi tra i quali scegliere, il più diffuso è il sarchiatolo a tiro; questo tipo di sarchiatoio ha una lama piatta portata all’estremità di due braccia di metallo che permettono alla terra di passare in mezzo. L’attrezzo viene tirato e spinto, appena sotto la superficie del suolo, in modo da recidere gli steli delle infestanti subito sotto il colletto. Se usato troppo in profondità si rivela meno efficace nel controllo delle erbacce.
Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere, realizzarlo non è affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.
COSA E’ IL COMPOST
Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante, simile all’humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata compostaggio.
ROMA – Via libera alla privatizzazione dell’acqua. Il governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. E scatena l’ennesima bagarre con l’opposizione. A cui le motivazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito (“scelta per velocizzare i tempi”) non bastano. Anche perché di tempo per l’esame della Camera ce n’era: il decreto, che l’esecutivo considera blindato, scade fra una settimana.
Tema del contendere è il cosidetto ‘decreto Ronchi’ che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati. Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario. A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano. Read more…
L’idroponica come ormai sappiamo è una tecnica redditizia ed efficiente, ma come renderla ancora più produttiva?
Creando sistemi rotanti naturalmente.
Ecco quindi i design avanzati di Omega Garden , brevettati per raggiungere la massima semplicità unitamente a raccolti sempre più abbondanti, sia nella coltivazione casalinga che in quella industriale.
Diamo un’occhiata nel dettaglio al catalogo proposto.
Per il grower amatoriale il prodotto ad hoc è il Volksgarden, che può ospitare fino ad ottanta piante e contestualmente donare un tocco decisamente eccentrico all’arredo.
Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.
Come funzionano ?
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri. La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.
Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi). Read more…
Per capire le dinamiche di funzionamento delle lampade a LED nella crescita delle piante si possono cercare utili informazioni negli studi effettuati dalla NASA sui supporti vitali avanzati per gli astronauti.
Il progetto di lunghi viaggi spaziali, come quello di portare l’uomo su Marte, si scontra con la necessità di garantire all’equipaggio cibo ed aria fresca durante la permanenza nello spazio.
Le tradizionali lampade di crescita non sono un’opzione praticabile, visto l’elevato consumo di energia ed il calore emesso. Per questo motivo la ricerca di soluzioni alternative è orientata sempre di più verso sistemi che utilizzano pannelli a LED, che presentano notevoli vantaggi come efficienza energetica, spettro di emissione stabile, maggiore sicurezza, bassa emissione di calore, durata più lunga, piccole dimensioni.
Ho trovato del materiale molto interessante negli archivi della “American Society for Gravitational and Space Biology” ed in particolare in queste 2 pubblicazioni da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni di questo articolo:
Il Lago Maggiore fiorisce nel cuore dell’inverno. Il 5 e 6 dicembre a Verbania, in occasione della IX mostra nazionale della camelia invernale, l’ottocentesca Villa Giulia e il suo parco sul lago si coloreranno di migliaia di petali di camelie: dal rosso della camelia Hiryu, al rosa della camelia Cleopatra, al bianco della Camelia Hinode gumo, senza dimenticare i piccoli fiori della più nota camelia sinensis dalle cui foglie si ricava il tè.
La IX mostra della camelia invernale è promossa da Fiori Tipici Lago Maggiore (primo Consorzio in Europa nella coltivazione di camelie con oltre un centinaio di aziende) in collaborazione con il Comune di Verbania. Ha il patrocinio della Società Italiana della Camelia ed il supporto di Regione Piemonte, Provincia e Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola, Distretto Turistico dei Laghi, Verbania Garden Club, Avis Verbania e VCO Formazione. Read more…