Mensa Microsoft: colture idroponiche
e insalate a chilometro zero
24/06/2015
“Space Buckets” – Giardinieri del faidate
Secchi, LED, ventole e Do It Yourself!
08/07/2015
Show all

LED: controllo dei valori nutrizionali
e della longevità delle colture

L’utilizzo dei LED per fornire specifiche lunghezze d’onda consentirà ai coltivatori di controllare i valori nutrizionali delle colture commestibili, aumentando la densità delle foglie e il colore dei fiori, migliorando la longevità post-raccolta delle colture ornamentali e di quelle commestibili.

L’utilizzo dei LED per fornire specifiche lunghezze d’onda consentirà ai coltivatori di controllare i valori nutrizionali delle colture commestibili, aumentando la densità delle foglie e il colore dei fiori, migliorando la longevità post-raccolta delle colture ornamentali e di quelle commestibili.

Photo 1, Blue-light LEDs and broccoli microgreens, Dean Kopsell, Univ. of Tenn.

La ricerca con i LED va avanti da circa 30 anni, ma solo negli ultimi 10, con l’aumento dell’intensità dell’emissione luminosa dei diodi, i ricercatori hanno avuto la possibilità di studiare gli effetti diretti delle bande di onde strette della luce sulla fisiologia delle piante.

“I LED sono oggi in grado di fornirci ogni lunghezza d’onda partendo dai blu, i rossi, i verdi, tutti i gialli e le miscele dei diversi spettri,” afferma il professore di scienze vegetali dell’Università del Tennessee Dean Kospell.

I LED di colore bianco sono una fonte di luce con un vasto spettro al loro interno. Questi infatti, sono in realtà per lo più dei blu con un po’ di luce rossa, gialla e verde e con del fosforo bianco al loro interno.” Kospell e i suoi colleghi dell’Università del Tennessee stanno studiando l’impatto che i singoli tipi di luce possono avere sulle colture che hanno un ciclo di produzione piuttosto breve, intorno ai 25-35 giorni, oltre che sui micro vegetali e sui giovani baccelli. Gli studiosi hanno anche iniziato ad osservare gli effetti che le varie lunghezze d’onda hanno su alcune colture di largo consumo quali basilico, prezzemolo ed erba cipollina.

I risultati delle nostre ricerche sono unici, poiché cambiando l’ambiente e la qualità di luce col passaggio da fonti a banda larga come le lampade fluorescenti, ad incandescenza e al plasma ed esponendo le piante a lunghezze d’onda più strette come la banda di luce rossa e blu è possibile ottenere diversi effetti sulle qualità delle piante dal punto di vista metabolico

Il potenziale delle specifiche lunghezze d’onda

I ricercatori dell’Università del Tennessee hanno scoperto che esporre le piante a lunghezze d’onda ravvicinate porta a un aumento nella produzione di antiossidanti e dei composti anti-cancerogeni all’interno delle piante. “Quello che è ancora più interessante è che sviluppano anche alcuni dei metaboliti primari come i nutrienti minerali,” dice Kospell “Stiamo cambiando i rapporti di luce, inserendo maggiori concentrazioni di blu all’interno del mix: la luce blu è vicino a quella ultravioletta (UV) e presenta valori energetici più elevati rispetto a quelli dei rossi. A causa di questi livelli energetici ai quali stiamo esponendo le piante, abbiamo risultati significativi per quanto riguarda i valori nutrizionali.”

Photo 1, Lopez6S1H4593, Photo by Tom Campbell, Purdue Univ.

Mettendo da parte i dati scientifici, si può osservare che le luci blu non influenzano solo l’assorbimento dei nutrienti, il metabolismo e gli antiossidanti, ma interessano anche i composti aromatici e i sapori delle colture rendendoli più intensi. Sebbene i ricercatori abbiano iniziato solo in tempi recenti a condurre studi sull’impatto di lunghezze d’onda ravvicinate sulla fisiologia delle piante, Kospell sostiene che questo sarà il futuro dei LED nelle coltivazioni dei prossimi anni.

 

I coltivatori non solo saranno in grado di selezionare il tipo di luce e l’intensità ordinandolo direttamente alle aziende produttrici di lampade a LED, ma sapranno anche quando sarà il momento critico per applicare una specifica quantità di luce a una coltura. “Una delle cose che abbiamo potuto osservare studiando colture a ciclo breve è l’impiegabilità della luce come conclusione del trattamento.” Dice la collaboratrice del prof. Kospell.

I vegetali potranno essere coltivati da ogni contadino in condizioni di luce regolare, utilizzando poco prima della raccolta una specifica lunghezza d’onda per un certo periodo di tempo. Questo trattamento stimolerebbe infatti l’assorbimento fisiologico delle piante e il loro metabolismo poco prima che queste siano pronte per il mercato al dettaglio.

Kospell afferma che nella loro ricerca condotta sul basilico, si è potuta osservare una maggiore produzione fogliare ed una intensificazione dei pigmenti nella colorazione verde delle foglie, conseguenza di un’esposizione alla luce blu poco prima del raccolto.

“Abbiamo aumentato i pigmenti di colore verde all’interno delle foglie in modo da farle sembrare più vibranti, le altre ricerche hanno evidenziato che le lunghezze d’onda UV aumentano i composti anti degenerativi nelle foglie di lattuga.” Fornendo una piccola quantità di luce UV, lunghezza d’onda eliminata nella maggior parte delle colture in serra, un coltivatore avrà la possibilità di far colorare il proprio vegetale appena prima che venga spedito per essere consumato.

Quello che i ricercatori hanno provato con le verdure a foglia verde intensificandone il colore, può essere fatto anche con i tessuti che compongono i petali dei fiori. Cambiando la qualità della luce un produttore potrebbe ottenere i colori dei fiori più vivaci.”

Necessità di gestione della luce

Kospell dice che se le piante vengono coltivate all’aperto, in una serra o in ambiente chiuso e controllato con luce artificiale, utilizzano lunghezze d’onda specifiche in base alla sorgente disponibile.

“Orticoltori, floricoltori e ricercatori agronomici sanno quanta luce è necessaria al fine di produrre colture con un ampio spettro di luce, la domanda da un milione di dollari alla quale non è ancora stata data una risposta è però, quanta luce a LED sia necessaria per ottenere la stesso livello di produzione.

Fornendo specifiche tipologie di luce rossa e blu, si riduce lo stress nel metabolismo delle piante, questo perché non devono tollerare la luce che non viene utilizzata per lo sviluppo fisiologico. Abbiamo dati che mostrano come la luce dei LED garantisca un’ambiente meno stressante per lo sviluppo delle piante”, dice Kospell.

Questi progressi influenzeranno il raccolto, come esso è coltivato e dove, oltre a permettere il controllo delle fasi posteriori alla coltivazione. Ci sono moti elementi di cui bisogna tenere conto, quale sia il tipo di coltura, se per scopi ornamentali, da frutto o medicinali e per questo motivo non è facile come piantare il seme e lasciarlo al suo corso naturale. Ci stiamo dirigendo verso il pieno controllo di ogni aspetto riguardante la coltivazione, ma il tutto richiede una sottile gestione dello spettro di luminoso.”

Con il progredire delle ricerche sui Light Emitting Diodes, gli scienziati continuano la scoperta di giorno in giorno di nuovi impieghi della luce sulle piante, ottenendo nuovi ed eccitanti risultati, specialmente per quel che riguarda la produzione indoor dei baccelli e le micro colture.

—————————————————————————————————–

Adelaide – GiardinaggioIndoor.it

Fonte: HortAmericas Blog Spot 

011333333

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *