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		<title>Giardinaggio IKEA: vasi capovolti con 3 euro</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:17:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[come riciclare oggetti ikea per realizzare un giardino o un orto capovolto. Piante, fiori e frutti anche in città con poca spesa e qualche borsa di plastica.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1583" style="margin: 4px;" title="pomodoro_capovolto" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/pomodoro_capovolto.jpg" alt="pianta di pomodoro capovolta" width="180" height="240" /></a>Ecco come realizzare un <a href="http://www.coltivareorto.it/consigli-orto/orti-capovolti-coltivare-al-contrario.html" target="_blank">orto capovolto</a> con i sacchetti<a href="http://www.ikea.com/it/it/search/?query=vastlig" target="_blank"> VASTLIG di IKEA</a>, reperibilissimi ed estremamente economici. L&#8217;idea del giardinaggio o dell&#8217;orto cittadino realizzato con materiali atipici appassiona e permette di ricavare risultati e grandi soddisfazioni con pochissimi soldi.</p>
<p>In questo caso anche l&#8217;estetica è soddisfatta.</p>
<p><strong>Descrizione:</strong> per questo progetto si prestano al meglio giovani piantine, sebbene si possa realizzare anche con piante già cresciute. In questo caso sono state utilizzate piante di pomodoro.</p>
<p><strong>Strumenti:</strong> forbici, terra, piante, cartone oppure cartoncino oppure feltro. Un punto in cui appendere il vostro vaso capovolto.</p>
<p><strong>Come procedere?</strong></p>
<p>-Innanzitutto guarda le piante e decidi se vuoi che la pianta cresca capovolta, cioè dal foro sul fondo, o se vuoi tenere il tuo giardino nel verso tradizionale e fare in modo che siano le radici a spuntare dal basso.</p>
<p><span id="more-1582"></span></p>
<p>-Ora prendi le forbici e taglia una ics sul fondo del sacchetto, che sia abbastanza grande da far passare i rami, o la matassa di radici, a seconda di cosa hai deciso al punto presedente. Non esagerare con l&#8217;incisione o la pianta cadrà. Ma non avere nemmeno paura di usare le forbici: ora infatti vediamo come rendere più stabile il fondo e ridurre eventuali buchi eccessivi.</p>
<p>-Ritaglia il cartoncino (una scatola di cereali si presta all&#8217;uso) o il materiale che hai scelto sagomandolo come il fondo della borsa. Lascia qualche centimetro di margine oltre alla ics che hai ritagliato. Questo sarà il &#8216;collare&#8217;.</p>
<p>-Ora pratica un taglio nel collare partendo dall&#8217;esterno e arrivando al centro. Quando arrivi al centro ritaglia un piccolo cerchio attraverso il quale dovrà passare lo stelo. Ora abbiamo un rinforzo per il fondo che sosterrà la pianta e la terra.</p>
<p>-Prendi il collare ed inserisci la pianta utilizzando il taglio fatto nel cartoncino, in modo che il circolo centrale accolga lo stelo. Sistemalo sul fondo e sarai sicuro che la terra non cadrà attraverso la ics che hai praticato nel sacchetto.</p>
<p>-Aggiungi la terra, annaffia e sei pronto  a partire.</p>
<p>Oltre a questi sacchetti IKEA offre parecchi oggetti riciclabili in giardino, come contenitori plastici ideali da trasformare in vasi. Il prezzo medio è inferiore a quello dei vasi acquistati come tali, quindi vale la pena di fare un giro a dare un&#8217;occhiata, e magari apportare qualche semplice modifica con mezzi propri.</p>
<p>Anche gli oggetti che avete già in casa possono essere riciclati: non buttate via prima di avere valutato la possibilità di una nuova vita per le vostre suppellettili!</p>
<p>TRATTO E LIBERAMENTE TRADOTTO DA: <a href="http://ikeahacker.blogspot.com/2010/07/vastlig-topsy-turvy-style-planter-for-2.html" target="_blank">ikeahackerblogspot.com</a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1582"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Due giorni per l&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[floricultura]]></category>
		<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[Due giorni per l'autunno, mostra e mercato di piante insolite e speciali, bulbi, libri, attrezzature e mobili, nel Parco del Castello di Masino – Caravino (TO)


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano la 6ª edizione della DUE GIORNI PER L’AUTUNNO -</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1579" class="wp-caption  alignright" style="width: 336px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Due-giorni-per-lautunno-©-Foto-Lorenzo-Monti.jpg"><img class="size-full wp-image-1579 " title="Due giorni per l'autunno © Foto  Lorenzo Monti" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Due-giorni-per-lautunno-©-Foto-Lorenzo-Monti.jpg" alt="due giorni per l'autunno" width="326" height="208" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Due giorni per l&#8217;autunno ©  Foto Lorenzo Monti</dd>
</dl>
</div>
<p>Tutto per il giardino.</p>
<p>Mostra e mercato di piante insolite e speciali, bulbi, libri, attrezzature e mobili, nel Parco del Castello di Masino – Caravino (TO)</p>
<p>Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010 il parco del Castello di Masino, a Caravino (Torino), ospiterà la sesta edizione della “Due giorni per l’autunno”, mostra e mercato di piante insolite e speciali in uno straordinario spettacolo di colori e di sapori autunnali, organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano sotto l’accurata regia dell’architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino.</p>
<p>Anche quest’anno la manifestazione offrirà a tutti gli esperti o semplici appassionati di giardinaggio l’opportunità unica di ritrovarsi con oltre 125 tra i migliori vivaisti italiani ed europei, presenti a Masino con le loro collezioni di punta e interessanti novità. In questa stagione di rinnovi e preparazione per l’anno successivo, i visitatori potranno, quindi, documentarsi sulle piante e i fiori per il “giardino che verrà”, e acquistare rari e antichi prodotti dell’orto e del frutteto, abitualmente difficili da reperire.</p>
<p><span id="more-1578"></span></p>
<p>Espositori altamente qualificati e specializzati proporranno piante a fioritura autunnale, con bacche ornamentali, decorative per la foglia, alberi e arbusti a colorazione autunnale, piante aromatiche e officinali, da frutta e da orto, bulbi, tuberi e rizomi a fioritura primaverile, sementi rare, rose a fioritura invernale, oltre narcisi, tulipani botanici, iris rifiorenti, bulbi, tuberi e rizomi, collezioni di lavanda e piante aromatiche rare, piante di bambù e strutture in bambù per giardini, zucche ornamentali e commestibili, attrezzature per la cura del giardino, dell’orto e del frutteto, cesterie e vasi decorati, editoria specializzata, quadri con fiori pressati.</p>
<p>Saranno inoltre presentati e messi in vendita prodotti tipici dell’orto e del frutteto d’autunno, la maggior parte dei quali sono “presidi Slow Food” per via della loro eccezionale qualità e perché rispondono a criteri di stagionalità, tipicità territoriale e filiera corta. Tra questi peperoni Cuore di bue di Carmagnola e peperone quadro di Cuneo; porri e rape bianche di Cervere; cardo gobbo di Nizza Monferrato; cardo bianco e cipolle gialle piatte di Andezeno; cavoli verza di Montalto Dora e cavolfiori di Moncalieri; ravanelli di Torino; patate blu e marroni della Val Susa e patate di montagna; mele Annurca di Benevento; noci di Sorrento e nocciole del Piemonte.</p>
<p>Tra le novità di questa edizione: arredi e oggetti per il giardino in metallo riciclato, attrezzature apistica per produzione di miele e derivati, abbigliamento da giardino e tessuti manufatti a telaio, confezioni e accessori in tessuto “Casentino”, colombaie inglesi in legno, prodotti ornitologici.</p>
<p>Inoltre, sabato 16 ottobre, alle ore 15.00, l’architetto Paolo Pejrone presenterà il libro dal titolo “Il tempo è un albero che cresce” di Luisa Pulcher (Edizioni Instar Libri).</p>
<p>In più, sarà possibile effettuare visite guidate agli  interni del Castello di Masino a cura degli studenti e dei docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Piero Martinetti” di Caluso.</p>
<p>E per i più piccoli: sabato e domenica verranno organizzati laboratori ludico-didattici per bambini a cura di Spassatempo.</p>
<p>Con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte e con il patrocinio del Comune di Caravino.</p>
<p>La manifestazione è resa possibile grazie al contributo di PIRELLI – sponsor del calendario 2010 degli “Eventi nei Beni del FAI” – e di STIHL e VIKING – sponsor delle manifestazioni “verdi” organizzate nelle proprietà del FAI.</p>
<p>Orari e biglietti:</p>
<p>Orario: Sabato 16 e domenica 17 ottobre dalle ore 9.30 alle 18 (ultimo ingresso ore 17).</p>
<p>Ingresso: Adulti: € 7,00; Ragazzi (4-12 anni): € 4,50; Iscritti FAI: € 3,00; Residenti: gratuito.</p>
<p>Ingresso cumulativo manifestazione e castello: Adulti: € 10,00; Ragazzi (4-12 anni): € 5,50; Iscritti FAI: € 3,00; Residenti: gratuito.</p>
<p>Aree di ristoro:</p>
<p>- Area attrezzata per ristorazione, adiacente alla mostra, con piatti caldi, menu tipici della locale tradizione canavesana.</p>
<p>-  “Ristorante del Castello” presso il Salone Marchesa Vittoria, con menu stagionale (informazioni e prenotazioni 0125.778486).</p>
<p>Come arrivare:</p>
<p>Uscita consigliata per i visitatori provenienti dalla A4: Borgo d&#8217;Ale.</p>
<p>Uscita consigliata per i visitatori provenienti dalla A5: Albiano d&#8217;Ivrea.</p>
<p>Parcheggi:</p>
<p>Disponibilità di ampi parcheggi gratuiti nelle vicinanze della mostra.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>FAI – Castello di Masino, Caravino (To) tel. 0125.778100; <a href="mailto:faimasino@fondoambiente.it">faimasino@fondoambiente.it</a></p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="www.fondoambiente.it">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa FAI:</p>
<p>Elisabetta Cozzi  &#8211; tel. 02.467615220;  <a href="mailto:e.cozzi@fondoambiente.it">e.cozzi@fondoambiente.it</a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1578"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Orti d&#8217;autunno</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:30:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Orti d'autunno manifestazione dedicata ai prodotti dell'orto e del frutteto a Milano. Verdura, frutta, erbe aromatiche e legumi, presidio Slow Food.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1575" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/07/13/orti-dautunno/logo-fai/"><img class="alignleft size-full wp-image-1575" style="margin: 4px;" title="logo-FAI" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/logo-FAI.gif" alt="logo FAI" width="133" height="133" /></a>Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’ACCADEMIA PIEMONTESE DEL GIARDINO presentano “ORTI D’AUTUNNO”, a Villa Necchi Campiglio – Via Mozart 14, Milano.</p>
<p>Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2010, dalle ore 10 alle 18, Villa Necchi Campiglio a Milano ospiterà “Orti d’autunno: profumi e legumi”, mostra-mercato interamente dedicata ai prodotti di stagione dell’orto e del frutteto organizzata dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l’Accademia Piemontese del Giardino presieduta dall’architetto Paolo Pejrone, già regista per il FAI della “Tre giorni per il Giardino” e della “Due giorni per l’autunno” al Castello di Masino (TO) e de “I fiori del risveglio” ospitata a marzo sempre a Villa Necchi.</p>
<p><span id="more-1574"></span>La manifestazione offrirà al pubblico l’occasione di conoscere e acquistare prodotti dell’orto &#8211; verdura, frutta, erbe aromatiche e legumi &#8211; della stagione autunnale e si svilupperà nel giardino della Villa, oltre che in alcuni spazi interni e nel campo da tennis opportunamente coperto. Protagonisti dell’esposizione una trentina di espositori – accuratamente selezionati dall’Accademia Piemontese del Giardino sulla base dei fondamentali criteri di stagionalità e tipicità territoriale – che presenteranno nell’affascinante cornice di Villa Necchi Campiglio i prodotti dell’eccellenza orticola piemontese, come pere madernasse, mele renette, peperoni di Carmagnola, patate blu di montagna, zucche, porri di Cervere, molti dei quali sono “presidi Slow Food” per via della loro eccezionale qualità.</p>
<p>La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.</p>
<p>Orario di apertura al pubblico:</p>
<p>La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17.30).</p>
<p>La visita all’interno della Villa è organizzata a gruppi di 15 persone per volta, con accesso ogni 20-30 minuti circa. La prenotazione oraria va fatta in biglietteria all’atto dell’acquisto del biglietto fino a esaurimento posti.</p>
<p>Biglietti di ingresso:</p>
<p>Mostra–mercato: Adulti € 5; Ridotti (4-12 anni) € 4; Iscritti FAI € 4.</p>
<p>Mostra–mercato + Villa: Adulti € 10; Ridotti (4-12 anni) € 6; Iscritti FAI € 4.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 – Milano tel. 02.76340121; <a href="mailto:fainecchi@fondoambiente.it">fainecchi@fondoambiente.it</a></p>
<p>Per maggiori informazioni sul FAI consultare il sito <a href="www.fondoambiente.it">www.fondoambiente.it</a></p>
<p>Ufficio Stampa FAI:</p>
<p>Elisabetta Cozzi  &#8211; tel. 02.467615220; <a href="mailto:e.cozzi@fondoambiente.it">e.cozzi@fondoambiente.it</a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1574"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Coupon risparmio per i lettori di Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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</ol>]]></description>
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</strong></p>


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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte due)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[come costruire un impianto idroponico sul balcone di casa, passo per passo, con materiali economici.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a onclick="javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','www.ilrospo.it']);" href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><strong>Morti urbani</strong></p>
<p>Questa è la frase che qualcuno ha lasciato intendere vedendo i  cambiamenti del mio         orto qualche giorno addietro. ORTI URBANI invece rispondo su  questa rubrica e a         gran voce con i risultati sotto mano.</p>
<p>Eccoci alla terza  settimana di lavori, con         oggi sono a due le volte che ho alimentato le mie piante ed i  risultati iniziano,         almeno in parte, a farsi vedere. Otto vigorose piante stanno  trainando infatti tutte         le altre piantine verso il successo: alcune rimangono indietro  probabilmente a causa         della difficoltà di entrare direttamente in contatto con l&#8217;acqua  ma le aspettative         sono e rimangono alte vista la bontà dei risultati ottenuti.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1547 alignleft" title="idroponica_primi_passi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="idroponica primi passi" width="247" height="370" /></a><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica_fatta_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="idroponica fatta in casa" width="248" height="371" /></a></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p>Indubbiamente         alcune piante stanno dimostrando tutto il loro vigore a  discapito di vicine meno         fortunate (la foto non lascia dubbi a tal proposito) ma in linea  di massima l&#8217;80%         del lavoro sembra stia andando nella giusta direzione.</p>
<p>Per la  prima volta questa         mattina ho iniziato con una prima lieve, e spero non deleteria,  prima potature delle         foglie ingiallite e stanche che ben si notano nelle foto qui  pubblicate. Bene il         lavoro di nutrimento dell&#8217;acqua: una pulizia settimanale del  serbatoio accompagnato         dal continuo lavorio dell&#8217;ossigenatore stanno garantendo una  corretta alimentazione         alle piante senza finora addurre i problemi paventati all&#8217;inizio  di questo progetto         riguardanti la possibile muffa creata dall&#8217;umidità..non c&#8217;è da  cantar vittoria         ma per adesso il lavoro procede al meglio.</p>
<p>Incredibile l&#8217;utilità  dell&#8217;intelaiatura         che non solo ha sconfessato i rischi del vento ovvi in un  balcone di casa ma ha         reso possibile l&#8217;irrobustimento delle piante, ed in particolare  dei pomodori,         che stanno crescendo meravigliosamente surclassando  abbondantemente gli stessi zucchini         che comunque stanno al passo.</p>
<p>Discorso a parte invece per le  fragole che, per la         dimensione troppo abbondante dei vasi stessi al momento  dell&#8217;acquisto stanno         patendo in maniera forte la nuova sistemazione rischiando di  appassire. Ma su quest&#8217;ultimo         argomento mi riserbo ancora una settimana di tempo per valutare  meglio. Nel complesso         rimane comunque un progetto POSITIVO che ha aumentato e  sensibilizzato chi scrive,         e si spera chi legge, ad un argomento sempre più lontano dalla  nostra quotidianità         nonostante l&#8217;importanza basilare dello stesso.</p>
<p>Praticamente un terzo, che alcuni leggeranno come sconfitta altri come  vittoria              continua a vivere e a dare quindi linfa al mio progetto e a  questa rubrica. Un              terzo delle piantine che misi 6 settimane or sono continua a  crescere dando alla              luce simpatici pomodorini e grandi e vanitose zucchine.  Continuando con quello              che è diventato il rito del lunedì mattina (è infatti in  questa data che cambio              l&#8217;acqua del serbatoio aggiungendo i fertilizzanti) sto  intravedendo il miracolo              della vita di madre natura.</p>
<p>Vedere crescere le proprie  piantine in quella che              fino a qualche settimana fa era una scommessa persa in  partenza, questa almeno              era il parere dei molti detrattori al mio progetto, regala  grande soddisfazione.              Sapere che la fragolina che era apparsa è stata gustata di  nascosto dalla mamma              e sapere che il gusto non era per niente acquoso (cosa che  in idroponica credevo              inevitabile) e che anzi era molto dolce  e..buona&#8230;impagabile! Certo non sono              solo rose, ho perso 20 piantine circa a causa del mancato  raggiungimento delle              radici con l&#8217;acqua sottostante ma, devo sottolinearlo, tutto  questo è dovuto ad              una mia grave mancanza.</p>
<p>A causa di una fornitura errata ho  infatti dovuto              utilizzare dei vasetti comuni e non quelli da idroponica,  potete facilmente              immaginare la quasi impossibilità per le piante di  raggiungere l&#8217;acqua(*). Ormai              ero in gioco e decisi di andare avanti anche se senza il  materiale giusto ma              nella prossima tornata non farò lo stesso errore condannando  tante piante a fine              infima.Si, come avete letto ho deciso che questo esperimento  andrà avanti visto              i buoni esiti di questo primo tentativo, ma non distraiamoci  continuiamo a              seguire questo ciclo che è ancora lontano dal concludersi  anche se quei fiori di              zucchino sul davanzale sono davvero invitanti..              P.S. mi scuso nel prossimo numero inserirò le immagini dei  primi frutti !!</p>
<p><strong>I risultati</strong></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="idroponica_sul_balcone_1" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_1.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="427" height="475" /></a></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="idroponica_sul_balcone_3" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_sul_balcone_3.jpg" alt="idroponica sul balcone" width="426" height="479" /></a></p>
<p>Che ne dite?!?! Ecco il risultato del lavoro nel nostro orto idroponico          outdoor.Finalmente fatti, e tanti, da contrapporre alle parole e  alle tante          critiche verso il progetto verde del rospo.it.<br />
Da circa tre  settimane * sto mangiando fiori di zucchini in  pastella (una vera          leccornia), zucchini veri e propri con tanto di frittata o fatti  in padella e          attendo con l&#8217;acquolina in bocca i pomodori. A proposito,  riuscite a contarli          nell&#8217;immagine in basso a destra? I risultati ci sono, chiari  nitidi e talmente          positivi da lasciare attoniti.Il gusto dei prodotti è buono e  naturale senza          nessun ipotetico gusto di acqua come ignaramente avevamo  immaginato, il lavoro          sulle piante non prende più di 5/10 minuti al giorno e il veder  crescere questo          piccolo eden davanti al poggiolo, parafraso la nota pubblicità,  non ha prezzo!<br />
In più, elemento che non avevo contato, non avendo il trasporto  con i relativi          tempi, la freschezza di questi ortaggi non ha paragone vengono  colti dalla          pianta&#8230;pochi minuti prima di esser consumati.<br />
Ovviamente non tutto è andato a buon fine e ,come per ogni  esperimento, ci          riproponiamo di migliorare sempre di più imparando dai nostri  errori. I vasi          sbagliati e le dimensioni troppo piccole del nostro tubo non  hanno permesso alle          piante di crescere serenamente, solo 1/3 ,anche se alla grande, è  maturato          mentre la scarsa fiducia nel progetto ci aveva portato a  sottovalutare la forza          delle piante (guardate la foto grande in fondo, la pendenza  dell&#8217;impalcatura è          dovuta al peso dei pomodori).</p>
<p>Ma sono errori comprensibili e  utili, il prossimo          orto incorrerà probabilmente in altre problematiche ma sul  fronte fondamentale          di questo lavoro abbiamo finalmente il riscontro tanto atteso(10  settimane di          attesa se contiamo tutto il lavoro e la crescita) L&#8217;ORTO  IDROPONICO OUTDOOR E&#8217;          UNA REALTA&#8217; , esiste ed è stato possibile realizzarlo persino  per dei neofiti.          Nei prossimi aggiornamenti ancora tante nozioni per  perfezionarci.</p>
<p><em>Tutto il materiale pubblicato in questo post appartiene al blog <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo</a>.</em></p>


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		<title>Idroponica sul balcone di casa (parte uno)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 14:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guida alla costruzione, passo per passo, di un impianto idroponico da installare sul balcone di casa.


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Foto e testi pubblicati per gentile concessione de <a href="http://www.ilrospo.it/Default.aspx" target="_blank">ilRospo.it</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1546" style="margin: 4px;" title="idroponica_in_casa" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica_in_casa.jpg" alt="idroponica in casa" width="378" height="564" /></a></em>Quando Cortes impiegò il concetto di esportazione della          democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande  popolo che gli si          parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn,          la grandiosa capitale del regno azteca.</p>
<p>Non mi soffermerò sulla  fine di questo          popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che  colpì i soldati          più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un  probabile ex          contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i  suoi occhi          rimanendo presumibilmente alquanto scosso.<br />
La capitale del regno azteco infatti          sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi  carente di terreno          fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco  contando che si presume          vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così,  ingegnandosi con ciò che          la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare  una tecnica di          coltivazione a &#8220;radice fluttuante&#8221; che consisteva nello  sfruttamento dell&#8217;acqua          del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti.  Vere e proprie          zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono  l&#8217;ossatura di questo          sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra  posizionata sulle          zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento  alle piante          nell&#8217;acqua sottostante.<br />
<span id="more-1545"></span> Questa è brevemente la storia che costituisce il punto di  partenza per il nostro          esperimento odierno: la coltivazione a radice fluttuante&#8230;sul  poggiolo di casa!          Con questa nuova rubrica ci prefiggiamo di seguire passo dopo  passo la creazione          di questo piccolo orto nel tentativo, o ancor meglio nella  speranza, di avere un          sufficiente raccolto da poter dichiarare utilizzabile e  consigliabile          l&#8217;istallazione di un sistema simile nelle proprie case.</p>
<p><strong>Primi passi</strong><br />
Ed ecco una breve introduzione della nostra riproduzione di  queste Chinampas              versione poggiolo di casa 2010.</p>
<p>Ovviamente il nostro sarà un  sistema a ciclo              chiuso con la sistemazione di una tubatura che ospiterà al  suo interno i vasetti              con le piante. Il tutto sarà collegato ad un recipiente con  un motorino ad              immersione che pomperà l&#8217;acqua necessaria ad alimentare le  piante. Solo l&#8217;acqua              non sarebbe sufficiente e dopo i primi giorni di  istallazione del sistema sarà              necessario &#8220;alimentare&#8221; l&#8217;acqua con prodotti biologici  ricchi dei principali              elementi necessari alle piante per svilupparsi quali Azoto,  Potassio etc.<br />
Non vi lasciate spaventare dall&#8217;apparente difficoltà di questi  primi passi: il              grosso del lavoro consiste nella costruzione del sistema che  prende circa 6 ore,              poi si passa ad una più soft e divertente cura quotidiana  che ruba al massimo 10              minuti del vostro tempo.  Innanzitutto ecco un elenco del  materiale necessario per          lanciarsi in questo esperimento:<br />
- tubi di scarico (quelli usati dagli idraulici facilmente recuperabili  nei fai              da te) Costo : 35/50 euro a seconda delle dimensione. Nel  nostro esperimento la              lunghezza totale è circa 4,50 metri.<br />
- 26 vasetti di plastica. Costo : 8 euro<br />
- recipiente per l&#8217;acqua di ricircolo capacità di 25/30 litri<br />
- motorino ad immersione  (consumo nullo 9 W ) costo 15 euro.<br />
- tubi (costi di 3/4 euro a seconda delle dimensioni)<br />
- silicone (per tappare eventuali perdite)<br />
- trapano per creare lo spazio per le piante.</p>
<p>Come potete          facilmente vedere la foto ad inizio articolo  lascia poco spazio a dubbi e  perplessità. I tubi,          forati con il trapano, hanno lasciato lo spazio ai vasetti che  sono per metà          inseriti dentro.</p>
<p>In fondo a destra il recipiente che contiene  l&#8217;acqua e tra          qualche giorno le sostanze nutritive per le piante. Dal  recipiente ecco spuntare          i due tubi: il piccolo che si dirige a sinistra che inizia il  circolo &#8220;virtuoso&#8221;          e il tubo grosso di scarico del sistema: per non affaticare il  motorino è stato          sistemato il tutto in maniera tale da sfruttare al meglio la  gravità.</p>
<p>Questa          settimana abbiamo avuto problemi con il vento maligno che ha  importunato          vistosamente le piante di pomodoro costrette all&#8217;equilibrismo  per rimanere in          sella mentre effetti positivi li abbiamo avuti con una  irrigazione mattina/sera          tramite un semplice spruzzino che ha garantito il giusto mix di  umidità e          rinfresco senza rovinare la superficie dei vasetti ancor troppo  piccoli per          ricevere direttamente l&#8217;acqua dall&#8217;innaffiatoio.</p>
<p>Oggi, 26  aprile, abbiamo invece          iniziato l&#8217;alimentazione vera e propria delle piante tramite  l&#8217;utilizzo di          prodotti specifici contenenti gli elementi chimici basilari per  lo sviluppo          delle piante coltivate in idroponica. Potassio, Calcio, Magnesio  sono solo          alcuni degli elementi che aiuteranno le nostre piante a  crescere, si spera,          forti e sane. Niente paura, questi &#8220;integratori energetici&#8221;,  costano          relativamente poco (6 euro per due bottiglie da 1,5 litri una) e  rendono          tanto..almeno questa è la speranza!<br />
Infine, ultima azione svolta ma prima  nell&#8217;importanza complessiva del progetto,              abbiamo realizzato una struttura per garantire a zucchine e  pomodori di crescere              e svilupparsi appoggiandosi ad un intreccio di corde fissate  a loro volta a              quattro supporti fissi. Un lavoro invasivo dal punto di  vista estetico essendo              ancora priva del verde che ci auguriamo lo possa ricoprire  ma basilare per poter              garantire un futuro sviluppo sano delle nostre piante.              Complessivamente si vedono dei miglioramenti generali delle  piantine anche se le              radici non hanno ancora raggiunto l&#8217;acqua che scorre sotto  di loro.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo              aspetto è basilare contando che, senza terra, le piante  necessitano di un              contatto continuo con l&#8217;acqua.<br />
<img class="alignleft" style="margin: 4px;" src="https://docs.google.com/File?id=dg66jrsg_69dfwrvqhk_b" alt="" width="332" height="222" />Ecco che il nostro orto prende forma: la struttura  aiuterà i          nostri virgulti a crescere ! Il serbatoio, in fondo al poggiolo a  destra, è          stato coperto per evitare che i raggi del sole entrino  direttamente in contatto          con l&#8217;acqua riscaldandola eccessivamente.</p>
<p>P.S. abbiamo acquistato anche un ossigenatore da acquario e  lo abbiamo inserito              nel serbatoi : un oggetto necessario per combattere le  possibili muffe capaci di              crearsi all&#8217;interno del tubo principale. Piccoli  accorgimenti utili per              aumentare la percentuale di successo di questo esperimento.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/idroponica-sul-balcone-di-casa-parte-due/" target="_blank"><strong>(CONTINUA&#8230;)</strong></a></p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1545"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Idroponica a scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 12:26:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[idroponica semplificata con la tecnica deep water utilizzando vecchi banchi di scuola.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell&#8217;esempio di idroponica semplificata:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg"><img class="aligncenter" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/copertina.jpg" alt="idroponica a scuola" width="690" height="514" /></a><span id="more-1538"></span></p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1540" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="idroponica a scuola" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/IMG_1868.jpg" alt="idroponica a scuola" width="620" height="432" /></a></p>
<p>&#8220;Buongiorno,</p>
<p>vi mando delle foto del progetto che ho realizzato anche grazie ai vostri consigli scambiati sul blog, si tratta di un  orto idroponico deep water realizzato per i bambini delle elementari  riutilizzando dei vecchi  banchi da scuola, se conoscete qualcuno che  potrebbe essere interessato fatemi sapere, sarò lieto di cederli il  progetto per vedere se funziona a lungo termine.</p>
<p>Cordiali Saluti</p>
<p>giacomo  piovan&#8221;</p>
<p>per contatti: since_at_hotmail.it</p>


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		<title>La città diventa giardino</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 10:19:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fiorinsieme, a Brescia, è una manifestazione florovivaistica sui temi dell' ambiente, l'ecosistema e il giardino sostenibile.


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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/17/tre-giorni-per-il-giardino/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tre giorni per il Giardino'>Tre giorni per il Giardino</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1534" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/06/29/la-citta-diventa-giardino/logo-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1534" style="margin: 4px;" title="florovivaisti" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/logo.jpg" alt="florovivaisti bresciani" width="144" height="180" /></a>A  Brescia torna Fiorinsieme, e la città si trasforma in un maestoso parco  all’insegna della Biodiversità</p>
<p>Ambiente, ecosistema,  giardino sostenibile. Sono le parole chiave della terza edizione di Fiorinsieme.  Dal 3 settembre al 3 ottobre torna infatti la manifestazione  organizzata dall&#8217;Associazione Florovivaisti Bresciani in  collaborazione con il Comune di Brescia che gli scorsi anni ha  vestito di verde le più importanti piazze cittadine bresciane e che  anche questo autunno trasformerà Piazza Paolo VI in un maestoso  parco verde ricco di piante, alberi e giardini delle più belle specie e  varietà.</p>
<p>La storica Piazza del Duomo di Brescia vedrà nascere  oltre 1200 metri quadrati di giardini verdi,  offrendo al  visitatore una visuale unica data dallo strano ma efficace binomio di  elementi urbani e elementi naturali, geometrie e colori di portoni  e palazzi a fare da scenografia agli splendidi giardini.</p>
<p><span id="more-1533"></span>La Biodiversità è  il tema affrontato per questa nuova edizione il cui progetto prevede  otto giardini realizzati da alcune tra le più affermate aziende  associate di costruzione del verde, il tutto sotto il coordinamento  progettuale dell’Arch. Nicola Faustini (StudioDprogettazione) e  di Corivert (Consorzio per la riqualificazione del verde e  del territorio).</p>
<p>Si vedranno, ad esempio, la realizzazione di  un biolago naturale, che senza l’ausilio di cloro o componenti  chimici sfrutta il potere rigenerativo delle piante acquatiche e il  movimento dell’acqua per fornire equilibrio ed energia all’ambiente.</p>
<p>Un  altro interessante progetto vedrà invece l’applicazione di elementi di ingegneria  naturalistica: tecnica che prevede l’utilizzo di sole essenze  vegetali autoctone al fine di dimostrare l’importanza di un giardino  naturale e sostenibile.</p>
<p>Verrà inoltre realizzato un orto  urbano, realtà sempre più diffusa tra le metropoli che, oltre a  costituire un vero e proprio polmone verde per la città si pone come  alternativa alla agricoltura intensiva, basata sull’utilizzo di prodotti  chimici, ritmi di coltivazione forzati e inquinamento del terreno,  tutti elementi che annientano la biodiversità.</p>
<p>Il  progetto prevede anche la realizzazione di una zona relax e di  un&#8217;area per i bambini, perfettamente inserite nel contesto verde  tra giochi di forme e geometrie, siepi e oltre 50 metri di cespugli. Un  percorso pedonale delimiterà i singoli giardini e le diverse aree  tematiche.</p>
<p>Non mancheranno un giardino zen e un esempio  di giardino didattico, in aggiunta ad altre interpretazioni  paesaggistiche che hanno come obiettivo di integrare il verde e  l’architettura per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>L&#8217;Associazione Florovivaisti  Bresciani, con questo ambizioso progetto, si pone l’obiettivo  di diffondere una corretta conoscenza e cultura dell’ambiente che troppo  spesso oggi viene a mancare, ma che forse necessita di maggior  attenzione, poichè giardini, parchi e terrazzi non debbano essere  soltanto gradevoli esteticamente ma che possano anche  inserirsi armoniosamente nel proprio contesto ambientale, senza alterare  le dinamiche e i processi naturali, scegliendo quindi essenze adatte al  nostro clima, evitando trattamenti chimici e favorendo la presenza  di insetti predatori e uccelli insettivori.</p>
<p>Nel 2010, dichiarato  dall’ONU anno internazionale della biodiversità, l’associazione  si fa portatrice quindi di un importante messaggio con l’intenzione di  far conoscere flora autoctona e vegetazione naturale nel pieno rispetto  dell’ambiente e dell’ecosistema.</p>
<p>Nel corso dell’evento, il 5,12 e  26 Settembre, le aziende bresciane produttrici di fiori e piante (stagionali,  annuali, perenni, recisi, bonsai, cactacee, etc) saranno presenti  nell’area della fontana (fronte Broletto) per una mostra mercato in cui  esporranno le principali varietà stagionali e potranno offrire  preziosi consigli a tutti gli appassionati.</p>
<p>Dal 17 al 19  Settembre invece, il grande giardino farà da splendida scenografia  alla settimana della moda.</p>
<p>L’Associazione Florovivaisti  Bresciani è pronta a far rivivere ai cittadini le emozioni dello scorso  anno: Brescia è quindi una città che per un mese cambia volto con  il desiderio di trasformarsi in una città-giardino.</p>
<p>Per  maggiori informazioni che riguardano gli eventi e le manifestazioni  organizzati dall’Associazione Florovivaisti Bresciani potete visitare il  sito internet: <a href="http://www.florovivaistibs.it/" target="_blank">www.florovivaistibs.it</a> oppure telefonare al numero 0303534008. È inoltre nata la  pagina &#8221;Eventi Verdi Bresciani&#8221; su Facebook, dove potrete  essere sempre aggiornati riguardo le news e gli eventi dedicati al  verde.</p>
<p>Andrea Mazza<br />
Ufficio Stampa Associazione Florovivaisti  Bresciani<br />
<a href="mailto:info@andreamazza.com" target="_blank">info@andreamazza.com</a><br />
Tel  3391351913</p>
<p>Associazione Florovivaisti Bresciani<br />
<a href="http://www.florovivaistibs.it/" target="_blank">www.florovivaistibs.it</a><br />
<a href="mailto:info@florovivaistibs.it" target="_blank">info@florovivaistibs.it</a><br />
Tel  0303534008</p>
<p>PROGRAMMA EVENTI FIORINSIEME</p>
<p>Domenica 5  Settembre<br />
Mostra mercato di piante e fiori</p>
<p>Domenica  12 Settembre<br />
Mostra mercato di piante e fiori</p>
<p>17-18-19  Settembre<br />
Settimana della moda</p>
<p>Domenica 26 Settembre<br />
Mostra  mercato di piante e fiori</p>
<p>AZIENDE ALLESTITRICI DEI GIARDINI A  TEMA</p>
<p>- Vivai Rebecchi di Chiari (BS)<br />
- Vivai Rebecchi  di Chiari (BS)<br />
- Vivai Fausto Loda di Cellatica (BS)<br />
- Arte  giardino snc di Roncadelle (BS)<br />
- Il Verde Mariani di Flero (BS)<br />
-  Grechi Giardini di Brescia<br />
- Cammarata Ezio di Nave (BS)<br />
- F.lli  Toninelli di Leno (BS)<br />
- Istituto di istruzione superiore “Vincenzo  Dandolo” di Corzano (Brescia)</p>
<p>AZIENDE PRODUTTRICI DI FIORI E  PIANTE</p>
<p>- Floricoltura Alberti di Castenedolo (BS)<br />
- Vivai  Piante e Fiori Chimini e fratelli di Toscolano Maderno (BS)<br />
-  Sandrini S.S. Az. Agricola di Pisogne (BS)<br />
- Floricoltura Corazza di  Polpenazze (BS)<br />
- Az. Agr. G &amp; G di Giacomini Fausto &amp; C. di  Prevalle (BS)<br />
- Az. Agricola Casa Nova di Fappani Luca di Dello (BS)<br />
-  Floricoltura Freri di Molinetto di Mazzano (BS)<br />
-  Floricoltura Besacchi Luciano di Rezzato (BS)<br />
- Vivai Lago Fiorito di  Desenzano (BS)<br />
- Le Rose di Castello Quistini di Rovato (BS)<br />
-  Carnosa e Spinosa società agricola di Careddu &amp; C. di Manerba del  Garda (BS)<br />
- Az. Agricola Ortoflora di Filippi Andrea e Elena di  Lonato (BS)<br />
- Az. Agricola Ortofiorita Sala Angelo di Pontevico (BS)<br />
-  Az. Agricola Vivaio Volta di Brescia</p>
<p>ALLESTIMENTO GIOCHI E  ARREDO URBANO<br />
- Centro Giardino Betti srl di Bagnolo Mella –  Dello (BS)</p>


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</ol></p><div style='display:none' id="post-refEl-1533"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Colture indoor: fai da te o negozio?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:25:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[coltivare in idroponica o in terra utilizzando growbox o idrosistemi fatti in casa. I pro e i contro del fai da te nella coltura indoor


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1529" style="margin: 4px;" title="idroponica-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/idroponica-fai-da-te.jpg" alt="idroponica fai-da-te" width="166" height="250" /></a>Premettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l&#8217;autosufficienza e l&#8217;iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.<br />
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.<br />
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.<br />
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.<br />
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.</p>
<p><span id="more-1527"></span></p>
<p><strong>Growbox vs. stanza vs. armadio di coltivazione</strong></p>
<p>Abbastanza prevedibilmente coltivare in idroponica (e coltivare in generale) è più semplice quando si opta per una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox (o dark room)</a>.<br />
Modificare una stanza perchè sia in grado di trasformarsi in una piccola serra è un&#8217;impresa abbanza complessa, spesso foriera di complicazioni: l&#8217;umidità può danneggiare i muri, l&#8217;ambiente è troppo grande per essere gestito al meglio climaticamente, le luci non vengono sfruttate appieno.<br />
Temperatura e ventilazione diventano un assillo quando lo spazio è troppo vasto, il pavimento potrebbe mal sopportare eventuali perdite d&#8217;acqua.</p>
<p>Certamente si può tappezzare la stanza con teli plastici, forare i muri (se non siete in affitto!) per far passare un tubo di ventilazione, costruire un controsoffitto o un sostegno per le lampade. E se per una ragione qualsiasi cambiaste idea, se la stanza scelta non avesse poi l&#8217;esposizione migliore, se traslocaste, se doveste improvvisamente realizzare che l&#8217;esposizione costante al sole in estate arroventa inesorabilmente l&#8217;ambiente?<br />
Ormai le modifiche sono fatte e cambiare è fuori discussione.</p>
<p>Ecco perchè è vincente pensare ad una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a>.</p>
<p>Molti la costruiscono da se&#8217;.<br />
Fra i pregi di una tale scelta troviamo senz&#8217;altro la completa personalizzazione delle misure, per valorizzare al meglio gli spazi disponibili.</p>
<p>Si può, se lo spazio a disposizione è vasto, optare per una struttura modulare, con la possibilità di creare in ogni box un diverso ambiente cambiando luci e clima. Con una spesa ridotta e un po&#8217; di tempo a disposizione si può ottenere davvero tanto.<br />
Questa soluzione è ottimale per i buoni bricoleur, che dispongono già dell&#8217;attrezzatura del caso, di una manualità allenata, una visione progettuale d&#8217;insieme, oltre ad una chiara idea su quali siano le esigenze delle piante.<br />
Se non sapete bene da che parte iniziare invece il rischio di trovarsi con un bel nulla di fatto e dei soldi in meno in tasca è elevato. Ed è probabile anche che vi accorgiate di quanto male è andato l&#8217;esperimento solo dopo avere acquistato tutto, montato anche l&#8217;ultima vite e, se siete stati imprudenti, iniziato beatamente a coltivare.<br />
Infiltrazioni di luce, legno che marcisce, misure inadeguate, spifferi d&#8217;aria si notano solo dopo qualche tempo.</p>
<p>Se optate per l&#8217;acquisto in negozio quello che vi troverete fra le mani sarà un semplicissimo kit di montaggio, facile da spostare, da gestire, da organizzare.</p>
<p>La spesa, dite? Ok proviamo solo per un minuto a pensare a quanto costerebbero le sigole parti, quanto tempo dovremo impiegare, facciamo un realistico preventivo delle probabilità di riuscita. Sicuri che valga la pena?<br />
Non è così semplice calcolare la portata corretta e le proporzioni estrattore/tubo di scarico. Una <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=dark+room&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd&amp;pg=1" target="_blank">growbox</a> è già perfettamente pronta per ospitare <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Non-allestite.1.9.104.sp.uw.aspx" target="_blank">accessori acquistati separatamente</a>, ma può essere anche comprata già <a href="http://growerplanet.it/Growbox-Allestite.1.9.132.sp.uw.aspx" target="_blank">allestita</a> e pronta all&#8217;uso. Inoltre qualunque serio rivenditore offrirà tutta l&#8217;assistenza di cui avrete bisogno. Il fatto-in-casa non è coperto da assistenza ne&#8217; da garanzia, se qualcosa dovesse andare storto.</p>
<p><strong>E i sistemi idroponici? Me li costruisco o li compro?</strong></p>
<p>Costruire un <a href="http://growerplanet.it/Ricircolo.1.9.48.sp.uw.aspx" target="_blank">sistema idroponico</a> è un&#8217;esperienza di grande soddisfazione. Si possono utilizzare materiali relativamente poveri e seguire le indicazioni di chi ha già sperimentato questa via.<br />
Ma non semplifichiamo troppo: è comunque richiesta una certa abilità con gli attrezzi, qualche visita al ferramenta e una bella serie di frustranti tentativi non riusciti.<br />
Calcolare la corretta portata d&#8217;acqua nell&#8217;idrosistema è una delle parti più difficili. Non credereste mai a quanto possa essere complicato gestirne il flusso: se la <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa</a> è troppo potente otterrete indesiderate fontane e zampilli, se il tubo è troppo lungo, o ritorto e la potenza scarsa le piante resteranno a secco. Anche l&#8217;inclinazione, lo scarico, l&#8217;ossigenazione sono fondamentali.</p>
<p>Se avete tempo e uno spazio idoneo a fare molte prove l&#8217;esperienza può davvero valere la pena. Una volta azzeccata la magica alchimia e lasciato qualche giorno in funzione l&#8217;impianto senza problemi potrete iniziare a coltivare le piantine senza grandi paure.</p>
<p>Attenzione ai materiali: sempre atossici, meglio se per alimenti, e anti UV. Paradossalmente più l&#8217;impianto è piccolo più correte il rischio che sia economicamente svantaggioso rispetto ad un idrosistema commerciale.<br />
Se lavorate in outdoor il gioco vale senz&#8217;altro la candela; se avete poco spazio, in casa, e magari un prezioso parquet nella stanza accanto evitate accuratamente.</p>
<p><strong>Illuminazione fai da te?</strong></p>
<p>No, no ed ancora no.  <a href="http://growerplanet.it/default.asp?cmd=configuratore" target="_blank">L&#8217;illuminazione</a> costituisce il punto cardine della riuscita della coltivazione e non c&#8217;è verso di far da se&#8217;.<br />
Le lampade devono essere professionali, e specifiche per l&#8217;orticoltura. Non riciclate neon da acquariologia, led da illuminazione domestica o lampadine. Comprate tutto nuovo, certificato e in garanzia.<br />
Non pasticciate mai con le apparecchiature elettriche e soprattutto non fatelo in ambiente umido e vicino all&#8217;acqua, a meno che non siate professionisti.<br />
Non è nemmeno il caso di cercare di risparmiare qualche centesimo sul <a href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>: si tratta comunque di prodotti concepiti in maniera particolare (no, un foglio di carta stagnola non è un buon riflettore. No, nemmeno un pezzo di alluminio di risulta). Caratteristiche come la curvatura o la finitura sono rilevanti e sul lungo periodo consentiranno di risparmiare elettricità e ottenere piante  più rigogliose.</p>
<p>Mettete sempre in conto il tempo quando vi apprestate ad un lavoro simile, perchè è probabile che ne dobbiate investire parecchio.</p>
<p>Calcolate un periodo di caos, possibili rumori molesti dovuti ad attrezzature elettriche ed imprecazioni, acqua un po&#8217; dovunque.  Prevedete che le cose possano andare male (ma anche benissimo).</p>
<p>Bene, ora che siete pronti a cominciare. Buon lavoro!</p>


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		<title>L&#8217;Aquila, nascono gli Orti Urbani</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accordo affida all&#8217;Ente Parco 216 campi civici realizzati secondo i  dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1522" title="orto_urbano" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/orto_urbano.jpg" alt="orto urbano" width="400" height="300" /></a>del tessuto sociale della città.</p>
<p>L&#8217;Aquila, 3 giu. &#8211; (<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/LAquila-nascono-gli-Orti-Urbani-nei-nuovi-insediamenti-del-progetto-CASE_486808876.html" target="_blank">Adnkronos</a>) &#8211; Grazie alla sinergia individuata in  merito alla gestione degli Orti Urbani nelle aree verdi dei nuovi  insediamenti del progetto C.A.S.E., il Comune  dell&#8217;Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga,  sono giunti a stipulare un Protocollo d&#8217;Intesa.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato ad Assergi, dall&#8217;Assessore Comunale competente,  Alfredo Moroni, e dal Commissario Straordinario Arturo Diaconale, affida  all&#8217;Ente Parco, in virtù della competenza tecnico-scientifica in  materia di salvaguardia delle colture agricole locali e dell&#8217;esperienza  profusa nella creazione di orti collettivi nelle tendopoli aquilane, la  gestione provvisoria dei 216 Orti Urbani realizzati in alcune aree dei  nuovi insediamenti del Progetto C.A.S.E. (Assergi, Camarda, Paganica 2,  Paganica Sud, Tempera, Gignano, Bazzano; Roio Poggio, Roio 2 e Coppito  3), secondo  i dettami della sostenibilità ambientale e quale contributo alla  ricostituzione del tessuto sociale della città.</p>
<div><span id="more-1521"></span></div>
<div>
<p>&#8221;La creazione degli Orti Urbani &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Moroni &#8211;  è accompagnata da forte attesa da parte delle comunità, a vantaggio  delle quali è stata concepita quale stimolo a ricreare uno spirito di  aggregazione positiva ed efficace. Esprimo dunque piena soddisfazione  per la sinergia avviata e per l&#8217;opportunità di collaborare, in questa  prima fase di realizzazione degli Orti, con l&#8217;Ente Parco, con il quale  il Comune dell&#8217; Aquila condivide obiettivi e missione e del quale è nota  l&#8217;affidabilità in termini di impegno e know how&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per il Parco &#8211; ha aggiunto Diaconale &#8211; si tratta di una nuova  opportunità di mettere a frutto le competenze dell&#8217;Ente, dedicandole ad  un progetto importante per implicazioni sociali, quale contributo al  rafforzamento dell&#8217;identità della cittadinanza aquilana. Dal Protocollo  d&#8217;Intesa scaturirà immediatamente un Avviso Pubblico destinato a tutti i  residenti del progetto C.A.S.E. nelle cui aree verdi è presente una  zona destinata agli Orti Urbani&#8221;.</p>
</div>


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