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	<title> &#187; notifiche</title>
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		<title>Coupon risparmio per i lettori di Genova</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[notifiche]]></category>

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<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2009/03/19/segnalazione-blog-utile/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Segnalazione: blog utile'>Segnalazione: blog utile</a></li>
<li><a href='http://www.giardinaggioindoor.it/2007/01/04/colture-dallacqua/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Colture dall&#8217;acqua'>Colture dall&#8217;acqua</a></li>
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		<title>Propagazione: semi e talee</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[notifiche]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[orticultura indoor]]></category>
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		<description><![CDATA[Come operare per ottenere talee e gestire semina e propagazione in maniera ottimale


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1376" class="wp-caption alignright" style="width: 265px"><a rel="attachment wp-att-1376" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/01/22/propagazione-semi-e-talee/piantina_idroponica/"><img class="size-full wp-image-1376 " style="margin: 4px;" title="piantina_idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/piantina_idroponica.jpg" alt="piantina idroponica" width="255" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">foto: eurohydro.com</p></div>
<p>Uno dei metodi più semplici e popolari per ottenere le proprie piantine è par talea.<br />
Il concetto è quello di prelevare un rametto da una pianta “donatrice” o “madre” e rendere l&#8217;ambiente favorevole perché questo sviluppi radici proprie e dia vita ad una nuova pianta.<br />
Questa tecnica permette di ottenere piante con le stesse caratteristiche genetiche della madre e di potere quindi operare in partenza una scelta quanto a qualità, misura, redditività e tipologia di pianta che andremo a coltivare.<br />
Inoltre l&#8217;utilizzo di talee da piante in fase di crescita avanzata permette di accorciare i tempi e di ottenere più velocemente il raccolto.</p>
<p>La tipologia della talee può variare da pianta a pianta (a seconda del genere andremo a prelevare talee legnose, semi legnose, erbacee, di foglia, di radice o di succulenta) ma generalmente si tratta di un rametto apicale con foglie, stelo ed almeno un nodo.</p>
<p>Vediamo come procedere: sarà innanzitutto necessario sterilizzare tutto il materiale.<br />
Dopo di che inzuppiamo il substrato (ad esempio <a href="http://italgrow.com/substrati_idroponica_rockwool_cube_4x4x4_product-44-1110.aspx" target="_blank">cubi di rockwool </a>o compresse di torba) con acqua a pH ed EC calibrato e strizziamo leggermente.<br />
La temperatura sarà mantenuta costantemente attorno ai 20-25 gradi e l&#8217;umidità avrà un valore stabile attorno all&#8217;80%. Per ottenere questo ambiente di propagazione ideale ci si può aiutare con un tappetino riscaldante e una <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">serretta di plastica</a>.</p>
<p>Le talee dovranno provenire da piante in ottima salute e già cresciute, ma che non siano i fase di fioritura.<br />
Lo stelo dovrò essere in grado di supportare le foglie senza piegarsi.</p>
<p><span id="more-1375"></span>La talea, recisa con una lama molto affilata (un bisturi o una lametta) va scelta verso la cima e deve avere alcune foglie (almeno tre coppie, generalmente). Appena prelevata va immediatamente immersa la parte recisa in acqua tiepida.</p>
<p>Ora con la lametta andremo a rimuovere la coppia di foglie più vicina (o due coppie, se il substrato sarà abbastanza profondo) alla base e a tagliare poco al di sotto di esse lo stelo con un&#8217;incisione a 45 gradi. Se le foglie rimanenti dovessero essere troppo grandi e pesanti le taglieremo a metà.</p>
<p>Adesso la talea è pronta per essere alloggiata nel substrato, dove avremo praticato un forellino della misura più adatta ad ospitare lo stelo.</p>
<p>I nostri cloni andranno nebulizzati con acqua facendo attenzione a non esagerare. E&#8217; importante rimuovere foglie morte o altro materiale che costituirebbe un ideale terreno di coltura per funghi e batteri.<br />
Se dovessero spuntare dei boccioli, andranno eliminati.</p>
<p>In 7 – 10  giorni le piantine dovrebbero essere in grado di sopportare le prime esposizioni al loro ambiente di coltura definitivo, a patto che non vi siano sbalzi climatici eccessivi.<br />
Potrete iniziare a rimuovere il coperchio della serretta partendo da una mezz&#8217;ora al giorno, e a somministrare fertilizzanti specifici.</p>
<p>Ovviamente si possono ottenere le piantine anche partendo dai semi.<br />
Vediamo come.<br />
Intanto è fondamentale la scelta dei semi, che andranno raccolti da piante sane  e dovranno essere maturi.<br />
I semi conservati male muoiono: per mantenerli dormienti senza che germinino o muoiano devono essere mantenuti al buio, in un ambiente freddo (2-8 gradi), secco e con scarso ossigeno (ad esempio un barattolo).<br />
L&#8217;ambiente di coltura dovrà essere sterile o quasi, il medium ben aerato e drenante.</p>
<p>Anche qui usiamo <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=miniserra&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">la serretta</a> e il tappetino riscaldante e prepariamo il substrato bagnandolo prima con acqua a pH controllato e lasciandolo scolare dopo.<br />
Alcuni preferiscono germinare i semi prima di metterli a dimora tenendoli alcuni giorni su uno strato di tessuto bagnato sotto un piatto capovolto.<br />
Questo accorgimento tuttavia non è necessario e si possono posizionare i semini in forellini poco profondi nel substrato. I semi devono stare al buio.</p>
<p>Fatto questo si procederà ad una leggera annaffiatura che andrà ripetuta circa ogni 2-3 giorni.</p>
<p>La temperatura ideale è di 20-25 gradi e l&#8217;umidità dell&#8217;80% circa. Quando le prime vere foglioline saranno spuntate si potrà rimuovere il coperchio della serra e posizionare le piantine sotto una luce al neon da tenere a circa dieci centimetri.<br />
Piano piano si potrà aumentare la luce e si cominceranno a somministrare fertilizzanti.</p>
<p>E&#8217; fondamentale in questa fase una certa pazienza per permettere alle piante di adattarsi al nuovo ambiente, in quanto uno shock potrebbe essere fatale.</p>
<p>Lo sviluppo da ora in poi procederà velocemente e saranno necessari diversi travasi in contenitori mano a mano più grandi.<br />
Le piante dovranno essere spostate facendo molta attenzione a non torcere o rovinare le radici; a tal fine è bene scegliere un medium già predisposto per consentire un agevole travaso “in blocco”, come ad esempio cubetti di lana di roccia o cestini di perlite o compresse di torba, che permettono di non toccare affatto l&#8217;apparato radicale.<br />
L&#8217;utilizzo di cubetti per germinazione è consigliabile anche per l&#8217;importanza che il substrato riveste nella delicata fase della radicazione: materiale concepito appositamente permetterà di evitare errori frequenti quando si utilizza semplice terriccio.<br />
La zona attorno alle radici dovrà infatti essere aerata, mai completamente asciutta né fradicia, leggera e drenante. Il rischio che si corre è quello della mancanza di ossigeno, dell&#8217;attacco di funghi e muffe, di marciume.</p>


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		<title>Organizzare al meglio la growroom</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 15:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per ottenere buoni risultati nella coltura indoor è indispensabile una buona organizzazione dello spazio a disposizione. Ecco uno schema semplice e le norme di base.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1341" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1341  " style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="organizzazione growroom" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/growroom-150x120.png" alt="" width="250" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per vedere a tutta pagina</p></div>
<p>Norme generali</p>
<p>Quale che sia la tecnica, è bene assicurarsi di seguire alcune regole base.<br />
-Grandezza dei recipienti: cercare di stipare le piante non è mai produttivo.</p>
<p>I <a href="http://italgrow.com/vasi_accessori_cat-7.aspx" target="_blank">contenitori</a> devono essere sufficientemente grandi da consentire un ottimo sviluppo delle radici. Comprimere o limitare questa crescita porterebbe a perdere senz&#8217;altro una parte del potenziale della pianta.<br />
I peli radicali sono responsabili della maggior parte dell&#8217;assorbimento dei nutrienti e del conseguente sviluppo della pianta.</p>
<p>-Drenaggio: Le radici sono molto sensibili e soggette a malattie. Assicurare loro l&#8217;adeguata aerazione è indispensabile.<br />
Assicuratevi dunque che canaline e vassoi abbiamo la necessaria pendenza, che i tubi siano sempre liberi (eventualmente applicate dei filtri) e che il foro di scolo dei sistemi sia nel punto più basso possibile.<br />
Dove praticabile, utilizzate vasi in rete per favorire la circolazione dell&#8217;aria ed incoraggiare la crescita delle radici.</p>
<p><span id="more-1340"></span></p>
<p>-Serbatoio<br />
Meglio sceglierlo in materiale non tossico, specifico per alimenti. E&#8217; indispensabile che sia opaco e non permetta il passaggio della luce, che incoraggerebbe la crescita delle alghe e lo sviluppo di patogeni. Inoltre i raggi UV possono decomporre alcuni elementi nutritivi.</p>
<p>-Pompa<br />
Per automatizzare l&#8217;irrigazione utilizzate una <a href="http://italgrow.com/pompe_d_aria_acqua_cat-54.aspx" target="_blank">pompa</a> ed un <a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">timer</a> per gestire l&#8217;accensione e lo spegnimento.<br />
Bisogna accertarsi che la pompa abbia la portata necessaria a supportare l&#8217;estensione del vostro impianto.<br />
L&#8217;utilizzo di molte deviazioni o restringimenti, il diametro dei tubi, la pendenza influiscono sulla potenza necessaria per un&#8217;annaffiatura sempre efficiente.<br />
Optional interessanti sono la presenza di un filtro interno che prevenga blocchi (indispensabile in alcuni tipi di sistema con poca autonomia in caso di guasti della pompa), un funzionamento silenzioso e un sistema di spegnimento automatico in caso di attività in assenza di acqua.<br />
Meglio scegliere un modello ad immersione, che permetterà una maggiore versatilità.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/timers_relays_cat-25.aspx" target="_blank">Timer</a><br />
Indispensabile per la regolazione delle luci, utilissimo per l&#8217;irrigazione.<br />
I modelli digitali sono più affidabili, in caso di NFT o altri sistemi che richiedano frequenti intervalli è indispensabile dotarsi di un prodotto di qualità.<br />
Assicurarsi di non sovraccaricare il temporizzatore con troppi strumenti o con strumenti troppo potenti.<br />
Sono da preferire i modelli ad alta resistenza all&#8217;umidità e possibilmente facili da programmare.</p>
<p>-Elettricità<br />
Le norme di sicurezza sono basilari: la zona delle prese e degli apparecchi elettrici deve essere assolutamente asciutta, considerando anche eventuali perdite o danneggiamenti.<br />
Controllare la portata delle prese e non cercare mai di superarla.<br />
Quando si accendono molte lampade, farlo in maniera scaglionata.<br />
Installare un salvavita.<br />
Può essere molto utile inoltra calcolare quanto la vostra coltivazione vi verrà a costare, applicando questa formula:<br />
Costo dell&#8217;energia per kilowatt (è reperibile sulla vostra ultima bolletta) moltiplicato per il numero di kilowatt impiegati (1000 watt = 1 kilowatt) moltiplicato per il numero di ore quotidiane di accensione.<br />
Esempio: poniamo che la corrente costi 0.10 euro al kilowatt e che voi abbiate 2 lampade da 600 watt (1,2 kilowatt) accese 12 ore al giorno.<br />
0,10 € x 1,2 kw x 12 ore = 1,44 euro al giorno.</p>
<p>-<a href="http://italgrow.com/impianti_parti_cat-110.aspx" target="_blank">Impianto d&#8217;irrigazione</a><br />
Sembra banale, ma la prima cosa da fare è renderlo il più lineare e semplice possibile, facendo un buon progetto prima di prendere in mano gli attrezzi.<br />
Poche giunture, curve, raccordi garantiranno un basso rischio di perdite. Utilizzate filtri dove possibile.<br />
Il diametro dei tubi deve essere adeguato: meglio abbondare, soprattutto se il sistema è destinato a crescere.<br />
Tutti i tubicini che si connetteranno alla linea principale devono avere lo stesso diametro e possibilmente la stessa lunghezza, per garantire un equilibrio nel flusso del liquido.<br />
Anche gli irrigatori devono avere tutti le stesse caratteristiche ed essere manutenuti con costanza (basta un irrigatore bloccato per alterare l&#8217;equilibrio).</p>
<p>Una manutenzione regolare è indispensabile. <a href="http://italgrow.com/default.asp?cmdString=gocciolatore&amp;cmdSearch=ricerca&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">Gocciolatori</a> e spruzzatori sono soggetti a blocchi e vanno controllati e sciacquati spesso, il pH va mantenuto basso (compatibilmente alla tipologia di coltivazione) per evitare depositi, periodicamente va effettuata una completa sanificazione dell&#8217;impianto.<br />
Per sicurezza meglio posizionare almeno due linee di irrigazione per vaso, così da evitare che la pianta non riceva acqua del tutto in caso di blocco.<br />
Posizionare i tubicini in sospensione e non a contato con le radici o col substrato aiuterà ad evitare l&#8217;accesso di materiale all&#8217;interno del sistema di irrigazione.</p>


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		<title>Il fattore di potenza nelle colture indoor</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2009/09/22/il-fattore-di-potenza-nelle-colture-indoor/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=il-fattore-di-potenza-nelle-colture-indoor</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:33:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[illuminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L'articolo Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l'importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor è disponibile anche in pdf


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="power factor" src="http://www.italgrow.com/files/ITALGROW_Files/Foto/9272_592491165416.BMP" alt="" width="150" height="187" />E&#8217; disponibile nell&#8217;<a href="http://www.giardinaggioindoor.it/download/" target="_blank">area download</a> il pdf dell&#8217;articolo &#8216;Introduzione alle lampade CFL di taglio elevato e l&#8217;importanza del fattore di potenza nelle coltura indoor&#8217;, realizzato in collaborazione con Italgrow.</p>
<p>Si tratta di un interessante approfondimento realizzato in seguito alla visita alla fabbrica cinese che assembla le lampade compatte distribuite poi in Europa (da cui il video in questo stesso post).</p>
<p>Il confronto con gli esperti e le analisi effettuate sulle lampade portate come campione hanno condotto ad una serie di migliorie tecniche destinate a migliorare senz&#8217;altro il livello qualitativo delle produzioni dei prossimi anni.</p>
<p>Per leggere online l&#8217;articolo <a href="http://www.italgrow.com/default.asp?cmd=staticPagesSX&amp;cmdID=8" target="_blank">CLICCA QUI</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/OgKnyVp-LMM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


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		<title>Giardinaggio Indoor diventa web magazine</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/avviso.gif"><img class="size-medium wp-image-430 alignleft" title="avviso" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/avviso.gif" alt="" width="227" height="227" /></a>Ciao a tutti,</p>
<p>informiamo i nostri lettori che Giardinaggio Indoor non sarà più reperibile in versione cartacea, ma solo online.</p>
<p>I numeri usciti fino ad oggi sono scaricabili nella sezione download nel formato pdf, mentre gli arretrati sono purtroppo terminati: potete provare a chiedere ai punti di distribuzione se hanno conservato qualche copia.</p>
<p>I tempi di aggiornamento d&#8217;ora in avanti saranno accorciati, passate a trovarci più spesso!</p>
<p>Potete continuare ad inviare le domande per l&#8217;esperto e le richieste per collaborazioni e pubblicità al solito indirizzo redazione (chiocciola) giardinaggioindoor (punto) it.</p>


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