
foto: eurohydro.com
In sistemi a ricircolo il valore del pH andrebbe rilevato su base giornaliera, poiché le variazioni nella soluzione nutritiva apportate dalle piante stesse possono causare fluttuazioni importanti.
In ogni caso, è indispensabile la misurazione ogniqualvolta vengano aggiunti dell’acqua o dei fertilizzanti.
Per mantenere l’acidità stabile si può ricorrere all’uso di nutrienti che offrano un “effetto cuscinetto” o buffer, e ad una regolazione della temperatura (inferiore ai 30 gradi) e dell’umidità (superiore al 50%) tale da ridurre l’eccessiva evaporazione.
Per effettuare la misurazione si procederà, come per l’EC, a mescolare bene la soluzione e a prelevare un campione con un contenitore pulito.
E’ bene non effettuare misurazioni subito dopo l’aggiunta di fertilizzanti o regolatori dell’acidità.
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Le piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.
In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all’alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.
Per mantenere stabile e sotto controllo l’equilibrio della soluzione è necessario monitorare l’EC o conduttività.
Questo valore è l’unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell’acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.
Per rilevare l’EC si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.
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La fertilizzazione è un punto chiave nella coltivazione, per cui la scelta di una buona marca di nutrienti specifici farà già di per se la differenza.
Vediamo quali altri accorgimenti ne massimizzeranno il potenziale.
I dosaggi riportati in etichetta vanno sempre rispettati, badando di usare il fertilizzante giusto nelle giuste quantità in base allo stadio di crescita della pianta (radicazione, crescita, fioritura), al substrato usato (cocco, idroponica, terra) e nel caso di prodotti molto specifici anche in base alla tipologia della pianta (ad esempio peperoncini, od orchidee)
Fertilizzanti multicomponenti e additivi non vanno mai mischiati allo stato concentrato o in poca acqua. Questi prodotti vengono tenuti separati proprio perché a contatto diretto l’uno con l’altro possono formare residui dannosi.
Prima di tutto quindi riempite il serbatoio, poi versate uno ad uno i fertilizzanti, infine mescolate molto bene per evitare un pH e una distribuzione disomogenei.
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Sebbene esistano in commercio ottimi prodotti che forniscono uno spettro luminoso adatto alla coltivazione delle piante, nessuna lampada riproduce esattamente la luce del sole.
E’ importante quindi attrezzarsi al meglio per sfruttare al massimo quello che la tecnologia può offrire.
Cosa serve?
Un impianto standard necessita di un ballast (alimentatore) che accenda e regoli il flusso di corrente che alimenta le lampade, di un riflettore per concentrare e valorizzare il fascio luminoso (di solito è già provvisto di portalampada), di un timer per la temporizzazione dell’illuminazione, e ovviamente di uno o più bulbi.
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L’aerazione corretta è un fattore essenziale per evitare accumuli di calore ed umidità frequenti nelle coltivazioni indoor.
Ma come è composto un buon impianto di ventilazione?
Innanzitutto da un estrattore adeguato al volume della vostra growroom, tenendo presente che la portata dovrà consentire l’estrazione di tutta l’aria in 5 minuti.
Potete fare due conti voi stessi o rivolgervi ad un negozio specializzato per la scelta.
Assicuratevi di avere tutti i dati utili per aiutare chi di dovere a consigliarvi il prodotto più adatto a voi: volume della stanza, lunghezza e diametro dei tubi di ventilazione, presenza o meno di filtri, wattaggio supportato dal vostro impianto.
Ricordate inoltre nel calcolare gli spazi che per evitare condensa e danni conseguenti l’estrattore andrà montato in verticale, parallelamente al muro.
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Coltivando in NFT l’afflusso di acqua deve raggiungere tutte le radici ad ogni irrigazione. 
Sebbene alcuni lascino sempre attiva la pompa è consigliabile una programmazione ad intervalli che garantisca 10-20 irrigazioni all’ora durante le ore di luce, da ridurre durante il buio.
Se il medium è la perlite è necessario assicurarsi irrigazioni frequenti, ogni 2-3 ore.
Se la soluzione viene somministrata dall’alto assicurarsi che venga ben distribuita. Questo vale anche per l’argilla, soprattutto se la pezzatura è piuttosto grande.
L’acqua tende comunque a creare dei “canali” all’interno del substrato e a colare principalmente attraverso di essi: questo è da evitare al fine di raggiungere tutte le radici.
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Tratto da pianteamiche.com
Per tecniche colturali si intendono tutte quelle operazioni eseguite con l’intento di favorire la crescita rigogliosa e produttiva delle piante; ce ne sono moltissime, ed in questo articolo daremo una breve descrizione delle principali.
Sarchiatura
E’ necessario possedere almeno un tipo di zappa per lavorare la terra intorno agli ortaggi e alle piante ornamentali e da frutto.
La sarchiatura ha sostanzialmente due funzioni:
- riduce le infestanti e in tal modo aumenta la disponibilità di luce e di sostanze nutritive;
- diminuisce la compattezza del suolo permettendo la penetrazione di aria vitale.
Si afferma anche che uno strato di terra fine sulla superficie agisca da pacciamatura impedendo un’eccessiva perdita d’acqua.
Sono disponibili sul mercato molti modelli di zappe e sarchiatoi tra i quali scegliere, il più diffuso è il sarchiatolo a tiro; questo tipo di sarchiatoio ha una lama piatta portata all’estremità di due braccia di metallo che permettono alla terra di passare in mezzo. L’attrezzo viene tirato e spinto, appena sotto la superficie del suolo, in modo da recidere gli steli delle infestanti subito sotto il colletto. Se usato troppo in profondità si rivela meno efficace nel controllo delle erbacce.
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Tratto da pianteamiche.com
Il compost è una logica conseguenza di chiunque abbia un minimo di spirito ecologista; contrariamente a quello che si può ritenere,
realizzarlo non è affatto difficile e non comporta odori sgradevoli.
COSA E’ IL COMPOST
Con il termine compost o composto viene indicato un prodotto fertilizzante, simile all’humus, ottenuto attraverso la decomposizione naturale delle sostanze organiche, fermentate in presenza di ossigeno e trasformate in sostanze organiche più semplici, maggiormente assimilabili dalle piante. Tale trasformazione, che avviene normalmente a opera di batteri, viene chiamata compostaggio.
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Tratto dal blog Action Mutant
Usare lampade a LED per far crescere le piante quando la luce solare non è disponibile?
Questa tecnologia di illuminazione può rivelarsi molto vantaggiosa per i terrari : efficienti, a basso consumo energetico, scaldano poco e durano moltissimo.
Come funzionano ?
Ogni pigmento delle piante assorbe alcuni colori di luce meglio di altri. La clorofilla assorbe molto bene la luce rossa e quella blu, ma non quella verde; dato che la pianta utilizza la clorofilla per la fotosintesi, questo processo risulta più efficiente con luce rossa e blu che con l’equivalente di luce verde.
Le classiche lampade di crescita (HID, incandescenza, fluorescenza), utilizzate per coltivazioni indoor, producono una luce con lunghezza d’onda da 380 nm (lampade UV) a circa 880 nm (lampade a infrarossi).
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Di icecreamterror
Ecco una comoda guida per costruire in maniera facile e veloce una casetta per insetti utili.
Qualcuno si domanderà: perchè mai dovremmo metterci in casa degli insetti, e in che senso sarebbero utili?
Beh, innanzitutto il vostro giardino è un importante rifugio per la fauna selvatica e un ottimo posto per osservarla da vicino.
Immaginate la scena: gli erbivori che tranquillamente brucano, alcuni astutamente mimetizzati per evitare di essere visti, e i predatori che si aggirano cercando l’occasione per piombare sulla sventuarata cena.
Improvvisamente, il carnivoro balza e afferra la preda che si dibatte. Che scena!
Siamo forse nel Serengeti?
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