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	<title> &#187; guide</title>
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		<title>Coltivare fragole: tutto quello che devi sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 18:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare fragole: serra, clima, terreno, scelta della varietà, trapianto, concimazione, irrigazione, cura e protezione delle piante di fragola
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1936" style="margin: 4px;" title="coltivare-fragole" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/coltivare-fragole.jpg" alt="coltivare fragole" width="270" height="270" /></a>da <em><a href="http://www.vivaizanzi.it" target="_blank">www.vivaizanzi.it</a></em></p>
<p>La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p>A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p>Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p><span id="more-1935"></span></p>
<p><strong>Clima</strong></p>
<p>La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p>I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p>-12°C temperatura minima letale;</p>
<p>-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p>25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p>Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p>Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p>La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p>E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p><strong>Terreno</strong></p>
<p>La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p>• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p>• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p>• reazione sub-acida;</p>
<p>• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p>• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p>• assenza di ristagni idrici.</p>
<p>La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p>L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p>Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p>La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p>Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p>Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p>Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p>• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p>• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p>• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p>• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p>• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p>Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p>Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p>L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p><strong>Trapianto</strong></p>
<p>Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p>Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p><strong>Concimazione</strong></p>
<p>La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p>Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p>Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p>Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p>L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p>• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p>• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p>• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p>• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p>• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p>Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p>Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p>Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p><strong>Irrigazione</strong></p>
<p>Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p>L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p><strong>Cure colturali</strong></p>
<p>Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p>Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p>Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è certamente la coltura che ha avuto ed ha tuttora la maggiore evoluzione di tecnica colturale degli ultimi decenni. Il rapido variare della &#8220;tecnologia&#8221; fa sì che la coltivazione della fragola subisca degli spostamenti da un’area dove si utilizzano certe tecniche ad un’altra che ne introduce di nuove.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">A livello europeo Spagna, Italia e Francia sono nell’ordine i tre principali Paesi produttori di fragole. Negli ultimi anni in Belgio, Olanda ed in alcune zone alpine italiane si è avuta una espansione della fragola con la messa a punto di tecniche di coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221; per produrre fragole &#8220;fuori stagione&#8221; che può significare una produzione anticipata quanto una ritardata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli standard varietali stanno subendo importanti variazioni in entrambi gli areali di coltivazione: quello meridionale (Spagna ed Italia Meridionale, Nord Africa e altri Paesi mediterranei) che vede l’affermarsi di varietà &#8220;californiane&#8221; o da esse derivate; quello settentrionale (Val Padana, Francia ed Europa Centro-Settentrionale) dove dominano varietà &#8220;europee&#8221; di recente costituzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Clima</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola è influenzata maggiormente da due fattori climatici: la temperatura e la luce. I parametri climatici molto differenziati nelle svariate zone di coltivazione, determinano l’esaltazione delle diverse caratteristiche genetiche di ogni varietà e dei differenti sistemi di coltivazione: piante frigo, fresche, in vasetto, ecc..; varietà brevi-diurne, a giorno neutro, rifiorenti, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I valori ritenuti critici nelle fasi vegetative sono:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-12°C temperatura minima letale;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">-2-0°C temperatura critica durante la fioritura;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">25-30°C temperatura massima in coltura protetta durante la fioritura.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sbalzi termici durante la fioritura provocano deformazione dei frutti specie in coltura protetta. Minime termiche elevate ed elevata intensità luminosa sono le condizioni ottimali per l’impiego di piantine fresche e piantagioni autunnali, tecnica usata nel sud della Spagna, ma che si verificano difficilmente nel meridione italiano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Coltura in serra</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Attualmente si assiste ad un progressivo aumento della superficie coltivata a fragola sotto tunnel-serra ed una parallela diminuzione di quella a pieno campo, anche quando non viene richiesta una produzione anticipata; questo perchè si vuole evitare il rischio di danni dovuti ad intemperie, visto l’alto investimento che la coltura comporta ed i periodi di raccolta sempre a rischio di pioggia, grandine, brinate, ecc..</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La copertura viene fatta con film plastici termici di PVC ed EVA ad alta trasparenza, dello spessore di 0,15-0,20 mm; la copertura crea un microclima che agisce sul ciclo colturale anticipando la raccolta di diverse settimane se posta precocemente (dicembre al Sud, gennaio-febbraio al Nord); prolunga e protegge la raccolta nella coltura autunnale se posta all’inizio della fioritura; riduce il rischio di marciume e permette la raccolta anche durante la pioggia in ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E’ importante evitare sbalzi termici per quanto possibile ed arieggiare molto; meglio qualche giorno di ritardo nella raccolta che tanti frutti deformi o colpiti da botrite. La temperatura all’interno del tunnel non deve superare di giorno i 28-30°C, nè si debbono formare forti condense che portano a scottature fogliari e a marciumi di fiori o frutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Terreno</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La fragola si adatta a molti tipi di terreno per quanto i parametri ottimali per la coltivazione siano:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• profondità utile superiore a 50 cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• terreno sciolto o mediamente compatto;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• reazione sub-acida;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• calcare attivo inferiore al 6%;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• salinità inferiore a 2 mS/cm;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• assenza di ristagni idrici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La preparazione del terreno deve garantire un regolare deflusso delle acque ed un buon drenaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’aratura nei terreni di medio impasto o sciolti va effettuata a 35-40 cm seguita immediatamente dall’affinamento superficiale; nei terreni compatti è opportuno far precedere una ripuntatura a 50-60 cm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le prode debbono essere il più possibile alte: 25 cm ed oltre favoriscono un regolare sgrondo delle acque in eccesso ed una migliore areazione delle piante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La pacciamatura con polietilene nero da 0,05-0,07 mm di spessore è pratica oramai indispensabile per contenere lo sviluppo di erbe infestanti, garantire la pulizia dei frutti e ridurre gli attacchi di marciume.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ristoppio può determinare gravi problemi fitosanitari; evitare anche che la fragola sia preceduta da pomodoro, patata, peperone, melanzana in quanto le solanacee in genere vanno soggette a malattie dell’apparato radicale (Phythophtora, Verticillium) che potrebbero poi infettare le piante di fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nei terreni &#8220;stanchi&#8221; è preferibile una messa a riposo con eventuale sovescio di orzo o colza o, se impossibile, effettuare la sterilizzazione del terreno (con bromuro di metile o altri prodotti) per eliminare i nematodi ed i funghi eventualmente presenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Scelta del tipo di pianta</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ultimamente sono state messe a punto nuove tecniche di coltivazione per la produzione di frutta &#8220;fuori stagione&#8221;; queste coltivazioni necessitano di una diversa tipologia di &#8220;piante ingrossate&#8221;; queste possono essere frigoconservate o piante fresche:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Waiting bed (WB): piante frigoconservate dopo un ingrossamento in letto d’attesa con 2 o più gemme a fiore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• Trayplant (TP): piante frigoconservate con una parte di foglie, ottenute da stoloni fatti radicare e poi ingrossati in estate-autunno in appositi contenitori e in ambienti protetti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• A+ : piante frigoconservate selezionate con calibro al colletto superiore a 14 mm.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• cime radicate: piante fresche originate da giovani stoloni provvisti di abbozzi radicali fatti radicare in vassoi di polistirolo con 50-80 alveoli e vendute pronte per il trapianto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• piante in vasetto: piante fresche che possono avere origine o da piante frigo di diametro piccolo (AA) o da stoloni freschi più o meno radicati e messi in vasetti di materiale plastico a completare la radicazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; trovano applicazione nelle colture &#8220;fuori stagione&#8221; sia per produzioni autunnali sotto tunnel-serra che per produzioni estive di montagna, essendo in grado di emettere un numero di fiori sufficiente a garantire una buona produzione già dopo 50-70 giorni dalla piantagione. Sono anche le sole piante utilizzabili nella coltivazione &#8220;fuori suolo&#8221;, una tecnica messa a punto in Belgio e Olanda che sta trovando sempre più interesse e qualche applicazione anche in Italia; è una tecnica molto sofisticata e costosa che consiste nel coltivare le piante di fragola in sacchi di torba concimata adagiati su sostegni a 1,20-1,50 m da terra entro serre dotate di fertirrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le &#8220;piante ingrossate&#8221; consentono due cicli di produzione, il primo a 60-70 giorni dopo il trapianto ed il secondo, normale, in primavera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piante fresche radicate in vasetto consentono di anticipare la piantagione di circa un mese rispetto alle piante fresche spagnole, effettuato nel meridione italiano, con indubbi vantaggi per l’aumento di produzione e la precocità che ha la pianta fresca rispetto a quella tradizionale di frigo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Densità di piantagione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto a file binate su prode coperte con film di polietilene nero, forato o da forare, è il sistema largamente più usato, sia nella coltivazione in tunnel-serra che in pieno campo, ed offre le migliori garanzie produttive con una densità media di 50.000 piante/ha. Nel sud Italia e nel veronese la densità media aumenta a 60-80.000 piante/ha; occorre però segnalare come in alcune aree siano diffusi anche impianti con tre o quattro file per prode o con distanze molto ravvicinate lungo la fila che permettono di superare le 100.000 piante/ha.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Trapianto</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con le nuove tecniche di coltivazione e la disponibilità di diversi tipi di piante, l’epoca del trapianto si è allungata anche per la produzione normale primaverile; per le produzioni &#8220;fuori stagione&#8221; si calcola 60-70 giorni prima dell’inizio della raccolta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le piantine vanno collocate alla giusta profondità con il germoglio fuori terra e le radici tutte interrate.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Concimazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La distribuzione di ammendanti organici (letame o concimi organici pellettati) è molto importante per la fragola in quanto migliora la struttura dei terreni, le disponibilità degli elementi, aumenta l’attività della fauna utile e apporta, con la sua lenta degradazione, una certa quantità di azoto nel terreno. Va eseguita alcuni mesi prima del trapianto o somministrata alla precedente coltura. Nei terreni sottoposti a bromurazione non sono ammesse letamazioni prima della sterilizzazione, perchè le sostanze organiche potrebbero trattenere il bromuro con gravi effetti sull’attecchimento delle piante, mentre i concimi organici pellettati sterilizzati debbono essere distribuiti almeno 15-20 giorni dopo la bromurazione ed in quantità ridotta del 30-50%.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli apporti di sostanza organica sono determinati dalla dotazione del terreno riscontrati con opportune analisi: 300-400 q/ha di letame, oppure l’equivalente in concimi organici pellettati, sono la dose da distribuire nei suoli con condizioni di normale dotazione: 0,8-1,3% per i terreni sciolti; 1,5-2,0% per quelli di medio impasto o argillosi</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il fosforo deve essere distribuito soprattutto in preimpianto e, per mezzo della fertirrigazione, nelle prime fasi di vegetazione in quanto favorisce la radicazione. Le dosi da distribuire sono determinate dalla dotazione riscontrata attraverso le analisi e dalla produzione prevista; per una dotazione normale, 25-30 ppm in terreni sciolti o 30-35 ppm in quelli medi, e una produzione prevista di 300 q/ha, gli apporti consigliati sono 90-120 Kg/ha di P2O5.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il potassio deve anch’esso essere distribuito per 1/3 o metà in preimpianto riservando la rimanente quantità per la fase di ingrossamento dei frutti. Le dosi consigliate, con una produzione prevista di 300 q/ha e una normale dotazione riscontrata dalle analisi di 100-140 ppm in terreni sciolti o 120-180 ppm per quelli di medio impasto, è di 250-300 Kg/ha di K2O.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’azoto è l’elemento che va distribuito in modo molto frazionato; la dose consigliata da distribuire è di 100-200 Kg/ha ed è determinata tenendo conto della quantità asportata da una produzione di 300 q/ha (60-80 Kg/ha) e dalle perdite dovute al dilavamento (30-60 Kg/ha annuo). Deve essere dato per 3/4 in forma nitrica e per 1/4 in forma ammoniacale; quest’ultima contribuisce a mantenere basso il pH della soluzione nutritiva della pianta, cosa gradita alla fragola.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per quanto riguarda la distribuzione dei macroelementi N-P-K occorre adottare alcuni accorgimenti:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• in terreni sottoposti a bromurazione non va distribuito azoto in preimpianto, ridurre del 30-40% gli apporti di potassio e del 40-80% quelli di fosforo secondo la dotazione del terreno;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• frazionare il più possibile gli interventi di fertirrigazione;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• non superare mai, nelle soluzioni che si distribuiscono con la fertirrigazione, la concentrazione di 1 g/l (ossia una conducibilità di 1700-1800 ms);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• durante la fioritura e fino all’allegagione, distribuire l’azoto con cautela mantenendo un rapporto ottimale fra vegetazione e parti fruttifere (fiori e frutti) dosando nel contempo anche l’acqua di irrigazione (in questa fase è anche possibile aumentare la concentrazione della soluzione, stante l’elevato fabbisogno di elementi nutritivi, fino a 1.2-1,3 g/l);</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">• analizzare l’acqua di irrigazione: un pH alcalino dovuto a dosi elevate di &#8220;bicarbonati&#8221; rende indisponibili gli elementi in essa contenuti; l’abbassamento del pH a valori sub-acidi, intorno a pH 5,5 mediante &#8220;acido nitrico&#8221;, aumenta l’assorbimento degli elementi, in particolare dei microelementi; in questo caso le dosi possono essere ridotte (fare attenzione che non vi siano parti metalliche nell’impianto d’irrigazione).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il calcio ed il magnesio sono indispensabili mesoelementi assorbiti in modo particolare dopo la ripresa primaverile, dalla fioritura fino all’allegagione; vanno somministrati attraverso la fertirrigazione avendo cura di verificarne le quantità presenti nell’acqua usata per l’irrigazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fra i microelementi il ferro è il più importante e va somministrato in forma chelata, preferendo il tipo EDDHA, 30-40 giorni dopo la piantagione ed una o più volte dalla ripresa vegetativa alla fecondazione. Il boro, oltre che per tutto il ciclo, deve essere somministrato in modo particolare durante la radicazione e prima della fecondazione intervenendo anche per via fogliare. Altri microelementi, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto, vanno distribuiti a dosi fisse durante tutto il ciclo di coltivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Estratti umici, fitostimolanti e catalizzatori nutrizionali, anche se introdotti da pochi anni nella pratica agronomica, stanno riscuotendo un forte interesse e una sempre maggior utilizzazione; questi prodotti, associati ai concimi, facilitano la migrazione radicale migliorando l’assorbimento dei macro e microelementi (acidi umici e fulvici); attivano le funzioni vitali delle piante stimolando i processi biochimici (aminoacidi); svolgono un’azione nutritiva diretta ed un’azione biologica indiretta nei confronti dei parassiti e delle avversità ambientali, stimolano la fioritura, favoriscono l’allegagione, migliorano le qualità dei frutti (catalizzatori nutrizionali a funzione pseudormonale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Irrigazione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Analizzare sempre un campione dell’acqua di irrigazione disponibile o richiedere i dati al competente &#8220;consorzio&#8221; per conoscere il contenuto degli ioni, quello salino (cloro, sodio, nitrati, ecc.) e la conducibilità elettrica della quale si riportano i valori di riferimento: ECW (mS/cm) da 0,7 a 1,2 si hanno danni limitati, oltre l’1,2 danni gravi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’impianto irriguo adottato in tutte le coltivazioni prevede un sistema di microirrigazione localizzata sotto la pacciamatura con un’ala gocciolante munita di microerogatori o una più semplice manichetta forata, collegata ad un sistema di fertirrigazione. Più complessi i sistemi usati nelle serre per la coltura &#8220;fuori suolo&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Cure colturali</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Utilizzando piante frigoconservate per la sola produzione primaverile, queste emettono una o due infiorescenze subito dopo la piantagione che vanno asportate prima possibile per favorire una buona radicazione. Dopo 30-40 giorni dalla piantagione, le piante frigo emettono degli stoloni (in numero maggiore se il trapianto è tardivo) che occorre asportare con due-tre interventi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prima della ripresa vegetativa primaverile, in ogni tipo d’impianto è necessario asportare tutto il fogliame vecchio, lasciando solo quello verde in formazione, allo scopo di ridurre eventuali focolai di infezioni fungine e le forme svernanti di insetti, provvedendo alla distruzione di tutto il materiale, erba compresa, lontano dal campo o dal tunnel-serra.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La difesa della fragola</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il disciplinare nazionale di produzione della fragola è rivolto, nella maggior misura possibile, al rispetto dell’ambiente favorendo l’attività degli insetti , acari ed altri organismi utili presenti naturalmente sul campo. I fitofarmaci dovranno essere impiegati per gli insetti solo dopo il superamento della soglia economica di rischio, utilizzando principi attivi a minor rischio per gli organismi utili. Per le crittogame i riferimenti per determinare tale soglia sono i modelli previsionali o le condizioni fenologiche e climatiche favorevoli allo sviluppo del patogeno.</p>
<table width="60%" border="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><strong>Avversità </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #0000ff; font-size: small;"><em><strong>Principio attivo</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Ficomiceti</strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Euparen<br />
Fosetil alluminio<br />
Metalaxil<br />
Propamocarb<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Oidio </strong></span></td>
<td width="50%"><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Nuarimol<br />
Penconazolo<br />
Pirazofos (*)<br />
Triforine<br />
Zolfo bagnabile Bayer</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Marciumi (Botrite)</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Iprodione<br />
Procimidone<br />
Vinclozolin</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Antracnosi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Clozolinate<br />
Euparen<br />
Cupravit Flow<br />
Pomarsol 50 WG</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Afidi </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos<br />
Piretro (naturale)<br />
Pirimicarb</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Tripidi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Acefate<br />
Folithion<br />
Tamaron<br />
Mesurol</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Acari </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Peropal<br />
Clofentezine<br />
Dicofol<br />
Endosulfan (*)<br />
Eptenofos</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nottue </strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Tamaron<br />
Acefate<br />
Mesurol<br />
Dipterex liquidi<br />
Triclorfon</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nematodi</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Dazomet (*)<br />
Nemacur granulare</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Malerbe</strong></span></td>
<td><span style="color: #008000; font-size: small;"><em><strong>Glufosinate ammonio<br />
Setossidim<br />
Quizalofop etile<br />
Difenamide</strong></em></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: small;"><em>(*) Prodotto da utilizzare solo in casi di stretta necessità, sotto il<br />
controllo del tecnico del Centro di Iotta.</em></span></p>
<p><em>Il nome Zanzi viene da sempre associato alle piante da frutto, alle centinaia di varietà divulgate in Italia e nei Paesi mediterranei dall’opera incessante, faticosa, ma soddisfacente, dei fondatori dei Vivai Zanzi. Oltre all’introduzione delle migliori varietà di fruttiferi, di portinnesti clonali e di varietà di fragola, occorre riconoscere anche il contributo dato da questa &#8220;famiglia di agricoltori&#8221; alla diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno contribuito in modo significativo alla specializzazione della moderna frutticoltura.</em></p>
<p><em>Contatta Vivai Zanzi offre spedizioni tramite corriere con comodo pagamento contrassegno, per un minimo di 1 cassa per varietà (mediamente 700 piante).</em></p>
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		<title>Insetticida fai da te</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 13:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[infestazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Antiparassitario insetticida fatto in casa per combattere le infestazioni più comuni nelle piante di pomodoro e non solo. Economico e valido contro buchi, moscerini, pidocchi, ragnetto rosso.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/insetticida_bruchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1855" style="margin: 4px;" title="insetticida_bruchi" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/insetticida_bruchi.jpg" alt="bruco" width="210" height="158" /></a>Esistono moltissime ricette per &#8216;cucinare&#8217; in casa, con poche risorse e pochissimo denaro, <strong>un valido antiparassitario fai da te utile per la maggior parte degli insetti infestanti.</strong></p>
<p>In questo caso avremo un prodotto che non danneggia le piante e che può essere usato fino al momento del raccolto perchè <strong>non tossico</strong>. Gli ingredienti presi in considerazione sono reperibili senza alcuno sforzo, ma è sicuramente possibile sostituirli con altri.</p>
<p>Sarebbe anzi interessante conoscere le misture personalizzate dei lettori: <strong>se vuoi condividere la tua ricetta sentiti libero di farlo nei commenti e noi la aggiungeremo a questo articolo.</strong></p>
<p><strong><span id="more-1851"></span><br />
</strong></p>
<p><strong>Cosa serve:</strong></p>
<ul>
<li>una bottiglia capiente e pulita</li>
<li>uno spruzzatore</li>
<li>un imbuto</li>
<li>un pezzo di tessuto pulito (un canovaccio o similare)</li>
<li>una pentola con la stessa capienza della bottiglia</li>
<li>due piccole cipolle</li>
<li>un peperoncino</li>
<li>uno spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>poco detersivo per i piatti (possibilmente biologico)</li>
<li>un frullatore (non è indispensabile ma aiuta)</li>
</ul>
<p><strong>Come fare l&#8217;antiparassitario casalingo:</strong></p>
<p>Prendere tutta la verdura e tritarla grossolanamente<strong>, </strong>poi frullarla fino a farla diventare una pasta. Se non avete il frullatore potete lavorare di mezzaluna e pestello. Attenzione a non strofinarvi gli occhi o la bocca in questa fase, questi ingredienti possono essere davvero molto irritanti<strong>.</strong></p>
<p>Il frullato va ora versato nella pentola e coperto di acqua tiepida. Mescolare e lasciare riposare almeno una ventina di minuti. NON cuocere.<strong> </strong></p>
<p>Ora il nostro antiparassitario va filtrato con il canovaccio: la parte liquida va raccolta nella bottiglia, la poltiglia residua gettata nella compostiera.<strong> </strong></p>
<p>Il tocco finale è dato dal detersivo, che va scelto <strong>organico a base vegetale, privo di inquinanti, coloranti e profumi artificiali</strong>. Questo tipo di detersivo si trova ormai in molti negozi ed è piuttosto costoso<strong>, </strong>ma si tratta di soldi ben spesi. Se non avete a disposizione un prodotto biologico utilizzatene uno commerciale<strong>, </strong>aggiungendone un cucchiaio. Se avete il sapone ecologico abbondate e mettete due cucchiai.<strong> </strong></p>
<p><strong>Il detersivo aiuta l&#8217;antiparassitario ad aderire alle foglie</strong> e crea una pellicola che infastidisce gli insetti e protegge ulteriormente le piante<strong>.</strong></p>
<p><strong>Ora l&#8217;insetticida casalingo fai da te è pronto. </strong>Con l&#8217;aiuto dell&#8217;imbuto riempite lo spruzzatore, che utilizzerete sempre regolato sulla nebbia più fine possibile. Il resto del prodotto può essere conservato fino a due settimane in frigorifero nella bottiglia ben chiusa,  ricordando di agitarla bene prima dell&#8217;uso.<strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;antiparassitario andrà spruzzato abbondantemente sulle foglie (anche sotto), sugli steli e anche sul terriccio. </strong>Applicando ogni 4-5 giorni, per almeno 4 volte consecutive, si vedranno interessanti risultati<strong>.</strong></p>
<p><strong>Si tratta di una ricetta utile per molti infestanti comuni. </strong>Resta inteso che infestazioni particolarmente vaste o di specifici parassiti necessitano di prodotti ben più mirati. Inoltre questo tipo di insetticidi è piuttosto blando e pertanto utile principalmente in ambiente indoor e su un numero limitato di piante.<strong> </strong></p>
<p><strong>Si può utilizzare preventivamente sulle piante per prevenirne l&#8217;infestazione. Ottimo per i parassiti del pomodoro e dell&#8217;insalata a foglia verde, particolarmente efficace su bruchi, moscerino della frutta, mosca bianca, pidocchi, ragno rosso.</strong></p>
<p>Se avete paura dell&#8217;odore potete aggiungere una goccia di olio essenziale profumato all&#8217;agrume, a sua volta blandamente attivo contro gli insetti.<strong> </strong></p>
<p><strong>Un&#8217;ultima considerazione: questo tipo di intervento mira ad allontanare gli insetti privandoli del cibo (cioè le vostre piante), non li uccide.<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ormone radicante fatto in casa</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2011/04/01/ormone-radicante-fatto-in-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ormone-radicante-fatto-in-casa</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 17:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[germinazione]]></category>
		<category><![CDATA[organico]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[talee]]></category>

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		<description><![CDATA[Come fare in casa l'ormone radicante per talee e piantine, biologico e gratuito, dal Salice. Fare radicare i cloni senza prodotti chimici e senza spendere nulla.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In moltissimi abbiamo ammirato qualche volta un bell&#8217;albero di Salice. <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1834" title="ormone-radicante-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ormone-radicante-fai-da-te.jpg" alt="ormone radicante fai da te" width="240" height="218" /></a></p>
<p>Il Salice è un albero dalla crescita molto veloce, con foglie decidue, tipico dell&#8217;emisfero nord e amante dei terreni umidi. Uno dei più noti appartenenti alla famiglia dei Salici è il <strong>Salice Piangente</strong>, bellissima pianta dai tipici rami cascanti, con foglie allungate che spesso presentano una faccia inferiore setosa o bianca.</p>
<p>La popolarità di questo albero è in buona parte dovuta alla sua versatilità: <strong>la corteccia è usata in medicina per il contenuto di salicina</strong> (da cui l&#8217;acido acetilsalicilico, ovvero il principio attivo dell&#8217;Aspirina) antinfiammatorio e analgesico. Il legno viene utilizzato per la costruzione di mobili, utensili ed impiallacciature, la fibra utilizzata per produrre cordami e carta; i rami vengono intrecciati per costruire cesti, nasse e vari oggetti (<strong>vimini</strong>).</p>
<p><span id="more-1833"></span></p>
<p><strong>Questo albero si produce facilmente da talea</strong> e sviluppandosi molto in fretta è ideale per la produzione di biomassa, scopo per cui è già largamente coltivato.</p>
<p>Ma quello che ci interessa principalmente è l&#8217;ormone presente nella corteccia, un <strong>naturale, biologico e validissimo aiuto per la radicazione di talee</strong>. Questo ormone è responsabile della incredibile capacità del Salice di mettere radici in quasi qualunque condizione. Anche pezzi di tronco in terreni umidi  o rami semplicemente lasciati in ammollo radicano con facilità.</p>
<p><strong>Come possiamo utilizzare il Salice per produrre un ormone radicante fai da te per le nostre talee?</strong></p>
<p>Sfruttando la presenza di <strong>acido indolbutirrico e acido salicilico</strong> e preparando un bel &#8216;the di Salice&#8217;. Per prima cosa ovviamente bisogna individuare un bell&#8217;albero sano, appartenente alla famiglia dei Salici e recidere poi qualche ramo scegliendolo fra quelli in fase di crescita. Si riconoscono oltre che per la misura e la consistenza per il colore verde o giallo, a differenza dei vecchi rami marroni o grigi.</p>
<p>Eliminate le foglie (che costituiscono tra l&#8217;altro ottimo materiale da compostaggio) e tagliate i rami in pezzetti di un paio di centimetri di lunghezza.</p>
<p>A questo punto potete scegliere la via veloce e ricoprire il legno con acqua bollente da far riposare 12/24 ore, oppure scegliere la via lenta e utilizzare acqua fredda lasciando poi riposare per circa una settimana.</p>
<p>A questo punto il liquido va filtrato, versato in un bel barattolo a chiusura ermetica e riposto in frigo dove potrà essere conservato fino a due mesi. A questo proposito è utile apporre un&#8217;<strong>etichetta con la data</strong> tanto per essere sicuri di non sbagliare.</p>
<p>Per aiutare la <strong>radicazione delle talee</strong> potete usare l&#8217;acqua di Salice in diversi modi: utilizzandola per <strong>annaffiare le talee direttamente nel loro medium</strong> (un paio di volte dovrebbero essere sufficienti) oppure mettendo <strong>le talee  in ammollo per qualche ora</strong> (meglio durante la notte) come fareste con dei fiori recisi in un vaso.</p>
<p>L&#8217;acido salicilico aiuterà ad evitare che i gambi marciscano (da qui l&#8217;uso di molti di mettere Aspirina nell&#8217;acqua dei fiori recisi per farli durare più a lungo).</p>
<p>Questa è una ricetta <strong>semplicissima e piuttosto valida, gratuita e biologica</strong>, che chiunque può utilizzare: non ha la stessa efficienza degli ormoni chimici ma vale la pena di tentare. Potete utilizzare l&#8217;acqua di Salice anche per irrigare le piantine giovani, come <strong>additivo per aiutare la radicazione</strong>.</p>
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		<title>Mini sistema idroponico in pochi minuti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Costruire un piccolo ed economico sistema idroponico a secchi. Un idrosistema semplificato senza ricircolo in pochi minuti, ideale per l'esterno.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" title="sistema-idroponico-fai-da-te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/sistema-idroponico-fai-da-te.jpg" alt="sistema idroponico fai da te" width="448" height="318" /></a>Un piccolo sistema idroponico a perdere semplicissimo da realizzare, che non richiede particolari abilità manuali ne&#8217; molto denaro?<br />
Ecco qui, un classico sistema a secchi, che si presta benissimo ai primi esperimenti e che si può costruire in pochi minuti.<br />
Vediamo dunque come realizzare questo semplicissimo impianto fuori suolo con irrigazione automatizzata.</p>
<p><em>Materiali: </em><br />
- due secchi della capienza di circa 20 litri<br />
- <a title="substrato per idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica.1.9.44.sp.uw.aspx" target="_blank">substrato per idroponica</a> (perlite, fiocchi di lana di roccia, vermiculite o argilla espansa)<br />
- trapano con punta fine o punteruolo<br />
- <a title="timer ad intervalli di un minuto" href="http://growerplanet.it/controlli_TIMER--ELETTRONICO-CON-RELAIS.1.9.25.gp.551.-1.uw.aspx" target="_blank">timer ad intervallo di un minuto</a><br />
- <a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore</a> con tubicino e pietra porosa<br />
- <a title="pompa idroponica" href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-IMMERSIONE---300L-H.1.9.54.gp.4645.-1.uw.aspx" target="_blank">pompa</a><br />
- <a title="tubo per pompa irrigazione" href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_TUBO-FLEXI-32MM-.1.9.53.gp.492.-1.uw.aspx" target="_blank">tubo flessibile per la pompa</a></p>
<p>- <a title="misuratore ph" href="http://growerplanet.it/PH_ADWA-TESTER-PH.1.9.60.gp.540.-1.uw.aspx" target="_blank">test del pH</a><br />
- eventualmente <a title="correttore pH" href="http://growerplanet.it/Correzione-pH.1.9.97.sp.uw.aspx" target="_blank">soluzione per la correzione del pH</a><br />
- <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a><br />
<span id="more-1790"></span>Il concetto alla base di questo progetto è che il vaso che contiene le piante venga irrigato regolarmente come in qualunque sistema a gocciolamento, senza ricircolo.<br />
Questo semplicissimo sistema idroponico &#8216;povero&#8217; si potrà quindi utilizzare all&#8217;esterno, dove l&#8217;acqua di scolo andrà ad arricchire il terreno circostante.<br />
Le dimensioni ridottissime permettono di evitare eventuali fenomeni di inquinamento da fertilizzante.</p>
<p><strong>La costruzione del sistema idroponico fatto in casa</strong></p>
<p>Prendete il primo secchio (pulito!) e praticate dei forellini sul fondo e in basso sui lati, per far defluire la soluzione nutritiva.<br />
Se i fori sono troppo grossi e lasciano passare il substrato, potete semplicemente infilare il secchio in un vecchio collant.<br />
La grandezza e il numero dei fori di drenaggio è variabile a seconda del numero di piante, del substrato e delle condizioni ambientali: procedete per tentativi.<br />
Se necessitate di fori più grandi potete evitare che il medium li attraversi schermandoli con pezzetti di griglia fine fissata con silicone atossico.</p>
<p>Inserite ora il substrato, risciacquato se necessario.</p>
<p>A questo punto avrete un vaso funzionale, e volendo potreste già metterci le piantine e innaffiare a mano.</p>
<p>Ma noi vogliamo un sistema idroponico automatizzato, quindi prendete il secondo secchio, ben pulito, e riempitelo di acqua.<br />
Se è acqua del rubinetto meglio lasciarla riposare un po&#8217; perchè il cloro evapori. Di solito è meglio evitare acqua di pozzo, di falda o di fonte perchè troppo ricca e spesso potenzialmente inquinata.<br />
Aggiungete i nutrienti nelle quantità riportate in etichetta, mescolate, lasciate riposare e misurate il pH.<br />
Correggetelo se necessario.</p>
<p>La misurazione e regolazione del pH sono molto utili sempre, anche quando si annaffia a mano. Ovviamente se state facendo qualche esperimento senza pretese potete saltare questo punto per ora.</p>
<p>Mettete la pompa nel secchio/serbatoio, collegatela ad un tubo che fisserete poi al vaso con le piante. Un po&#8217; di nastro adesivo potrebbe andare, ma meglio fissarlo con un pezzetto di fil di ferro ricoperto di plastica (reperibile in qualunque negozio, si usa per fissare i rampicanti) per poterlo spostare a piacimento.<br />
Qui ci starebbe benissimo un gocciolatore per una migliore distribuzione dell&#8217;acqua ma questo vuole essere un sistema idroponico semplificato all&#8217;osso, quindi non ce ne preoccuperemo.</p>
<p>Collegate ora la pompa non direttamente all&#8217;alimentazione elettrica bensì al timer, programmando quest&#8217;ultimo perchè si attivi per un minuto due/ tre volte al giorno. Non tutti i timer hanno questa funzione, spesso i modelli base hanno intervalli minimi di 15 minuti. Scegliete quindi con attenzione.<br />
Il settaggio dipende dalla portata della pompa (che comunque avrete scelto in base alla capienza del serbatoio), dal numero di piante e dal clima.<br />
Ora potete finalmente inserire il timer nella presa di corrente.</p>
<p>Non mi pare il caso di ricordarlo ad ogni passaggio ma il buon senso ovviamente suggerisce di provare la portata della pompa e dei fori di drenaggio, la tenuta del tubo, e l&#8217;assemblaggio generale prima di lasciare il sistema idroponico abbandonato a se stesso senza supervisione.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
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		<title>Orto all&#8217;ombra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:56:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottenere insalata e ortaggi anche senza molto sole è possibile. Ecco come ottenere il meglio se hai poca luce o devi coltivare in un orto con poco sole.
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<p>Un&#8217;esposizione del genere aiuterebbe parecchio in effetti ad ottenere un buon risultato con la maggior parte degli ortaggi, soprattutto nella coltivazioni di verdure popolari come i pomodori, i peperoni o le melanzane.</p>
<p>Ma se quello che abbiamo a disposizione è un angolino non molto soleggiato, magari addirittura ombroso, che viene illuminato solo per una breve parte della giornata?</p>
<p>Beh, non è impossibile coltivare comunque qualcosa di buono da servire in tavola, e senza nessuno sforzo extra.</p>
<p><strong>Quali tipi di ortaggi crescono bene con poca luce?</strong></p>
<p>Innanzitutto come regola generale è bene ricordare che se vuoi raccogliere frutti o radici hai bisogno di molta luce.</p>
<p><span id="more-1762"></span></p>
<p>Ma se coltivi per ottenere lussureggianti foglie, steli o germogli anche una zona poco esposta al sole andrà benissimo. Ovviamente un&#8217;esposizione scarsa non significa buio totale: vogliamo che le piante pratichino la fotosintesi e che prosperino, quindi parliamo di un&#8217;area che magari riceve poche ore di luce ( non meno di sei ) anche non diretta, o molte ore di luce debole o intermittente (come nel caso di piante schermate dalle fronde degli alberi).</p>
<p>Ecco qualche pianta che puoi coltivare nel tuo orto ombroso: cavoli, cavolfiori e broccoli, piselli, bietole, cavoletti, barbabietole, ravanelli, spinaci, ravizzone, fagioli e in generale insalate verdi (come lattuga o indivia ad esempio).</p>
<p>La varietà non manca e pensa ai vantaggi: meno sole vuol dire anche annaffiature meno frequenti, e i raccolti si succederanno meno febbrilmente concedendoti più tempo tra uno e l&#8217;altro.</p>
<p>Ok, questo vuol dire anche che avrai meno raccolti, ma ehy mica si può avere tutto dalla vita.</p>
<p>Inoltre puoi compensare questo punto se hai già una zona soleggiata e semplicemente non sapevi cosa mettere nella parte dell&#8217;orto che resta in ombra e dove regolarmente le tue piantine di pomodoro soffrivano.</p>
<p>Puoi organizzare per bene lo spazio dedicando alle amanti del sole come pomodoro, melanzana, e peperone e disponendo insalata e cavoli nella parte ombrosa: niente sprechi, tavola più ricca e tutti contenti.</p>
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		<title>Convertire un acquario in sistema idroponico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:35:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come costruire un efficace sistema idroponico deep water ideale per talee e piccole piante riciclando un vecchio acquario e con pochissimi soldi. Fai da te e riciclo per un idroponica base utile ed istruttiva.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1746" style="margin: 4px; border: 1px solid black;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/sistema_idroponico_fai_da_te1.jpg" alt="sistema idroponico deep water fai da te" width="300" height="300" /></a>Un <strong>sistema idroponico casalingo semplice</strong> e d&#8217;effetto che permette di apprezzare la vista delle radici, spesso realizzato come progetto scolastico per il suo valore educativo.</p>
<p>Facile da progettare e da portare a termine, richiede pochissimo impegno e dà l&#8217;occasione di riciclare adeguatamente una vasca da acquario.</p>
<p>Variando un po&#8217; i materiali di questo schema pilota si può ottenere anche un validissimo effetto decorativo. Per una prova andranno benissimo un po&#8217; di polistirolo e un acquario dismesso, in vetro o plexiglass.</p>
<p>La trasparenza delle pareti è quello che consentirà di osservare le radici, ma queste ultime non apprezzeranno la luce; a tal proposito quindi sarà bene procurarsi qualcosa (cartoncino, carta da pacchi, foglio di plastica, quello che preferite) di opaco con cui rivestire la vasca.</p>
<p>Avendo cura di lasciare un lato rimovibile si potrà in qualunque momento godere della vista dell&#8217;apparato radicale.</p>
<p><span id="more-1742"></span></p>
<p>Impiegando un contenitore  opaco, od oscurando tutta la vasca si otterrà comunque un efficace <strong>idrosistema <a title="deep water system sistema idroponico" href="http://growerplanet.it/Talee-e-Propagazione_CUTTING-BOARD-27.1.9.46.gp.336.-1.uw.aspx" target="_blank">deep water system</a> fai-da-te</strong> ideale per <strong>crescere talee e piccole piante</strong>, paragonabile ad un <strong>floating system in miniatura</strong>.</p>
<p>Bene, vediamo dunque cos&#8217;altro ci serve per realizzare il nostro <strong>sistema idroponico riciclato.</strong></p>
<p>Innanzitutto del poilstirolo, spesso abbastanza perchè galleggi. Ne servirà un pezzo grande circa quanto la superficie della vasca.</p>
<p>In questo polistirolo andranno praticati dei buchi dove inseriremo, a seconda dello spazio a disposizione, dei bicchieri di plastica a cui avremo forellato il fondo. In alternativa con pochi centesimi potete acquistare dei <a title="vasi di rete da idroponica" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=vaso+rete&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">vasi di rete da idroponica</a>.</p>
<p>All&#8217;interno dei bicchieri/vasetti inseriremo un <strong>medium di coltivazione, come <a title="perlite da coltivazione idroponica" href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_PERLITE-12-5-L.1.9.44.gp.1618.-1.uw.aspx" target="_blank">perlite</a> o vermiculite</strong>.  Ne basterà qualche manciata.</p>
<p>Oltre a questo, serviranno una <a title="pompa ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">pompa per ossigenazione</a> (probabilmente già presente nell&#8217;acquario), <a title="misuratore del ph" href="http://growerplanet.it/PH.1.9.60.sp.uw.aspx" target="_blank">un misuratore del pH</a> (anche questo spesso compreso nel set originario) e dei <a title="fertilizzanti idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti specifici per idroponica</a>.</p>
<p><strong>Come procedere nella costruzione del mio idrosistema deep water?</strong></p>
<p>Dunque per iniziare rifiliamo con un cutter o un coltello affilato il polistirolo perchè sia della misura giusta per coprire la superficie dell&#8217;acquario.</p>
<p>Poi prendiamo un bicchiere di plastica ed utilizziamolo per tracciare dei cerchi sul polistirolo con un pennarello in corrispondenza dei buchi che sosterranno i nostri &#8216;vasetti&#8217;. Ora con la taglierina pratichiamo i fori, avendo cura di restare qualche millimetro all&#8217;interno della linea della circonferenza.</p>
<p>Questo ci garantisce che i bicchieri saranno ben sorretti.</p>
<p>Con un ferro da calze o un grosso ago facciamo dei forellini sul fondo dei bicchieri facendo attenzione a non romperli.</p>
<p>La tecnica migliore è appoggiare il bicchiere su una superficie morbida ed utilizzare uno strumento molto appuntito.</p>
<p>Ora bisogna sistemare nell&#8217;acquario la pietra porosa che si trova alla fine del tubicino dell&#8217;<a title="ossigenatore" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=pompa+ossigenazione&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ossigenatore</a>. Attenzione: l&#8217;ossigenatore, o pompa ad aria, deve stare all&#8217;esterno della vasca, lontano dall&#8217;acqua.</p>
<p>Bene, adesso si può aggiungere l&#8217;acqua coi <strong><a title="nutrimenti per idroponica" href="http://growerplanet.it/nutrimenti-per-idroponica.1.9.29.sp.uw.aspx" target="_blank">nutrienti per idroponica</a></strong>, seguendo le dosi indicate in etichetta. In questa fase è meglio andare cauti con le dosi e non esagerare. Il sovradosaggio è decisamente più pericoloso di una temporanea deficienza di fertilizzante.</p>
<p>E&#8217; importante assicurarsi che la soluzione sia ben miscelata prima di misurare il pH ed eventualmente correggerlo.</p>
<p>Attaccato l&#8217;ossigenatore alla corrente si potrò verificare il flusso di ossigeno nell&#8217;acqua: questo aiuterà le radici a crescere sane e ad assorbire adeguatamente i nutrimenti.</p>
<p>Ok, ora siamo in dirittura di arrivo: posizioniamo il polistirolo sulla superficie dell&#8217;acqua e i bicchieri nei fori. Un po&#8217; di perlite nei bicchieri costituirà un ottimo substrato. Se dovesse sfuggire dai forellini praticati nei vasetti di plastica, potete mettere sul fondo un pezzetto di tessuto, meglio se un pezzo di collant o similare.</p>
<p>Per quel che concerne la sostituzione della <strong>soluzione nutritiva</strong> potreste ovviamente <a title="misuratore di EC" href="http://growerplanet.it/Conduttivit-.1.9.58.sp.uw.aspx" target="_blank">monitorare l&#8217;EC</a>, ma una volendo mantenere la manutenzione al minimo e il sistema il più semplice possibile potete adottare questa regola: quando metà dell&#8217;acqua è consumata sostituitela con acqua fresca, senza nutrienti. Quando ne manca di nuovo metà sostituitela tutta, con l&#8217;aggiunta questa volta dei fertilizzanti.</p>
<p>E ora godetevi il vostro sistema idroponico fatto in casa e sbizzarritevi con le vostre piantine: una volta ben radicate le potrete trapiantare in terra o in un altro idrosistema, ottenendo talee o giovani piante sane tutto l&#8217;anno a costi contenutissimi.</p>
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		<title>Il Calcio nelle piante indoor</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:04:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carenza di Calcio nelle piante. Sintomi e cura. Come evitarla organizzando meglio la growroom.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato offre una gamma vastissima di prodotti tra cui scegliere quando si parla di nutrimenti per idroponica.<a href="http://growerplanet.it/"><img class="alignright size-full wp-image-1737" title="fertilizzanti-idroponica" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/fertilizzanti-idroponica.jpg" alt="fertilizzanti idroponica" width="390" height="325" /></a></p>
<p>Tanta possibilità di scelta genera senz&#8217;altro il dubbio:</p>
<p><strong>Quale fertilizzante idroponico scegliere? Quale funziona meglio?</strong></p>
<p>La risposta chiaramente dipende dal tipo di coltivazione, o più specificatamente da quale tipo di pianta state coltivando in idroponica e in quale sistema. Se molti fertilizzanti sono infatti concepiti per uso generale e sono perfetti per piante poco esigenti o per diversi tipi di pianta all&#8217;interno dello stesso sistema idroponico o ambientale, altri sono formulati in maniera specifiche per alcune varietà, come le orchidee o il peperoncino, o ancora le piante a sviluppo particolarmente veloce.</p>
<p><strong>Una volta scelto un buon nutriente, adatto alle nostre esigenze, siamo dunque al riparo da carenze?</strong></p>
<p><strong>E se invece le nostre piante ci mostrano una mancanza di un elemento significa che il nostro fertilizzante idroponico è quello sbagliato, o è di cattiva qualità?</strong></p>
<p>Non necessariamente. Anzi, sono entrambe situazioni improbabili.</p>
<p><span id="more-1736"></span></p>
<p>La chimica delle piante è complessa e subordinata a vari fattori ambientali, pertanto non immutabile nel tempo. Tutti siamo quindi soggetti ad un&#8217;improvvisa mancanza di un elemento chimico nel sistema delle nostre piantine, anche se il nutrimento somministrato è perfetto.</p>
<p>E se talune carenze sono piuttosto evidenti, a volte individuare una carenza di Calcio è davvero un&#8217;impresa ardua, perchè il mix di sintomi si confonde con quello di altre carenze più frequenti e quindi probabili, ma anche con malattie e attacchi patogeni.</p>
<p><strong>Quali sono questi sintomi indicatori della carenza di Calcio nella pianta?</strong></p>
<p>Le foglie più recenti, i germogli e a volte i giovani rametti si curvano ai bordi e si deformano, o nascono già deformi e arrotolate o accartocciate.</p>
<p>Le foglie più grandi tendono ad incresparsi e si mostrano rugose. A partire dalle punte e poi dai margini il fogliame muore, assumendo un aspetto bruciato.</p>
<p>Le radici non riescono a svilupparsi, sono corte, poco ramificate e poco distanziate. La pianta non può assorbire correttamente i nutrienti, in particolare Potassio e Magnesio.</p>
<p><strong>Ma perchè se il Calcio è disponibile la pianta non lo assimila?</strong></p>
<p>Alcuni fattori inibiscono l&#8217;assunzione corretta del Calcio: un pH troppo acido ad esempio. Ma anche eccessiva presenza di Zolfo o Fosforo, che si legano alle molecole del Calcio rendendolo indissolubile e quindi inutilizzabile. anche il Magnesio e l&#8217;Azoto possono interferire con la gestione del Calcio da parte della pianta.</p>
<p>Il lento assorbimento dell&#8217;acqua e lo stress idrico inibisce la circolazione del Calcio: attenzione all&#8217;umidità, se è troppo alta crea uno stallo nella traspirazione. Anche l&#8217;eccessivo calore sbilancia l&#8217;equilibrio idrico. Quindi ventilazione ottimale e temperature non troppo elevate aiutano a  l&#8217;assunzione di Calcio (ma non solo).</p>
<p>Sotto-fertilizzazione dunque non è la parola chiave. Spesso il problema è l&#8217;eccesso, o il mix con troppi elementi (booster, additivi, fertilizzanti differenti). Ecco perchè bisognerebbe utilizzare sempre prodotti della stessa linea, concepiti per lavorare insieme.</p>
<p>Il controllo ambientale poi è legato a doppio filo alla nutrizione, in idroponica ma anche nel terreno. Temperatura, acidità del substrato, umidità: tutto influisce sull&#8217;assunzione di elementi e microelementi. Non basta assicurarsi dunque un fertilizzante di buona marca per crescere delle belle piante, me bisogna necessariamente essere coltivatori attenti. Una carenza di Calcio può, come abbiamo visto, essere dovuta ad una cattiva ventilazione.</p>
<p><strong>Ma è davvero così importante il Calcio? Perchè le piante ne hanno bisogno?</strong><br />
Il Calcio è utilizzato nella formazione delle  pareti cellulari delle piante, ed è indispensabile per la stabilità e la funzionalità della membrana cellulare. Si comporta come una specie di colla o di cemento, mantenendo di fatto la solidità dei tessuti. Lo si può immaginare coma una malta che mantiene uniti e rafforza i mattoncini cellulari che compongono la pianta.</p>
<p>Questo significa che la robustezza dello stelo, la compattezza dei fusti e dei rami, la struttura stessa della pianta dipendono da Calcio.</p>
<p>Il Calcio è inoltre indispensabile per la corretta assimilazione di altri elementi. Non dimentichiamo che la chimica interna delle piante e di tutti gli esseri viventi prevede una sorta di sintonia: tutti gli elementi sono indispensabili per mantenere l&#8217;equilibrio.</p>
<p>Se il Calcio manca lo &#8216;scheletro&#8217; vegetale diventa fragile, la pianta è soggetta a malattie ed attacchi ed infine muore.</p>
<p>Inoltre è interessante notare che i tessuti danneggiati dalla carenza non possono essere &#8216;riparati&#8217; anche una volta bilanciata la somministrazione. I tessuti nuovi cresceranno però sani, quindi la pianta può ripartire con uno sviluppo normale ma presenterà i segni della carenza sulle parti colpite.</p>
<p><strong>Riassumendo:</strong></p>
<p>-Il Calcio è un elemento indispensabile per le piante.</p>
<p>-Utilizzare un nutriente scadente ovviamente non ha senso, quindi procuratevi un buon fertilizzante completo specifico per idroponica.</p>
<p>-Questo comunque non vi metterà al riparo da eventuali carenze, poiché i fattori in gioco sono molteplici. Le piante nella realtà non funzionano come in Farmville, ma sono organismi delicati che si basano su precisi equilibri chimici e ambientali. Un po&#8217; come noi.</p>
<p>-Prima di somministrare altro Calcio o più nutrimento in caso di carenza controllate bene la vostra growroom: ventilazione, temperatura, umidità e pH del substrato/soluzione nutritiva possono essere le cause.</p>
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		<title>Costruire una Growbox fai da te</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 12:24:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guida con istruzioni passo per passo su come costruire una growbox (o grow box, o darkroom) in casa con poca spesa.
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1679" class="wp-caption alignright" style="width: 259px"><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg"><img class="size-full wp-image-1679" title="costruire growbox" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/costruire_growbox.jpg" alt="costruire growbox" width="249" height="408" /></a><p class="wp-caption-text">Costruire una growroom. Guida di Drillbit su Instructable.com</p></div>
<p><em>Liberamente tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></em><em> </em></p>
<p><em>Scritto da Drillbit</em></p>
<p>La GrowBox, o Dark Room è in pratica una sorta di armadio pensato per ospitare in casa piante che necessitano di un ambiente controllato per la crescita.<br />
Illuminazione specifica, un clima predefinito e la semplicità di gestione non sono facili da ottenere posizionando semplicemente le piante all&#8217;interno di una stanza, senza contare l&#8217;impatto estetico.<br />
D&#8217;altra parte un comune armadio è decisamente inadeguato alla bisogna. Ecco dunque una guida per costruire in casa una piccola (152x61x61) growbox fai da te.<br />
Per disegnare il progetto esiste un programma gratuito e semplice da usare, Google Sketch up, scaricabile a questo indirizzo: <a href="http://sketchup.google.com/">http://sketchup.google.com/</a><br />
<strong><br />
I materiali necessari sono questi:</strong></p>
<p>-Pannelli di fibra di legno a media densità ( un prodotto economico e leggero, costituito da cippati riassemblati, assimilabile al truciolato. Le misure originali sono espresse in pollici. Per la vostra comodità è conveniente rivedere le proporzioni in centimetri in modo da lavorare con numeri tondi).</p>
<p>Si possono acquistare al Brico o in altri negozi simili, richiedendo già il taglio secondo le vostre esigenze.<br />
. 2 Pannelli frontali: 33.83&#215;125.27<br />
. 2 Pannelli laterali: 60.96&#215;152.4<br />
. 2 Pannelli superiore/inferiore: 60.96&#215;33.83<br />
<span id="more-1677"></span><br />
-Pali quadrati 5&#215;5 (stesso materiale, anche questi reperibili nei centri bricolage a poco prezzo già tagliati)<br />
.12 lunghi 54.86<br />
. 4 lunghi 152.4</p>
<p>-Viti per legno, rondelle e bulloni, volendo ruotine girevoli<br />
-<a title="Telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">Telo riflettente </a><br />
-Colla spray o altro per fissare il telo al legno</p>
<p><strong>Montaggio della struttura portante della growbox</strong></p>
<p>Per prima cosa al pannello di base vanno assicurati quattro dei pali corti a mo&#8217; di cornice, lasciando agli angoli lo spazio necessario per la base dei pali che sorreggeranno l&#8217;impalcatura.<br />
In questo progetto è previsto di spendere il meno possibile. Paragonando i costi di un <a title="riflettore ventilato" href="http://growerplanet.it/riflettori_-RIFLETTORE-SPUDNIK-ASPIRABILE-CON-VETRO.1.9.129.gp.949.-1.uw.aspx" target="_blank">riflettore ventilato</a> con quelli di poco materiale supplementare risulta più conveniente la seconda opzione.<br />
Quindi nel lato superiore è previsto uno spazio di circa 30 centimetri per posizionare le luci, al di sotto del quale si potrà porre una lastra di vetro. In questo modo si potrà ventilare separatamente l&#8217;impianto di illuminazione e mantenere più fresca la growbox stessa.<br />
L&#8217;impalcatura a questo punto sarà così composta: 4 pali lunghi, fissati in cima con i quattro pali corti identici a quelli della base. Trenta centimetri sotto questi pali andranno fissati gli ultimi 4 pali corti, a rinforzare e stabilizzare la struttura.</p>
<p>Una volta che tutti i pezzi sono ben avvitati potete finalmente fissare la struttura sulla base. Se necessario potete aiutarvi con delle squadrette (angoli di metallo reperibili per pochi centesimi dal ferramenta, provvisti di fori per le viti).</p>
<p>Se volete montare le ruote per rendere mobile la vostra growbox, potete farlo ora. Basterà qualche vite e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>I pannelli laterali: chiudiamo la growbox</strong></p>
<p>Per assicurare una perfetta rifrazione della luce senza sprechi e una vita più lunga al legno, sarà sufficiente foderare i pannelli con <a title="telo riflettente" href="http://growerplanet.it/teli-riflettenti.1.9.99.sp.uw.aspx" target="_blank">telo riflettente</a> (tipo Mylar).<br />
Si possono incollare con la colla spray (più semplice da usare) o altri collanti. Attenzione a tenerlo ben teso.<br />
Una volta assemblati i pannelli con le viti alla struttura portante la growbox è praticamente finita. Ora bisogna pensare agli accessori.</p>
<p><strong>Aerazione </strong></p>
<p>Per una growbox così piccola il sistema migliore per l&#8217;aerazione sono piccole<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a>, del tipo usato normalmente per i pc.<br />
Due saranno sufficienti per la zona di coltivazione e una per la parte delle lampade.<br />
Con un trapano e una sega (o con gli strumenti che più vi sono congegnali) vanno praticati i fori per alloggiare le <a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank">ventole</a>. Se restano spazi o imprecisioni andranno riempiti in un secondo tempo.<br />
Attenzione al wattaggio: le<a title="ventole assiali" href="http://growerplanet.it/default.asp?cmdString=ventola+assiale&amp;areaAndCategoryCondition=allAreas&amp;cmdOP=AND&amp;cmd=searchProd" target="_blank"> ventole</a> a volte necessitano di un trasformatore e non possono essere attaccate direttamente alla corrente. Attenzione due volte ai cablaggi: se fate passare del filo elettrico badate che sia esterno alla growbox e comunque a prova di umidità.</p>
<p>Una ventola andrà piazzata in basso da un lato per fare entrare aria fresca, mentre quella per l&#8217;estrazione dell&#8217;aria andrà posizionata in alto sull&#8217;altro lato, vista la tendenza dell&#8217;aria calda a salire.</p>
<p><strong>Illuminare la growroom</strong></p>
<p>Viste le dimensioni in questo caso non sarà necessario un gran wattaggio. Con le viti dunque basterà fissare il <a title="portalampada" href="http://growerplanet.it/accessori-e-ricambi_PORTALAMPADA-E-40-CERAMICA.1.9.98.gp.22.-1.uw.aspx" target="_blank">portalampada</a> sul lato più vicino alla corrente e avvitare il bulbo, che potrà essere HPS, MH o CFL.<br />
(In questo caso si è deciso di fare a meno del <a title="riflettori" href="http://growerplanet.it/riflettori.1.9.129.sp.uw.aspx" target="_blank">riflettore</a>. Ma è un accessorio utile e costa poco, nel caso bastano un paio di viti in più per montarlo e ha il pregio di avere già il portalampada integrato.)</p>
<p><strong>Filtro e ventilazione</strong><br />
Costruire il <a title="filtro degli odori" href="http://growerplanet.it/filtri-odori.1.9.37.sp.uw.aspx" target="_blank">filtro degli odori </a>da se&#8217; permette di risparmiare e aggiunge soddisfazione. <strong> </strong>Si può procedere molto semplicemente procurandosi della normale rete da pollaio, qualche paio di collant<strong> </strong>e dei carboni attivi, oppure del materiale in fibra di carbone attivo, come quella utilizzata nella cappa della cucina. Inoltre, un rotolo di guarnizione coibentante (si usa normalmente per limitare gli spifferi, costa poco e si trova anch&#8217;essa dal ferramenta), due<a title="estrattori" href="http://growerplanet.it/default.asp?l=1&amp;idA=9&amp;idC=35&amp;cmd=searchProd&amp;orderBy=descA&amp;pg=1" target="_blank"> aspiratori cetrifughi (o estrattori)</a> piccoli e un raccordo a T.</p>
<p>Con un pezzo di rete si forma un cilindro della misura dell&#8217;imboccatura del raccordo a T, fermandolo con delle fascette da elettricista.</p>
<p>Poi procedendo allo stesso modo si forma un cilindro più grosso, che contenga il primo lasciando un paio di centimetri tra quello interno e quello esterno. Si potrà ottenere e mantenere questo spazio utilizzando la guarnizione.</p>
<p>Entrambi vanno infilati, singolarmente, in un collant, così da contenere i carboni attivi (si trovano nei negozi di acquariologia).</p>
<p>I carboni vanno versati nel cilindro centrale, lasciando abbastanza spazio per l&#8217;imboccatura del tubo di scarico.</p>
<p>Infine, con del nastro americano, o da pacchi, sigillare il tutto. Una volta finito sarà sufficiente prendere le misure e segnare all&#8217;interno della growbox dove vanno assicurati gli estrattori, che dovranno trovarsi alle due estremità del T.</p>
<p><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="filtro odori growbox fai da te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/filtro_odori_fai_da_te.jpg" alt="filtro odori growbox fai da te" width="427" height="333" /></a></p>
<p>All&#8217;interno della growbox tutti i cavi vanno assicurati con nastro adesivo e ogni fessura va sigillata.</p>
<p>Volendo si possono aggiungere due multipresa ai sui pannelli laterali, posto che non si coltivi in idroponica, per posizionare delle luci cfl da utilizzare nelle prime fasi di crescita.</p>
<p>Questa soluzione adottata nel progetto originale è secondo me poco pratica e pericolosa e totalmente sostituibile con una coppia di<a title="saliscendi" href="http://growerplanet.it/accessori-riflettori_VOLVIT-AUTHENTIC--EASY-ROLL--MADE-IN-EU-COPPIA.1.9.128.gp.4741.-1.uw.aspx" target="_blank"> saliscendi</a> e un riflettore invece del portalampada avvitato direttamente nel pannello laterale. Questo permetterà di regolare l&#8217;altezza dell&#8217;illuminazione in tutta sicurezza. Attenzione soltanto ad avere i cavi della lunghezza giusta.</p>
<p>Per tutto quello che concerne i cablaggi: va posto un particolare riguardo alla portata elettrica di quello che utilizzate. Leggere SEMPRE istruzioni e raccomandazioni d&#8217;uso e magari farsi consigliare dal negoziante è fondamentale.</p>
<p>Soprattutto se coltivate in idroponica tutta l&#8217;apparecchiatura elettrica va tenuta possibilmente all&#8217;esterno e comunque estremamente protetta.</p>
<p>Cercate di utilizzare delle prese multiple e non attaccare tutto su una sola presa penzolante dal muro.  Vi tornerà utile anche un timer.</p>
<p>Questo presentato è il progetto realizzato da un privato, che va interpretato come un canovaccio su cui lavorare ulteriormente.</p>
<p>Il testo è liberamente tradotto dall&#8217;originale in inglese, ricco di foto illustrative, presente a questo indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-Make-a-Grow-Box-From-A-to-Z/</a></p>
<p>ed è stato scritto dall&#8217;utente Drillbit</p>
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		<title>Idrosistema economico e veloce fatto in casa</title>
		<link>http://www.giardinaggioindoor.it/2010/09/27/idrosistema-economico-e-veloce-fatto-in-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=idrosistema-economico-e-veloce-fatto-in-casa</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:52:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come costruire un sistema idroponico economico e veloce in casa. Idrosistema fai da te con materiale di recupero.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1659" style="margin: 4px;" title="sistema_idroponico_fai_da_te" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/sistema_idroponico_fai_da_te.jpg" alt="sistema_idroponico_fai_da_te" width="225" height="300" /></a>Di jrossetti, articolo in lingua originale con foto: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p>Il &#8216;secchio idroponico&#8217; Hydrobucket è un <strong>idrosistema fai-da-te</strong> pensato per ospitare una pianta media o grande, ma si possono tranquillamente adattare le dimensioni alle vostre necessità.<br />
Il design è pensato per essere <strong>il più semplice possibile</strong> e per consentire l&#8217;impiego del minor numero di parti.</p>
<p>Inoltre <strong>non richiede particolari abilità per l&#8217;assemblamento ed è economico.<br />
</strong><br />
<em>Strumenti </em></p>
<p>- le tue mani<br />
- un taglierino<br />
- un metro<br />
- un pennarello</p>
<p><span id="more-1658"></span></p>
<p><strong><em>Materiali</em></strong></p>
<p>- 2 secchi da 20 litri con coperchio<br />
- 60 cm di tubi da mezzo pollice in vinile o PE<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua.1.9.54.sp.uw.aspx" target="_blank">pompa da acquario</a><br />
- 1 tubo rigido da irrigazione filettato  (2,5 cm di diametro, circa 15 di lunghezza)<br />
- 1 adattatore per tubo da mezzo pollice<br />
- 1 connessione a gomito compatibile con l&#8217;adattatore<br />
- 1 contenitore in plastica del tipo riutilizzabile (qualunque contenitore delle dimensioni giuste andrà bene, purchè dotato di bordo) oppure un <a href="http://growerplanet.it/Vasi---accessori_VASO-RETE-RIUTILIZZABILE-DIAM--12-5-CM.1.9.7.gp.1132.-1.uw.aspx" target="_blank">vaso in rete per idroponica<br />
</a>- 1 una pietra porosa da acquario<br />
- 1 <a href="http://growerplanet.it/Pompe-d--aria---Acqua_POMPA-OSSIGENAZ--HAILEA-78-LT-H.1.9.54.gp.4606.-1.uw.aspx" target="_blank">ossigenatore per acquario</a><br />
- <a href="http://growerplanet.it/substrati-idroponica_HYDROKORRELS-ARGILLA-ESPANSA-8-16-25L.1.9.44.gp.364.-1.uw.aspx" target="_blank">argilla espansa</a> quanto basta<br />
- vernice spray</p>
<p>Questo è quanto vi occorre in linea di massima, ovviamente tutto può essere modificato per adattarsi alle vostre esigenze.</p>
<p><strong><em>Tagliare i coperchi</em></strong></p>
<p>Questa è la parte più facile. Usate il taglierino con una lama bella nuova e procedete con molta calma per ottenere tagli netti e precisi.<br />
Per prima cosa ritagliate in un coperchio. Misurate il vaso-contenitore col metro e riportate la sagoma da ritagliare sul coperchio col pennarello. Attenzione perchè è importante che il vaso non caschi dentro ma resti bel sorretto grazie al bordo.</p>
<p>Passando all&#8217;altro coperchio dovrete praticare un foro per il passaggio dei tubi della pompa e del troppo pieno, che posizioneremo l&#8217;uno accanto all&#8217;altro per semplificare il lavoro.<br />
Se avete scelto i tubi della dimensione suggerita nell&#8217;elenco del materiale il foro da praticare avrà una larghezza di circa 7,5 cm. Altrimenti misurate i tubi e regolatevi di conseguenza.<br />
Il buco sarà nella parte più esterna del coperchio, lateralmente. Calcolate che fra i due tubi deve esserci un piccolo spazio, per consentire il deflusso dell&#8217;acqua.<br />
<em><br />
<strong>Tagliare il secchio superiore</strong></em></p>
<p>Il secchio è troppo alto, quindi ne ricaviamo un &#8216;cestello&#8217; più basso misurando circa 15 cm dal fondo.<br />
Segnate la circonferenza col pennarello e poi tagliate lungo la linea cercando di essere abbastanza precisi.<br />
Ora avrete un secchio alto 15 cm.</p>
<p>Sul fondo bisogna ora praticare i fori per fare passare i tubi. Siccome l&#8217;acqua non deve ristagnare nel secchio non useremo sigillanti o colle, così da favorire un completo svuotamento.<br />
Fate semplicemente due fori leggermente più piccoli dei tubi stessi e con movimenti di avvitamento inseritevi delicatamente i tubi, in maniera che restino saldi senza dovere usare silicone o altro.</p>
<p><strong><em>Assemblamento</em></strong></p>
<p>Tubo del troppo pieno: la parte filettata del tubo rigido da irrigazione dovrà sporgere sotto al secchio, mentre il resto dovrà rimanere bello dritto. Più tubo resta all&#8217;interno del secchio e più acqua la vostra pianta avrà, quindi fate uscire dal secchio solo la vite e al massimo un cm se è necessario perchè il tutto resti ben saldo.</p>
<p>Ugello della pompa: infilate l&#8217;adattatore nel foro più piccolo praticato sul fondo, dopodichè su questo sistemate il raccordo a gomito. Questo sarà l&#8217;ugello.</p>
<p>Tubo della pompa: mettete la pompa nel secchio in basso (quello intero) e misurate la distanza necessaria a raggiungere il raccordo posto nel secchio superiore. Tagliate il tubo morbido di misura e inseritelo nell&#8217;ugello.</p>
<p>La pompa: ora attaccate l&#8217;altra estremità del tubo morbido alla pompa. Se l&#8217;uscita di quest&#8217;ultima non fosse perfettamente di misura potete assicurarla con del <a href="http://growerplanet.it/Componenti-e-ricambi_NASTRO-TEFLON-12MT.1.9.53.gp.490.-1.uw.aspx" target="_blank">nastro in teflon</a>.  Questo può accadere se utilizzate materiale di recupero, ma comprando tutto il materiale insieme potrete essere sicuri che tutte le parti siano compatibili.</p>
<p>Bene, ora mettete il coperchio sul secchio inferiore e posizionate quello superiore: verificate che il tubo sia davvero di misura e se fosse troppo lungo tagliatelo per evitare che si pieghi diminuendo la portata idrica.<br />
Se fosse troppo corto invece potete lasciarlo com&#8217;è; la pompa deve sempre essere sommersa, ma non è indispensabile che stia sul fondo.</p>
<p><strong><em>Testare il sistema idroponico</em></strong></p>
<p>Ok, ora basta spostare un pochino il coperchio del secchio e riempirlo d&#8217;acqua. Poi rimettere a posto per bene e assicurarsi che il tutto sia stabile e che il tubo del troppo pieno sia nella giusta posizione.<br />
Controllate anche che il tubo della pompa non sia piegato.<br />
Attaccando la pompa alla corrente il secchio di sopra comincerà a riempirsi. Se avete lavorato nel migliore dei modi sul coperchio del secchio in basso dovrebbe colare un po&#8217; d&#8217;acqua, ma non troppa, drenando direttamente nel foro laterale.</p>
<p>Lasciando in funzione qualche minuto si potrà verificare di non avere sbagliato la portata e che l&#8217;acqua non tracimi dalla cima. Staccando la pompa il secchio si svuoterà in un paio di minuti.<br />
<em><br />
<strong>Tocchi finali</strong></em></p>
<p>Se avete utilizzato un contenitore riciclato come vaso, praticate dei fori sul fondo grandi abbastanza per fare scorrere l&#8217;acqua senza fare cadere l&#8217;argilla espansa.<br />
Mettere il vaso col substrato sotto l&#8217;acqua per verificare che scoli adeguatamente, prima dell&#8217;utilizzo.</p>
<p>Pietra porosa: in un sistema idroponico flood and drain come questo è necessario fornire ossigenazione all&#8217;acqua.<br />
Qui andrà benissimo una pietra da una decina di centimetri da porre vicino alla pompa.<br />
Ora si può riempire il secchio con acqua fresca e nutrienti.</p>
<p>Il resto dell&#8217;allestimento dipende da voi, qui abbiamo aggiunto anche un timer collegato alla pompa, che viene così attivata un quarto d&#8217;ora ogni 4 ore. L&#8217;ossigenatore può essere sempre attivo o seguire lo stesso schema della pompa.</p>
<p>Per evitare la formazione di alghe i secchi andranno dipinti all&#8217;esterno di nero o di colore scuro, senza dimenticare il fondo del secchio superiore e il coperchio di quello inferiore.</p>
<p>Se volete coltivare piante come i pomodori, che necessitano supporto, potete sbizzarrirvi con un traliccio in bambù, o con quello che più vi piace, ricordando di operare in modo da potere sempre spostare il sistema idroponico e manutenerlo comodamente.</p>
<p><em>Questo articolo è tradotto dall&#8217;originale: <a href="http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0" target="_blank">http://www.instructables.com/id/How-to-build-a-Hydrobucket/#step0</a></em></p>
<p><em>Pubblicato sul sito: <a href="http://www.instructables.com" target="_blank">http://www.instructables.com</a></em></p>
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		<title>Coltivare funghi Porcini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 15:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coltivare funghi porcini in casa. E' possibile? La coltivazione del fungo porcino è nei sogni di molti ma è sicuramente di difficile realizzazione.
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>fungo porcino</strong> è uno dei funghi più popolari in cucina, amatissimo per la sua versatilità e per il suo sapore unico.<a rel="attachment wp-att-1649" href="http://www.giardinaggioindoor.it/2010/09/20/coltivare-funghi-porcini/coltivare_porcini/"><img class="alignright size-full wp-image-1649" style="margin: 4px;" title="coltivare_porcini" src="http://www.giardinaggioindoor.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/coltivare_porcini.jpg" alt="coltivare funghi porcini" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Col nome di <strong>Porcino</strong> si fa normalmente riferimento ad un fungo del genere Boletus, di aspetto tozzo  e spesso di grandi dimensioni. E&#8217; un fungo simbionte e gregario, comune nei boschi di castagni e querce, nelle abetaie e nelle faggete.</p>
<p>La <strong>raccolta dei funghi nei boschi</strong> è un&#8217;attività praticatissima e pertanto regolata in molte zone da regolari controlli per prevenire l&#8217;impoverimento o la deturpazione dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Non tutti ovviamente hanno la possibilità di andare personalmente a raccogliere i propri porcini. E nemmeno le capacità: la ricerca richiede una certa abilità, esperienza e conoscenza del territorio.</p>
<p>La cernita poi va fatta con attenzione, visto che il rischio di intossicazione in caso di consumo di funghi non mangerecci è molto alto e può avere gravissime conseguenze.</p>
<p><span id="more-1648"></span></p>
<p>Insomma, i<strong> funghi porcini</strong> non sono così facili da portare in tavola, se non pagando prezzi spesso salatissimi al negozio di fiducia, sperando non si tratti di prodotti importati da remote regioni.</p>
<p>Ecco quindi che tornerebbe utilissimo produrseli in casa. Molte persone si chiedono <strong>come coltivare funghi porcini</strong> per hobby e magari per guadagno. Ebbene, la natura del <strong>fungo porcino</strong> non ce lo permette così facilmente.</p>
<p>Non esiste infatti un <strong>substrato coltivabile pronto all&#8217;uso</strong>, come accade per altri funghi come gli <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/08/30/coltivare-funghi-in-casa/" target="_blank">champignon o gli shiitake</a>. Ne&#8217; è semplice <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2007/04/13/la-coltivazione-dei-funghi/" target="_blank">allestire una fungaia</a> adatta.</p>
<p>Come abbiamo accennato i porcini sono simbionti, ovvero vivono in uno stretto rapporto di scambio con gli alberi. Il micelio del fungo si collega alle radici traendone sostanze nutritive già sintetizzate dalla pianta, come zuccheri ed amidi, rilasciate perchè prodotte in esubero.</p>
<p>L&#8217;apparato radicale si nutre attraverso al micelio come se quest&#8217;ultimo fosse un prolungamento delle radici, sfruttando così una zona molto più vasta e provvedendo maggiore nutrimento all&#8217;albero.</p>
<p>Le micorrize contribuiscono a rendere l&#8217;apparato radicale più forte, robusto, e resistente.</p>
<p><strong>E&#8217; dunque impossibile coltivare funghi porcini?</strong></p>
<p>No, ma è abbastanza complicato da ricordare da vicino la <a href="http://www.giardinaggioindoor.it/2009/01/28/tartufi-e-tartufaie/" target="_blank">coltivazione del tartufo</a>.</p>
<p>Si deve infatti localizzare un ambiente il più simile possibile a quello naturale quanto ad <strong>illuminazione, temperatura ed umidità</strong>. Qui si pianteranno alberi artificialmente micorrizati con <strong>spore di fungo porcino</strong> da ditte specializzate.</p>
<p>Anche il terreno deve avere le caratteristiche ideali e per ottenere buoni risultati è bene utilizzare terriccio che abbia già in passato dato vita a <strong>funghi porcini</strong>.</p>
<p>Per vedere i primi risultati bisogna attendere qualche anno.</p>
<p>L&#8217;intero procedimento è molto oneroso e il prezzo dei funghi non basta ad ammortizzarlo, come accade invece nel caso dei tartufi.</p>
<p>Ecco perchè <strong>la coltivazione del fungo porcino</strong> è una nicchia di mercato ristretta e a tutt&#8217;oggi l&#8217;unica alternativa alla raccolta resta l&#8217;acquisto.</p>
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