Idroponica sul balcone di casa (parte uno)

Foto e testi pubblicati per gentile concessione de ilRospo.it

idroponica in casaQuando Cortes impiegò il concetto di esportazione della democrazia con gli Aztechi si ritrovo innanzi ad un grande popolo che gli si parò davanti in tutta la sua potenza a Tenochtitlàn, la grandiosa capitale del regno azteca.

Non mi soffermerò sulla fine di questo popolo per mano dei conquistadores ma su uno degli aspetti che colpì i soldati più semplici di queste spedizioni omicide: su quello che un probabile ex contadino assoldato nella marmaglia spagnola ebbe a vedere con i suoi occhi rimanendo presumibilmente alquanto scosso.
La capitale del regno azteco infatti sorgeva su alcuni isolotti nel lago Texcoco ed era quindi carente di terreno fertile sul quale poter coltivare: una pecca non da poco contando che si presume vivessero in questa città circa 200.000 persone. Così, ingegnandosi con ciò che la natura poteva offrire, si teorizzò e si iniziò ad utilizzare una tecnica di coltivazione a “radice fluttuante” che consisteva nello sfruttamento dell’acqua del lago tramite la costruzione di isole fertili galleggianti. Vere e proprie zattere di canne legate insieme con i giunchi costituirono l’ossatura di questo sistema che prevedeva quindi una sottile striscia di terra posizionata sulle zattere dove iniziare la semina per poi far trovare alimento alle piante nell’acqua sottostante.
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Idroponica a scuola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo bell’esempio di idroponica semplificata:

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Colture indoor: fai da te o negozio?

idroponica fai-da-tePremettiamo che Giardinaggio Indoor sostiene e incoraggia l’autosufficienza e l’iniziativa, e lo spirito che generalmente anima chi decide di costruire qualcosa con le sue mani.
Seguendo questa filosofia abbiamo spesso presentato progetti realizzati con creatività da persone che tentando e ritentando hanno ottenuto la soddisfazione di qualcosa di unico e funzionale.
Abbiamo però anche ricevuto commenti ed email di persone deluse, scoraggiate dalla frustrazione dovuta alle difficoltà nel replicare un simile successo.
Per questo una volta in più vorremmo sottolineare che nella maggior parte dei casi nulla è semplice come appare e che se tentar non nuoce il risultato non è comunque mai garantito.
Ecco un qualche considerazione da tenere presente quando si decide di rimboccarsi di le maniche e impugnare il cacciavite.

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Le malattie del pomodoro

malattie del pomodoroColtivare pomodori è un po’ un classico: non c’è orto dove manchi questa pianta, sia esso all’aperto, in serra o sul balcone di casa.

Ma i pomodori possono soffrire di diversi tipi di malattie e parassiti, spesso dovuti a questioni climatiche fuori dal controllo del giardiniere.

Siccome alcune varietà sono più resistenti di altre, il consiglio è sempre di acquistare in negozi che vi  possano indicare la tipologia più adatta al vostro ambiente e alla vostra modalità di coltivazione, indoor o outdoor.

E ‘importante ovviamente cogliere i sintomi del malessere appena si manifestano ed intervenire subito, prima la patologia si diffonda a tutti le vostre piante di pomodoro e non solo, visto che parecchie altre piante come le patate, melanzane e peperoni sono sensibili agli stessi problemi.

Ecco qui una lista non esaustiva di alcune malattie comuni del pomodoro, i loro sintomi e come procedere.

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Il paradosso dell’obesità negli USA

Come riportava il New York Times qualche tempo fa, è ormai cosa nota che la piaga della malnutrizione e di quella che generalmente viene obesitàchiamata fame non colpisce solo il Terzo Mondo.
Negli Stati Uniti è ben visibile nelle zone più povere lo stretto rapporto tra crescente obesità e scarso accesso al cibo.
La carenza di nutrimento e l’obesità possono colpire non solo persone che vivono nello stesso ambiente, ma anche sotto lo stesso tetto o, di fatto la stessa persona.
Oggi infatti, in molti Paesi, sovrappeso patologico e denutrizione sono due lati della stessa medaglia; le fasce della società a reddito più basso sono più colpite da cattiva nutrizione e di conseguenza oggi i poveri americani senza accesso al cibo non sono magri come ci si aspetterebbe, ma grassi.

Il cibo fresco e nutriente è un lusso che alcuni non si possono permettere. Nei supermercati del Bronx abbonda solo junk food economico, per le strade è possibile comprare a poco prezzo cibo ricco di calorie e privo di valore nutritivo.

Non è dunque solo la difficoltà nell’accesso agli alimenti ad aumentare sempre più le schiere degli affamati del mondo, ma anche l’accesso al cibo sbagliato.
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Orto in balcone: come progettarlo senza stress

organizzare orto Avete un balcone grande e non sapete come sfruttarlo a pieno? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.

Se l’idea vi attira ma non credete di farcela a costruire un orto da soli, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.

Ad ognuno il suo spazio

Pensate che il vostro balcone non sia poi così grande da contenere un orto?

Non scoraggiatevi! Una singola piantina non occupa poi così tanto spazio.

Ricordatevi solo che anche le radici hanno bisogno di spazio e che quindi ogni ortaggio deve essere piantato ad una certa distanza dagli altri.

Nel dubbio, riducete il numero di piantine che avete intenzione di piantare. Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.

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Coltivare orchidee in idroponica

Le orchidee sono da sempre considerate fra le piante più belle che si possano coltivare, declinate dalla natura in un’incredibile varietà di forme e colori.

Le radici visibili, spesse e bianche, e la forma allungata delle foglie contribuiscono ad arricchire il fascino degli incantevoli fiori. Non stupisce per nulla quindi il numero di appassionati che coltivano orchidee anche solo per il piacere di guardarle.

Nella foresta pluviale e in varie zone tropicali queste piante crescono liberamente sui tronchi, o sulle rocce ricoperte di muschio: su queste superfici l’acqua piovana scorre apportando un perfetto livello di acqua e ossigeno, mentre le radici traggono il nutrimento dalla vegetazione in decomposizione. Non c’è terra, questo in cui crescono molte orchidee si può definire un ambiente idroponico per natura.
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Cenni di biologia: come sono fatte le piante

Per capire come coltivarle al meglio è d’aiuto avere un’idea indicativa di come sono fatte e di come svolgono le  funzioni vitali nelle piante.

stoma su una pianta di pomodoro

stoma su una pianta di pomodoro

Il sistema vascolare

Questo insieme di “tubature” permette la circolazione dei nutrienti e della linfa attraverso la pianta.
E’ composto da due parti distinte:

Lo Xilema è un’insieme di tessuti vegetali che trasporta l’acqua e le sostanze in essa disciolte.
Contiene vasi (detti Tracheidi e Trachee) attraverso i quali l’acqua scorre anche per cento metri (si pensi ad esempio alle sequoie), sfruttando l’energia solare e il fenomeno dell’evaporazione durante la traspirazione.

Il Floema ,detto anche tessuto cribroso o libro, è il tessuto che trasporta la linfa dall’area in cui viene prodotta a quella in cui servirà alla pianta o deputata all’accumulo.
Il movimento della linfa avviene attraverso organi detti pompe molecolari, ad una velocità che varia da 10 a 100 centimetri all’ora.

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Misurazione dell’EC, PPM e TDS in idroponica

acquaLe piante sottraggono dalla soluzione nutritiva fertilizzanti e acqua contemporaneamente, ma non necessariamente nella stessa misura.

In un clima caldo ad esempio le piante tendono a “bere” di più, e unitamente all’alto tasso di evaporazione questo rende la concentrazione di nutrienti troppo alta.
Per mantenere stabile e sotto controllo l’equilibrio della soluzione è necessario monitorare l’EC o conduttività.

Questo valore è l’unico modo che abbiamo per stabilire con esattezza quanti nutrienti sono ancora presenti nell’acqua. Una presenza troppo elevata può danneggiare irreversibilmente le piante, mentre tracce troppo scarse porteranno carenze e sviluppo rallentato.
Per rilevare l’EC si utilizza uno strumento apposito che segnala la quantità di sali (totali, quindi senza distinzioni) disciolti. Esistono diversi modelli di misuratori portatili o fissi con sonde, di varie fasce di prezzo.

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Coltivare indoor per la salute

Le nostre nonne avevano ragione: una ricerca conferma che le piante possono effettivamente diminuire l’inquinamento presente negli ambienti chiusi.

Considerando la quantità di tempo che oggi passiamo in casa e al lavoro dobbiamo temere particolarmente l’inquinamento da ozono, il gas noto per la sua azione di barriera ai dannosi raggi UV.

Questo gas, tanto utile nella stratosfera per evitare dall’effetto serra, concentrandosi al suolo pu diventare un serio rischio per la salute.

L’esposizione prolungata può portare infatti all’edema polmonare, un’affezione seria che negli Stati Uniti causa due milioni di morti all’anno.

Ricerche condotte della Pennsylvania State University stabiliscono l’utilit di alcune comuni piante da appartamento nell’abbassare i livelli di ozono in ambienti indoor.

Economiche, di facile manutenzione, e sicuramente pi pratiche di un filtro ai carboni attivi, piantine decorative come sansevieria, chlorophytum e scindapsus preservano case ed uffici dall’accumulo di gas dannosi.

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